Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
sabato 25 marzo 2017
BAGNI DI LUCCA: MATTEOLI MANDA UN - IN BOCCA AL LUPO - A GEMIGNANI E GIOVANNINI
mercoledì 30 dicembre 2015
MATTEOLI E IL CASO MOSE, QUESTA E' L'ALTERNATIVA DI CENTRODESTRA LUCCHESE ???
Mazzacurati interrogato negli Usa su mandato dei magistrati veneziani ha detto: "Quattrocentomila euro in due tranche, viaggiavo con i soldi in pacchetti", "Ho dato soldi ad Altero Matteoli, in contanti, nell'ordine di 300/400mila €. Glieli ho consegnati personalmente, anche al ministero a Roma, ma non avevamo testimoni". Queste le parole dell'82enne Giovanni Mazzacurati, il gran burattinaio del Consorzio Venezia Nuova e testimone chiave dell'inchiesta sulle tangenti del Mose. Il sistema da lui creato non era "affare" solo dei veneziani, ma aveva sponde robuste a Roma con Milanese e Spaziante, che sono ancora in carcere in custodia cautelare ed infine Altero Matteoli.
L'interrogatorio cui Mazzacurati è stato sottoposto per rogatoria in California il 17 settembre scorso, nell'ufficio del procuratore generale di San Diego, sarà anche l'ultimo , comunque le 45 pagine del suo verbale sono considerate "attendibili ", parole di un uomo "ancora capace di intendere ". Dunque, punto fermo dell'istruttoria condotta dal Tribunale dei ministri, che ha convinto i magistrati a scrivere, nelle loro conclusioni: "È dimostrato l'asservimento di Matteoli alle politiche del Consorzio Venezia Nuova, nella veste di ministro dell'Ambiente e di ministro delle Infrastrutture". Dieci faldoni di atti sono stati inviati ieri alla presidenza del Senato: l'aula dovrà decidere se autorizzare la procura di Venezia a procedere nelle indagini oppure no.
Mazzacurati risponde davanti a due assistenti del procuratore di San Diego e a un agente speciale della homeland security degli Stati Uniti - "Da quel che ricordo mi sembra di averlo fatto (portare soldi, ndr) due volte, una volta al ministero a Roma e un'altra volta... in qualche posto, insomma". Gli chiedono come fossero pattuite le cifre. "Si stabiliva prima". E i soldi in contanti come erano trasportati nell'ufficio del ministero? "Me li han dati quelli del Consorzio. Non era un grande pacco. È un pacchetto, ci sta in tasca... diciamo che in un pacchettino 100mila euro... Cosa avrebbe fatto il ministro con quei soldi non me l'ha detto... o campagna elettorale oppure necessità".
Non si sa di quali necessità si tratti..... "Ma sicuramente erano necessità elettorali - aggiunge - loro hanno dei centri in Toscana dove hanno delle persone che girano, che lavorano, che hanno bisogno di soldi". I pm che hanno scoperchiato il sistema Mose, Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, sostengono che la prima presunta mazzetta a Matteoli sia stata consegnata nel 2003, quando era ministro dell'Ambiente. A Mazzacurati interessava che il maxi appalto per le bonifiche di Marghera fosse affidato direttamente alla Mantovani di Baita.
Continua poi così: "Sì, certo che conosco Erasmo Cinque", afferma il Mazzacurati. "Pacchettini anche per lui? Forse sì, ma non lo so". L'imprenditore Cinque, della Socostramo, per Matteoli non è uno qualunque. È più di un amico, è l'uomo con cui ha condiviso la lunga militanza nella destra di Alleanza Nazionale. L'allora ministro dell'Ambiente si spende - secondo gli atti di indagine - per fargli ottenere una parte nel maxi appalto milionario delle bonifiche di Porto Marghera. La sua Socostramo entra in un Ati con la Mantovani di Baita. Ufficialmente figurano al 50 per cento, ma con una scrittura privata stabiliscono che l'azienda di Cinque avrebbe ricevuto un 6-7 per cento della commessa", senza muovere una benna. "Cinque apparentemente faceva il lavoro - mette a verbale Mazzacurati - però lui mezzi non ne portava... era una cosa un po' fittizia... era un peso morto 'sta Socostramo, un peso morto".
IN UN ALTRO CASO SI PARLA DI LUCCA:
C'è poi un altro presunto episodio corruttivo che l'ex patron del Mose riferisce sommariamente ai magistrati, questo fatto risale ai tempi in cui Matteoli occupava la poltrona di ministro delle Infrastrutture e Mazzacurati sostiene di averlo incontrato nella sua casa in Toscana. "Sono andato io a trovarlo, in provincia di Lucca. Quante volte? Ah non lo so... un paio di volte. Lo scopo della visita era sollecitare i pagamenti, era sempre l'urgenza di avere i fondi (per il Consorzio, ndr)". I pm sospettano che ci sia stato, in un caso, il passaggio di una mazzetta a Matteoli. E in cambio del finanziamento della campagna elettorale, gli chiedono nell'interrogatorio, cosa avrebbe ottenuto? La memoria di Mazzacurati, a questo punto, si accende: "Che venissero accelerati i tempi di finanziamento delle varie tranche del lavoro". Cioè una scorciatoia, per avere alla svelta i soldi pubblici che il governo pompava nel suo Consorzio Venezia Nuova.
APPROFONDIMENTO:
http://capfuturo73.blogspot.it/search/label/matteoli
lunedì 23 novembre 2015
IL CENTROdestra A LUCCA SI ''RINNOVA'' CON MATTEOLI ?? servono facce nuove !!
Si parla tanto di rinnovamento, ma le facce sono sempre le solite, sempre piu' vecchie e ritrite.....
Finche' ha fatto comodo si e' parlato di aprire anche a chi non e' parte integrante di un partito, alle liste civiche, ma le uniche liste civiche che gli interessavano erano quelle di chi si era presentato in una lista civica solo perche' si vergognava di farlo con quella del suo compromesso partito, e sto parlando di FORZA ITALIA.
A Lucca non stanno cercando di rinnovare il CENTROdestra, ma solo di resuscitare una Forza Italia che non riesce e non puo' sbolognarsi da Berlusconi .
Ed il loro sforzo e' basato solo su una forza fittizia, quei consiglieri di CENTROdestra che eletti sotto un partito o una civica , hanno ancora il loro peso in politica benche' i cittadini abbiano gia' effettuato il rinnovamento che occhi ciechi e voglia di poltrone non fanno vedere a chi tenta di resuscitare un ''alternativa'' che manco arriva al 10%.
Un CENTROdestra che ha lasciato tanti comuni in valserchio senza nemmeno un opposizione, lasciando campo libero al PD, e non sempre perche' mancava gente, ma perche' mancava la volonta' !!! forse anche per tacito accordo e la lista dei comuni e' lunga.
Non credete che gli elettori di questi comuni si siano sentiti traditi ???
Come mai il ''resuscitato'' Matteoli , che in Garfagnana , si e' mosso tanto per le provinciali di settembre affinche' il CENTROdestra non avesse un rappresentante in provincia non si era fatto vivo quando serviva trovar gente per fare delle liste anche nei piccoli comuni, interessa solo Lucca ???
L'unico obbiettivo e' la poltrona di sindaco a Lucca ???
Beh, allora la gente sappia che di ''nuovo'' e di ''rinnovamento'' non c'e' nulla, casomai un ''RESUSCITAMENTO'' , ed e' il caso che i cittadini riflettano bene su questa mia filippica........
martedì 22 settembre 2015
FRANCESCO COLUCCI: Provincia, dati incoraggianti per il centrodestra
Lucca: centro destra ottimi risultati...con resistenze.... Ottimi i risultati di partecipazione del centro destra unito nella elezione di secondo grado di queste sciagurate province di Renzi. Infatti hanno votato tutti gli aventi diritto aderenti nei vari Comuni della Provincia al centro destra. Il risultato finale è stato molto buono ma non completo ma ciò è dovuto ad una legge assurda e a un metodo di votazione punitivo per le minoranze. L'importante che tutto il centro destra si sia riconosciuto nella lista unitaria e sia andato a votare, cosa che non è successo per i votanti aderenti al PD. Questa ripresa del centrodestra ha scombussolato gli arroganti PD che cercano di sviare l'attenzione dalle loro sempre maggiori difficoltà interne, cercando di leggere all'interno dei risultati del centro destra il prevalere di un cordata legata alla vecchia gestione Verdini-Matteoli-Santini a scapito della nuova Bergamini-Mallegni-Marchetti, il tutto sulla base dei risultati delle preferenze che come noto hanno pesi diversi se espresse da Consiglieri di Comuni grandi o Comuni piccoli. Tralasciando i difetti di questo sistema elettorale, si deve osservare che il nuovo corso di rinnovamento e autonomia politica fortemente voluto dai nuovi esponenti di Forza Italia, dopo le schiaccianti vittorie: elettorale di Marchetti su Santini, Consigliere uscente, di Mallegni a Sindaco di Pietrasanta e del nuovo prestigioso ruolo dell'On.Bergamini dopo la cacciata di Verdini, non può certamente prescindere dal diritto a partecipare e rimanere nel Partito dai vecchi dirigenti, che conservano di diritto posizioni elettorali che si sono conquistate nel passato e che contano ancora. Forza Italia non può essere come il PD che vuole distruggere tutte le minoranze interne. Il centrodestra se vuol essere vincente deve essere unito, avendo bisogno di tutti, vecchi e nuovi, l'importante è che la linea di rinnovamento e di presenza politica sul territorio espressa dalla nuova gestione sia portata avanti da tutti e che tutti vi si riconoscano. Una linea di autonomia che rifiuta la politica di compromissione e subalternità che la gestione Verdini-Matteoli aveva instaurato in Toscana, verso Renzi e Rossi. | |
domenica 1 giugno 2014
MAZZACURATI ACCUSA EX-MINISTRO MATTEOLI
DA SIMONE TOGNERI:
Insieme al re , cadranno pure tutti i filistei ???
L’accusa di Mazzacurati a Matteoli «Ci impose la scelta di un’azienda» Questo perché l’accusa lanciata da Mazzacurati a Matteoli riguarderebbe il periodo in cui l’attuale senatore di Forza Italia era ministro.
Un periodo lungo, che si riferirebbe sia alla fase in cui Matteoli è stato ministro dell’Ambiente dal 2001 al 2006, sia quando è stato alla guida di Infrastrutture e Trasporti dal 2008 al 2011: l’ipotesi è che le richieste siano iniziate intorno al 2004.
L’impresa in questione, quella «raccomandata», si sarebbe occupata non del Mose ma dei marginamenti dei canali industriali di Porto Marghera, anch’esso commissionato dal Magistrato alle Acque (la struttura locale del ministero delle Infrastrutture) e supervisionata dall’Ambiente. Lavoro certo meno conosciuto rispetto alle dighe mobili che difenderanno Venezia dall’acqua alta, ma anch’esso con numerosi zeri: nel corso degli anni, infatti, sono stati investiti oltre 200 milioni di euro per evitare che gli agenti inquinanti delle aree industriali di Marghera potessero essere sversati nelle acque della laguna. E proprio nell’ambito di questi lavori, il cui esecutore era il Consorzio Venezia Nuova (principalmente proprio con la Mantovani di Baita), ci sarebbero state queste pressioni da parte di Matteoli denunciate dall’ingegner Mazzacurati.
Una fattispecie che potrebbe essere qualificata come concussione dal tribunale dei ministri, anche se la procura lagunare l’avrebbe trasmessa con l’ipotesi della cosiddetta «induzione indebita», ovvero quella forma di concussione «attenuata» inserita dalla riforma Severino, nella quale commette un reato anche chi paga o cede alla richiesta. Ed è per questo che della procedura di fronte al tribunale dei ministri sono stati avvisati anche coloro che avrebbero dato quelle che la legge definisce «utilità», ovvero Baita e Mazzacurati.
Ora spetterà però al collegio fare le indagini e decidere se rimandare gli atti alla procura o chiedere l’archiviazione.. Quel che è certo è che in tempi brevi Matteoli intende farsi interrogare, come confermano i suoi legali, Francesco Compagna e Giuseppe Consolo. «Siamo convinti di poter dimostrare che l’ipotesi non sta in piedi», concludono.

