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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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martedì 22 dicembre 2020

Gli ex leghisti: noi vittime politiche del sistema Vagli ???


Gli ex leghisti: garantisti ma da Vagli emergono fatti inquietanti.

Con una nota sulle vicende giudiziarie che sconvolgono la piccola comunità di Vagli Sotto, intervengono anche Simonini; Andreotti; Zaccaria e Panzani oggi responsabili di Cambiamo! In passato dirigenti territoriali della lega.
Non vogliamo entrare nel dettaglio giudiziario, i fatti cointestati riportati dagli organi preposti sono molto gravi e parlano da se, noi siamo garantisti non per tornaconto, e quindi lo saremo anche in questa circostanza senza esprimere nessun giudizio sulle singole persone.
Vorremmo però entrare nel merito politico e morale, perché nostro malgrado ci siamo scontrati con qualche amministratore di Vagli, uscendone con le ossa rotte, quando nella lega eravamo dei dirigenti regolarmente eletti a norma di statuti e regolamenti, e ci opponemmo ad un ingresso dell'ex Sindaco di Vagli, autoproclamatosi primo Sindaco leghista.

Avevamo il supporto del partito con indicazioni ben precise, nessuno a quel tempo lo voleva in squadra, lo ricordiamo molto bene. il 16 giugno 2018 a Camporgiano venimmo avvicinati da tre persone, con un sacco di discorsi, ci sembrarono cose dell'altro mondo. Il 5 agosto presso la terrazza di Valdottavo, l'allora Segretario nazionale durante una cena chiese al sostenitore Mario Giuseppe Coltelli di fare il responsabile e candidato Sindaco per il Comune di Vagli.
Noi, Eravamo orgogliosi del contributo politico/amministrativo e morale che Giuseppe avrebbe portato al nostro gruppo, aumentandone il livello professionale.
Alcuni mesi dopo, anche in virtù di un cambio al vertice regionale, nominammo Giuseppe Coltelli responsabile nella località di Campocatino, era il 13 ottobre.

Da quel giorno cambiò il nostro percorso politico, Simonini con ogni mezzo doveva essere rimosso da Segretario, e il Comune non doveva cambiare amministrazione.
Un gruppo consolidato spazzato via da una cena dove si reclutavano nuovi iscritti, era il 12 novembre. Quella sera nacque il patto di una nuova dirigenza, che avrebbe dovuto spezzare il lavoro della sezione nell'incontro organizzato al teatro Alfieri il 28 dicembre, al cospetto del nuovo Commissario Provinciale.

Oggi come allora, I nostri interrogativi rimangono grandi come i personaggi politici che hanno frequentato così attivamente il Comune di Vagli e non ad esempio quello di Barga, quando nel 2019 c'era da portare avanti una sfida politica molto importante. Parlamentari, Consiglieri Regionali, Comunali, Segretari di partito etc, frequentatori assidui della piccola località Garfagnina a quale scopo? Un lavoro di partito su 20 Comuni, fatto con dedizione e presenza, militanza e tanto sacrificio, spazzato via per quale motivo? Non eravamo noi fondatori di una sezione costruita e votata regolarmente con il rispetto e il riconoscimento di tutto il partito fino a quei giorni?
Ci chiediamo cosa fosse cambiato, visto che il nostro operato e comportamento era rimasto identico, e non avevamo frizioni con dirigenti di più alto livello, anzi eravamo presi come modello in Toscana.
La sezione rimase in piedi, perché la sera del 28 dicembre, a Castelnuovo non scattò la rissa che qualcuno aveva preventivato.

Un lavoro che sarebbe stato distrutto internamente per non fare volutamente risultato in nessun Comune al Voto nel 2019, escluso quello di Vagli, da dove doveva nascere, e poi nacque, il nuovo Commissario di sezione eletto proprio tra i banchi di quella maggioranza.
Certi del nostro buon agire, siamo a disposizione degli inquirenti per chiarire ogni singolo passaggio che ha riguardato il nostro operato, perché crediamo di essere state vittime politiche del ribattezzato "sistema Vagli".

Simone Simonini 
Roberto Andreotti 
Luigi Zaccaria 
Valdemaro Panzani
Ed altri ex simpatizzanti e iscritti.

giovedì 16 aprile 2020

SPERONI: Pandemia alla RSA San Lorenzo di Seravezza, servono indagini della procura.


SERAVEZZA - Gli eventi mi costringono a indossare di nuovo i panni dell'oppositore extraconsiliare. Alludo alla notizia dei venticinque anziani della San Lorenzo positivi al Covid-19. Di questi, tre sono stati ricoverati in ospedale e gli altri ventidue sono invece rimasti nella RSA seravezzina. Sono risultati positivi al tampone anche cinque operatori sanitari che lavorano alla San Lorenzo e che sono stati posti in isolamento a casa.

Anche a seguito di ciò che ha scritto il prof. Mario Di Fiorino, primario dell'ospedale Versilia, mi chiedo e chiedo alle autorità competenti:

1. Da quale giorno medici ed infermieri hanno ricevuto la disposizione di indossare i dispositivi di protezione?

2. Hanno mai ricevuto l'ordine di non indossarli?

3. Da quale giorno i pazienti hanno ricevuto la disposizione di indossare i dispositivi di protezione?

4. Chi tipo di dispositivi sono stati forniti?

Così come è avvenuto al Pio Albergo Trivulzio di Milano, la cui dirigenza è sotto inchiesta, credo che anche per la RSA di Seravezza sia possibile ipotizzare un simile intervento della Procura della Repubblica per fare chiarezza.


Francesco Speroni
Consigliere d'opposizione extraconsiliare ‎di Seravezza 

martedì 25 giugno 2019

BAGNI DI LUCCA: VITIELLO INTERVIENE ANCORA SU BASE srl DOPO IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 21 GIUGNO.


Comunicato stampa a chiarimento di quanto affermato durante il Consiglio Comunale del 21 giugno 2019

Mi ero riproposto di non intervenire prima che si concludessero le indagini della procura attivate a seguito di diversi esposti sulle gestioni della società BASE nei diversi anni, presentati sia da parte dell'attuale maggioranza che dalle opposizioni.
Tuttavia, a seguito delle dichiarazioni fatte durante il consiglio comunale del  21 giugno 2019, ed in particolare durante l'esame del punto che prevedeva la presa d'atto del bilancio 2017 della società già approvato dall'Assemblea dei soci, e anche in riferimento a quanto successivamente pubblicato sugli organi di informazione e sui social, ritengo doveroso fare alcune precisazioni, affinchè la cittadinanza abbia la dovuta e necessaria corretta informazione.
Il bilancio che è stato approvato e relativo al 2018 chiude con un utile post imposte di 108.385 Euro.
Nel mese di marzo 2018, come è noto, c'è stata la revoca del sottoscritto da Amministratore Unico con la nomina dell'attuale Amministratore Unico.
Il nuovo Amministratore Unico, insieme all'attuale Amministrazione  Michelini, ha poi rivisitato e riapprovato anche i bilanci del 2016 e del 2017, già precedentemete approvati o presentati dal sottoscritto.
Questa lunga e laboriosa revisione dei bilanci, che quando fu avviata fu accompagnata da motivazioni che affermavano la presenza di chissà quali errori o omissioni nella gestione Vitiello, si conclusero invece con una evidente constatazione della correttezza del mio operato.
Infatti, mentre il bilancio 2016 approvato dall'Amministrazione Betti dichiarava un utile di 93.220 euro, quello redatto e approvato successivamente da Tocchini dichiara un utile maggiore di 98.128 euro.
Per il 2017 la stessa revisione corregge l'utile portandolo da 61.618 Euro a 56.016 Euro.
Complessivamente, nei due anni, 2016 e 2017, gli utili vengono modificati da 154.838 euro a 154.144 Euro.
In sostanza , le revisioni hanno dovuto constatare e confermare il corretto operato del sottoscritto.
Rimane però un aspetto stranamente poco illustrato durante il consiglio comunale.
Come forse i cittadini ricorderanno, nel 2017 la società BASE ha attivato 10 contratti di formazione con cittadini italiani ed extracomunitari.
Ad ognuno dei tirocinanti venne riconosciuto un rimborso mensile di 500 euro durante l'anno, con conseguente costo per l'azienda di 50.000 euro da marzo a dicembre.
Tale costo però doveva essere rimborsato, ed è stato rimborsato, dalla Regione Toscana nel 2018.
Ora, pur essendo di fatto un ricavo da imputare la 2017, tale rimborso è stato considerato come un ricavo del 2018.
 Quando fu rimborsato tale costo, nel 2018, era ancora in corso la revisione del bilancio 2017. Quindi il ricavo poteva essere tranquillamente imputato al 2017. Invece la nuova Amministrazione ha deciso di imputarlo al 2018, anno di effettiva riscossione del ricavo, contravvenendo di fatto ai principi contabili che affermano che i costi ed i ricavi vanno imputati agli anni di competenza, e non agli anni contabili di effettiva riscossione.
In pratica, il bilancio 2017 doveva chiudere con un utile di oltre 100.000 euro, mentre quello del 2018 doveva vedere un utile ridotto a solo poco più di 50.000 euro.
E' evidente che tale risultato avrebbe creato non pochi imbarazzi alla nuova amministrazione, che avrebbe dovuto ammettere una evidente riduzione degli utili, mentre sbandierava  l'efficienza della nuova gestione affidata al nuovo amministratore unico.
Ciò in particolare anche quando il quantitativo dei rifiuti da smaltire diminuiva con conseguenti "risparmi" ( come affermato dal Consigliere Bianchi) frutto dell'incremento della raccolta porta a porta.
Quindi, utili che si riducono, costi gestionali che aumentano, ed anche minori servizi per la cittadinanza.
Voglio infatti ricordare, a chi lo avesse dimenticato, che nel 2016 e nel 2017 la società aveva anche curato direttamente, con proprio personale e con propri mezzi, la manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio ( si ricorda la pulizia delle zanelle, la sistemazione di strade, marciapiedi, monumenti, ecc. ), tutte attività che invece nel 2018 non sono state poi più effettuate.
In sostanza, minori utili, maggiori costi nonostante la riduzione dei rifiuti da smaltire, minori attività di manutenzione del territorio.
Una evidente dimostrazione che, sicuramente, la gestione Vitiello non era poi così catastrofica come qualcuno continua ad insinuare.
Rimane poi un ultimo aspetto da chiarire, cioè quello relativo alle assunzioni.
Appena fui nominato Amministratore Unico della società, nel 2105, chiesi all'Amministrazione Betti che venissero approvati i regolamenti per le assunzioni.
Ciò proprio per evitare che tali assunzioni venissero condizionate da interferenze non legittime ; ogni candidato doveva avere le stesse legittime aspettative, misurandosi sulla base delle sue reali capacità e non certo per le sue simpatie politiche.
Il regolamento prevedeva espressamente, come indicato dalla normativa vigente, che le commissioni esaminatrici fossero costituiti da esperti esterni alla società, in modo da garantire l'imparzialità della valutazione. Tali membri dovevano poi essere selezionati sulla base di un bando di evidenza pubblica.
Questa scelta, che fu ben rispettata nelle selezioni del 2015 per il personale operativo, non fu invece analogamente rispettata dal nuovo amministratore unico, che nel luglio 2018, indicendo la selezione per il personale amministrativo, pur facendo riferimento al regolamento per le assunzioni, di fatto esaminava i candidati con una commissione costituita dallo stesso Amministratore, dal responsabile tecnico e dal responsabile dell'ufficio tecnico del Comune.
Questa anomalia viene poi corretta successivamente nel bando pubblicato nel mese di giugno 2019 e riferito al personale operativo, dove richiamando un regolamento  approvato nell'aprile 2019, e quindi dopo la selezione per il personale amministrativo, si prevede la nomina di una commissione esterna e procedure selettive di fatto analoghe a quelle indicate nel precedente Bando del 2015.
Quindi l'Amministrazione Comunale, in sede di Assemblea,  nell'aprile 2019 è dovuta intervenire per correggere un'errata applicazione della normativa fatta nel bando per il personale amministrativo?
E se così fosse, non sarebbe stato più corretto, per autotutela, anche annullare gli atti di quella selezione condotta in evidente contrasto con il regolamento vigente e con le norme di legge che regolano tali selezioni?
Questo aspetto , che durante il Consiglio Comunale viene evidenziato dal Consigliere Betti, viene invece smentito dal Sindaco che afferma, in evidente contrasto con la realtà, che mai era stata prevista una commissione interna per le selezioni. Una affermazione falsa, basta andare a leggere il verbale finale della selezione per amministrativi pubblicato sul sito di Base, che riporta le firme dei commissari , ed in particolare quelle di Tocchini, Girolami e Gherardi.
Forse il Sindaco non era a corrente di tale decisione? Eppure lo stesso aveva sempre sbandierato che la sua amministrazione effettuava un attento controllo analogo, diversamente da quanto, a suo parere, il Sindaco Betti non aveva mai fatto sulla società.
Mi sembra che i fatti dimostrino esattamente il contrario.
Una ennesima dimostrazione del fatto che tutta la vicenda della gestione di Base, ed in particolare la mia rimozione, le infami accuse che l'hanno preceduta e accompagnata, siano solo esclusivamente dettati da meri interessi politici e non certo dalla volontà di ben tutelare un patrimonio della intera cittadinanza, provvisoriamente affidato alle cure del Sindaco di turno.

Giuseppe Vitiello
 

lunedì 20 novembre 2017

BARGA: CONFERENZA, MORTE DEI PASCHI, PRESENTAZIONE LIBRO presso SALA COLOMBO sabato 25/11 ore 16:30

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ORGANIZZATA DAL COMITATO
PER L'ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE
VALLE DEL SERCHIO
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NOTIZIE SUL CASO:

DAVID ROSSI
Nuovo capitolo sul giallo legato alla morte di David Rossi, il responsabile comunicazione di Mps …
 
“Le Iene” e la loro inchiesta. Si riaccendono i riflettori sul caso di David Rossi, il capo delle comunicazioni del Monte dei Paschi di Siena che fu trovato morto sotto la finestra del suo ufficio più di quattro anni …
 
sulla misteriosa morte di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi, volato giù dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, il 6 marzo di quattro anni fa. Troppo lungo per …
 
Oltre la tragedia di David Rossi, abbiamo scovato una lunga scia di sangue legata al Monte dei Paschi Di Siena…
 
Due nuovi fascicoli di indagine sulla morte di David Rossi dopo nuovi elementi emersi da servizi ...

venerdì 16 dicembre 2016

VIAREGGIO, IL DISASTRO DELLA VIAREGGIO PATRIMONIO, la denuncia della Lega Nord


LEGA NORD VIAREGGIO:
​

Le vicende della Viareggio Patrimonio, delle società partecipate, della montagna di debiti che ha portato il Comune al dissesto, che per anni, chi ha governato ha ingenuamente pensato di "nascondere sotto il tappeto" trasferendole nei bilanci delle partecipate stesse per non sforare il patto di stabilità o, in altri casi, tirando a campare e rimandando la resa dei conti, stanno esplodendo in tutta la loro gravità e urgenza, ma noi riteniamo di non poter continuare a girarci intorno, il dissesto è sempre più grande e la città deve conoscere chi ne è stato responsabile.


  La notizia della decisione dell'OSL di respingere l'istanza della fallita Patrimonio srl per l'ammissione alla massa passiva del dissesto del Comune di crediti per 17.441.568 euro è una notizia che apre - anzi conferma - scenari inquietanti e che, a prescindere da possibili ricorsi al TAR, in ogni modo si riflette sulla sorte dei beni pubblici, dei beni comunali.
Beni comunali che - baratto o non baratto lo vedremo - a fronte del rischio di un declassamento dei crediti comunali verso la stessa Patrimonio a banali crediti chirografari,  sarebbero ben lungi dal poter essere salvati perchè privi di possibili concrete contropartite e garanzie.
E siccome, chi rischia di dover pagare il conto di questo dissesto sono i cittadini, sarebbe bene che la classe politica odierna, per quanto di propria competenza, non avesse timore di accertare, verificare e dire chiaro e tondo alla città chi sono i responsabili di questo disastro.
Non è giusto che, ad oggi, nessun amministratore sia stato chiamato ancora a pagare pegno per questa gestione inconsulta della cosa pubblica !

Se è vero che gli organi giudiziari preposti hanno le loro competenze ed in tal senso sollecito a darne corso e risposta quanto prima ai viareggini perchè non è possibile che  tutto  questo marasma finisca nell'oblio della prescrizione. Dall'altra il Consiglio Comunale ha fra le sue prerogative quello di aprire una Commissione di Indagine ex art. 18 e dare una risposta circa le responsabilità politiche del dissesto.
E' l'ora di dire basta ai rimpalli negli uffici, nelle segrete stanze degli organismi, il Consiglio Comunale deve portare alla luce del sole quanto è successo negli ultimi diciotto anni di amministrazione, quanto meno a cominciare dalle Giunte Marcucci.

La Lega Nord, insieme agli alleati del Movimento dei Cittadini per Viareggio e Torre del Lago Puccini, ha avanzato più volte tale proprosta, anche in Consiglio Comunale ma ci vogliono dieci Consiglieri per darvi corso, da soli non bastiamo.
Chiediamo a tutte le forze politiche e civiche presenti in Consiglio Comunale (ma anche a quelle fuori dal Consiglio almeno sotto il profilo della condivisione) che, con senso di responsabilità verso i cittadini e senza ritrosie di parte e/o di corrente, si convincano della doverosità di quanto andiamo dicendo, rendendosi disponibili a firmare la richiesta ex art. 18 del Regolamento Comunale.
La Lega Nord è pronta a dare alla città, ai viareggini ed ai torrelaghesi, finalmente, un'indagine seria ed incisiva su chi siano i veri responsabili del disastro economico che stiamo patendo !

Maria Domenica Pacchini
Alfredo Trinchese
e
Gruppo Consiliare
Lega Nord Toscana


mercoledì 30 dicembre 2015

MATTEOLI E IL CASO MOSE, QUESTA E' L'ALTERNATIVA DI CENTRODESTRA LUCCHESE ???

ALTERO MATTEOLI
UNA VITA DA POLITICO.....
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Caso Mose, le rilevazioni del superteste: "Portavo io al ministero le mazzette per Matteoli" riguardo ai lavori per istallare il Mose nella Laguna di Venezia....
Mazzacurati interrogato negli Usa su mandato dei magistrati veneziani ha detto: "Quattrocentomila euro in due tranche, viaggiavo con i soldi in pacchetti", "Ho dato soldi ad Altero Matteoli, in contanti, nell'ordine di 300/400mila €. Glieli ho consegnati personalmente, anche al ministero a Roma, ma non avevamo testimoni". Queste le parole dell'82enne Giovanni Mazzacurati, il gran burattinaio del Consorzio Venezia Nuova e testimone chiave dell'inchiesta sulle tangenti del Mose. Il sistema da lui creato non era "affare" solo dei veneziani, ma aveva sponde robuste a Roma con Milanese e Spaziante, che sono ancora in carcere in custodia cautelare ed infine Altero Matteoli.
L'interrogatorio cui Mazzacurati è stato sottoposto per rogatoria in California il 17 settembre scorso, nell'ufficio del procuratore generale di San Diego, sarà anche l'ultimo , comunque le 45 pagine del suo verbale sono considerate "attendibili ", parole di un uomo "ancora capace di intendere ". Dunque, punto fermo dell'istruttoria condotta dal Tribunale dei ministri, che ha convinto i magistrati a scrivere, nelle loro conclusioni: "È dimostrato l'asservimento di Matteoli alle politiche del Consorzio Venezia Nuova, nella veste di ministro dell'Ambiente e di ministro delle Infrastrutture". Dieci faldoni di atti sono stati inviati ieri alla presidenza del Senato: l'aula dovrà decidere se autorizzare la procura di Venezia a procedere nelle indagini oppure no.
Mazzacurati risponde davanti a due assistenti del procuratore di San Diego e a un agente speciale della homeland security degli Stati Uniti - "Da quel che ricordo mi sembra di averlo fatto (portare soldi, ndr) due volte, una volta al ministero a Roma e un'altra volta... in qualche posto, insomma". Gli chiedono come fossero pattuite le cifre. "Si stabiliva prima". E i soldi in contanti come erano trasportati nell'ufficio del ministero? "Me li han dati quelli del Consorzio. Non era un grande pacco. È un pacchetto, ci sta in tasca... diciamo che in un pacchettino 100mila euro... Cosa avrebbe fatto il ministro con quei soldi non me l'ha detto... o campagna elettorale oppure necessità".
Non si sa di quali necessità si tratti..... "Ma sicuramente erano necessità elettorali - aggiunge - loro hanno dei centri in Toscana dove hanno delle persone che girano, che lavorano, che hanno bisogno di soldi". I pm che hanno scoperchiato il sistema Mose, Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, sostengono che la prima presunta mazzetta a Matteoli sia stata consegnata nel 2003, quando era ministro dell'Ambiente. A Mazzacurati interessava che il maxi appalto per le bonifiche di Marghera fosse affidato direttamente alla Mantovani di Baita.
Continua poi così: "Sì, certo che conosco Erasmo Cinque", afferma il Mazzacurati. "Pacchettini anche per lui? Forse sì, ma non lo so". L'imprenditore Cinque, della Socostramo, per Matteoli non è uno qualunque. È più di un amico, è l'uomo con cui ha condiviso la lunga militanza nella destra di Alleanza Nazionale. L'allora ministro dell'Ambiente si spende - secondo gli atti di indagine - per fargli ottenere una parte nel maxi appalto milionario delle bonifiche di Porto Marghera. La sua Socostramo entra in un Ati con la Mantovani di Baita. Ufficialmente figurano al 50 per cento, ma con una scrittura privata stabiliscono che l'azienda di Cinque avrebbe ricevuto un 6-7 per cento della commessa", senza muovere una benna. "Cinque apparentemente faceva il lavoro - mette a verbale Mazzacurati - però lui mezzi non ne portava... era una cosa un po' fittizia... era un peso morto 'sta Socostramo, un peso morto".
IN UN ALTRO CASO SI PARLA DI LUCCA:
C'è poi un altro presunto episodio corruttivo che l'ex patron del Mose riferisce sommariamente ai magistrati, questo fatto risale ai tempi in cui Matteoli occupava la poltrona di ministro delle Infrastrutture e Mazzacurati sostiene di averlo incontrato nella sua casa in Toscana. "Sono andato io a trovarlo, in provincia di Lucca. Quante volte? Ah non lo so... un paio di volte. Lo scopo della visita era sollecitare i pagamenti, era sempre l'urgenza di avere i fondi (per il Consorzio, ndr)". I pm sospettano che ci sia stato, in un caso, il passaggio di una mazzetta a Matteoli. E in cambio del finanziamento della campagna elettorale, gli chiedono nell'interrogatorio, cosa avrebbe ottenuto? La memoria di Mazzacurati, a questo punto, si accende: "Che venissero accelerati i tempi di finanziamento delle varie tranche del lavoro". Cioè una scorciatoia, per avere alla svelta i soldi pubblici che il governo pompava nel suo Consorzio Venezia Nuova.
APPROFONDIMENTO:
http://capfuturo73.blogspot.it/search/label/matteoli

sabato 19 dicembre 2015

CACCIA ALL'UOMO IN LUNIGIANA A FIVIZZANO , in fuga dopo un incidente.

Un uomo si è schiantato frontalmente con un'altra vettura mentre era alla guida di una AlfaRomeo Giulietta, che e' stata rubata nella notte in Garfagnana, poi e si è dato alla fuga a piedi insanguinato.
Adesso e' caccia all'uomo a Fivizzano dopo l'incidente avvenuto nel pomeriggio di ieri (18/12/15).
Il malvivente dopo essersi scontrato con una Fiat condotta da un dipendente del comune è poi riuscito a sfuggire prima dell'arrivo dei soccorsi del 118. Le indagini sul caso sono affidate ai carabinieri, coordinati dal comandante della compagnia di Massa.

mercoledì 30 settembre 2015

ANAS , ARRESTI PER CORRUZIONE , ANCHE PER I LAVORI SUL BRENNERO !!!

CHE SI STIA SCOPERCHIANDO IL PENTOLONE ?????
Speriamo che poi scoprano tutto il marcio che c'e' nel resto della valle......

L'operazione ''le strade dell'oro''
E' portata avanti da una collaborazione tra polizia stradale e corpo forestale.

Un vero e proprio terremoto giudiziario che ha coinvolto i vertici dell'Anas Toscana, con quattro persone finite agli arresti domiciliari e 24 indagati nell'inchiesta fiorentina per corruzione. Tra le opere finite sotto la lente degli inquirenti della procura fiorentina ci sarebbero anche interventi compiuti sulla strada statale 12 del Brennero in provincia di Lucca. Secondo le ipotesi della procura, venivano sfruttate proprio le emergenze per chiedere mazzette pari al 5% dell'importo dei lavori.

Sono finiti ai domiciliari, con l'accusa di corruzione, il capo compartimento di Anas Toscana, Antonio Mazzeo, il capo servizio amministrativo Anas Toscana Roberto Troccoli, e un funzionario di Anas Toscana, Nicola Cenci. In piu' oltre a loro è ai domiciliari pure l'imprenditore Francesco Mele. L'indagine è arrivata ad una svolta in questi giorni e nelle ultime ore , sono in tutto una settantina le perquisizioni in corso. Il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo ha parlato di: ''un collaudato sistema di corruzione, di un sistema che ha provocato danni per tutta la collettività per l'importo di molte decine di migliaia di euro. Venivano date mazzette corrispondenti al 5% dell'importo dei lavori in svariate decine di appalti nella rete stradale della Toscana".

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mercoledì 18 marzo 2015

“Grandi Opere: la trasparenza non basta”,''TAV e TIRRENICA'' articoli di Francesco Fedi .


---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: FRANCESCO FEDI — Data: 18/mar/2015 ore 18:54
Oggetto: "Grandi Opere: la trasparenza non basta" di Francesco Fedi
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>

DUE ARTICOLI DI FRANCESCO FEDI :
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"Grandi Opere:  la trasparenza non basta" di Francesco Fedi
 
L'avevo detto e lo ripeto: "Grandi Opere" significa solo corruzione, mafia, tangenti ecc.. ecc.
Solo a questo servono le grandi opere che si chiamino TAV o Ponte sullo Stretto, che siano a Firenze, Val di Susa o Sicilia.
Allarmanti i dati appena pubblicati dall'Autorità nazionale Anticorruzione : l'analisi di un campione rappresentativo di amministrazioni dello Stato, circa la vigente normativa in tema di trasparenza, per scongiurare episodi di corruzione e malaffare all'interno delle amministrazioni pubbliche,  offre uno scenario inquietante sull'operato degli uffici pubblici e di chi ne ha la direzione.
L'Authority ha pensato di chiedere a singole amministrazioni la pubblicazione sul proprio sito internet lo stato delle attestazioni ed  il rispetto di ogni puntuale adempimento.
La richiesta ha coinvolto tutti i Ministeri, le Regioni, altre Autorità indipendenti nonché, un  campione composto da  35 Asl ed altri enti del servizio sanitario nazionale più 20 Comuni, capoluoghi di Regione. I  risultati sono imbarazzanti, evidenziando amministrazioni dello Stato che hanno mostrato resistenze a qualsiasi tipo di verifica in tal senso: il 50% delle Autorità indipendenti non hanno pubblicato sul proprio sito internet, l'attestazione relativa al puntuale adempimento degli obblighi di legge in materia di trasparenza, o non lo hanno fatto entro i termini indicato. Tra i più riottosi spiccano l'Autorità di regolazione dei trasporti, quella per l'energia elettrica, quella per le garanzie nelle comunicazioni e quella di garanzia dell'attuazione della legge nello sciopero nei servizi pubblici essenziali.
I dati relativi alle Regioni si dimostrano invece migliori, con adempienti rispettati per  l'82%,
meglio i Comuni, con  il 90%, e ai Ministeri, con il 92%, mentre peggio le Asl, con il dato attestato al 77%. Tra quest'ultimi, si è registrata l'inadempienza del Ministero dello Sviluppo economico, cosa alquanto grave vista la centralità delle stesso per aspetti strategici ed economicamente, decisamente importanti.
Si è trattato solo di un primo step, poiché a breve l'Authority inizierà a verificare la corrispondenza tra la trasparenza dichiarata e quella effettivamente garantita dai vari enti.
In ogni caso, quello che si può dire fin da subito è che, per le amministrazioni pubbliche, ben poca corrispondenza sembra esserci tra la il rispetto degli adempimenti richiesto a cittadini e imprese e quello riscontrato ad enti superiori o esterni: è evidente che l'attuale disciplina sulla trasparenza, ha ben pochi effetti dissuasivi sul fenomeno della corruzione, verificato che il Ministero come quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, al centro dei recenti scandali sulla corruzione legata alle grandi opere si è guadagnato un posto nell'elenco delle amministrazioni trasparenti.
Ma questo non fa altro che confermi il mio personale convincimento che per limitare corruzione, mafia, tangenti e via di seguito, l'unica strada è limitare le grandi opere, ovvero fare solo quelle che servono davvero, ovvero ancora, di tutte quelle che ci vengono propinate, neanche una….
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 Tutti i nodi della Tirrenica e Tav vengono al pettine e si chiude il cerchio del malaffare :

Firenze 17 marzo 2014

In relazione alle notizie degli arresti di ieri e dell'inchiesta sul sottoattraversamento fiorentino di Tav, emerge che è stato indagato per concussione anche l'avv. Bargone (già sottosegretario ai Lavori Pubblici dei governi Prodi e D'Alema) e ora Presidente della Sat (autostrade tirrenica). Ricordiamo che dalle intercettazioni telefoniche pubblicate da Il Tirreno nel 2013, era emerso che "l'avv. Bargone scrisse a Rossi di essere stato informato da Ercole Incalza, super dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici, ( arrestato ieri ) dell'attività dell'arch.Fabio Zita in merito alla Tirrenica". Proprio a Fabio Zita Italia Nostra aveva conferito il Premio Zanotti Bianco 2013, per i particolari meriti svolti da Dirigente a capo per 16 anni del Settore Via della Toscana, in difesa del Paesaggio. E ora corre l'obbligo di dire che, proprio per il suo lavoro scrupoloso e per la sua schiena dritta, sempre dalle stesse intercettazioni emergeva che 'la sua attività avrebbe potuto frenare la realizzazione dell'opera' (autostrada Tirrenica). Questo si aggiunge a quanto fatto, sempre dallo stesso Dirigente integerrimo per lo stoccaggio delle terre di scavo dell'alta velocità: una questione mai risolta, che fortunatamente ha bloccato la Tav fiorentina finora. Dunque per questi motivi e per queste 'pressioni' l'arch. Zita risultava assai scomodo e costituiva un ostacolo da rimuovere al più presto, per portare avanti le grandi opere pubbliche in Toscana, voragini di tangenti e di malaffare. Così è stato rimosso dal Governatore Rossi nel 2012 da funzionario a capo della Via e 'spostato' a Dirigente del Piano Paesaggistico della Toscana ...quel Piano che, proprio in questi stessi giorni, è al centro della bufera politica all'interno del partito che guida la Regione Toscana. E il Consiglio regionale che aveva istituito lo scorso anno una "commissione di inchiesta speciale " per far luce sull' AV, il caso Zita e il procedimento aperto dalla Magistratura fiorentina, ha concluso dopo sette mesi i propri lavori con una RIUNIONE A PORTE CHIUSE, di cui non è dato sapere l'esito! Mariarita Signorini Italia Nostra Firenze NO TUNNEL TAV
  

lunedì 16 giugno 2014

REGGIO EMILIA - AGENZIA ENTRATE = ASSOCIAZIONE A DELINQUERE , ARRESTATI FUNZIONARI E POLITICI

NUMEROSI ARRESTI DA PARTE DEI CARABINIERI
FUNZIONARI E POLITICI LOCALI , STRUMENTALIZZAVANO I CONTROLLI FISCALI PILOTANDOLI !!!!

Tutto sempre e comunque alla faccia nostra......
Ora basta , basta davvero.......
Pero' la legge anticorruzione latita in parlamento nel disinteresse generale , solo perche' sanno di essere tutti coinvolti, corrotti e collusi !!!!

Reggio Emilia, 16 giu. :
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, stanno dando corso all'operazione denominata 'Nottingham' relativa all'esecuzione di arresti e perquisizioni nei confronti di funzionari e dipendenti dell'agenzia delle entrate di Reggio Emilia coinvolti, insieme ad altri fiancheggiatori, nella maxi indagine che ha portato alla luce un losco giro d'affari concernente accertamenti fiscali pilotati grazie al pagamento di una tangente. Secondo quanto si apprende, sarebbero coinvolti anche politici locali.

giovedì 29 maggio 2014

CARRARA - MARMO : IPOTIZZATO ABUSO D'UFFICIO per imprenditori e amministratori !!!

Pagavano meno tasse sull’estrazione del marmo. Avvisi di conclusione indagini a imprenditori e amministratori:

29 maggio 2014 13:54

Imprenditori delle cave pagavano la tassa marmi in misura inferiore a quanto prescritto dalla legge provocando un danno al Comune di Carrara. Il tutto, secondo quanto accertato dalla procura della repubblica di Massa Carrara, sarebbe avvenuto “sulla base di un accordo tra lo stesso Comune e rappresentanti delle associazioni di imprenditori del marmo”.

Lo ha reso noto il procuratore Aldo Giubilaro che in una nota spiega che “a conclusione delle indagini preliminari sono state individuate responsabilità penali”. Quindici gli indagati.

La procura sta notificando gli avvisi di conclusione delle indagini ipotizzando il reato di abuso d’ufficio a imprenditori e amministratori. L’importo versato, secondo la procura, non sarebbe in linea con il valore di mercato dei beni estratti ma ben maggiore come prescritto dalla legge: “da ciò l’ingiusto vantaggio conseguito dagli imprenditori e del correlativo danno subito dal Comune di Carrara”.

LA tassazione del marmo negli ultimi 5 anni, è l’ipotesi dell’accusa, sarebbe stata inferiore a quanto stabilito dalla legge regionale toscana del 1998, provocando un danno al Comune di Carrara e un vantaggio per gli imprenditori delle cave. Tutti quanti stanno ricevendo l’avviso di conclusione delle indagini.

Secondo quanto appreso fra gli indagati figurerebbero amministratori del Comune di Carrara e rappresentanti delle categorie degli imprenditori delle cave che nel 2009 firmarono un accordo sulle tariffe del marmo da corrispondere allo stesso Comune.

Secondo la procura l’accordo non terrebbe conto del valore di mercato dei beni estratti e cosi’ nelle casse comunali sarebbero finiti meno introiti. Nel 2013 il gettito della tassazione a favore del Comune di Carrara e’ stato di 19 milioni di euro: ne sono stati incassati pero’ 14 milioni a causa di ritardi nei pagamenti da parte degli imprenditori.

CANCELLIAMO IL MALAFFARE , SALVIAMO LE APUANE !!!!!

mercoledì 16 aprile 2014

INDAGINI VARIE...........

MI HANNO CONVOCATO , COME PERSONA INFORMATA DEI FATTI , PER DEI POST SOLO CONDIVISI
SUL PROBLEMA DELLE BRICCHETTE A GALLICANO.......
BEH ! OLTRETUTTO NON NE SO MOLTO , GLI DIRO SOLO CHE LA COSA PUZZA !!!!
E PUZZA ASSAI , COME HO POTUTO CONSTATARE STAMANI 16/04/2014 ore 10:00 circa.

CHISSA' PERCHE' PROPRIO ADESSO CHE CI SONO LE ELEZIONI ????

Perche' allora non indagare sui tanti altri miei post , peraltro scritti di pugno ???
I post del depuratore che sversava.....
I post sui tubi di ferro dei guadi dispersi dalle piene....
Oppure indagaresugli stessi guadi......
Sulle discariche di materiali edili ed altro in camparlese, ghivizzano....
Su chi aveva creato quella discarica di eternit, che comunque il comune ha prontamente rimosso.....
Sui rifiuti abbandonati sulla via per cardoso....
Sugli ecomostri edilizi di castelnuovo e colle aginaia....
Ecc. Ecc. Ecc. Ecc. Ecc.

ALLEGO ALCUNE DELLE MOLTE , TROPPE FOTO :