ulivi

ulivi
BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

LETTORI SINGOLI

Visualizzazione post con etichetta fi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fi. Mostra tutti i post

sabato 11 luglio 2020

LISTE CIVICHE E CENTRODESTRA : UNITI PER BARBARA PACI SINDACO DI VIAREGGIO.


     LISTE CIVICHE E CENTRODESTRA UNITI     
 DANNO AVVIO ALLA CAMPAGNA ELETTORALE 
 PER BARBARA PACI SINDACO DI VIAREGGIO. 

Da oggi parte la campagna elettorale che a settembre libererà Viareggio e Torre del Lago Puccini da una Amministrazione Comunale che aveva promesso di cambiare - "sicuri, si cambia" - e che invece non ha cambiato un bel nulla ma ha proseguito nel solco del degrado cittadino, non risolvendo alcuno dei problemi che 5 anni fa aveva trovato sul tavolo all'indomani delle elezioni che posero fine alla fase di commissariamento.

La nostra candidata Sindaco Barbara Paci - candidata civica, è supportata da numerose liste provenienti dal c.d. mondo della societa' civile e dalle forze politiche del centrodestra - rappresenta non solo un vero elemento di novita' nel panorama amministrativo e politico della citta' ma altresi' un punto di riferimento intorno al quale hanno saputo gia' unirsi ben 9 compagine distinte, rappresentanti sensibilita' ed esperienze diverse ed altresi' ancora aperto ad ulteriori soggetti con i quali e' in corso da tempo un dialogo sulle questioni programmatiche più urgenti e che potrebbero confluire a breve nella coalizione.

Cosi' intervengono le forze politiche della Lega, FDI, FI e Cambiamo!, nonche' la lista civica di Barbara Paci, Per la nostra terra - Partite Iva di Tedeschi, Donzella e Gentili, Civicamente di Luigi Troiso, Risorgimento Viareggino di Brunello Consorti che, come richiesto da FDI e valutato positivamente, e' in predicato di poter svolgere il ruolo di Vice-Sindaco.

Basta andare a vedere lo stadio di calcio, chiuso da tempo, privo della squadra di calcio e con la Coppa Carnevale emigrata a La Spezia, la piscina comunale, chiusa da tempo e perduta al patrimonio pubblico di un tempo, il Teatro Politeama, chiuso anche quello da anni, la Terrazza della Repubblica, in uno stato di abbandono clamoroso e secondo solo alle condizioni pietose in cui verte il mercato cittadino e la Frazione di Torre del Lago  per l'attuale Sindaco meritevole solo di un forno crematorio, per capire che il cambiamento e' avvenuto ma in peggio.

E si badi bene - aggiungono Recaldin e Baldini (Lega), Marcheschi e Zucconi (FDI) Marchetti (FI) e Simonini (Cambiamo con Toti) da un lato per i partiti del centrodestra e liste civiche Tedeschi-Donzella-Gentili, Troiso, Consorti e Paci dall'altra - il Comune di Viareggio versa ancora in un disavanzo di milioni di euro mai ripianato malgrado le chiacchiere di Del Ghingaro, estraneo altresi' al dissesto, ridimensionato solo grazie ai soldi del Ministero dell'Interno, al taglio dei crediti dei privati verso il comune previsto per legge e che vede ancora aperte partite importanti di milioni di euro fra OSL ed enti creditori rispetto ai quali il Comune di Viareggio continua a subire conseguenze notevolissime.

Sin dai prossimi giorni, insieme al nostro candidato a Sindaco Barbara Paci - concludono i rappresentanti di liste civiche e politiche - avvieremo, in accordo con il comitato elettorale in corso di costituzione un percorso di ascolto dei problemi della citta' che, di li' a breve, culmineranno nella presentazione ufficiale di Barbara Paci alla citta' e nella stesura del programma elettorale sul quale chiederemo la fiducia dei cittadini per rilanciare Viareggio e governare bene la citta' nei prossimi anni.

___________________________________________


giovedì 16 agosto 2018

COMUNICATO LEGA MEDIAVALLE GARFAGNANA e FI , SU PIROGASSIFICATORE KME , dopo il consiglio comunale di Barga.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 
  GRUPPI ( LEGA MEDIAVALLE GARFAGNANA ) (FI) .


Nell'ambito della questione pirogassificatore KME ed in attesa della presentazione ufficiale e cartacea del progetto, i gruppi di LEGA e FI di Barga si sono incontrati ed hanno discusso del consiglio comunale tenutosi a Barga il 6 agosto, durante il quale i vertici aziendali hanno illustrato il piano di rilancio aziendale previsto per lo stabilimento di Fornaci di Barga.

"Vogliamo chiarire che non tutto il consiglio comunale si è schierato per il no a priori al pirogassificatore, come invece dichiarato dal sindaco Bonini. Di fatto ci risultano posizioni attendiste, con la riserva di aspettare la presentazione ufficiale . Del resto nessuna mozione è stata votata dal consiglio e gli interventi sono stati limitati dalle continue interruzioni ad opera di alcuni presenti nel pubblico.

LEGA e FI, avendo avuto ampie spiegazioni e dati, in occasione di recenti incontri avuti separatamente presso la direzione KME :
ribadiscono, come in precedenti comunicati, di ritenere positiva la proposta aziendale,
sia sotto il profilo della diminuzione dell'impatto ambientale degli inquinanti rilasciati in atmosfera, sia dal punto di vista del rilancio occupazionale con ricadute positive per l'economia circostante.

In particolare i due gruppi prendono atto di punti salienti e fondamentali:
 
1) l'azienda in questi anni ha dimostrato che il ricatto occupazionale non esiste, gli esuberi da 200 sono già scesi a 76, grazie alla ripresa graduale dello stabilimento, con un'oculata ed efficiente gestione, che ha riportato in crescita la sua produttività in tonnellate annue e potrebbe a breve azzerare gli attuali esuberi.

2) Il progetto del pirogassificatore così come presentato va incontro alle disposizioni europee in vigore dal 2022, con un abbassamento globale delle emissioni KME.

3) Se il progetto fosse approvato dagli organi preposti, chiederemo fermamente uno stringente sistema di controlli per garantire l'assoluta veridicità delle emissioni, per la sicurezza e la tranquillità di tutti noi cittadini.

4) Inoltre ci applicheremo affinché l'azienda sia  più trasparente possibile per la sicurezza e l'armonia della cittadinanza ed  anche e soprattutto perché si renda disponibile ad una collaborazione  destinata ad un forte sviluppo sociale, come già richiesto nell'ambito di un binomio azienda- cittadini.



Gruppi (LEGA Mediavalle & Garfagnana) e FI.


mercoledì 30 dicembre 2015

MATTEOLI E IL CASO MOSE, QUESTA E' L'ALTERNATIVA DI CENTRODESTRA LUCCHESE ???

ALTERO MATTEOLI
UNA VITA DA POLITICO.....
__________________________________

Caso Mose, le rilevazioni del superteste: "Portavo io al ministero le mazzette per Matteoli" riguardo ai lavori per istallare il Mose nella Laguna di Venezia....
Mazzacurati interrogato negli Usa su mandato dei magistrati veneziani ha detto: "Quattrocentomila euro in due tranche, viaggiavo con i soldi in pacchetti", "Ho dato soldi ad Altero Matteoli, in contanti, nell'ordine di 300/400mila €. Glieli ho consegnati personalmente, anche al ministero a Roma, ma non avevamo testimoni". Queste le parole dell'82enne Giovanni Mazzacurati, il gran burattinaio del Consorzio Venezia Nuova e testimone chiave dell'inchiesta sulle tangenti del Mose. Il sistema da lui creato non era "affare" solo dei veneziani, ma aveva sponde robuste a Roma con Milanese e Spaziante, che sono ancora in carcere in custodia cautelare ed infine Altero Matteoli.
L'interrogatorio cui Mazzacurati è stato sottoposto per rogatoria in California il 17 settembre scorso, nell'ufficio del procuratore generale di San Diego, sarà anche l'ultimo , comunque le 45 pagine del suo verbale sono considerate "attendibili ", parole di un uomo "ancora capace di intendere ". Dunque, punto fermo dell'istruttoria condotta dal Tribunale dei ministri, che ha convinto i magistrati a scrivere, nelle loro conclusioni: "È dimostrato l'asservimento di Matteoli alle politiche del Consorzio Venezia Nuova, nella veste di ministro dell'Ambiente e di ministro delle Infrastrutture". Dieci faldoni di atti sono stati inviati ieri alla presidenza del Senato: l'aula dovrà decidere se autorizzare la procura di Venezia a procedere nelle indagini oppure no.
Mazzacurati risponde davanti a due assistenti del procuratore di San Diego e a un agente speciale della homeland security degli Stati Uniti - "Da quel che ricordo mi sembra di averlo fatto (portare soldi, ndr) due volte, una volta al ministero a Roma e un'altra volta... in qualche posto, insomma". Gli chiedono come fossero pattuite le cifre. "Si stabiliva prima". E i soldi in contanti come erano trasportati nell'ufficio del ministero? "Me li han dati quelli del Consorzio. Non era un grande pacco. È un pacchetto, ci sta in tasca... diciamo che in un pacchettino 100mila euro... Cosa avrebbe fatto il ministro con quei soldi non me l'ha detto... o campagna elettorale oppure necessità".
Non si sa di quali necessità si tratti..... "Ma sicuramente erano necessità elettorali - aggiunge - loro hanno dei centri in Toscana dove hanno delle persone che girano, che lavorano, che hanno bisogno di soldi". I pm che hanno scoperchiato il sistema Mose, Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, sostengono che la prima presunta mazzetta a Matteoli sia stata consegnata nel 2003, quando era ministro dell'Ambiente. A Mazzacurati interessava che il maxi appalto per le bonifiche di Marghera fosse affidato direttamente alla Mantovani di Baita.
Continua poi così: "Sì, certo che conosco Erasmo Cinque", afferma il Mazzacurati. "Pacchettini anche per lui? Forse sì, ma non lo so". L'imprenditore Cinque, della Socostramo, per Matteoli non è uno qualunque. È più di un amico, è l'uomo con cui ha condiviso la lunga militanza nella destra di Alleanza Nazionale. L'allora ministro dell'Ambiente si spende - secondo gli atti di indagine - per fargli ottenere una parte nel maxi appalto milionario delle bonifiche di Porto Marghera. La sua Socostramo entra in un Ati con la Mantovani di Baita. Ufficialmente figurano al 50 per cento, ma con una scrittura privata stabiliscono che l'azienda di Cinque avrebbe ricevuto un 6-7 per cento della commessa", senza muovere una benna. "Cinque apparentemente faceva il lavoro - mette a verbale Mazzacurati - però lui mezzi non ne portava... era una cosa un po' fittizia... era un peso morto 'sta Socostramo, un peso morto".
IN UN ALTRO CASO SI PARLA DI LUCCA:
C'è poi un altro presunto episodio corruttivo che l'ex patron del Mose riferisce sommariamente ai magistrati, questo fatto risale ai tempi in cui Matteoli occupava la poltrona di ministro delle Infrastrutture e Mazzacurati sostiene di averlo incontrato nella sua casa in Toscana. "Sono andato io a trovarlo, in provincia di Lucca. Quante volte? Ah non lo so... un paio di volte. Lo scopo della visita era sollecitare i pagamenti, era sempre l'urgenza di avere i fondi (per il Consorzio, ndr)". I pm sospettano che ci sia stato, in un caso, il passaggio di una mazzetta a Matteoli. E in cambio del finanziamento della campagna elettorale, gli chiedono nell'interrogatorio, cosa avrebbe ottenuto? La memoria di Mazzacurati, a questo punto, si accende: "Che venissero accelerati i tempi di finanziamento delle varie tranche del lavoro". Cioè una scorciatoia, per avere alla svelta i soldi pubblici che il governo pompava nel suo Consorzio Venezia Nuova.
APPROFONDIMENTO:
http://capfuturo73.blogspot.it/search/label/matteoli

martedì 10 marzo 2015

“PIANO PAESAGGISTICO: Pd e FI trafficano, Marson ammutolita” di Francesco Fedi


---------- Messaggio inoltrato ----------
Data: 10/mar/2015 13:47
Oggetto: "Piano Paesaggistico: Pd e FI trafficano, Marson ammutolita" di Francesco Fedi
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>

"Piano Paesaggistico: Pd e FI trafficano, Marson ammutolita"
 
Non andrà in aula come previsto, Il piano del paesaggio, per la sua definitiva approvazione. Tutto rimandato alla prossima settimana, giorno 17 marzo,  con la quasi certezza che l'assessore All'Urbanistica, Anna Marson ripudierà quello che ormai è un documento completamente stravolto, rispetto al stesura originaria. Emendamento dopo emendamento, del suo lavoro , c'è rimasto più nulla. che poco  quello da lei coordinato. Poco rimane anche del "lodo- Rossi"  (leggi: http://pratonelmondointernal.altervista.org/paesaggio-rossi-chi-si-fa-il-lodo-simbroda-di-francesco-fedi/  ) e dagli emendamenti concordati con il presidente Enrico Rossi.

In commissione ambiente emendamenti presentati da Forza Italia, sono passati e passati con voti del Pd, per quasi tutte le venti zone della suddivisione territoriale paesistica. Si tratta di le regole per i Comuni, da tener conto nella programmazione urbanistica , e che sono frutto di un sottile lavoro di elusione in cui termini come «evitare» ed «escludere», sono stati tramutati in «limitare» e «contenere», cosa che ha suscitato il risentimento dell''Assessore Marson, la quale ha dovuto prendere atto di come quattro anni del suo lavoro, comprese le modifiche introdotte per venire incontro a categorie come agricoltori e viticoltori,  è andato decisamente in fumo.
 
Gli stessi partiti (PD e FI) hanno anche congiuntamente approvato anche altri emendamenti insieme, che sembrano proprio volere condurre la gestione degli aspetti paesistici proprio nella direzione contraria agli intenti originari: sulle Apuane è sparita la criticità della non riproducibilità del paesaggio, tramutata in tutela dei «residuali elementi morfologici», questo in esisto ad uno spudorato assecondamento degli operatori del settore estrattivo. In Versilia «il contenimento dell'urbanizzazione e la definizione dei margini urbani, evitando processi di saldatura e salvaguardando i varchi inedificati tra le aree urbanizzate lungo l'asse infrastrutturale, al fine di contrastare "l'effetto barriera" tra mare e colline»,  che, tradotto, significa che in quella zona si potrà ancora edificare né più né meno di come si è fatto fin ad oggi, o che comunque nessuna incisiva restrizione in proposito, è stata in posta ai Comuni.
 
Pazzesco il caso dei aree come la  Val d'Orcia, Lunigiana, Maremma o Amiata, dove l'introduzione della frase «armonizzare eventuali interventi antropici», finirà per aprire le porte alla interpretazioni più bislacche: come si può meglio armonizzare degli interventi antropici, se non stravolgendo assetti dell'edificato consolidato o chissà cos'altro?
 
Viene da dire che se il risultato di quattro anni di lavoro, doveva essere questo, allora tanto valeva non fare nulla, fare a meno di un piano che, rispetto alle aspettative iniziali, si rivelerà del tutto inutile, con tanto che se niente si fosse fatto, sicuramente molto si sarebbe risparmiato…
 
…Ma chi sa che questo non avrebbe anche significato, anche tante costose consulenza in meno, e per dei partiti che vivono di clientele, la cosa non sarebbe affatto uguale…

sabato 12 aprile 2014

MALUMORI NELLE CANDIDATURE DA PD A FI , NONCHE' NEI 5S

Sulle candidature per le europee, c’è maretta all’interno del Pd e di Forza Italia.

Fra i democratici, la scelta dirompente di Renzi di candidare a capolista cinque donne ha creato malumori non tanto per la decisione come tale, quanto per i modi un messaggino, con la quale è stata comunicata a personaggi come il sindaco di Bari ai quali era stato chiesto di dare la loro disponibilità.

Altre proposte ci sono state per la inclusione o l’esclusione di alcuni candidati.
Questi segni di malessere sono destinati a sommarsi alle riserve ancora in piedi sul disegno di legge di riforma del Senato e sullo stesso progetto di nuova legge elettorale: per ultimo Bersani che le definisce scelte non compatibili con la democrazia. Analoghi problemi ci sono in Forza Italia, dove la leadership di Berlusconi deve fare i conti sia con le limitazioni che conseguiranno dall'affido ai servizi sociali, sia con la situazione confusa creta da una sorda lotta interna per il potere, una lotta che umilia anche le energie positive che pur ci sono. Hanno destato sensazione sia la candidatura di un amica della Pascale e la contestuale notizia della dimissione dal partito di Bonaiuti , storico portavoce del cavaliere.
Il fatto vero è che all'attivismo di Renzi e al dipanarsi del suo programma non si risponde stando fermi, fra titubanze, incertezze e congiure. Dovrebbe valere per tutti l’esempio di Rotondi e dei suoi amici che continuano a colloquiare con la gente nelle cento città del loro tour politico: oggi sono a Cosenza.
Maretta che si sente anche tra i pentastellati come si evince dallo scontro grillo-pizzarotti.