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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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giovedì 17 settembre 2015

venerdì 17 luglio 2015

“Idraulici a nero e Prodotti cinesi: chi è il vero problema dell’evasione fiscale in Italia?“ di Francesco Fedi

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Ne aveva parlato anche tre anni fa il Quotidiano Libero. La Cina c'inchiappetta decine di  miliardi di euro l'anno (LEGGI L'ARTICOLO DI di Rita Cavallaro del 08/03/2012). Con l'importazione delle merci cinesi, è di questo ordine di grandezza l'evasione di Iva e dazi doganali:

"… L'evasione fiscale, quella vera, si consuma in dogana. Mentre Finanza e Agenzia delle Entrate sono impegnate tutti i giorni a dare la caccia ai furbetti del Fisco, ai varchi doganali italiani, ogni anno, la Cina evade 30 miliardi di euro. Una frode colossale, che il paese asiatico porta avanti con un sistema ben collaudato: la sottofatturazione.
Attraverso false fatture e documenti artefatti all'origine, le aziende cinesi importano nel nostro Paese una marea di merci omettendo di dichiarare il reale valore dei prodotti, risparmiando così il 30 per cento circa dall'evasione del dazio e dell'Iva…. … chi tutti i giorni ha a che fare con i prodotti "made in China" sottofatturati di 3,5, 10 o addirittura 20 volte, il gigante asiatico froda all'Italia 30,2 miliardi di euro all'anno… 
Esistono due tipologie: all'export, che consente di costituire plafond Iva, e all'import, la forma più pericolosa. Perché è all'atto dell'importazione che gonfiare le fatture determina i maggiori danni per l'economia italiana e genera tre fenomeni: la costituzione illecita di fondi all'estero attraverso l'esportazione di capitali, l'aumento fittizio dei costi industriali e il ricorso al licenziamento o all'utilizzo di ammortizzatori sociali. Dalle indagini è emerso che sono sempre di più le aziende italiane a mettere in atto la sovrafatturazione grazie a sodalizi con la criminalità cinese. Tutto inizia con la produzione di una fattura falsa all'estero. L'impresa nostrana costituisce una società in un paese extracomunitario che abbia un accordo di non doppia imposizione fiscale con l'Italia (ad esempio l'Albania). Vengono quindi create una società fiduciaria nel nostro territorio e una finanziaria in un Paese che garantista la riservatezza sui dati societari, come il Lussemburgo. Attraverso la fiduciaria, l'azienda italiana controlla la finanziaria e di conseguenza la società albanese. In questo modo può importare dalla Cina un prodotto con una fattura gonfiata, dichiarando alla dogana un prezzo maggiore ed evadendo Iva e dazio. Il container viene inviato in Albania e rientra in Italia con un costo maggiorato dopo la simulata lavorazione all'estero. Un fenomeno devastante per la nostra economia, che perde le imposte e si ritrova con sempre più disoccupati. Mentre la Cina "congela" i nostri soldi.

Avevamo un po' accennato all'argomento qualche tempo fa , in occasione del maxi-sequesto di merci pericolose all'interno del centro "Euroingro", nella zona industriale del "Macrolotto" (LEGGI).
 
Dopodiché concentriamoci un po'. Pensiamo a quello che intere schiere di politici contiunuano a propinarci come dato: "…In Italia abbiamo un peso dell'evasione che si attesta su cifre di 120-130 Miliardi di Euro a all'anno!...". Una relazione del presidente della Corte dei Conti presentata in audizione alla Commissione Finanze del Senato nell'ottobre 2012, trattava di una cifra introno ai 180 Miliardi di Euro (LEGGI).
 
Questo ci dà la misura della ridicolezza di quando ascoltiamo la solita solfa per cui "il nero", sarebbe quallo dell'idraulico che viene a cambiarci la guarnizione del rubinetto della cucina e ci prende 50-70 Euro, senza emettere regolare fattura…
 
La truffa delle merci cinesi, corrisponde al 15-25 % dell'intera evasione che in un anno avviene nell'intero paese. Poi a fare il resto ci pensa la nostra criminalità organizzata, la corruzione e via discorrendo…
 
Quanto all'articolo di Rita Cavallaro, decisamente ottimo, credo si sia da fare un piccolo appunto: la Cina non "congela" i nostri soldi, ma anche li reinveste e talvolta anche proprio qui. Questo comprando capannoni, case, appartamenti e fondi commerciali. Anche qui secondo schemi e modalità ben collaudate. Ovvero con l'accortezza di intestare tutto a connazionali privati che nel breve si renderanno irreperibili (Leggi altro articolo sull'argomento). Così, giusto per avere la certezza di non essere rintracciati presso un domicilio dove potrebbero arrivare cartelle esattoriali, multe, sanzioni, accertamenti… Tutti provvedimenti che vengono notificati presso indirizzi dove l'ufficiale o il postino, suona al campanello, bussa alla porta e non viene ad aprire nessuno… e così si ingigantisce in mare dei crediti inesigibili degli Enti e delle Amministrazione dello Stato e degli Enti Locali… Insomma, dani su danni..
 
Comunque sia, tutta questa premessa ci serve a commento della notizia/non-notizia del sequestro di tessuti importati di contrabbando dalla Cina a Montemurlo (LEGGI).  Questo è infatto accaduto un paio di giorni fa, mercoledì 15 luglio, quando la Guardia di Finanza ha eseguito diverse perquisizioni nell'ambito di un procedimento penale aperto dalla Procura di Prato, scaturito da una verifica fiscale eseguita nei confronti di una società di Montemurlo. Le perqusizioni hanno portato alla messa sotto sequestro di oltre 800mila euro in contanti e oltre 400mila euro in assegni, più 2.700 rotoli di tessuto. In rotoli di tessuto e filati importata dalla Cina erano stipati all'interno di numerosi container, per esser venduta da questa società ad un'altra, sempre di Montemurlo, ma prima ancora di approdare in territorio comunitario.
Queste cessioni venivano fatturate senza l'applicazione dell'Iva in quanto prive tecnicamente del requisito di territorialità, sebbene le due società avessero sede nella stessa struttura industriale.
Controllando le 40 operazioni commercialmente più rilevanti della seconda società, sono emerse  false fatture, che nel complesso portavano ad indicare un valore economico delle merci notevolmente inferiore. Riducendo dunque l'importo di quanto da versare all'erario, oltre a scontare un'imposizione più bassa, l'azienda riusciva a presentarsi sul mercato con prezzi concorrenziali rispetto a tutte le altre aziende che agivano nel rispetto dei propri obblighi fiscali.


lunedì 13 luglio 2015

“Il “CASO-PRATO”, tra attività illecite e “LIQUIDITA’ di ritorno”” di Francesco Fedi

"Il "CASO-PRATO", tra attività illecite e "LIQUIDITA' di ritorno"" di Francesco Fedi
 
Lunedì 13 Luglio 2015. Un'altra calda settimana di luglio ricomincia e, nonostante il caldo, ricomincia anche la mia ossessiva attività dei denuncia sul "CASO-PRATO" e su come questo sia il prodotto dell'esistenza di un'attività delle mafie cinesi che , sul nostro territorio, operano in modo sostanzialmente indisturbato.
 
Ne parlo da altre un anno e in questo tempo non ho fatto altro che commentare fatti di cronaca, secondo chiavi di lettura che una stampa sottoposta alla "censura-patronale" non può ovviamente fare (..questo è il bello dei blog: spazio illimitato e censure ZERO...).
 
Voglio dunque fare un passo indietro , alla mattinata di venerdì scorso ed alla rissa a colpi di machete che alcuni soggetti di nazionalità cinese, per motivi legati all'esercizio della prostituzione, hanno pensato di organizzare in centro, per ravvivare un po' il clima sonnolento di metà mattinata.
 
Il circo di strada è andato in scena nella zona fra via Garibaldi, via Tintori, via Verdi e piazza Mercatale, e a un certo punto in una colluttazione fra due prostitute cinesi tra calci, urla e sputi, in cui  una delle donne è finita a terra. Alcuni  testimoni, hanno poi affermato anche di aver visto  un terzo cinese, un uomo sulla quarantina, appunto armato di pistola e di machete.
Tutto è durato pochi minuti e all'arrivo dei carabinieri, la rissa era terminata e l'uomo passeggiava tranquillamente in via Pugliesi, all'angolo con via Garibaldi, parlando al cellulare. Perquisito, non aveva indosso armi di alcun tipo, . così è stato identificato, ma non denunciato visto che, come c'era da aspettarsi, le due donne coinvolte non hanno ammesso nulla….
La sostanza è che SERVE IL MORTO, O ALMENO UN FERITO, poi se succederà che la prossima volta si sparerà e si accopperà un passante, pazienza: sono cosa che capitano, e se se ne stava a casa, non gli succedeva.
Il bello è che da tempo i residenti di Piazza Marcatale hanno le idee chiare. Da tempo si sa chi controlla chi., tra magnaccia e metresse. In particolare una, una tizia di media altezza, mora, sui 45-50 anni, detta "LA PANTERA" e che spesso va in giro insieme a un altro tizio, anche lui cinese, su per giù della stessa età di lei, controllando il territorio e i vari appartamenti. Tutto secondo una gestione efficiente, pianificata, silente. Un'organizzazione che funziona come un orologio svizzero, tant'è è vero che la rissa di venerdì è stata proprio un fulmine a ciel sereno.
 
I militari dell'arma avrebbero dovuto fare di più?... Per cortesia, non scherziamo!... Come avrebbero potuto?..
 
Qui c'è un pesce che puzza dalla testa, ossia da quella politica che non mette la Procura della Repubblica di Prato, in condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro e magari anche con degli indirizzi precisi, strumenti e dotazioni adeguate
Così in tutto questa scarsità e inadeguatezza succede che non solo accadono risse con machete e pistole in pieno giorno, ma anche che il "mostrare la pistola" diventi un gesto di sfida anche quando ci si trova ad essere sottoposti ad un controllo.  Mi riferisco al fatto accaduto lo scorso 7 Luglio durante il sequestro di una confezione cinese in via Strozzi, dove il marito della titolare cinese della ditta ha minacciato gli ispettori della Asl intervenuti, estraendo una pistola da un cassetto e riponendola su una scrivania davanti ai loro occhi, con intento intimidatorio. Intervenuta una volante della Polizia sul posto, la pistola si è rivelata poi un giocattolo, fedele riproduzione di un'originale, a è stata comunque sequestrata e il cinese denunciato per minaccia aggravata.
 
Qualcuno penserà che questo signore sia un autentico coglione, uno che non ha saputo avere sangue freddo, lasciando che gli incaricati eseguissero il sequestro, visto anche che è a tutti noto che, giusto il tempo di trovarsi un prestanome nelle vasta cerchia di parenti, amici e collaboratori, fare quelle poche scartoffie che ci sono da fare tra commercialista e notaio, che lui e la moglie, la stessa attività la potevano riprendere, magari e prendendosi in affitto un altro capannone anche a breve distanza, da quello.
 
Allora perché questa coglionata, beccandosi una denuncia che forse avrà anche un processo per direttissima?.. In realtà non è stata una coglionata, ma un ottimo investimento, perché il più demente degli avvocati in circolazione, di fronte ad un fatto come quello che si è conclamato di fronte a degli agenti di polizia, non potrà far altro che consigliare di uscirne velocemente con un patteggiamento ed ottenendo così' una riduzione della pena fino ad un terzo e con tanto che, per quel tipo di reato già esigua, e pari a un anno di reclusione. Reclusione che forse, se il nostro amico cinese con la passione per le pistole giocattolo, risulterà essere anche incensurato, non farà neanche mai.  
 
Dunque il pistolero di Via Strozzi, almeno per ora, la galera non la vedrà proprio e forse il provvedimento di dissequestro della ditta della moglie, arriverà molto prima che si sia conclusa la vicenda giudiziaria della sua bravata… In compenso però, si sarà capito che lui è uno che voglia di scherzare ne ha poca e che d'ora in avanti, davanti al portone della sua ditta, della moglie e di eventuali prestanomi, sarà meglio tirare di lungo…
 
D'altra parte, nei panni di un ispettore ASL con reddito annuo tra i 15.000 e i 20.000 Euro netti al mese, rischiereste di prendervi una pistolettata al solo scopo di essere celebrato come eroe nazionale, di una nazione che non sa neanche tutelarvi a dovere nell'esercizio delle vostre funzioni?...
 
Non giustifichiamo il pensiero, perché questa nazione va avanti solo grazie ai propri eroi, ma comprendiamolo come un qualcosa di puramente umano…
 
Viene poi una domanda: perché tutto questo viene reso possibile e di fatto tollerato?.. Perché non c'è una politica che parla di questi fatti che riguardano la comunità cinese con i toni che questi meriterebbero? … Nota a margine: qualcuno ha per caso sentito qualche dichiarazione di Sindaco, Assessore o altro esponente politico di maggioranza, che abbia commentato almeno uno di questi fatti?...
 
In proposito, anche pensando alle vicende greche di questi giorni, una persona i ha fatto notare una cosa a cui non avevo pensato: LA LIQUIDITA'.
 
Dei 120 – 130 Miliardi di Euro di evasione fiscale annua stimata, sembra che oltre un miliardo sia da imputare all'attività delle Comunità Cinese nell'area Pratese. Così Prato, che con i suoi 200.000 abitanti circa, rappresenta 0,33 % circa della popolazione italiana, produce circa l'1% dell'evasione fiscale prodotta sul territorio nazionale. Vale a dire che, a grandi linee (tanto per intendersi) se in tutte le provincie d'Italia si avesse un simile rapporto, allora l'evasione totale potrebbe arrivare a tre volte tanto…
 
Ma allora vogliamo dire che La Cina ci rovina.?...
 
Per qualcuno no anzi, c'è tanta politica che evidentemente pensa che sia meglio far fare i porci comodi in casa nostra,  schiavizzando e soggiogando loro connazionali, che tanto poi i capitali usciti a nero, rientrano "a bianco"… In sostanza, la "FLAT TAX" tanto sbandierata da Matteo Salvini l'abbiamo già messa, senza che nessuno se ne sia accorto. Aggiungiamoci anche che nel caso in questione il contribuente si sceglie anche l'aliquota, visto che il si sceglie quanto reinvestire in Italia…
 
Vuoi o non vuoi, chi deve gestire ingenti capitali sa che deve diversificare, ovvero acquistare titoli e beni dei più svariati, dalle opere d'arte agli immobili, e dalle case e capannone, agli impianti sportivi  e agli stabilimenti balneari.
 
 
Chiediamoci infatti da dove vengano tutti questi ingenti capitali che, dal non sapere proprio più proprio cosa farci, adesso si comincia ad investire nelle attività più inusuali. Tutto con il plauso di Comune e Regione.
 
Abbiamo le prove di quello che stiamo dicendo? La risposta ovviamente è NO, ma dubitare è d'obbligo, quando si ha ben chiaro quale sia la situazione d'illegalità dilagante delle imprese cinesi.
 
Poi ci sono le attività più spiccatamente mafiose, come la gestione delle attività di prostituzione: chi ci dice che tutta questa montagna di capitali non sia altro che il riciclaggio di questi proventi?...
 
Per il resto, in grosso in bocca al lupo a tutti quegli imprenditori cinesi, che regolarmente fanno impresa sul nostro territorio, assumono con contratti di lavoro regolari i propri dipendenti, garantiscono loro di lavorare in sicurezza, sono in regola con il pagamento di tasse e contributi e, alla fine, riescono anche a fare buoni investimenti sul nostro territorio. Il timore però è che la situazione, possa essere anche ben diversa…
 
Dunque riassumendo, stiamo scambiando il nostro territorio e la proprietà dei nostri beni, stiamo scegliendo di non essere più padroni in casa nostra, sottostando al ricatto di quella liquidità monetaria della quale, causa gli sprechi e i privilegi della politica, siamo alquanto a corto. Il bello, è che potrebbe essere che questa liquidità, è solo una liquidità di ritorno: tasse non pagate, non pagate a monte, che, in una frazione veramente minima, ci tornano indietro come titoli d'acquisto… Diversamente, se decidessimo di combattere seriamente tutta questa illegalità, tante si queste risorse le potremmo recuperare a monte, farle transitare per il bilancio dello stato, avere dei conti migliori e in ultimo, essere noi quelli che investono sul proprio suolo, rimanendo proprietari di tutto..
 
 
 
 

venerdì 10 luglio 2015

PRATO: PARCHEGGI INSICURI - I cittadini raccontano e pretendono risposte !!!

Si Inviano due note di cittadini, riguardo a gravi fatti che ordinariamente sembrano avvenire nella zona di PARCO-PRATO ed alla Conad di Maliseti. Da notare come in una di queste si faccia appello all'"Assessore alla Sicurezza" che, come ben sappiamo, è tra quelle materie per cui il Sindaco Biffoni ha ritenuto di non dover assegnare alcuna delega. Appare evidente come questa scelta si stia rivelando sempre più deleterea. Forse sarebbe davvero il caso di dare delle risposte a chi le chiede e, magari, che siano anche risposte appropriate.

Grazie,

Francesco Fedi

"Mentre a Prato infuriano le polemiche su quei poveracci di profughi ospitati da un privato a casa sua, vorrei raccontarvi cosa mi è capitato oggi...per la serie "Prato città sicura" ...in pausa pranzo sono andato a cazzeggiare all' OBI nuova che hanno aperto difronte al Parco Prato (adoro cazzeggiare per centri commerciali...che ci volete fare...) fatto il mio giretto, esco per andare ad un appuntamento di lavoro e mentre vado verso lo scooter, vedo in un angolo un po' lontano del parcheggio (dall' altra parte della strada) un uomo e una donna intorno ad una ragazza con fare un po' "concitato"...mi avvicino e questi due (l' uomo e la donna...età apparente circa 40-45 anni....ITALIANI) avevano abbordato una ragazza da sola che andava a riprendersi la macchina, per vendergli dei braccialetti rossi contro il malocchio (!!)....lei non gli voleva comprare e loro l' avevano seguita insistendo e accerchiandola in un angolo una volta arrivata alla macchina...mi sono avvicinato e con voce un po' altina ho chiesto se c' erano "problemi"...alchè i due si sono allontanati e questa ragazza è salita alla svelta in macchina e se ne è andata....mentre tornavo verso lo scooter ho visto che sono saliti su un camper targato PE parcheggiato poco distante....mi si è avvicinato anche un signore (che probabilmente aveva assistito alla scena) e mi ha detto che sono lì quasi tutti i giorni e appena vedono una donna sola o persone anziane diventano ...diciamo così..."molto insistenti"....questo accade a Prato ...in un parcheggio di un centro commerciale alle 14:30...dopo che, sempre a Prato, nel giro di una settimana, abbiamo avuto il maniaco che insegue donne sole in auto la notte....la coppia che fa la "truffa dello specchietto"....il bandito in BMW che ruba le borse al volo ai semafori...ecco...io non sarei così sicuro che il problema della nostra città siano quei poveracci dei profughi...per altro ospitati da un privato in una delle sue case e quindi pure ben individuabili.....I NNE"
di Claudio Falcini

" [Ho appena assistito a uno] Scippo in diretta al Conad di Maliseti. Io e una signora al parcheggio quasi messe sotto da una Clio grigia che è scappata a tutta velocità. Oggi hanno preso lei . Qualcuno può dirlo all'assessore alla sicurezza ?"
di Antonella Sarno

giovedì 2 luglio 2015

CALENZANO IL SUCCESSO DI RIFIUTOSTOP, DIFFERENZIATA AL 67%

Rifiutostop e "porta a porta" e la differenziata arriva al 67% !!!!

CALENZANO – Telecamere contro gli abbandoni dei rifiuti. "Rifiutostop" è il progetto del sistema video attivato dal Comune per contrastare le discariche abusive. Le telecamere, infatti, sono state posizionate a rotazione nei punti più sensibili indicati dal servizio ambiente. I filmati saranno poi a disposizione della Polizia Municipale, che potrà così sanzionare i responsabili degli abbandoni indiscriminati su aree pubbliche. Non è questo il solo intervento sui rifiuti messo in atto dall'amministrazione comunale di Calenzano.
Entro questo mese di luglio a Legri inizierà il "porta a porta" per la raccolta dei rifiuti. Lo stesso sistema sarà messo in pratica anche al Nome di Gesù entro la fine dell'anno. Al Nome di Gesù il servizio comprenderà anche il tratto di via di Prato che va dal Ponte alla Marina alla provinciale per Barberino, alla zona artigianale di via Volta, via Meucci.
"Calenzano ha la percentuale di raccolta differenziata più alta della zona – ha commentato l'Assessore all'Ambiente Damiano Felli – già oggi siamo al 67%: con i nuovi servizi di Quadrifoglio contiamo di arrivare al 70%".
Un obiettivo sul quale l'amministrazione comunale sta lavorando su più fronti: dal contrasto alle discariche abusive all'applicazione di nuovi metodi di raccolta dei rifiuti.
"Il nostro programma è quello di incentivare la raccolta differenziata con nuovi servizi e informazioni ai cittadini – ha continuato l'assessore Felli – Con la zona di via Volta completiamo il porta a porta nelle aree industriali, dove si ottengono ottimi risultati, mentre nelle zone centrali pensiamo ai cassonetti a calotta, con la chiavetta personale per i rifiuti indifferenziati, un modello che Quadrifoglio sta attuando in tutti i comuni della Città metropolitana. Con questo sistema a regime potremo quindi raggiungere l'80%, un dato che dovrebbe far riflettere a livello regionale sulla necessità di rivalutare il piano complessivo dei termovalorizzatori presenti in Toscana".

lunedì 29 giugno 2015

NO INCENERITORE: 30 giugno - 3 luglio - La mobilitazione continua...

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L'inceneritore? Un film già visto!

Il prossimo martedì 30 giugno l'Assemblea per La Piana Contro le Nocività invita tutta la popolazione interessata a partecipare al Consiglio Comunale di Campi Bisenzio presso la sala consiliare Sandro Pertini, a partire dalle ore 17.
In tale occasione saranno discussi due ordini del giorno (uno presentato unitariamente dalle forze di opposizione ed uno presentato da alcuni membri della maggioranza) in cui viene chiesto al Comune di Campi di prendere una posizione nettamente contraria alla realizzazione dell'inceneritore di case Passerini e di sostenerla durante la prossima Conferenza dei Servizi fissata per il 3 luglio. Le forze di opposizione presenteranno lo stesso documento di Sesto Bene Comune approvato a Sesto Fiorentino lo scorso 16 giugno (21 voti favorevoli ed uno contrario). La maggioranza presenterà un documento analogo che probabilmente avrà molti punti in comune e ne aggiungerà di altri, sempre nell'ottica di rivedere la decisione di fare partire i lavori di realizzazione dell'inceneritore. La consapevolezza che i tempi sono cambiati, che nessuna opera compensativa pianificata è stata realizzata, lo stravolgimento del progetto del Parco della Piana e forse, la sensazione che è giunta l'ora (tardi, infinitamente troppo tardi) di considerare anche gli interessi dei cittadini, stanno facendo smuovere le acque a livello di amministrazioni locali.
Da parte nostra manteniamo ai massimi livelli lo spirito critico evidenziando che tali azioni, effettuate così a ridosso di avvenimenti come una conferenza dei servizi definita "decisoria", lasciano un pò l'amaro in bocca. Se sarà dato via libera ai lavori dell'inceneritore, queste forze politiche si fregeranno di averle tentate tutte, se i lavori saranno bloccati si arrogheranno il merito di esserci riusciti. In quest'ultimo caso saremo comunque estremanente felici di quanto ottenuto. Certo non ci faremo ingannare da un risultato che non dipende da uno o più odg presentati all'ultimo momento, ma viene da lontano, da molto più lontano, come sanno benissimo tutti gli attivisti in questi lunghi anni di mobilitazione.

 pianacontronocivita.noblogs.org

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giovedì 25 giugno 2015

"GRUPPI DI CONTROLLO CASSONETTO - La proposta va avanti" di Francesco Fedi

 FRANCESCO FEDI, PRATO.

GRUPPI DI CONTROLLO CASSONETTO

Sul gruppo facebook "Prato si si ribella a qualsiasi sistema di illegalità" (https://www.facebook.com/groups/221486598030139/?fref=nf), sto continuando a proporre la mia iniziativa per il contrasto allo scarico abusico di sacchi di scarti tessili: 

GRUPPI DI CONTROLLO CASSONETTO, LI FACCIAMO SI O NO?.. Un piccolo aggiornamento/approfondimento sull'idea di mettere in piedi i GRUPPI DI CONTROLLO CASSONETO, per creare una condizione di disagio, diciamo "disagio mediatico", per cui le istituzioni si sentano ancora più obbligate ad occuparsi seriamente del problema. Questo perchè quando una cosa diventa di dominio pubblico, allora si sa che tutti sanno e allora ci sta che qualcuno pensi che qualcun altro sia un incapace e uno che si rende inerte verso il problema. Non basta fotografare, è vero, per questo ci dobbiamo organizzare ed accompagnare delle foto a una segnalazione scritta. Stiamo cominciando a capire che la fascia oraria con cui questi scarichi semprano verificarsi con maggiore presenza è tra le 22.00 e le 2.00 di notte. Per questo se ci appostiamo non lontano da uno di quei cassonetti incriminati, concentrandoci in quelle ore, allora abbiamo buone possibilità di beccare qualcuno sul fatto. Poi se viene a piedi allora basterà pedinarlo e capire da dove arriva, se invece viene in macchina, basterà prendere la targa. Quello che è più difficile è agire nei confronti delle bande di Roma e albanesi che fanno il ritiro abusivo a pagamento, perchè non è detto di riuscire a cogliere il momento del carico dei mezzi, che solitamente sono dei furgoni, che trasportano la merce lontano e scaricano in strade di campagna. Altro caso difficile è quello del sacco caricato all'interno dell'edificio diretatmente dall'abusivo e traspostato altrove. Come pure anche quando la banda Rom/albanese effettua il carico dall'interno della ditta e quindi da fuori non vediamo nulla. Comunque noi dobbiamo appostare dei veri e proprio "cecchini" muniti di camera, macchina fotografica, documentare tutto, inviare immediatamente la segnalazione per e-mail e pubblicare tutto: foto, video ed e-mail su Facebook e, quanto ai video, su Youtube. Bisogna puntare anche a far uscire questo fenomeno da Prato, cercando di far arrivare la cosa a testate giornalistiche e mass media a livello nazionale. Se ad esempio Panorama o "Report" facessero un servizio, sarebbe davvero una gran cosa... ..In giro pre l'Italia, oggi tutti hanno anche solo una vaga idea di cosa accada a Lampedusa, ma nessuno può immaginare cosa davvero possa essere Prato e i suoi Macrolotti. Dobbiamo puntare a divenire un pungolo continuo, una vera spina nel fianco per chi sa di doversi interessare della cosa. Dobbiamo essere in tanti, perchè non si può pensare che tre-quattro persone passino le proprie notti n macchina per i prossimi cinque-sei mesi....Dunque la domanda è, chi c'è? Chi è disponibile?... Che diponibilità può avere? Si può rispondere di SI e allora si comincia a lavorare, oppure si può rispondere di NO e allora non si ha più diritto a lamentarsi quando arrivano da pagare le TASSE SUI RIFIUTI. Chi non fa non ha diritto a lamentarsi.

martedì 23 giugno 2015

PARTE 2: Perché l’abrogazione della Legge Merlin non è la soluzione (BUFALE FISCALI E NON SOLO)” di Francesco Fedi

 PARTE SECONDA.

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"Prostituzione: Perché l'abrogazione della Legge Merlin non è la soluzione-( BUFALE FISCALI E NON SOLO)" di Francesco Fedi
 
Dunque, dopo aver introdotto alcune passaggi della Legge Merlin e di fatti e circostanze a questa legati, (Leggi la Parte 1 del presente articolo) veniamo ad alcune considerazioni sul piano fiscale.
Lo facciamo tenendo presente che una delle argomentazioni che sembrano essere più convincenti della "tesi-abolizionista" di questa norma, vi è indubbiamente la chimera del recupero di chissà quale gettito fiscale.
Ovviamente questo non è affatto così, oppure è vero solo in parte, oppure ancora e forse ancora di più la questione del recupero del sommerso è completamente slegata dal fatto che la Legge Merlin si o meno presente nel panorama normativo italiano. Vediamo perché.
Innanzitutto dobbiamo ricordare come non sia affatto vero che una prostituta non possa pagare le tasse. Di altrettanto vero è che molti non sanno che non si configura come reato di "favoreggiamento", ossia uno di quei reati proprio introdotti nell'ordinamento dalla Legge Merlin, il fatto di affittare a una o più prostitute un appartamento, dove queste svolgano la loro professione.
A dirlo è niente-popo-di-meno che la Suprema Corte, anche conosciuta come Corte di Cassazione, ossia il massimo organo giuridico dello Stato Italiano che, nelle controversie e nei processi, interviene esprimendosi nel terzo, e definitivo, livello di giudizio. Si esprime dunque sulla legittimità, in ultima istanza, circa le sentenze emesse dalla magistratura ordinaria, garantendo esatta osservanza ed uniforme interpretazione delle norme di diritto.
Questo è avvenuto il giorno 1º ottobre 2010, quando con sentenza n. 20528, è stato stabilito che la prostituzione tra adulti, trattandosi di un'attività "lecita", è obbligatoriamente soggetta a tassazione. Vale a dire anche che da tale data  si tratta di un'attività tassabile al pari di ogni altra
Per giunta la suddetta impostazione è stata poi anche riconfermata anche qualche mese più tardi con il pronunciamento n. 10578 del 13 maggio 2011, occasione in cui è stato ribadito che  «l'articolo 36 comma 34 bis della Legge 248/2006, facente capo alla Legge 537/1993 articolo 14 comma 4 ed all'articolo 6 comma 1 del D.P.R. 917/1986 T.U.I.R., ha implicitamente modificato la Legge 75/1958 agli articoli 7 e 3 comma primo numero 8, derogando i rispettivi dettami ai fini fiscali».
In altre parole, già da alcuni anni i giudici hanno "modificato" già alcune parti della Legge Merlin, con particolare riferimento alla punibilità della concessione in locazione di residenze o locali ove all'interno si eserciti la prostituzione.
Insomma, non ce ne siamo accorti, ma in un certo qual senso le "case chiuse" potrebbero già essere di fatto riattivate, senza andare incontro ad alcun problema con la legge.
Addirittura le sentenze citate intervengono riabilitando anche "…chiunque, essendo proprietario, gerente o preposto a un albergo, casa mobiliata, pensione, spaccio di bevande, circolo, locale da ballo, o luogo di spettacolo, o loro annessi e dipendenze o qualunque locale aperto al pubblico od utilizzato dal pubblico, vi tollera abitualmente la presenza di una o più persone che, all'interno del locale stesso, si danno alla prostituzione… »
Dunque viene da chiedersi quale sia l'anello mancante. Ebbene l'anello mancante non c'è proprio, visto che ogni donna che decida arbitrariamente di prostituirsi può benissimo recarsi in un qualsiasi sportello dell'Agenzia delle Entrate, richiedere un numero di partita I.V.A.  ed dare avvio alla propria attività, con tanto di emissione di fattura a fronte del pagamento della prestazione.
Come ogni altro libero professionista, specificato che per questa non ci sarà alcun albo professionale cui doversi iscrivere, potrà consegnare al proprio commercialista il propri documenti fiscali, presentare una dichiarazione dei redditi nei termini previsti, attivarsi periodicamente con i versamenti I.V.A. e quant'altro.
A onor del vero, è giusto riportare che per consentire tutto questo, altro non si dovrà fare che associare quel numero di partita I.V.A. ad un tipo di attività similare, stante che ad oggi non si ha notizia che il Ministero delle Finanze abbia sdoganato questo particolare tipo di attività. Ciò però non è un gran problema visto che esistono da lungo tempo professioni nel campo dell'intrattenimento, pubbliche relazioni e quant'altro. E' un po' rattoppo ma (da ingegnere) dico che funzione e quindi va bene.
Insomma, chi vuole prostituirsi e pagare le tasse, non solo può farlo ma deve e non è causa di alcun rischio per chi gli affitti un immobile dove esercitare la professione o per quell'albergo, residence o ancora altro ove questi stabilisca il proprio domicilio.
Quindi questo significa che la Legge Merlin è già di fatto abrogata? La risposta è: assolutamente NO! Infatti quello che non è possibile è possedere una licenza per un esercizio commerciale dove si offrano prestazioni sessuali a pagamento.
Quello che infatti il nostro ordinamento continua a ripudiare è che un soggetto forte, economicamente e non solo, possa approfittarsi di un soggetto debole, nel qual caso la prostituta, lucrando sulla dignità e sulla salute di quella persona. Ricordiamoci qui come le argomentazioni della Sen. Merlin, che abbiamo riportato nella prima parte di questo articolo, si fondassero proprio su questi dettati costituzionali e su altri fonti di diritto di caratura internazionale, fatte proprie dall'allora neonata Repubblica Italiana.
Di conseguenza viene da chiedersi quali effetti giuridici si produrrebbero di fronte ad un tranciamento di netto di quella norma che, sparendo d'un solo colpo dal nostro ordinamento, ci condurrebbe, immagino, di fronte al ripristino dello status ex-ante se non forse al vuoto normativo Queste però sono considerazioni verso le quali riconosco di non avere adeguate competenze e per le quali sarebbe interessante ascoltare l'opinione di qualche insigne giurista.
Di sicuro, tra le varie cose, è da sciocchi pensare che dal giorno successivo si potrebbero "riaprire le case chiuse", visto che nessuno sarebbe in possesso di una licenza d'esercizio e che, a meno di una totale liberalizzazione di quell'attività, questa, a titolo generale e proprio come tipo di atto amministrativo, richiederebbe di essere completamente riesumata (…come si chiede, chi la concede, quali sono i requisiti richiesti al locale?.... ..e andiamo avanti così…).
Questo almeno, come sembra, se si voglia che all'interno di queste strutture siano garantiti dei requisiti minimi d'igiene e sia salvaguardata la salute tanto dei clienti, quanto dei lavoratori/lavoratrici…
Non dimentichiamo infatti che in quasi 60 anni, il panorama normativo italiano si è un bel po' ingrassato e che aprire un'attività, per giunta ad alto rischio sanitario, comporta il doversi confrontare con tutta una serie di normative infinite, tra le quali, non ultima, con tutto quanto attenga la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
  
 

lunedì 22 giugno 2015

TOSCANA: L’ECOLOGIA INTEGRALE DI BERGOGLIO e LA PIANA FI,PO,PT. (clicca qui)

E' stata piantata una nuova idea , facciamola crescere.......
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L'ECOLOGIA INTEGRALE  DI BERGOGLIO e LA  PIANA FI,PO,PT.
L'Enciclica di Bergoglio, sull'ambiente, è appena uscita, ma sta avendo un grande e secondo me meritato successo. Notevole è la distanza rispetto a chi ci governa in Toscana e rispetto all'ala conservatrice della chiesa. Tante sono le letture che si possono dare, quasi tutte condivisibili anche dal mondo ambientalista, che può trovare in Bergoglio un insperato compagno di lotte. Vi si legge la preoccupazione per la crisi ambientale e per i poveri, gli scartati dalla società della finanza, delle banche e della tecnocrazia (vedi  la cultura dello scarto) su cui impattano principalmente gli effetti  dell'inquinamento outdoor ed  indoor, del riscaldamento globale, della cattiva qualità dell'acqua, che vogliono pure privatizzare, della mancata governance degli oceani, della perdita della biodiversità, della deforestazione, dell'esaurimento delle risorse naturali, della disumanizzazione delle città, etc.  "Di fatto, il deterioramento dell'ambiente e quello della società colpiscono in modo speciale i più deboli del pianeta: « Tanto l'esperienza comune della vita ordinaria quanto la ricerca scientifica dimostrano che gli effetti più gravi di tutte le aggressioni ambientali li subisce la gente più povera ». " Accanto a queste tragedie sociali ed ambientali, fra loro interconnesse, nell'indifferenza ormai globalizzata, stante ' la grave responsabilità della politica internazionale e locale' c'è l'esigenza di un altro modello di sviluppo, improntato alla sobrietà ed umiltà. C'è l' assoluta necessità ' di cambiamenti di stili di vita, di produzione e  di consumo',  di mettere in atto l'economia circolare, di sviluppare  fonti di energia rinnovabile. A livello mondiale è cresciuta la sensibilità ecologica delle popolazioni, l'ecologia umana, i movimenti e le associazioni che propongono buone pratiche, la difesa dei beni comuni e la decrescita. 'L'istanza locale' e la pressione delle popolazioni, sulla politica succube dell'economia e della finanza, possono fare la differenza e spingere verso una cultura della cura.
Qui di seguito ho scelto alcune frasi di Laudato sì ', contestualizzandole al  territorio fiorentino, in particolare mi riferisco alle folli decisioni previste per la Piana FI, PO,PT.  Si può facilmente evincere come lo spirito di questa enciclica sia completamente estraneo a quei  miopi decisori politici. Auspico che l'attenta lettura di questa enciclica possa far cambiare la rotta a qualche politico coraggioso.
"D'altra parte, l'azione politica locale può orientarsi alla modifica dei consumi, allo sviluppo di un'economia dei rifiuti e del riciclaggio, alla protezione di determinate specie e alla programmazione di un'agricoltura diversificata con la rotazione delle colture."
Altro che modifica dei consumi, altro che sviluppo di economia del riuso e del riciclo, altro che protezione di determinate specie animali, altro che agricoltura diversificata! Qui si vuol potenziare l'aeroporto, per incentivare il turismo mordi e fuggi, i rifiuti si vogliono bruciare nell'inceneritore di Firenze, si irride a che si preoccupa del rospo smeraldino cioè a chi difende la biodiversità e si sostiene il parco agricolo della piana, che di diversificato avrà solo gli inquinanti del suolo. 
"Negli ultimi decenni le questioni ambientali hanno dato origine a un ampio dibattito pubblico, che ha fatto crescere nella società civile spazi di notevole impegno e di generosa dedizione. La politica e l'industria rispondono con lentezza, lontane dall'essere all'altezza delle sfide mondiali."
La politica toscana è ancora ferma  all'era degli inceneritori, agli insostenibili potenziamenti di aeroporti, al sotto attraversamento di Firenze, altro che lentezza ! Però sono nati dal basso tanti movimenti e associazioni che hanno portato una nuova cultura ecologica, (uno fra i tanti Rifiuti Zero a Capannori), che hanno dato inizio all'era della responsabilità ambientale e ad alla messa in discussione della alienante società consumista.
"L'educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un'incidenza diretta e importante nella cura per l'ambiente, come evitare l'uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via. Tutto ciò fa parte di una creatività generosa e dignitosa, che  mostra il meglio dell'essere umano. Riutilizzare qualcosa invece di disfarsene  rapidamente, partendo da motivazioni profonde, può essere un atto di amore che esprime la nostra dignità."
"….in seno alla società fiorisce una innumerevole varietà di associazioni che intervengono a favore del bene comune, difendendo l'ambiente naturale e urbano. Per esempio, si preoccupano di un luogo pubblico (un edificio, una fontana, un monumento abbandonato, un paesaggio, una piazza), per proteggere, risanare, migliorare o abbellire qualcosa che è di tutti. Intorno a loro si sviluppano o si recuperano legami e sorge un nuovo tessuto sociale locale. Così una comunità si libera dall'indifferenza consumistica.  "
In quest'ultima frase Bergoglio insiste sull'importanza della cooperazione fra le persone, tanti sono gli esempi che si possono fare, uno su tutti è l' esperienza di  agricoltura dal basso di Mondeggi  Bene Comune, Fattoria senza padroni. Nella frase qui sotto si sposta l'accento sull'importanza dell'assenso degli abitanti del luogo. Non basta trincerarsi dietro i consensi elettorali, come fa anche il Sindaco di Firenze Nardella per eludere il confronto con le migliaia di cittadini che sono scesi in piazza l'11 aprile e l'11 giugno a manifestare contro l'inceneritore di Firenze.
"È sempre necessario acquisire consenso tra i vari attori sociali, che possono apportare diverse prospettive, soluzioni e alternative. Ma nel dibattito devono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli, e possono tenere in considerazione le finalità che trascendono l'interesse economico immediato. Bisogna abbandonare l'idea di "interventi" sull'ambiente, per dar luogo a politiche pensate e dibattute da tutte le parti interessate. La partecipazione richiede che tutti siano adeguatamente informati sui diversi aspetti e sui vari rischi e possibilità, e non si riduce alla decisione iniziale su un progetto, ma implica anche azioni di controllo o monitoraggio costante. C'è bisogno di sincerità e verità nelle discussioni scientifiche e politiche, senza limitarsi a considerare che cosa sia permesso o meno dalla legislazione."
Nel  successivo paragrafo si parla dei rischi per l'ambiente legati alle emissioni, alle scorie, al mutamento del paesaggio e addirittura si suggerisce il Principio di Precauzione, tante volte da noi ambientalisti invano invocato, di fronte alle grandi opere impattanti sulla salute delle popolazioni .
"Quando compaiono eventuali rischi per l'ambiente che interessano il bene comune presente e futuro, questa situazione richiede « che le decisioni siano basate su un confronto tra rischi e benefici ipotizzabili per ogni possibile scelta alternativa »Questo vale soprattutto se un progetto può causare un incremento nello sfruttamento delle risorse naturali, nelle emissioni e nelle scorie, nella produzione di rifiuti, oppure un mutamento significativo nel paesaggio, nell'habitat di specie protette o in uno spazio pubblico."
"Nella Dichiarazione di Rio del 1992, si sostiene che « laddove vi sono minacce di danni gravi o irreversibili, la mancanza di piene certezze scientifiche non potrà costituire un motivo per ritardare l'adozione di misure efficaci » che impediscano il degrado dell'ambiente. Questo principio di precauzione permette la protezione dei più deboli, che dispongono di pochi mezzi per difendersi e per procurare prove irrefutabili. Se l'informazione oggettiva porta a prevedere un danno grave e irreversibile, anche se non ci fosse una dimostrazione indiscutibile, qualunque progetto dovrebbe essere fermato o modificato. In questo modo si inverte l'onere della prova, dato che in questi casi bisogna procurare una dimostrazione oggettiva e decisiva che l'attività proposta non vada a procurare danni gravi all'ambiente o a quanti lo abitano."
In queste ultime righe ci si riferisce all' antropocene, ai danni provocati dall'inquinamento quotidiano in cui tutti siamo avvolti e della necessità stringente di ridurlo, senza immettere altri cancerogeni nell'aria, nei cibi, nell'acqua.  La risposta dei politici è l'inceneritore, l'aumento del traffico aereo, il sottoattraversamento, …tutti frutti avvelenati della tecnologia legata alla finanza.
        "Esistono forme di inquinamento che colpiscono quotidianamente le persone. L'esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature. Ci si ammala, per esempio, a causa di inalazioni di elevate quantità di fumo prodotto dai combustibili utilizzati per cucinare o per riscaldarsi. A questo si aggiunge l'inquinamento che colpisce tutti, causato dal trasporto, dai fumi dell'industria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono all'acidificazione del suolo  e dell'acqua, da fertilizzanti,  insetticidi,  fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generale. La tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l'unica soluzione dei problemi, di fatto non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, e per questo a volte risolve un problema creandone altri."
Il Pianeta è diventato ormai un deposito di immondizia, ma la soluzione non sono gli inceneritori, che aumentano l'inquinamento con le emissioni, con le scorie, con le ceneri, coi fanghi da depurare, ma le buone pratiche, come la Strategia Rifiuti Zero.
"C'è da considerare anche l'inquinamento prodotto dai rifiuti, compresi quelli pericolosi presenti in diversi ambienti. Si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti l'anno, molti dei quali non biodegradabili: rifiuti domestici e commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici e radioattivi. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia. In molti luoghi del pianeta, gli anziani ricordano con nostalgia i paesaggi d'altri tempi, che ora appaiono sommersi da spazzatura. "
In quest'ultima frase si denuncia, con molto rigore scientifico, che gli inquinanti spesso sono persistenti e quindi si accumulano nell'aria, nei cibi, nei suoli, nell'acqua, nei corpi umani e sono tossici anche a basse dosi, cioè anche se ricadono entro i limiti di legge, sono comunque epigenotossici e gli effetti negativi impatteranno oltre che sulle popolazioni attuali anche sulle future generazioni. Questo è un passo molto importante che si cerca sempre di nascondere. E molte volte si aspetta di 'contare i morti'( vedi ad esempio gli studi epidemiologici che vanno sempre ripetuti)  prima di prendere delle adeguate misure.
"Tanto i rifiuti industriali quanto i prodotti chimici utilizzati nelle città e nei campi, possono produrre un effetto di bio-accumulazione negli organismi degli abitanti delle zone limitrofe, che si  verifica anche quando il livello di presenza di un elemento tossico in un luogo è basso. Molte volte si prendono misure solo quando si sono prodotti effetti irreversibili per la salute delle persone."
E le generazioni future ? E' questa la solidarietà transgenerazionale?
"La nozione di bene comune coinvolge anche le generazioni future. Le crisi economiche internazionali hanno mostrato con crudezza gli effetti nocivi che porta con sé il disconoscimento di un destino comune, dal quale non possono essere esclusi coloro che verranno dopo di noi. Ormai non si può parlare di sviluppo sostenibile senza una solidarietà fra le generazioni. Quando pensiamo alla situazione in cui si lascia il pianeta alle future generazioni, entriamo in un'altra logica, quella  del  dono  gratuito  che riceviamo e comunichiamo. Se la terra ci è donata, non possiamo più pensare soltanto a partire da un criterio utilitarista di efficienza e produttività per il profitto individuale. Non stiamo parlando di un atteggiamento opzionale, bensì di una questione essenziale di giustizia, dal momento che la terra che abbiamo ricevuto appartiene anche a coloro che verranno. "

sabato 20 giugno 2015

NO NUOVO AEROPORTO: Newsletter di Piana Sana - atterraggio da Firenze (clicca qui)

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Notizie da Piana Sana
per lo sviluppo sostenibile della Piana di Firenze, Prato e Pistoia
CAPITAN FUTURO

Atterraggio al nuovo aeroporto di Firenze

Simulazione dalla direzione di Firenze

Abbiamo pubblicato un video che simula un atterraggio al nuovo aeroporto di Firenze venendo dalla direzione di Firenze stessa.

Your text caption goes here

Con poco più di un milione e mezzo di abitanti, l'area metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia è la zona più densamente popolata della regione Toscana. Firenze è l'ottavo comune italiano per popolazione e ha la densità più alta di tutto il Centro Italia, Roma compresa.

Qui si vuole costruire il nuovo aeroporto di Firenze, con una pista di 2.400 metri in direzione sud-est nord-ovest.

E' previsto che la maggior parte dei movimenti aerei di atterraggio e decollo interesseranno il lato nord-ovest della pista, cioè la parte di Prato. Tuttavia, per le condizioni meteo e altri imprevisti, si stima che circa il 19% dei movimenti, in pratica uno su cinque, avverranno dalla parte di Firenze.

Questo risulta da un rapporto approvato ufficialmente dall'amministrazione regionale Toscana, che riporta dati dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC), forniti all'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAT), dalla società Aeroporto di Firenze (AdF).

Una tabella riporta dettagliatamente i movimenti al giorno previsti in direzione di Firenze. Si tratta di circa 12 decolli e 14 atterraggi, cioè in media un passaggio ogni tre quarti d'ora, dalle sei a mezzanotte, tutti i giorni. E' come dire che per due mesi e una settimana l'anno il nuovo aeroporto opererà verso la direzione sud-est, con in media un volo ogni otto minuti su numerosi quartieri residenziali di Firenze.

Ipotizzando una traiettoria di atterraggio standard, gli aerei si allineeranno alla pista più o meno sopra Rignano sull'Arno, a una ventina di chilometri di distanza e a un'altezza di poco più di 1.000 metri. Poi scenderanno di circa 50 metri a chilometro, sui quartieri Campo di Marte e Rifredi.

Il video mostra il punto di vista di un pilota, evidenziando paesi, scuole, asili e l'altezza da terra degli aerei.

Firma e diffondi la nostra petizione: vogliamo uno studio serio e indipendente sul progetto del nuovo aeroporto di Firenze.

Piana Sana
@PianaSana
www.pianasana.it
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