ulivi

ulivi
BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

LETTORI SINGOLI

Visualizzazione post con etichetta disoccupazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disoccupazione. Mostra tutti i post

mercoledì 14 marzo 2018

ELISA MONTEMAGNI (LEGA) : LA PROVINCIA DI MASSA-CARRARA CON DISOCCUPAZIONE RECORD, QUESTI I RISULTATI DELLA SINISTRA.


​

                                                                                                                                                              COMUNICATO STAMPA
 
              ELISA MONTEMAGNI(LEGA): " LA PROVINCIA DI MASSA FANALINO DI CODA DEL CENTRO-NORD ITALIA IN TEMA DI OCCUPAZIONE. ECCO I BRILLANTI RISULTATI DELLA SINISTRA…"
 
"Apprendiamo con preoccupazione, ma non con particolare sorpresa-afferma Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega-i recenti dati Istat che segnalano come la provincia di Massa-Carrara sia quella con il più alto numero di disoccupati, circa 14.000, di tutto il Centro-Nord Italia." "Un dato, ahimè, estremamente significativo-prosegue il consigliere-di come sia stata disastrosa la politica portata avanti in questo delicato settore dal Pd e dalla Sinistra in generale." "Avere questo triste primato-sottolinea l'esponente leghista-deve far immediatamente riflettere su quali siano le cause di questa problematica che, almeno da un paio d'anni a questa parte, ha fatto ulteriormente precipitare la predetta zona nel baratro." "Ben venga, dunque-precisa Montemagni-la richiesta del Presidente della Camera di Commercio apuana che chiede di'istituire un Tavolo istituzionale sulla delicata criticità a cui sono caldamente invitati a partecipare i rappresentanti politici toscani a vario livello; come Lega siamo assolutamente disponibili a collaborare e della questione informerò immediatamente l'Onorevole Guglielmo Picchi, nostro neo-eletto proprio nel Collegio di Massa-Carrara."
 
Gruppo Lega
Ufficio stampa
Dr. Maurizio Filippini

mercoledì 8 novembre 2017

Comunicato Stampa incontro 11 Novembre 2017 Lavoro disoccupazione legalità, da Partito indipendentista Toscano


San Marcello Piteglio, 11 novembre 2017.

Comunicato Stampa incontro “Lavoro Disoccupazione Legalità”, Sala Baccarini, San Marcello P.se (Pt), ore 17.00, organizzato dal Partito Indipendentista Toscano.


Il Partito Indipendentista Toscano, in collaborazione con il Comitato Disoccupati Indigenti Montagna Pistoiese, organizza un incontro con la popolazione per presentare le proprie proposte politiche sulla disoccupazione, il lavoro e la legalità, per raccogliere proposte dalla popolazione e per iniziare un percorso di azione insieme alle disoccupate e ai disoccupati e alle persone in disagio sociale affinchè tutti i fondi a disposizione delle amministrazioni e delle associazioni siano destinati alla popolazione toscana e italica della Montagna Pistoiese, e per fare in modo che tutti gli strumenti legali a disposizione delle comunità per controllare il territorio e per espellere i pregiudicati stranieri vengano messe in atto. Consulta della Legalità, Commissione Comunale Permanente sull’immigrazione, controllo di vicinato, corpi disarmati di vigilanza del territorio, impiego dell’esercito per il presidio del territorio, azioni legali contro chi non espelle i pregiudicati, questi gli obiettivi pratici per riprendere con decisione il controllo del nostro Comune.
Carlo Vivarelli, Consigliere Comunale del comune di San Marcello Piteglio.

domenica 29 ottobre 2017

PRECARIETA'


"La flessibilità c’è quando c’è il lavoro, non cambiando le regole: se non si fa ripartire il motore, le nuove leggi servono solo a precarizzare i lavoratori che devono piegarsi a qualsiasi condizione, pur di non perdere il posto di lavoro trasformandosi in nuovi schiavi…"

(Marco Poli 2015)



Per anni ci hanno detto che il mercato del lavoro doveva essere più flessibile e che i giovani si dovevano adattare a fare più lavori ed essere più flessibili. Un concetto in teoria giusto,ma nella pratica sbagliato,perchè per far si che ci sia flessibilità bisogna ci sia lavoro in abbondanza.
Chi vi scrive ha lavorato negli ultimi anni d'oro del settore tessile di Prato (vicino Firenze per chi legge da fuori) e lasciatevelo dire,ho vissuto la vera flessibilità. Cambiare lavoro non era assolutamente un problema. Ci si poteva benissimo licenziare da un posto di lavoro e prima di arrivare a casa si era ritrovato un nuovo impiego, ci si metteva un paio di giorni se si voleva come piaceva a noi. E non c'era bisogno di regole particolari,c'era semplicemente una abbondanza di lavoro che lo permetteva. Ma contemporaneamente c'era anche delle aziende che puntavano a far crescere anche il capitale umano cercando di non farsi scappare manager,ma anche semplici operai validi. Non era certo tutto rose e fiori, favoritismi e ruffianaggini c'erano anche allora,ma un po di meritocrazia seppur piccola c'era!
Poi è stato deciso che si doveva puntare in questa direzione,ma nel peggior modo possibile. Si sono annientati diritti dei lavoratori, appesantito aziende di inutili obblighi e il tutto aumentando le tasse in maniera esagerata senza un ritorno di servizi adeguato. Si scrive flessibilità ma si legge precarietà .
E cosa si è ottenuto alla fine di questo scellerato percorso? Che la maggior parte dei giovani sta emigrando all'estero o ci sta pensando vedendo in questa scelta,l'unica possibilità per costruirsi un futuro. Chi rimane oramai non si affeziona più ad una azienda, in quanto sa che non ci rimarrano a lungo. Non si pensa più a dare qualcosa in più,per far crescere il posto di lavoro,ma si tende solo a imparare qualcosa da mettere sul proprio curriculum, per venderlo al prossimo datore di lavoro, per essere più appetibili sul mercato della precarietà e restare meno tempo possibile senza fonte di reddito.
In tutto questo è impossibile pensare di farsi una famiglia,una casa,costruirsi il proprio futuro.I politici che ci hanno voluto la cosiddetta flessibilità (precarietà) dall' alto dei loro attici nei quartieri non ancora toccati del degrado e dalla criminalità prima hanno precarizzato le vite dei giovani, rendendo quello di far figli un atto da eroi o da pazzi.
Poi presi atto del calo demografico hanno sentenziato che ci servono più "migranti" per pareggiare i conti, però i migranti sono tutti maschi e quando non lavorano aumentano la criminalità, quando lavorano vanno a far concorrenza al 40% di giovani italiani disoccupati.
E a quelle poche aziende che vorrebbero fare le cose in regola e creare ancora occupazione, restano poche speranze,se non piegarsi a questo sistema o trasferirsi all'estero anche loro.
Il risultato ottenuto? Aver creato un esercito di schiavi che ben accetteranno di fare orari massacranti a due lire, sapendo che ci sarà comunque qualcuno a vendersi a meno.
Hanno tolto il futuro a diverse generazioni. Un inversione di tendenza è possibile? Ancora forse si ma più si va avanti e da più macerie si dovrà ripartire.
Quanto era bello quando c'era la vera flessibilità...



leggi anche 





Distinti saluti







lunedì 1 maggio 2017

FESTA DEL...QUALE LAVORO?


Il primo maggio è la festa dei lavoratori e ricorda le battaglie degli operai in particolare quella per ridurre e fissare l'orario lavorativo a otto ore giornaliere.
Le battaglie per la conquista delle otto ore di lavoro al giorno (in Italia col RDLn. 692/1923 del 1923) portarono alla promulgazione di una legge nel 1867 nell'Illinois. La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.
In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.
E oggi? Abbiamo i sindacati e associazioni varie che festeggiano in tutta Italia. Ma cosa c'è da festeggiare? Con una disoccupazione al 12% e con quella giovanile al 54% c'è poco da stare allegri o da festeggiare.
Cosa dire poi se consideriamo che nel 2017 si stima che ci sia 1.870.000 nuclei familiari i cui componenti abili al lavoro sono tutti senza lavoro? Oppure del fatto che ci siano quasi un milione di famiglie in cui lavora solo la donna ,mentre il coniuge o convivente è disoccupato? Infine se consideriamo che al 2015 ( e tranquilli che il dato non sarà diminuito)le famiglie a rischio di povertà erano il 28,7 % ?
Siamo arrivati ad un punto che una considerevole parte delle persone non lavora, e quelli che invece hanno la fortuna di avere uno straccio di impiego devono sottostare a condizioni capestre ed orari massacranti,che si possono paragonare ad una moderna schiavitù.
Oggi è la festa del...cosa? …del lavoro?...quale? Molti non si sono resi conti che prima ad una persona si domandava “che lavoro fai? “ mentre oggi si chiede “che lavoro facevi?” .
Il problema è che secondo me l'establishment oltre a portare la condizione lavorativa a questo punto, per tenere il popolo sottomesso, è riuscita anche a inculcare una rassegnazione collettiva, per far si che la maggior parte delle persone non alzi la testa.
Chi ha voglia di festeggiare lo faccia,ma la vera celebrazione sarebbe lottare per ribellarsi a questo sistema che ha annichilito il lavoro. Il tutto naturalmente senza quei sindacati e partiti che fintamente dalla parte dei lavoratori, hanno invece avvallato tutto questo.
Festa del...quale lavoro?


Distinti saluti


domenica 23 aprile 2017

OCCUPAZIONE MONTAGNA PISTOIESE IN RIPRESA?


Per la prima volta da 5 anni che me ne occupo sembra ci sia stata una piccola ripresa dell'occupazione. Dati alla mano i disoccupati da 1881 del dicembre 2015 , sono passati a 1749 del febbraio 2017, con un aumento di 132 persone occupate in teoria.
Perchè in teoria? Prima di tutto qui sono riportata solo le persone iscritte al centro per l'impiego,ma di questo parlerò più avanti. Ora mostrerò un altra tabella di dati,da me richiesti al centro per l'impiego perchè non mi tornava questo aumento di posti di lavoro. La tabella indica quanti si sono iscritti al centro per l'impiego nel corso del 2016.


In totale nell'unione si sono iscritte 333 persone nel corso del 2016 e se calcoliamo che ce ne sono 132 in meno,vuol dire che da Dicembre 2015 hanno trovato lavoro 465 persone. Troppi perchè sia effettivamente così.Certo potrebbero essere stati trovati fuori dalla montagna,però senza stare a mostrare tabelle e dati,vi dico che applicando i soliti ragionamenti all'intera provincia di Pistoia gli occupati sarebbero saliti a più di tredicimila nel 2016, un dato esageratamente grande.
A cosa si deve questi dati al ribasso allora? Una minima parte ipotizzo che si sia trasferita in cerca di zone dove il lavoro c'è. Una altra piccolissima parte penso (e spero) sia andata in pensione,ma la grossa colpa di questo dato alterato sta nel Jobs Act del governo Renzi. Questo ha levato l'obbligo per il quale per prendere la disoccupazione ci si doveva iscrivere al centro per l'impiego,levandone paradossalmente l'unica reale funzione per cui ci si recava in questo ente. Il centro per l'impiego non è mai stato ente utile a trovare lavoro, questo è un dato di fatto.
Non posso escludere neanche a priori che ci sia stato una timida ripresa dell'occupazione (anche se personalmente non credo proprio, anzi!) ma non certo di 465 persone. Neanche avessero usato 24 milioni di fondi europei per crearli in montagna!...ah no...è vero con tale cifra al massimo se ne creano 53. Ogni riferimento a progetti che in paragone consumano come una Ferrari e rendono come una Fiat 500 è puramente voluto.
Prima di congedarmi dai miei lettori voglio pubblicare un grafico a torta che da uno spaccato dell'occupazione nei comuni dell'unione dell'appennino pistoiese.
























A fine articolo pubblicherò anche quelli relativi ai singoli comuni,ma intanto andiamo ad analizzare il seguente grafico.
La parte blu rappresenta gli abitanti da zero a diciannove anni che sicuramente non lavorano, la parte verde invece dai 65 in su, i quali si spera che siano tutti in pensione,anche se in realtà sappiamo che grazie alla legge Fornero non è detto sia così,ma prendiamo questo dato come idealizzato. La parte gialla presenta i disoccupati iscritti al centro per l'impiego.
Rimane la parte arancione che non sono gli occupati della montagna ma è la parte in cui si possono trovare.Infatti da questi andrebbero scremati i giovani che studiano fino alla Laurea,i NEET ovvero i giovani che non studiano più ma neanche lavorano (fenomeno ben presente anche in montagna pistoiese) e infine i disoccupati che non si sono reiscritti al centro per l'impiego o che non si sono proprio mai segnati a questo ente.
Secondo le mie previsioni più ottimistiche, nella montagna pistoiese lavora una persona su 3 e in una società in cui lavorano solo un terzo dei cittadini, questa va a morire di sicuro.





domenica 3 aprile 2016

MONTAGNA PISTOIESE DATI (DIS)OCCUPAZIONALI 2016 Appennino pistoiese di Marco Poli

Come ogni anno eccoci al momento in cui mi occupo di dati(dis)occupazionali.Il 2015 ha confermato il trend negativo degli ultimi anni,con un aumento di 161 disoccupati nell'unione dei comuni rispetto all'anno scorso,di 632 negli ultimi 3 anni.
Nel mio comune di residenza(San Marcello P.se)il periodo coincide con quello dell'insediamento della giunta Cormio,che ha visto perdere 304 posti di lavoro,chissà se si vanteranno di questo risultato?ho i miei dubbi.
A questi dati c'è da aggiungere due cose:prima di tutto mancano i NEET(persone non impegnate nello studio, né nel lavoro e né nella formazione),fenomeno che non sembra ma è molto diffuso anche in montagna,che non sono presenti nelle liste dei centri per l'impiego.Secondo,col giòbact di Renzi,per avere la disoccupazione non è più obbligatorio iscriversi nei centri per l'impiego.Cosa voglio dire con questo?che alla fine i senza lavoro potrebbero essere molti di più.

Concludo con un altra tabella,anch'essa diventata un mio classico ormai.La tabella,dove ho raffrontato tutti i dati elencati nella tabella sopra riportata ,e confrontandola con il dato demografico. Producendo così un ulteriore dato,quello del rapporto,in percentuale,tra aumento dei disoccupati e calo demografico.Mi rendo conto che è una forzatura,perchè bisognerebbe togliere i deceduti,ma anche immettere i nuovi nati,e comunque il calo non può essere additato solo alla disoccupazione,ma anche ad un sempre più alto calo dei servizi:poste, banche,sanità,autobus,ecc...

Secondo questa tabella si vede che nella montagna negli ultimi 3 anni.quasi metà di quelli che hanno perso lavoro si sono trasferiti in altri posti,con punte critiche come il comune di Piteglio dove si sono trasferiti il 100% dei nuovi disoccupati.
Infine l'ultima tabella che ho fatto fà il confronto tra la percentuale della disoccupati nei vari comuni e il dato Istat regionale e nazionale.



In media in montagna siamo un 3,8% in più rispetto al dato nazionale e un 4,63% rispetto al regionale.Stranamente il comune montano a cui arrivano più soldi dalla regione,ovvero l'Abetone,ha anche la percentuale più alta di disoccupati x abitanti(23,3%),come dire...soldi spesi oculatamente.Secondo questa tabella il comune meno messo male della montagna è Piteglio,ma c'è da dire(anche vedendo la tabella prima di questa)che è anche il comune che si è più spopolato negli ultimi 3 anni.
Questo tabelle sono l'inizio di uno studio più grande che porterò a termine tra qualche tempo.
Il lavoro è vita,dignità e contributo alla società,se non c'è questo come pretendiamo di rivitalizzare la montagna?Riflettete gente,riflettete...

Distinti Saluti


giovedì 30 aprile 2015

1° MAGGIO COSA è RIMASTO ? di Marco Poli .



Primo maggio Festa dei lavoratori,ma cosa sappiamo di questa festa?innanzitutto partiamo con un po' di storia(fonte Wikipedia):


La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori viene celebrata il 1°Maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare l'impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.

La festa ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (in Italia con ilr.d.l.n. 692/1923). Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell'Illinois (USA). La rima internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.La sua origine risale a una manifestazione organizzata a New York il 5settembre 1882 dai Knights of Labor, un'associazione fondata nel 1869. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Knights of Labor approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all'Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialisti ed anarchici - suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) conosciuti come rivolta di Haymarket. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all'ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l'assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell'ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell'Haymarket square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 Maggio quando la polizia sparò nuovamente sui manifestanti provocando numerose vittime, anche tra i suoi.

L'11Novembre del 1887 a Chicago(USA), quattro operai, quattro organizzatori sindacali e quattro anarchici furono impiccati per aver organizzato il 1°Maggio dell'anno precedente lo sciopero e una manifestazione per le otto ore di lavoro.

Il 20 agosto fu emessa la sentenza del tribunale: August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg furono condannati a morte; Oscar W. Neebe a reclusione per 15 anni. Otto uomini condannati per essere anarchici, e sette di loro condannati a morte. Le ultime parole pronunciate furono: Spies: "Salute, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte!" Fischer: "Hoch die Anarchie! (Viva l’anarchia!)" Engel: "Urrà per l’anarchia!" Parsons, la cui agonia fu terribile, riuscì appena a parlare, perché il boia strinse immediatamente il laccio e fece cadere la trappola. Le sue ultime parole furono queste: "Lasciate che si senta la voce del popolo!"

L'allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questi episodi. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l'oggetto della festività sull'antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro. Pochi giorni dopo il sacrificio dei Martiri di Chicago,i lavoratori di Chicago un’imponente manifestazione di lutto, a prova che le idee socialiste non erano affatto morte.

Appena si diffuse la notizia dell'assassinio degli esponenti anarchici di Chicago, nel 1888, il popolo livornese si rivoltò prima contro le navi statunitensi ancorate nel porto, e poi contro la Questura, dove si diceva che si fosse rifugiato il console USA.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872 e più tardi in quasi tutti i paesi del mondo.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo. La rivista La Rivendicazione, pubblicata a Forlì, cominciava così l'articolo Per il primo Maggio, uscito il 26 Aprile 1890: "Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento".

Il 1º maggio 1955 Papa PioXII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore, perché tale data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.

Tra le prime documentazioni filmate della festa in Italia, il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentarioGrandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria(indetta dalle classi operaie) che riprende la festa in sette quadri, e si può - così - vedere il corteo che percorre le strade affollate della Città: gli uomini, tutti con il cappello, seguono la banda che suona, con alcune bandiere.

Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la festività fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma, per poi essere riportata al primo maggio dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra(PA), quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

Dal 1990 i sindacati confederali CGIL,CSIL e UIL, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani: si tiene in piazza San Giovanni, dal pomeriggio a notte, con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti, ed è seguito da centinaia di migliaia di persone, oltre a essere trasmesso in diretta televisiva dalla Rai.



Ma dello spirito di questa festa cosa ci è rimasto?praticamente niente, chi lavora la considera un giorno per fare ponte,l'attuale governo ha umiliato i lavoratori,prima non facendo nulla per fare ripartire l'economia e levandogli tutti i diritti col giobact;nel paese dove abbiamo realizzato il neo-schiavismo con stipendi a fame e in ribasso,mi sento di condividere questa citazione di Oliviero Beha tratta dal libro”IL CULO E LO STIVALE”(ed.Chiarelettere):



"una persona prodotta,distribuita,comprata e venduta è qualcosa che non si era mai visto nella storia dell'umanità,se non ai tempi degli schiavi,mentre ciò avviene col suo entusiastico consenso"



Domani sicuramente amministratori,a partire da quelli nazionali fino ad arrivare a quelli locali,si sciacqueranno la bocca a parlare dei lavoratori e dell'importanza del lavoro,paradossalmente non avendo mai lavorato neanche un giorno in vita loro,e nel mentre lo faranno sembreranno aver dimenticato l'operazione di distruzione di questo che stanno operando.

Voi cercate di non dimenticarlo,onorate questa festa ma disertate i comizi demagogici e falsi che faranno i politici,in questa maniera onorerete due volte questa festa......


--
Distinti saluti
Marco Poli

marcopoli76@gmail.com cell.334/9069101


sabato 24 gennaio 2015

NUOVI DATI (DIS)OCCUPAZIONALI DELLA MONTAGNA PISTOIESE di Marco Poli .



Torno a parlare di (dis)occupazione nella montagna pistoiese,infatti sono usciti nuovi dati occupazionali della provincia di Pistoia,consultabili al Link:


http://www.provincia.pistoia.it/indici/el_osservatorio_lavoro.asp


Da cui ho estrapolato quelli riferiti all'unione dei comuni dell'appennino pistoiese;vorrei poter dire che c'è stato un miglioramento,ma purtroppo non è così,c'è stata un ulteriore perdita di posti di lavori,certo rispetto al confronto dei due precedenti datti ufficiali,ovvero tra aprile 2012 e settembre 2013,dove si erano persi in totale 358 posti di lavoro(circa 21 al mese),ci si potrebbe consolare pensando che tra settembre 2013 ed agosto 2014,si siano persi solo 113 occupazioni(circa 10 al mese),ma nell'ottica sommando i primi ai secondi sono andati a casa 471 persone nell'arco di due anni e mezzo.

Certo non serve essere un acuto osservatore per notare quanti negozi e attività hanno chiuso in questi ultimi anni,complice anche la crisi nazionale,ma c'è da dire che la montagna invece di essere favorita come scritto nell'art.44 della costituzione:


Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione

del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.

La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane


viene regolarmente spogliata di tutto,pur pagando le stesse tasse(se non di più in alcuni casi)di chi vive nelle grandi città.

Dimenticata anche dai politici provinciali,regionali e nazionali,perchè non ha un grande bacino di voti,con poche eccezioni viene tralasciata anche da sindaci locali(non fatemi dire San Marcello Pistoiese NdMarco).

L'anno scorso avendo già a disposizione i dati demografici del 2013,feci anche una tabella(che comunque ripropongo),dove facevo il rapporto in percentuale tra calo di abitanti e perdita di posti di lavoro,dove risultava che nell'unione il 38,3%(con preoccupanti punte del 71,9% nel comune di Piteglio)di nuovi disoccupati aveva deciso di trasferirsi, molto probabilmente alla ricerca di posti più floridi occupazionalmente parlando.

Inoltre ricordo che questi sono dati ufficiali,cioè comprendono solo gli iscritti al centro per l'impiego,quindi la realtà potrebbe essere ben peggiore.

Infine voglio ricordare a chi dice”che scrivo sempre contro”,che alcune mie considerazioni possono essere opinionabili,ma che i dati son dati e questi mostrano che la disoccupazione è aumentata con tendenza al rialzo,vogliamo incominciare a fare qualcosa?




--
Distinti saluti
Marco Poli

marcopoli76@gmail.com
 

mercoledì 31 dicembre 2014

TRISTE CAPODANNO PER CHI COME GLI OPERAI TRW A LIVORNO PERDERANNO IL LAVORO

AUGURI, MA NON PER TUTTI......
CHE BUON AUGURIO VOGLIAMO FARE A CHI PERDE IL LAVORO ???
MENTRE I POLITICI SI CROGIOLANO CON I LORO SPROPOSITATI STIPENDI, CON LE TASCHE PIENE DI MAZZETTE !!!
PERCHE' IL GOVERNO, CON IL LORO JOBS ACT, NON VANNO A FESTEGGIARE CON I DISOCCUPATI ???
SENTIRESTE BOTTE E NON BOTTI !!!!

venerdì 26 dicembre 2014

PROFESSIONE DISOCCUPATO di Marco Poli

Può sembrare un ossimoro,il titolo che do a questo mio sproloquiare scritto”professione disoccupato”,ma in realtà la condizione di non avere lavoro,stà diventando il mestiere più in voga del momento,anche se nella maggior parte dei casi non è per scelta personale.

Cos'è che mi spinge a dipingere la condizione di di disoccupato come un”mestiere”?Bè tralasciando i casi di chi non vuole realmente non fare nulla o non ha per niente bisogno,essere inoccupati,può essere un vero e proprio lavoro a tempo pieno,stressante,faticoso e che perdipiù alla fine non portata neanche di che vivere in tasca,o per dirlo in parole povere:i soldi sotto forma di stipendio!

Dunque iniziamo descrivendo i primi passi che deve fare un disoccupato,se era uno di quei pochi fortunati che aveva un lavoro e l'ha perso.....NO,NO NON è una presa in giro anche se lo sembra.....deve prima di tutto preoccuparsi di andare al centro per l'impiego per comunicare la sua nuova posizione e di darne comunicazione all'INPS,nel caso,anche qui fortuna,che abbia diritto ad ammortizzatori sociali:disoccupazione,mobilità,ecc...ecc....

Se naturalmente uno fa parte di quei giovani,che non ha ancora iniziato a lavorare,può solo fare l'iscrizione al centro per l'impiego,ma non ha diritto ad alcun ammortizzatore sociale.

Il centro per l'impiego la cui funzione,in teoria,da collante tra chi è in cerca di lavoro e le aziende che assumono,in realtà è un ente inutile che non funziona,e non fa altro che darti delle indicazioni superficiali e tutt'altro che utili.

A questo punto che si fa inizia la ricerca di lavoro,tema che ho già approfondito in altro mio saggio l'inutilità di cercare lavoro dove ho descritto ampiamente,il barcamenarsi del cercare lavoro,che è esso stesso un impiego non retribuito e duro.

Vorrei però estrapolare un ulteriore compito del lavoro di disoccupato, essenziale alla ricerca di un impiego,ma molto impegnativo:la preparazione del Curriculum!

Una parola che per molti è un dogma,anche perché prima non esisteva farlo,se non per i lavori di alta dirigenza,e che tantissime persone non sanno neanche da dove partire a scriverlo;neanche le agenzie interinali sono molto d'aiuto in questo senso,io stesso ho imparato a farlo dopo molta esperienza e aiuto da chi ne sapeva più di me,tanto che ora quando capita aiuto chi ne ha bisogno a realizzarlo.

A questo punto a curriculum realizzato,c'è da partire con la ricerca di lavoro,cosa che può sembrare paradossale,è una cosa ben più faticosa di moltissimi impieghi e che ha differenza di essi non è remunerato,ma bisogna farlo per trovarne uno.Già questo ragionamento è talmente contorto che stanca la mente,anche se tristemente logico.

Ci sono più o meno cinque modi di cercare lavoro:


  • la classica ricerca porta a porta,nelle zone industriali,negozi, alberghi,ecc....ecc....

  • la consultazione di annunci su siti internet specializzati e/o giornali

  • consultando il centro per l'impiego

  • iscrivendosi alle principali agenzie interinali

  • facendo domanda scritta/via web nelle principali catene di franchising e principali supermercati

  • facendosi raccomandare anche solo semplicemente avendo un conoscente all'interno di una ditta,meglio se è qualcuno alto in grado


Di tutti questi metodi il più affidabile,in questi tempi di crisi è l'ultimo,ma paradossalmente proprio per effetto di questa,non è facilmente utilizzabile,vuoi per il costante calo di aziende aperte,vuoi perché ognuno di noi conosce troppe persone senza lavoro,per l'esiguo numero di posti che si libera.

Per il resto come si procede?personalmente consiglio di utilizzare tutti i metodi per aumentare le probabilità di trovare un occupazione,l'unico cui consiglio di perderci meno tempo possibile è il centro per l'impiego,che considero un ente inutile e privo di alcuna utilità;conosco solo una persona che ha trovato(per poco tempo)un lavoro tramite questo,però almeno la prima volta andateci,perchè come dico sempre qualche volta assumono.....

Bisogna anche considerare che oggigiorno,la ricerca di lavoro comporta una notevole perdita di denaro e tempo,in quanto stampare diverse copie del curriculum e andare in giro comporta una bella spesa,senza contare che volendosi iscrivere nelle agenzie interinali,queste si trovano nelle principali città(di solite i comuni-provincia)ed è impossibile farle tutte in unica mattinata,in quanto tra compilazione dei moduli e colloquio preliminare,si perde minimo una mezz'ora buona,costringendo il disoccupato a tornare nella provincia più volte.

Una volta archiviata la ricerca di lavoro,naturalmente così per dir,in quanto si ripete quanto meno di tanto in tanto,per lo meno per mettere a tacere chi ti pone la domanda:”ma lo stai cercando lavoro”,che fa così tanto nervoso;comunque dicevo una volta effettuata questa,c'è da pensare a una cosa fondamentale........A CAMPARE!!!!infatti se non si ha almeno un familiare che lavora o un ammortizzatore sociale (Disoccupazione,cassa integrazione,ecc...) che comunque si esauriscano dopo un tot di tempo,son problemi o per usare un espressione che rende meglio l'idea:son cavoli acidi,oddio ce ne sarebbe una che chiarisce meglio,ma è troppo volgare per scriverla,anche se ci starebbe bene tutta.

Dunque cosa si fa?per prima cosa si sparge la voce per lavoretti a nero, non per evadere le tasse,ma per necessità di sopravvivenza in quanto è facile trovare qualche persona,magari un anziano,una donna che vive da sola,un vicino che ha bisogno di un aiuto e ti può dare qualcosa in cambio di un aiuto,non è detto che siano necessariamente soldi,io ho anche accettato pagamenti in natura....No,no niente di pornografico, semplicemente ho accettato come compensi alimenti e/o generi di prima necessità.

Il problema vero è che di questi tempi,con la crisi(che ho rammentato spesso e la ricorderò altrettanto frequentemente),non si trovano molto neanche di questi lavoretti,in quanto anche la gente che te li farebbe fare ha pochi soldi e sono tantissimi quelli che si prestano a farli,quindi c'è tantissima concorrenza,ed è una vera gara al ribasso.

A volte anche titolari di attività ti possono fare lavorare a nero,ma anche qui non per evadere le tasse,ma perché con questa pressione fiscale, non possono assumere”in regola”per le troppe gabelle,quindi non fategliene una colpa.

Poi siccome,in molti casi non si riesce a mettere insieme una cifra adeguata per vivere,si fa il conto di cosa si può economizzare,e si fa a meno letteralmente di tutto il superfluo,riducendosi alle spese necessarie per vivere,mantenendo solo magari il comprarsi un pacchetto di sigarette ogni due giorni,chi invece il comprarsi una rivista al mese o altro,per cercare di mantenere un po' di lucidità;in quanto è difficile passare anche da un tenere di vita”povero”(guadagni,ma non bastano)ad uno”miserabile”senza impazzire.

Poi incominci a mettere insieme”cosa puoi vendere”,iniziando dagli oggetti a cui sei meno affezionato,passando per mobili e via via che passa il tempo,andando verso le cose a cui ti costa rinunciare,ma lo devi fare,magari non tanto per te,ma per chi vive con te.Rinunci a mobili che sono sempre appartenuti alla tua famiglia,a piccoli braccialetti d'oro regalati da padri e nonni che non ci sono più,arrivando in alcuni casi a vendersi la fede di nozze;e piano piano la tua casa si svuota,cosa che aggrava ulteriormente uno stato di tristezza,che il più delle volte sfocia in depressione.

Se poi soffri di salute o hai qualcuno in casa che ne ha,c'è ulteriormente da lavorare,e dico questo nonostante chi vi scriva,viva in Toscana, regione dove anche se non per tutti c'è un esenzione dal ticket,per i disoccupati,anche se non copre proprio tutti gli esami e tutti i farmaci.

Si perché nonostante il diritto alla salute,sia nella costituzione italiana, attualmente non è applicato come dovrebbe(e son buono a dire così) e bisogna barcamenarsi tra ASL,assistenti sociali e istituti di carità,spesso con risultati umilianti,proficui ma umilianti.

E poi....poi si pensa a rivolgersi agli assistenti sociali,un passo quasi obbligato di questi tempi,ma che è problematico,infatti nonostante ci sia chi svolge questo mestiere nel modo giusto( a cui rivolgo i miei sinceri complimenti)i più fanno il lavoro in una maniera talmente sbagliata,che costringono a lunghe trafile burocratiche,colloqui umilianti,attese snervanti e risposte che lasciano perplessi(e stò usando un termine molto blando e politicamente corretto);chi ha bambini piccini spesso evita di rivolgersi per la paura che ti tolgano i figli,e la cosa più divertente (se così si può definire)è che questi quando vengano messi in istituti o in case famiglie,gli viene passato 170€ al giorno a testa per tenerli li dentro.

La cosa più utile che ti viene dato è la tessera per la distribuzione alimentare,ma anche qui non siamo tutti uguali in Italia,nei comuni più grandi vengono allestite mense giornaliere,nei più vengono distribuiti ogni tot tempo dei pacchi-aiuto alimentari,e solo in qualche posto,ci sono dei validi posti,allestiti stile negozio,dove puoi scegliere di persona.

Ma c'è anche da vedere,se nel posto dove abiti,viene organizzata con coscienza o ci viene speculato dietro,in questi caso ti viene dato pochissimo e addirittura prodotti già marci,spacciati per”vicini alla scadenza”.

Inoltre bisogna preoccuparsi di fare l'ISEE(il redditometro),per vedere se siano diritto agli sgravi fiscali,sulle bollette e all'aiuto dei servizi sociali, però anche qui c'è un problema,infatti questo fotografa la situazione dell'anno precedente e non quella attuale,questo significa che se fino alla fine dell'anno trascorso lavoravi,e ora se anche ottobre/novembre di quello in corso,potresti non aver diritto a nessuna delle cose elencate all'inizio.Infine và anche considerato che il livello della soglia ISEE per aver diritto a questi,è talmente basso che bisogna essere terra-terra per usufruirne.

Non mi fate parlare poi delle procedure da effettuare,nel caso si voglia chiedere aiuto per avere dei medicinali non passate dalla mutua,che oltre agli assistenti sociali,bisogna farsi fare dei certificati dai dottori,che il più delle volte lasciano perplessi anche questi;io stesso se avessi dovuto farlo per me,avrei lasciato perdere tanto è stato lo stress che mi procuravano queste procedure.

Gli aiuti veri vengono più che altro,da istituti di carità che non sono legati alle istituzioni o da gente che ti aiuta senza farti mai sapere chi sono, anch'io sono stato aiutato così,ed a queste persone vanno i miei più sinceri ringraziamenti.

Ora considerate che in questo lungo racconto,sono stato abbastanza generico,non sono entrato nello specifico di molte cose,così come non ho detto cosa si può fare per sopravvivere,volutamente perché queste cose variano anche a seconda del paese dove si vive,delle persone, degli amministratori locali e anche della persona stessa,considerate che queste cose non si fanno una volta sola,ma ciclicamente,ve la sentireste di dire che al giorno d'oggi il Disoccupato non sia una professione?

Sono ben conscio che ci sono persone che ci marciano o che fanno i “finti bisognosi”,e vi garantisco che suscitano in me una rabbia infinita, ma qui ho parlato di chi si ritrova male e ce la vuole fare a tutti i costi, nonostante tutto e tutti.In queste situazioni è molto facile lasciarsi andare,abbandonare ogni volontà di andare avanti e cadere in depressione;quando sei in questa situazioni spesso ti fanno vuoto intorno quelli che ritenevi amici e spesso anche molti parenti,nella paura che tu gli chieda soldi,quando il più delle volte vorresti solo poterti parlare e sfogare.

Questo racconto,se non si è capito,è anche molto autobiografico,e vorrei dire che sono stato aiutato da persone che ci sono state,che mi aiutato moralmente e anche finanziariamente,ma che più di ogni altra cosa,mi telefonavano,mi venivano a trovare e chi poteva,di tanto in tanto mi portano pure a mangiare una pizza,ed è grazie a loro che sono andato avanti in questi anni e che voglio ringraziare.

Ricordate una cosa,al mondo ci sono tanti fannulloni e approfittatori,ma quelle persone senza lavoro,che non si arrendano,sono stressati quanto e forse più di chi lavora,e vi dico aiutateli,non in senso finanziario,ma siategli vicino e non abbandonateli!a volte basta solo poter parlare.


Distinti saluti
Marco Poli