Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
domenica 17 giugno 2018
I GRANDI RITRATTI DELLA SPECOLA PAPIRIANA : ENRICO BERLINGUER......
Prima dell'avvento di Fedez e Chiara Ferragni, il giovanotto che voleva acquisire autorevolezza e sintomatico mistero tra i suoi coetanei doveva necessariamente scegliere tra due alternative:
1) indossare la maglietta che ritraeva due giganti dell'immaginario collettivo, ovvero Jim Morrison ed Ernesto "Che" Guevara;
2) non perdere occasione per citare il sacro nome di Enrico Berlinguer.
Nonostante la prima alternativa risultasse maggiormente appagante in termini di approcci con l'altro sesso, molti preferivano la strada che portava alla conquista della nomea di intellettuale comunista, fustigatore della modernità piccoloborghese e fiero antagonista della società dei consumi di massa.
La formazione di ogni intellettuale comunista passava necessariamente dalla lettura delle opere di Enrico Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984), il baluardo della democrazia italiana dopo la proposta del compromesso storico con il partito di Aldo Moro.
Uno strano caso del destino quello di essere diventato lo strenuo difensore della democrazia italiana.
Nel 1950 Berlinguer era diventato segretario della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, che gli aveva dato occasione per stringere rapporti con due futuri campioni della democrazia: Hu Yaobang, che diventerà segretario del Partito Comunista Cinese, ed Erich Honecker, che arriverà ad essere Capo di Stato della Repubblica Democratica Tedesca.
Questo strano caso del destino anticipa le contraddizioni che caratterizzano il Berlinguer leader del PCI e promotore dell'eurocomunismo, la versione disneyana del socialismo reale alla quale nessuno ha mai davvero creduto ma che non ha impedito alla sua figura di acquistare una dimensione mitica che ovviamente è ben lontana dalla realtà storica.
Premesso che non è stato facile guidare il Partito Comunista Italiano nel corso dei tormentati anni Settanta, Berlinguer è stato omaggiato da film, libri, canzoni e manifestazioni di stima di vario tipo, tra cui non possiamo dimenticare l'essere preso in braccio da Benigni sul palco di una manifestazione del 1983.
Difficile, per non dire impossibile, rimanere immuni al fascino della travolgente retorica di Berlinguer.
Basterà ricordare quanto da lui affermato nel corso di una tribuna politica televisiva del 1972: «Vogliamo una società socialista che corrisponda alle condizioni del nostro Paese, che rispetti tutte le libertà sancite dalla Costituzione, che sia fondata su una pluralità di partiti, su un concorso di diverse forze sociali. Una società che rispetti tutte le libertà meno una: quella di sfruttare il lavoro di altri esseri umani, perchè questa libertà tutto distrugge e rende vane tutte le altre».
Un sintetico programma politico che verrebbe sottoscritto da tutti coloro che si professano di sinistra; una società socialista che rispetti tutte le libertà costituzionali.
Vale appena il caso di ricordare che il mirabile programma venne prontamente dimenticato quando nel 1981 la Polonia venne salvata dall'invasione dell'Armata Rossa solo grazie al colpo di Stato di Jaruzelski.
Tacque la travolgente retorica di Berlinguer e con essa tacquero gli intellettuali comunisti difensori delle libertà, anche se avrebbero avuto molto da dire.
Quella di Berlinguer fu vera gloria?
Lasciamo la risposta al libero arbitrio del lettore, non senza fornire elementi di giudizio tratti direttamente dalla ricca produzione epistolare di Berlinguer.
LA QUESTIONE MORALE
Nel corso della celebre intervista a Eugenio Scalfari nel 1981, Berlinguer sostenne che «i partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato … ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità. Le sembra che debba incutere tanta paura agli italiani?».
Ci sia permesso rispondere affermativamente a questa domanda: gli italiani avevano ragione ad avere paura di un partito che veniva illecitamente finanziato da Mosca, come pacificamente ammesso da Armando Cossutta nel 1999.
Bettino Craxi lo aveva dichiarato apertamente: «in materia di finanziamento estero il Pci, divenuto poi Pds, a differenza degli altri Partiti, aveva organizzato una vera e propria struttura permanente che nel corso dei decenni, si è venuta costantemente ampliando e perfezionando sì da garantire dei flussi di finanziamento costanti che rappresentavano una parte certamente rilevante delle sue entrate. Il potere sovietico, anche nei momenti di incomprensione e di difficoltà nei suoi rapporti con il Pci e le sue elaborazioni politiche, sia pure diffidandone, ha sempre continuato a considerare il Partito Comunista italiano come il suo principale alleato occidentale».
IL RISENTIMENTO COME VALORE
In una lettera a Marco Pannella, Berlinguer scriveva che «è bene che nella società civile sussistano sempre ampi motivi di risentimento e che essi si manifestino di continuo, anche al prezzo di un certo disordine apparente. La libertà, come ci insegna l'illustre amico Bobbio, non sta ferma e chi crede che stia ferma l'ha già abbandonata. Ove pertanto un motivo di risentimento venga meno, si rende necessario rimpiazzarlo con un altro, escogitato con accortezza, sì che la corsa risentita dietro la libertà non finisca mai ...
La grandiosità del nostro progetto sta appunto nel trasformare ogni cittadino silente in risentito di professione... per fare uscire il popolo dal guscio bisogna importunarlo, costringerlo a lagnarsi, fargli vedere quotidianamente tanti piccoli motivi di malcontento».
Ci sia permesso sottolineare che abbiamo il forte sospetto che la lezione di Berlinguer oggi sia stata raccolta da Salvini e dal suo partito: i lusinghieri recenti risultati elettorali della Lega non sono altro che il frutto di una corsa risentita dietro la libertà.
Davvero non capiamo perchè i tragicomici epigoni del PCI d'antan si ostinino ad etichettare come xenofobi e razzisti coloro che vogliono fare vedere al popolo tanti motivi di malcontento.
LA FUNZIONE SOCIALE DEL CARCERE
In una lettera ad un esponente di una formazione politica che teorizzava la lotta armata, Berlinguer esprimeva il suo pensiero nei termini che seguono:
«circa la pena da irrogare all'individuo che ha delinquito, non bisogna farsi eccessive illusioni sulla sua funzione rieducatoria, a dispetto dell'enunciato costituzionale. L'istituto di pena non deve costituire né il luogo in cui viene perpetrata la vendetta sociale, nè un illusorio centro di rieducazione. Il carcere deve essere uno strumento di difesa sociale, né più né meno; e la rivoluzione d'ottobre infatti soppresse, almeno fino al 1934, il concetto di pena e lo sostituì con quello di misura di difesa sociale».
Ogni commento è superfluo.
Ci sia solo permesso sostenere con forza che coloro che vivono nel mito di Berlinguer non lo hanno letto oppure non lo hanno capito.
Senza ovviamente escludere tutte e due le cose contemporaneamente.
SANE VENTATE DI EVERSIONE SOCIALE
In una lettera indirizzata ad Antonio Negri, Berlinguer apriva il suo cuore e si esprimeva come segue:
«io, caro Antonio, ormai avanti negli anni ed isolato nelle pratiche burocratiche della segreteria di un partito sempre al limite della sclerosi ove non sia stimolato da ventate di eversione sociale, non posso certo appoggiarvi apertamente ma, con trent'anni in meno sulle spalle, sarei certamente al vostro fianco, se non a far cagnara nelle piazze, almeno a dare il mio contributo intellettuale alla socializzazione di quei desideri di massa che voi volete soddisfare. E nulla mi sarebbe più gradito».
Un vero peccato che Berlinguer abbia conosciuto la sclerosi della segreteria del partito e l'onta di un'età non più consona alla cagnara di piazza.
Il suo contributo intellettuale alla socializzazione dei desideri di massa ci avrebbe risparmiato Giovanni Consorte e Pier Luigi Boschi, i governi-ombra di Walter Veltroni, le spudorate ingerenze di George Soros nell'azione dei governi retti dai tragicomini epigoni del PCI d'antan, oltre al terrorismo mediatico dello spread.
Solo un genuino spirito di carità di Patria ci impone di non ricordare come un recente (e fallito) tentativo di riforma costituzionale avesse la sua ragione d'essere nello "spostamento del baricentro decisionale connesso alla forte accelerazione del processo di integrazione europea" ed in una "esigenza di adeguare l'ordinamento interno alla recente evoluzione della governance economica europea".
Ovvero un processo ablativo di sovranità a beneficio di centri di potere politico che non conoscono la censura della cabina elettorale.
FREUD AVEVA RAGIONE
Vogliamo chiudere con la lettera di Berlinguer ad Angelo Pezzana.
L'Enrico nazionalpopolare rivela la sua indole umana, come tale non immune dalle grazie femminili. Partendo da una riflessione su un imbruttimento della corporeità degli uomini, ben testimoniata dai pantaloni a zampa di elefante che hanno funestato gli anni Settanta del secolo scorso, Berlinguer chiedeva polemicamente: «dove sono finiti i cosiddetti pezzi di figa?».
Se avesse chiesto a Berlusconi lo avrebbe saputo.
__________________________
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio, Pietrasanta (LU)
mercoledì 30 maggio 2018
SPECOLA PAPIRIANA: SERGIO MATTARELLA, UN PRESIDENTE IN CERCA D'AUTORE?
Domenica scorsa però abbiamo avuto la conferma che le nostre istituzioni sono state oggetto di una progressiva delegittimazione.Nonostante ciò che si può leggere in giro, questa impasse non ha origine su Paolo Savona, che sarebbe stato un degnissimo nome per ricoprire l'incarico di ministro dell'economia - ricordiamo che lo stesso Mattarella ha precisato di non mettere in discussione la preparazione di Savona. Lo stallo politico ha invece origine nella preventiva censura di un ipotizzato punto di programma del nascituro governo; nello specifico si è assunto che questo governo avrebbe posto in essere politiche anti-Europa e anti-Euro, benché nel Contratto di Governo tra le due parti (Lega e Movimento 5 Stelle) non vi sia nessuna conferma né esplicito riferimento a tutto questo.
Come certamente dovrebbe sapere uno studioso della Costituzione, tale potere legislativo - pro o anti Euro - spetta comunque al Parlamento e non alla Presidenza della Repubblica.
Un mutamento iniziato molto prima di lei e che lei ha dato la sensazione di subire.
__________________________
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio,
giovedì 5 ottobre 2017
SPECOLA PAPIRIANA: Pietrasanta, il commissario prefettizio Giuseppe Priolo è un fan dell'accoglienza !!!
__________________________
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio,
martedì 19 settembre 2017
SPECOLA PAPIRIANA: Dimissioni Mallegni, Pietrasanta si riempirà di migranti?
__________________________
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio,
venerdì 19 maggio 2017
EDITORIALE: I grandi ritratti della Specola Papiriana: lo "sciagurato" U.
__________________________
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio,
mercoledì 17 maggio 2017
SPECOLA PAPIRIANA, il PD e legge elettorale AD PARTIUM .....
Forzando la mano, ieri il Partito Democratico ha costretto il relatore Mazziotti a ritirare il testo base sulla legge elettorale.
Il PD, come al solito, ci sta sfottendo così come sta sfottendo alcuni dei partiti presenti in Parlamento.
La sua proposta, un ircocervo maggioritario-proporzionale che viene fatto bellamente passare come una legge "alla tedesca", è costruita ad usum del Partito Democratico e del suo segretario che smania dalla voglia di ritornare a Palazzo Chigi.
La proposta prevede una metà dei seggi assegnati con sistema maggioritario semplice, quindi niente doppio turno - tanto osannato da Renzi anche recentemente - mentre l'altra metà viene assegnata con sistema proporzionale sbarrato al 5%. Come se non bastasse, viene assegnato un premio di governabilità di 90 seggi alla lista che ha ottenuto più voti validi a livello nazionale.
Questa proposta non ha niente della legge tedesca, che è a base proporzionale e non maggioritaria, pertanto la quota di seggi assegnata col sistema maggioritario viene sottratta alla quota di seggi ottenuta col sistema proporzionale. Nel nostro caso, invece, la proposta è a base maggioritaria poiché il premio di governabilità, quantificato in 90 seggi, ovvero il 15%, viene sottratto alla quota proporzionale, per cui la realtà è che il 50% dei seggi è assegnato col maggioritario, solo il 35% viene assegnato col proporzionale ed il rimanente 15% è assegnato come premio alla prima lista.
Ora c'è un problema, anzi, due: primo problema, cosa succede se una lista ottiene più voti nella parte proporzionale mentre un'altra prende più seggi in quella maggioritaria? A chi viene assegnato il premio?
Secondo problema, ben più grave, è la costituzionalità. Nella sentenza 1/2014 la Consulta rileva che "Alcuni aspetti problematici sono stati ravvisati nella circostanza che il meccanismo premiale è foriero di una eccessiva sovra-rappresentazione della lista di maggioranza relativa, in quanto consente ad una lista che abbia ottenuto un numero di voti anche relativamente esiguo di acquisire la maggioranza assoluta dei seggi." Un sistema elettorale del genere darà sicuramente adito a nuovi ricorsi.
In questa battaglia, il PD ed il suo segretario stanno giocando col fuoco ed insieme a loro stanno giocando col fuoco anche i suoi alleati. Questo, più che un dibattito politico sembra essere diventato il gioco dell'oca dove c'è sempre il rischio, lanciando i dadi, di ripartire dalla prima casella, ovvero dal dover riscrivere da capo e per l'ennesima volta una nuova legge elettorale perché la Consulta, puntualmente, la boccia.
__________________________
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio, Pietrasanta (LU)
giovedì 20 aprile 2017
SPECOLA PAPIRIANA: BELLA BOLGIA IN FRANCIA.... (Scenari Internazionali)
__________________________
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio,
mercoledì 19 aprile 2017
VERSILIA, I GRANDI RITRATTI DELLA SPECOLA PAPIRIANA: ETTORE NERI
"Cantami, o Diva, dell'Ettore astuto e scaltro che a lungo andò girovagando..."
Se mai verrà scritto un poema epico con protagonista Ettore Neri, che per dieci anni è stato il sindaco di Seravezza, questo sarà il proemio.
1. La prima elezione a Sindaco di Seravezza
Ma lasciamo la Musa a faccende più nobili e torniamo con la memoria al 2006.
A Seravezza incombevano le elezioni amministrative e il centrosinistra seravezzino doveva risolvere due problemi: fronteggiare il ritorno di Lorenzo Alessandrini e riscattare l'evanescente giunta Mazzucchi, che per cinque anni aveva amministrato Seravezza senza particolare lode e senza particolare infamia.
La storia ci racconta che il centrosinistra fece la scelta giusta: candidando Ettore Neri, risolse i suoi problemi e vinse le elezioni.
In verità l'evanescente giunta Mazzucchi così evanescente non fu ed alcune cose buone le aveva fatte: ad esempio recuperare l'ex Teatro De' Costanti - cioè le odierne Scuderie Granducali - e perorare la causa del potenziamento dell'Istituto professionale in via XXIV Maggio - oggi scuola Alberghiera "Marconi" - che sin da subito ha conosciuto un crescente successo che ancora oggi non accenna a diminuire.
2. La rielezione a Sindaco di Seravezza
Ettore Neri proseguì quindi lungo la strada tracciata dal suo predecessore, recuperò l'intera area Medicea - poi assunta a rango di sito Unesco - e costituì la Fondazione Terre Medicee alla fine del 2009.
Un fiore all'occhiello che è stato il biglietto vincente per le successive elezioni amministrative del 2011, che Ettore Neri ha stravinto con il 68,54% dei voti validamente espressi.
I commentatori più acuti diagnosticarono che il popolo seravezzino era stato colpito da una epidemia di ettorite.
Senza dubbio un eccellente risultato elettorale, che probabilmente ha fatto maturare nel nostro eroe la convinzione di poter essere ucciso solo da pallottole d'argento.
3a. Due scelte poco azzeccate: Fondazione Terre Medicee
Forte di questa presunta invulnerabilità, nei cinque anni successivi Ettore Neri ha difeso scelte non esattamente azzeccate, due delle quali vale la pena ricordare.
La prima è aver indicato l'amico Manrico Nicolai - ex sindaco di Pietrasanta - quale Direttore Generale della Fondazione Terre Medicee.
La dura realtà dei dati contabili racconta che il bilancio della Fondazione Terre Medicee si chiuse al 31 dicembre 2010 con debiti pari a €215.763.
Il cambio di rotta si rese inevitabile e Ettore Neri indicò l'amico Franco Carli quale successore di Nicolai. I dati contabili non furono meno impietosi: il bilancio della Fondazione Terre Medicee si chiuse il 31 dicembre 2011 con debiti pari a €390.760, che salirono l'anno successivo alla stratosferica cifra di €526.861.
La Fondazione Terre Medicee si era trasformata nell'Affondazione Terre Medicee, confermando il motto "dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io".
3b. Due scelte poco azzeccate: centraline idroelettriche
La seconda scelta non esattamente azzeccata è stata la sostanziale ambiguità dell'allora sindaco in merito al progetto delle due centraline idroelettriche sui torrenti Serra e Vezza. Nonostante le puntuali argomentazioni giunte da più parti, tese a dimostrare che quella iniziativa era riferibile agli interessi di un personaggio già allora molto discusso come Marco Marenco, il nostro eroe pontificava come segue: «Gli amministratori pubblici seri devono avere il coraggio di affrontare i problemi e anche di scommettere sulla validità, qualità e onestà del controllo pubblico sui progetti privati».
Alla fine, questo progetto privato delle centraline idroelettriche è stato abbandonato. Ma purtroppo non è stato abbandonato - com'era auspicabile - grazie ad un "no" da parte della Regione Toscana, della Provincia di Lucca o del Comune di Seravezza. È stato abbandonato solo ed esclusivamente perché nell'aprile 2015 Marco Marenco è finito in manette per il crac Borsalino, accusato di bancarotta fraudolenta per un buco di oltre 3 miliardi di euro collegato, tra l'altro, ad un'ottantina di società a lui riconducibili che operavano proprio nel settore dell'energia.
A scanso di equivoci sottolineiamo che Ettore Neri non ha nulla a che fare con questo Marenco né tantomeno con le sue vicissitudini giudiziarie. La nostra è una valutazione squisitamente politica, e cioè che sull'intera vicenda delle centraline idroelettriche a Seravezza, l'auspicato "controllo pubblico" ci è sembrato alquanto rarefatto.
4. Ettore Neri paladino inascoltato della sanità versiliese
Nel frattempo il sagace Neri ha fatto strada all'interno del PD, diventando Presidente della Conferenza dei Sindaci della Versilia e candidandosi alle regionali del 2015.
Il nostro eroe ha presieduto anche la Società della Salute e, proprio sulla sanità, ha affermato che «La Versilia dovrà avere un ruolo forte nel sistema sanitario della costa».
La mattina del 2 febbraio 2015, Ettore Neri è intervenuto all'audizione presso la IV commissione del Consiglio regionale della Toscana sulla proposta di legge di riordino della sanità: i ben informati ci dicono che si era preparato a fondo per quell'occasione.
Tuttavia, constatando come oggi la sanità versiliese uscita da quella legge di riordino evidenzi più di un problemino, noi, uomini di modesti mezzi intellettuali, concludiamo che Ettore Neri o non è stato ascoltato o non si è spiegato bene. Di fatto quel "ruolo forte nel sistema sanitario della costa" è rimasto solo sulla carta.
5. I rapporti col PD e la mancata elezione al consiglio regionale toscano
Inoltre, temiamo che Ettore Neri sia pure stato bistrattato dal suo stesso partito. In occasione delle elezioni regionali che lo hanno visto contrapposto al renziano Michele Silicani, l'astuto Ettore ha incassato complessivamente 8.057 preferenze.
Niente male, anche se il treno per Firenze è stato perso. Infatti la giovine Ilaria Giovannetti, probabilmente supportata in maniera più decisa dal partito, di preferenze ne ha prese 9.277.
Vale inoltre la pena di evidenziare il risultato di queste elezioni regionali ottenuto nella natìa Seravezza, dove il nostro eroe ha preso 2.084 preferenze, cioè meno di quanto fosse lecito pensare e molto meno di quanto pensasse lo stesso Ettore Neri.
I commentatori più acuti - ricordando i 5.140 voti presi alle amministrative del 2011 - conclusero che l'ettorite era stata infine debellata.
Non a caso la maggioranza guidata da Ettore Neri si è spaccata quando venne ufficializzato il nome di Riccardo Tarabella a candidato sindaco per le amministrative del 2016.
Sono volati stracci e sono state ritirate deleghe, ma la sfida elettorale contro i dissidenti guidati da Andrea Giorgi viene vinta proprio da Tarabella e quindi da chi lo ha imposto all'elettorato seravezzino.
6. Versilia, su la testa!
Un bel giorno, Ettore Neri ha ritenuto fosse giunto il momento di costituire una associazione che ha chiamato "Versilia su la testa!". Confessiamo candidamente che noi, uomini di modesti mezzi intellettuali, mai arriveremo a comprendere le ragioni che hanno portato a battezzare in questo modo la neonata associazione.
Presupposto necessario del tirare su la testa è averla abbassata. E se la Versilia ha abbassato la testa probabilmente deve ringraziare coloro che hanno amministrato i sette comuni versiliesi negli ultimi anni. Ed Ettore Neri è tra questi.
7. Slalom gigante
Guardando al presente, l'impressione è quella di una carriera politica in fase calante, come testimoniano gli incarichi (alla Regione prima e a Viareggio poi) di cui abbiamo letto e sentito vociferare che però non sono mai arrivati.
Il nostro Ettore si guarda attorno: la strategia per avere ancora sopravvivenza politica è ovviamente quella di tenere aperte quante più porte possibili.
Lo scorso novembre ha sponsorizzato quel SÌ referendario che Renzi aveva trasformato in una prova di consenso personale e, dopo appena pochi mesi, scopriamo il nostro eroe sostenitore della candidatura di Andrea Orlando alla segreteria nazionale del PD.
Forse è il caso di ricordare che Andrea Orlando corre proprio contro lo stesso Renzi del SÌ referendario. Nel supremo sforzo di farvi una telecronaca sintetica di questo impegnativo slalom, possiamo ricordare che il callido Ettore Neri, cresciuto nell'antica scuola di Enrico Berlinguer, è passato da Pierluigi Bersani a Gianni Cuperlo, poi da Matteo Renzi ad Andrea Orlando. E questo è l'ultimo aggiornamento in tempo reale, per ora.
8. Pausa caffè
Parlando di attualità, ci duole ricordare che il Comune più virtuoso d'Italia è interessato da una vicenda giudiziaria che punta il dito contro due Uffici comunali.
Quelle che inizialmente furono definite "pause caffè" si sono trasformate in un'inchiesta penale ed il reato contestato a sette dipendenti comunali è quello di truffa.
Fermo restando che l'articolo 27 della Costituzione statuisce al 2° comma che l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva, ci chiediamo se non sia stato avventato liquidare la questione con le seguenti parole: «Sono io il mandante dei caffè».
Il callido Ettore ha valutato le conseguenze di un'eventuale conferma delle responsabilità penali che gravano sugli indagati? Nell'ipotesi di una sentenza di condanna, il nostro temerario Neri si rende conto che avrebbe ammesso di essere il mandante di quei comportamenti? Questo, dal nostro umile punto di vista, rischia non essere il miglior biglietto da visita di un potenziale candidato sindaco per le amministrative del 2021.
9. Dei Comuni Virtuosi e del bello scrivereRimanendo in attesa di vedere gli sviluppi giudiziari della vicenda, concludiamo con una puntualizzazione ed una curiosità.
La puntualizzazione riguarda il Comune più virtuoso d'Italia. In realtà non esiste il Comune più virtuoso d'Italia. Esiste l'Associazione dei Comuni virtuosi, un ristretto club cui fanno parte appena un centinaio di Comuni, tra i quali Seravezza, a fronte dei 7.981 Comuni italiani complessivi. Seravezza non è pertanto il Comune più virtuoso tra tutti i 7.981 Comuni d'Italia, come invece la ridondante definizione vorrebbe far intendere.
La curiosità, infine, è inerente a quello che scrive Ettore Neri nel suo libro "L'Italia, il PD e la sinistra" (Maschietto Editore, 2014). Leggiamo: «L'elettore di sinistra, come un amante tradito, come per un amore perduto, si è progressivamente allontanato da posizioni di adorazione acritica del Partito e del Capo politico per assumere, piuttosto, atteggiamenti molto sospettosi, molto critici che, a volte, sembrano diventare perfino eccessivi nei confronti di coloro che li subiscono».
L'ha scritto nel 2014, appunto, e la domanda sorge spontanea: Ettore Neri stava teorizzando in astratto oppure stendeva anzitempo le memorie di ciò che sarebbe avvenuto negli ultimi mesi del suo secondo mandato da Sindaco di Seravezza?
10. Conclusioni
Potevamo finire qui il nostro personale ritratto sull'ex sindaco di Seravezza, pur tuttavia ci pareva ingiusto, e finanche scorretto, non evidenziare - oltre a quanto già detto sull'area Medicea e sulla scuola alberghiera - almeno altri due dati positivi che hanno segnato l'epoca Ettoriana. Il primo è un dato contabile: durante i due mandati che lo hanno visto sindaco di Seravezza, i bilanci del Comune sono stati tenuti rigorosamente in ordine. E questa non è una cosa di poco conto.
Peccato che la stessa scrupolosità non sia stata applicata anche alla Fondazione Terre Medicee, ma forse siamo noi che pretendiamo troppo.
Il secondo dato riguarda una considerazione personale che agli occhi della Specola Papiriana ha grande valore: spesso, troppo spesso, politici che concludono un significativo periodo amministrativo o istituzionale, si vedono offrire un bel posticino in uno dei tanti enti inutili che abbondano nel nostro Paese. Un posticino grazie al quale questi politici trovano un confortevole parcheggio che garantisce loro un adeguato reddito (pubblico, naturalmente) a fronte di un lavoro spesso di facciata o addirittura solo nominale.
Il nostro Ettore Neri non ha fatto niente del genere: terminato il suo ultimo mandato da Sindaco, ha aperto la partita IVA e si è messo a lavorare in proprio nel settore lapideo. Oggi pertanto vive del suo lavoro come fa ogni persona per bene di questo Paese.
Onore al merito.
Specola Papiriana
Castello di Solaio, Pietrasanta (LU)
mercoledì 12 aprile 2017
I grandi ritratti della Specola Papiriana: Maurizio Verona
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio,
venerdì 7 aprile 2017
SPECOLA PAPIRIANA: La Normalizzazione made in USA
Si normalizza Trump, che bombarda la Siria dando per buono il fatto che ci sia Assad dietro all'attacco col gas (cosa strategicamente inutile e politicamente dannosa), qualche lacrimuccia sui bimbi morti (come se quelli uccisi dai droni USA siano meno morti) e via con una cinquantina di missili che evidentemente sono a base di vitamine. Si rientra così nel solco delle varie presidenze USA che usano la mazza all'esterno per far passare in secondo ordine i problemi al'interno. Ti accusano di intelligence con i Russi? E tu ne bombardi un protetto così rientri nella normalità. I presidenti USA - a prescindere dalla provenienza - hanno come principale obbiettivo gli interessi interni e la convenienza politica.
Tutto il resto è fuffa mediatica.
__________________________
SPECOLA PAPIRIANA
Analisi politica Versilia
Castello di Solaio, Pietrasanta (LU)










