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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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martedì 5 dicembre 2017

IL PRESEPE DEL NUOVO MILLENNIO: CON I TRE RE MAGI PRECARI, UN IDEA DI EURISTEO CERAOLO.

..Un presepe tradizionale con personaggi alternativi in miniatura!

Lo status di lavoratore precario lo trovi, da Nord a Sud, in qualsiasi luogo d'Italia da San Remo (Im), Forlì-Cesena (Fc), passando per Rossano (Cs) e arrivando a Sant'Angelo di Brolo (Me). 
A cura di Euristeo Ceraolo
Comunicato Stampa

I tre Re magi precari

Questo natale sarà diverso dal solito. Lontano dalle luci colorate che siamo abituati a vedere ogni anno, dai panettoni per chi festeggia l'evento annuale e i regali per chi è stato più buono.
 
Come si può festeggiare senza pensare al prossimo? Se faccio una considerazione che è anche il mio "pensiero" come posso essere felice se c'è gente intorno a me che è infelice? Come faccio a godere dell'atmosfera natalizia se mia sorella è disoccupata, se mio cugino è disoccupato, il mio amico è "Precario" e se la mia vicina di casa non riceve lo stipendio da mesi e alcuni lavoratori e lavoratrici hanno perso il lavoro e si trovano nella condizione di "cassaintegrazione" senza certezza per il presente imminente e il futuro prossimo. In queste condizioni mi ritroverei solo è in nessun modo potrei manifestare la mia felicità.   
 
Lo status di lavoratore precario lo trovi, da Nord a Sud, in qualsiasi luogo d'Italia da San Remo (Im), Forlì-Cesena (Fc), passando per Rossano (Cs) e arrivando a Sant'Angelo di Brolo (Me).  
 
Quest'anno nella grotta dove è nato Gesù bambino insieme a Giuseppe e Maria il bue e l'asinello, i Re Magi, gli Angeli ed ai noti pastorelli e le pecorelle,  troveremo vicino i tre "Re magi Precari".  Le tre statuine in formato su "scala" rappresenterebbero un po' la vita è il percorso di un ex-precario della Scuola Pubblica, Euristeo Ceraolo (nativo di Rossano (Cs) ed è stato precario a Forlì) che con questa singolare ed unica iniziativa del genere ha voluto mettere in evidenza il disagio di tutti i lavoratori "Precari" e non solo, ricordando quando quel contesto lo ha vissuto in prima persona sulla propria pelle e adottando ogni volta forme di lotta creativa. La prima statuina (uno dei tre Re magi precari) è una provocazione con la maglietta "Euristeo precario…sposerò la Carfagna". La provocazione è servita per far conoscere all'opinione pubblica il disagio che in quel periodo stava attraversando la scuola statale sia per i tagli alla Cultura, l'Istruzione Università e Ricerca e sia per i tagli al personale precario "Docente e Ata". 
 
La seconda statuina con lo slogan: Euristeo Precario… Ma Sto Cercando di SMETTERE. Ed infine la terza miniatura con la maglietta: Euristeo VIP (Vincere Il Precariato) dove realizza foto con i "Vip" a sostegno dei lavoratori precari. Il presepe che ospita i tre "Re Magi Precari" lo si trova in un'unica esposizione nazionale, per tutto il periodo Natalizioin occasione della manifestazione denominata "Natalitia 2017, presso Palazzo S. Bernardino a Rossano (Cs). Ingresso gratuito per il pubblico.
Buon Natale Precario

Guardate il video dei "Tre Re Magi Precari".
Pagina Pubblica: Euristeo Ceraolo https://www.facebook.com/euristeoceraoloofficial/
Gruppo FacebookVIP Vincere Il Precariato https://www.facebook.com/groups/VIPvincereIlPrecariato/

Instagram@euristeoceraolo ; Twitter: @EuristeoVIP  
 
 
VIDEO :
 

CAPITAN FUTURO

domenica 29 ottobre 2017

PRECARIETA'


"La flessibilità c’è quando c’è il lavoro, non cambiando le regole: se non si fa ripartire il motore, le nuove leggi servono solo a precarizzare i lavoratori che devono piegarsi a qualsiasi condizione, pur di non perdere il posto di lavoro trasformandosi in nuovi schiavi…"

(Marco Poli 2015)



Per anni ci hanno detto che il mercato del lavoro doveva essere più flessibile e che i giovani si dovevano adattare a fare più lavori ed essere più flessibili. Un concetto in teoria giusto,ma nella pratica sbagliato,perchè per far si che ci sia flessibilità bisogna ci sia lavoro in abbondanza.
Chi vi scrive ha lavorato negli ultimi anni d'oro del settore tessile di Prato (vicino Firenze per chi legge da fuori) e lasciatevelo dire,ho vissuto la vera flessibilità. Cambiare lavoro non era assolutamente un problema. Ci si poteva benissimo licenziare da un posto di lavoro e prima di arrivare a casa si era ritrovato un nuovo impiego, ci si metteva un paio di giorni se si voleva come piaceva a noi. E non c'era bisogno di regole particolari,c'era semplicemente una abbondanza di lavoro che lo permetteva. Ma contemporaneamente c'era anche delle aziende che puntavano a far crescere anche il capitale umano cercando di non farsi scappare manager,ma anche semplici operai validi. Non era certo tutto rose e fiori, favoritismi e ruffianaggini c'erano anche allora,ma un po di meritocrazia seppur piccola c'era!
Poi è stato deciso che si doveva puntare in questa direzione,ma nel peggior modo possibile. Si sono annientati diritti dei lavoratori, appesantito aziende di inutili obblighi e il tutto aumentando le tasse in maniera esagerata senza un ritorno di servizi adeguato. Si scrive flessibilità ma si legge precarietà .
E cosa si è ottenuto alla fine di questo scellerato percorso? Che la maggior parte dei giovani sta emigrando all'estero o ci sta pensando vedendo in questa scelta,l'unica possibilità per costruirsi un futuro. Chi rimane oramai non si affeziona più ad una azienda, in quanto sa che non ci rimarrano a lungo. Non si pensa più a dare qualcosa in più,per far crescere il posto di lavoro,ma si tende solo a imparare qualcosa da mettere sul proprio curriculum, per venderlo al prossimo datore di lavoro, per essere più appetibili sul mercato della precarietà e restare meno tempo possibile senza fonte di reddito.
In tutto questo è impossibile pensare di farsi una famiglia,una casa,costruirsi il proprio futuro.I politici che ci hanno voluto la cosiddetta flessibilità (precarietà) dall' alto dei loro attici nei quartieri non ancora toccati del degrado e dalla criminalità prima hanno precarizzato le vite dei giovani, rendendo quello di far figli un atto da eroi o da pazzi.
Poi presi atto del calo demografico hanno sentenziato che ci servono più "migranti" per pareggiare i conti, però i migranti sono tutti maschi e quando non lavorano aumentano la criminalità, quando lavorano vanno a far concorrenza al 40% di giovani italiani disoccupati.
E a quelle poche aziende che vorrebbero fare le cose in regola e creare ancora occupazione, restano poche speranze,se non piegarsi a questo sistema o trasferirsi all'estero anche loro.
Il risultato ottenuto? Aver creato un esercito di schiavi che ben accetteranno di fare orari massacranti a due lire, sapendo che ci sarà comunque qualcuno a vendersi a meno.
Hanno tolto il futuro a diverse generazioni. Un inversione di tendenza è possibile? Ancora forse si ma più si va avanti e da più macerie si dovrà ripartire.
Quanto era bello quando c'era la vera flessibilità...



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Distinti saluti







martedì 28 marzo 2017

A PROPOSITO DI VOUCHER


Quello che è avvenuto nelle scorse settimane è qualcosa di sconcertante.Pur di disinnescare il referendum promosso dalla Cgil, il governo Gentiloni ha abolito i voucher. Il quale sosteneva fino a poco tempo prima fosse uno strumento utile. I voucher non sarebbe dovuti essere cancellati,ma sarebbe bastata qualche correzione normativa con l’obiettivo di limitare gli abusi.
Non ero lo strumento in se ad essere sbagliato,ma l'uso spropositato che se ne faceva. I voucher sono nati per ridurre il lavoro nero, con la funzione di regolarizzare il lavoro accessorio. Questo è quel lavoro che, per le sue caratteristiche di brevità, saltuarietà, occasionalità, raramente prima dell'avvento del voucher veniva regolarizzato, e quasi sempre pagato in nero.
il numero dei voucher venduti in Italia è eccessivamente alto rispetto al lavoro accessorio concretamente svolto. Questa indica che sia stato, pagato con i voucher anche il lavoro che non è accessorio e che richiederebbe altri tipi di contratto : lavoro a termine, lavoro a tempo indeterminato, lavoro a tempo parziale determinato/indeterminato, ecc...
Invece di provare a limitare questo abuso con delle norme apposite,per paura del referendum si è fatta una scelta che ha generato il caos totale.
Se è vero che c'era un abuso spropositato dei voucher (nel 2015 + 75,4% rispetto al 2014 e nel primo trimestre 2016 +45,6% rispetto al primo trimestre 2015),c'è da dire che il lavoro accessorio per cui erano nati rimane. E ora soprattuto famiglie e imprese senza dipendenti si troveranno necessariamente costrette a ricorrere al lavoro a nero.
Io stesso nel 2014 presentai un progetto legato ai voucher, dove l'unione dei comuni dell'appennino pistoiese, avrebbe usato i disoccupati della zona per i lavori socialmente utili,pagati tramite voucher,per risolvere un problema di contrattualità e di liquidità dell'ente. Non se ne fece di nulla,anche se paradossalmente non troppo lontano da qui nel comune di Casalecchio di Reno (BO), pochi mesi più tardi approvavano una proposta praticamente gemella della mia.Mi si scusi un attimo l'autoreferenzialità.
Il voucher è un ottimo strumento se usato nella maniera giusta,poi naturalmente,complice la natura umana c'è chi ne abusa. Ma bisogna colpire chi se ne approfitta non lo strumento! Per dire il coltello può essere usato sia per tagliare il pane sia per sgozzare una persona,ma siccome c'è un picco di omicidi,io non punisco i colpevoli,ma distruggo tutti i coltelli esistenti!!! Questo in sostanza è quello che ha fatto il governo Gentiloni. Il tutto solo per non affrontare un referendum,che in caso di sconfitta,sarebbe stato un ulteriore colpo al già traballante PD.
Per fortuna mal che vada manca solo un anno alle prossime elezioni nazionali.

Distinti saluti


martedì 24 gennaio 2017

LA STORIA INFINITA:LO STATUTO DEI LAVORATORI



In queste settimane si è tornato a parlare di lavoro.O meglio di diritti del lavoro,tramite la discussione sui due quesiti referendari approvati (su tre proposti) dalla Cgil.Per chi non lo sapesse nel luglio del 2016 la CGIL (il principale sindacato italiano)aveva raccolto circa 3,3 milioni di firme a sostegno di tre quesiti referendari. Lo scorso dicembre i quesiti erano stati dichiarati conformi alla legge dalla Cassazione.La Corte Costituzionale ha deciso di bocciare uno dei tre quesiti referendari proposti dalla CGIL lo scorso luglio, ammettendo invece gli altri due. La Corte ha deciso di non ammettere il quesito relativo all’abolizione dell modifiche all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori introdotte dal “Jobs Act” del governo Renzi, mentre sono stati ammessi gli altri due quesiti: quello che propone di eliminare completamente i voucher, lo strumento per pagare prestazioni saltuarie di lavoro; e quello che riguarda la reintroduzione di maggiori tutele nei confronti dei lavoratori esternalizzati da società che stanno lavorando in appalto. Questi ultimi due quesiti riguardano in maniera soltanto molto marginale il Job Act e di fatto puntano ad abrogare o modificare normative molto più vecchie.
Sicuramente i due quesiti,specie se passe l'abrograzione delle due norme,sarebbero un ulteriore duro colpo al governo Renzi ( di cui quello Gentiloni ne è solo una mera fotocopia).Se però nei prossimi mesi si andrà a elezioni anticipate ,i referendum saranno automaticamente sospesi.Inoltre, il Parlamento potrebbe evitare il voto popolare legiferando in tempo per modificare le parti della riforma che i referendum chiedono di abrogare. Negli scorsi giorni la commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha messo all’ordine del giorno l’esame di cinque proposte di riforma dei voucher.
La prima considerazione che mi viene da fare è che la storia si ripete! A periodi alterni viene fuori la storia dell'abolizione dell'art.18 e la riforma dello statuto dei lavoratori,quasi fosse un evento ciclico e che non se ne possa fare a meno.Battaglia ideologica?forse!Argomento inutile?questo è tutto da vedersi!Chi vi scrive,ha dei genitori che si sono battuti per la creazione dello statuto dei lavoratori,mentre io mi sono dato da fare perchè non fosse abolito,l'art 18,partecipando anche a manifestazioni ed eventi.Partirò dicendo che in un mondo lavorativo onesto e meritocratico,l'art.18 non sarebbe mai esistito.Un datore di lavoro potrebbe licenziare tranquillamente un dipendente fannullone e/o nocivo per l'azienda,ma purtroppo non viviamo a Paperopoli,ma nel mondo reale,dove si và avanti a raccomandazioni, colpi bassi e a tirarselo in quel posto a vicenda,le cose non sono così semplici.Intendiamoci,non stò dicendo che le colpe sono tutte dei titolari e che i dipendenti sono dei santi,tutt'altro anzi direi che il marcio è bello abbondante da entrambi i lati e io sono per tutelare la parte che è più debole (anche se piena di fannulloni)Una ottima soluzione potrebbe essere rappresentata dal reddito di cittadinanza così come è in quasi tutti i paesi della comunità europea.Solo Grecia e Italia non lo hanno.Il lavoratore percepisce un reddito anche se è casa,ma è obbligato un tot di ore la settimana a fare lavori socialmente utili. Il centro per l'impiego ti cerca e procura un lavoro,di cui se ne rifiuti tre perdi tutti i diritti (soldi compresi).Insomma sarei orientato sul modello germanico,proposto anche da alcuni partiti. Di cui dubito si farà qualcosa perchè il sistema vuol tenerci schiavi e si oppone con tutte le forze a questo cambiamento.Non che l'impegno dei partiti sia incisivo,anzi mi sembra che questo tema torni solo sotto elezioni o in odore di esse.Ho sempre difeso lo statuto dei lavoratori con forza.Personalmente”ho visto cose che voi umani non potete immaginare”in ambito lavorativo,per esempio ho visto una persona che non aveva le capacità nemmeno per fare l'uomo di fatica,essere assunto a scapito di gente più qualificata(che ha perso l'impiego),semplicemente perchè sua madre era vice-direttrice di banca!,e pure con uno stipendio più alto rispetto ad altri dipendenti;per tutta il tempo che è servito,questa persona è rimasta,non solo non essendo d'aiuto ma pure essendo un peso per chi lavorava con lui,poi appena non è servita più la madre,è stato dapprima degradato,quasi umiliato e poco tempo dopo,gli è stato dato il benservito.Questo è solo uno dei mille esempi che potrei fare,ma a questo punto scriverei un libro(e non è detto che prima o poi non lo farò),per spiegare perchè ci devano essere delle tutele nel mondo del lavoro.In questi anni si è fatto un gran parlare di flessibilità lavorativa.Si è detto che ce ne deve essere di più e in nome di questa si è fatto nuove regole,il cui massimo apice è stato appunto il malefico Jobs Act,questo però non ha creato flessibilità ma solo precarietà. Il tutto è comunque inutile! La flessibilità non si sviluppa cambiando i regolamenti,fatevelo dire da chi l'ha vissuta la vera flessibilità.Ho avuto la fortuna di crescere e muovere i primi passi lavorativi,a Prato, quando questa aveva ancora un mare di lavoro,ed era questa la vera spinta che originava la flessbilità,infatti essendoci anche troppo lavoro,ci si poteva permettere di cambiare lavoro per qualsiasi ragione:c'è chi cambiava per guadagnare di più,chi per un orario migliore,chi perchè voleva un lavoro più vicino casa,ecc...ecc...le ragioni erano molteplici,ma in generale,se si voleva si cambiava lavoro anche una volta al mese!e non c'interessava le regole,manco le conoscevamo,perchè cercando cercando si trova il posto adatto alle nostre esigenze,e se eravamo abbastanza bravi si poteva trattare le condizioni economiche e/o lavorative,come più ci piaceva.Anzi in alcuni casi,presentando la lettera di dimissioni o semplicemente dichiarando l'intenzione,il datore di lavoro o chi ne faceva le veci,ad offrirti”qualcosa”(aumenti di salario o altro),perchè restassi;in alcuni casi direttori o caporeparto che si erano trasferiti in altre aziende,venivano a cercarti a casa,perchè tu andassi a lavorare nella loro nuova azienda.E non che c'interessassero le regole,tranne quella del posto a tempo indeterminato,ma solo per il semplice fatto,che in banca per ottenere un mutuo,era indispensabile,ed è paradossale che in questi tempi di crisi questa fosse l'unica regola da cambiare ed invece è l'unica che è rimasta!La flessibilità vi è quando vi è il lavoro,non cambiando le regole,se non si fa ripartire il motore,le nuove leggi servano solo a precarizzare i lavoratori che debbano piegarsi a qualsiasi condizione,pur di non perdere il posto di lavoro trasformandosi in nuovi schiavi....Certo è che di certo lo statuto dei lavoratori e le regole del mondo del lavoro,non possono e non devono essere riscritte da chi ha sempre e solo fatto il politico come professione,e neanche da”tecnici” o “professori”,che hanno alle spalle solo teoria e nessuna pratica del reale mondo del lavoro.In questo comprendo anche certi sindacalisti,che hanno fatto solo quello nella vitaNella mia personale visione,a riformare le leggi sul mondo del lavoo e lo statuto dei lavoratori,ci metterei un consiglio di Probiviri scelti tra pensionati di varie categorie lavorative, gente”vera”che ha lavorato per anni e capisce i problemi e le dinamiche,che si sviluppano nel lavoro.Anche e sopratutto quelle che non ti spiegano a scuola;naturalmente ne dovrebbero far parte anche manager,ma con almeno 30 anni di lavoro alle spalle e (ma non scontato se non detto)provenienti da aziende in attivo.Escluderei come già detto polici che non hanno fatto altro nella vita e che vengono ricollocati in altra veste.Non hanno mai avuto la preoccupazione “reale”di lavorare sul serio e quindi non possono riscrivere qualcosa a loro estraneo.La domanda che tutti si chiederanno a questo punto, è come voterò ai due quesiti referendari. A ora la mia risposta è che voterò si,ma solo perchè non ci sono alternative migliori. A quando una vera legge sul lavoro che tuteli quest'ultimo e non gli speculatori e le lobby?

distinti saluti