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venerdì 17 luglio 2015

“Idraulici a nero e Prodotti cinesi: chi è il vero problema dell’evasione fiscale in Italia?“ di Francesco Fedi

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Ne aveva parlato anche tre anni fa il Quotidiano Libero. La Cina c'inchiappetta decine di  miliardi di euro l'anno (LEGGI L'ARTICOLO DI di Rita Cavallaro del 08/03/2012). Con l'importazione delle merci cinesi, è di questo ordine di grandezza l'evasione di Iva e dazi doganali:

"… L'evasione fiscale, quella vera, si consuma in dogana. Mentre Finanza e Agenzia delle Entrate sono impegnate tutti i giorni a dare la caccia ai furbetti del Fisco, ai varchi doganali italiani, ogni anno, la Cina evade 30 miliardi di euro. Una frode colossale, che il paese asiatico porta avanti con un sistema ben collaudato: la sottofatturazione.
Attraverso false fatture e documenti artefatti all'origine, le aziende cinesi importano nel nostro Paese una marea di merci omettendo di dichiarare il reale valore dei prodotti, risparmiando così il 30 per cento circa dall'evasione del dazio e dell'Iva…. … chi tutti i giorni ha a che fare con i prodotti "made in China" sottofatturati di 3,5, 10 o addirittura 20 volte, il gigante asiatico froda all'Italia 30,2 miliardi di euro all'anno… 
Esistono due tipologie: all'export, che consente di costituire plafond Iva, e all'import, la forma più pericolosa. Perché è all'atto dell'importazione che gonfiare le fatture determina i maggiori danni per l'economia italiana e genera tre fenomeni: la costituzione illecita di fondi all'estero attraverso l'esportazione di capitali, l'aumento fittizio dei costi industriali e il ricorso al licenziamento o all'utilizzo di ammortizzatori sociali. Dalle indagini è emerso che sono sempre di più le aziende italiane a mettere in atto la sovrafatturazione grazie a sodalizi con la criminalità cinese. Tutto inizia con la produzione di una fattura falsa all'estero. L'impresa nostrana costituisce una società in un paese extracomunitario che abbia un accordo di non doppia imposizione fiscale con l'Italia (ad esempio l'Albania). Vengono quindi create una società fiduciaria nel nostro territorio e una finanziaria in un Paese che garantista la riservatezza sui dati societari, come il Lussemburgo. Attraverso la fiduciaria, l'azienda italiana controlla la finanziaria e di conseguenza la società albanese. In questo modo può importare dalla Cina un prodotto con una fattura gonfiata, dichiarando alla dogana un prezzo maggiore ed evadendo Iva e dazio. Il container viene inviato in Albania e rientra in Italia con un costo maggiorato dopo la simulata lavorazione all'estero. Un fenomeno devastante per la nostra economia, che perde le imposte e si ritrova con sempre più disoccupati. Mentre la Cina "congela" i nostri soldi.

Avevamo un po' accennato all'argomento qualche tempo fa , in occasione del maxi-sequesto di merci pericolose all'interno del centro "Euroingro", nella zona industriale del "Macrolotto" (LEGGI).
 
Dopodiché concentriamoci un po'. Pensiamo a quello che intere schiere di politici contiunuano a propinarci come dato: "…In Italia abbiamo un peso dell'evasione che si attesta su cifre di 120-130 Miliardi di Euro a all'anno!...". Una relazione del presidente della Corte dei Conti presentata in audizione alla Commissione Finanze del Senato nell'ottobre 2012, trattava di una cifra introno ai 180 Miliardi di Euro (LEGGI).
 
Questo ci dà la misura della ridicolezza di quando ascoltiamo la solita solfa per cui "il nero", sarebbe quallo dell'idraulico che viene a cambiarci la guarnizione del rubinetto della cucina e ci prende 50-70 Euro, senza emettere regolare fattura…
 
La truffa delle merci cinesi, corrisponde al 15-25 % dell'intera evasione che in un anno avviene nell'intero paese. Poi a fare il resto ci pensa la nostra criminalità organizzata, la corruzione e via discorrendo…
 
Quanto all'articolo di Rita Cavallaro, decisamente ottimo, credo si sia da fare un piccolo appunto: la Cina non "congela" i nostri soldi, ma anche li reinveste e talvolta anche proprio qui. Questo comprando capannoni, case, appartamenti e fondi commerciali. Anche qui secondo schemi e modalità ben collaudate. Ovvero con l'accortezza di intestare tutto a connazionali privati che nel breve si renderanno irreperibili (Leggi altro articolo sull'argomento). Così, giusto per avere la certezza di non essere rintracciati presso un domicilio dove potrebbero arrivare cartelle esattoriali, multe, sanzioni, accertamenti… Tutti provvedimenti che vengono notificati presso indirizzi dove l'ufficiale o il postino, suona al campanello, bussa alla porta e non viene ad aprire nessuno… e così si ingigantisce in mare dei crediti inesigibili degli Enti e delle Amministrazione dello Stato e degli Enti Locali… Insomma, dani su danni..
 
Comunque sia, tutta questa premessa ci serve a commento della notizia/non-notizia del sequestro di tessuti importati di contrabbando dalla Cina a Montemurlo (LEGGI).  Questo è infatto accaduto un paio di giorni fa, mercoledì 15 luglio, quando la Guardia di Finanza ha eseguito diverse perquisizioni nell'ambito di un procedimento penale aperto dalla Procura di Prato, scaturito da una verifica fiscale eseguita nei confronti di una società di Montemurlo. Le perqusizioni hanno portato alla messa sotto sequestro di oltre 800mila euro in contanti e oltre 400mila euro in assegni, più 2.700 rotoli di tessuto. In rotoli di tessuto e filati importata dalla Cina erano stipati all'interno di numerosi container, per esser venduta da questa società ad un'altra, sempre di Montemurlo, ma prima ancora di approdare in territorio comunitario.
Queste cessioni venivano fatturate senza l'applicazione dell'Iva in quanto prive tecnicamente del requisito di territorialità, sebbene le due società avessero sede nella stessa struttura industriale.
Controllando le 40 operazioni commercialmente più rilevanti della seconda società, sono emerse  false fatture, che nel complesso portavano ad indicare un valore economico delle merci notevolmente inferiore. Riducendo dunque l'importo di quanto da versare all'erario, oltre a scontare un'imposizione più bassa, l'azienda riusciva a presentarsi sul mercato con prezzi concorrenziali rispetto a tutte le altre aziende che agivano nel rispetto dei propri obblighi fiscali.


lunedì 13 luglio 2015

“Il “CASO-PRATO”, tra attività illecite e “LIQUIDITA’ di ritorno”” di Francesco Fedi

"Il "CASO-PRATO", tra attività illecite e "LIQUIDITA' di ritorno"" di Francesco Fedi
 
Lunedì 13 Luglio 2015. Un'altra calda settimana di luglio ricomincia e, nonostante il caldo, ricomincia anche la mia ossessiva attività dei denuncia sul "CASO-PRATO" e su come questo sia il prodotto dell'esistenza di un'attività delle mafie cinesi che , sul nostro territorio, operano in modo sostanzialmente indisturbato.
 
Ne parlo da altre un anno e in questo tempo non ho fatto altro che commentare fatti di cronaca, secondo chiavi di lettura che una stampa sottoposta alla "censura-patronale" non può ovviamente fare (..questo è il bello dei blog: spazio illimitato e censure ZERO...).
 
Voglio dunque fare un passo indietro , alla mattinata di venerdì scorso ed alla rissa a colpi di machete che alcuni soggetti di nazionalità cinese, per motivi legati all'esercizio della prostituzione, hanno pensato di organizzare in centro, per ravvivare un po' il clima sonnolento di metà mattinata.
 
Il circo di strada è andato in scena nella zona fra via Garibaldi, via Tintori, via Verdi e piazza Mercatale, e a un certo punto in una colluttazione fra due prostitute cinesi tra calci, urla e sputi, in cui  una delle donne è finita a terra. Alcuni  testimoni, hanno poi affermato anche di aver visto  un terzo cinese, un uomo sulla quarantina, appunto armato di pistola e di machete.
Tutto è durato pochi minuti e all'arrivo dei carabinieri, la rissa era terminata e l'uomo passeggiava tranquillamente in via Pugliesi, all'angolo con via Garibaldi, parlando al cellulare. Perquisito, non aveva indosso armi di alcun tipo, . così è stato identificato, ma non denunciato visto che, come c'era da aspettarsi, le due donne coinvolte non hanno ammesso nulla….
La sostanza è che SERVE IL MORTO, O ALMENO UN FERITO, poi se succederà che la prossima volta si sparerà e si accopperà un passante, pazienza: sono cosa che capitano, e se se ne stava a casa, non gli succedeva.
Il bello è che da tempo i residenti di Piazza Marcatale hanno le idee chiare. Da tempo si sa chi controlla chi., tra magnaccia e metresse. In particolare una, una tizia di media altezza, mora, sui 45-50 anni, detta "LA PANTERA" e che spesso va in giro insieme a un altro tizio, anche lui cinese, su per giù della stessa età di lei, controllando il territorio e i vari appartamenti. Tutto secondo una gestione efficiente, pianificata, silente. Un'organizzazione che funziona come un orologio svizzero, tant'è è vero che la rissa di venerdì è stata proprio un fulmine a ciel sereno.
 
I militari dell'arma avrebbero dovuto fare di più?... Per cortesia, non scherziamo!... Come avrebbero potuto?..
 
Qui c'è un pesce che puzza dalla testa, ossia da quella politica che non mette la Procura della Repubblica di Prato, in condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro e magari anche con degli indirizzi precisi, strumenti e dotazioni adeguate
Così in tutto questa scarsità e inadeguatezza succede che non solo accadono risse con machete e pistole in pieno giorno, ma anche che il "mostrare la pistola" diventi un gesto di sfida anche quando ci si trova ad essere sottoposti ad un controllo.  Mi riferisco al fatto accaduto lo scorso 7 Luglio durante il sequestro di una confezione cinese in via Strozzi, dove il marito della titolare cinese della ditta ha minacciato gli ispettori della Asl intervenuti, estraendo una pistola da un cassetto e riponendola su una scrivania davanti ai loro occhi, con intento intimidatorio. Intervenuta una volante della Polizia sul posto, la pistola si è rivelata poi un giocattolo, fedele riproduzione di un'originale, a è stata comunque sequestrata e il cinese denunciato per minaccia aggravata.
 
Qualcuno penserà che questo signore sia un autentico coglione, uno che non ha saputo avere sangue freddo, lasciando che gli incaricati eseguissero il sequestro, visto anche che è a tutti noto che, giusto il tempo di trovarsi un prestanome nelle vasta cerchia di parenti, amici e collaboratori, fare quelle poche scartoffie che ci sono da fare tra commercialista e notaio, che lui e la moglie, la stessa attività la potevano riprendere, magari e prendendosi in affitto un altro capannone anche a breve distanza, da quello.
 
Allora perché questa coglionata, beccandosi una denuncia che forse avrà anche un processo per direttissima?.. In realtà non è stata una coglionata, ma un ottimo investimento, perché il più demente degli avvocati in circolazione, di fronte ad un fatto come quello che si è conclamato di fronte a degli agenti di polizia, non potrà far altro che consigliare di uscirne velocemente con un patteggiamento ed ottenendo così' una riduzione della pena fino ad un terzo e con tanto che, per quel tipo di reato già esigua, e pari a un anno di reclusione. Reclusione che forse, se il nostro amico cinese con la passione per le pistole giocattolo, risulterà essere anche incensurato, non farà neanche mai.  
 
Dunque il pistolero di Via Strozzi, almeno per ora, la galera non la vedrà proprio e forse il provvedimento di dissequestro della ditta della moglie, arriverà molto prima che si sia conclusa la vicenda giudiziaria della sua bravata… In compenso però, si sarà capito che lui è uno che voglia di scherzare ne ha poca e che d'ora in avanti, davanti al portone della sua ditta, della moglie e di eventuali prestanomi, sarà meglio tirare di lungo…
 
D'altra parte, nei panni di un ispettore ASL con reddito annuo tra i 15.000 e i 20.000 Euro netti al mese, rischiereste di prendervi una pistolettata al solo scopo di essere celebrato come eroe nazionale, di una nazione che non sa neanche tutelarvi a dovere nell'esercizio delle vostre funzioni?...
 
Non giustifichiamo il pensiero, perché questa nazione va avanti solo grazie ai propri eroi, ma comprendiamolo come un qualcosa di puramente umano…
 
Viene poi una domanda: perché tutto questo viene reso possibile e di fatto tollerato?.. Perché non c'è una politica che parla di questi fatti che riguardano la comunità cinese con i toni che questi meriterebbero? … Nota a margine: qualcuno ha per caso sentito qualche dichiarazione di Sindaco, Assessore o altro esponente politico di maggioranza, che abbia commentato almeno uno di questi fatti?...
 
In proposito, anche pensando alle vicende greche di questi giorni, una persona i ha fatto notare una cosa a cui non avevo pensato: LA LIQUIDITA'.
 
Dei 120 – 130 Miliardi di Euro di evasione fiscale annua stimata, sembra che oltre un miliardo sia da imputare all'attività delle Comunità Cinese nell'area Pratese. Così Prato, che con i suoi 200.000 abitanti circa, rappresenta 0,33 % circa della popolazione italiana, produce circa l'1% dell'evasione fiscale prodotta sul territorio nazionale. Vale a dire che, a grandi linee (tanto per intendersi) se in tutte le provincie d'Italia si avesse un simile rapporto, allora l'evasione totale potrebbe arrivare a tre volte tanto…
 
Ma allora vogliamo dire che La Cina ci rovina.?...
 
Per qualcuno no anzi, c'è tanta politica che evidentemente pensa che sia meglio far fare i porci comodi in casa nostra,  schiavizzando e soggiogando loro connazionali, che tanto poi i capitali usciti a nero, rientrano "a bianco"… In sostanza, la "FLAT TAX" tanto sbandierata da Matteo Salvini l'abbiamo già messa, senza che nessuno se ne sia accorto. Aggiungiamoci anche che nel caso in questione il contribuente si sceglie anche l'aliquota, visto che il si sceglie quanto reinvestire in Italia…
 
Vuoi o non vuoi, chi deve gestire ingenti capitali sa che deve diversificare, ovvero acquistare titoli e beni dei più svariati, dalle opere d'arte agli immobili, e dalle case e capannone, agli impianti sportivi  e agli stabilimenti balneari.
 
 
Chiediamoci infatti da dove vengano tutti questi ingenti capitali che, dal non sapere proprio più proprio cosa farci, adesso si comincia ad investire nelle attività più inusuali. Tutto con il plauso di Comune e Regione.
 
Abbiamo le prove di quello che stiamo dicendo? La risposta ovviamente è NO, ma dubitare è d'obbligo, quando si ha ben chiaro quale sia la situazione d'illegalità dilagante delle imprese cinesi.
 
Poi ci sono le attività più spiccatamente mafiose, come la gestione delle attività di prostituzione: chi ci dice che tutta questa montagna di capitali non sia altro che il riciclaggio di questi proventi?...
 
Per il resto, in grosso in bocca al lupo a tutti quegli imprenditori cinesi, che regolarmente fanno impresa sul nostro territorio, assumono con contratti di lavoro regolari i propri dipendenti, garantiscono loro di lavorare in sicurezza, sono in regola con il pagamento di tasse e contributi e, alla fine, riescono anche a fare buoni investimenti sul nostro territorio. Il timore però è che la situazione, possa essere anche ben diversa…
 
Dunque riassumendo, stiamo scambiando il nostro territorio e la proprietà dei nostri beni, stiamo scegliendo di non essere più padroni in casa nostra, sottostando al ricatto di quella liquidità monetaria della quale, causa gli sprechi e i privilegi della politica, siamo alquanto a corto. Il bello, è che potrebbe essere che questa liquidità, è solo una liquidità di ritorno: tasse non pagate, non pagate a monte, che, in una frazione veramente minima, ci tornano indietro come titoli d'acquisto… Diversamente, se decidessimo di combattere seriamente tutta questa illegalità, tante si queste risorse le potremmo recuperare a monte, farle transitare per il bilancio dello stato, avere dei conti migliori e in ultimo, essere noi quelli che investono sul proprio suolo, rimanendo proprietari di tutto..
 
 
 
 

giovedì 2 luglio 2015

PRATO: ILLEGALITA’ CINESE, Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro.

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"ILLEGALITA' CINESE - Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro"
 
Società aperte e chiuse in un lampo. Prestanomi che si susseguono uno dietro l'altro. Tutto organizzato da una coppia di coniugi di nazionalità cinese…. ..e noi  aggiungiamo:"… almeno all'apparenza…"
 
Vista la diffusione del fenomeno, a Prato questo non dovrebbe fare notizia. Invece così è, ed è pre quato che abbiamo voluto titolare con "UNA NOTIZIA INASPETTATTA".
 
Strano ma vero: dopo venti anni di un processo che a Prato si è consolidato e incancrenito, il fatto che due cinesi, marito e moglie, si cimentino in simili avventure fiscali, riesce ancora a fare notizia.
 
Venti Milioni di Euro l'entità dell'evasione. Tutto accertato da verifiche condotte su documentazione extracontabile e dall'analisi dei computer, ben occultati: circa 14 milioni di euro di ricavi non contabilizzati, più oltre 6 milioni di euro in fatto di violazioni IVA ed IRAP.
 
Una vera "caccola" in una città dove l'evasione è un qualcosa che viaggia su cifre dell'ordine del Miliardo di Euro, ovvero cento volte tanto!...
 
Vero è che se queste notizie fosse all'ordine del giorno, il recupero dell'evasione sarebbe presto cosa fatta..
 
Putroppo così non è, ed allora il fatto fa notizia…
 
Infatti, quanti di questi "Bonnie & Clyde alla cinese", avremo saldamente operanti sul nostro territorio?...
Quante di queste "cabina di regia" abbiamo attive sul nostro territori?
 
Si tratta di  uno schema classico: amministratori di fatto di un società operanti principalmente sul territorio pratese ed attive nel settore tessile, più precisamente in quello  delle confezioni..
 
Nel caso specifico la sede operativa era in via Toscana, nel Macrolotto, messa in esercizio inizialmente nel pieno rispetto, almeno sul piano formale, di tutte le disposizioni di legge, dopodiché una volta costituita e dato corso all'attività, vengono di punto in bianco cessato tutti gli obblighi nei confronti di tutti: clienti, fornitori e, non certo ultima l'amministrazione tributaria e fiscale. A questo punto, il tempo di mettere da parte il tesoretto, ed arrivala la cessazione dell'attività, non senza averne avviata un'altra, magari con stessa sede operativa e stesso giro d'affari, ma formalmente facente capo a soggetti magari anche privi di legami di parentela…
 
Così il ciclo riparte da zero.
 
La Guardia di Finanza, nel corso delle proprie indagini, ha potuto accertare come a rivestire la carica di amministratori delle varie società "apri&chiudi" in questione, si erano avvicendati i soliti cinque prestanomi, tutti rigorosamente nullatenenti e tutti di nazionalità cinese.
 
Anche qui la cerchia, il bacino da cui i due attingevano,  era quello dello schema più classico: parenti, amici o dipendenti assunti con contratti a tempo parziale. Altro elemento chiave era l'irreperibilità, con gli interessati che, ricevuta la nomina e trascorso qualche mesetto, se ne prendevano un aereo e se ne tornavano in Cina.
 
Al di là della sede operativa, in questo caso, la sede societaria era stata stabilita nel Comune di Campi Bisenzio (FI), nella residenza abituale dei coniugi, risultati poi essere i reali amministratori di tutta la combriccola, e che i due, tanto per rimanere in tema, avevano anche ben pensato di intestare la casa ad una figlia. Ufficialmente invece gli stessi dichiaravano di essere residenti in immobili di diversa proprietà ancora, mentre per la villetta della figlia incombe l'ipotesi di un provvedimento di confisca (significa che diventerebbe di proprietà dello Stato…).
 
Una buona notizia, inutile dirlo, ma adesso che provvedimenti saranno infine adottatti all'indirizzo dei due?...
 
E poi, il capannone di Via Toscana?... Di chi è? Chi percepiva l'affitto? Lo percepiva da chi, in che modo? Contante? Assegni? Bonifico?... Ci sarà un sequestro, oppure vi si continuerà a lavorare all'interno, con altre società  "apri&chiudi", intestate ad altri parenti ed amici che poi si renderanno irreperibili tornandosene in Cina?
 
Sempre più l'ossessione "Falconiana" prende campo: "…Bisogna seguire i piccioli…"
 
Signori, questa è Prato e questo è il "CASO-PRATO". Una città dove si accerta che 4 imprese su cinque non sono in regola e la politica, con un Tribunale allo sbando e le forze dell'ordine in gravi carenze d'organico, ci continua a propinare la solfa de "I CINESI SONO UNA RISORSA"
 
Avanti così, con il PD ed Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana
 
 
 

giovedì 21 maggio 2015

PIANETA PRATO: Robe dell’ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…” di Francesco Fedi

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"PIANETA PRATO:  Robe dell'ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…" di Francesco Fedi
 
Fantascientifico, metafisico o grottesco?... Sotto quale cappella potremmo correttamente inserire i fatti di cui oggi ci parlano le cronache?
Iniziamo da stamani, nel primo mattino, in zona Paperino (..fa anche rima..). Un nucleo della Squadra Mobile, è intervenuto nei confronti di un'articolata organizzazione criminale, dedita allo sfruttamento di giovani prostituzione di nazionalità albanese. Risultato: una decina gli arresti e numerose perquisizioni in Toscana, tra cui a Prato, all'interno di un residenze in loc. Paperino, posto sotto sequestro con l'occasione.
L'operazione ha avuto inizio a partire dalle indagini che hanno avuto seguito da una burrascosa baruffa, che a causa di litigi per l'accaparramento della clientela, la sera del 12 aprile 2014 è sfociata in confronti con coltelli, bastoni e mazze da baseball. Alla fine tre persone, sono state ferite in modo grave e una rimasta in fin di vita.  Per quanto riguarda le ragazze, pressoché ventenni, oltre che sulle strade di Novoli, avevano una  base anche nel residence di Paperino, via per le Calvane.
Dunque nel complesso ci saranno accuse che vanno dallo sfruttamento della prostituzione al tentato omicidio, ma la vera particolarità sta nel fatto che già in passato, più volte e sempre per lo stesso reato, l'immobile era stato oggetto di provvedimenti da parte dell'autorità giudiziaria, con tanto che anche il precedente gestore era stato anche arrestato.
Ora la tentazione sarebbe quella di lanciarmi nel solito lungo pistolotto sulla presenze mafiose e i loro intrecci nel nostro territorio, ma resisterò rimandando tutti gli approfondimenti per chi ne volesse sapere di più, a quello che indubbiamente è il miglior documento di approfondimento sulla mafia albanese in Italia., redatto dal Maresciallo Capo dei Carabinieri, Fabio Iadeluca, in servizio presso il Comando Operativo di Vertice Interforze. 
Di questo mi limito a riportare che in Toscana il fenomeno criminale organizzato tratta principalmente di reati legati al traffico di stupefacenti e in particolare, attraverso importanti reti di contatti internazionali, nel settore delle droghe pesanti, poi reati contro il patrimonio e lo sfruttamento della prostituzione. Per quanto riguarda la prima, in Olanda, è stata accertata l'esistenza di un'organizzazione ben radicata di criminali albanesi che attraverso corrieri, fornivano di cocaina in quantità considerevoli a gruppi di loro connazionali sparsi in varie regioni d'Italia. A questo proposito, nel suo documento il Maresciallo Iadeluca punta il di dito proprio sulla Toscana e su Prato, dove si è riscontato un collaudato sodalizio italo-albanese sul traffico di eroina dall'Albania.
Tra i documenti citati, la relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia della XIV, approvata il 18 gennaio 2006, relatore sen. Centaro, evidenzia che la Direzione Centrale della Polizia Criminale osserva che le originarie piccole bande, non rappresentano più strutture delinquenziali "di servizio", affiancate funzionalmente altri aggregati criminali, ma sono cresciute acquisendo via via le connotazioni tipiche di sodalizi di tipo "mafioso". Un altro aspetto importante è la "trans nazionalità".
Le consorterie criminali albanesi, hanno mostrato un'alta specializzazione criminale, divenendo un importantissimo punto di riferimento per i traffici illeciti internazionali. Questo potendosi avvalere della posizione geografica strategica del proprio  Paese di origine e detto anche che i gruppi di criminali insediati in Italia e negli altri Paesi dell'Europa mantengono un particolare legame con la madrepatria, fungendo da abili gestori locali di traffici organizzati su scala. Le ben note vicende politiche degli anni '90, responsabili dei più massicci afflussi di immigrati albanesi in Italia, hanno creato o fortificato contatti con gruppi organizzati stranieri come la Nuova Sacra Corona Unita o la Mafia turca, la Mafia russa, la criminalità montenegrina e, non ultima, le Triadi cinesi.
Questo mentre le organizzazioni criminali albanesi si sono attestate, con diversa intensità, in quasi tutte le regioni del Paese:  è da tempo accertata la presenza di queste in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. 
Tornando al caso di Prato, la città più multiculturale d'Italia, bisogna dire che il carattere di trans nazionalità e i legami con la Triade cinesi o della mafia nigeriana, fanno sì che l'area pratese sia anche per questa mafia estera, un punto nevralgico di influenza e di affari (vedi immagine tratta da relazione citata)
Ora, di fronte ad atti parlamentari e relazioni già da tempo rese di dominio pubblico, come quella del M.llo Iadeluca, scoprire che a Paperino accade che un residence-berdello diviene reiteratamente ad essere teatro delle medesime attività illecite, fa davverro pensare di essere su un altro pianeta!!!
Ma non è così: siamo a Prato, il PIANETA PRATO!...  

La storia del residence di Paperino non è però l'unica di luogo noto per essere oggetto di reiterazione di certi reati.
Facciamo infatti qualche chilometro e spostiamoci più a nord, nel nostro amato Macroloto Zero, esattaente in Via Giovanni da Verrazzano. Qui un ventisettenne di nazionalità cinese è stato sorpreso mentre gettava scatole conteneti circa 160 kg. di scarti tessili….
Sorpreso da una pattuglia di vigili, p stato multato e si è visto sequestrare l'autovettura con cui stava trasportando i rifiuti…. ..a la domanda è: cosa c'è davvero di notevole in questa storia?...
LA cosa clamorosa è che un'identico episodio era già accaduto nel novembre scorso, dunque giusto sei mesi fa nello stesso quadrato di strade: in via Puccini un furgone con a bordo 47 sacchi di scarti tessili fu bloccato dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale per un controllo straordinario. Risultato sprovvisto di documenti si scoprì che gli scarti erano diretti in un qualsiasi cassonetto della raccolta indifferenziata dei dintorni. Anche lì subito scattarono i provvedimento del caso: veicolo e rifiuti sequestrati e una denuncia penale con rischio di arresto da 6 mesi a 2 anni o una multa da 2.600 a 26.000 euro. La cosa fantastica è che lo stesso giorno, nella strada a fianco, in Via Vespucci, un uomo ed una donna cinesi, furono ripresi da delle telecamere, mentre mpegnati ad abbandonare sul marciapiede alcuni scatoloni di cartone all'interno dei quali, sempre gli stessi agenti, rinvennero anche lì scarti di lavorazione, per i quali fu accertata la provenienza da un maglificio, attivo nella zona del Soccorso. Ovviamente quel maglificio risultò completamente sconosciuto agli agenti di riscossione della tassa smaltimento rifiuti.
 
Ovviamente, oggi come allora, ci occupammo di quei casi per estrapolare alcune riflessioni. Anche allora ci dicemo: "..Passerà qualche giorno, e tutti potranno tornare a scaricare allegramente, magari in Via Bonicoli o in Via Bruno Giordano, anziché in via Vespucci. Garantito, non c'è nessun problema. Funziona così e funziona così perchè c'è una politica che da oltre venti anni si disinteressa di dotarsi di forze, strumenti ed una dotazione organica adeguata per dare un taglio netto a questo stato delle cose…" .
Oggi però, nonostante ci abbiamo azzeccato, fino al punto che la cosa accade di nuovo tale e quale nello stesso posto ed in pieno giorno (il fatto in discussione è avvenuto alle 20.00 di ieri), la riflessione è un'altra: anche in questo caso, come in quello di Paperino, parlare di forze e di dotazione organica, appare quasi ridicolo, visto che il particolare legame tra due episodi così diversi, induce a dire che qui sarebbe bastato dire a agli stessi agenti di ripassare negli stessi posti o rifare una capatina nello stesso stabile di Paperino, la settimana successiva, se non qualche giorno dopo.
Forse la nostra visione è semplicistica e non ci dovremmo sbilanciare in considerazioni che non ci competono.
Ci sia però consentito che, in qualità di comuni cittadini, questi fatti ci appaiono come "Robe dall'altro mondo"… ..robe da "PIANETA PRATO"…
 
 

lunedì 18 maggio 2015

MAFIA CINESE/CASO PRATO: A quando l’applicazione del 416-bis?” di Francesco Fedi.


"MAFIA CINESE/CASO PRATO: A quando l'applicazione del 416-bis?" di Francesco Fedi
 
"L'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri… "
 
Quello sopra riportato è il testo del comma 3 dell'art.416-bis del Codice codice penale. Si chiama "bis", perché si aggiunge in coda all'art. 416 del C.P. che tratta più genericamente di "associazione a delinquere" , poiché introdotto in seguito nel nostro ordinamento con la legge n. 646/1982, nell'intento di perseguire in modo più incisivo ed efficace il dilagare del fenomeno mafioso.
 
Un provvedimento che all'epoca, non comparve per caso, bensì fu la risposta dell'allora parlamento all'uccisione del generale dell'Arma dei Carabinieri, Carlo Alberto  Dalla Chiesa, avvenuta a Palermo il 3 Settembre 1982. 
 
Un provvedimento che fu formulato e introdotto in soli 20 giorni, cosa che la dice lunga su quanto la politica sappia essere celere, quando ne abbia la piena volontà.
 
Al di là di ciò, la cosa ci interessa per come abbiamo detto e ridetto più volte, quando l'entità di un fenomeno si fa "dilagante", se lo si vuole davvero combattere, allora occorrono mezzi speciali.
 
LA cosa ci interessa anche in relazione ad un ben preciso fatto di cronaca di cui si oggi occupano i locali organi di stampa: Una maxioperazione della guardia di finanza di Prato si è avuta stamani dal primo mattino. L'operazione "Passepartout", questo il suo nome,  che ha interessato varie parti d' Italia, è stata mossa all'indirizzo di un gruppo criminale specializzato nella fornitura di false documentazioni e attestazioni di lavoro, per clandestini di nazionalità cinese. Su disposizione del PM Sangermano, gli uomini del Colonnello Reolon,  hanno compiuto  perquisizioni in circa 200 immobili, delle 100 delle quali solo a Prato.
 
Al centro di tutto, una banda prevalentemente composta da cittadini cinesi, che forniva a connazionali clandestini falsi cud e buste paga, così da poter ottenere permessi di soggiorno. Si tratta di una vicenda che si riallaccia alla "permessopoli" del 2013, quando vi fu l'arresto di numerose persone facenti part di un'associazione a delinquere che, grazie alla complicità di un impiegato comunale, attestava false residenze a cittadini cinesi. Questo, previo previo pagamento di tangenti.
 
E' da quell'inchiesta che la Guardia di Finanza ha potuto ricostruito la districata rete di contatti e relazioni, sviluppata all'organizzazione. che permetteva di favorire l'immigrazione clandestina grazie a un  di un vero e proprio sodalizio criminale, coordinato da un cinese, e non senza la complicità di 2 consulenti del lavoro italiani e con sullo sfondo  imprese totalmente  inesistenti, ma necessarie per creare il presupposto tecnico-contabile  idoneo alla produzione dei documenti falsi.
 
Dunque un fatto perfettamente in linea con quello che da tempo ci stiamo dicendo.
 
LA discussione semmai è un'altra: questa "organizzazione" nei confronti della quale si è agito, sarà semplicemente un'"associazione a delinquere" o sarà addirittura un'"associazione a delinquere di stampo mafioso"?...
 
In altre parole, sarà possibile per questa contestare il famigerato 416-bis, oppure no?... Si potrà affrontare la cosa con i maggiori mezzi che una simile contestazione consente oppure no?...
 
Non è lontano l'insediamento a Prato del nuovo Procuratore, Dott. Nicolosi. A questi da subito è stato chiesta la sua opinione sulla realtà delle mafie cinesi, con tanto che la sua risposta è stata un rimandare ad un tempo in cui egli avrà potuto conoscere meglio la complessa realtà pratese.
 
Il caso di stamani, casca proprio a fagiolo: c'è l'organizzazione, il clima di omertà,  il controllo di attività economiche, le ingerenze sui  servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri…
 
Certo, queste sono riflessioni che ci facciamo tra di noi e rimane che tutte queste sono valutazioni che spettano a chi di competenza e non certo a noi.
 
Noi siamo però fermi nel ribadire la nostra convinzione, visto che il possesso di un'opinione e di esternarla è una cosa che è consentita a tutti: la soluzione o almeno una svolta sostanziale del "CASO-PRATO" è possibile solo se si cartifica e si persegue come un caso di mafia. Altre soluzioni non ne vediamo.
 
O si arriva alla contestazione del 416-bis e magari, operazioni come quella in discussione o some molte altre che si sono avute in passato, anche i giro per l'Italia, si mettono a sistema, oppure non potremo ma essere efficaci.
 
Ovviamente staremo a vedere, non senza manifestare un senso di riconoscenza verso il PM Sangermano, il Colonnello Reolon e tutti  gli uomini che hanno messo la propria professionalità e competenza in questa operazione.
 
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venerdì 15 maggio 2015

CATERING ABUSIVI: Il nuovo business della mala con gli occhi a mandorla? di Francesco Fedi

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"CATERING ABUSIVI: Il nuovo business della mala con gli occhi a mandorla?" di Francesco Fedi

Un paio di giorni fa, andando verso l'ufficio, intorno alle 9 di mattina ho notato due di cittadini cinesi nel Parcheggio sul Bisenzio di fronte al parcheggio del Serraglio, intenti a manovrare delle carrette di plastica piene di cesti di insalata all'interno di un furgone bianco. Non so come si debba regolarmente  trasportare questa merce, ma il modo mi è apparso assai strano. Ho pensato dunque un foto e di postarla sul mio profilo FB, chiedendomi: "Da dove viene questa merce? A quale mercato e' destinata? Cassette di insalata fresca trasportata dentro un furgone... Che cosa stanno facendo questi?"

 
Insomma uno dei tanti MISTERI PRATESI…
Al di là di ciò e detto anche che ho poi visto quei due indirizzarsi,cassette alla mano ed insalata al vento, verso una vicina rosticceria cinese, la cosa interessante è stata poi la storia che l'amico Mino Giunti di Iolo, mi ha raccontato in risposta alla mia domanda.
"Adesso che ci sono più controlli nei capannoni e i cinesi non ci possono più cucinare, nascono i catering. Sono friggitorie in condomini di paesi. Puzzo e merce essiccta ed inscatolata. L'ultima cottura la mattina presto. Impossibile aprire le finestre. Nessun controllo ." Mino Giunti mi spiega di esserne bene a conoscenza in quanto uno di questi è presente nel suo condominio: "Tramite l'amministratore abbiamo fatto un esposto. Aspettiamo. Pensa che questi cinesi non hanno lo sgrassatore per il recupero degli oli i di cottura e li hanno sistematicamente buttati nei lavandini e nello sciacquone. Queste acque vanno nel sistema di drenaggio di decantazione acque scure e chiare. Hanno fatto dei danni economici al condominio. Le pompe di pompaggio di queste acque, stanno andando in tilt. Ho le foto dei saponi che si sono formati con i grassi, sversati in questo sistema.".
Questo è un problema grave perché questi oli dovrebbero invece essere smaltiti come rifiuti speciali. Finendo invece nelle fogne e poi da lì indirizzati ai depuratori, comportano danni importanti all'ambinete oltre che ad un aumento dei costi di depurazione,  a causa del maggior trattamento richiesto. Tutti costi che poi ci ritrovano in bolletta i cittadini pratesi.
Mino mi parla poi di come di mezzo ci siano anche cittadini italiani "Ormai gli abitanti si sono adeguati a questo sistema. Affittano a chiunque proteggendoli. Se hai un capannone o una casa sfitta e devi pagare le tasse, lo faresti anche tu. Di necessità virtù. Il fatto grave è che gli amministratori politici non ti difendono. Se un locale non ti rende profitto, non dovrebbe pagare gabelle. In questo modo anche l'edilizia soffre. Non ci sono soldi per i restauri." .
E' vero. Le difficoltà economiche dilagano,  la tassazione sugli  immobili aumenta in modo sconsiderato e si finisce per arrangiarci  come si può. Forti anche di una situazione di controlli prossimi a zero. O meglio, i controlli ci saranno anche,  ma sono davvero bazzecole di fronte all'enormità del caso.
 "Vedessi quello che arrostiscono. Gli arrivano le derrate in cartoni compressi, tramite auto private. A tarda sera e di nascosto. Non so che animali siano. Sembrano domestici mezzi cotti color marrone. E la mattina verso le 6, sbrigati a chiudere le finestre se non vuoi vomitare. Pensa che quando vado in bagno, preferisco i miei odori...." Mino mi manda delle foto: immagini agghiaccianti, con cibarie stipate in un piccolo furgone, all'interno anche di secchi per vernici..

Viene da interrogarsi anche sulla provenienza della materia prima: come ho detto, da dove viene questa merce? Da quali porti arriva? Come riesce a sfuggire ad ogni tipo di controllo? Chi organizza il tutto?... Pensando anche al caso dei sequestri effettuati negli orti gestiti da cittadini cinesi nella zona di Prato Sud, è immaginabile che una piccola rosticceria di Iolo possa mettere in piedi un'organizzazione così complessa?..
Persevero nel mio tormentone, continuando a ripetere come un ossesso che il "Caso-Prato" non si spiega senza due elementi cardine che rispondo al nome di MAFIA e CORRUZIONE
Ovviamente nulla si può dire riguardo al caso specifico, (altro ci mancherebbe!), ma in tutta questa storia sembrano esserci elementi che non quadrano proprio...

Tutto questo, mentre oggi abbiamo assistito alla PASSERELLA ELETTORAL-RENZIAN-PROMESS-GOVERNATIVA, dei vari sottosegretari Lotti, Giacomelli   e vi dicendo…
La solita PASSERELLA ELETTORAL-RENZIAN-PROMETTORAL-GOVERNATIVA, dove in pieno stile TELEVENDITA DA EMITTENTE TV LOCALE, il Premier Renzi, anche a sostegno della campagna elettorale del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi,  ha pensato di mandare alcuni suoi emissari a snocciolare numeri sui milioni di Euro che arriveranno per il sottoattraversamento del Soccorso, sui carabinieri, poliziotti e finanzieri in più, e sugli addetti del Tribunale di Prato.
La questione però, su cui ci si guarda bene dal proferir parola, è che poi, bisognerebbe anche dire che tutto esercito di nuovi arrivi in terre di Prato, è mobilitato al fine di mettere in piedi una seria e coordinata azione di contrasto alla madre di buon parte dei problemi di illegalità che affliggono il nostro territorio, ovvero la MAFIA.
E' vero che certe azioni investigative o di polizia, non partono certo per impulso di un Sindaco o di un Sottosegretario, ma la politica  e politici, esistono anche per affermare in quale direzione si debba andare.
Così, arriveranno anche uomini e quattrini, ma la direzione sembra proprio che continui a mancare…

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