Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
martedì 24 giugno 2025
SERAVEZZA: Proposta di Francesco Speroni, cittadinanza onoraria a Don Backy
giovedì 7 maggio 2020
TURISMO PUNTO ZERO di Gianluca Iori
Pistoia Sotterranea (facebook)
giovedì 30 aprile 2020
SIMONINI : Le proposte di Cambiamo! Anche in parlamento...
venerdì 26 maggio 2017
LUCCA: LE PROPOSTE DI FDI PER OSPEDALE SAN LUCA ed ASSOCIAZIONI ED EVENTI MUSICALI.

LE PROPOSTE DI FDI
mercoledì 19 aprile 2017
NUOVA PROPOSTA PER CAMAIORE DA FABRIZIO PELLEGRINI (FdI), IL PESCA-TURISMO !!!

FABRIZIO PELLEGRINI
"Fratelli d'Italia - continua l'esponente camaiorese del partito - quindi promuoverà sulla nostra costa l'organizzazione di regolari escursioni di Pescaturismo coinvolgendo le migliori esperienze professionali ed associative del comparto nel pieno rispetto del Decreto Ministeriale 293 del 13 aprile 1999 e del Decreto Legislativo n.4 del 9 gennaio 2012 (come modificato dalla Legge 7 agosto 2012 n.134) che ne regolano la disciplina: caratterizzato dalle tipiche escursioni ricreative lungo la costa mediante barca, con ristorazione del pescato a bordo, è una efficace risposta alla richiesta di una più opportuna diversificazione dell'offerta grazie anche al naturale connubio con ristoratori, albergatori e stabilimenti balneari".
"I villeggianti potranno rendersi conto di come si svolga il mestiere della pesca marittima, ammirare il susseguirsi ritmico dei gesti di chi la svolge, assistere ad una vera azione di prelievo della risorsa ittica, osservare le reti, scorgere tutta quella parte di strumentario fino ad allora sconosciuta ed il tutto immersi nella cornice del nostro splendido panorama marino e costiero.
Tale tipologia di turismo responsabile - conclude Pellegrini - avviene ormai in molte località costiere con ottimi risultati in termini di indotto turistico ed è un eccellente mezzo di valorizzazione della cultura del mare e della pesca".
sabato 15 aprile 2017
PIETRASANTA, STEFANO NAVARI LEGA NORD, IDEE PER FERMARE FURTI E CRIMINI IN AUMENTO.

Stefano Navari, Lega Nord Pietrasanta.
martedì 11 aprile 2017
CAMAIORE, PARCO ARCHEOLOGICO-STORICO-NATURALISTICO, LA PROPOSTA DI FdI. Fabrizio Pellegrini.


Siamo quindi favorevoli, come Fratelli d'Italia, alla realizzazione del Parco Archeologico Storico Naturalistico lungo il Torrente Lombricese per regalare alla comunità camaiorese un'opera di prestigio e permanente che incrementerebbe l'offerta turistica grazie alla sinergia "mare/monti".
Nell'ambito del Parco esiste anche una zona che fu destinazione di quelle carovane che in epoche ormai lontane portavano i villeggianti al noto "pallone frenato" ma soprattutto è da menzionare il vecchio "Mulino Benassi" altamente simbolico (fortunatamente acquisito dalla passata amministrazione Bertola) cui i cittadini sono legati affettivamente: se ristrutturato si presterebbe a divenire un piccolo museo espositivo oltre che area di promozione di prodotti tipici camaioresi (coinvolgendo anche le associazioni di volontariato).
Lasciamo immaginare ai cittadini le opportunità lavorative e le offerte turistiche che si svilupperebbero grazie ad un Parco che arricchirebbe notevolmente il nostro tessuto territoriale e si integrerebbe alla perfezione con la costa ed il molo di Lido, con il museo cittadino, con la via Francigena, con i percorsi nelle frazioni, senza contare che una zona abbandonata a se stessa verrebbe valorizzata in modo esponenziale e rappresenterebbe un fiore all'occhiello anche dal punto di vista della destagionalizzazione.
lunedì 20 febbraio 2017
LUCCA: LA PROPOSTA DI FRATELLI D ITALIA, PER UNA MAGGIORE SICUREZZA SUGLI AUTOBUS


Fratelli d'Italia ha inserito nel programma proposte serie, sostenibili e attuabili dall'amministrazione comunale secondo le leggi vigenti, anche di concerto con quella provinciale (con le funzioni che le sono attribuite dall'art. 114 della Costituzione). Tali proposte saranno svelate assieme a tutto il programma di sostegno al candidato Remo Santini con una conferenza stampa che verrà convocata entro i prossimi dieci giorni.
venerdì 5 settembre 2014
LA PROPOSTA PER IL REDDITO DI CITTADINANZA
LA CRONACA DEI FATTI:
Cosa stanno facendo in parlamento......
Reddito di cittadinanza, 600 euro a chi non ha lavoro: il disegno di legge M5S , la bozza è stata depositata a Camera e Senato e verrà presentata pubblicamente nei prossimi giorni. Abbiamo potuto ricostruirne gli aspetti fondamentali. Il modello è la Francia e l'erogazione dei fondi per i maggiorenni residenti in Italia dipende dalla volontà del singolo di lavorare. Il costo per lo Stato è di circa 20 miliardi. L'ostacolo più difficile sarà quello di riuscire a farla entrare nell'agenda politica del Parlamento.
L’hanno trovata. La copertura finanziaria per il reddito di cittadinanza esiste ed è realizzabile. O almeno è quello che promette il Movimento 5 Stelle, che dopo sei mesi di lavoro annuncia “abbiamo un disegno di legge”. Costa 20 miliardi e prevede un contributo di massimo 600 euro per chi ha perso il lavoro o si trova sotto la soglia di povertà. E’ il punto numero uno del programma elettorale, promosso da Beppe Grillo nelle piazze di tutta Italia e la proposta che non possono mancare. Il modello è la Francia, e non la Svizzera come aveva detto il leader, e soprattutto il sostegno è legato ad una riorganizzazione dei centri dell’impiego. Tecnicamente andrebbe chiamato “reddito minimo garantito” e non “reddito di cittadinanza”, perché quest’ultimo indica l’erogazione di fondi ai cittadini maggiorenni a prescindere che lavorino o no, ma resta una forma di contributo.
La presentazione sarà fatta in via ufficiale nei prossimi giorni, ilfattoquotidiano.it ha potuto ricostruire gli aspetti fondamentali del disegno di legge. E’ un progetto a cui guardano con interesse Pd e Sel, ma il rischio è quello di vederlo accantonato alla prima votazione, dimenticato insieme alle altre centinaia di leggi studiate dal Movimento e che non trovano i voti necessari per essere discusse. “I soldi ci sono”, assicura il senatore a 5 Stelle Alberto Airola, “Non ci vengano a dire che non si può realizzare perché 20 miliardi li possiamo ricavare senza problemi. Noi, a differenza degli altri partiti, siamo preoccupati per la situazione sociale italiana. Enrico Letta invece l’ha definito un progetto ‘divisivo’”.
E’ il loro terreno e tra discussioni politiche e malumori interni, sanno che questa è la prova che non possono sbagliare. Il progetto, elaborato da gruppi di lavoro locali e nazionali, prevede uno schema di reddito minimo garantito del “costo di 19-20 miliardi”, agganciato ad una riforma del mercato del lavoro. Se Grillo in campagna elettorale parlava di un sostegno di 1.000 euro per i disoccupati, ora le cifre cambiano. In base alla proposta, avranno diritto al reddito tutti i cittadini residenti in Italia. Potrà beneficiarne chiunque abbia perso il lavoro e chi, pur lavorando, non riesca a superare la soglia di povertà: nel primo caso verrà erogato il contributo massimo di 600 euro; nel secondo caso lo Stato provvederà ad integrare il reddito fino a quota 600. L’importo sarà calcolato sulla base del nucleo familiare, ma l’aiuto verrà erogato ad ogni membro. Esempio: una famiglia è composta da due persone, una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l’altra non ha entrate. Il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), il secondo riceverà il contributo pieno e per ogni figlio a carico aumenterà l’importo del sostegno. Che andrà ad integrare anche le pensioni minime. Nessuna notizia ancora della copertura finanziaria: i modi e i tempi verranno svelati una volta che la bozza sarà presentata ufficialmente.
Il reddito ideato dal M5S è basato sul riordino dei centri per l’impiego. “Le riforme che si sono susseguite negli anni hanno esternalizzato parte dei servizi – spiega la senatrice Nunzia Catalfo, membro del team che ha elaborato il progetto –finendo per paralizzare il sistema perché non c’è un ente che coordina il lavoro delle strutture pubbliche con quello delle agenzie private. In base alla nostra proposta sarà il ministero del Lavoro a farlo”. I centri per l’impiego offriranno a chi è disoccupato fino a 3 offerte di lavoro “congrue”, ovvero adatte al suo curriculum: “Se uno è laureato in ingegneria non gli si può chiedere di fare il giardiniere”. Al terzo rifiuto, si perde il diritto al reddito.
In Francia esiste qualcosa di simile: è il Revenu de Solidarité Active, introdotto nel 2009. Ne ha diritto chi risiede nel paese da più di 5 anni, ha più di 25 anni, chi è più giovane ma ha un figlio a carico o 2 anni di lavoro sul curriculum. Un singolo percepisce 460 euro mensili, una coppia con 2 figli 966 euro. L’importo cresce con l’aumentare della prole ed è modulare: man mano che cresce il reddito da lavoro, diminuisce il sussidio ma in questo modo il reddito disponibile aumenta. Differente il progetto di reddito di cittadinanza che presto sarà sottoposto a referendum in Svizzera, indicato da Beppe Grillo come modello per la proposta del M5S. Oltreconfine il comitato popolare Grundeinkommen ha presentato al Parlamento una petizione con 126 mila firme per assicurare 2.500 franchi al mese (2.064 euro) a ogni cittadino maggiorenne e 500 franchi (412 euro) a ciascun minorenne a prescindere dal fatto che lavorino o siano disposti a farlo.
In Italia l’ostacolo più grande, oltre ogni proclamo, è quello di riuscire a far entrare il disegno di legge nell’agenda politica italiana. Sulla carta, anche Pd e Sel chiedono il reddito minimo di cittadinanza. I democratici hanno presentato una proposta di legge alla Camera, assegnata il 24 giugno alle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali, ma l’esame non è ancora iniziato. L’ipotesi del Pd prevede un contributo di 500 al mese, per coloro che hanno un Isee non superiore a 6.880 euro annui. Il partito di Nichi Vendola invece eleva la soglia a a 600 euro ciascuno da destinare a chi ha un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro.
Ma dalle proposte ai fatti, la strada è lunga. Il Movimento 5 Stelle aveva presentato in Senato una mozione: il 26 giugno l’Aula l’ha bocciata con 181 voti di Pd, Pdl e Scelta Civica. E non solo. “In Commissione”, racconta Sara Paglini, una delle referenti del gruppo di lavoro , “ci è stato bocciato l’ordine del giorno per poter discutere di reddito minimo garantito. Solo Sel si è astenuta, dicono che vogliono prima vedere la nostra bozza. Ma la verità è che non vogliono affrontare l’argomento. Manca la volontà politica“. La speranza dei 5 Stelle è quella di poter avere più influenza se il progetto risulterà effettivamente realizzabile. “Abbiamo le coperture ed è la strada per far ripartre la nostra economia”, ha commentato la senatrice Catalfo, “in un momento in cui le esportazioni danno segnali di ripresa ma cala il consumo interno, e quindi il Pil, perché le famiglie non hanno soldi da spendere, occorre sostenerle per metterle in condizione di consumare e far lavorare di conseguenza le aziende italiane. Oltre ad aiutare chi non riesce a vivere una vita dignitosa“.
IO CREDO CHE LA SOLUZIONE FRANCESE SIA PIU' GIUSTA ED EQUA....



