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sabato 21 gennaio 2017

ASTRONEWS 21/01: La newsletter di Media INAF





Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF

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IL SUPERTELESCOPIO EUROPEO

Nuovi passi verso la costruzione di E-ELT

Firmati presso la sede dell'ESO quattro contratti per alcune delle componenti principali dell'E-ELT (European Extremely Large Telescope) in costruzione, in particolare per la fusione di due giganteschi specchi del telescopio, per la fornitura delle celle per il supporto degli specchi e per la fornitura dei sensori di prossimità, che formano parte vitale del sistema di controllo dell'enorme specchio primario segmentato di ELT

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LUMINOSISSIMA, HA UNA RIGA LYMAN ALFA DA RECORD

Galassia primordiale sotto la lente gravitazionale

Scoperta una delle galassie più brillanti finora conosciute fra quelle più distanti. Trovandosi a 11.4 miliardi di anni luce, è stato possibile individuarla solo grazie all'ingrandimento prodotto dall'effetto lente gravitazionale di un'altra galassia, molto più vicina a noi, interposta lungo la linea di vista. Una caratteristica eccezionale è l'altissima luminosità nella riga d'emissione Lyman alfa, una delle più brillanti nello spettro ultravioletto

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NE PARLIAMO CON MARIA TERESA CAPRIA

ESA, l'archivio dei pianeti s'è rifatto il look

L'ESA ha lanciato la nuova versione del sito Planetary Science Archive, lo strumento web che permette di consultare i dati raccolti da tutte le missioni spaziali di esplorazione di pianeti, lune e piccoli oggetti del Sistema solare. Il nuovo design, ma soprattutto il potenziamento delle funzioni di ricerca, permetterà un accesso più semplice per gli scienziati a tutti i dati ad oggi disponibili.

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UN INDIZIO NELLE IMMAGINI DI CURIOSITY

Nuovo meteorite su Marte?

Un frammento del tutto simile alle meteoriti metalliche già trovate in precedenza dai rover NASA in missione sul Pianeta rosso. L'indizio di un possibile ritrovamento nelle immagini raccolte da Curiosity lo scorso 12 gennaio, che non è passato inosservato ai più esperti

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DUE STUDI SU GEMINGA E PSR B0355+54

Chandra va a caccia di pulsar

Grazie alla capacità di imaging del telescopio spaziale Chandra, due studi indipendenti su due pulsar diverse ci permettono di gettare nuova luce sulla geometria del plasma nei pressi di questi oggetti cosmici estremi. «La possibilità di studiare in dettaglio le proprietà dei flussi di particelle generati dalle pulsar è fondamentale per poter verificare la validità dei modelli teorici, spesso applicati anche ad altri fenomeni astrofisici», spiega Niccolò Bucciantini dell'INAF di Arcetri

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CONCLUSA OGGI A PADOVA LA SELEZIONE DEI FINALISTI

Premio Galileo, ecco i fantastici cinque

Vanno in finale "Chi ha paura dei vaccini?" di Andrea Grignolio, "Sotto i nostri piedi" di Alessandro Amato, "La nascita imperfetta delle cose" di Guido Tonelli, "È la medicina, bellezza!" di Silvia Bencivelli e Daniela Ovadia e, infine, "Gli africani siamo noi" di Guido Barbujani. Il vincitore, scelto da studenti delle scuole superiori, sarà annunciato il 5 maggio

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PRESSIONE INTRACRANICA E MEDICINA SPAZIALE

Astronauti "sottovuoto" per proteggere la vista

Grazie alla collaborazione di otto volontari malati di cancro, i ricercatori sono riusciti a misurare, direttamente dal cervello, la pressione intracranica in assenza di peso durante una serie di voli parabolici. I risultati, publicati sul Journal of Physiology, suggeriscono che, grazie a un particolare dispositivo, i valori potrebbero essere riportati alla normalità anche direttamente nello spazio

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NELLE ROCCE DI OLTRE DUE MILIARDI DI ANNI FA

Inspiegabile boccata d'ossigeno

Condizioni idonee a sostenere forme di vita complesse possono essersi sviluppate - per poi svanire misteriosamente - negli strati superficiali degli oceani terrestri più di 1 miliardo di anni prima che la vita prendesse veramente piede sul nostro globo. Lo sostiene un'analisi dell'abbondanza degli isotopi del selenio in antichi sedimenti, condotta dal dipartimento di astrobiologia dell'Università di Washington

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LO STUDIO SU APJ SUPPLEMENT

Quella luce gamma dagli ammassi di galassie

Un'indagine sulle mappe ottenute dal satellite Fermi della NASA ha permesso di rivelare, per la prima volta in modo chiaro, l'emissione di raggi gamma associata agli ammassi di galassie. Il lavoro è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università Roma Tre, dell'INAF, dell'INFN e di alcuni atenei italiani e stranieri


Gli ultimi video e audio di MEDIA INAF

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Quattro passi avanti per la costruzione di E-ELT

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Galileo perde il ritmo: fermi dieci orologi del "GPS europeo"

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Alma, uno strumento anche per la fisica solare

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Hubble fotografa il killer di galassie

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Spot di GARR-X Progress, 100 Giga per innovare il Paese

Astrochannel, la TV via rete a loop continuo


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