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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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domenica 7 febbraio 2016

NEL PdS C'ERA IL CINESE..... MENTRE IL PD E' PIENO DI CINESI !!! che figura di me...

DAL PCI AL PDS COME LEADER CGIL C'ERA COFFERATI DETTO IL ''CINESE''......


Mentre ai giorni nostri si sono migliorati
e dopo che il ''cinese se n'e' andato non ritenendo piu' il PD un partito di sinistra
ecco Renzi ed amici che sfoderano i cinesi !!!
ED ERANO PIU' CHE DEGLI ITALIANI !!!


#PRIMARIEFALSATE E PAGATE DA QUALCUNO !!!
#bugiePD

venerdì 17 luglio 2015

“Idraulici a nero e Prodotti cinesi: chi è il vero problema dell’evasione fiscale in Italia?“ di Francesco Fedi

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Ne aveva parlato anche tre anni fa il Quotidiano Libero. La Cina c'inchiappetta decine di  miliardi di euro l'anno (LEGGI L'ARTICOLO DI di Rita Cavallaro del 08/03/2012). Con l'importazione delle merci cinesi, è di questo ordine di grandezza l'evasione di Iva e dazi doganali:

"… L'evasione fiscale, quella vera, si consuma in dogana. Mentre Finanza e Agenzia delle Entrate sono impegnate tutti i giorni a dare la caccia ai furbetti del Fisco, ai varchi doganali italiani, ogni anno, la Cina evade 30 miliardi di euro. Una frode colossale, che il paese asiatico porta avanti con un sistema ben collaudato: la sottofatturazione.
Attraverso false fatture e documenti artefatti all'origine, le aziende cinesi importano nel nostro Paese una marea di merci omettendo di dichiarare il reale valore dei prodotti, risparmiando così il 30 per cento circa dall'evasione del dazio e dell'Iva…. … chi tutti i giorni ha a che fare con i prodotti "made in China" sottofatturati di 3,5, 10 o addirittura 20 volte, il gigante asiatico froda all'Italia 30,2 miliardi di euro all'anno… 
Esistono due tipologie: all'export, che consente di costituire plafond Iva, e all'import, la forma più pericolosa. Perché è all'atto dell'importazione che gonfiare le fatture determina i maggiori danni per l'economia italiana e genera tre fenomeni: la costituzione illecita di fondi all'estero attraverso l'esportazione di capitali, l'aumento fittizio dei costi industriali e il ricorso al licenziamento o all'utilizzo di ammortizzatori sociali. Dalle indagini è emerso che sono sempre di più le aziende italiane a mettere in atto la sovrafatturazione grazie a sodalizi con la criminalità cinese. Tutto inizia con la produzione di una fattura falsa all'estero. L'impresa nostrana costituisce una società in un paese extracomunitario che abbia un accordo di non doppia imposizione fiscale con l'Italia (ad esempio l'Albania). Vengono quindi create una società fiduciaria nel nostro territorio e una finanziaria in un Paese che garantista la riservatezza sui dati societari, come il Lussemburgo. Attraverso la fiduciaria, l'azienda italiana controlla la finanziaria e di conseguenza la società albanese. In questo modo può importare dalla Cina un prodotto con una fattura gonfiata, dichiarando alla dogana un prezzo maggiore ed evadendo Iva e dazio. Il container viene inviato in Albania e rientra in Italia con un costo maggiorato dopo la simulata lavorazione all'estero. Un fenomeno devastante per la nostra economia, che perde le imposte e si ritrova con sempre più disoccupati. Mentre la Cina "congela" i nostri soldi.

Avevamo un po' accennato all'argomento qualche tempo fa , in occasione del maxi-sequesto di merci pericolose all'interno del centro "Euroingro", nella zona industriale del "Macrolotto" (LEGGI).
 
Dopodiché concentriamoci un po'. Pensiamo a quello che intere schiere di politici contiunuano a propinarci come dato: "…In Italia abbiamo un peso dell'evasione che si attesta su cifre di 120-130 Miliardi di Euro a all'anno!...". Una relazione del presidente della Corte dei Conti presentata in audizione alla Commissione Finanze del Senato nell'ottobre 2012, trattava di una cifra introno ai 180 Miliardi di Euro (LEGGI).
 
Questo ci dà la misura della ridicolezza di quando ascoltiamo la solita solfa per cui "il nero", sarebbe quallo dell'idraulico che viene a cambiarci la guarnizione del rubinetto della cucina e ci prende 50-70 Euro, senza emettere regolare fattura…
 
La truffa delle merci cinesi, corrisponde al 15-25 % dell'intera evasione che in un anno avviene nell'intero paese. Poi a fare il resto ci pensa la nostra criminalità organizzata, la corruzione e via discorrendo…
 
Quanto all'articolo di Rita Cavallaro, decisamente ottimo, credo si sia da fare un piccolo appunto: la Cina non "congela" i nostri soldi, ma anche li reinveste e talvolta anche proprio qui. Questo comprando capannoni, case, appartamenti e fondi commerciali. Anche qui secondo schemi e modalità ben collaudate. Ovvero con l'accortezza di intestare tutto a connazionali privati che nel breve si renderanno irreperibili (Leggi altro articolo sull'argomento). Così, giusto per avere la certezza di non essere rintracciati presso un domicilio dove potrebbero arrivare cartelle esattoriali, multe, sanzioni, accertamenti… Tutti provvedimenti che vengono notificati presso indirizzi dove l'ufficiale o il postino, suona al campanello, bussa alla porta e non viene ad aprire nessuno… e così si ingigantisce in mare dei crediti inesigibili degli Enti e delle Amministrazione dello Stato e degli Enti Locali… Insomma, dani su danni..
 
Comunque sia, tutta questa premessa ci serve a commento della notizia/non-notizia del sequestro di tessuti importati di contrabbando dalla Cina a Montemurlo (LEGGI).  Questo è infatto accaduto un paio di giorni fa, mercoledì 15 luglio, quando la Guardia di Finanza ha eseguito diverse perquisizioni nell'ambito di un procedimento penale aperto dalla Procura di Prato, scaturito da una verifica fiscale eseguita nei confronti di una società di Montemurlo. Le perqusizioni hanno portato alla messa sotto sequestro di oltre 800mila euro in contanti e oltre 400mila euro in assegni, più 2.700 rotoli di tessuto. In rotoli di tessuto e filati importata dalla Cina erano stipati all'interno di numerosi container, per esser venduta da questa società ad un'altra, sempre di Montemurlo, ma prima ancora di approdare in territorio comunitario.
Queste cessioni venivano fatturate senza l'applicazione dell'Iva in quanto prive tecnicamente del requisito di territorialità, sebbene le due società avessero sede nella stessa struttura industriale.
Controllando le 40 operazioni commercialmente più rilevanti della seconda società, sono emerse  false fatture, che nel complesso portavano ad indicare un valore economico delle merci notevolmente inferiore. Riducendo dunque l'importo di quanto da versare all'erario, oltre a scontare un'imposizione più bassa, l'azienda riusciva a presentarsi sul mercato con prezzi concorrenziali rispetto a tutte le altre aziende che agivano nel rispetto dei propri obblighi fiscali.


lunedì 13 luglio 2015

“Il “CASO-PRATO”, tra attività illecite e “LIQUIDITA’ di ritorno”” di Francesco Fedi

"Il "CASO-PRATO", tra attività illecite e "LIQUIDITA' di ritorno"" di Francesco Fedi
 
Lunedì 13 Luglio 2015. Un'altra calda settimana di luglio ricomincia e, nonostante il caldo, ricomincia anche la mia ossessiva attività dei denuncia sul "CASO-PRATO" e su come questo sia il prodotto dell'esistenza di un'attività delle mafie cinesi che , sul nostro territorio, operano in modo sostanzialmente indisturbato.
 
Ne parlo da altre un anno e in questo tempo non ho fatto altro che commentare fatti di cronaca, secondo chiavi di lettura che una stampa sottoposta alla "censura-patronale" non può ovviamente fare (..questo è il bello dei blog: spazio illimitato e censure ZERO...).
 
Voglio dunque fare un passo indietro , alla mattinata di venerdì scorso ed alla rissa a colpi di machete che alcuni soggetti di nazionalità cinese, per motivi legati all'esercizio della prostituzione, hanno pensato di organizzare in centro, per ravvivare un po' il clima sonnolento di metà mattinata.
 
Il circo di strada è andato in scena nella zona fra via Garibaldi, via Tintori, via Verdi e piazza Mercatale, e a un certo punto in una colluttazione fra due prostitute cinesi tra calci, urla e sputi, in cui  una delle donne è finita a terra. Alcuni  testimoni, hanno poi affermato anche di aver visto  un terzo cinese, un uomo sulla quarantina, appunto armato di pistola e di machete.
Tutto è durato pochi minuti e all'arrivo dei carabinieri, la rissa era terminata e l'uomo passeggiava tranquillamente in via Pugliesi, all'angolo con via Garibaldi, parlando al cellulare. Perquisito, non aveva indosso armi di alcun tipo, . così è stato identificato, ma non denunciato visto che, come c'era da aspettarsi, le due donne coinvolte non hanno ammesso nulla….
La sostanza è che SERVE IL MORTO, O ALMENO UN FERITO, poi se succederà che la prossima volta si sparerà e si accopperà un passante, pazienza: sono cosa che capitano, e se se ne stava a casa, non gli succedeva.
Il bello è che da tempo i residenti di Piazza Marcatale hanno le idee chiare. Da tempo si sa chi controlla chi., tra magnaccia e metresse. In particolare una, una tizia di media altezza, mora, sui 45-50 anni, detta "LA PANTERA" e che spesso va in giro insieme a un altro tizio, anche lui cinese, su per giù della stessa età di lei, controllando il territorio e i vari appartamenti. Tutto secondo una gestione efficiente, pianificata, silente. Un'organizzazione che funziona come un orologio svizzero, tant'è è vero che la rissa di venerdì è stata proprio un fulmine a ciel sereno.
 
I militari dell'arma avrebbero dovuto fare di più?... Per cortesia, non scherziamo!... Come avrebbero potuto?..
 
Qui c'è un pesce che puzza dalla testa, ossia da quella politica che non mette la Procura della Repubblica di Prato, in condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro e magari anche con degli indirizzi precisi, strumenti e dotazioni adeguate
Così in tutto questa scarsità e inadeguatezza succede che non solo accadono risse con machete e pistole in pieno giorno, ma anche che il "mostrare la pistola" diventi un gesto di sfida anche quando ci si trova ad essere sottoposti ad un controllo.  Mi riferisco al fatto accaduto lo scorso 7 Luglio durante il sequestro di una confezione cinese in via Strozzi, dove il marito della titolare cinese della ditta ha minacciato gli ispettori della Asl intervenuti, estraendo una pistola da un cassetto e riponendola su una scrivania davanti ai loro occhi, con intento intimidatorio. Intervenuta una volante della Polizia sul posto, la pistola si è rivelata poi un giocattolo, fedele riproduzione di un'originale, a è stata comunque sequestrata e il cinese denunciato per minaccia aggravata.
 
Qualcuno penserà che questo signore sia un autentico coglione, uno che non ha saputo avere sangue freddo, lasciando che gli incaricati eseguissero il sequestro, visto anche che è a tutti noto che, giusto il tempo di trovarsi un prestanome nelle vasta cerchia di parenti, amici e collaboratori, fare quelle poche scartoffie che ci sono da fare tra commercialista e notaio, che lui e la moglie, la stessa attività la potevano riprendere, magari e prendendosi in affitto un altro capannone anche a breve distanza, da quello.
 
Allora perché questa coglionata, beccandosi una denuncia che forse avrà anche un processo per direttissima?.. In realtà non è stata una coglionata, ma un ottimo investimento, perché il più demente degli avvocati in circolazione, di fronte ad un fatto come quello che si è conclamato di fronte a degli agenti di polizia, non potrà far altro che consigliare di uscirne velocemente con un patteggiamento ed ottenendo così' una riduzione della pena fino ad un terzo e con tanto che, per quel tipo di reato già esigua, e pari a un anno di reclusione. Reclusione che forse, se il nostro amico cinese con la passione per le pistole giocattolo, risulterà essere anche incensurato, non farà neanche mai.  
 
Dunque il pistolero di Via Strozzi, almeno per ora, la galera non la vedrà proprio e forse il provvedimento di dissequestro della ditta della moglie, arriverà molto prima che si sia conclusa la vicenda giudiziaria della sua bravata… In compenso però, si sarà capito che lui è uno che voglia di scherzare ne ha poca e che d'ora in avanti, davanti al portone della sua ditta, della moglie e di eventuali prestanomi, sarà meglio tirare di lungo…
 
D'altra parte, nei panni di un ispettore ASL con reddito annuo tra i 15.000 e i 20.000 Euro netti al mese, rischiereste di prendervi una pistolettata al solo scopo di essere celebrato come eroe nazionale, di una nazione che non sa neanche tutelarvi a dovere nell'esercizio delle vostre funzioni?...
 
Non giustifichiamo il pensiero, perché questa nazione va avanti solo grazie ai propri eroi, ma comprendiamolo come un qualcosa di puramente umano…
 
Viene poi una domanda: perché tutto questo viene reso possibile e di fatto tollerato?.. Perché non c'è una politica che parla di questi fatti che riguardano la comunità cinese con i toni che questi meriterebbero? … Nota a margine: qualcuno ha per caso sentito qualche dichiarazione di Sindaco, Assessore o altro esponente politico di maggioranza, che abbia commentato almeno uno di questi fatti?...
 
In proposito, anche pensando alle vicende greche di questi giorni, una persona i ha fatto notare una cosa a cui non avevo pensato: LA LIQUIDITA'.
 
Dei 120 – 130 Miliardi di Euro di evasione fiscale annua stimata, sembra che oltre un miliardo sia da imputare all'attività delle Comunità Cinese nell'area Pratese. Così Prato, che con i suoi 200.000 abitanti circa, rappresenta 0,33 % circa della popolazione italiana, produce circa l'1% dell'evasione fiscale prodotta sul territorio nazionale. Vale a dire che, a grandi linee (tanto per intendersi) se in tutte le provincie d'Italia si avesse un simile rapporto, allora l'evasione totale potrebbe arrivare a tre volte tanto…
 
Ma allora vogliamo dire che La Cina ci rovina.?...
 
Per qualcuno no anzi, c'è tanta politica che evidentemente pensa che sia meglio far fare i porci comodi in casa nostra,  schiavizzando e soggiogando loro connazionali, che tanto poi i capitali usciti a nero, rientrano "a bianco"… In sostanza, la "FLAT TAX" tanto sbandierata da Matteo Salvini l'abbiamo già messa, senza che nessuno se ne sia accorto. Aggiungiamoci anche che nel caso in questione il contribuente si sceglie anche l'aliquota, visto che il si sceglie quanto reinvestire in Italia…
 
Vuoi o non vuoi, chi deve gestire ingenti capitali sa che deve diversificare, ovvero acquistare titoli e beni dei più svariati, dalle opere d'arte agli immobili, e dalle case e capannone, agli impianti sportivi  e agli stabilimenti balneari.
 
 
Chiediamoci infatti da dove vengano tutti questi ingenti capitali che, dal non sapere proprio più proprio cosa farci, adesso si comincia ad investire nelle attività più inusuali. Tutto con il plauso di Comune e Regione.
 
Abbiamo le prove di quello che stiamo dicendo? La risposta ovviamente è NO, ma dubitare è d'obbligo, quando si ha ben chiaro quale sia la situazione d'illegalità dilagante delle imprese cinesi.
 
Poi ci sono le attività più spiccatamente mafiose, come la gestione delle attività di prostituzione: chi ci dice che tutta questa montagna di capitali non sia altro che il riciclaggio di questi proventi?...
 
Per il resto, in grosso in bocca al lupo a tutti quegli imprenditori cinesi, che regolarmente fanno impresa sul nostro territorio, assumono con contratti di lavoro regolari i propri dipendenti, garantiscono loro di lavorare in sicurezza, sono in regola con il pagamento di tasse e contributi e, alla fine, riescono anche a fare buoni investimenti sul nostro territorio. Il timore però è che la situazione, possa essere anche ben diversa…
 
Dunque riassumendo, stiamo scambiando il nostro territorio e la proprietà dei nostri beni, stiamo scegliendo di non essere più padroni in casa nostra, sottostando al ricatto di quella liquidità monetaria della quale, causa gli sprechi e i privilegi della politica, siamo alquanto a corto. Il bello, è che potrebbe essere che questa liquidità, è solo una liquidità di ritorno: tasse non pagate, non pagate a monte, che, in una frazione veramente minima, ci tornano indietro come titoli d'acquisto… Diversamente, se decidessimo di combattere seriamente tutta questa illegalità, tante si queste risorse le potremmo recuperare a monte, farle transitare per il bilancio dello stato, avere dei conti migliori e in ultimo, essere noi quelli che investono sul proprio suolo, rimanendo proprietari di tutto..
 
 
 
 

giovedì 2 luglio 2015

PRATO: ILLEGALITA’ CINESE, Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro.

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"ILLEGALITA' CINESE - Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro"
 
Società aperte e chiuse in un lampo. Prestanomi che si susseguono uno dietro l'altro. Tutto organizzato da una coppia di coniugi di nazionalità cinese…. ..e noi  aggiungiamo:"… almeno all'apparenza…"
 
Vista la diffusione del fenomeno, a Prato questo non dovrebbe fare notizia. Invece così è, ed è pre quato che abbiamo voluto titolare con "UNA NOTIZIA INASPETTATTA".
 
Strano ma vero: dopo venti anni di un processo che a Prato si è consolidato e incancrenito, il fatto che due cinesi, marito e moglie, si cimentino in simili avventure fiscali, riesce ancora a fare notizia.
 
Venti Milioni di Euro l'entità dell'evasione. Tutto accertato da verifiche condotte su documentazione extracontabile e dall'analisi dei computer, ben occultati: circa 14 milioni di euro di ricavi non contabilizzati, più oltre 6 milioni di euro in fatto di violazioni IVA ed IRAP.
 
Una vera "caccola" in una città dove l'evasione è un qualcosa che viaggia su cifre dell'ordine del Miliardo di Euro, ovvero cento volte tanto!...
 
Vero è che se queste notizie fosse all'ordine del giorno, il recupero dell'evasione sarebbe presto cosa fatta..
 
Putroppo così non è, ed allora il fatto fa notizia…
 
Infatti, quanti di questi "Bonnie & Clyde alla cinese", avremo saldamente operanti sul nostro territorio?...
Quante di queste "cabina di regia" abbiamo attive sul nostro territori?
 
Si tratta di  uno schema classico: amministratori di fatto di un società operanti principalmente sul territorio pratese ed attive nel settore tessile, più precisamente in quello  delle confezioni..
 
Nel caso specifico la sede operativa era in via Toscana, nel Macrolotto, messa in esercizio inizialmente nel pieno rispetto, almeno sul piano formale, di tutte le disposizioni di legge, dopodiché una volta costituita e dato corso all'attività, vengono di punto in bianco cessato tutti gli obblighi nei confronti di tutti: clienti, fornitori e, non certo ultima l'amministrazione tributaria e fiscale. A questo punto, il tempo di mettere da parte il tesoretto, ed arrivala la cessazione dell'attività, non senza averne avviata un'altra, magari con stessa sede operativa e stesso giro d'affari, ma formalmente facente capo a soggetti magari anche privi di legami di parentela…
 
Così il ciclo riparte da zero.
 
La Guardia di Finanza, nel corso delle proprie indagini, ha potuto accertare come a rivestire la carica di amministratori delle varie società "apri&chiudi" in questione, si erano avvicendati i soliti cinque prestanomi, tutti rigorosamente nullatenenti e tutti di nazionalità cinese.
 
Anche qui la cerchia, il bacino da cui i due attingevano,  era quello dello schema più classico: parenti, amici o dipendenti assunti con contratti a tempo parziale. Altro elemento chiave era l'irreperibilità, con gli interessati che, ricevuta la nomina e trascorso qualche mesetto, se ne prendevano un aereo e se ne tornavano in Cina.
 
Al di là della sede operativa, in questo caso, la sede societaria era stata stabilita nel Comune di Campi Bisenzio (FI), nella residenza abituale dei coniugi, risultati poi essere i reali amministratori di tutta la combriccola, e che i due, tanto per rimanere in tema, avevano anche ben pensato di intestare la casa ad una figlia. Ufficialmente invece gli stessi dichiaravano di essere residenti in immobili di diversa proprietà ancora, mentre per la villetta della figlia incombe l'ipotesi di un provvedimento di confisca (significa che diventerebbe di proprietà dello Stato…).
 
Una buona notizia, inutile dirlo, ma adesso che provvedimenti saranno infine adottatti all'indirizzo dei due?...
 
E poi, il capannone di Via Toscana?... Di chi è? Chi percepiva l'affitto? Lo percepiva da chi, in che modo? Contante? Assegni? Bonifico?... Ci sarà un sequestro, oppure vi si continuerà a lavorare all'interno, con altre società  "apri&chiudi", intestate ad altri parenti ed amici che poi si renderanno irreperibili tornandosene in Cina?
 
Sempre più l'ossessione "Falconiana" prende campo: "…Bisogna seguire i piccioli…"
 
Signori, questa è Prato e questo è il "CASO-PRATO". Una città dove si accerta che 4 imprese su cinque non sono in regola e la politica, con un Tribunale allo sbando e le forze dell'ordine in gravi carenze d'organico, ci continua a propinare la solfa de "I CINESI SONO UNA RISORSA"
 
Avanti così, con il PD ed Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana
 
 
 

giovedì 18 giugno 2015

PRATO: “Mafia Cinese/Prostituzione – “Bisogna seguire i piccioli”… ..la lezione di Giovanni Falcone” di Francesco Fedi

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"Mafia Cinese/Prostituzione – "Bisogna seguire i piccioli", la lezione di Giovanni Falcone" di Francesco Fedi
 
Dalle pagine di questo blog, più e più volte abbiamo parlato di Mafia Cinese, di sfruttamento delal prostituzione e di corruzione. Lo abbiamo fatto così tanto da rendere queste pagine un luogo di sfogo della nostra ossessione per cui il "CASO-PRATO" non si spiega senza le due variabili fondamentali di MAFIA e CORRUZIONE.
 
Abbiamo anche detto che la chiave per dare soluzione al "CASO-PRATO", ammesso che davvero esista una politica intenzionata a farlo, sta nel trattare questo come un caso di mafia, arrivando ad imputazioni di reati di associazione a delinquere di stampo mafioso.
 
Nel fare questo abbiamo scomodato dei giganti della storia italiana, come il Giudice  antimafia Giovanni Falcone e la sua lezione del "Bisogna seguire i piccioli" , ossia per capire la struttura e le ramificazioni di un'organizzazione, bisogna idealmente "sedersi" sulle banconote e seguire i flussi… …Da dove partono? Dove arrivano? Per quali mani passano?...
 
Ls prima volta che ho fatto riferimento a ciò è stato poco più di un anno fa, quando su di un altro blog, parlavo del caso della prostituzione che avviene nelle zone di Piazza Mercatale e Via Sant'Antonio, quando mettevo in evidenza la particolarità di un'attività che viene svolta alla luce del sole, in pieno giorno ed all'interno del centro storico della città , anziché, nelle ore notturne, magari su strade interessante da intenso traffico, in prossimità di zone produttive o comunque semi deserte ma anche per essere comparsa quasi all'improvviso e di essere organizzata con una base logistica, ben ideata.

Evidenziavo allora i contorni singolari,  di come questa si fosse sviluppata in tempi ristretti, ma con la sensazione che rispondesse a un piano ben preciso: chi conosce quella realtà arriva velocemente a sostenere  l'illogicità di pensare che queste donne siano arrivate lì per caso alla rinfusa.
 
Ciò essendo al contempo noto e visibile come tutta l'attività si consumarsi all'interno dei piccoli locali, degli appartamenti dei palazzi che si affacciano sulla Via Sant'Antonio, dove con estrema facilità sarebbe possibile compiere delle indagini, risalendo all'identità di  proprietari di questi appartamenti, come pure a quella degli affittuari, prestanome ecc..…
 
Indubbiamente scopriremmo storie di affitti a nero, o di affitti con tanto di contratto regolarmente registrato, dove tizio, affittuario, paga ogni mese a caio, un canone di locazione. Duqnue potremmo monitorare i conti correnti intestati sia a tizio che a caio. Oppure pedinarli entrambi, mettere sotto controllo i loro telefoni… ..Capire quale possa essere la provenienza di quei  soldi, "i piccioli" per dirla alla Falcone, con cui ogni mese tizio paga a caio, scoprendo magari che dietro tizio c'è pure Sempronio, oppure che, tra i due, di mezzo c'è anche Mevio, collegato con Filano e poi Calpurnio…
 
Arriveremmo a uno scacchiere. Un gran bel diagramma…
 
Ma veniamo ai fatti delle ultime 24 ore: un ricercato per sfruttamento della prostituzione giudiziaria e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per reati commessi nel 2010 e nel 2011 nel Nord Italia faceva il contadino a Prato.  Scovato a lavorare nei famosi "Orti cinesi" gli è stato notificato l'obbligo di dimora emesso dall'autorità… Si tratta forse di un convertito alla bellezza di una vita vissuta nella semplicità? Uno che ha avuto una crisi di coscienza e si è riconvertito?... …Oppure questi signore è solo un "nome"? Una pedina? Uno che viene spostato in giro per l'Italia,a seconda delle necessità?... Ma soprattutto, sulla base del nostro precedente ragionamento, di chi è quel terreno dove  è stato sorpreso a lavorare? Lavorava per conto di un affittuario? Questi hanno dei conti intestati? Veicoli? Beni immobili? Carte telefoniche? Il proprietario del terreno è un pratese? Che movimenti si registrano sul suo conto corrente?
 
Abbandoniamo la campagna e rientriamo in città: sempre ieri, agenti della polizia municipale hanno perquisito,due centri massaggi gestiti da cinesi e tre abitazioni private, nel quadro di un'inchiesta che ha così portato alla denuncia di cinque, la chiusura di un centro massaggi con farmaci e droghe sequestrate. Il tutto poi non così diversamente da come  nell'ambito della medesima indagine, alcuni mesi fa era già stato sequestrato un immobile in zona Soccorso (via Roma), dove si svolgevano le stesse attività illecite.
Questa volta le perquisizioni sono scattate nel grande centro di via Paronese, in un fondo di in via da Filicaia, in angolo con Via Bruno Zucca, più un paio di appartamenti in una palazzina di via Frà Bartolomeo.
Proprio qui, sequestrati proprio i famosi "piccioli", denaro contante proveniente dall'attività illecita, farmaci utili a propiziare l'attività sessuale e 26 grammi di droghe leggere.
 
Dunque chiusa l'attività del centro di in via Paronese e comminate sanzioni amministrative per 24mila euro. Questi però sono dettagli perché la questione è sempre quella del "bisogna seguire i piccioli" e se è vero che l'inchiesta è stata avviata dal monitoraggio di  annunci e volantini che pubblicizzavano in modo inequivocabile i particolari massaggi, allora verrebbe da indagare su chi e dove è stato stampato quel materiale pubblicitario… Anche questo, magari tipografo italiano, è stato pagato in nero? Chi gli ha commissionato il lavoro?...
 
E quegli immobili? Di chi erano? Chi li aveva affittati? Chi sono i vari Tizio, Caio, Sempronio e poi Mevio, Filano e pure Calpurnio, del caso? Hanno di conti? Carte telefoniche? Veicoli o immobili intestati? Da chi li hanno acquistati?....
 
Bisogna arrivare alla rete… ..ricomporre lo scacchiere… e per farlo dobbiamo solo seguire la lezione di Giovanni Falcone: "Bisogna seguire i piccioli…"..