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Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
giovedì 31 dicembre 2015
SALVIAMO LE APUANE: Basta Camion! Chiudiamo le cave del Monte Sagro !!!
venerdì 20 novembre 2015
SALVIAMO LE APUANE: luoghi del FAI , le Apuane hanno vinto!
martedì 10 marzo 2015
“PIANO PAESAGGISTICO: Pd e FI trafficano, Marson ammutolita” di Francesco Fedi
---------- Messaggio inoltrato ----------
Data: 10/mar/2015 13:47
Oggetto: "Piano Paesaggistico: Pd e FI trafficano, Marson ammutolita" di Francesco Fedi
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>
"Piano Paesaggistico: Pd e FI trafficano, Marson ammutolita"
Non andrà in aula come previsto, Il piano del paesaggio, per la sua definitiva approvazione. Tutto rimandato alla prossima settimana, giorno 17 marzo, con la quasi certezza che l'assessore All'Urbanistica, Anna Marson ripudierà quello che ormai è un documento completamente stravolto, rispetto al stesura originaria. Emendamento dopo emendamento, del suo lavoro , c'è rimasto più nulla. che poco quello da lei coordinato. Poco rimane anche del "lodo- Rossi" (leggi: http://pratonelmondointernal.altervista.org/paesaggio-rossi-chi-si-fa-il-lodo-simbroda-di-francesco-fedi/ ) e dagli emendamenti concordati con il presidente Enrico Rossi.
In commissione ambiente emendamenti presentati da Forza Italia, sono passati e passati con voti del Pd, per quasi tutte le venti zone della suddivisione territoriale paesistica. Si tratta di le regole per i Comuni, da tener conto nella programmazione urbanistica , e che sono frutto di un sottile lavoro di elusione in cui termini come «evitare» ed «escludere», sono stati tramutati in «limitare» e «contenere», cosa che ha suscitato il risentimento dell''Assessore Marson, la quale ha dovuto prendere atto di come quattro anni del suo lavoro, comprese le modifiche introdotte per venire incontro a categorie come agricoltori e viticoltori, è andato decisamente in fumo.
Gli stessi partiti (PD e FI) hanno anche congiuntamente approvato anche altri emendamenti insieme, che sembrano proprio volere condurre la gestione degli aspetti paesistici proprio nella direzione contraria agli intenti originari: sulle Apuane è sparita la criticità della non riproducibilità del paesaggio, tramutata in tutela dei «residuali elementi morfologici», questo in esisto ad uno spudorato assecondamento degli operatori del settore estrattivo. In Versilia «il contenimento dell'urbanizzazione e la definizione dei margini urbani, evitando processi di saldatura e salvaguardando i varchi inedificati tra le aree urbanizzate lungo l'asse infrastrutturale, al fine di contrastare "l'effetto barriera" tra mare e colline», che, tradotto, significa che in quella zona si potrà ancora edificare né più né meno di come si è fatto fin ad oggi, o che comunque nessuna incisiva restrizione in proposito, è stata in posta ai Comuni.
Pazzesco il caso dei aree come la Val d'Orcia, Lunigiana, Maremma o Amiata, dove l'introduzione della frase «armonizzare eventuali interventi antropici», finirà per aprire le porte alla interpretazioni più bislacche: come si può meglio armonizzare degli interventi antropici, se non stravolgendo assetti dell'edificato consolidato o chissà cos'altro?
Viene da dire che se il risultato di quattro anni di lavoro, doveva essere questo, allora tanto valeva non fare nulla, fare a meno di un piano che, rispetto alle aspettative iniziali, si rivelerà del tutto inutile, con tanto che se niente si fosse fatto, sicuramente molto si sarebbe risparmiato…
…Ma chi sa che questo non avrebbe anche significato, anche tante costose consulenza in meno, e per dei partiti che vivono di clientele, la cosa non sarebbe affatto uguale…
domenica 1 febbraio 2015
SALVIAMO LE APUANE: RIUNIONE PREPARATIVA CONGRESSO DEI NATIVI APUANI .
SABATO 31 GENNAIO , PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI GALLICANO
SI E' TENUTA LA RIUNIONE PRELIMINARE DEL CONGRESSO CHE SI TERRA' A LUCCA
IL 21 MARZO 2015
NATIVI APUANI , PER CREARE UN UNICA IDENTITA' DEL POPOLO APUANO
PER CREARE UNA COSCIENZA A TUTELA DELLE NOSTRE MONTAGNE.
A CINQUE ANNI DALLA NASCITA DEL GRUPPO DI SALVIAMO LE APUANE , SI VUOL CREARE UN IDEA , PER DARE FORMA AD UNA NUOVA COSCIENZA DELLO SVILUPPO DELL'UOMO A TUTELA DELLE SUE MONTAGNE E DEL TERRITORIO, CHE VA CURATO E NON SFRUTTATO FINO ALLA DISTRUZIONE.
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VI INVITIAMO TUTTI A LUCCA IL 21/03/15 , PER UNA NUOVA IDEA DI VITA E DI SVILUPPO ECOCOMPATIBILE.
mercoledì 10 dicembre 2014
LO SCEMPIO DELLE APUANE SI DEVE FERMARE, UN DISASTRO PER L'AMBIENTE !!!!
TUTTO LO SCEMPIO SU:
http://scempioapuane.blogspot.it/
Le apuane sono il piu' grande disastro ambientale dell'europa , uno scempio che nessuno ferma per i tanti interessi politici e di potere.
E non pensate che il problema sia solo per i pochi lavoratori ancora in essere che beccano solo le briciole di un patrimonio di tutti adesso svenduto pure alla famiglia di Bin Laden !!!!
Stanno distruggendo un paradiso, mettendo a repentaglio pure la vita di tanta gente , che per colpa dell'estrazione selvaggia , e' a rischio di continue alluvioni , che tentano di arginare con muri di polistirolo !!!!
DOBBIAMO DIRE BASTA !!!!!
sabato 29 novembre 2014
AIUTACI A SALVAGUARDARE UN TERRITORIO UNICO " CIRCO GLACIALE DEL PIZZO D'UCCELLO E SOLCO DI EQUI"
sabato 4 ottobre 2014
CERAFRI, ENNESIMO CARROZZONE ??? CHI NE HA MAI SENTITO PARLARE ????
COSA FA E COS'E' ???
E QUANTO CI COSTA ???
RIFLESSIONI:
Certo che un ente, partecipato al 40% da un comune che vive di sfruttamento delle cave e del suolo delle montagne, che peso puo' avere in una oculata prevenzione del rischio idrogeologico ???
Il CERAFRI
Chi Sono :
http://www.cerafri.it
Il CEntro per la Ricerca e l'Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico viene fondato nel 2002 da IMONT poi EIM (Ente Italiano della Montagna) e dal Comune di Stazzema con lo scopo di promuovere attività a carattere scientifico e formativo nel campo della prevenzione del rischio idrogeologico. La costituzione fu promossa dalla Regione Toscana che, pur non partecipando alla compagine sociale, finanziò insieme a IMONT/EIM l'avviamento della Società.
Nel 2012 l'Università degli Studi di Firenze rileva dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la quota già di EIM. Il CERAFRI, Società Consortile a Responsabilità limitata senza fini di lucro, ha oggi pertanto come soci l'Università degli Studi di Firenze (60% del capitale sociale) e il Comune di Stazzema (40%).
Il CERAFRI sviluppa ricerche e formazione mirate ad accrescere la cultura del rischio idrogeologico, la salvaguardia del territorio e la gestione sostenibile delle risorse idriche.
È a disposizione del Governo Nazionale e dei Governi regionali per attività finalizzate alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio e dell'ambiente, con riferimento particolare al territorio montano.
Il CERAFRI intende sviluppare i propri progetti in collaborazione con Enti Territoriali (Autorità di Bacino, Consorzi di Bonifica, Enti Locali) e con i sistemi formativi e di ricerca pubblici e privati (Scuole, Università, CNR, imprese, ecc.)
A tal fine il Centro promuove attività di:
Ricerca: studio, analisi e monitoraggio dei fenomeni fisici di versante, in alveo e di costa che concorrono alla formazione del rischio idrogeologico; studio progettazione e monitoraggio delle opere di difesa sul territorio; studio di approcci di tipo interdisciplinare finalizzati alla predisposizione di strategie di difesa "integrata" per la riduzione del rischio; studio di strategie di resilienza dei sistemi territoriali e ambientali in riferimento alla "sicurezza idrica", intesa sia in riferimento al rischio idrogeologico che all'approvvigionamento delle risorse idriche. Formazione: formazione in presenza, e-learning e attività sul campo. Tutte le attività di formazione sono organizzate in modo innovativo, con particolare attenzione al trasferimento diretto dei risultati ottenuti dalle attività di ricerca scientifica. Comunicazione/trasferimento scientifico e tecnologico: attività di consulenza scientifica a servizio di enti pubblici e privati. Inoltre, il Centro organizza e/o ospita convegni, incontri e seminari volti alla diffusione delle conoscenze scientifiche nel settore del rischio idrogeologico, della difesa del territorio e della gestione sostenibile delle risorse idriche.
CEntro per la Ricerca e l’Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico:
Indirizzo e sede legale:
Via XI Febbraio, 2 55040 Retignano (Lucca)
Sede operativa di Firenze:
c/o Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Via S. Marta, 3 50139 Firenze
GLI ENTI OSCURI.........
martedì 23 settembre 2014
AIUTIAMO IL F.A.I. A SALVARE IL SOLCO GLACIALE DI EQUI ED IL PIZZO D'UCCELLO
www.salviamoleapuane.org
L'APPELLO DI:
Eros Tetti
Chiamiamo a raccolta tutti coloro che possono darci una mano a raccogliere firme per il FAI, taggateli nei commenti .
E' semplicissimo scaricate questo modulo :
http://www.salviamoleapuane.org/pdf/firmepizzouccello.pdf
stampatelo e riempitene di firme il più possibile tra amici e familiari.
E' veramente facile e si fa presto a raccoglierne dieci, cento, mille.... facciamo questa sana competizione tra noi.
Lasciateli anche nei vostri negozi preferiti e comunicateci gli indirizzi così li pubblichiamo.
LOTTARE PER LA NOSTRA TERRA E' UN DOVERE MORALE DI OGNI PERSONA !!!!
CONTRIBUISCI ANCHE TU...
OGNI MANO AIUTA !!!
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sabato 6 settembre 2014
CAVE DI MARMO, UN MORTO, ALCUNI MESI FA DICHIARAI LA PERICOLOSITA' DI QUELLE VIE
Nella mattina di oggi, sabato 6 settembre, presso una cava di marmo di Torano nel comune di Carrara, sulle Alpi Apuane, è avvenuto un indicente mortale. Un trentaduenne camionista albanese è deceduto dopo che il suo tir, carico di materiale lapideo, è precipitato in un ravaneto nel quale erano stati gettati gli scarti della lavorazione del marmo. Assieme al trentaduenne, viaggiava sul camion un altro operaio, che è però riuscito a gettarsi dal camion che precipitava, salvandosi la vita.
Inutilmente l'amico ha gridato:" buttati fuori " , ma Lurand , questo il suo nome reale anche se per tutti era Yuri , aveva lo sportello incastrato....
Sul luogo dell'incidente e' accorso pure il sindaco di Carrara Zubbani.
http://www.tgregione.it/cronaca-regionale/tragedia-sulle-apuane-il-camion-si-ribalta-sulle-cave-e-muore-il-camionista/
MA DI CHI E' LA RESPONSABILITA' ???
CHI HA ABILITATO IL PASSAGGIO DEI CAMION SU QUESTE VIE PERICOLOSSISSIME ???
C'E' VOLUTO IL MORTO AFFINCHE' APRANO FINALMENTE GLI OCCHI ???
NON C'E' LA SICUREZZA DEI LAVORATORI, MA ISPETTORATO, ASL, SINDACATI E COMUNE CHIUDONO GLI OCCHI GIRANDOSI ALTROVE, COLPEVOLI DEL CLIENTELISMO LOBBYSTICO......
LA MAGISTRATURA COSA FARA' ??? SI RENDERA' COMPLICE DEI COLPEVOLI ??? SEQUESTRERANNO LA STRADA PER ACCERTAMENTI ???
IO CREDO DI NO , IO CREDO CHE QUESTA MORTE SARA' INUTILE !!!!
“E’ uno stillicidio continuo – ha commentato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – che non si arresta nemmeno nei mesi estivi e che sembra aumentare proprio nei momenti di crisi, quando le tutele per i lavoratori si allentano. Dobbiamo concentrare tutta la nostra attenzione e il nostro impegno per combattere questo fenomeno drammatico indegno di un Paese civile”.
PRESIDENTE ROSSI , BELLE PAROLE..... MA SERVONO FATTI CONCRETI , ALTRIMENTI LE BELLE PAROLE SONO SOLO IPOCRISIE SULLA PELLE DEI MORTI.
Secondo quanto si è appreso dalle forze dell’ordine che si sono recate nella cava a seguito dell’incidente mortale, l’operaio albanese era al suo primo giorno di lavoro.
domenica 20 luglio 2014
20 luglio 2014 - GITA: MATANNA –> MONTE FORATO E RITORNO - SPETTACOLARE !!!!
ALLE 8:30 PARTENZA DAL RIFUGIO DEL MONTE MATANNA LUNGO IL SENTIERO CAI-109
FINO ALLA FOCE DI PETROSCIANA , DA QUA ABBIAMO PROSEGUITO SUL CAI-6
FINO ALLA CASA DEL BOSCO , QUI ABBIAMO DEVIATO SUL CAI-12 FINO AL FORATO.
SOSTA DI RITO PER AMMIRARE LO SPETTACOLO DELLA NATURA E CONSUMARE UN BUON PASTO
CHE MIA MADRE A PREPARATO A CASA ED IO E LUCIANO ABBIAMO FATICOSAMENTE PORTATO......
MA NE VALEVA LA PENA !!!!!!
ALLE ORE 13:00 , RIPARTENZA LUNGO IL SUGGESTIVO CAI-111 PER TORNARE ALLA VOCE DI PETROSCIANA
RITORNO PER IL GIA' PERCORSO CAI-109 FINO ALLA FOCE DELLE PORCHETTE E POI IN MATANNA....
PER RISTORARSI AL BUON BAR DEL.RIFUGIO , CONSIGLIAMO PURE IL RISTORANTE PER CHI NON VUOL TANTO AMMATTIRE !!
Unica nota dolente , per la triste veduta delle cave di marmo , che scempiano queste belle montagne....
La vista piu' triste per le cervaiole , simbolo imperituro di tale scempio......
Salviamo le apuane !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ALLEGO GALLERIA FOTOGRAFICA
martedì 15 luglio 2014
APUANE DEVASTATE , UN CASO DISPERATO , SERVE UNA CELERE SOLUZIONE di Eros Tetti
VOLENTIERI RIPUBBLICO:
di Eros Tetti
La battaglia per il piano paesaggistico avvenuta in Toscana negli ultimi mesi, segna una tappa fondamentale di crescita del movimento “Salviamo le Apuane”. movimento che da 5 anni sta lavorando duramente per contrastare la devastazione ambientale delle Alpi Apuane e l’abbandono dei territori da parte dei suoi abitanti. Ci troviamo nel nord della Toscana in uno dei Geoparchi della rete Mondiale Unesco, un luogo caratterizzato fortemente da queste cime irregolari, che non possono vantare record dal punto di vista alpinistico ma hanno un’immensità di record dal punto di vista ambientale e paesaggistico: uno dei sistemi carsici più importanti al mondo, sono considerate il giardino d’Europa per la loro biodiversità, sono uno dei più importanti bacini idrici del centro Italia e purtroppo o per fortuna sono note al mondo per i marmi bianchi che Michelangelo sceglieva direttamente in loco.
Oggi però l’escavazione del Marmo e del suo sottoprodotto, il carbonato di calcio, avanzano a ritmi serrati, tanto che in un giorno si estrae quello che prima si estraeva in un mese impiegando 14.000 dipendenti diretti, a fronte dei mille che abbiamo oggi. Questi dati da soli ci svelano come si tratti di un’attività che produce danni ambientali irreversibili a fronte di una misera occupazione. “Salviamo le Apuane” sì è opposto a questa devastazione proponendo un’alternativa economica in modo da sostituire gradualmente i posti di lavoro persi portando a chiusura le cave.
Nella nostra proposta economica si prevede la rivalorizzazione del materiale stesso mantenendo in prevalenza il marmo per l’arte che riveste a quanto pare solo l’1% di quello scavato e marmo per artigianato di qualità possibilmente lavorato in loco. Il restante finisce per far piastrelle, water e lavandini e ben il 75% viene sbriciolato per produrre carbonato di calcio per l’industria chimica ed edile.
Noi proponiamo una riconversione del territorio a partire dalle zone più impattate come per esempio Carrara, dove potremmo riconvertire le cave in ristoranti, hotel nel marmo, teatri a cielo aperto per eventi e anche realizzare uno dei più importanti musei al mondo per la scultura, nella pancia del monte in una delle innumerevoli cave sotterranee. Ovviamente questi interventi dovranno essere accurati e sostenibili senza aggiungere altri problemi, però questa via ci permetterebbe di interrompere una devastazione irreversibile: le montagne purtroppo non ricrescono. Un altro punto fondamentale saranno i grandi lavori di ripristino ambientale e rinaturalizzazione di molti luoghi dando vita ad uno dei più importanti processi di ripristino a livello europeo.
Nelle altre zone Apuane dove c’è meno devastazione o dove non ce n’è affatto abbiamo ipotizzato di rilanciare il turismo, ripristinare l’ agricoltura, la pastorizia, l’allevamento, l’artigianato e la produzione di legname, nel pieno rispetto del territorio e delle risorse ritrovando un’ armonia da tempo perduta con queste fragili montagne.
Il nostro progetto nel tempo si è spinto oltre, con grande ambizione puntando a costruire quello che abbiamo teorizzato, anzi diciamo che le due cose sono andate avanti di pari passo, al momento “Salviamo le Apuane” è diventato un coordinamento di imprese locali e un incubatore di economie durevoli in costante sviluppo, un luogo di proposte serie e concrete oltre che una voce di denuncia. Al progetto stanno aderendo tantissime persone del territorio con la voglia di riappropriarsi di questi beni comuni e con la voglia di rivivere queste terre.
Noi non parliamo a caso di monocultura del marmo, ad oggi questa attività impedisce di fatto lo sviluppo di tante altre attività: in primis il turismo, settore fondamentale in Toscana, che per ovvi motivi non può svilupparsi su montagne che vivono di un’attività industriale intensiva. Al nostro movimento va stretta la definizione di ambientalista, vista l’ enormità dei campi che investe la nostra azione, noi oggi stiamo riflettendo seriamente sul futuro che ci attende e stiamo cercando risposte e nuove visioni che superino la decadenza imposta dall’attuale sistema, vogliamo ritrovare una relazione diversa con l’ambiente senza dimenticarci per questo dei sui abitanti. Aspiriamo alla possibilità per i nostri figli di continuare a godere questi monti e a bere queste acque e di vivere senza dover distruggere. Chiediamo troppo? Salviamo le Apuane!
Altri link
https://www.facebook.com/groups/salvalealpiapuane/
https://www.facebook.com/salviamoleapuane
http://www.territorialmente.it/2014/07/la-rete-sul-piano-paesaggistico/
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/06/26/news/sessantamila_firme_per_le_apuane-90009670/
http://www.salviamoleapuane.org/pdf/pipsea2014.pdf
domenica 22 giugno 2014
AD UN ANNO DAL TERREMOTO - DA UN POST DI PAOLO VAIRA
DA FACEBOOK , VOLENTIERI RIPUBBLICO UN POST DI PAOLO VAIRA:
Oggi è un anno preciso da quando uno sciame sismico sotto le apuane ha scosso i comuni della Lunigiana nord orientale e dell'alta Garfagnana ., ed oggi non solo per ricordare , ma anche per ragionare sul futuro di un territorio segnato non solo da un evento sismico , il quale pero tuttavia ne ha messo ancora di più in luce la situazione critica sotto molti punti vista in primis quello demografico . Io ero a 4 km dall'epicentro , e per tutta l'estate ho vissuto con le persone della valle del Lucido quella sensazione strana , di impotenza ., ed ho visto ., e vedo quello che avviene su questo territorio , meraviglioso , ma che pare essere dimenticato da tutti , e spopolato della sua anima da politiche sociali completamente sbagliate , che hanno desertificato luoghi fino a 50 anni fà erano pieni di vita , rendendo semispettri borghi di rara bellezza , in un comprensorio naturale unico . Per fortuna qualcosa si muove in chiave di ricostruzione , e per fortuna si sta creando attorno alle Apuane ed il loro destino un interesse che fino ad oggi rimaneva nascosto anche per l'interesse della popolazione , la quale ha sempre accondisceso a scelte politiche , diciamo poco lungimiranti , per non usare altri termini . Oggi grazie al gruppo Salviamo le apuane e grazie alla collaborazione del comune di Casola si è dibattuto su molti punti atti al rilancio di un territorio unico ma che in questo momento rischia di finire sotto uno scacco pericoloso , visto che ora è in discussione il piano paesaggistico della regione Toscana , il quale dopo essere stato steso con ottimi criteri dal consigliere regionale Marson rischia sotto la pressione degli imprenditori e con l'accondiscendenza di un parco che non opera come dovrebbe , ovvero a tutela e lo sviluppo del territorio collaborando con la colletività che vive nelle aree interessate sostenendo le iniziative e lo sviluppo di attività reali sul territorio, ma che funge solo da intermediario tra amministrazioni asservite al denaro e chi sulle nostre montagne vede solo profitto . Un profitto però che se procederà di questo passo porterà al tracollo un ecosistema , e di conseguenza la vita in esso , il tutto nell'arco di una tentina di anni , vista la velocità con la quale si estrae oggi e le modalità , date che il nuovo bisness sia il carbonato di calcio (polvere di marmo ) con la quale si possono creare molti prodotti , i quali nessuno viene prodotto in loco , e mentre non si sviluppano piani rurali adeguati , le cave usano le strade della collettività rendendole inagibili inquinano i fiumi con la marmettola e gli oli lasciati a monte , mentre non si creano le condizioni per un turismo legato non solo alla montagna , ma anche alle medie valli dove sono presenti peculiarità dalle pievi ai castellari ai borghi , i quali dopo il sisma vivono una situazione rischiosa , e corriamo il rischio di perderle per sempre . In chiave di servizi , se come oggi si diceva venissero rese attive e funzionali ogni stazione ferroviaria rendendole punti di incontro e informazione , aree di sosta adeguate , ed una rete funzionale di chi ha attività sul territorio ci srebbero tutti gli elementi per rilanciare un territorio ricco di risorse , tutte naturali , ma tenuto in ombra da una politica che fino ad oggi ha spinto per uno sviluppo verso valle , (cementificando al massimo le piane , specialmente lato costa .) e dimenticandosi di lavorare per il cuore pulsante ., le Apuane . Siamo ad un bivio , ed oggi più che mai credo bisogni affrontare un tema cosi delicato ma sconosciuto a molti ......ora e sempre Salviamo le alpi apuane ., uniche meravigliose.
giovedì 29 maggio 2014
CARRARA - MARMO : IPOTIZZATO ABUSO D'UFFICIO per imprenditori e amministratori !!!
Pagavano meno tasse sull’estrazione del marmo. Avvisi di conclusione indagini a imprenditori e amministratori:
29 maggio 2014 13:54
Imprenditori delle cave pagavano la tassa marmi in misura inferiore a quanto prescritto dalla legge provocando un danno al Comune di Carrara. Il tutto, secondo quanto accertato dalla procura della repubblica di Massa Carrara, sarebbe avvenuto “sulla base di un accordo tra lo stesso Comune e rappresentanti delle associazioni di imprenditori del marmo”.
Lo ha reso noto il procuratore Aldo Giubilaro che in una nota spiega che “a conclusione delle indagini preliminari sono state individuate responsabilità penali”. Quindici gli indagati.
La procura sta notificando gli avvisi di conclusione delle indagini ipotizzando il reato di abuso d’ufficio a imprenditori e amministratori. L’importo versato, secondo la procura, non sarebbe in linea con il valore di mercato dei beni estratti ma ben maggiore come prescritto dalla legge: “da ciò l’ingiusto vantaggio conseguito dagli imprenditori e del correlativo danno subito dal Comune di Carrara”.
LA tassazione del marmo negli ultimi 5 anni, è l’ipotesi dell’accusa, sarebbe stata inferiore a quanto stabilito dalla legge regionale toscana del 1998, provocando un danno al Comune di Carrara e un vantaggio per gli imprenditori delle cave. Tutti quanti stanno ricevendo l’avviso di conclusione delle indagini.
Secondo quanto appreso fra gli indagati figurerebbero amministratori del Comune di Carrara e rappresentanti delle categorie degli imprenditori delle cave che nel 2009 firmarono un accordo sulle tariffe del marmo da corrispondere allo stesso Comune.
Secondo la procura l’accordo non terrebbe conto del valore di mercato dei beni estratti e cosi’ nelle casse comunali sarebbero finiti meno introiti. Nel 2013 il gettito della tassazione a favore del Comune di Carrara e’ stato di 19 milioni di euro: ne sono stati incassati pero’ 14 milioni a causa di ritardi nei pagamenti da parte degli imprenditori.
CANCELLIAMO IL MALAFFARE , SALVIAMO LE APUANE !!!!!
CARRARA , CAMION PERDE 2 BLOCCHI DI MARMO SU UNA ROTONDA
CARRARA (MASSA CARRARA), 28 MAGGIO 2014
Un camion rimorchio , senza nessuna sponda , ha perso due blocchi di marmo che trasportava stamane alla periferia di Carrara. Il tir stava uscendo da una rotonda per immettersi sulla strada provinciale e raggiungere una vicina segheria. I due enormi blocchi, senza esser bloccati in alcun modo, del peso complessivo di circa 20 tonnellate, sono scivolati dal cassone finendo al centro della carreggiata. Per fortuna non passava alcun mezzo e non vi sono stati feriti , ma si e' rischiato un grave incidente, nessuno controlla mai questi mezzi, perche' ????
Il traffico e' stato bloccato per diverso tempo. Multato il camionista.
PER CAMBIARE QUALCOSA , SERVE IL MORTO ????
OPPURE SI DEVE COMINCIARE A DARE DELLE REGOLE A QUESTI PERICOLOSI TRASPORTI ???
sabato 12 aprile 2014
Da RADIO TAM TAM DI SABATO 12/04 sulle apuane di Paolo Vaira
Paolo Vaira
questa mattina ho partecipato a radio tam tam negli studi di Radio A Radio-a In-lunigiana. All'incontro hanno partecipato il CAI Fivizzano , nella persona di Andrea Pellini , Grassi geometra della walton , Bertoncini Nello di Italia nostra , ed il presidente del parco Alberto Putamorsi.
La discussione si è concentrata su tutela e lavoro ., inoltre si è andati a toccare i beni di Vinca , un argomento che come i beni estimati di Carrara solleva non pochi dubbi .. Ovviamente il parco ha elencato tutte le iniziative , che a dire del presidente Putamorsi sono tutte in nome della legalità e del rispetto sia delle regole sia del patrimonio che le Apuane rappresentano .
Nel mio intervento ho cercato di portare l'attenzione sull'equilibrio che c è tra occupazione reale e spese a carico della colletività (smaltimento rifiuti , costi per le depurazioni , rc auto strade e messe in sicurezza .) tutte spese che vanno ad incidere nelle casse dei municipi. e dei cittadini. Il lavoro è un bene primario ,e in questi tempi bui chi vorrebbe lasciare a casa dei lavoratori ? Ma ci sono delle urgenze che non possono più aspettare , ed in un territorio morente non vi è futuro . Sono i tempi che urgono un cambio di passo . La posizione del Cai mi ha sorpreso molto , perchè proprio loro che dovrebbero conoscere la montagna meglio degli altri pare non si rendano conto della situazione che a mio vedere sta degenerando con l'accondiscendenza del parco il quale dice di lavorare per la protezione delle aree di interesse comunitario , ma che in realtà fino ad oggi ha solo fatto da intermediario tra politica ed imprenditori . Il presidente Putamorsi ha elencato le iniziative fatte. troppo poco a mio vedere, ho citato allora esempi come la cava del Padulello che si trova a 1600 m in una zona vitale per i nostri territori in quanto è la parte delle apuane dalla quale nascono le maggiori sorgenti .
Risposta<che se arpat presenta relazioni positive il parco autorizza. Sono intervenuto facendo esempio con il caso cermec , che arpat non sempre da giudizi imparziali. Grassi e Bertoncini sono andati sui beni sociali di Vinca una questione molto particolare della quale bisognerebbe avere più tempo per affrontarla accuratamente. Bertoncini ribadiva come le cave sono in mano a delle multinazionali le quali senza scrupoli portano via le montagne senza ritegno e senza lasciare reali introiti sul territorio il quale soffre sempre più il dissesto idrogeologico ed un inquinamento delle falde in crescita esponenziale . Grassi sostenendo che le cave erano sulle apuane prima del parco diceva che fra mille anni ., ci saranno ancora le apuane , e le cave .,(di questo passo non crediamo proprio.) <Escavazioni e metodo , un altro punto molto importante ., perche come diceva Rosalba lepore pochi giorni fà negli anni novanta è finita la Milano da bere e sono cominciate le Apuane da mangiare , ovvero che da un estrazione di blocchi 70 in percentuale e 30 di scarto , si è arrivato alla conversione dei dati , perchè oggi il carbonato di calcio è molto commercializzato il quale serve per molti usi anche domestici . Ho cercato con Bertoncini di portare alla luce tale dato , ma puntualmente smentiti a parole dal presidente , il quale sostiene che tutta la filiera è sotto controlli efficenti del parco , sia per la marmettola sia per la gestione delle cave , dati facilmente smentibili da vari rapporti ufficiali e dossier come quello fatto dal comitato no traforo della Tambura , dal quale si denota una totale non curanza delle principali norme di sicurezza ambientale , cordolature delle cave , fosse di decantazione delle acque reflue , che in molti casi procedono impuniti . Discariche , a centinaia nei canali e nei rvaneti ., di ogni genere , dagli olii esausti a mezzi dismessi . <Sul turismo si è toccato secondo me il massimo , dove sia il parco sia il cai credono che le cave non incidono sul turismo , e che anzi portano gente (turismo dell'orrido )perchè quale persona sana di mente vorrebbe andare in vacanza in un luogo di distruzione .......) ho ribadito che secondo me non è un handicap , ma una volontà ben precisa che il turismo non sviluppi, come tutte le altre attività della montagna , perchè in un territorio deserto è più facile speculare . Ho cercato di essere stretto nella descrizione , ma a mio parere quello che appare è che non vi è una reale volontà di iniziare quel processo necessario per riconvertire un territorio meraviglioso ed unico per le sue peculiarità ma si cerchi di targiversare , in attesa che il vento cambi ancora .......spero vivamente che non accada .....salviamo le apuane .



