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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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sabato 11 agosto 2018

JACOPO ALBERTI(LEGA): “ NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA TOSCANI, GLI IMMIGRATI FANNO SHOPPING ONLINE PAGANDO REGOLARMENTE CON CARTE DI CREDITO”

“Da più parti-afferma Jacopo Alberti, Consigliere regionale della Lega e Portavoce dell’Opposizione-ci giungono segnalazioni circostanziate che riportano come, in alcuni centri d’accoglienza per gli immigrati ubicati nella nostra regione, vi sia un discreto via vai di fattorini che consegnano agli stessi presunti profughi, materiale di moda(come indumenti o scarpe) acquistati direttamente su noti siti dediti all’e-commerce.” “Una pratica-prosegue il Consigliere-che riteniamo alquanto inusuale per persone bisognose che, teoricamente, scappano da guerre o situazioni similari ed una volta in Italia, invece, si possono permettere il lusso d’ordinare capi firmati.” “Siccome i predetti acquisti di beni, almeno per quel che sappiamo-precisa Alberti-si reiterano nel tempo, ci sorge spontaneo il dubbio che gli acquirenti, formalmente “poveri in canna”, raggranellino un po’ di denaro, magari svolgendo attività illecite; d’altronde, non è la prima volta che questi individui vengono colti in flagranza di reato, essendo dediti, ad esempio, allo spaccio di stupefacenti.” “Insomma-conclude seccamente l’esponente leghista-una vicenda che lascia perplessi ed indignati, poiché mentre molti toscani fanno i salti mortali per arrivare a fine mese, chi usufruisce gratuitamente di vitto ed alloggio(ovvero gli immigrati), si può, viceversa, permettere il lusso di fare tranquillamente e comodamente shopping…”

Gruppo Lega
Ufficio stampa



lunedì 6 agosto 2018

MONTEMAGNI(LEGA): “LUCCA: ACCOGLIENZA E BUSINESS, UN BINOMIO ORMAI INSCINDIBILE. ALLA FACCIA DELLA SOLIDARIETA’ UMANA…”


                                  COMUNICATO STAMPA
 
"E pensare-afferma amaramente Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega-che qualcuno si ostina ancora ad affermare che non vi siano aspetti lucrativi dietro l'accoglienza degli immigrati, ma solamente la voglia di aiutare il prossimo." "Basta, però-prosegue il Consigliere-scorrere i significativi dati forniti dalla Corte dei Conti, per rilevare facilmente come anche a Lucca, le varie cooperative, molte riciclatesi all'occorrenza, guadagnino non poco nell'ospitare i presunti profughi." "Vi è stato,poi, un vero e proprio boom dell'ospitalità-precisa Montemagni-segnale questo di come si sia velocemente capito come questo "spirito solidaristico" potesse essere fonte di arricchimento, con margini di guadagno davvero interessanti, intorno al 30%" "Insomma-sottolinea l'esponente leghista-mi auguro che dopo i numeri, inoppugnabili, forniti dalla Corte, s'interrompa definitivamente quella stonata litania pro-accoglienza illimitata, che da parte della Sinistra ascoltiamo da troppo tempo." "Ospitare un immigrato-conclude seccamente Elisa Montemagni-vuol dire rimpinguare il proprio conto in banca e credetemi, tirare in ballo la solidarietà umana è solamente un modo per pulirsi la coscienza."
 
Gruppo Lega
Ufficio stampa
Dr. Maurizio Filippini

giovedì 12 luglio 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE,CENTRO PROFUGHI LIZZANO,DIREZIONE GIUSTA MA LONTANI DAL RISULTATO

Il centro profughi di Lizzano
Sabato 7 luglio in occasione dell’open day del centro profughi di Lizzano,la Lega montagna pistoiese era presente,accompagnata dal dirigente della Mediavalle e Garfagnana Andreotti Roberto. É stata la nostra seconda visita al centro,dopo quella avvenuta l’undici maggio scorso,con l’On.Guglielmo Picchi,attuale sottosegretario agli esteri.
Il sottosegretario agli esteri Guglielmo Picchi e Marco Poli
durante la visita dell'undici maggio scorso
Eravamo stati invitati dai dirigenti del centro, che hanno confermato la disponibilità,
dataci dopo il sopracitato incontro.
Partiamo dai risvolti positivi di questo anno in cui il centro è sotto l’attenzione della Lega montagna pistoiese. Il primo è senz’altro che finalmente è stato fatto l’impianto fognario a norma. Diciamolo chiaro,se non fosse stato fatto l’esposto della Lega, il lavoro non era ancora stato fatto . Persino gli stessi gestori hanno riconosciuto che la nostra attenzione,ha favorito l’esecuzione dei lavori. 
Siamo soddisfatti di aver risolto questo grave problema igienico.
Altro dato parzialmente positivo che i profughi sono diminuiti a 30 persone, e che sembra diminuiranno ancora,per arrivare a 20. Che poi sarebbero quelli concordati nella riunione che si era tenuta nella misericordia di Lizzano 3 anni fa,per poi disattendere le aspettative.
Se da una parte siamo soddisfatti del calo dei richiedenti asilo,dall’altra non ci siamo ancora! Il comune di San Marcello Piteglio ospita ancora 65 persone,contro le 29 previste. Vero che il dato complessivo è sceso anche qui dall’anno scorso ( e anche qui il merito è anche nostro),ma siamo ancora al più del doppio di quelli dovuti. Quindi bene il calo,ma siamo ancora lontani dal risultato ottimale. Senza contare che riteniamo che un centro di tale dimensioni in una frazione così poco popolata,sia un male sia per il paese che per gli stessi richiedenti asilo,dove sono ben poche possibilità di fare vera integrazione. 
Marco Poli,Andreotti Roberto,Franco Betti e Michela
Castelli durante la seconda visita al centro

Sia il sindaco,il prefetto e dirigenti del centro ,nel tempo,hanno tutti garantito che non i richiedenti asilo non potranno aumentare,ma solo diminuire fino alla cifra prevista per il comune.Ma la nostra attenzione sarà ancora altissima.
Nella visita abbiamo riferito ai dirigenti del centro,degli accadimenti che ci hanno riportato abitanti di Lizzano, mettendoli alla loro attenzione. Nelle prossime settimane vedremo se ne prenderanno atto. 
In definitiva, al netto del bilancio di un anno, la direzione è quella giusta anche se ancora lenta. Tanti ancora i problemi,tante ancora le lamentele delle persone. Nei prossimi mesi faremo ancora incontri col sindaco e almeno un passaggio col prefetto prima di fine anno .

Marco Poli 
Lega montagna pistoiese

Andreotti Roberto
Dirigente Lega Mediavalle Garfagnana 










domenica 13 maggio 2018

LA VISITA DELL'ON.PICCHI E DELLA LEGA MONTAGNA PISTOIESE AL CENTRO PROFUGHI DI LIZZANO

L'On.Guglielmo Picchi e Marco Poli al centro profughi di Lizza
Venerdì 11 maggio Guglielmo Picchi è tornato in montagna. Ma non è stata una visita casuale, ma programmata fin da quel 13 febbraio 2018 in cui l’onorevole venne sull’appennino pistoiese durante la campagna elettorale. Un percorso attivato per entrare a far visita nel centro profughi di Lizzano,attivato allora e arrivato a compimento oggi.
Il centro profughi di Lizzano

Un adempimento che Picchi ha portato a termine nonostante i numerosi impegni,derivanti dalla complicata situazione post elezioni che si è creata. Ma Picchi,così come la Lega mantiene gli impegni presi con la gente.
Accompagnati da una incaricata della questura, nella mattina di venerdì siamo entrati dentro il centro profughi di Lizzano. Siamo stati accolti dai responsabili della struttura i quali ci hanno accompagnato nel nostro tour.
Abbiamo visto la struttura, una piccola parte degli ospiti , posto domande su perplessità e problematiche. Siamo anche stati rassicurati sui lavori delle fogne che cominceranno entro maggio. Gli operatori ci hanno anche invitato a visitare il centro, avvertendo anche solo tramite una telefonata.
Infine alla fine della visita , fuori dal centro abbiamo incontrato la popolazione che ci aspettava e con l’on.Picchi abbiamo ascoltato le loro lamentele e criticità.
Inutile nascondersi dietro un dito, le problematiche e le cose poco chiare son tante, ma per questo rimanderò alla relazione che l’on.Guglielmo Picchi stilerà e che ci invierà appena pronta. La cosa certa è lo scontento della gente è forte.
Guglielmo Picchi tornerà a Lizzano,magari proprio nell’occasione dell’open day che gli operatori hanno prospettato a breve.
Franco Betti,Guglielmo Picchi e Marco Poli 
In ogni caso la Lega montagna pistoiese sarà ancora in prima linea sul problema e lunedì 14 incontrerà il prefetto di Pistoia e chiederà un nuovo incontro col sindaco Marmo.Inoltre visto l'offerta degli operatori di farci visitare il centro in maniera amichevole,torneremo a trovarli presto.



Marco Poli
Lega montagna Pistoiese

On.Guglielmo Picchi
Lega-Salvini Premier



mercoledì 9 maggio 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE ENNESIMA FUMATA NERA IN CONSIGLIO COMUNALE




Si è risolto con un nulla di fatto il consiglio comunale del 7 maggio,almeno per quanto riguarda la problematica del centro profughi di Lizzano. Differentemente da quanto promesso non c’è stato alcun punto da parte della maggioranza sul tema.
Due erano i punti presentati dall’opposizione. Il punto 11 “Informazioni sulle condizioni igienico sanitarie dell’immobile sito in località Lizzano Pistoiese dove trovano accoglienza gli immigrati. “ del gruppo Futuro Civico e il punto 10 “Mozione situazione immigrazione” del Partito Indipendentista Toscano. La mozione del consigliere Vivarelli è stata rimandata (ancora una volta), mentre l’interpellanza della Ducci è stata discussa.
A rispondere sono stati il vice sindaco Rimediotti, di cui è mia opinione,avrebbe fatto meglio a tacere sull’argomento, l’ing. Cristiano Vannucchi e il sindaco Luca Marmo. E Francamente sono stati imbarazzanti tutti e 3 .Rimediotti ha posto l’accento sulla presunta diminuzione dei profughi del centro (30) e del comune (62), omettendo che la cifra indicata dal prefetto per San Marcello Piteglio è 29. L’ing.Vannucchi evidentemente in difficoltà ha ribadito più volte che all’impianto fognario,era stata concessa l’autorizzazione seppur anni or sono. Ora a parte che se da un impianto “regolare” esce un odore nauseabondo si deve intervenire uguale,mi piacerebbe chiedere a Vannucchi per quale tipologia di edificio era stata data l’autorizzazione. Era stata data per una scuola? Per una casa vacanze? Per un centro di accoglienza che occupasse anche 50 persone? No perché cambia il discorso. Il più imbarazzante di tutti è stato il sindaco che non solo non ha affrontato il problema come da colloquio con la Lega montagna pistoiese (e confermato sui giornali),ma ha addirittura parlato come se il problema fosse affrontato ora per la prima volta ed è ripartito ora con i tempi per i lavori. Dimenticabili anche gli interventi dei consiglieri Mandolini e Baldassari che sono andati in aiuto di un Marmo in difficoltà, ma che ambedue o non conoscono il problema o fanno finta di non sapere.
Ottimo invece l’intervento del capogruppo di Futuro Civico Venusia Ducci che ha tenuto testa bene alle risposte incoerenti della maggioranza. Facendo sopratutto notare che ad altre attività o abitazione privata non si sarebbero fatte tutte queste concessioni.Ottimo anche l’Intervento del consigliere del Partito indipendentista Carlo Vivarelli che ha chiesto al Sindaco delle dichiarazioni sui giornali, domandando se il centro si vuol chiudere si o no. Ovviamente il Sindaco non ha risposto.
Concludendo ottima la minoranza,pessima la maggioranza, il sentore è che il sindaco si stia rimangiando la parola data o che comunque stia di nuovo allungando il brodo. Non riescono neanche a mantenere le regole che hanno deciso loro.
Consiglio al Sindaco e alla maggioranza di tornare sulla giusta via, perché la Lega montagna pistoiese non si fermerà qui. E a breve agiremo di nuovo.


Marco Poli
Lega montagna pistoiese


venerdì 4 maggio 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE LIZZANO,PROFUGHI E CONSIGLIO COMUNALI




Nell’ultimo mese e mezzo si sono susseguiti tutta una serie di eventi strani sul centro profughi di Lizzano. Alcuni sono stati resi pubblici in un comunicato stampa ignorato da quasi tutti i giornali online e cartacei. Altri non sono ancora a conoscenza dei più, ma spero di poterli rendere noti in seguito.
Il 17 aprile scorso una delegazione della Lega montagna pistoiese accompagnata dal collega della mediavalle e Garfagnana Andreotti Roberto,ha incontrato il Sindaco Marmo per parlare per l’ennesima volta del problema. In quell’occasione per la prima volta disse che c’era la volontà politica di chiudere il centro di Lizzano. Nei giorni successivi il primo cittadino ebbe una reazione stizzita al comunicato stampa della Lega in cui avevamo riportato questa sua affermazione.
La sua dichiarazione sui giornali “mi sarebbe sembrato un gesto di gentilezza apprezzabile se la delegazione della lega Montagna Pistoiese che ho incontrato mi avesse informato che era una conferenza stampa e non un incontro prettamente privato “ ( Tirreno 20 aprile 2018) , non solo tradisce un certo nervosismo ma lascia anche perplessi,visto che periodicamente abbiamo sempre pubblicato comunicati dei nostri incontri. Mai Luca Marmo aveva reagito così, e non l’ha fatto neanche sul successivo comunicato della Macchia Antonini. L’unica spiegazione è che questo nervoso dipenda dal fatto che l’abbiamo costretto a confermare questa sua affermazione mettendolo in crisi. Ritengo insieme a tutto il gruppo della Lega montagna pistoiese, che intorno al centro profughi di Lizzano, gravitino degli interessi sia economici, sia politici e che nell’ultimo periodo col nostro lavoro,ne abbiamo destabilizzato gli equilibri.
Nell’incontro della discordia, Marmo affermo che prima era necessario un passaggio in consiglio comunale,ma in quello che ci sarà lunedì 7 maggio (il primo dopo il 17 aprile),non è presente tale punto all’ordine del giorno da parte della maggioranza.
Sono presenti due punti su Lizzano.Una interrogazione da parte del gruppo Futuro Civico e una mozione del Partito Indipendentista,già presentata da Vivarelli a dicembre, che con un clamoroso errore si fece seppellire in commissione ( sbaglio ripetuto per molte altre cose tra l’altro),invece di farla votare.
A questo punto c’è da domandarsi come mai non c’è il passaggio indicato da Marmo. Un problema di tempi e non è stato possibile inserirlo in questo consiglio comunale o un ennesimo tentativo di tirarla per le lunghe? Oppure è intenzione della maggioranza approvare parte della mozione di Vivarelli ? Su quest’ultima ipotesi l’unica motivazione potrebbe essere un tentativo di sminuire il lavoro della Lega montagna pistoiese,preferendo far prendere il merito al consigliere del partito indipendentista. Se fosse così la maggioranza l’unico risultato sarebbe quello di apparire ancora più patetica di quello che è.
In ogni caso la Lega montagna pistoiese non si ferma e oltre ad essere presenti al consiglio di lunedì, arriverà a breve un altra iniziativa che sveleremo presto. Inoltre comunico che lunedì 14 maggio saremo ricevuti dal prefetto di Pistoia,per chiedere chiarimenti sull’eccessivo numero di profughi nella montagna pistoiese.
Anche qui la vicenda è curiosa,il sindaco Marmo in 6 mesi non è riuscito ad incontrarlo, adducendo scuse ai limiti del ridicolo. Io in meno di un mese ho avuto l’appuntamento che oltretutto, ci sarebbe stato proprio lunedì 7,ma che ho dovuto rimandare perché avevo un impegno improrogabile. A questo punto mi domando se il primo cittadino di San Marcello abbia volutamente rimandato l’incontro o se io sia più in gamba di lui,ma questo è un giudizio che lascio ad altri.
Concludo ribadendo che la Lega montagna pistoiese continuerà ad essere in prima linea sul problema e che a breve seguiranno nuovi aggiornamenti.

Marco Poli
Lega montagna pistoiese



mercoledì 18 aprile 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE INCONTRO COL SINDACO MARMO SU PROFUGHI E LIZZANO




Nella giornata di martedì 17 aprile la Lega montagna pistoiese nelle persone di Marco Poli, Franco Betti,Patrizia Iori,accompagnati dal collega della Lega Mediavalle e Garfagnana Andreotti Roberto, abbiamo incontrato il sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo.
Abbiamo affrontato vari argomenti,ma il principale (oggetto del comunicato) era il centro di accoglienza di Lizzano e il numero dei “profughi” nella montagna pistoiese.
L’incontro, come gli altri che si ci sono stati prima, è stato un confronto duro nelle posizioni ma che si è svolto nella massima cordialità. Il tema ci ha visto fermi sulle nostre posizioni,ed abbiamo ribadito al sindaco le numerose lamentele pervenuteci, tra cui il presunto spaccio di droga e il fatto che diano noia sugli autobus.
Il sindaco ci ha riferito che c’è per la prima volta,da parte della maggioranza una volontà politica di andare verso la chiusura del centro profughi di Lizzano.Una affermazione che ci ha lasciato sorpresi , ma che se si concretizzerà avremo finalmente ottenuto quello che chiediamo da quasi un anno. Ovvero il ripristino delle legalità,di chiudere un centro non a norma e incominciare a rispettare quel 2,5 per mille di rapporto profughi-abitanti stabilito nell’accordo tra l’ex ministro Minniti e ANCI.
C’è da domandarsi perché arriva proprio ora questa decisione. Deriva dal risultato delle elezioni nazionali o da altri avvenimenti recenti? Ad ogni modo il sindaco ci ha riferito che dovrà essere fatto un passaggio in consiglio comunale,che avverrà presumibilmente nei primi di Maggio.
Marmo ci ha anche comunicato che prossimamente incontrerà il prefetto.Incontro rimandato già più volte dall’inizio dell’anno con scuse francamente ridicole,anche se questa,sembra la volta buona.
Ad ogni modo come Lega abbiamo deciso di chiedere anche noi un incontro col prefetto e nei prossimi giorni mi attiverò in tal senso.
In tutto questo mancano i tempi (come al solito) ed è una grave mancanza, a cui ormai siamo purtroppo abituati.
In conclusione sebbene le intenzioni ci appaino buone,seppur tardive,non esprimeremo parere favorevole,finchè non passeremo dalle parole ai fatti. Nei prossimi mesi saremo sempre in prima linea per questo problema di cui solo la Lega si sta facendo carico nel comune di San Marcello Piteglio. Sempre tra la gente per la gente

Marco Poli
Lega montagna pistoiese




mercoledì 11 aprile 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE Riflessione su dati oggettivi sull’ AFFARE della gestione profughi a Lizzano


Oggi voglio raccontare un altra storia del centro profughi di Lizzano, dati oggettivi che apparentemente non hanno niente in comune. 

-Nel 2015 arrivano a Lizzano i profughi,la gestione dell’accoglienza e permanenza vengono demandati ad una cooperativa. 

- Il centro profughi di è gestito prima da Marco Rimediotti (il figlio del dottor Rimediotti),in seguito dalla moglie di quest’ultimo. 

-Di li a due anni la popolazione esprime il suo disappunto per la permanenza e la gestione dello stesso . La permanenza dei profughi ,a torto o a ragione crea malumore nella popolazione,inoltre nella stessa sorgono dubbi per quanto riguarda la regolarità delle fogne a cielo aperto della struttura ospitante i profughi. Questo malumore però non riesce ad uscire dal piccolo paese. 

-Nel giugno 2017,dopo una travagliata campagna elettorale, Roberto Rimediotti diventa vicesindaco,e l’isolamento del paese si aggrava. 

-Nel luglio 2017 viene fatto un esposto sulla fognatura del centro, in seguito alcuni controlli rileveranno che le fognature non sono a norma. 

-Nel 2017 vengono assegnati 45.000 euro al comune per la gestione dei profughi,su progetto del vicesindaco Rimediotti riguardante diverse borse lavoro ,su questo si sono aperti diversi interrogativi. 

-Tra il 2017 e il 2018 ci sono stati molti incontri sollecitati dalla Lega col sindaco con oggetto anche il centro profughi di Lizzano. Nonostante le pesanti irregolarità, rilevate anche dai vigili del fuoco il centro continua la sua attività. Sarebbe bastata la prima che era oggetto dell’esposto,ovvero le fognature non regolamentari,a far chiudere qualsiasi altra attività. 

-Sempre negli incontri,specie negli ultimi mesi, il sindaco ha sempre rimandato il suo incontro col prefetto ( per discutere l’eccessivo numero dei profughi nel comune) adducendo scuse francamente al limite del ridicolo. 

-Fine marzo del 2018,nell’ultimo incontro col sindaco,viene segnalato sempre dalla Lega , di alcuni movimenti sospetti riguardanti l’attività di spaccio di droga la cui base sembrerebbe lo stesso centro di accoglienza.Il sindaco si impegna con la nostra forza politica, ad informare i carabinieri. 

-Prima settimana di aprile vengono effettuati controlli con cani antidroga in tutta la montagna. 

-Seconda settimana di aprile viene arrestato Sasha Rimediotti,che lavora in altra cooperativa (facente parte dello stesso consorzio che gestisce il centro). L’arresto di Rimediotti è dovuto al ritrovamento di un ingente quantitativo di droga,trovata in casa del vicesindaco dove vive il ragazzo. 

Sulla base di questi punti oggettivi tutti possono fare le loro considerazioni. Ma sopratutto si possono considerare scollegati tra di loro? Il progetto iniziale dell’accoglienza e i ritardi sui controlli non destano qualche sospetto? La gestione del centro demandata a familiari del vicesindaco non ci pone qualche domanda? 

Marco Poli 
Lega montagna pistoiese















mercoledì 4 aprile 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE FACCIAMO IL PUNTO SUI PROFUGHI


La Lega montagna pistoiese incominciò ad occuparsi del problema dell’eccesso dei “profughi” nella montagna pistoiese nel luglio dello scorso anno,con particolare attenzione al centro profughi di Lizzano. Siamo arrivati a marzo del 2018, sono passati nove mesi,un tempo in cui si possono realizzare tante cose,persino una gravidanza. 
Cosa abbiamo fatto in questo tempo? È stato un susseguirsi d’incontri sia col sindaco che a livelli istituzionali più alti. 
Una prima buona notizia è che a Luglio partiranno i lavori per l’adeguamento delle fogne al centro profughi di Lizzano,in modo che non si senta più quel “eau de toilette” che tanto ha caratterizzato l’edificio e gli abitanti del paese in questi anni. Certo ci è voluto 3 anni,un esposto e tante arrabbiature per arrivare a questo,ma con l’attuale amministrazione (e quella passata) che abbiamo, non c’è da lamentarsi. 
Vorrei anche togliermi un sassolino dalla scarpa chiedendomi se non si vergogna quella persona che mi telefonò il luglio dello scorso anno accusandomi di aver contraffatto le foto oggetto dell’esposto. Mi fece pesanti accuse a cui avrei poter dato seguito a una bella denuncia. Non l’ho fatto perché non meritava considerazione e perché sapevo che i fatti col tempo mi avrebbero dato ragione. Spero solo che si vergogni,di certo non mi aspetto scuse che suonerebbero comunque false. 
Purtroppo però l’obbiettivo è ben lontano è ben lontano dall’essere raggiunto. Secondo l’accordo Minniti-ANCI in ogni comune dovrebbero essere presenti il 2,5 per mille di richiedenti asilo per abitanti.Ora San Marcello Piteglio conto poco più di 8000 anime e ai miei conti verrebbero 20 persone, al prefetto tornano 29 (misteri della matematica e della burocrazia),ma ne abbiamo 88. Quindi ben 59 in più della cifra che dovremmo avere secondo il prefetto,senza considerare gli 86 di Abetone Cutigliano (ne dovrebbero avere 12) e l’ottantina presente nella parte della montagna che ricade sotto il comune di Pistoia. 
La vera sfida è riportare il numero dei cosiddetti “profughi” nei parametri della legalità. Le regole lo ricordo sono state stabilite dallo scorso governo,affine all’attuale amministrazione del comune, tanto per ribadire che non seguono neanche le regole da loro stabilite. 
Nello spirito dell’accordo c’era di non congestionare un numero esagerato di richiedenti asilo nello stesso posto.Per questo Lizzano è diventato un simbolo della lotta,in quanto mettere 40 “profughi” (numero ufficiale,poi bisognerebbe controllare) in un paese di 100 persone va decisamente contro il senso di quanto avevano stabilito. Per questo la lotta della Lega montagna pistoiese si concentrano lì. 
Il sindaco Marmo nel corso degli incontri si è sempre detto disponibile in questo senso,ma purtroppo solo nelle parole a cui non si sono mai seguiti fatti. Dopo un anno dall’insediamento dell’attuale giunta non si può più dare la colpa solo alla precedente amministrazione. 
Sarebbe curioso anche il fatto che il sindaco affermi che non ci siano state grosse lamentele da parte dei residenti,mentre a me e alla Lega ne sono giunte molte. Si potrebbe fare la battuta sul fatto che quelli che protestano li trovo tutti io,ma sarebbe ingiusto.La realtà è che ovviamente le lamentele arrivano alla forza politica che realmente lotta contro questo fenomeno,non certo al PD. Senza contare che sul centro profughi di Lizzano incombe a torto o a ragione la figura del vicesindaco Rimediotti,che da ottimo medico si sta rivelando un pessimo politico. Certo per molti non ha senso lamentarsi del centro quando ci lavora un parente della seconda carica dell’amministrazione. 
In ogni caso la lotta della Lega montagna pistoiese non finirà e presto tornerò ad informarvi degli sviluppi della vicenda. 




Marco Poli 
Lega montagna pistoiese


mercoledì 31 gennaio 2018

DOBBIAMO DIRE BASTA ALLA TRATTA DEI MIGRANTI A SCOPO DI LUCRO !!! di Giovanni Donati

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IL COMUNE DI FABBRICHE DI VERGEMOLI EMETTE UN BANDO PER:
1.617.756,00 euro.
CONTROLLEREMO LA PROCEDURA ........
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CI SONO POLITICI CHE OGNI MATTINA SI ALZANO E PENSANO COME AIUTARE GLI ITALIANI...

E CI SONO POLITICI CHE OGNI MATTINA SI ALZANO E PENSANO A QUANTO POSSONO TRARRE VANTAGGIO DA ACCOGLIERE I MIGRANTI....
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FORSE E' IL MOMENTO DI DIRE BASTA !!!

 
 
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è solo un business per arricchire una cerca cricca.......

mercoledì 18 ottobre 2017

COMUNICATO STAMPA fondi a migranti, da Carlo Vivarelli, 18 Ottobre 2017


Comunicato stampa del consigliere Carlo Vivarelli del Partito indipendentista

18 Ottobre 2017 San Marcello Piteglio.

Comunicato stampa da Carlo Vivarelli, consigliere comunale del Partito Indipendentista Toscano
Il Partito Indipendentista Toscano, a seguito dell’articolo apparso su Il Tirreno di ieri a firma Marco Poli, della Lega Nord, ha inviato una mozione al consiglio comunale nella quale si chiede al consiglio stesso di prendere posizione contraria all’erogazione di fondi a favore dei presunti profughi. Carlo Vivarelli chiede che il consiglio voti una risoluzione che obblighi la Giunta a impegnarsi ad erogare tutti i fondi disponibili a favore delle famiglie locali in stato di indigenza, disoccupazione, difficoltà. Il PIT prenderà anche iniziative legali se essi fondi verranno destinati a persone che non appartengano alle nostre comunità. Carlo Vivarelli
A seguire il testo della mozione.

17 Ottobre 2017

Mozione riguardo alla destinazione di fondi eventualmente a favore di attività lavorative di “migranti”, come letto su Il Tirreno del 16 Ottobre 2017. Con questa mia chiedo al Consiglio Comunale di votare una risoluzione che vincoli la giunta Comunale a erogare, nel rispetto delle Leggi, qualsiasi tipo di fondo a favore della popolazione locale che si trovi in condizione di indigenza, disoccupazione, difficoltà economica. Carlo Vivarelli, Consigliere
 

domenica 15 ottobre 2017

SAN MARCELLO PITEGLIO LEGA NORD ANCORA SUI PROFUGHI, BORSE LAVORO E INOPERATIVITA' DEL COMUNE


Nuovo comunicato stampa della Lega Nord avente come oggetto ancora i richiedenti asilo, il centro profughi di Lizzano e le borse lavoro del comune.

Facciamo un rapido riassunto di quanto avvenuto fin qui. Alcuni mesi fa come rappresentante della Lega ho fatto un esposto,una lettera protocollata in comune e diversi incontri col Sindaco riguardanti il centro profughi di Lizzano Pistoiese e l'eccessivo numero di richiedenti asilo nel comune di San Marcello Pistoiese. Nella prima risposta ufficiale pervenutami si parlava di sopralluoghi fatti, contatti con le parti interessati,di adeguamenti in tempi congrui,ma senza specifica di tempi o altro.Questo per quanto riguarda Lizzano, per quanto riguardo il numero dei profughi si è stato ancora più vaghi per quanto possa sembrare impossibile. Ed a tutto questo nella risposta scritta il sindaco ha aggiunto la volontà di volere spendere 45.000 euro “destinati all'attivazione di un numero congruo di borse lavoro destinate a persone bisognose che possano fungere, in affiancamento alle cooperative, da fattore di stimolo per l'impiego dei profughi in lavori di cura e manutenzione del territorio e, al tempo, come vettore di conoscenza da trasferire ai medesimi anche in funzione di una loro maggiore gratificazione.”. Cosa a cui io e il mio partito ci siamo subito opposti,non tanto per le borse lavoro a favore dei bisognosi,ma per il fatto che questi poi supporteranno il mercato delle cooperative dei profughi,alleggerendole di un loro compito per cui già paghiamo soldi pubblici. La volontà di spendere questi soldi in tale senso è stata ribadita sia dallo stesso sindaco,sia dal vicesindaco Rimediotti nel consiglio comunale del 6 settembre a cui ho assistito personalmente. Poi però successivamente, dopo il mio comunicato stampa, in un colloquio istituzionale il sindaco torna indietro e afferma che quella delle borse lavoro per integrare i cosidetti profughi era un idea e non un vincolo. In seguito esce un articolo sul giornale dove Rimediotti parla delle borse lavoro senza menzionare i profughi. A questo punto il mio pensiero era che avendo avuto paura della contrarietà mia e della Lega (ma pure di una larga parte dell'opinione pubblica), avessero arretrato e fossero tornati sui giusti binari.

Poi apprendo dai giornali che i richiedenti asilo lavoreranno in convezione col comune e in “prospettiva” anche con gli abitanti locali che si aggiudicheranno le borse lavoro. Praticamente ciò che era stato affermato all'inizio,solo cambiato di forma per farlo apparire in maniera diversa, in uno dei migliori esempi del detto “se non è zuppa è pan bagnato”.
Oltretutto i richiedenti asilo impiegati saranno 25, ovvero quasi il numero esatto di quelli che dovrebbero stare nel nostro comune secondo accordi ANCI-Minniti ovvero 29. Ma solo nel nostro comune ce ne sono 88 e mi domando: gli altri 63? Sorvolando un attimo sul discorso che non ci dovrebbero stare,questi continueranno tranquillamente a non fare nulla mantenuti con le nostre tasse?
Questo è solo un tentativo (come per altro dichiarato dal vicesindaco ai giornali)di far dimenticare alla svelta gli incresciosi fatti successi recentemente all'Abetone.Un tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto,mentre si sorvola sul problema vero,quello della sicurezza.
Così come si passa sopra al fatto che si tiene aperta la struttura di Lizzano nonostante la ormai affermata inadeguatezza del sistema fognario e la ormai palese intenzione di non fare nulla per adeguarla da parte sia della curia sia della cooperativa che l'ha in carico. Una qualsiasi altra struttura con problemi analoghi sarebbe stata chiusa da un pezzo,invece qui si fa spallucce.Se si deve ridurre il numero di 59 unità,quale più rapida soluzione di chiudere una struttura inadeguata facendone trasferire 40 in altri comuni?
Mi stupisco inoltre che escluso il consigliere Vivarelli,l'altro gruppo di opposizione in comune non faccia nessuna azione attiva sul problema di Lizzano e sul numero dei richiedenti asilo nel comune,visto che questo è stato supportato da forze di destra come Forza Italia e FDI-AN. Quest'ultimo partito molto presente sul problema nei confinanti comuni di Abetone Cutigliano e Pistoia,ma che nel nostro non viene detto neanche una parola dai rappresentanti locali.
Inutile dire che la Lega continuerà a restare sul pezzo per risolvere il problema con iniziative anche più pesanti e portare all'attenzione pubblica tutti giochetti che vengono fatti su questo business.

Marco Poli

Lega Nord Montagna Pistoiese


lunedì 9 ottobre 2017

PROFUGHI NELLA MONTAGNA PISTOIESE


Chi segue la mia attività sa che sia a livello di blogger che a livello politico mi sono occupato del problema dei profughi nella montagna pistoiese, e in particolare del centro di Lizzano Pistoiese.
Ho scritto articoli,ascoltato i problemi della gente,fatto esposti,protocollato lettere in comune,cercato di sensibilizzare i consiglieri di minoranza e maggioranza sul tema,incontri col sindaco e in futuro ci sarà da rincarare la dose per risolvere il problema.
In questi giorni l'appennino pistoiese è sulla bocca di tutti per quanto avvenuto al centro profughi di Abetone. Della vicenda sono protagonisti due nigeriani.Una 23enne di nazionalità nigeriana, ha denunciato di avere subito una violenza sessuale da parte di uno degli ospiti della struttura, un connazionale 25enne. Da una prima ricostruzione dei fatti, la  ragazza, che  verosimilmente dovrebbe esercitare il meretricio, ed è a sua volta ospite  di un centro d’accoglienza di Pistoia, avrebbe conosciuto il connazionale nella mattinata di ieri a Pistoia e con lui, benchè estranea alla struttura della montagna pistoiese, si sarebbe  introdotta  abusivamente all’interno del centro dove sarebbe stata costretta a subire dallo stesso 25enne,  un rapporto sessuale sotto la minaccia di un coltello. In una seconda analisi sembra che invece si sia trattato di una prestazione non pagata. Ma aldilà di questo incominciamo a dire alcune cose.
I profughi in questione sono nigeriani e questi non hanno diritto allo status di profughi.In un’intervista concessa al britannico Telegraph,nel novembre dello scorso anno il presidente della Nigeria, Buhari, spiega come ad abbandonare il suo Paese siano in gran parte i criminali, e che non avrebbero alcun motivo di chiedere asilo, visto che in Nigeria non ci sono guerre.
Parlando con il corrispondente Colin Freeman durante un viaggio a Londra, Buhari ha avvertito i suoi concittadini di “smettere di cercare Asilo politico all’estero”, perché i nigeriani che “partecipano all’esodo di clandestini verso l’Europa, lo stanno facendo solo per ragioni economiche, piuttosto che perché erano in pericolo.” Ha continuato dicendo che “a causa del numero di nigeriani detenuti per violazioni della legge in tutta Europa, è improbabile ottenere molta simpatia all’estero!”“Alcuni nigeriani affermano che è troppo difficile tornare a casa, ma hanno anche reso difficile ad europei e americani accettarli, a causa del numero di nigeriani nelle prigioni di tutto il mondo accusati di traffico di droga o di traffico di esseri umani”, ha detto.“Non credo che i nigeriani abbiano motivo di lamentarsi. Possono rimanere a casa, dove sono richiesti i loro servizi per ricostruire il paese”.Lo ha detto il presidente della Nigeria,non un italiano”razzista”.
Poi se c'è stata prostituzione,sorvolando come la penso sul tema (andrebbe regolarizzata ma affronterò il tema nella completezza un altra volta) questa è ancora un reato in Italia e quindi la donna perdere i requisiti per richiedere l'asilo politico,che comunque non aveva.
Se c'è stato stupro è il giovane che ha perso i diritti (che non ha) e in questo caso sarei curioso di sapere come la pensano i”buonisti” sempre pronti a difendere i presunti profughi qualsiasi cosa facciano. Qui come se la cavano? Nessun altro di mezzo,solo le risorse di cui va tanto fiera la Boldrini.
E vogliamo parlare della cosa più grave? Lasciando perdere cosa è realmente successo,una persona non autorizzata è riuscita ad entrare nel centro profughi di Abetone,dove si è consumato un reato (Stupro o prostituzione che sia). É in questo modo che viene garantita la sicurezza di questi centri? O hanno ragione i “cattivi” (tra cui io) che dicano che sono lasciati allo sbando totale.
Quanto passerà prima che accada qualcosa di brutto anche sulla montagna pistoiese? L'abbiamo più volte sfiorato ma se non è successo nulla è stata solo fortuna.
La verità è che viviamo in paese dove ci si adopera per sfrattare una vecchia di 95 anni dalla propria casa di legno,pagata con i suoi soldi,perchè questa è abusiva per metterla in un container e si lascia aperto il centro di Lizzano Pistoiese,anche se non ha le fogne a norma. Cosa per la quale non si andrebbe tanto per il sottile se fosse una casa privata. Quando succedono queste cose mi chiedo se la razza umana non meriti l'estinzione.
Mi adopererò insieme al mio partito e a chi vorrà unirsi alla lotta,perchè siano ripristinati almeno i parametri di sicurezza, di legalità e del numero di profughi che dovrebbero essere nella montagna pistoiese.

Distinti Saluti







venerdì 29 settembre 2017

RECENSIONE Dalla passione alla rabbia


Esiste una morsa che schiaccia chi non vuole stare nel calderone della reticenza. C'è chi ha voluto (e ancora vuole) schiacciarmi, umanamente e professionalmente. Ha avuto piccole vittorie, questo è vero, ma non mi ha sconfitto. E questo vuol dire che, la Libertà, è uno spazio concesso solo a chi è capace di resistere.


Scrivere la recensione di un libro è sempre un qualcosa che faccio volentieri,specie se mi ha appassionato.
“Dalla passione alla rabbia” è un libro che consiglierei di leggere a tutti. Una appassionata e sincera denuncia in prima persona di un semplice poliziotto (come ama definirsi l' autore) che oltre ad essere un uomo delle istituzioni e' in primo luogo un cittadino che ha trovato il coraggio di non voltarsi dall' altra parte e non piegare mai la testa di fronte ad una storia di ordinaria corruzione e malaffare nel mondo del sempre piu' redditizio business dell'immigrazione e dei centri di accoglienza per i richiedenti asilo.
IL lungo racconto di Contucci, fa riflettere e meditare, è un insegnamento di civiltà che dobbiamo ascoltare e fare nostro per tendere una mano a questo giovane uomo che ha avuto il coraggio di mostrare il suo volto, che ha avuto la perseveranza, nonostante gli ostacoli posti sul suo cammino privato e professionale, di puntare il dito su un argomento che fa discutere, solo discutere, senza agire, il ‘fenomeno immigrazione’, leggendo quelle parole diventa una realtà conosciuta a pochi e sconosciuta ai molti e questo giovane uomo.
Daniele Contucci, ha avuto l’ardire di sfidare le autorità, battendo i pugni sul tavolo per farsi ascoltare, ha avuto la tenacia di perseguire l’ideale che i vertici, e non solo i vertici ma anche la politica e i sindacati, hanno poi tradito con noncuranza, abbandonandolo a se stesso, una voce fuori dal coro che deve essere messa a tacere.
Non ha avuto peli sulla penna nello scrivere Daniele Contucci, guardia a difesa del popolo italiano, e ha denunciato i fatti e i misfatti di una classe che dovrebbe essere a protezione del cittadino mentre invece è al servizio di interessi e maneggi vari, guidata, questa classe, da burattinai ben occulti che del potere ne hanno fatto un’arma a difesa dei propri privilegi. Daniele Contucci si è messo in prima persona per una denuncia sociale che doveva essere fatta, una denuncia sociale affinché il cittadino italiano sapesse in quali condizioni i nostri poliziotti sono costretti a prestare il loro servizio, tra l’altro mal pagato, a quali pericolose malattie esposti senza protezioni, un quadro che lascia sbigottiti di fronte a questa realtà chiamata ‘fenomeno immigrazione’ e che costa al cittadino italiano fior di quattrini che andranno in tasca non certamente a quella povera gente che sbarca sulle nostre coste in cerca di un futuro, ma che andrà in tasca a quei potenti che già ricchi, avidi sempre più di denaro e potere, se ne faranno godimento personale.
Un libro che non lo nascondo ha fatto male leggerlo, più di altri, ma che consiglio a tutti di leggere in accoppiata con “profugopoli” di Maria Giordano per avere una visione a 360° su tutto il business che gira intorno ai migranti.
Spero prima o poi di conoscere Daniele personalmente e stringergli la mano, nel frattempo farò conoscere il suo libro il più possibile

L'autore 

Daniele Contucci Daniele Contucci è nato a Roma il 28 novembre 1970. Ha un diploma tecnico per geometri e ha iniziato studi universitari in giurisprudenza interrotti per esigenze personali e familiari. Poliziotto dal 1990, ha lavorato su tutto il territorio italiano, nel controllo del territorio e dell'ordine pubblico, specializzandosi poi in materia d'immigrazione. Ha ricoperto un incarico sindacale, denunciato pubblicamente la cattiva gestione del fenomeno immigrazione. Ha lavorato al CARA di Mineo CT, riducendo notevolmente la permanenza dei richiedenti asilo politico: la task force di cui faceva parte, stranamente veniva demansionata e poi chiusa. Ha denunciato l'esposizione rischio malattie infettive durante gli sbarchi di migranti e i loro mancati fotosegnalamenti, causa di un'infrazione europea ai danni dell'Italia. Successivamente subiva ritorsioni in ambito lavorativo. Per questo e molto altro continua le sue battaglie di libertà, verità e giustizia contro la casta e il malaffare, con grande forza e coraggio. È dirigente sindacale Consap in servizio presso la Direzione Centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle Frontiere.




Distinti saluti