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sabato 21 gennaio 2017

SAN MARCELLO PISTOIESE,UNA NUOVA AMATRICE? Di Caporella Matteo


Di Caporella Matteo (ospite)


La cittadina ed il comune di San Marcello Pistoiese ricadono, secondo l'attuale classificazione sismica nazionale,in zona 2,ovvero sismicità media.Alla luce dei recenti eventi calamitosi verificatesi nelle Marche,in Abruzzo ed Umbria una riflessione sulla vulnerabilità sismica del territorio della Montagna Pistoiese appare se non doveroso quantomeno opportuno.Secondo fonti ISTAT il comune di San Marcello Pistoiese ha una popolazione di circa seimilacinquecento abitanti;in passato il comune,come molti altri della Montagna Pistoiese,contava molti più cittadini,addirittura si parla di circa oltre diecimila abitanti tra gli anni cinquanta e sessanta.
Attualmente il patrimonio edilizio del territorio comunale,da uno studio sommario condotto dal sottoscritto,appare per l'ottanta per cento risalente al periodo antecedente gli anni settanta,il restante venti per cento è suddiviso tra costruzioni realizzate dagli anni settanta ai primi anni novanta. Dalla fine degli anni novanta ad oggi in pratica le nuove costruzioni si sono quasi azzerate.
Ipotizzando che le costruzioni edificate dagli anni settanta in poi siano state realizzate secondo la regola dell'arte e con criteri ,se non antisismici nell'accezione attuale ,per lo meno seguendo la buona regola costruttiva,rimane il fatto che molte centinaia di fabbricati sono del tutto impreparati a sostenere le sollecitazioni indotte da un evento sismico.
Se andiamo ad analizzare anche la situazione dei comuni limitrofi il quadro risulta ancor più sconcertante,soltanto il comune dell'Abetone,con i suoi complessi turistici realizzati dagli anni settanta fino alla fine degli anni novanta, innalza leggermente la qualità strutturale del patrimonio edilizio della Montagna Pistoiese.
La maggior parte delle costruzioni del nostro territorio montano sono state costruite antecedentemente agli anni cinquanta e sessanta,periodo durante il quale la prassi,per esigenze economiche,era quella di autocostruirsi la propria abitazione,inoltre la normativa del tempo non prevedeva per il territorio rurale esterno ai centri abitati la richiesta di alcun permesso o autorizzazione,salvo rari casi. Questo ha portato alla costruzione di edifici da parte di persone solo prestate all'arte del costruire,senza la presenza di muratori esperti ,di capimastri o di tecnici,quali geometri,architetti,periti edili o ingegneri,che potessero per lo meno indirizzare la costruzione verso una seppur minima qualità costruttiva,specie dal punto di vista strutturale.
Le abitazioni ed in generale gli edifici del tessuto ante anni settanta del comune sono realizzate per lo più in pietra,a volte in struttura mista pietra e mattoni,più raramente solo in mattoni.
L'abbondanza dell'uso della pietra è giustificata dalla natura dei terreni montani sempre ricchi di pietrame di vario genere.
Purtroppo, giacchè la pietra non sia tra i migliori materiali da costruzione,si tratta spesso di avere a che fare con murature in pietra non squadrata,spesso ricavata da ciottoli di fiume o torrente,che a causa della loro geometria curva non favoriscono la coesione tra loro e la malta usata per la muratura stessa,anche le malte impiegate spesso erano carenti, in proporzione rispetto alla miscela ,di leganti e cementi
Le coperture e i solai,spesso privi di cordoli e/o catene,sono state realizzate in legno,materiale adatto se ben ancorato e ammorsato alle murature laterali,ma che poco può fare in caso sia semplicemente appoggiato o vagamente incastrato nelle murature portanti; in passato vi è poi stata spesso la tendenza all'impiego di legname non tanto di scarsa qualità dal punto di vista tipologico quanto dalla geometria discutibile,impiegando tronchi parzialmente curvi,ingobbiti o deformi,che non offrono le stesse garanzie del legname a geometria costante e regolare.
Dal punto di vista delle fondazioni,rispetto agli edifici contemporanei realizzati nelle pianure,come ad esempio nella piana pistoiese,si ha il vantaggio che la coesione del terreno e la natura dello stesso siano migliori ed abbiano caratteristiche superiori rispetto a quelli argillosi e limosi/paludosi della pianura; molte di queste abitazioni,specie quelle in aperta montagna e fuori dai centri abitati, sono state realizzate addirittura su ammassi rocciosi.
Nonostante le considerazioni fatte si necessiterebbe comunque,per la maggior parte delle costruzioni,di reintervenire con un allargamento delle fondazioni,mediante l'impiego di pali di fondazione o altre tecniche similari,poichè la loro dimensione ,salvo rari casi,risulta del tutto carente ed insufficiente.
Stante l'analisi fatta sopra del patrimonio edilizio esistente,in caso di sisma di entità medio-alta,gran parte delle abitazioni subirebbero notevoli danni,con crolli parziali e totali a causa dell'inefficienza dei loro sistemi strutturali.
Probabilmente,in caso di sisma di media intensità si assisterebbe al crollo di tetti e solai fino al collasso totale degli edifici nei casi di fabbricati con strutture portanti pessime o già deteriorate dagli anni.

ANALISI DEL PATRIMONIO PUBBLICO


Una analisi della vulnerabilità sismica del territorio della Montagna Pistoiese non può dirsi completa senza un breve cenno alle strutture pubbliche e alle infrastrutture presenti.Purtroppo a causa dello spopolamento della montagna avvenuto nel corso degli ultimi decenni,il settore pubblico è stato per così dire meno attento alle esigenze della montagna,occupandosi solamente di fare manutenzioni più o meno straordinarie od ordinarie delle infrastrutture e degli edifici pubblici presenti sul territorio.
Le strutture scolastiche pubbliche della montagna risalgono tutte agli anni sessanta settanta,se non addirittura al periodo fascista.
Da un punto di vista costruttivo sono state realizzate secondo i canoni del tempo,quindi rispetto al patrimonio privato decisamente meglio e con più attenzione,tuttavia gran parte dei fabbricati è in muratura portante di mattoni o pietra,senza la presenza di cordoli per l' ammorsamento dei solai e delle coperture,per cui in caso di eventi sismici la risposta strutturale generale sarebbe comunque abbastanza mediocre se non scarsa,inutile ricordare i crolli alla scuola di Amatrice,tanto per citare un paragone con un edificio risalente grosso modo allo stesso periodo di quelli presenti sulla montagna.
Analizzando invece il palazzo comunale,che dovrebbe fungere da centro di coordinamento in caso di eventi calamitosi,essendo un edificio antico,non dà nessuna garanzia da un punto di vista strutturale,in quanto anch'esso realizzato in pietra e legno e senza alcun criterio antisismico.
Altri fabbricati che in caso di calamità avrebbero funzioni strategiche sono le caserme dei Vigili del Fuoco,dei Carabinieri e della Polizia Stradale.
Purtroppo anche in questo caso l'analisi risulta abbastanza impietosa; l'unica struttura che potrebbe garantire un minimo di sicurezza tra le tre risulta essere il posto di polizia stradale,in quanto le caserme dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri sono ospitate in fabbricati di remota costruzione e quindi senza garanzie di una adeguata risposta strutturale in caso di sisma.
L'analisi del patrimonio pubblico non può esimersi ovviamente dallo studio della situazione dell'attuale presidio ospedaliero e del sistema infrastrutturale dei collegamenti con la pianura,per certi versi connesse tra di loro.
Partendo dall'ospedale una prima analisi di massima evidenzia che anch'esso è stato realizzato in tempi remoti,con struttura portante in mattoni e pietrame;è stato oggetto negli anni di vari interventi di ristrutturazione che ne hanno alterato la struttura interna,ma non il sistema strutturale generale.
Il presidio ospedaliero,stante le attuali condizioni,non dà garanzia ,in caso di sisma medio-elevato, di potere continuare a funzionare quale struttura di emergenza per i motivi su esposti.
Si profila quindi una situazione analoga a quella dell'ospedale di Amatrice.
Concludiamo questo breve saggio con una considerazione sulle infrastrutture viarie.Purtroppo la viabilità attualmente presente risale al periodo fascista o ancora precedente.La Strada Statale 12 ,la Lucca-Abetone,e la Strada Regionale 66,la San Marcello-Pistoia, hanno in diversi punti dei ponti e dei rilevati costruiti in muratura che non sono mai stati rinforzati strutturalmente parlando;in molti dei punti precedenti non ci sono strade alternative in caso di crollo parziale o totale dei ponti e delle opere ingegneristiche, per raggiungere determinate località,per cui la situazione risulta davvero seria e critica.
Stante l'attuale capacità dell'ospedale Pacini,che in caso di evento sismico probabilmente sarebbe ancor più limitata se non azzerata del tutto,si necessiterebbe un collegamento veloce con la città di Pistoia,collegamento che purtroppo non esiste,in quanto da San Marcello Pistoiese a Pistoia,ammettendo che la viabilità reggesse l'urto del sisma,occorrono almeno 40 minuti.
Vi sono altre strade impiegabili in caso di calamità,tuttavia dato lo scarso livello di manutenzione delle stesse e delle opere di ingegneria civile connesse,molto probabilmente non sarebbero fruibili a causa di un eventuale sisma,in particolare ci si riferisce alla Strada Provinciale 633,La Lima-Montecatini,e la strada provinciale 632 ,la Pontepetri-Porretta.
Dal punto di vista delle infrastrutture ferroviarie l'uso della Porrettana per l'afflusso dei soccorsi sarebbe difficoltoso se non impossibile a causa di eventuali crolli di gallerie e viadotti.
Per concludere il seguente saggio non vuole essere uno strumento per allarmare ed impaurire i residenti della Montagna Pistoiese,ma solo uno spunto di riflessione per le autorità e la cittadinanza attiva per farci riflettere e pensare che è meglio prevenire che curare,tenendo presente che Amatrice non è a 400 km da noi ma molto più vicina.




 L'AUTORE
Matteo Caporella

Di professione tecnico, ha una laurea e un master Americani alla California University Fce in Ingegneria Civile;attualmente svolge la libera professione come tecnico edile iscritto al Collegio dei Periti Industriali e Periti Industriali Laureati principalmente in Toscana,come hobby ha la politica ed il governo locale,l'ingegneria e lo sport.Sposato senza figli,attualmente vive a Cutigliano,nei pressi di Pian degli Ontani.

distinti saluti