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venerdì 7 agosto 2015

ANATOCISMO BANCARIO: CONFERMATA L'ILLEGITTIMITA'



Ancora un'altra vittoria, l'ennesima, per i cittadini contro le banche e la pratica illegale dell'anatocismo bancario.
Per chi ancora non lo sapesse l'anatocismo bancario è quella pratica che porta la banca a calcolare gli interessi non solo sul capitale ma anche sugli interessi maturati e non pagati (vedi immagine a fianco).
Questo aggravio di costi può portare al superamento del "tasso soglia usura" cosa che mette la banca in seria difficoltà dal punto di vista legale poichè se l'anatocismo può portare ad una mera restituzione del maltolto il superamento del tasso soglia di usura porta all'applicazione dell'art. 1815 c.c. nel quale si prevede che "...Se sono convenuti interessi usurai la clausula è nulla e non sono dovuti interessi." il che tradotto in parole povere vuol dire che se in una qualsiasi forma di finanziamento (prestito, mutuo ipotecario, cessione del V dello stipensio, delega di pagamento, leasing, ecc.) si supera il tasso usura il cliente non è più dovuto a versare alcunchè alla banca come "quota interessi" ma è dovuta solo la restituzione del capitale residuo con restituzione di tutti gli interessi pagati sino al momento della sentenza o abbattimento del capitale residuo in misura eguale agli interessi già versati.
Ecco che da qui nasce la necessità di verificare i propri finanziamenti al fine di valutare se e come le banche si sono comportate.
Il "check" per i privati spesso viene proposto gratuitamente da chi è preparato tecnicamente per farlo mentre per le aziende qualcosa si deve pagare quasi sempre ma ne vale la pena perchè, soprattutto in presenza di swat o strumenti derivati è facile che siano stati superati i tassi soglia mentre l'anatocismo bancario sugli scoperti di conto e/o sugli anticipi fatture ès tata pratica diffusa sino a pochissimo tempo fa e personalmente non credo che sia una pratica del tutto estinta!!!
Questa volta a sencire l'illegalità dell'anatocismo è stato il tribunale di Biella che ha condannato Banca Sella anche ad avvisare i propri clineti di questa sentenza nonchè a pubblicizzarla sul Sole24Ore... niente male... bravo Giudice...

Fonte: Studio Cataldi

Simone Togneri

lunedì 20 luglio 2015

SBUDELLATA VIVA E NON LA SALVA NESSUNO !!!!

GRECIA.................

L'europa , i Greci , li ha colpiti in ogni maniera , loro devono subire per essere l'esempio per chi non vuol farsi schiavizzare dalle banche.
Stanno distruggendo il tessuto economico del paese, e quando ho detto ''SBUDELLATA VIVA'' non ci sono andato tanto lontano con questo esempio.

OGGI SONO ARRIVATI I SETTE MILIARDI DI ''AIUTI'' , AIUTI MA PER CHI ???
CHE ANCHE SE SENTITE TUTTI I TG , OGGI QUESTI MILIARDI SONO SUBITO ANDATI A PAGARE I DEBITI CON LE STESSE BANCHE CHE GLI HANNO PRESTATO I NUOVI SOLDI......

I GRECI NON HANNO VISTO UN EURO !!!!
I GRECI HANNO SOLO VISTO AUMENTARE I DEBITI !!!!!
I GRECI SI SONO SOLO VISTI AUMENTARE LE TASSE !!!!
ED IN AUTUNNO SARA' ANCORA PEGGIO !!!!

Vi fanno credere che siano aiuti, vi fanno credere che sia un piano per risollevare l'economia.....
Ma non e' vero , ed i tanti economisti che vengono intervistati sono pecore che si cibano dal fienile delle banche e non andranno mai contro i padroni anche se macellano i loro agnellini, vinche arriva il fieno gli occhi sono fissi alla mangiatoia e non al mattatoio.
Questi atti sono solo ulteriori fendenti che il sistema economico corrotto delle banche sta dando ad una Grecia ormai SBUDELLATA VIVA !!!!!
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domenica 5 luglio 2015

O X I !!!! ORA BASTA , FUORI DALL'EURO !!!! SISTEMA BANCARIO SCONFITTO !!!!

La prima sconfitta dell'europa delle banche !!!!!
La sconfitta della politica PD di Renzi e della Merkel !!!!

HANNO MESSO UN POPOLO ALLA FAME , E QUEL POPOLO HA RISPOSTO NO !!!!
TSIPRAS E LA POLITICA PER IL POPOLO HA VINTO, ADESSO ANCHE L'ITALIA DEVE DIRE NO ALLE POLITICHE EUROPEE !!!!

BASTA CON I VENDUTI COME RENZI ED IL PD !!!!

BASTA CON LO SVENDERE IL NOSTRO BEL PAESE ALLE MULTINAZIONALI STRANIERE !!!!!

sabato 27 giugno 2015

IL COMPORTAMENTO DELLE BANCHE NELLA CRISI (clicca qui)

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Nei giorni scorsi ho letto diversi commenti sui social apparentemente scritti con cognizione di causa ma in realtà molto forvianti sul tema delle politiche bancarie nell'affrontare questa crisi economica.
Lasciando stare le analisi del sistema finanziario internazionale che penso siano da affrontare a parte vorrei dedicarmi ad illustrare cosa è avvenuto in Italia.
Per decenni nel nostro paese il sistema bancario è andato a braccetto con gli imprenditori e con i privati,spesso finanziando l'infinanziabile anche attraverso una serie di compromessi che legavano il creditore e il debitore in una sorta di "un colpo al cerchio e uno alla botte".
Questo sistema è stato accettato da sempre dalla PMI e dagli artigiani anche se alla fine i grandi gruppi industriali, i quali avevano anche le maggiori linee di credito bancario, spesso beneficiando di appoggi da parte dei poteri forti o avendo controllo diretto o indiretto sulle banche stesse, erano di fatto finanziati anche con altissimi rischi per gli istituti eroganti.
Questo aspetto, non da poco, si è da sempre tradotto in condizioni bancarie peggiori per privati e PMI/artigiani che oltretutto subivano vessazioni e truffe attraverso anatocismo e tassi fuori soglia usura.
Ad un certo punto arriva la crisi, causata dalle banche e dalla loro folle e insensata corsa all'utile anche attraverso strumenti pazzeschi come i famosi derivati, e gli stati per non veder crollare le loro economie vengono di fatto costretti a salvare le banche con soldi pubblici ovvero un sistema privato (banca) che si regge attraverso la gestione del denaro dei privati (cittadini e imprese) viene salvato dal fallimento grazie a enormi immissioni di denaro pubblico (ancora dei cittadini quindi) senza di fatto che venga chiesto niente in cambio perchè tutto ciò che è stato fatto (stress test inclusi) sono solo fumo negli occhi!!!
facciamo un esempio: In Grecia ci stanno raccontando di una corsa ai bancomat e del rischio che in Grecia a causa della crisi le banche non abbiano la liquidità per dare a tutti i loro clienti tutti i loro soldi in contanti: mezza verità
In realtà in nessuno stato al mondo se anche solo un decimo del denaro depositato nelle banche venisse richiesto ci sarebbe la possibilità di consegnarlo fisicamente in Itlia ad esempio nel 2012 (fonte www.ADUC.it) su 1340 miliardi di euro di moneta circolante solo 150 miliardi erano costituiti da denaro fisicamente esistente il resto sono solo bit informatici.
Quindi sappiate che se Lunedì mattina il 20% degli italiani va ad esigere il proprio denaro in contanti le banche non potrebbero consegnarlo perchè non esiste!!!
Ci stanno raccontando bugie quindi... è chiaro?
Tornando al tema principale dell'articolo la crisi è arrivata, le banche sono state salvate, vengono fatte ulteriori iniezioni di denaro alle banche attreverso le banche centrali (BCE nel nostro caso) destinato al crdito ai privati e alle imprese e le banche dicono "sì va bene siamo felici..." ma pioi intanto hanno variato le regole di accesso al credito bancario rendendole più stringenti, hanno limitato l'autonomia dei direttori di banca e lasciato che un software basato solo su calcoli matematici promuova o bocci una pratica (una delle principali banche italiane ha un sistema che risponde con il semaforo verde giallo o rosso tanto per farvi capire).
Questo di fatto ha generato il blocco dell'erogazione del credito e la crisi si è acuita con l'aggravante che le banche, rigonfiate con denaro pubblico dopo che colpevolmente erano di fatto fallite, hanno deciso di non erogare credito... Io dico ma se non volete erogare perchè vi abbiamo dovuto dare denaro pubblico? semplice per ripianare i passivi di bilancio derivati dall'attività d'investimento che non è scissa da quella di deposito.
Contestualmente la banca d'italia con un giochetto di bilancio ha spostato la proprietà della riserva aurea alle banche sottraendola al legittimo proprietario: il popolo italiano
Sapete di quanto oro si tratta? ve lo dico io: 2450 tonnellate circa per un controvalore di 100 miliardi di euro. Nel mondo al primo posto ci sono gli USA con 8100 tonnellate, poi la Germania con 3400, il FMI con 2800 e poi l'Italia con 2450 tonnellate... non eravamo messi per niente male ma ora è tutto delle banche grazie a Renzi e al PD... ma nessuno ve lo dice esattamente perchè avete solo letto che l'oro passava alle banche ma nessuno vi ha detto di quanto oro si trattava...
Però le banche non erogano... e mettono in crisi le imprese che, a causa del cambio di regole di accesso al credito, vedono dall'oggi al domani, richieste impossibili da esaudire in tempo di crisi finanziaria ovvero il rientro immediato delle loro esposizioni bancarie utilizzate per pagare i fornitori intanto che si attende di incassare dal cliente o che si attendono i crediti di imposta dallo stato.
L'imprenditore, che nella maggior parte dei casi non può rientrare da quelle esposizioni, viene iscritto nel registro dei cattivi pagatori e da quel momento tutte le altre banche chiedono a quell'imprenditore di rientrare da tutte le esposizioni bancarie ovvero lo condannano a morte!!!
L'imprenditore non può più pagare fornitori e dipendenti perchè ha i CC svuotati dalle banche, non può più fare bonifici o assegni, tutto ciò che incassa per via bancaria viene assorbito dalla banca per ripianare il debito e così chiude un'azienda, i dipendenti se sono fortunati finiscono in cassa integrazione e poi sono a spasso... e la banca? la banca ha rastrellato tutti i beni disponibili ma si è dimenticata di far presente un piccolo particolare ovvero che a conti fatti molto spesso l'imprenditore per quieto vivere non ha mai fatto storie sulle condizioni bancarie applicate e quindi l'anatocismo bancario e i tassi oltre soglia ususra non sono mai stati verificati.
Nella maggior parte dei casi e nella maggior parte delle banche era prassi consolidata applicare anatocismo e spese bancarie che portavano i tassi annuali effettivi globali (TAEG) fuori tasso usura.
La legge in questi casi prevede che sia dovuto alla banca solo il capitale con restituzione di tutti gli interessi pagati (tasso fuori soglia usura) e la restituzione del maltolto + interessi + danni cagionati nel caso dell'anatocismo.
Fatti i debiti conteggi spesso è evidenziabile che il reale debitore non era l'imprenditore ma la banca e che l'iscrizione nel registro dei cattivi pagatori era indebita ed ha cagionato un enorme danno all'impresa e all'imprenditore.
Molto spesso purtroppo l'imprenditore strozzato dalle banche non ha la forza di reagire ma quando riesce a farlo ottiene sempre risarcimenti infatti sono oramai numerose le sentenze a riguardo.
Purtroppo contestualmente alle banche si muove un'altro fucile che spara contro l'imprenditore: il fisco
ma questo è un altro eventuale capitolo...
Concludendo si può dire che il sistema bancario ha prima creato un sistema "malato" in cui l'imprenditore pensava di essere complice o meglio socio ma poi ha scoperto di essere vittima, di essere solo un prestanome insomma... Da qui il dramma dell'abbandono ovvero le banche hanno spremuto facendo gli amiconi finchè c'è stato da spremere e poi hanno chiuso i rubinetti avviando azioni di pignoramenti a 360 gradi attorno all'impresa... nessuno lo dice apertamente, nessuno lo vuole impedire perchè politica e banche sono legate anzi come si è sempre detto in certi ambienti: per avere potere si deve avere un partito politico, una banca e una squadra di calcio... ogni riferimento alla Fininvest è puramente casuale perchè ogni gruppo industriale di livello ha gli stessi intrecci di potere, a destra e a sinistra...

Simone Togneri
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giovedì 25 giugno 2015

UCCISO DALLA RIPRESA DI RENZI E DALLE BANCHE A CUI RENZI HA REGALATO 7 MILIARDI

DOLORE E CORDOGLIO......
UNA DITTA CON OLTRE 2.000 DIPENDENTI.......
UN IMPRENDITORE FATTO DA SOLO......
PARTITO DA UNA STALLA.......
ABBANDONATO DALLO STATO.......
STROZZATO DALLE BANCHE......
BANCHE A CUI IL GOVERNO POCHI GIORNI FA HA RAGALATO 7 MILIARDI !!!!!
7 MILIARDI DI SOLDI NOSTRI !!!!!
CON FAMIGLIE ITALIANE CHE MUOIONO DI FAME.....
CON IMPRENDITORI CHE HANNO LAVORATO UNA VITA, DANDO LAVORO A MIGLIAIA DI FAMIGLIE, COSTRETTI AD UCCIDERSI, AD AMMAZZARSI PER UNO STATO SANGUISUGA, SERVO DELLE BANCHE PRIVATE CHE CONTROLLANO IL MONDO.
E STATE CERTI CHE QUALCHE MULTINAZIONALE SI SFREGA GIA LE MANI PER I RESTI DI QUESTA AZIENDA, ALLA FACCIA DI CHI L'HA COSTRUITA, ED ALLA FACCIA DEGLI OPERAI E DELLE LORO FAMIGLIE........
SE QUESTA E' LA RIPRESA DI RENZI, ALLORA E' MEGLIO CHE IL PAESE FALLISTA SUBITO E CON ESSO L'EURO CHE CI HA RIDOTTI COSI, SCHIAVI DEI NOSTRI STESSI SOLDI !!!!!!

LA NOTIZIA:

Titolare Maschio Gaspardo suicida Si è sparato nell'ufficio aziendale Egidio Maschio, 73 anni di Campodarsego, fondatore con il fratello Giorgio della multinazionale della meccanica agricola, si è tolto la vita mercoledì mattina con un colpo di fucile nella sede di Cadoneghe.

Una delle aziende "top" dell'Alta Padovana, il gruppo Maschio Gaspardo, leader mondiale nella meccanica agricola, piange mercoledì la drammatica scomparsa del proprio titolare Egidio Maschio, 73 anni, di Campodarsego, fondatore nel 1964, con il fratello Giorgio, dell'attività diventata negli anni una multinazionale.

IL SUICIDIO. L'imprenditore, arrivato con la sua Mercedes prima delle 6 nella sede di via Einstein a Cadoneghe, dopo aver salutato l'addetto alla guardiania, si è sparato al petto nella sala riunioni, con un fucile regolarmente detenuto, che aveva appoggiato alla parete, premendo il grilletto con l'aiuto di un righello. A scoprire il corpo un dipendente. Non ha lasciato biglietti per motivare il gesto. La sera prima avrebbe cenato in famiglia, apparentemente sereno. Le bandiere dello stabilimento sono state esposte a mezz’asta in segno di lutto.

NEL 2013 BERLUSCONI IN AZIENDA: Il tour elettorale nella multinazionale di Campodarsego

L'AZIENDA. Il gruppo Maschio Gaspardo spa è una multinazionale leader nella produzione di attrezzature agricole per la lavorazione del terreno, semina, trattamento delle colture, manutenzione del verde e fienagione. L'azienda è formata da 19 grandi centri produttivi, 16 in Italia e 3 all'estero in Romania, Cina e India, ed è presente in tutto il mondo con 12 filiali commerciali. Circa 2mila i dipendenti e 324 i milioni di euro di fatturato all'anno. La famiglia Maschio, azionista di maggioranza, detiene l'86% del capitale sociale, mentre il restante 14% è posseduto da Friulia Finanziaria Fvg.

NUOVI MANAGER. Il gruppo Maschio Gaspardo annuncia che "è mancato improvvisamente il presidente Egidio Maschio, cofondatore del Gruppo e artefice della straordinaria crescita dell'azienda fino a raggiungere una posizione di leadership sui mercati internazionali". Lo stesso Egidio Maschio, con il fratello Giorgio, aveva di recente affidato la gestione dell'azienda a una nuova squadra di manager. Il nuovo management team e la famiglia Maschio confermano "il grande impegno di tutto il gruppo nel portare avanti un piano strategico che garantirà sia il consolidamento della leadership di mercato che un'ulteriore fase di sviluppo".

PROBLEMI ECONOMICI? Forse, all'origine del dramma, le preoccupazioni dell'imprenditore a seguito dei grossi investimenti aziendali che avrebbero portato a un pesante indebitamento con le banche, che avrebbero chiesto di rientrare di decine di milioni euro.

MINISTRO AGRICOLTURA. "Il mondo agroindustriale italiano perde una personalità importante che, dalla provincia di Padova, ha saputo creare un'azienda leader nel settore e riferimento per tanti. Esprimo la mia vicinanza e quella del Ministero alla sua famiglia e a tutti i lavoratori della sua azienda". Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sulla scomparsa dell'imprenditore Egidio Maschio.

CONFINDUSTRIA PADOVA. "Questa tragedia improvvisa si porta via un amico, un grande imprenditore, un uomo di razza, sempre 'sul pezzo', che amava il suo lavoro, energico perfino dirompente. Un uomo che ha vissuto col coraggio e la lungimiranza tipiche della nostra comunità e della migliore imprenditoria veneta, con la modestia, l’intuito geniale e la tenacia dell’operaio diventato imprenditore, capace di trasformare il piccolo laboratorio nato nel 1964 con la produzione delle prime fresatrici nei locali di una stalla, in un gruppo industriale internazionale, selezionato per rappresentare l’Italia tra gli innovatori all’Expo di Shanghai. Gli dedicheremo la nostra assemblea generale privata del 30 giugno". Così il presidente di Confindustria Padova, Massimo Finco.

IL CORDOGLIO DI ZAIA. "Ci lascia un grande imprenditore, ma anche un grande uomo che ha legato la sua storia imprenditoriale e personale al Veneto". Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia del suicidio di Egidio Maschio. "L’ho sempre stimato – aggiunge Zaia – sia come uomo che come imprenditore: è stato un emblema della determinazione, del coraggio, della voglia di fare, di progredire di creare, tipica della miglior imprenditoria veneta. In questi anni di difficoltà – conclude – Egidio ha dato un grande esempio, gettando sempre il cuore oltre l’ostacolo, investendo e assumendo, inviando così uno straordinario messaggio di positività".

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA. "Ricordo con grande affetto e profonda stima un imprenditore che ha contribuito, con l’impegno di una vita, allo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio - dichiara il presidente della Provincia, Enoch Soranzo - L'imprenditoria padovana ha perso un leader precursore nell'innovazione, lungimirante nell'aver aperto ai mercati esteri la propria offerta, capace di creare migliaia di posti di lavoro, rendendo così eccellente il nome di Padova nel mondo".

IL SINDACO DI PADOVA. "La scomparsa di Egidio Maschio ci ferisce e ci interroga - dichiara Massimo Bitonci, sindaco di Padova - Perdiamo un uomo entusiasta che aveva creato opportunità di lavoro e benessere a vantaggio di centinaia di persone nel nostro territorio".

IL COMUNE DI CADONEGHE. "Un fatto sconvolgente, che ovviamente ci coglie impreparati proprio perché totalmente imprevedibile". Il sindaco di Cadoneghe, Michele Schiavo, accoglie così la tragica notizia. "Di lui possiamo dire che era un innovatore, un imprenditore che ha sempre creduto nel territorio, nelle sue potenzialità e nelle sue specializzazioni - continua il primo cittadino - una persona coraggiosa e tenace che ha affrontato sempre con coraggio il duro mestiere di vivere. E credo che lo stesso coraggio lo abbia dimostrato fino all'ultimo istante". "Un radicamento non solo di carattere economico, ma anche sociale –ricorda il vicesindaco Mirco Gastaldon – Egidio ha sempre creduto molto nella formazione, nel coinvolgimento dei giovani. Inoltre tutti ricordiamo con riconoscenza il contributo e l’appoggio ricevuti in occasione della realizzazione, dopo mille traversie, della nuova strada di collegamento della zona artigianale di Cadoneghe, che mette in comunicazione la vecchia e la nuova Regionale 308 del Santo".

FEDERCONTRIBUENTI. "Gli imprenditori continuano a rimanere soli e addirittura a volte male accompagnati dalle banche con uno Stato che non ha saputo cambiare pelle dal ruolo di esattore a quello di partner e promotore d'impresa - analizza il presidente nazionale di Federcontribuenti Marco Paccagnella -Credo che la Banca d’Italia debba vigilare, assieme con la Confindustria, su determinati meccanismi, altrimenti rischiamo che il prezzo della crisi dopo che lo hanno pagato tanti piccoli artigiani, passi nelle mani e da lì nei cuori sempre più appesantiti, dei grandi imprenditori".

sabato 22 novembre 2014

NON SI PUO' LUCRARE SUI BENI PRIMARI E SULLA SALUTE DEL POPOLO, SERVE RIFORMA.

FERMARE LO SMANTELLAMENTO DELLO STATO SOCIALE E DEI SERVIZI PRIMARI
BASTA TAGLI ALLA SANITA'....
BASTA TAGLI AI SERVIZI....
BASTA TAGLI ALL'ISTRUZIONE....

BASTA CON LE INUTILI NOMINE POLITICHE DI DIRIGENTI TESSERATI AI PARTITI.
BASTA CON LE BANCHE PRIVATE CHE LUCRANO SULLE DISGRAZIE DEI CITTADINI.
BASTA CON LE INDUSTRIE FARMACEUTICHE PRIVATE CHE PENSANO AL SOLO GUADAGNO.

Serve una riforma vera del paese Italia , bisogna bloccare e riformare gli stipendi dei dirigenti pubblici, apportando qua i necessari tagli e non ai servizi.
Serve una riforma del sistema bancario italiano, nazionalizzando le banche e dandogli un codice etico da ispettare.
Serve un blocco del pagamento degli interessi sul debito pubblico.
Serve nazionalizzare le aziende farmaceutiche liberalizzando e cancellando i brevetti sui medicinali salva vita, non si puo' permettere di lucrare sulla pelle degli altri......
Vi ricordo il caso della legge contro il monopolio degli emoderivati , bloccata dal governo dal 2009 !!!!
Vi rammento del caso del latte in polvere di livorno dove 12 pediatri sono stati indagati !!!

Non si puo' permettere che le ditte private possano mettere le loro luride mani sull'acqua potabile , l'acqua deve rimanere pubblica, ma va riformato interamente il metodo di gestione restituendo ai comuni la gestione degli acquedotti !!!

Serve tagliare alla radice tutti gli inutili enti pieni di trombati politici, che hanno rovinato le casse del nostro bel paese.

BASTA CON LE NUOVE TASSE CHE SERVONO PER MANTENERE QUESTO SISTEMA CORROTTO.
AD OGGI, E' SOTTO AGLI OCCHI DI TUTTI, CHE GLI ONESTI NON STANNO CON QUESTA POLITICA !!!!

domenica 16 novembre 2014

NON E' LA MIA EUROPA, NON L'EUROPA DELLE BANCHE E DELLE LOBBY !!! #NOEURO !!!

Non sognavo certo un europa così......
Non volevo certo un europa governata dalle banche......
Non volevo un europa con una moneta non nostra......
Non sognavo un europa tedesca, dove gli altri sono solo pedine sacrificabili......

Pensavo che la storia potesse aver insegnato qualcosa......
Pensavo che un popolo non dovesse o volesse dominarne un altro......
Eppure risiamo qua.....
Di nuovo c'e' chi pensa di dominare i popoli, di poterli sottomettere.....

BEH! DIREMO BASTA UN ENNESIMA VOLTA , RIBALTANDO IL REGIME CHE CI OPPRIME E CHE VUOL OPPRIMERE I NOSTRI FIGLI !!!
IO VOGLIO USCIRE SUBITO DA QUESTA EUROPA !!!
IO VOGLIO USCIRE SUBITO DALL'EURO !!!
TUTTE LE BANCHE DEVONO ESSERE NAZIONALIZZATE !!!
IL DEBITO PUBBLICO DEVE ESSERE DICHIARATO USURA ED ANNULLATO !!!
LA NUOVA MONETA DEVE AVERE VALORE PORTANTE !!!

Cio' comportera' sacrifici ???
Saranno sacrifici per le generazioni future, tanto ormai , con questo sistema siamo condannati.....
Perche' non vi sara' mai la ripresa che tanto vi propinano come la carota al miccio.
Prima si rifonda e si riparte e meglio e' !!!!

VI CHIEDO SOLO UN IMPEGNO, NON VOTATE PER CHI HA GIA FATTO POLITICA.
NON VOTATE PER CHI E' UN POLITICO DI PROFESSIONE.
ED OGNI VOLTA CHE VOTATE , SCEGLIETE UNO NUOVO , PERCHE' QUELLO DI PRIMA E' GIA DIVENTATO VECCHIO E CORROTTO.
MENTI NUOVE , IDEE FRESCHE .....

sabato 11 ottobre 2014

PRESTITI E FINANZIARIE..... STROZZINAGGIO ??? guardiamo gli interessi reali !!!

VORREI PROPORVI UNA MIA RIFLESSIONE.....

Ieri sera su una TV nazionale ho visto una pubblicita' di una finanziaria che propinava dei prestiti che cercavano di far passare da occasioni per il cliente, mentre l'occasione e' solo per loro !!!!!
Ho preso un po' di appunti.....
PROPONEVANO UN PRESTITO DI 14.000 € ( di media fascia )
CON RATE DI 188,00 € per 96 MESI.
BEH, 188x96 = 18.048 € + circa 52,00€ di spese per apertura pratica.

QUINDI A FRONTE DI UN PRESTITO DI 14.000€ DOPO OTTO ANNI (96mesi)
SI DEVE RENDERE IN TOTALE 18.100€ , CIOE' 4.100€ IN PIU' !!!!

4.100€ SU 14.000 !!!!!!

CIOE' (4.100/14.000)x100= 29,3 % di INTERESSE !!!!

Eppure, sponsorizzano interessi molto minori.....
Questi tassi, non dovrebbero essere considerati usurai ????
Faccio notare che quando voi date i soldi alla banca, che vi toglie poi anche le spese, e' tanto se pigliate l' 1% di interesse !!!!
Sara' bene che prima di fare un finanziamento, apriate bene gli occhi e facciate i vostri semplici conti.

MOLTO PEGGIORE IL FINANZIAMENTO DI 10.000€ IN 120 RATE ( 10 anni ) A 120 €/mese
TOTALE 14.400€ , 4.400€ su 10.000€ il 44% di INTERESSE !!!!
ANCHE QUESTO PROPOSTO IN TV !!!!

Ma la Banca d'Italia , vigila ????
Oppure favorisce per tornaconto personale ????

A LORO I BIGLIETTONI.....
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A VOI GLI SPICCIOLI.....

ALLA FACCIA VOSTRA......
COSI'..... TANTO PER PRENDERVI PER IL CULO......

mercoledì 24 settembre 2014

STROZZATI DAL DEBITO PUBBLICO, DEBITO VERSO CHI??? INVENZIONE DELLE BANCHE

SI TRATTA SOLO DI UNA SCENEGGIATURA CON UNA PRECISA REGIA , VOLTA A SOGGIOGARCI AD UN SISTEMA ECONOMICO FASULLO !!!
www.facebook.com/andreotti.roberto73

DOBBIAMO DIRE BASTA !!
www.oppt-italia.org

Il problema principale dell’Italia, si sa, è il debito pubblico. Da anni generazioni di politici continuano a ribadire che l’Italia non può crescere a causa degli interessi sul debito mastodontici e che non permettono né di investire né di abbassare le tasse. Eppure, nonostante questa consapevolezza, non si fa nulla per ridurlo!!!!!
Anzi, dopo tante belle parole, il debito aumenta!!!!
Secondo gli ultimi dati di Eurostat infatti, nel 2012 il debito pubblico italiano era del 127% rispetto al Pil (cioè il nostro debito superava di oltre un quarto la produzione di ricchezza). Lo scorso anno è salito ancora, e non di poco: 132,6%.

MA DEBITO VERSO CHI ???
VI HANNO MAI DETTO CON CHI ABBIAMO QUESTO DEBITO ???
ANCHE IL PIANETA INTERO E' IN DEBITO.....
FORSE QUALCHE ALIENO CI HA PRESTATO DEI SOLDI ???
E' UN INVENZIONE DI QUESTO SISTEMA CORROTTO DALLE BANCHE!!!
http://andreottiroberto.altervista.org/forum

ECCO COSA CI PROPINANO , PRENDENDOCI PER IL CULO:
In Europa solo la Grecia fa peggio di noi, ma se andassimo a vedere i numeri assoluti, batteremmo gli ellenici anche in questo. Nel 2013 infatti i greci hanno fatto registrare un debito pubblico del 175,1%, seguita come detto dall’Italia a 132,6%. Se però consideriamo che il Pil della Grecia è circa 9 volte inferiore a quello dell’Italia, si intuisce che il nostro debito pubblico è davvero spaventoso. Non che gli altri Paesi facciano meglio, ma almeno ci provano.
Al terzo posto in questa classifica del debito pubblico europeo c’è il Portogallo, che fino a qualche anno fa rischiava di fallire, ma che continua a mantenere un debito importante, ovvero il 129%. Quando si dice Portogallo, si dice anche Irlanda. I due Paesi che andavano a braccetto verso il fallimento hanno un rapporto debito/Pil molto simile e quello irlandese si è fermato lo scorso anno al 123,6%. A seguire troviamo Cipro col 111%, Belgio col 101,5%, e poi quelli virtuosi, cioè con il debito inferiore al proprio Pil tra i quali compaiono la Spagna (93,9%), Francia (93,5%), Regno Unito (90,6%) e l’Ungheria al decimo posto con un debito del 79,2% rispetto al Pil. La Germania va ancora meglio, col 78,4%, e poi via via tutte le altre con debiti tra il 60 e il 70%, i Paesi scandinavi intorno al 50%, fino all’Estonia, la nazione più virtuosa, che ha un rapporto debito/Pil di appena il 10%. Per loro il debito pubblico quasi non esiste. In pratica per produrre il loro debito di un anno l’Italia ci mette all’incirca mezza giornata.

Tutte balle per tenerci sotto il tallone delle banche.
Ci hanno incatenato ad un sistema per creare i nuovi servi della gleba, saremo tutti pseudo schiavi di un sistema bancario corrotto che controlla tutti i governi del pianeta....
Serve un nuovo modello economico, piu' etico, onesto e morale.... Un sistema a misura d'uomo !!!

mercoledì 10 settembre 2014

TRIBUNALE PARMA, GIUDICE METTE A PASSIVO SOLO IL CAPITALE NON GLI INTERESSI !!!!

VOLENTIERI RIPUBBLICO:

PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE FALLIMENTARE DI PARMA: IL GIUDICE AMMETTE AL PASSIVO LA SOLA QUOTA CAPITALE ED ESCLUDE GLI INTERESSI.

provvedimento del Tribunale fallimentare di Parma del 25.7.2014, con il quale il Giudice ha dichiarato usurari gli interessi applicati dalla Banca in un mutuo ipotecario stipulato da una Società.

Nel caso di specie, il Giudice ha ordinato che solo la quota capitale del mutuo contratto dalla Società fosse addebitata a quest’ultima e non gli interessi e pertanto, nell’ambito dell’insinuazione al passivo della procedura fallimentare che ha coinvolto la Società, il Giudice ha riconosciuto il mutuo come credito della banca solo per la quota capitale.

Questo significa che, per la maggior parte dei contratti di mutuo, è possibile valutare la circostanza per cui il tasso di interesse, comprensivo dell’interesse di mora, possa superare le soglie usurarie previste dalla L. 108/1996.

Se questo superamento si verifica, il debitore del mutuo potrà richiedere alla banca la restituzione degli interessi già pagati e inoltre potrà evitare di pagare gli interessi futuri.

Il provvedimento in oggetto conferma un orientamento importante, avviato dalla nota Cassazione n. 350/2013, per contestare l’usura nei contratti di mutuo usurari.

La premessa alla decisione del Giudice è senz’altro la Legge 24/2001, laddove stabilisce che “si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori”.

La portata innovativa di tale pronuncia è data dalle argomentazioni del Giudice che riaprono inevitabilmente la questione relativa al tasso di mora ed alla necessità che tale tasso debba o meno essere sommato a quello degli interessi corrispettivi per calcolare l’usura.

In particolare occorre verificare se il singolo contratto preveda interessi di mora in caso inadempimento e se gli stessi siano sostitutivi dell’interesse corrispettivo.

Infatti, “se la previsione contrattuale statuisce che la Banca debba applicare al cliente inadempiente solo e soltanto gli interessi di mora sul capitale, sostituendo a questi gli interessi corrispettivi, non si farà la sommatoria tra tassi corrispettivi e tassi moratori ai fini del calcolo del TEG e si verificherà lo sforamento del tasso soglia solo con riferimento al tasso moratorio sommato a tutte le spese accessorie; se invece il contratto prevedere che il tasso moratorio si applichi in aggiunta a quello corrispettivo, allora i due indici andranno valutati congiuntamente ed il risultato andrà confrontato con i limiti normativamente imposti”.

Nel contratto di mutuo in commento è specificatamente previsto che le somme dovute e non pagate dalla Società alla banca producano interessi di mora e che tali interessi siano da imputare all’intero importo della rata dovuta e non pagata, comprensiva non solo del capitale ma anche degli interessi.

Tale norma ha così indotto il Giudice a ritenere che, nel caso di specie, gli interessi moratori – essendo “ulteriori” rispetto a quelli corrispettivi –debbano essere ricompresi nel calcolo del TEGM, e che il conseguente sforamento del tasso soglia renda senza dubbio il contratto di mutuo usurario ab origine.

In tali casi, come disposto dall’art. 1815 c.c., comma 2: la pattuizione degli interessi moratori deve ritenersi nulla, con la conseguenza che nessun interesse è dovuto.

Il Giudice, applicando la legge, ha infatti ammesso al passivo solo il capitale, senza nessun interesse.

Analisi e perizie sui contratti di conto corrente,mutuo, leasing e finanziamenti :
http://www.studiopierluigiditeodoro.it/archivio/142-le-iene-le-banche-e-il-tasso-di-usura

venerdì 8 agosto 2014

MPS IN CRISI - LASCIATELA FALLIRE !!! PER LE PICCOLE IMPRESE NON HANNO MOSSO FOGLIA.

" CHE BRUCI LA BANCA E TUTTI I FILISTEI "
cit. Da facebook, la Bibbia del nuovo millennio.....

FEBBRAIO 2013 , GLI ABBIAMO REGALATO 4.000.000.000,00€ - QUATTRO MILIARDI DI EURO !!!!!
CON IL BENEPLACIDO DEI PARTITI CHE , SENZA CONSENSO DEI CITTADINI , HANNO SOSTENUTO IL FALLIMENTARE GOVERNO MONTI.

Ora basta, basta davvero.......

lunedì 7 luglio 2014

CI RACCONTANO FANDONIE , NON USCIREMO DALLA CRISI , CHIEDETE AI TANTI STROZZATI DA TASSE E BANCHE

HO TANTI AMICI IMPRENDITORI , SONO TUTTI STROZZATI DALLE TASSE E DALLE BANCHE !!!!
SONO STROZZATI DA BUROCRAZIA E DALLE INSAZIABILI E NUMEROSE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE CHE NEGLI ULTIMI DECENNI SI SONO MOLTIPLICATE......
DOBBIAMO MANTENERE:
PARTITI , STATO , REGIONI , PROVINCIE , UNIONI DEI COMUNI , CONSORZI VARI , COMUNI .....
E PIU' DI TUTTI GLI INNUMEREVOLI ENTI CREATI PER DAR POLTRONE AI FEDELI DEI PARTITI !!!!

La gente non ne puo' piu'......
Gli imprenditori sono strozzati e legati dalle loro proprieta' e quindi sulle enormi tasse , tra le quali IMU , TASI , TARI , RENDITE CATASTALI , ECC.
TASSE CHE SERVONO PER PAGARE CHI ?????
Che lo stato fornisce sempre meno servizi , le strade fanno schifo , gli acquedotti sono colabrodo , i treni sono vecchi e sporchi e sempre rotti , i bus sono sempre meno , le scuole cadono in testa ai nostri figli e non hanno nemmeno la carta per pulirsi il culo !!!!

E se le imprese sono.in crisi , licenziano operai e tante famiglie restano senza pane , e nemmeno i sindacati fanno piu' nulla , ma anzi a loro conviene avere gente in difficolta , utili a giustificare i loro interessi e dei loro amici politici a creare pseudo ditte per accedere e quindi poter mangiare altri soldi pubblici , come i tanti inceneritori che cercano di costruire !!!

Come possono i politici corrotti , dire che usciremo , nemmeno i sindaci che conosco ci credono e sono quasi tutti del PD , e non fanno altro che lamentarsi di governi e regioni, che non gli lasciano piu' soldi.

SIAMO ALLA FRUTTA , APRITE GLI OCCHI , QUESTO SISTEMA ECONOMICO HA FALLITO , SIAMO COME NELLE SABBIE MOBILI , PIU' FAI E PIU' VAI A FONDO , SERVE UN APPIGLIO SERVE UN NUOVO SISTEMA CHE TUTELI I CITTADINI E NON LE BANCHE E LE MULTINAZIONALI !!!!

L'Italia non puo' essere salvata dalle tasse , e se non lo capite siete dei politici cretini o dei politici delinquenti , non c'e' altra soluzione , un cavallo non puo' correre se gli tagli le gambe !!!!!

Questi stanno solo salvando se stessi ed i loro partiti , consapevoli ormai che gli resta solo da rubare piu' che possano prima che la gente si svegli e ribalti tutto, loro sanno che e' finita e quindi tirano acqua al loro mulino , banche o multinazionali che siano.

venerdì 27 giugno 2014

MUTUI NULLI SE SUPERANO LA SOGLIA DI USURA LEGGE 108/96

MUTUI: NULLI SE ECCEDONO TASSO SOGLIA USURARIO DI LEGGE .

Nullità parziale del contratto di mutuo “usurarie” Articolo 14.06.2013 (Antonio Tanza) Vice Presidente Adusbef

La questione dell’usura nel contratto di mutuo o finanziamento (ma non solo) fa parte di quelle tematiche che di tanto in tanto spuntano nel panorama giuridico a causa di mutamenti degli indirizzi giurisprudenziali e delle norme, in un rincorrersi rocambolesco di colpi di scena.

Salvare il grande malato (il sistema bancario) permettendogli di fare ancora danni alle aziende ed alle famiglie, oppure applicare la legge n. 108 del 1996? Le norme, in verità, sono sempre state chiare; tuttavia la Giurisprudenza, anche a causa di un’infausta influenza della Banca d’Italia ha subito, nel tempo, non pochi mutamenti.

La questione ultimamente sollevata dalla S.C., nella sentenza 325/13 e dalla sentenza gemella n. 602/13, trova fondamento nell’ovvio presupposto che il tasso di mora venga computato ai fini del calcolo del tasso effettivo globale medio annuo: l’usura, in quanto tale, trova sviluppo nel momento del bisogno e, dunque, è ovvio che l’interesse di mora vada computato ai fini dell’applicazione della legge sull’usura.

Questa ovvietà è stata in verità obiettata da numerosissime sentenze che hanno negato al tasso di mora, alle CMS, ecc., di poter rientrare nel calcolo del tasso usurario: questo per una sorta di sudditanza psicologica dall’ente che per eccellenza ha caratterizzato la massima espressione della competenza nella politica bancaria, senza tener conto che detta entità non può sostanzialmente essere indipendente a causa della sua composizione societaria.

Infatti, la Banca d’Italia è la Spa delle banche e nel ruolo dell’usura ha giocato un ruolo marcatamente filobancario: ci sono voluti 15 anni perché la S.C. se ne accorgesse. La logica dei filobancari per escludere la rilevanza dell’interesse moratorio ai fini dell’usura era quella di considerare il tasso di mora come un interesse punitivo, legato all’inadempimento e, dunque, derivante dalla rottura dell’equilibrio sinallagmatico addebitabile ad un evento patologico legato alla sfera volontaria, o quantomeno consapevole, del cliente che non pagava la rata.

Le sentenze della Cassazione n. 325 e 602 del 2013, in verità, non rappresentano alcuna novità, ma consolidano la corrente di pensiero maturatasi nell’ultimo decennio. Il tenore letterale della norma dell’art. 644, comma 4, c.p. induce chiaramente a ritenere compresi nel tasso gli interessi corrispettivi, quelli compensativi ed anche quelli risarcitori.

Ma, come si è detto, l'interpretazione proposta non è stata subito pacifica dopo l'entrata in vigore della legge: basti pensare che la Banca d’Italia ha creato tutti i presupposti per innalzare, in favore delle banche, il tetto del tasso di soglia, escludendo (contra legem) numerose voci di costo. Ha isolato le CMS dal Teg, per poi (messa alle strette nel processo di Palmi) sostenere che, accanto all’usura sul tasso, ne esiste una differente sulle CMS. Ha negato che il tasso moratorio rientrasse nel TEG.

Con questo andamento ondeggiante ha creato l’alibi al ceto bancario che si è visto assolto in tutti i processi perché si è operato senza alcun dolo. Dubbi interpretativi sono, ovviamente, sorti a seguito dell'emanazione delle prime istruzioni, del 30 settembre 1996, che la Banca d'Italia ha indirizzato agli operatori economici del settore per la rilevazione dei tassi trimestrali (la prima rilevazione è del marzo 97, con prima applicazione dal 1° aprile 1997).

La Banca d'Italia ha indicato, sempre in palese violazione del testo di cui all’art. 2 della legge 108 del 7 marzo 1996, agli intermediari finanziari di escludere gli interessi di mora nel calcolo dei tassi praticati, da comunicare ai fini delle rilevazioni del TEGM. L'equivocità e confusione è risultata accresciuta dalla circostanza che il decreto del MEF, relativo alla pubblicazione dei tassi d'usura, sposa (come ha sempre fatto in tutti gli anni) le decisioni contra legem della Banca d’Italia e riporta all'art. 3, comma 2: "Le banche e gli intermediari finanziari, al fine di verificare il rispetto del limite di cui all'art. 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, si attengono ai criteri di calcolo delle istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull'usura emanate dalla Banca d'Italia.". [....]

A partire dal marzo 2003 una disposizione contenuta nell'art. 3, comma 4, dei decreti del MEF ha riproposto dubbi interpretativi e incertezze sull'assoggettabilità degli interessi risarcitori al limite della legge.

Si tratta della norma che menziona un'indagine campionaria effettuata dalla Banca d'Italia nel III trimestre 2001, secondo la quale la maggiorazione stabilita nei contratti per i casi di ritardato pagamento sarebbe uguale — nella media — a 2,1 punti percentuali.

Tale rilevazione - che illustra le condizioni di accesso e gestione del credito nella concreta realtà economica - non può autorizzare un'interpretazione in contrasto con la lettera della legge sui cardini della condotta illecita.

Su questa esclusione si è fondata un'interpretazione restrittiva della norma penale che escludeva gli interessi moratori dall'ambito di applicazione della norma penale. La sentenza della Cass. n°5286/00[1] e quella della C. Cost. n° 29/2002[2] (gli interessi dei consumatori furono difesi da Adusbef) si sono pronunciate stabilendo che il tasso soglia comprende anche gli interessi moratori. Tale interpretazione trova conforto normativo (dirimente e positivo): •nel tenore letterale della Legge 108/96 (secondo cui l'art. 644 fissa il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari) e dell'art. 644 c.p. (secondo cui nella determinazione del tasso in concreto applicato si tiene conto di commissioni, spese e remunerazione a qualunque titolo escluse imposte e tasse); •nel contenuto dell'art. 1 del D.L.394/00 "interpretazione autentica della L.108/96 contenente disposizioni in materia di usura" convertito in L. 24/2001 che riconduce alla nozione di interessi usurari quelli convenuti "a qualsiasi titolo".

Tale espressione deve intendersi comprensiva anche degli interessi moratori, come si desume dalla relazione governativa che accompagna il decreto che fa esplicito riferimento a ogni tipologia di interesse sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio.

Trova altresì conforto giurisprudenziale:•nelle citate sentenze della Cass. n°5286/00 e della C. Cost. 29 del 25 febbraio 2002; •nella sentenza della Suprema Corte n° 12028 del 2010 (Gallo) in cui si afferma che la legge — art. 644 c.p. e L. 108/96 — è l’unica fonte legittimata all’individuazione e descrizione degli elementi costitutivi del reato e che la fonte normativa secondaria integra il precetto per la sola quantificazione - in senso strettamente economico - dell’entità della soglia; •nella sentenza n. 325 del 9 gennaio 2013 (Relat. Cons. Didone) testualmente i giudici di legittimità affermano che:

“Quanto al profilo sub b) (usurarietà dei tassi) va rilevato che parte ricorrente deduce che l’interesse pattuito (inizialmente fisso e poi variabile) era del 10.5%, in contrasto con quanto è previsto dal D.M. 27/3/1998 che indica il tasso praticabile per il mutuo nella misura dell’8.29%.

Tale tasso dovrebbe ritenersi usurario a norma dell’art. 1 comma 4 della L. 108/96 tanto più ove si consideri che fu richiesto per l’acquisto di un bene primario quale la casa di abitazione e che dovrebbe tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora. La censura sub b), nella parte in cui ripete l’assunto - già correttamente disatteso dalla Corte di merito - secondo cui la natura usuraria discenderebbe dalla finalità del mutuo, contratto per l’acquisto della propria casa, è infondata in quanto, ai sensi del nuovo testo dell’art. 644, comma 3, c.p. sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

E, a tale scopo, non è sufficiente dedurre che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto di un’abitazione. La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perché dalla trascrizione dell’atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte Cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nell’art. 1, comma 1, del decreto-legge n. 394 del 2000, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile - senza necessità di specifica motivazione - l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori”; Cass., n. 5324/2003).

Ciò posto, le fonti secondarie non possono prevalere sull’interpretazione letterale della norma della legge (limite oltre il quale gli interessi sono SEMPRE usurari) ribadita dalla legge interpretativa del 2000 (DL 394/00 conv. L. 24/2001).

La norma penale rinvia ai decreti MEF perché intende ancorare il tasso soglia ad un indicatore fisiologico del mercato del credito che riproduca il più fedelmente possibile le condizioni reali di accesso al credito. Infine, sulla valenza delle fonti secondarie e, segnatamente, sul valore delle Circolari della Banca d’Italia, vale la pena di riportare le parole delle S.C. 46669/2011 ed il ruolo effettivamente svolto dalla Banca d’Italia nell’affare usura:

“Quindi, come peraltro rilevato sia dal Tribunale[3]e dalla Corte territoriale[4], anche la CMS deve essere tenuta in considerazione quale fattore potenzialmente produttivo di usura, essendo rilevanti ai fini della determinazione del tasso usurario, tutti gli oneri che l'utente sopporta in relazione all'utilizzo del credito, indipendentemente dalle istruzioni o direttive della Banca d'Italia (circolare della Banca d'Italia 30.9.1996 e successive) in cui si prevedeva che la CMS non dovesse essere valutata ai fini della determinazione del tasso effettivo globale degli interessi, traducendosi in un aggiramento della norma penale che impone alla legge di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari.

Le circolari e le istruzioni della Banca d'Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi e nella ipotesi in cui gli istituti bancari si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla Banca d'Italia in una circolare, non può essere esclusa la sussistenza del reato sotto il profilo dell'elemento oggettivo.

Le circolari o direttive, ove illegittime e in violazione di legge, non hanno efficacia vincolante per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia, neppure quale mezzo di interpretazione, trattandosi di questione nota nell'ambiente del commercio che non presenta in se particolari difficoltà, stante anche la qualificazione soggettiva degli organi bancari e la disponibilità di strumenti di verifica da parte degli istituti di credito.

” Pertanto, essendo l’usura un reato istantaneo (cfr. Consulta n. 29/2002), va detto che il reato si perfeziona al momento della sottoscrizione del contratto di mutuo; pertanto, con riferimento a questo momento storico, va valutato se il tasso corrispettivo o quello di mora sia superiore o meno al tasso di soglia rilevato dai bollettini trimestrali del Ministero del Tesoro a quella data. D’altro canto, gli interessi, che al momento della stipula del contratto che li contempla non sono usurari, non possono in alcuno modo divenirlo in un momento successivo.

Ciò si evince chiaramente anche dal disposto dell’art. 1815, 2° comma, cod. civ., che commina la nullità, originaria, della clausola con cui sono convenuti interessi usurari. L’indagine deve, quindi, essere condotta verificando la legittimità degli interessi che erano stati stipulati nel contratto. Il reato di usura, dunque, sussisterà nel momento in cui le parti sottoscriveranno un contratto usurario: la legge, sia penale che civile, punisce il semplice fatto (giuridico) della conclusione (stipula) del contratto con cui si chiedono interessi usurari, cioè dei corrispettivi per il finanziamento concesso superiori al tasso di soglia.

Questi interessi, ai quali vanno sommate le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese connesse (escluse solo imposte e tasse), ma anche gli interessi di mora (che ,pur essendo in un certo senso risarcitori o sanzionatori, non perdono la funzione remuneratoria dell’interesse che va ad arricchire - in maniera sproporzionata - la banca), sono (o possono essere) usurari quando complessivamente sono (o possono essere) superiori al limite di legge (tasso soglia) oppure inferiori, ma sproporzionati rispetto alla controprestazione e considerati i tassi medi.

Va posto il problema della figura del Notaio, sotto il profilo del concorso e/o del favoreggiamento, nel processo di formazione ed in quello della consumazione del reato (sottoscrizione ed autentica delle firme) relativamente ai mutui usurari, relativamente alla fattispecie in cui lo stesso abbia formulato l’atto, sottoposto al suo vaglio professionale, tenuto anche conto che nella prassi il Notaio viene indicato dalla Banca e non scelto dal cliente.

Per completezza sul punto si segnala che con d.m. 27 maggio 2013 il Ministero della Giustizia ha approvato le delibere del Consiglio nazionale del notariato n. 5 - 98 dell'11 gennaio 2013 e 2 - 110 del 9 maggio 2013, relative al Fondo di garanzia per il ristoro dei danni derivanti da reato commesso dal notaio nell’esercizio della sua professione.

ll patrimonio del Fondo è destinato al ristoro dei danni derivanti da reato commesso dal notaio nell’esercizio della sua attività professionale, non coperti da polizze assicurative ed accertati ai sensi dell’articolo 22, commi 3 e 4 della legge 16 febbraio 1913, n. 89. Al di là del profilo penalistico, civilmente ci troviamo di fronte ad una sanzione prevista della legge ex art. 1815, comma 2, c.c., secondo cui “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” (Il presente comma è stato così sostituito dall' art. 4 L. 07.03.1996, n. 108 in vigore dal 24.03.1996 che sostituisce il testo previgente secondo il quale "Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e gli interessi sono dovuti solo nella misura legale", pertanto improponibile sarà la riduzione del tasso nei limiti di quello di soglia, propugnato da taluna Giurisprudenza).

Il cliente eccependo il mutuo usurario chiederà la dichiarazione di nullità parziale del negozio, ex art. 1419, comma 2, cc. che statuisce come: “ La nullità di singole clausole non importa la nullità del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme imperative (1339, 1354, 1500 e seguente, 1679, 1815, 1932, 2066, 2077, 2115).” Va sottolineato come il contratto di apercredito, a differenza di quello di mutuo, è sottoposto allo ius variandi della banca (cfr. art. 118 TUb), cioè al diritto di modificare unilateralmente e durante lo svolgersi del rapporto le competenze economiche spettanti alla banca, l’unica a “tenere il conto” in detto rapporto contrattuale.

Quindi la modifica delle competenze non viene con una pattuizione originaria, ma avviene nel corso del rapporto: ecco perché un rapporto originariamente legale, può diventare in itinere usurario a causa dell’autonomo incremento delle competenze bancarie decise unilateralmente dalla banca: pertanto ad ogni comunicazione unilaterale della banca potrà verificarsi lo sforamento del tasso di soglia.

Quasi coeva alla sentenza della S.C. del 9 gennaio 2013 n. 325 è quella dell’11 gennaio 2013 n. 602, redatta dal Consigliere Dogliotti, il quale analizza l’ipotesi dei c.d. mutui usurari stipulati prima della legge 108 del 1996: “giurisprudenza ormai consolidata (da ultimo Cass. N. 25182 del 2010) precisa che, con riferimento a fattispecie anteriore (come - pacificamente - nel caso che ci occupa) alla L. 108 del 1996 (disciplina "anti - usura"), in mancanza di una previsione di retroattività, la pattuizione di interessi ultralegali non è viziata da nullità, essendo consentito alle parti di determinare un tasso di interesse superiore a quello legale, purché ciò avvenga in forma scritta: l'illiceità si ravvisa soltanto ove sussistano gli estremi del reato di usura ex art. 644 c.p.: vantaggio usurario, stato di bisogno del soggetto passivo, approfittamento di tale stato da parte dell'autore del reato.

Valide dunque le predette clausole contrattuali, è esclusa l'automatica sostituzione del tasso originariamente determinato con quello legale. Al contrario, trattandosi di rapporti non esauriti al momento dell'entrata in vigore della L. n. 108 (con la previsione di interessi moratori fino al soddisfo), va richiamato la L. n. 108 del 1996, art. 1 che ha previsto la fissazione di tassi soglia (successivamente determinati da decreti ministeriali), al di sopra dei quali, gli interessi corrispettivi e moratori, ulteriormente maturati, vanno considerati usurari (al riguardo, Cass. n. 5324 del 2003) e dunque automaticamente sostituiti, anche ai sensi dell'art. 1419 c.c., comma 2 e art. 1319 c.c., circa l'inserzione automatica di clausole, in relazione ai diversi periodi, dai tassi soglia

.” La stessa sentenza, conferma che il tasso di mora rientra nel calcolo del tasso utile per la verifica del superamento del tasso di soglia usurario: “il CTU, sulla base della documentazione prodotta, con ragionamento immune da errori e vizi logici ha accertato che la Banca ha applicato interessi moratori superiori a quanto pattuito nonché al tasso soglia di cui alla L. n. 108 del 1996, e ha effettuato i relativi conteggi, che vengono ampiamente richiamati”. Infine, la sentenza contiene la conferma dell’illegittimità dei piani di ammortamento contenenti la previsione di restituzione degli interessi sul capitale maggiorati da capitalizzazione composta:

“Quanto al primo motivo del ricorso principale, va precisato che la Corte di Appello esclude, nella specie, l'esistenza di anatocismo: non vi sarebbero illegittime forme di capitalizzazione degli interessi, trattandosi di contratto di finanziamento, nel quale la restituzione di singole rate di mutuo costituirebbe l'adempimento di un’unica obbligazione, determinata fin dall'inizio sia nel capitale che negli interessi, secondo il piano di ammortamento contrattualmente stabilito. L'argomentazione non ha pregio: a nulla rileva l'eventuale "ammortamento" comprendente capitale ed interessi.

In qualsiasi contratto di mutuo o finanziamento, è sempre possibile distinguere capitale ed interessi corrispettivi. Il divieto di produzione di interessi su interessi è fissato dall'art. 1283 c.c., ai sensi del quale è ammesso soltanto dal giorno della domanda giudiziale o per l'effetto di convenzione posteriore alla scadenza degli interessi stessi (sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi) salvo usi contrari (ma dovrà trattarsi di usi normativi, e non negoziali o interpretativi).

Il motivo è dunque fondato e va accolto”.Il tema specifico, relativamente nuovo per la S.C., era già stato affrontato in egual senso dalla Giurisprudenza di merito: Tribunale Bari, sez. Rutigliano, sentenza n. 113 del 29 ottobre 2008 (edita in www.studiotanza.it) e Tribunale di Larino, Sez. Termoli, Sentenza n. 119 del 17 aprile 2012.