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venerdì 23 febbraio 2018

Associazione CIBART: Cinquecentesimo anniversario della presenza e dell'attività di Michelangelo Buonarroti a Seravezza.

 
Associazione CIBART
Cinquecentesimo anniversario della presenza e dell'attività di Michelangelo Buonarroti a Seravezza.


Ci stiamo avvicinando alla data per le celebrazioni del Cinquecentenario della venuta di Michelangelo in Versilia, nella Versilia Storica. Ripercorriamo le tappe più significative del suo percorso, attingendo da un autore che ha scritto molto sul genio della scultura ed ha una profonda conoscenza dell'argomento, per questo l'Associazione Culturale Cibart lo ha voluto come consulente per la cura di tutti gli eventi in calendario, i quali, ci piace ricordarlo, sono anche frutto della collaborazione con la Pro Loco di Seravezza e l'Amministrazione Comunale. Si tratta di Costantino Paolicchi, uno dei maggiori esperti di storiografia locale.
"Lo scultore nel marzo del 1518, a seguito di forti pressioni da parte dei suoi committenti romani e fiorentini – il papa Leone X, la Signoria di Firenze e l'Opera di Santa Maria del Fiore – era stato costretto a lasciare Carrara con suo grande disappunto, avendo da molto tempo stabilito rapporti commerciali e collaborazioni con i cavatori dell'Ars marmoris e con il marchese Alberico Malaspina di Massa. Era nuovamente impegnato per conto dei Della Rovere nella realizzazione della fastosa sepoltura del papa Giulio II, da collocarsi in San Pietro in Vaticano, e contravvenendo agli impegni contrattuali assunti con gli eredi testamentari del papa da poco defunto, aveva fatto di tutto per aggiudicarsi un'altra opera importante voluta dal nuovo pontefice Leone X, al secolo Giovanni dei Medici: la costruzione della facciata della chiesa fiorentina di San Lorenzo.  
Leone  - appena eletto - aveva assegnato alla Signoria di Firenze con propria sentenza ( o lodo) del 29 settembre 1513 il Capitanato di Pietrasanta, comprendente Seravezza, Cappella e la Vicaria di Stazzema, nonché la rocca e porto di Motrone. Poi aveva mostrato grande interesse per i giacimenti di marmo del monte di Ceragiola dove già era attiva una marmoraia che aveva fornito materiali per la cupola del Brunelleschi, e per i vasti agri marmiferi ancora da sfruttare che erano ubicati sulle montagne delle Comunità di Seravezza e di Cappella, tra cui il Monte Altissimo e il Monte di Trambiserra. Le due Comunità furono sollecitate, con la promessa di grandi vantaggi, a donare i loro monti al popolo fiorentino, onde consentire al governo della Signoria, all'Opera di Santa Maria del Fiore e allo stesso papa di intervenire con cospicui finanziamenti, necessari per realizzare la strada dei marmi da Seravezza alla marina e per avviare la coltivazione delle nuove cave. L'intento dichiarato esplicitamente in una lettera del cardinale Giulio de' Medici, futuro papa Clemente VII, indirizzata a Michelangelo, era quello di creare nel territorio del Capitanato un polo industriale per la valorizzazione e la commercializzazione dei marmi locali, che avrebbe prodotto grandi benefici economici. Ed è a Michelangelo che viene richiesto di occuparsi dell'avviamento delle nuove cave".
Michelangelo, nel suo soggiorno Versiliese, ha trascorso quasi tutto il suo tempo sulle Cave del Monte Altissimo e di Trambiserra, nel territorio del Comune di Seravezza, e saranno ancora quei luoghi a fare da teatro a tutti gli eventi a lui dedicati.
Abbiamo chiesto al Presidente dell'Associazione, Matteo Marchetti e al Segretario, Stefano Alessandrini, se potevano anticiparci qualche notizia per quella che si preannuncia come una splendida e indimenticabile edizione della manifestazione. "Le novità saranno moltissime – spiega Stefano Alessandrini – iniziamo citando una delle più eclatanti e sulla quale ci possiamo ormai sbilanciare, vale a dire, la presenza della China Academy of Art, che è il più importante Istituto di Belle Arti, di tutta la Cina. Nel 1928, il predecessore dell'attuale China Academy of Art, la National Academy of Art, fu fondata come la prima accademia d'arte, dal sig. Cai Yuanpei, famoso educatore cinese. Fu la prima università d'arte e la prima scuola di specializzazione nella storia di quella nazione. A quel tempo, l'obiettivo della China Academy of Art era promuovere l'educazione delle belle arti come sostituto della religione nell'allora Cina devastata dalla guerra. Le arti figurative sono state considerate uguali a una religione nell'istituzione per quasi otto decenni. L'accademia ha molti artisti rinomati tra coloro che sono stati suoi alunni ed è considerata, come accennato sopra, una delle istituzioni d'arte più prestigiose del paese. È colloquialmente chiamato Guomei (國 美) e ha decine di migliaia di candidati ogni anno. L'Accademia si trova a Hangzhou, la capitale della provincia del Zhejiang nelle vicinanze di Shanghai. La provincia di Zhejiang è una delle province più sviluppate e ricche della Cina. La città di Hangzhou è conosciuta come "un paradiso in terra" per la sua bellezza paesaggistica e l'ambiente tranquillo. L'Accademia è situata sulle rive del famoso West Lake ed è un luogo perfetto per l'apprendimento artistico. Allo stesso modo, possiamo confermare la presenza, per il secondo anno consecutivo, di un gruppo di giovani scultori che frequentano l'Università Madrilena 'Rey Juan Carlos', infine, Direttore Artistico del Simposio, in omaggio a Michelangelo, che avrà luogo in località La Cappella, sarà Jorg Plickat, artista di fama internazionale, il quale vanta oltre cento opere monumentali, installate in 4 continenti e che sarà presente anche durante il Festival Cibart." La sublime edizione di questo Cinquecentenario si snoderà tra storia, narrazione, teatro, musica, danza, performance, e moltissima arte contemporanea: scultura, land art, installazioni urbane, fotografia, body art, street art…e non poteva mancare il buon cibo, con il 'Menu' di Michelangelo', a Seravezza, attraverso il quale si rievocheranno alcune pietanze, consumate in quel dato periodo storico e cucinate esattamente come si faceva a quel tempo.
Questo è soltanto l'inizio…da non dimenticare il primo appuntamento che segnerà l'avvio della prossima edizione Cibart: affinchè durante l'inaugurazione della sede dell'Associazione, in via del Palazzo a Seravezza, possa essere contestualmente distribuito il nuovo catalogo, l'evento è slittato ad aprile o maggio prossimi, verrà indicata la data precisa, non appena possibile, attraverso apposito comunicato. All'interno della sede, verrà allestita una Galleria, l' Art-Garage, con lo scopo di presentare al pubblico un'inedita forma di espressione artistica,  la Quarry-Art, a cura di Cibart-Design.

Stay tuned!

Ufficio Stampa
Valentina Mozzoni

mercoledì 16 luglio 2014

LETTERE DI BENUTINO CIMA , SULLA ESCAVAZIONE DEI MARMI APUANI

RICEVO E RIPUBBLICO , UN PARERE DI UN TECNICO.
(per la pluralita' dei pareri e per rispetto del diritto di espressione)

Benutino Cima :

mi hanno esortato a pronunciarmi sui problemi inerenti alla escavazione dei marmi negli "agri marmiferi Apuoversiliesi, in riferimento alle ultime problematiche emerse da parte delle Regione.
Avevo preparato una sfilza di numeri , scale, progressioni, ecc. Poi mi sono detto che una lunga teoria di numeri, scale, percentuali, progressioni, ecc, stufa anche gli addetti ai lavori, figuriamoci la gente "incolpevole".
Prima di tutto vi e' da considerare che questa attivita' di sola escavazione, coinvolge centinaia di Aziende e migliaia di addetti, che con questo durissimo lavoro, portano il pane alle loro famiglie. Prescindere da questa primaria considerazione e' da incoscienti. Tuttavia e' verissimo che una volta estratto il marmo (ovviamente) non si riforma. La collocazione geomorfologica dei giacimenti in oggetto e le relative introspezioni sulle lenti calcaree ci danno la certezza di poter (in pratica) attingere alla riserva giacimentologica ancora per tempi molto lunghi (secoli). Anche se il ritmo di prelievo si dovesse incrementare. Un discorso a parte pero' merita la considerazione che il patrimonio minerario naturale e' di tutti, ovvero "res publica", e non "res nullius" (di nessuno), come e' in pratica a tutt'oggi considerato. Chi preleva dal patrimonio comune, deve pagare in proporzione a quanto effettivamente percepisce, mettendo in galera chi come adesso fattura la meta' (quando va bene ), di quello che percepisce, scaricando tutte le spese sul rimanente 50%. Lo "stupro" ambientale, inevitabile, si potrebbe portare a livelli addirittura insignificanti con opportuni accorgimenti di ingegneria, iomstesso ho eseguito progetti in proposito messi in pratica con successo in alcune cave di Asiago. Con i quattrini si potrebbe fare molte cose, ovvero reimpiegando parte del plusvalore delle risorse la' dove queste si formano. Il fermare tutto, fare teatri, o musei all'aperto, per quanto suggestivo, e' davvero una idea economicamente molto discutibile, non si puo' pensare di escludere dal lavoro oltre ventimila persone, perdere tutto l'indotto, tutto un settore merceologico indispensabile per l'economia in disfacimento della Toscana settentrionale, per sostituirlo con nulla di nulla. Semmai si creino di veri ispettori plenipotenziari che davvero possano possano far scattare le manette ai polsi di chi ruba il bene pubblico, allo stesso modo di che compie una rapina in banca. A chi servissero dettagli tecnici o normativi, sulla escavazione dei prodotti lapidei, la mia pagina e' a disposizione.nno esortato a pronunciarmi sui problemi inerenti alla escavazione dei marmi negli "agri marmiferi Apuoversiliesi, in riferimento alle ultime problematiche emerse da parte delle Regione. Avevo preparato una sfilza di numeri , scale, progressioni, ecc. Poi mi sono detto che una lunga teoria di numeri, scale, percentuali, progressioni, ecc, stufa anche gli addetti ai lavori, figuriamoci la gente "incolpevole". Prima di tutto vi e' da considerare che questa attivita' di sola escavazione, coinvolge centinaia di Aziende e migliaia di addetti, che con questo durissimo lavoro, portano il pane alle loro famiglie. Prescindere da questa primaria considerazione e' da incoscienti. Tuttavia e' verissimo che una volta estratto il marmo (ovviamente) non si riforma. La collocazione geomorfologica dei giacimenti in oggetto e le relative introspezioni sulle lenti calcaree ci danno la certezza di poter (in pratica) attingere alla riserva giacimentologica ancora per tempi molto lunghi (secoli). Anche se il ritmo di prelievo si dovesse incrementare. Un discorso a parte pero' merita la considerazione che il patrimonio minerario naturale e' di tutti, ovvero "res publica", e non "res nullius" (di nessuno), come e' in pratica a tutt'oggi considerato. Chi preleva dal patrimonio comune, deve pagare in proporzione a quanto effettivamente percepisce, mettendo in galera chi come adesso fattura la meta' (quando va bene ), di quello che percepisce, scaricando tutte le spese sul rimanente 50%. Lo "stupro" ambientale, inevitabile, si potrebbe portare a livelli addirittura insignificanti con opportuni accorgimenti di ingegneria, iomstesso ho eseguito progetti in proposito messi in pratica con successo in alcune cave di Asiago.
Con i quattrini si potrebbe fare molte cose, ovvero reimpiegando parte del plusvalore delle risorse la' dove queste si formano. Il fermare tutto, fare teatri, o musei all'aperto, per quanto suggestivo, e' davvero una idea economicamente molto discutibile, non si puo' pensare di escludere dal lavoro oltre ventimila persone, perdere tutto l'indotto, tutto un settore merceologico indispensabile per l'economia in disfacimento della Toscana settentrionale, per sostituirlo con nulla di nulla.
Semmai si creino di veri ispettori plenipotenziari che davvero possano possano far scattare le manette ai polsi di chi ruba il bene pubblico, allo stesso modo di che compie una rapina in banca. A chi servissero dettagli tecnici o normativi, sulla escavazione dei prodotti lapidei, la mia pagina e' a disposizione.

martedì 15 luglio 2014

APUANE DEVASTATE , UN CASO DISPERATO , SERVE UNA CELERE SOLUZIONE di Eros Tetti

VOLENTIERI RIPUBBLICO:

di Eros Tetti

La battaglia per il piano paesaggistico avvenuta in Toscana negli ultimi mesi, segna una tappa fondamentale di crescita del movimento “Salviamo le Apuane”. movimento che da 5 anni sta lavorando duramente per contrastare la devastazione ambientale delle Alpi Apuane e l’abbandono dei territori da parte dei suoi abitanti. Ci troviamo nel nord della Toscana in uno dei Geoparchi della rete Mondiale Unesco, un luogo caratterizzato fortemente da queste cime irregolari, che non possono vantare record dal punto di vista alpinistico ma hanno un’immensità di record dal punto di vista ambientale e paesaggistico: uno dei sistemi carsici più importanti al mondo, sono considerate il giardino d’Europa per la loro biodiversità, sono uno dei più importanti bacini idrici del centro Italia e purtroppo o per fortuna sono note al mondo per i marmi bianchi che Michelangelo sceglieva direttamente in loco.

Oggi però l’escavazione del Marmo e del suo sottoprodotto, il carbonato di calcio, avanzano a ritmi serrati, tanto che in un giorno si estrae quello che prima si estraeva in un mese impiegando 14.000 dipendenti diretti, a fronte dei mille che abbiamo oggi. Questi dati da soli ci svelano come si tratti di un’attività che produce danni ambientali irreversibili a fronte di una misera occupazione. “Salviamo le Apuane” sì è opposto a questa devastazione proponendo un’alternativa economica in modo da sostituire gradualmente i posti di lavoro persi portando a chiusura le cave.

Nella nostra proposta economica si prevede la rivalorizzazione del materiale stesso mantenendo in prevalenza il marmo per l’arte che riveste a quanto pare solo l’1% di quello scavato e marmo per artigianato di qualità possibilmente lavorato in loco. Il restante finisce per far piastrelle, water e lavandini e ben il 75% viene sbriciolato per produrre carbonato di calcio per l’industria chimica ed edile.

Noi proponiamo una riconversione del territorio a partire dalle zone più impattate come per esempio Carrara, dove potremmo riconvertire le cave in ristoranti, hotel nel marmo, teatri a cielo aperto per eventi e anche realizzare uno dei più importanti musei al mondo per la scultura, nella pancia del monte in una delle innumerevoli cave sotterranee. Ovviamente questi interventi dovranno essere accurati e sostenibili senza aggiungere altri problemi, però questa via ci permetterebbe di interrompere una devastazione irreversibile: le montagne purtroppo non ricrescono. Un altro punto fondamentale saranno i grandi lavori di ripristino ambientale e rinaturalizzazione di molti luoghi dando vita ad uno dei più importanti processi di ripristino a livello europeo.

Nelle altre zone Apuane dove c’è meno devastazione o dove non ce n’è affatto abbiamo ipotizzato di rilanciare il turismo, ripristinare l’ agricoltura, la pastorizia, l’allevamento, l’artigianato e la produzione di legname, nel pieno rispetto del territorio e delle risorse ritrovando un’ armonia da tempo perduta con queste fragili montagne.

Il nostro progetto nel tempo si è spinto oltre, con grande ambizione puntando a costruire quello che abbiamo teorizzato, anzi diciamo che le due cose sono andate avanti di pari passo, al momento “Salviamo le Apuane” è diventato un coordinamento di imprese locali e un incubatore di economie durevoli in costante sviluppo, un luogo di proposte serie e concrete oltre che una voce di denuncia. Al progetto stanno aderendo tantissime persone del territorio con la voglia di riappropriarsi di questi beni comuni e con la voglia di rivivere queste terre.

Noi non parliamo a caso di monocultura del marmo, ad oggi questa attività impedisce di fatto lo sviluppo di tante altre attività: in primis il turismo, settore fondamentale in Toscana, che per ovvi motivi non può svilupparsi su montagne che vivono di un’attività industriale intensiva. Al nostro movimento va stretta la definizione di ambientalista, vista l’ enormità dei campi che investe la nostra azione, noi oggi stiamo riflettendo seriamente sul futuro che ci attende e stiamo cercando risposte e nuove visioni che superino la decadenza imposta dall’attuale sistema, vogliamo ritrovare una relazione diversa con l’ambiente senza dimenticarci per questo dei sui abitanti. Aspiriamo alla possibilità per i nostri figli di continuare a godere questi monti e a bere queste acque e di vivere senza dover distruggere. Chiediamo troppo? Salviamo le Apuane!

Altri link

https://www.facebook.com/groups/salvalealpiapuane/
https://www.facebook.com/salviamoleapuane
http://www.territorialmente.it/2014/07/la-rete-sul-piano-paesaggistico/
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/06/26/news/sessantamila_firme_per_le_apuane-90009670/
http://www.salviamoleapuane.org/pdf/pipsea2014.pdf

giovedì 29 maggio 2014

CARRARA - MARMO : IPOTIZZATO ABUSO D'UFFICIO per imprenditori e amministratori !!!

Pagavano meno tasse sull’estrazione del marmo. Avvisi di conclusione indagini a imprenditori e amministratori:

29 maggio 2014 13:54

Imprenditori delle cave pagavano la tassa marmi in misura inferiore a quanto prescritto dalla legge provocando un danno al Comune di Carrara. Il tutto, secondo quanto accertato dalla procura della repubblica di Massa Carrara, sarebbe avvenuto “sulla base di un accordo tra lo stesso Comune e rappresentanti delle associazioni di imprenditori del marmo”.

Lo ha reso noto il procuratore Aldo Giubilaro che in una nota spiega che “a conclusione delle indagini preliminari sono state individuate responsabilità penali”. Quindici gli indagati.

La procura sta notificando gli avvisi di conclusione delle indagini ipotizzando il reato di abuso d’ufficio a imprenditori e amministratori. L’importo versato, secondo la procura, non sarebbe in linea con il valore di mercato dei beni estratti ma ben maggiore come prescritto dalla legge: “da ciò l’ingiusto vantaggio conseguito dagli imprenditori e del correlativo danno subito dal Comune di Carrara”.

LA tassazione del marmo negli ultimi 5 anni, è l’ipotesi dell’accusa, sarebbe stata inferiore a quanto stabilito dalla legge regionale toscana del 1998, provocando un danno al Comune di Carrara e un vantaggio per gli imprenditori delle cave. Tutti quanti stanno ricevendo l’avviso di conclusione delle indagini.

Secondo quanto appreso fra gli indagati figurerebbero amministratori del Comune di Carrara e rappresentanti delle categorie degli imprenditori delle cave che nel 2009 firmarono un accordo sulle tariffe del marmo da corrispondere allo stesso Comune.

Secondo la procura l’accordo non terrebbe conto del valore di mercato dei beni estratti e cosi’ nelle casse comunali sarebbero finiti meno introiti. Nel 2013 il gettito della tassazione a favore del Comune di Carrara e’ stato di 19 milioni di euro: ne sono stati incassati pero’ 14 milioni a causa di ritardi nei pagamenti da parte degli imprenditori.

CANCELLIAMO IL MALAFFARE , SALVIAMO LE APUANE !!!!!

CARRARA , CAMION PERDE 2 BLOCCHI DI MARMO SU UNA ROTONDA

CARRARA (MASSA CARRARA), 28 MAGGIO 2014

Un camion rimorchio , senza nessuna sponda , ha perso due blocchi di marmo che trasportava stamane alla periferia di Carrara. Il tir stava uscendo da una rotonda per immettersi sulla strada provinciale e raggiungere una vicina segheria. I due enormi blocchi, senza esser bloccati in alcun modo, del peso complessivo di circa 20 tonnellate, sono scivolati dal cassone finendo al centro della carreggiata. Per fortuna non passava alcun mezzo e non vi sono stati feriti , ma si e' rischiato un grave incidente, nessuno controlla mai questi mezzi, perche' ????
Il traffico e' stato bloccato per diverso tempo. Multato il camionista.

PER CAMBIARE QUALCOSA , SERVE IL MORTO ????
OPPURE SI DEVE COMINCIARE A DARE DELLE REGOLE A QUESTI PERICOLOSI TRASPORTI ???

lunedì 12 maggio 2014

LEONARDO FONTANINI , UN ARTISTA IN GARFAGNANA , SCULTORE NELLA SUA TERRA

LEONARDO FONTANINI , UN CARO AMICO
UNA PERSONA UMILE CON UN GRANDE DONO , SAPER PLASMARE LA MATERIA IN VERE OPERE D'ARTE
OPERE ORIGINALI COME LA SUA TERRA.

Nella sua sant'anastasio , paese d'origine , per gusto e per diletto coltiva la sua passione di plasmare il legno ed il marmo
Materie frutto della terra e dei monti della Garfagnana.

Vi propongo una piccola ma significativa raccolta di alcune sue opere in legno
Tra cui i vari orologi , le lampade e le targhe
Tutto frutto del lavoro delle sue mani e del suo artistico e fantasioso intelletto: