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venerdì 22 marzo 2019

LEGA MOZIONE REGIONALE In merito alla necessità di riconoscere alla Montagna Pistoiese la qualifica di “area disagiata”



Al Presidente
Consiglio Regionale
SEDE


Mozione ai sensi dell’Art. 167 del regolamento interno

OGGETTO: In merito alla necessità di riconoscere alla Montagna Pistoiese la qualifica di “area disagiata”

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA
RICORDATO CHE:

Nei giorni scorsi si è svolta una affollatissima assemblea pubblica a San Marcello Pistoiese (PT) in merito necessità di un pronto soccorso nella Montagna pistoiese;

RICORDATO CHE

Sono state oltre 8145 le persone hanno firmato una petizione presentata da 16 associazioni del territorio, per avere il pronto soccorso accreditato per l’ospedale di San Marcello Pistoiese, documento consegnato poi all’ “Assessore Regionale diritto alla salute, al welfare, e all’integrazione socio sanitaria e sport”, Stefania Saccardi;

SOTTOLINEATO CHE

la petizione segue la richiesta dei consigli comunali di Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio che hanno deliberato già nel mese di Agosto 2017 la richiesta alla Regione Toscana per il riconoscimento di area disagiata e dunque l’applicazione del decreto Balduzzi per avere a San Marcello un ospedale di base con pronto soccorso a servizio della montagna pistoiese:

RAMMENTATI

Il decreto legge n. 158 del 13 settembre 2012 (c.d. ''decreto omnibus'' per la sanità) che sostiene che il processo di de-ospedalizzazione, se non e' accompagnato da un corrispondente e contestuale rafforzamento dell'assistenza sanitaria sul territorio, determina di fatto una impossibilita' per i cittadini di beneficiare delle cure.

il Decreto ministeriale 70/2015 (c.d “decreto Balduzzi) “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera” che al punto 9.2.2 “Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate” sottolinea che esistono zone particolarmente disagiate per cui è considerato necessario prevedere presidi di soccorso di base per garantire il diritto alle cure;

EVIDENZIATO CHE

Il D.M. n. 70/2015 è un complesso documento di programmazione sanitaria che introduce, mediante le disposizioni contenute nel suo allegato tecnico, una serie di importanti novità per la sanità italiana, a cui le Regioni e le strutture sanitarie avrebbero dovuto adeguarsi entro il 2016;

Il punto 10 dell’Allegato I del D.M. n. 70/2015, è dedicato alla continuità tra le reti dell’assistenza ospedaliera e quella del territori e vi si afferma che la riorganizzazione della rete ospedaliera sarà insufficiente se, in una logica di continuità assistenziale, non verrà affrontato il tema del potenziamento delle strutture territoriali, la cui carenza, o mancata organizzazione in rete, produce forti ed immediate ripercussioni sull’utilizzo appropriato dell’ospedale;

Il punto 10.1 dell’Allegato I del D.M. n. 70/2015 qualifica il c.d. ospedale di comunità, come la struttura che può fungere da elemento d’unione tra la rete ospedaliera e quella del territorio, coerentemente con quanto espressamente previsto, sia dalla Conferenza Stato-Regioni con l’Accordo n. 36 del 13 febbraio 2013 (contenente le linee di indirizzo per la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza in rapporto alla continuità assistenziale), sia dall’art. 5 del Patto per la Salute 2014-2016 (avente ad oggetto l’assistenza territoriale).

Nello specifico gli ospedali di comunità devono essere strutture capaci di erogare una serie di cure che, pur non richiedendo il ricovero nelle strutture ospedaliere ordinarie, necessitano di un livello assistenziale superiore a quello domiciliare, e l’assistenza medica al loro interno deve essere assicurata da medici di medicina generale, pediatri o altri medici, secondo criteri da definirsi al livello regionale.


CONSIDERATO CHE

risulta evidente che la Montagna pistoiese rientri nella categoria delle “zone disagiate” descritte dalla normativa sopracitata;

RAMMENTATO CHE

Ci troviamo in fase di discussione del nuovo Piano socio sanitario integrale della Regione 2018-2020.

PRESO ATTO CHE

Nessuna risposta ad oggi, è stata data ai cittadini della montagna pistoiese, cosa inaccettabile su un tema quale quello del diritto alla salute tutelato e garantito dell’art 32 dalla costituzione della repubblica.





TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO
IMPEGNA
LA GIUNTA REGIONALE E L’ASSESSORE COMPETENTE AFFICHE’


- Venga riconosciuta nel più breve tempo possibile la zona della montagna pistoiese come area disagiata e venga quindi attivato in relazione alle normative di riferimento un pronto soccorso accreditato, presso l’ospedale del comune di San Marcello Piteglio.

Luciana Bartolini











domenica 30 dicembre 2018

OSPEDALE PACINI: IL PUNTO DI MARCO POLI A FINE 2018


visto che si è tornati a parlare di ospedale Pacini, dopo l'ultimo comunicato dell'associazione "vogliamo il pronto soccorso", voglio fare il mio personale punto.
Prima però,come premessa consiglio di leggere i seguenti articoli che scrissi durante il 2017.

  1. LE PROMESSE SANITARIE DI MARMO
  2. PROGRAMMA SANITARIO DI MARMO (LE PROMESSE SANITARIE DI MARMO 2)
  3. LA DICHIARAZIONE DI RIMEDIOTTI ( LE PROMESSE SANITARIE DI MARMO 2.1)

In queste 3 articoli si trova riassunto tutto quello che Luca Marmo poteva fare per l'ospedale Pacini, fin dal 2014 quando era sindaco dell'ex comune di Piteglio. Il bello è che ripropose il tutto durante la sua campagna elettorale. Il terzo articolo riproponeva la dichiarazione su Facebook,del futuro vicesindaco Roberto Rimediotti, che era quando di più filo-sanità di Rossi ci fosse.
La prima cosa che fu fatta è di istituire una consulta e poco dopo anche una commissione comunale che si occupassero del problema.
Ritenni subito che tutto questo fosse un sistema ideato dal Vice sindaco Rimediotti per intrappolare le associazioni e non fargli più rompere le scatole e lo dissi chiaramente in un comunicato stampa .
Sul finire dell'anno chiusi con un ulteriore nuovo riassunto, dove oltre a constatare che non erano stati fatti passi avanti, chiudevo dicendo :"sperando che il prossimo riassunto di natale l'anno prossimo sarà più positivo,nei fatti e non nelle buone intenzioni (di cui è lastricato l'inferno) che sono rimaste solo chiacchiere e nien'altro.".
Nel corso dell'anno non si sono mossi grandi passi, e a metà anno arriva la risposta della Saccardi, che a mio parere era una ennesimo rimandare la palla a centro campo (tanto per usare una metafora calcistica. 
Non di diverso parere dovevano essere le associazioni, visto che abbandonano la consulta della salute  . Anche se ovviamente non abbandonano la battaglia . Ovviamente la parte della consulta rappresentata dal comune di San Marcello Piteglio li accusa di abbandonare la sfida. 
Questi infatti sostengono che la Saccardi e la regione Toscana, vogliono che la consulta gli indichino un modello sanitario per l'ospedale Pacini, che non può essere l'applicazione del decreto Balduzzi. Ed ovviamente non ci si può rifare all'ospedale della vald’Orcia di Abbadia San Salvatore.
E mentre l'amministrazione locale stila un suo documento, il Cisadep continua la sua battaglia nelle sede istituzionali.  
Si arriva a fine anno e mentre il comune fa le sue considerazioni  sul piano sanitario sociale integrato regionale 2018-2010 e lancia l’incontro con Regione Toscana e Asl nella seconda metà di gennaio. Intanto il comitato #Vogliamoilprontosoccorso scrive al ministro Giulia Grillo chiedendo per il "Pacini" il riconoscimento di presidio di zona montana e disagiata.


Questa è la storia finora....

E quindi?

Da qui in poi partono le mie personali considerazioni, che non essendo intervenuti significati cambiamenti da fine 2017, non possono che essere negative.
Ritengo che il sindaco Marmo, il vicesindaco Rimediotti e l'attuale maggioranza di San Marcello Piteglio ,stiano reggendo il gioco a Saccardi e Rossi. Ovvero quello di tirà a campà  fino alle regionali del 2020, e nel mentre promettere un pò di aria fritta
Un modus operandi del PD già visto,promettere per poi:

1) in caso di vincita alle regionali (che il Signore ce ne scampi) non mantenere, come già visto nelle regionali del 2015.

2) in caso di perdita, puntare il dito contro chi governerà, accusandolo delle peggiori scelleratezze,da loro compiute negli ultimi decenni.

Sperare che il PD rimedi ai danni da esso provocato è pura utopia, alle porte poi delle regionali 2020 della Toscana, dovrebbe essere chiaro che è solo semplice e pura campagna elettorale.
Anticipo alcune risposte dei soliti malinformati, che faranno voli pindarici sull'attuale governo italiano. La sanità è allo stato attuale una competenza (l'unica) esclusiva delle regioni, quindi in Toscana è ancora nelle mani del PD. Quindi eventuali lamentele vanno girati a Rossi & c.
Chiudo sperando di essere menagramo come vengo descritto e che i buoni propositi dell'attuale amministrazione trovino concretezza. Comunque è 4 anni che spero di essere sbugiardato e puntualmente non lo sono.L'unica vera speranza è il cambio di governo della regione Toscana nel 2020.In ogni caso anche nel 2019 sarò sul pezzo come sempre.
Chiudo augurando un buon 2019 a tutti i miei lettori.

Marco Poli
30 Dicembre 2018



3349069101

marcopoli76@gmail.com

polimarco76@pec.it

Marco Poli pagina Facebook

martedì 30 gennaio 2018

COMUNICATO STAMPA VOGLIAMO IL PRONTO SOCCORSO "Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare per avere delle risposte?"


Quanto sono lunghi i tempi della politica? Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare per avere delle risposte?
Il gruppo di Vogliamoilprontosoccorso sulla Montagna Pistoiese si è riunito per fare il punto sullo stato dell’arte. Ad Agosto i due consigli comunali congiunti di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano hanno deliberato la richiesta da presentare in Regione Toscana per il riconoscimento di area disagiata e l’applicazione del decreto Balduzzi e del D.M. 70/2015, punto 9.2.2, in merito alla possibilità di avere a San Marcello un ospedale di base con Pronto Soccorso a servizio della Montagna Pistoiese.
Ad Ottobre è stata inaugurata la base per l’elisoccorso al campo sportivo del Severmino che, come sosteniamo da sempre, non può essere la soluzione e non può sostituire un ospedale. In autunno si è
insediata la Consulta per la Sanità che ha lavorato su molti temi di interesse, ma è un organo meramente consultivo e non può fare scelte politiche.
Il nodo resta: cosa sta facendo la politica per portare avanti l’impegno preso con le 8.145 persone che hanno firmato la petizione per avere un Pronto Soccorso sulla Montagna Pistoiese?
I sindaci Petrucci e Marmo come si stanno muovendo affinché la richiesta di riconoscimento di area disagiata sia portata all’attenzione del Consiglio Regionale? Si sta avviando in questi mesi la discussione per il nuovo Piano Socio Sanitario integrale della Regione 2018-2020. Due mozioni sono state presentate in Consiglio Regionale sul tema di come debba essere la Sanità nelle zone disagiate e cosa debba essere il “Pacini” a San Marcello.
Perchè non sono state ancora discusse in Consiglio regionale? E’ evidente che la partita si giocherà nei prossimi mesi, quindi domandiamo con forza ai nostri Sindaci il massimo impegno e li invitiamo a chiedere un’audizione in Terza Commissione Sanità nonché ad invitare a breve e congiuntamente il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per illustrare a chi vive in montagna quale sarà la Sanità che la Regione vorrà promuovere nelle zone disagiate.

i firmatari 

Elio Penna (ANPAS Pubblica Assistenza Campo Tizzoro - Bardalone - Pontepetri)

Emiliano Bracali (Associazione Zeno Colò in difesa dell’ospedale Pacini)

Marcello Fontana (Abetone vuole vivere)

Sandra Tonarelli (AUSER)

Francesco Gaggini (AVIS Comunale Montagna Pistoiese)

Graziella Cimeli (Comitato Promotore “Recupero Ammanco Comunità Montana”)

Valerio Bobinie Eva Giuliani (C.R.E.S.T.)

Gian Piero Noli (Croce Rossa Italiana Comitato di San Marcello P.se)

Simone Pedri (sindacato FIALS di Pistoia)

Maria Grazia Franchi (FNP CISL Montagna Pistoiese)

Romano Biolchini (Misericordia di Cutigliano)

Claudio Gambini (Misericordia Le Piastre)

Amerigo Vivarelli (Misericordia di Pracchia)

Cecchini Giorgio (Misericordia di Prataccio)

Diego Nardini (Misericordia di Popiglio)



giovedì 7 dicembre 2017

LEGA NORD MONTAGNA PISTOIESE SU AMBULATORIO VACCINAZIONI


Torniamo a parlare di Sanità in montagna e naturalmente per un disservizio.
Dopo una recente segnalazione che ha portato all'attenzione un problema sull'ambulatorio delle vaccinazioni dell'ospedale Pacini di San Marcello,ho inviato una mail alla consulta della Salute e poi ho protocollato lo stesso testo al Sindaco di San Marcello Luca Marmo in qualità di presidente dell'unione dei comuni dell'appennino Pistoiese e al vicesindaco Rimediotti in qualità di Presidente della Società della Salute.
Nella mail/lettera protocollata che trovate di seguito trovate la descrizione del problema.Aggiungo solamente che  chi mi conosce sa che sono per la libertà vaccinale,ma così come bisogna tutelare i diritti di chi non vuole farli,dobbiamo garantire un ottimo servizio per chi invece sceglie di farli.
Inoltre il tutto mi sembra un voler togliere un ulteriore servizio al già nostro martoriato ospedale.

Data: 7 Dicembre 2017

A: Luca Marmo Sindaco di San Marcello Piteglio e Presidente dell'unione dei comuni dell'appennino pistoiese, Roberto Rimediotti vicesindaco di San Marcello Piteglio e vice presidente della Società della Salute e per conoscenza ai consiglieri di minoranza

Oggetto:Mail su ambulatorio vaccinazioni alla consulta della salute

Con la presente si mette a conoscenza della mail inviata alla consulta della salute sulla situazione dell'ambulatorio delle vaccinazioni dell'Ospedale Pacini,sulla quale chiedo attenzione sul problema anche ai destinari di questa.

Spett. membri della consulta per la salute
con la presente sono qui a porre l'attenzione su un problema che mi è stato recentemente segnalato da alcuni genitori sull'ospedale di San Marcello.Prima della riorganizzazione sanitaria della regione di fine 2015,ogni qualvolta che vi era un nuovo nato nei comuni della montagna,arrivava una lettera a casa dei genitori per le vaccinazioni.
A questo punto i genitori si recavano all'ospedale Pacini e l'infermiera organizzava il calendario delle vaccinazioni.Gestendola in autonomia e senza troppri problemi.
Da dopo la sopracitata riorganizzazione,che ha prodotti tanti danni in sanità, questo non avviene più e bisogna passare necessariamente dal CUP.Questo ha prodotto diversi problemi che andrò ad indicare.

  1. Al CUP come avviene per tutte le altre visite,spesso non c'è il calendario degli appuntamenti e questo costringe i genitori a lunghe code per poi arrivare ad un nulla di fatto.
  2. In caso il bambino sia malato poco prima della data di una puntura ( e quindi ovviamente non possa fare il vaccino),prima bastava telefonare all'ambulatorio e l'infermiera,spostava semplicemente la vaccinazione alla settimana dopo in autonomia.Ora c'è tutta la complicanza della procedura ASL dove se non si disdice per tempo bisogna pagare comunque la visita e il ritornoal CUP per riprendere appuntamento.
  3. Sempre per il calendario “pazzo” del CUP si viene indirazzati per le vaccinazioni in altri posti come Agliana o Pescia,pur di farli nei tempi previsti,invece che nella comodità della nostra montagna.
  4. Le vaccinazioni devono essere fatte in determinati tempi e con questi contrattempi si rischia che non avvenga

Chi mi conosce sa che sono per la libertà vaccinale,ma così come bisogna tutelare il diritto di chi non vuol vaccinare i propri figli, si deve far si che chi invece sceglie di vaccinarli sia altrettanto tutelato, e così non è al momento.
Con la nuova legge nazionale sui vaccini si chiede di farne 12 ai genitori,che in queste condizioni diventa un calvario nella nostra montagna,quando invece era un protocollo perfettamente funzionate.
Com'è possibile che con i pochi nati che abbiamo in montagna,si sia reindirizzati in altri comuni della piana? È un altro sistema per levare qualcosa che funzionava bene in montagna. Inoltre la schizziofrenia di dover passare dal CUP è davvero necessaria in un area come la nostra?
Segnalo questo problema alla consulta e chiedo di vigilare anche su questa ennesima stortura della sanità ai danni della montagna pistoiese. Chiedendo di adottare tutte le pratiche per poter tornare al vecchio sistema,più semplice e funzionale.
Questa lettera sarà protocollata al sindaco di San Marcello Piteglio in quanto presidente dell'unione dei comune e al vicesindaco dello stesso comune,in quanto vicepresidente della Società della Salute.

Cordiali saluti
Marco Poli
Lega Nord Montagna Pistoiese


lunedì 30 ottobre 2017

CARLO VIVARELLI Comunicato Stampa su Consulta della Salute , 30 Ottobre 2017




San Marcello Piteglio, 30 Ottobre 2017.
Comunicato stampa da Carlo Vivarelli, consigliere del Partito indipendentista Toscano del Comune di San Marcello Piteglio riguardo la Consulta per la Salute.


Il Partito Indipendentista Toscano chiede che la Consulta della Salute, creata dai Comuni di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano, sia un organismo attivo, che svolga il suo lavoro, che non è deliberativo, ma appunto consultivo. Chiediamo dunque che la Consulta coinvolga sia le associazioni del territorio che la popolazione, affinchè possa raccogliere tutte le informazioni possibili circa i più vari aspetti della realtà socio sanitaria delle nostre zone. Invitiamo singoli e associazioni a rivolgersi alla Consulta via mail,consultadellasalute@gmail.com, o per iscritto ai Comuni, per segnalare cosa funziona e cosa non funziona o per dare suggerimenti e indicazioni. Chiediamo inoltre che i lavori generali della Consulta vengano svolti in luoghi non ristretti, dove la popolazione possa assistere, questo tenendo conto che come in un Consiglio Comunale non si può intervenire durante i lavori stessi, caratteristica questa che dovrebbe essere a nostro avviso corretta, prevedendo anche momenti di vero e proprio dibattito: un modo potrebbe essere prevedere assemblee ad hoc aperte agli interventi. Chiediamo inoltre che la l’assemblea generale della Consulta non si riunisca di rado, ma almeno una volta ogni due mesi. 

Carlo Vivarelli