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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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mercoledì 28 marzo 2018

ASTROLABIO ONLUS LUCCA PROPONE UNA RACCOLTA FIRME PER DESTINARE PARTE DEL CAMPO DI MARTE COME IMPIANTI SPORTIVI-RIABILITATIVI PER DISABILI


Vengo Anch'io Astrolabio Lucca ONLUS

"A seguito dell’articolo pubblicato dagli organi di stampa locali, in merito alla proposta dell’assessore all’urbanistica della Città di Lucca - Serena Mammini, circa l’utilizzo e la futura destinazione degli edifici posti nell’area dell’ex ospedale “Campo di Marte”, con la presente si comunica che la nostra Associazione intende sostenere formalmente e fortemente la proposta presentata.

 Riteniamo che la realizzazione di Impianti Sportivi per percorsi riabilitativi (piscine e palestre), all’interno di un’area da sempre dedicata alla Salute (e che ancora intende proseguire questa strada attraverso le “Cure intermedie”) sarà sicuramente un valore aggiunto in termini di benessere da offrire alla cittadinanza intera, non esistendo sul territorio servizi di questo tipo che diano risposte PUBBLICHE adeguate.

 Per questa ragione abbiamo deciso di chiedere al Presidente del Consiglio Comunale di Lucca di portare la nostra istanza all’attenzione del Consiglio attraverso un ODG.

 L’associazione Vengo Anch’io, dopo aver ascoltato le numerose famiglie che per varie ragioni sono legate all’associazione stessa, intende perciò promuovere una pubblica raccolta di firme sul territorio, coinvolgendo anche altre associazioni e cittadini volenterosi che la pensano come noi per dimostrare che questo argomento è davvero importante e interessa una grande fascia di popolazione residente.
Con questa iniziativa speriamo di essere ascoltati e compresi, auspichiamo che il Consiglio Comunale, la Regione Toscana e l’Azienda Sanitaria locale possano “sposare” di comune accordo questa trasformazione urbanistica, che non richiederebbe grandi stravolgimenti urbani (visto che la destinazione potrebbe rimanere Sanitaria) ma che porterebbe invece GRANDI benefici a chi può finalmente usufruire di strutture adeguate per migliorare la propria qualità della vita."

 Ringraziamo tutti quelli che potranno aiutarci in questa impresa

Chi volesse aiutarci, i moduli per la raccolta firme può richiederli all'Associazione Vengo anch'io Astrolabio Lucca o a Maria Nuti tramite messenger o e-mail (marianuti1966@gmail.com)
O a Laura Contini (mordillablack@yahoo.it) nei riferimenti per avere i moduli?

Grazie di cuore se ci aiuterai!
 

martedì 15 agosto 2017

PROPOSTA DELIBERA A FAVORE DEI CAREGIVER FAMILIARI DDL 2128


IDV Laboratorio Sociale e Disabilità Regione Toscana
Capezzoli IDV :Stiamo dalla parte del Coordinamento Nazionale famiglie di Disabili e chiediamo alla Regione, alle Province e Comuni della Toscana di approvare una delibera a favore del ddl 2128

PROPOSTA DELIBERA A favore del ddl 2128 sulla figura del Caregiver familiare

 
PREMESSO che il Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, che si occupa a vario titolo
per la tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie ed è presente sul nostro
territorio ormai da molti anni con una propria rappresentanza, ha sollecitato l'adesione e il
sostegno del Consiglio per l'approvazione del DDL 2128/XVII.
PRESO ATTO che al Senato, in data 5 Novembre 2015 è stato presentato il disegno di
legge 2128/XVII, finalizzato a riconoscere e a tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari e a
riconoscerne il valore sociale ed economico per la collettività.
APPURATO che tale disegno di legge, a prima firmataria la senatrice Bignami, al 24
gennaio 2017 è stato firmato da 92 Senatori della Repubblica, afferenti ad una gran quantità
di partiti e gruppi politici a dimostrare l'importanza orizzontale e senza bandiere di questo
DdL.
VERIFICATO che il DdL 2128, ha iniziato il suo iter parlamentare il 24 gennaio 2017 in
Commissione lavoro al Senato.
PRESO ATTO che con il termine caregiver familiare si designa colui che volontariamente
e gratuitamente si prende cura in ambito domestico di una persona cara in condizioni di non
autosufficienza a causa di severe disabilità. Le prestazioni sono rese a titolo gratuito e
volontario, in funzione di legami affettivi e che senza il lavoro svolto dai caregiver familiari in
forma gratuita, il costo economico delle tante persone che hanno bisogno di assistenza
continua sarebbe insostenibile per lo Stato.
CONSIDERATO che prendersi cura di un proprio familiare è una scelta d'amore che deve
essere valorizzata e sostenuta dallo Stato. Il caregiver familiare deve farsi carico
dell'organizzazione delle cure e dell'assistenza; può trovarsi, dunque, in una condizione di
sofferenza e di disagio riconducibili ad affaticamento fisico e psicologico, solitudine,
consapevolezza di non potersi ammalare, per le conseguenze che la sua assenza potrebbe
provocare, il sommarsi dei compiti assistenziali a quelli familiari e lavorativi, possibili problemi
economici, frustrazione.
OSSERVATO che queste persone vivono in una condizione di abnegazione quasi totale,
che compromette i loro diritti umani fondamentali: quelli alla salute, al riposo, alla vita sociale
e alla realizzazione personale e che l'impegno costante del caregiver familiare prolungato nel
tempo può mettere a dura prova l'equilibrio psicofisico del prestatore di cu re ma anche
dell'intero nucleo familiare in cui è inserito.
LETTO che il Premio Nobel 2009 per la medicina, Elizabeth Blackburn, ha dimostrato che
i caregiver familiari hanno una aspettativa di vita fino a 17 anni inferiore alla media della
popolazione.
OSSERVATO drammaticamente che secondo quanto emerso dalle ricerche condotte su
questo delicato tema, i caregiver familiari, logorati da un carico assistenziale senza pari, sono
stati costretti nel 66 per cento a lasciare del tutto il lavoro e nel 10 per cento dei casi a
chiedere il part-time o il telelavoro.
PRESO ATTO che le legislazioni di molti Paesi europei prevedono specifiche tutele
per i caregiver familiari, tra le quali supporti di vacanza assistenziali, benefici economici e
contributi previdenziali, come avviene in Francia, Spagna e Gran Bretagna, ma anche in
Polonia, Romania, Bulgaria e Grecia.
RITENUTO opportuno e necessario riconoscere ai caregiver familiari una condizione
giuridica di tutele, equivalente almeno a quella riconosciuta ai lavoratori domestici, meglio se
corrispondente alla posizione lavorativa attuale nel caso il caregiver sia riuscito a conservare il
proprio posto di lavoro.
ACCERTATO che la centralità della famiglia nella cura della malattia e nell'assistenza
delle conseguenti disabilità risulta essere un dato consolidato ai sensi della legge 8 novembre
2000, n. 328, si ritiene opportuno e necessario riconoscere ai caregiver familiari una
condizione giuridica di tutele, equivalente almeno a quella riconosciuta ai lavoratori
domestici, e come si debba, inoltre, tener conto del riconoscimento delle competenze
lavorative acquisite in ambito informale riconosciute dal decreto legislativo 16 gennaio 2013,
n. 13, e dalla raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea sulla convalida
dell'apprendimento non formale e informale del 20 dicembre 2012.
EVIDENZIATO che in Italia manca una piena coscienza e un'adeguata tutela per queste
figure, anche se come sancito dall'articolo 35 della nostra Carta costituzionale: «L a Repubblica
tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni» e come stabilito dalla sentenza n. 28 del
1995 della Corte costituzionale, che afferma: «il lavoro effettuato all'interno della famiglia,
per il suo valore sociale ed anche economico, può essere ricompreso, sia pure con le peculiari
caratteristiche che lo contraddistinguono, nella tutela che l'articolo 35 della Costituzione
assicura al lavoro in tutte le sue forme» e ancora «l'articolo 230-bis del codice civile che,
apportando una specifica garanzia al familiare che, lavorando nell'ambito della famiglia o
nell'impresa familiare, presta in modo continuativo la sua attività, mostra di considerare in
linea di principio il lavoro prestato nella famiglia alla stessa stregua del lavoro prestato
nell'impresa».
PRESO ATTO che con sentenza di Corte Costituzionale n.275/2016 è stato sancito che
non è possibile che «ogni diritto, anche quelli incomprimibili, debbano essere sempre e
comunque assoggettati ad un vaglio di sostenibilità nel quadro complessivo delle risorse
disponibili».
DATO ATTO della volontà di appoggiare formalmente la suddetta iniziativa
parlamentare, cofirmata da Senatori di tutti gli schieramenti politici, in quanto i diritti
incomprimibili succitati non hanno colore politico ma i n uno Stato civile necessitano di
risposte politiche atte a garantire a tutti eguali diritti e pari opportunità.
Visto il Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000.
Visto lo Statuto Comunale.
Con voti favorevoli unanimi, resi nelle forme di legge dai n.10 consiglieri presenti e votanti
nella pubblica seduta,
DELIBERA
1) di dare piena e formale adesione e sostegno alla predetta iniziativa legislativa.
2) di sollecitare un tempestivo iter parlamentare della suddetta proposta per giungere, in
tempi brevi, ad una sua auspicabile approvazione.
3) di inviare una copia della presente Deliberazione al Coordinamento Nazionale Famiglie
Disabili e a italia dei valori della toscana , affinché possano inoltrarla a loro  volta agli organi competenti.



Email dove inviare la delibera
                                                                         domenicocapezzoli@yahoo.it
 Facciamo presente che taleproposta  è inviata  anche tramite email a tutti i Comuni le province e la regione stessa della toscana 
Domenico Capezzoli ITALIA DEI VALORI

 


venerdì 20 novembre 2015

DISABILITA' , A LUCCA , TUTTI IN PASSERELLA 5/12 ore 17:00 in San Francesco

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
INGRESSO LIBERO

Scenderanno in passerella ragazzi disabili
A dimostrazione che tutto e' possibile, basta volerlo.....

ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO NAZIONALE FAMIGLIE DISABILI GRAVI E GRAVISSIMI

giovedì 20 novembre 2014

I GENITORI H SCRIVONO ALLA DIRIGENTE ANDREONI PER GLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO.

 GRUPPO GENITORI H PER IL SOSTEGNO.

DOPO TRE MESI DALL'INIZIO DELLA SCUOLA I GENITORI DEGLI ALUNNI DISABILI SONO ANCORA IN ATTESA CHE VENGANO FATTI RISPETTARE I LORO DIRITTI, ED ANCHE CHI HA VINTO I RICORSI DEVE ANCORA ATTENDERE UN MESE.....
NON E' GIUSTO CHE SOLO PER META' ANNO SCOLASTICO E DOPO LOTTE E RICORSI QUALCUNO OTTENGA CIO' CHE GLI SPETTA PER LEGGE !!!

E-MAIL inviata oggi alla referente regionale Andreoni.

Buon pomeriggio, come da lei indicatoci abbiamo aspettato fiduciosi l'inizio di questa settimana, prima di chiedere formalmente alla referente provinciale indicazioni riguardo le ore in deroga (L. 104 art. 3 comma 3) Come può vedere dalla risposta che le trascriviamo (Buongiorno, la richiesta delle ore in deroga per Roma ad oggi non ha ancora avuto risposta. Cordiali saluti), tutto DORME !!!! Poiché, come da lei sottolineato nell'incontro che abbiamo avuto ormai più di un mese fa, quello che noi genitori chiediamo è LEGITTIMO e tutelato da una Legge, la 104, nella fattispecie l'art. 3 comma 3, con la presente siamo in ultima istanza a chiederle NUOVAMENTE notizie rispetto al DIRITTO allo studio NEGATO per i nostri ragazzi. Quanto tempo ancora dovrà passare prima che qualcuno si degni di dare informazioni CERTE a noi genitori? Quanto ancora dovremo aspettare perché le ore di sostegno coprano il rapporto 1/1 previsto per legge ? Ci chiediamo a quale scopo la dott.ssa De Pasquale abbia scritto all'onorevole Mariani che aveva chiesto informazioni sulle ore di sostegno: (Carissima Raffaella, puoi pure dire a questi genitori che entro la prossima settimana, dopo un attento esame delle singole diagnosi, noi autorizzeremo altri posti di sostegno in deroga sino al raggiungimento del rapporto 1 a 1 per i bambini che ne hanno diritto. Inoltre qualora desiderino un incontro, sono a disposizione per fissare un momento di dialogo , od eventualmente possono anche rivolgersi all'Ufficio Scolastico Provinciale e parlare con la Prof.ssa Coppolecchia che è informata di tutto.Un caro saluto e a presto. Rosa) se nella realtà dei fatti queste promesse non vengono mantenute.
Credo che siamo stati MOLTO pazienti e speranzosi per educazione ed Ingenuità per troppo tempo, ora AGIREMO per vie legali FORTI di un DIRITTO SANCITO e di una carenza vergognosa degli uffici che avrebbero dovuto tutelarlo.

In attesa di Vs. risposta
Porgiamo Distinti Saluti
Elena Piantanida , Maria Nuti.

rappr. gruppo genitori H per Lucca.

lunedì 27 ottobre 2014

NUOVO INCONTRO DEI GENITORI H CON IL PREFETTO DI LUCCA 27/10/2014 .

INCONTRO CON I GENITORI DEGLI ALUNNI DISABILI PER IL PROBLEMA DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO.
Partecipano all'incontro:
La prefetto Cagliostro, la dott.ssa Coppolecchia, l'ass.prov. Regoli, l'ass.comun.Lucca Vietina.

La dott.ssa Coppolecchia ci annuncia che altri posti saranno integrati per cosi giungere ad un rapporto 1/2
Un insegnante di sostegno ogni 2 alunni disabili.
La prefetto , dopo aver parlato con il ministro ci rende partecipi del loro interessamento.
Regoli fa notare le enormi difficolta che colpiscono tutto l'apparato, anche se la provincia si impegna a mantenere i fondi per i progetti portati avanti dalla provincia.
Coppolecchia ci riferisce che alcuni ritardi sono dovuti alle singole scuole che hanno avuto ritardi nelle assegnazioni, e che e' stato fatto un sollecito.
Vietina riferisce che dalle scuole di Lucca arrivano richieste per le numerose difficolta' ed il comune si sta attivando per appoggiare le varie iniziative per migliorare il problema.
La dott.ssa Coppolecchia ci va capire che inizialmente i posti erano davvero carenti, e grazie anche alle proteste che si e' ottenuto qualcosa.
Ci spiega che i ritardi sono colpa del regolamento, visto che le deroghe vengono emesse dopo che ci sono state le assegnazioni.
Il provveditorato sta facendo il meglio viste le possibilita' che gli vengono date con le assegnazione e che devono cercare di essere piu' equi possibile.
La prefetto si fara' portatrice dell'incontro con il ministero.

I GENITORI PERO' , CHIEDONO PER I CASI PIU' GRAVI IL RAPPORTO 1/1
E CHIEDONO UN SOLLECITO VELOCE, VISTO CHE ORMAI E' NOVEMBRE.
I genitori chiedono ancora, come mai tutti gli anni ci sono questi ritardi ???
E non vorrebbero che il prossimo anno sia uguale o peggio.......
I ritardi sono il principale punto di sottolineatura dei genitori stanchi di dover fare ogni volta questa lotta per un diritto sancito per legge !!!!!
Un genitore si chiede se questa buona scuola potra' risolvere o e' un inutile strumento di propaganda ???
(ed a sentire i politici a quattrocchi non ci credono nemmeno loro,  ed hanno poche speranze per il prossimo anno......).
Io ho detto che tali proposte se arriveranno in fondo sono buone, ma sappiamo tutti di quanto sono lunghi i tempi della politica, e che servono altri provvedimenti al fine che al prossimo anno non si sia in queste tristi condizioni in cui si trovano i genitori degli alunni disabili ad oggi.
UN GENITORE MI HA DETTO CHE FORSE DOVREBBERO VIVERE UN PO' CON LORO PER CAPIRE QUANTI SIANO I REALI PROBLEMI AD AVERE UNA DISABILITA' PERCHE' DALL'ESTERNO NON SEMPRE SI PUO' CAPIRE.........
Gli insegnanti appoggiano la lotta portata avanti civilmente fino ad oggi i genitori, ben consapevoli dei problemi, e non hanno un parere positivo sulla Buona Scuola proposta dal governo Renzi, visti anche tutti i tagli degli anni precedenti degli altri governi.
Il presidente degli invalidi civili di Lucca porta il suo appoggio ed il suo sostegno ai genitori degli alunni disabili, e offre l'appoggio della sua associazione.
Maria Nuti riferisce dell'incontro con la dott.ssa Andreoni, e quindi chiede numi alla Coppolecchia sull'utilita' dei ricorsi che sono stati presentati, e quindi sui criteri sull'assegnazione delle ore.

In conclusione , apprezzato l'impegno delle istituzioni, anche se qualche criticita' resta comunque.

Art. di:
Andreotti Roberto e Pellegrini Alessandro .

venerdì 24 ottobre 2014

I GENITORI DEGLI ALUNNI DISABILI SCRIVONO AL DIRETTORE DELLA ASL .

Egregio Signor Direttore Generale,
vorremmo avere un appuntamento con Lei per discutere di varie criticità.
Ci presentiamo: siamo un nutrito gruppo di genitori di bambini/ragazzi disabili gravi della provincia di Lucca facenti parte del gruppo Facebook "Genitori H per il sostegno”. Come forse avrà appreso dai mezzi di stampa, oppure direttamente dalla Dott.ssa Milianti, presente all'incontro con sua Eccellenza il Prefetto, ci siamo mobilitati per problematiche collegate al sostegno, inteso a 360°, per i nostri figli diversamente abili gravi. Una parte delle problematiche le riscontriamo nella Sua Azienda, una parte nella Scuola, una parte nella Società. Noi siamo a chiederLe una collaborazione costruttiva per agevolare in primis i disabili gravi e di conseguenza noi famiglie. Il cammino da affrontare è sempre irto e denso di fatiche. Come Lei sa, una parte importante e consistente del lavoro svolto in neuropsichiatria infantile è legato ai PDF, sia per le relazioni funzionali ed anche per le valutazioni di fine anno scolastico. Impegno che tra l'altro viene rispettato a fatica una volta che il minore con handicap grave, passa alla psichiatria adulti. Ci potrebbe illustrare le linee guida che seguite in questo delicato passaggio? La nostra AUSL è dotata di un neuropsichiatra per adulti? Non sarebbe meglio se anziché agli psichiatri, il compito di “tirare le fila” fosse dato sempre ai neuropsichiatri? Nelle altre realtà provinciali/regionali come funziona? Ci scusi delle tante domande, ma vogliamo capire. Perché ci sembra che gli psichiatri non abbiano una partecipazione fattiva sul piano didattico/educativo anche in sede di PDF; ci paiono invece molto specializzati nella somministrazione di farmaci. A tal proposito Le domandiamo se gli Psichiatri facciano regolari corsi di aggiornamento, visto che il panorama scolastico si è ampliato. Fino a qualche anno fa, i disabili frequentavano fino a 18 anni la scuola dell’obbligo e poi il percorso scolastico terminava lì. Oggi invece la stragrande maggioranza dei ragazzi prosegue per tutte le scuole, anche Superiori di II grado, e quindi nella commissione prevista dalla Lgg 104/92, ci deve essere comunque un medico specializzato. A parer nostro tale aggiornamento “mentale” non è appreso completamente dagli psichiatri, che poco si sforzano di sviluppare empatia verso il paziente. Tra l’altro, per mancanza di tempo (e aggiungeremmo di tatto), alcuni leggono le diagnosi funzionali, inviate dai colleghi della NPI, di fronte al paziente. Non tutti i disabili hanno un ritardo cognitivo, o se lo hanno, in molti capiscono a grandi linee e quindi di conseguenza si fanno domande a cui noi difficilmente troviamo risposta. Ci risulta anche che gli psichiatri non prescrivano attività di continuità territoriale o attività riabilitative volte al mantenimento dei risultati raggiunti, o a superarli; comunque questo per Lei sarà facilmente riscontrabile. Forse siamo male aggiornati noi. Vorremmo dei dati numeri quantificabili. Perché noi abbiamo la sensazione che dopo la neuropsichiatria infantile, ci sia il vuoto. Vorremmo che questa voragine venisse arginata. Per i più grandi (14/18 anni), è non pensabile che la collaborazione scuola/neuropsichiatria/psichiatria adulti possa essere limitata a due incontri l'anno, ma ci dovrebbe essere molta più presenza reale del servizio riabilitativo; perché specialmente per i più gravi l'azione e gli obiettivi della riabilitazione coincidono o susseguono a quelli della didattica. Le chiediamo di far spostare l’azione più sul “campo”, con osservazione diretta e suggerimenti specifici ai docenti che molte volte non sono sufficientemente preparati. Le chiediamo anche se non fosse più logico, in un’ottica di continuità, far affiancare ai disabili gravi e gravissimi fino al termine degli studi il SNPI (che si intende anche universitario). Ci risulta che alcuni casi vengono seguiti più a lungo dal SNPI, altri invece per meno anni. La discrezionalità da cosa è data? Oltre che dalla patologia, è inteso. Per quanto concerne le cure di base: quando i minori disabili gravi passano dalla pediatria ai medici di base, riscontriamo delle grosse difficoltà nella presa in carico. Il medico curante ci sembra che non abbia né una preparazione adatta, né che abbia fatto corsi di aggiornamento su tematiche scottanti come l’handicap, malattie rare, nuove scoperte per le malattie genetiche, ecc.. Difatti se parlerà con il suo staff di pediatria, raccoglierà testimonianze di resistenza, a conferma di quanto detto. Nasce anche la domanda (per nostra mera ignoranza ovvio), fino a che età i disabili gravi vengano ricoverati (scongiuri facendo), nel reparto di pediatria. Potrebbe Lei predisporre almeno un incontro obbligatorio tra pediatri e medici di base per sostenere una passaggio di conoscenze dirette? Torniamo al mondo della scuola: una volta che il gruppo di lavoro previsto dalla Legge 104/92 individua le esigenze, gli obiettivi e di conseguenza le ore di sostegno/assistenza specialistica di cui ha necessità il minore, la Scuola immancabilmente le "taglia"; ledendo sistematicamente il diritto all’educazione, all’istruzione e alla salute. E’ qui il punto focale: gli stimoli che i bambini/ragazzi certificati hanno dai loro pari, è fondamentale quanto lo stimolo che dà la singola terapia in stanza. Siamo oltremodo convinti e consapevoli che la scuola pubblica, giochi un ruolo fondamentale al diritto alla salute. È solo dal confronto con i propri pari e gli stimoli che da questi ne derivano che si migliora. Ed è una ricchezza per la comunità poter aiutare una persona in difficoltà: fa bene al cuore e all'anima. Non sprechiamo questa opportunità di crescita. Inoltre i bambini più fragili sono più soggetti a subire atti di bullismo rispetto ai normodotati, proprio perché sono più deboli. Noi genitori, considerando anche i recenti fatti avvenuti nella nostra Provincia, vogliamo che i ragazzi riconosciuti con art.3 comma 3 legge 104/92 siano sempre coperti, anche per garantire loro una sorveglianza specifica e non di massa come assicura la Scuola. E qui ci riferiamo alla salute non solo fisica, ma anche mentale. I traumi infantili si riportano nell’età adulta con serie conseguenze. E vogliamo che siano coperti da inizio anno e non dopo giorni e settimane che è iniziata la Scuola. Detto ciò veniamo al punto: alcuni anni fa nella diagnosi funzionale, oltre a quello è previsto dalla Legge, veniva riportato in fondo a chiare lettere il rapporto necessario di assistenza/sostegno al minore (ovviamente la diagnosi non si può sintetizzare in ore di sostegno/assistenza specialistica ma visto che ai nostri figli occorre più tempo, è una semplice traduzione di esigenze). La Scuola con una diagnosi medica su cui erano indicate le ore, non potendo entrare nel merito, le concedeva. Da qualche anno invece le ore di sostegno/assistenza vengono riportate nel P.E.I. redatto di anno in anno. Perciò da un lato i Dirigenti Scolastici hanno più discrezionalità, da l’altro non si riesce ad avere continuità nemmeno per i cicli di studio. Così siamo lasciati allo sbando. Noi chiediamo anche che, là dove l'invalidità grave sia evidente e confermata (malattie rare, cromosomiche, genetiche, degenerative avanzate, menomazioni fisiche, di linguaggio, sonore, visive, ecc) che le relazioni funzionali abbiano almeno valenza per le ore di sostegno a cicli di scuola. Per tali motivi chiediamo che la Diagnosi Funzionale sia reintegrata della indicazione delle ore, come avviene nella stragrande maggioranza della AUSL d’Italia. La convenzione triennale zonale è in via di scadenza, quindi a breve Vi riunirete ad un nuovo tavolo di trattative. Questo ci sembra il momento opportuno per domandarLe di intervenire in quanto detto. Perché questa situazione precaria e controversa minaccia anche la salute mentale di noi genitori, già abbastanza provati da un carico quotidiano spropositato rispetto alle nostre forze. Evidenziamo anche enormi difficoltà per le attività di monitoraggio/riabilitazione in neuropsichiatra perché gli interventi sono fatti a cicli. Poi a mano a mano che gli anni passano, i bambini intorno ai 7/8 anni vengono seguiti con sporadici interventi pressoché minimali, giusto forse per dare un segnale di "non abbandono" alle famiglie. Una volta raggiunta la maggiore età, tutto si blocca. Non è che siano improvvisamente guariti! Ci permetta almeno di sdrammatizzare. In altre realtà hanno creato delle linee di continuità con dei percorsi esterni convenzionati. Ciò permetterebbe uno sgravio di lavoro a Voi ed una continuità assistenziale a noi. Inoltre vorremmo che quando i bambini/ragazzi sono malati, i Vostri servizi fossero domiciliari, è fondamentale per la costanza. E lo chiediamo soprattutto per quei gravi o gravissimi che per vari motivi non possono spostarsi, oppure spostarsi comporterebbe un rischio potenzialmente elevato per la salute (inverni freddi, piovosi, ecc). Chiediamo di avere precedenza con codice “H” quando ci rechiamo i Pronto Soccorso: c’è il codice “rosa” è necessario aggiungere un codice “H”. Sappiamo che a parità di codice viene già data la precedenza ai più gravi e che i medici e gli ospedalieri tutti si impegnano già a limitare al minimo i disagi, ma è fondamentale avere la precedenza H. Chiediamo anche che i parcheggi all’interno del Campo di Marte siano riservati a chi ne ha effettivamente necessità (cartellino giallo handicap) perché chi si reca in neuropsichiatria non trova più posto auto. Chiediamo se possibile di far predisporre un modulo, sollevandoVi dalla responsabilità di riservatezza, da lasciare nei punti nevralgici (pediatria, neuropsichiatria, psichiatria adulti) dove noi genitori possiamo lasciare i nostri dati per essere messi in contatto con altri genitori. Noi ci sentiamo soli; potremmo organizzare anche gruppi di mutuo-aiuto. Le vorremmo anche domandare quanti disabili ci sono nella nostra Provincia, sia quelli che avete in carico attivo, sia coloro hanno finito il percorso scolastico e non sono ancora entrati nella categoria “anziani”. Quanti di loro sono impiegati in lavori socialmente utili (quanti riuscite a coprirne con le borse lavoro?)? Quali sono i centri convenzionati? Dove si possono rivolgere i genitori? Che servizi offrono detti centri, per quante ore al giorno vengono seguite le persone e come possiamo promuovere le convenzioni con strutture che ci paiono adeguate? Vorremmo anche che al Campo di Marte venisse messo a disposizione un angolo per la raccolta di firme per il riconoscimento della figura familiare dei Caregiver; noi tutti genitori H lo siamo ma in pochi di noi ne hanno la consapevolezza. Voi invece sapete molto bene di cosa si tratti. Potreste organizzare una o più giornate con tematiche di sensibilizzazione all’handicap, all’educazione alla diversità e di ascolto. Le chiediamo quindi una proposta di soluzione a tutte le criticità emerse. Nel ringraziarla dell’attenzione, Le porgiamo Cordiali Saluti, nell’attesa di ricevere da Lei un appuntamento di concerto con la Responsabile della Neuropsichiatria infantile, col Responsabile Salute mentale adulti, con i Responsabili Handicap Zonali, con i Responsabili Territoriali zonali tutti (anche media ed alta valle del Serchio).
Grazie per l’attenzione ricevuta.

Firmato: Genitori H per il Sostegno.

mercoledì 22 ottobre 2014

INCONTRO DEI GENITORI H CON LA DIRIGENTE REGIONALE dott.ssa MARZIA ANDREONI

VOLENTIERI RIPUBBLICO:

Resoconto dell’ incontro con la referente USR dr.ssa Marzia Andreoni

1) La premessa, una accoglienza cordiale e disponibile .
2) Ha ascoltato tutte le nostre perplessità sui numeri riportati nei tabulati (disabili-cattedre) che cambiano da un mese all’altro, sulla scarsa sensibilità di chi dovrebbe occuparsi dell’inclusione scolastica, e sulle reali difficoltà delle scuole a progettare un “percorso di vita” individualizzato per i nostri ragazzi inserendoli nei contesti reali della programmazione degli insegnanti curricolari.
3) Ci ha illustrato quello che il Dirigente (Dr. Bacaloni) intende fare : in primo luogo le cattedre che sono arrivate il 15 ottobre devono coprire il fabbisogno degli istituti al fine di raggiungere il rapporto ½ (che avrebbe dovuto essere garantito ad inizio anno) ora con comunicazione inviata stamani a tutti i DS si chiede di quantificare mediante analisi dei PEI (dello scorso anno) di quante ore o cattedre sono realmente necessarie ai vari istituti al fine di portare ai più gravi un rapporto 1/1 (la tabella da compilare a cura degli istituti scolastici deve pervenire all’USP non oltre il 24 ottobre prossimo).
4) Questa metodica di fornire ulteriori cattedre in deroga è una iniziativa che sembra sia stata intrapresa dal dirigente in prima persona. Le cattedre dovrebbero essere assegnate prima della metà di novembre e riguarderanno le scuole di OGNI ORDINE E GRADO.
5) Non è loro intenzione ne convenienza intraprendere per vie giudiziarie il riconoscimento attraverso ricorsi al TAR di diritti che sono Legittimi e Reali (testuali parole), ecco perché forse questo cambio di direzione .
6) La sensazione è stata di essere ricevute da una persona competente e preparata (che è stata prima una insegnante di sostegno e quindi sapeva di cosa stavamo parlando) niente a che vedere con l’accoglienza a noi riservata dall’USP (e chi era presente sa a cosa mi riferisco), si è detta disponibile a confrontarsi con noi per ogni dubbio o problematica ulteriore e quando le ho detto che noi non abbiamo intenzione di abbassare la guardia, che vigileremo perchè ciò che ci ha promesso venga rispettato (preparando i documenti per un eventuale ricorso al TAR) ci ha detto che ci capisce che è legittimo e che però spera non ce ne sia bisogno.
7) Io sono (abbastanza) soddisfatta, certo questo sforzo poteva essere fatto a luglio così che tutti i nostri ragazzi potevano iniziare la scuola come tutti gli altri senza ritardi, orari ridotti e “laboratori per l’inclusione” che li escludono dalle loro classi. Mi auguro che chi di dovere provveda a segnalare entro il termine stabilito quante cattedre ancora sono necessarie per completare l’organico in modo di avere la copertura adeguata per ogni studente. E soprattutto mi auguro che non si debba lottare ancora tutti gli anni visto che hanno riconosciuto che anche se la “coperta è corta” vanno garantiti i diritti sanciti dalla legge a TUTTI gli studenti.

Di Elena Piantanida.

domenica 19 ottobre 2014

LE PROMESSE DI PINOCCHIO, I GENITORI H, NON HANNO PIU' RISPOSTE SULL'INCONTRO CON IL PREFETTO CAGLIOSTRO.

Io ero presente all'incontro con il prefetto Cagliostro e la Dott.ssa Coppolecchia che hanno tenuto in prefettura con i genitori degli alunni disabili i quali si ritrovano con una patologica carenza di ore e di insegnanti di sostegno.

RELAZIONE INCONTRO CON ALLEGATO SERVIZIO TV:
http://capfuturo73.blogspot.it/2014/09/incontro-dei-genitori-h-con-il-prefetto.html

Alla riunione il prefetto comunica che prendera' a cuore il caso e ci comunica che si terra' un nuovo incontro per lunedi 20 ottobre....
Beh! L'ha presa cosi a cuore che ad oggi 19 ottobre non se ne sa piu' nulla , e non ha piu' risposto nessuno alle e-mail inviate dai genitori H , pure in posta certificata !!!!

I NONNI INSEGNAVANO CHIEDERE E' LECITO , RISPONDERE E' CORTESIA .

Questa la risposta arrivata dalla dott.ssa Coppolecchia del provveditorato agli studi , alcuni giorni dopo l'incontro:
RISPOSTA NON A MEZZO STAMPA:
http://capfuturo73.blogspot.it/2014/10/comunicazioni-da-prefettura-e.html

Cioe' hanno fatto bella figura davanti alle telecamere, con roboanti annunci per poi bastonarti nel silenzio.....

COPPOLECCHIA E CAGLIOSTRO:

venerdì 10 ottobre 2014

I GENITORI DEGLI ALUNNI DISABILI RISPONDONO ALLA DOTT.SSA COPPOLECCHIA

QUESTA LA RISPOSTA DEI GENITORI H , DEGLI ALUNNI DISABILI
IN RELAZIONE ALLA DOCUMENTAZIONE AVUTA GIORNI FA DALLA DOTT.SSA COPPOLECCHIA DEL PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI LUCCA, ED A SEGUITO DELL'INCONTRO CON LA PREFETTO CAGLIOSTRO.

Alla C.A. della Dr.ssa Coppolecchia

Oggetto : Risposta alla mail inoltrata in data 06/10/2014 nella quale venivano trasmessi documenti inerenti la richiesta di ore di sostegno e precisazioni riguardo ai Ricorsi al TAR per l’anno scolastico 2013/14.

Buongiorno, in risposta alla mail di cui in oggetto, con la presente siamo ad invitarla a leggere l’originale della SENTENZA dei Ricorsi sul sito del Tar Firenze (n.715/2014) perché possa rendersi conto che le sue dichiarazioni non corrispondevano allo stato di fatto.

TUTTI i ricorrenti (tranne uno, la cui scuola non ha colpevolmente prodotto un documento necessario) hanno ottenuto GIUSTIZIA. Per essere più precisi i tre” respinti”, paradossalmente, hanno avuto un maggior beneficio in quanto il loro Dirigente Scolastico, saputo del ricorso, si è attivato, fornendo le ore necessarie e di diritto, senza aspettare la sentenza, facendo quindi decadere la richiesta.

Lei ha scambiato i dati di una ORDINANZA CAUTELARE con quelli della SENTENZA !!!

Le imprecisioni riguardano inoltre la presunta affermazione secondo cui gli scriventi abbiano affermato (nella lettera depositata al prefetto) che il Ministero dell’Istruzione abbia dovuto pagare le spese di giudizio, ebbene non lo abbiamo mai sostenuto, parliamo infatti di “indennizzi”.

Per questo motivo sulla lettera abbiamo citato il fatto che il Tar abbia riconosciuto il risarcimento di un DANNO. (“Condanna il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca al risarcimento dei danni, a favore dei suddetti alunni, nei sensi, nei limiti e secondo i criteri indicati nella parte motiva della presente sentenza”, “Che dunque il risarcimento del danno può essere riconosciuto a partire dal 1° dicembre 2013 e, per la mancata assegnazione delle ore di docenza di sostegno asseverate nei documenti depositati.., quantificando il pregiudizio in via equitativa, parametrandolo all’importo di euro 1.000 (mille) per ogni mese di ritardo nella prestazione del sostegno previsto dal PEI o nella richiesta della scuola, ridotto proporzionalmente in ragione del numero di ore di sostegno concretamente assegnate a ciascun alunno”).

Le ricordiamo inoltre che il Tribunale ha riconosciuto il diritto soggettivo alla fruizione del sostegno scolastico (“Considerato infatti che questo Tribunale, con orientamento costante, ha sancito che gli alunni diversamente abili hanno un diritto soggettivo a fruire del sostegno scolastico secondo quanto stabilito dal loro piano educativo personalizzato..”).

Ci si auspica dunque che da parte sua invece di perdere tempo a screditare i genitori trascrivendo informazioni inesatte che possono far dedurre erronee valutazioni, riguardanti un ricorso al TAR che ha sancito un diritto per TUTTI i ricorrenti, fornisse i dati riguardanti le cattedre ancora mancanti .

L’allegato A che il Prefetto ha trasmesso al Ministero individua il numero di disabili e disabili gravi per ogni ordine di scuola. Ma non ha trasmesso quanti sono i docenti che formano l’organico di fatto e di diritto per ogni ordine e grado di scuola?

E soprattutto nell’assegnazione delle cattedre si è tenuto conto di quanti disabili GRAVI sono inseriti in ogni scuola prima di applicare la regola del ½ cattedra a disabile? (che peraltro per le scuole secondarie di primo e secondo grado sono state abbondantemente disattese)

La scuola è iniziata da un mese e ancora non ci sono risposte né soluzioni per fronteggiare la mancanza di INCLUSIONE SCOLASTICA dei nostri figli, la stessa che il suo ufficio dovrebbe tutelare!

La invitiamo nuovamente a fornire i dati richiesti e soprattutto spiegazioni per le cattedre mancanti.

In attesa di una sua gradita e URGENTE risposta porgiamo

Distinti saluti

Una Rappresentanza di genitori di alunni disabili

Lucca, 9/10/2014

Ill.mo Sig. Prefetto

Siamo la delegazione di genitori di ragazzi disabili che ha ricevuto in Prefettura in data 30/09/2014.

Le scriviamo poiché in data 6/10/2014 abbiamo ricevuto un mail dalla Dr.ssa Coppolecchia (che le alleghiamo per conoscenza) nella quale vengono trasmessi alcuni documenti, tra cui la sua comunicazione inviata al Ministero dell’Istruzione, alla Direzione generale di Firenze, al Ministero dell’Interno e agli Enti Locali.

Nella suddetta Comunicazione abbiamo potuto ravvisare una incongruenza tra il numero di Disabili Gravi riportato nell’Allegato A dell’Ufficio Scolastico Regionale (dove si rilevano 565 iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado) e il numero riportato nella Vostra relazione in cui se ne evidenziano solo 365.

Così come auspicavamo un sostegno pari a un rapporto 1/1, vale a dire un insegnante ogni alunno disabile GRAVE, e non per tutti e 1362.

Poiché è evidente che si tratta di una svista, ma che è stato comunque trasmesso agli organi competenti, le chiediamo di poter modificare quanto inoltrato.

Certi di un suo gradito riscontro

Porgiamo Distinti Saluti

In rappresentanza della delegazione di genitori da Voi ricevuti

Elena Piantanida e Maria Nuti.

lunedì 6 ottobre 2014

COMUNICAZIONI DA PREFETTURA E PROVVEDITORATO SUGLI ALUNNI DISABILI 6/10/14

NON CREDO CHE SARANNO ACCOLTE LE RICHIESTE ANNUNCIATE A STAMPA E TV

ANNUNCI UTILI SOLO A FAR BELLA FIGURA, CREDO CHE DAL MINISTERO DELLA NOSTRA CONCITTADINA GIANNINI OTTERREMO POCO O NULLA......

DALLA DOTT.SSA COPPOLECCHIA:

Ai genitori in indirizzo

Si trasmette la nota del MIUR contenete precisazioni circa l’assegnazione delle ore di sostegno, come richiesto da alcuni genitori nella riunione del 25.09.2014.

Si allega la comunicazione inviata da S.E. il Prefetto al Ministero dell’istruzione, alla Direzione Generale di Firenze, al Ministero dell’Interno e agli Enti locali, come concordato nell’incontro del 30.09.14

Si allega la documentazione della class action sui ricorsi al TAR per la provincia di Lucca contenente le informazioni corrette versus quanto comunicato impropriamente dai genitori nelle suddette riunioni .

Cordiali saluti.
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DALLE LETTERE ALLEGATE SI CONFA' , CHE PER QUANTO RIGUARDA IL PREFETTO CAGLIOSTRO A FATTO IL SUO ED HA MANTENUTO LA PAROLA FACENDOSI PORTAVOCE DEI GENITORI H E DEI LORO PROBLEMI, NELLA LETTERA INVIATA HA ALLEGATO ANCHE LA LETTERA CON LE RICHIESTE DEI GENITORI CON FIGLI DISABILI, SPERIAMO CHE SOLLECITI ANCHE DELLE CERTE RISPOSTE.
PER QUANTO RIGUARDA IL T.A.R., SEMBREREBBE CHE NON TUTTI I RICORSI SIANO ACCETTATI, MA IN QUESTO BISOGNEREBBE VALUTARE PURE LA GRAVITA' DEI CASI IN ESSERE E PURE LA PRESENZA DI FURBI CHE CI PROVANO, CREDO CHE IL TRIBUNALE ABBIA BEN VALUTATO E QUINDI RICONOSCIUTO A TUTTI I CASI CON REALI PROBLEMATICHE, LA REALE NECESSITA DI INSEGNANTI DI SOSTEGNO, DAL PRESENTE DOCUMENTO NON SI POSSONO TRARRE SICURE E CERTE CONCLUSIONI.
IN ULTIMO , PER CIO' CHE TRATTA LA CIRCOLARE DEL MIUR, SI EVINCE CHE VI E' POCA CHIAREZZA E TANTA FUMOSITA' , DAL DOCUMENTO SI CAPISCE CHE L'INTENZIONE DEL MINISTERO E' QUELLA DEL FAMOSO RAPPORTO 2alunni/1insegnante , E QUESTO E QUINDI CIO' CHE RIBADISCE LA DIRIGENTE DI LUCCA DOTT.SSA COPPOLECCHIA.

CREDO CHE I GENITORI H DEBBONO LOTTARE ANCORA PER FAR VALERE I LORO DIRITTI, E SE QUESTA ERA LA SOLUZIONE ANNUNCIATA PER TV E GIORNALI AL PRECEDENTE INCONTRO, CREDO CHE CI SIA STRADA DA FARE !!!!!