ulivi

ulivi
BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

LETTORI SINGOLI

Visualizzazione post con etichetta acqua potabile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta acqua potabile. Mostra tutti i post

mercoledì 5 febbraio 2020

Cambiamo! a Massarosa problemi con il servizio idrico, interviene Simonini Simone coordinatore Provinciale.


Simonini Simone "Cambiamo!": A Massarosa costanti problemi con il servizio idrico mai risolti.
Dopo le polemiche tra cittadini e gestore idrico, interviene con una nota il coordinatore Provinciale di "Cambiamo! Con Toti"

-Simone Simonini-

Siamo vicini ai cittadini esasperati dal caro prezzo e dal mancato utilizzo regolare dell'acqua, che in molte occasioni risulta di colore torbido.

Come Cambiamo siamo a disposizione per qualsiasi battaglia utile alla collettività per fare chiarezza e riportare  il servizio alla normalità, poiché la vicenda si protrae ormai da molto tempo.

Non è possibile, stando alle lamentele dei cittadini, come una semplice bolletta con modesto consumo, si possa trasformare in un vero e proprio salasso comprensivo di molti oneri.
Inoltre, il danno è reso doppio quando i consumatori, forzatamente, si vedono costretti a comprare l'acqua in bottiglia semplicemente per bere e cucinare.

I residui ferrosi, in alcune circostanze hanno compromesso il regolare funzionamento di elettrodomestici aggravando ulteriori costi per il consumatore.

Come movimento politico presente in parlamento, oltre a schierarci in difesa dei consumatori, rimaniamo disponibili per fare chiarezza su un servizio fondamentale per la collettività.

Cambiamo! Comitato Provinciale 

martedì 26 giugno 2018

ELISA MONTEMAGNI (LEGA): “ DISSERVIZI IDRICI NEL MORIANESE: PROBLEMA ANNOSO CHE VA RISOLTO”

​
                                                                                                                                                   COMUNICATO STAMPA
 
"Restiamo sinceramente interdetti nell'apprendere che nella frazione di San Lorenzo di Moriano-afferma Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega-i residenti debbano addirittura recarsi nel fiume per approvvigionarsi d'acqua e terminare una normale doccia…" "Un fatto inaccettabile-prosegue l'esponente leghista-dato che siamo nell'evoluto 2018 e che, probabilmente, basterebbe sostituire le vecchie tubazioni per azzerare la problematica." "Una criticità-precisa Montemagni-che, colpevolmente, si trascina da tempo, nonostante le giuste proteste dei cittadini, ormai esasperati da questa vera e propria odissea idrica." "Possibile che Geal, magari doverosamente sollecitata dall'amministrazione comunale-sottolinea l'esponente leghista-non possa rimediare a questo fastidioso inconveniente? Ci risulta che le persone paghino regolarmente un servizio che, vista la situazione, appare totalmente inadeguato." "Insomma-conclude Elisa Montemagni-quanto successo recentemente è davvero la classica goccia(forse quella ancora è rimasta) che fa traboccare il vaso…"
 
Gruppo Lega
Ufficio stampa
Dr. Maurizio Filippini

martedì 16 gennaio 2018

GAIA SPA: GIOVEDI 18 Lavori in corso su acquedotto a BENABBIO dalle ore 9:00 alle 15:00. Potranno esserci disagi.


Comunicato stampa GAIA spa:

 Marina di Pietrasanta, 15 GENNAIO 2018
Prot. 3875

____________________________________________________

 Si comunica che il giorno di GIOVEDI' 18 GENNAIO 2018 saranno effettuati lavori di manutenzione sull’impianto dell’acquedotto servente la frazione Benabbio del Comune di Bagni di Lucca.

 Pertanto, nel suddetto giorno, dalle ore 09:00 alle ore 15:00 e comunque sino al termine dei lavori, si potranno verificare momenti di sospensione dell’erogazione dell’acqua potabile e/o abbassamenti della pressione di rete nella frazione Benabbio e zone limitrofe (saranno interessati circa 320 utenti) del  Comune di Bagni di Lucca.

 Al ritorno dell’acqua potrà verificarsi la presenza di torbidità che scomparirà lasciando scorrere l’acqua per pochi minuti.

 I lavori previsti potranno essere prorogati nei giorni successivi in caso di eventi atmosferici avversi.
La società si scusa per il disservizio.
_____________________________________________________

mercoledì 8 luglio 2015

ACQUEDOTTI CON TUBI IN AMIANTO, COMITATI CHIEDONO LA SOSTITUZIONE.

 L'ACQUA E' DI TUTTI, NON DI PRIVATI.

_____________________________________________________________________

Oggetto: Publiacqua ed altri consorzi idrici Toscani, Tubature di Cemento-Amianto

Alle associazioni Nazionali per la protezione dei consumatori

In una scala di valori è più importante "la precauzione" e quindi mettere in atto tutte le misure per prevenire eventuali conseguenze sulla popolazione che poi hanno indirettamente possibili correlazioni anche sul piano economico/sanitario Regionale, oppure...discutere sul vuoto normativo, "aspettando" che qualcuno magari...metta un limite di inquinamento "funzionale" solo ad interessi economici.

Nei fatti, come dimostra lo IARC,.......e non un Comitato qualsiasi. non ha senso mettere per legge che l'acqua potrebbe contenere un minimo di amianto, quando lì l'amianto non ci deve proprio stare !!! Oppure si vuol legalizzare una quantità minima,...per POTER MORIRE A NORMA DI LEGGE !! Si pone poi una questione di DIRITTO,...ovvero noi paghiamo un bene PRIMARIO che dovrebbe essere sano/pulito/limpido, non contaminato, ma se il fornitore mi consegna il bene in questione soprattutto POTENZIALMENTE CANCEROGENO è corretto che venga pagato ??

Ad esempio se ci sono CRITERI DI PROTEZIONE DEL CONSUMATORE per l'acquisto di BENI DI CONSUMO, dove l'utente ha il diritto di recesso e riconsegna del bene recuperando il costo pagato, perché noi dovremmo continuare a pagare un fornitore che mi consegna non prodotto qualsiasi, ma un BENE PRIMARIO in una condizione NON CONFORME ??

Forse è arrivato il momento di fare qualche "Class Action" e/o sospendere il pagamento delle bollette, INFATTI I NOSTRI SOLDI SONO BUONI, NON SONO FALSI ed allora IL GESTORE ci deve fornire acqua SANA e NON POTENZIALMENTE CANCEROGENA.!.

Saluti Gianfranco Ciulli
Portavoce Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia
www.pianasana.org
**************************************


venerdì 12 giugno 2015

Il PD fa retromarcia sull'acqua pubblica a Reggio Emilia: uno schiaffo alla democrazia, alla coerenza e all'intelligenza



La "decisione" del PD sul futuro dell'acqua a Reggio Emilia:                                              UNO SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA, ALLA COERENZA e all'INTELLIGENZA

Con un comunicato di poche righe il PD pensa di liquidare il percorso per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Reggio che dura da 3 anni e mezzo.

E' uno schiaffo alla DEMOCRAZIA, perché la decisione spetta ai Consigli Comunali e non alla direzione del PD e perché ci si mette sotto i piedi il voto referendario di 250.000 cittadini reggiani

E' uno schiaffo alla COERENZA, perché i Sindaci hanno deliberato più volte, a partire dalla fine del 2012, di voler ripubblicizzare e lo hanno scritto a chiare lettere nei loro programmi elettorali

E' uno schiaffo all'INTELLIGENZA, perché tutti gli studi di fattibilità (pagati da noi) realizzati in questi anni  hanno dato esito positivo e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. Il PD fa carta straccia di tutto questo e in dirittura d'arrivo non ha una soluzione alternativa concreta da proporre.   Da settimane circolano ad arte numeri falsi e strumentali, mai sottoposti a un pubblico confronto, propedeutici a questa "decisione", con la quale  il PD diventa esplicitamente il partito di Confindustria, Federutility e IREN.

Tutto ciò è inaccettabile.                                                                                                        
Invitiamo tutti cittadini a manifestare SABATO 13 la loro indignazione, nel 4° anniversario del Referendum.

Invitiamo tutti a partecipare alla  "acampada" che rimarrà ininterrottamente sotto il Comune fino al Consiglio Comunale di Lunedi pomeriggio. L'iniziativa partirà dalle ore 17,30 in Piazza Casotti e continuerà, tra musica e parole, fino a notte.

Si scrive Acqua, si legge Democrazia

Reggio Emilia, 10.6.2015

Comitato Acqua Bene Comune Reggio Emilia                                                                       Coordinamento regionale Acqua Bene Comune Emilia Romagna
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

Per saperne di più vedi la Lettera agli Amministratori Locali reggiani in allegato:





Gentili Amministratori Locali reggiani,

tra breve sarete chiamati a mettere la parola definitiva sulla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nella nostra provincia, percorso iniziato a fine 2012 e già passato attraverso numerosi pronunciamenti e delibere.
Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un "fuoco di sbarramento mediatico" nei confronti di questa scelta, fondato su argomentazioni molto approssimative, se non apertamente pretestuose.
Con questa breve comunicazione non intendiamo naturalmente entrare nel merito di tutte le questioni, e rimandiamo agli studi approfonditi di fattibilità legale, industriale, economica e finanziaria commissionati in questi 3 anni ai più quotati studi di consulenza. Studi che hanno dimostrato analiticamente la fattibilità dell'obiettivo da voi non solo deliberato, ma anche ribadito a più riprese nei programmi amministrativi sulla base dei quali siete stati eletti, assumendo così un impegno preciso  nei confronti dei cittadini della nostra provincia.
Questi studi, pagati dalla nostra collettività, sono a disposizione di tutti.
Le obiezioni sollevate nelle ultime settimane, tuttavia, proprio per la loro genericità e infondatezza, possono essere smentite sulla base di poche considerazioni di massima:

Non esiste indebitamento diretto dei Comuni per finanziare questa operazione.  La cui capacità di investimento dei Comuni su altri fronti non sarebbe affatto limitata da questa operazione. Nessun sindaco quindi sarebbe costretto a rinunciare a realizzare un asilo nido per finanziare l'acqua pubblica, come è stato detto
Lo stesso gestore attuale (Iren), peraltro, si finanzia interamente a debito, e sappiamo che il debito complessivo di Iren supera i 2.2 miliardi  di Euro ! (Questo invece non rappresenta  un problema per i Comuni che ne sono ancora soci di maggioranza ?)
Il metodo tariffario imposto dall'Autorità Nazionale (AEEGSI) è tale per cui tutti gli oneri della gestione sono interamente riversati nella nostra bolletta. Siamo noi quindi a pagare TUTTO quello che serve a finanziare il servizio idrico, dalla spesa corrente a quella per gli investimenti, tanto oggi (con il servizio gestito da una società quotata in borsa), quanto domani, quando sarà gestito da un soggetto interamente pubblico.
Nessuno oggi si prende a carico oneri che domani sarebbero a carico della comunità reggiana.
Non dobbiamo nemmeno "ricomprarci" nulla, pagando un prezzo insostenibile a Iren, come strumentalmente si vuole fare credere. L'indennizzo a Iren è dovuto, per legge, semplicemente perché una parte degli investimenti effettuati non sono ancora stati ammortizzati, trattandosi di investimenti di durata anche più che ventennale. Ma tutti questi investimenti li stiamo comunque ripagando NOI. Attraverso la nostra bolletta (e solo attraverso quella) quindi entreranno le risorse per ripagare questi investimenti passati e futuri (e i prestiti contratti per finanziarli), tanto nel caso del gestore attuale quanto in quello del futuro gestore pubblico. Non vi sarà nessun aggravio reale dalla ripubblicizzazione, né per i Comuni, né per i cittadini.
Qualche giornalista male informato è arrivato a dire che i Comuni dovranno farsi carico persino dei debiti assunti da Agac precedentemente alla costituzione di Iren. Secondo questa interpretazione fantasiosa oggi sarebbe Iren (forse come dono alla collettività reggiana ?) a farsene carico. In realtà siamo noi e solo noi, con le nostre bollette.
La minaccia poi che la tariffa possa aumentare con la ripubblicizzazione più di quanto aumenterebbe restando con Iren è priva di qualsiasi fondamento.
Peraltro negli ultimi 8 anni la tariffa con Iren è aumentata del 44%. Purtroppo la tariffa aumenterà comunque, almeno nel breve-medio periodo, a meno che si riducano gli investimenti, peggiorando la qualità del servizio.
Ma con la gestione pubblica la tariffa aumenterà certamente meno, a parità di altri fattori, di quanto aumenterebbe con Iren, per la semplice ragione che Iren ricava dall'acqua profitti milionari, come chiunque può verificare dal bilancio consolidato del gruppo, mentre il nuovo gestore pubblico deve operare fuori da logiche di profitto, come hanno stabilito i cittadini italiani con il Referendum di 4 anni fa, e come voi stessi avete ribadito in più occasioni nelle vostre delibere.
Non c'è nessun motivo per temere che i costi di gestione del futuro gestore pubblico debbano essere superiori a quelli attuali, anzi, una gestione più sobria e indipendente può solo farli scendere (pensiamo ad esempio al costo dell'energia, che potrebbe essere acquisita sul mercato a condizioni più favorevoli di quelle oggi imposte dal gruppo Iren,  o al costo spropositato del top management Iren, o a quello derivante da investimenti fallimentari come quelli per le centrali termiche Edipower o per il rigassificatore di Livorno).
Lo stesso interesse che pagherebbe il nuovo gestore pubblico per finanziare gli investimenti potrebbe essere inferiore rispetto a quello, riversato interamente sulle nostre bollette, che deve pagare un gruppo il cui indebitamento ha oltrepassato il livello di guardia.
Il rischio poi che il nuovo gestore pubblico possa fallire, mettendo a repentaglio le scarse risorse finanziarie degli Enti Locali, è semplicemente implausibile, visto il sistema tariffario in vigore e i profitti che l'attuale gestore ne ricava, che domani potrebbero essere destinati a ridurre la tariffa o all'autofinanziamento.  Non c'è motivo alcuno per pensare che il nuovo gestore pubblico debba essere meno efficiente di quello attuale. Anzi.
L'esperienza di molte ottime gestioni In House del Servizio Idrico in giro per l'Italia, riprese dagli studi di fattibilità effettuati, dimostrano l'esatto contrario.
Anche a livello internazionale esiste un trend consolidato verso la ripubblicizzazione, spinta da motivazioni non solo politiche ma soprattutto economiche.
Ricordiamo poi l'importanza della partecipazione dei cittadini e dei lavoratori del servizio alla gestione e al controllo del futuro gestore pubblico, garanzia fondamentale per evitare che questo sia inquinato da clientelismi di matrice politica.
Se anche si optasse per quello che alcune voci interessate hanno definito il Piano B (una società mista degli enti locali reggiani con un gestore privato), si dovrebbe comunque, per legge, andare a gara. Basta guardare allora alle esperienze di gare fin qui realizzate, come ci hanno spiegato gli esperti consultati dal Forum Provinciale per l'acqua, per rendersi conto di quanto esse siano costose e inefficienti. Ben lungi dal garantire i presunti benefici del ricorso al "mercato". Che gara è quella (costruita su misura) a cui si presenta un solo concorrente ?
A comandare nella società mista, peraltro, a prescindere dalla ripartizione delle quote,  sarebbe certamente il socio industriale, l'unico in possesso delle informazioni rilevanti, sia esso Iren o una multinazionale del settore.
Infine, una considerazione politica riepilogativa: la gestione pubblica dell'acqua a cui tutti miriamo, assolutamente alla nostra portata, fuori da logiche di profitto, dovrà essere improntata non solo a criteri di sobrietà, di efficienza e di trasparenza, ma anche di equità tariffaria e di risparmio della risorsa. Obiettivi del tutto estranei alla logica di un gestore privatistico quotato in borsa.
Inoltre un gestore basato sul proprio territorio è in grado di interagire con gli operatori economici locali in modo più proficuo, fuori dalle logiche degli appalti al massimo ribasso.

Vi ringraziamo per la vostra attenzione e ci aspettiamo di poter discutere in profondità con voi  tutte le argomentazioni nella sede che voi stessi avete creato per favorire la partecipazione e la trasparenza di questo percorso: il Forum Provinciale per l'Acqua.

            Comitato prov. Reggiano Acqua Bene Comune
            Reggio Emilia 7.6.2015

mercoledì 27 maggio 2015

ACQUE DA BERE: rubinetto, in bottiglia o microfiltrata ??? di Simone Togneri.

______________________________________________________________________

ACQUE DA BERE:

RUBINETTO, MINERALE O MICROFILTRATA?

 

Quando andiamo a comprare un'acqua minerale siamo convinti, per condizionamento sociale e mediatico, che essa sia di qualità assolutamente migliore di quella che esce dal rubinetto di casa.

Questa convinzione non solo è tecnicamente errata ma spesso è anche errata nella pratica quotidiana.

Tecnicamente siamo di fronte ad un assurdo poichè i parametri di inquinamento chimico e microbiologico delle acque in bottiglia sono uguali o più alti di quelli per le acque che escono dai rubinetti domestici quindi, tecnicamente le acque minerali offrono una qualità inferiore rispetto alle utenze domestiche.

Nella realtà dei fatti non sempre questo si traduce in verità assoluta. Gli acquedotti infatti mediamente vengono controllati una volta al mese con tesT chimico-fisici e microbiologici completi al fine di saggiarne la qualità e quindi non ci possono garantire un controllo costante come invece accade (o dovrebbe accadere) per le acque minerali che hanno questi controlli su ogni lotto di produzione e presumibilmente con test ripetuti più volte durante l'imbottigliamento di ogni singolo lotto.

A questo dobbiamo aggiungere che gli acquedotti, o meglio le fonti da cui attingono,  sono sensibili alle condizioni meteo nel senso che grosse precipitazioni possono alterare la qualità delle acque. Questo aspetto è più evidente quando si tratta di piccole fonti che sgorgano da profondità non elevate dove quindi il potere filtrante dei vari strati del terreno risulta inferiore.

La mia esperienza mi ha fatto capire come il consumo da piccoli acquedotti sia sconsigliabile per alcuni giorni dopo forti perturbazioni per la possibile presenza di inquinanti soprattutto microbiologici.

Orientarsi non è facile soprattutto per chi non ha conoscenze o esperienza in questo campo ma il concetto che deve passare è che l'acqua in bottiglia non è necessariamente migliore di quella che esce dal rubinetto, certo è meno controllata alla fonte ma è anche vero che spesso possiamo vedere pancali di acque minerali lasciate al sole estivo le bottiglie in plastica col calore tendono a rilasciare particelle nell'acqua che contengono)  quindi alla fine, forse, non conviene spendere troppo per acquistare una bottiglia d'acqua, il cui costo, non dipende dall'acqua (più o meno tutte le concessioni hanno il medesimo costo che è infinitesimale rispetto al costo pagato dal consumatore finale) ma paghiamo l'imbottigliamento, il trasporto, gli intermediari commerciali, la pubblicità, il marchio… cioè paghiamo tutto fuorchè l'acqua minerale!!!

Vorrei inoltre portare la vostra attenzione sui purificatori d'acqua che oggi vanno tanto di moda sia nei ristoranti che nelle abitazioni: io non mi fiderei…

Questi apparecchi che funzionano a step successivi con filtri a carbone e osmosi inversa (non mi addentro nella spiegazione di questi meccanismi) hanno la capacità di abbattere il contenuto di  minerali delle acque.

Tutto bene direte voi… teoricamente sì ma poi in pratica questi apparecchi necessitano di una seria manutenzione che può non essere sufficiente.

Le ditte fornitrici dicono di cambiare i filtri ogni tot di litri e cmq una volta l'anno (più o meno) ma non tutte le acque sono uguali in fatto di contenuto di minerali; un'acqua con basso contenuto di minerali usurerà i filtri in modo meno rapido di un'acqua ad alto contenuto di minerali quindi la manutenzione dovrebbe essere valutata sulla base di un'analisi preliminare delle acque ma questo non viene mai fatto non dando quindi la garanzia di un'adeguata manutenzione e se essa sia "troppo o troppo poco" non è dato saperlo. La mia opinione è che in generale dopo un numero esiguo di litri filtrati, nel caso di acque con alto livello di minerali, la qualità dell'acqua trattata scenda visibilmente di qualità magari rischiando anche di variare nella qualità e nella quantità i contenuti iniziali che, paradossalmente, può voler dire peggiorare l'acqua che vogliamo migliorare.

Se il punto precedente è opinabile da parte delle aziende produttrici c'è un aspetto che non lo è e che, a mio giudizio, prima o dopo esploderà nella sua essenza pericolosa: la creazione di biofil sui filtri

Cos'è il biofilm? È una pellicola di microrganismi che si forma sui filtri e la pericolosità sta nel fatto che questa aggregazione di microrganismi si "protegge" attraverso sostanze che creano una sorta di velo sull'agglomerato di microrganismi proteggendoli da agenti esterni quali disinfettanti ad esempio.

Il biofil è il peggior nemico di qualsiasi conduttura di acqua dagli acquedotti ai loop di acque purificate utilizzate in alcune industrie.

Considerate poi che le dimensioni di alcuni microrganismi patogeni (che causano malattie…) per l'uomo sono inferiori a quelle dei pori dei filtri utilizzati e quindi semplicemente passano… se poi hanno formato un biofilm a monte del filtro il risultato è che filtrando l'acqua la stiamo inquinando…

Per non incorrere in questi problemi i filtri andrebbero cambiati spesso e paradossalmente con più frequenza nei casi in cui l'impianto di filtrazione venga usato di meno (l'acqua stagnante favorisce la formazione di biofilm) il che vi farà capire bene quanto gli impianti domestici siano potenzialmente pericolosi mentre su quelli dei ristoranti non mi pronuncio anche se cerco sempre di evitare le acque microfiltrate.

Quindi mi chiederete cosa sia meglio fare… beh è complicato… io vi direi che in generale se non ci sono state perturbazioni usare l'acqua del rubinetto non ha nessuna controindicazione poi c'è caso e caso, consumatore e consumatore quindi vanno valutati anche aspetti come la durezza dell'acqua in chi ha la tendenza a sviluppare calcoli renali, la concentrazione di sodio per chi ha problemi inerenti la pompa sodio-potassio, ecc.

In ogni caso però guardate sempre con diffidenza le acque microfiltrate che ci propongono o meglio ci impongono i ristoranti, facciamo presente loro che non ci piace, richiediamo di vedere le analisi microbiologiche delle acque trattate, di sapere quando sono stati sostituiti i filtri e quanti litri al giorno vengono prodotti… pretendiamo queste informazioni e i ristoratori si preoccuperanno perché non sapranno rispondere e sentiranno l'insoddisfazione dei clienti…e se vi propongono questi apparecchi per uso domestico fate le stesse domande e chiedete che vi mettano per iscritto che si assumono la responsabilità di eventuali problemi derivanti dall'uso di questi apparecchi… vedrete nessuno vi firmerà nulla in questo senso perché le ditte produttrici (non i venditori...) sanno benissimo di cosa parlo!!!

 

Simone Togneri

venerdì 20 marzo 2015

22 marzo, Giornata Mondiale dell'Acqua: non sprechiamola. Di Francesco Saisi

 FONTANA DI GALLICANO.

Il 22 marzo, nel mondo, si celebrerà la Giornata Mondiale dell'Acqua, elemento che fortunatamente noi in valle del Serchio abbiamo in abbondanza, tant'è che nel mio paesello, Gallicano, possiamo permetterci quattro fontane sempre aperte, ovviamente di acqua potabile, 24 ore al giorno 365 giorni l'anno: due in Piazza Vittorio Emanuele ed altre due in via Cavour. Pur ignorando la loro portata è evidente che lo spreco di una risorsa, che noi molto egoisticamente ignoriamo, sarebbe essenziale per molte altre persone, infatti si calcola che quasi 800 milioni di persone sulla Terra non hanno accesso a fonti idriche sicure, ed oltre 2 miliardi di esseri umani non hanno servizi igienici (fonte: Amref http://www.amref.it/locator.cfm?SectionID=746).
La mia proposta sarebbe se entro tale data si potessero installare dei semplicissimi rubinetti, per far si che un bene prezioso non vada sprecato ogni giorno, capisco che l'effetto scenografico verrebbe a mancare ma, se non altro, sarebbe un segno di rispetto nei confronti di chi non è fortunato come noi. Siamo stati e siamo attualmente molto attivi nel sociale, aiutando persone che ci hanno chiesto una mano, facciamolo pure stavolta, anche se solo con un gesto simbolico.

Francesco Saisi

lunedì 25 agosto 2014

IL FONTANONE DEL COLLE , A PIANO DI COREGLIA , UN ACQUA APPREZZATISSIMA !!

TANTISSIMA GENTE SI RECA AL FONTANONE PER FARE SCORTA DELLA SUA BUONISSIMA ACQUA
APPREZZATA DA TANTE PERSONE DI TUTTA LA VALLE.
BASTI DIRE CHE ALLE VOLTE VI E' PURE LA FILA DELLA GENTE IN ATTESA !!!

SPESSO SI NOTANO DELLE ESAGERAZIONI, DI PERSONE CHE PORTANO VIA  DECINE DI TANICHE.....
ESAGERAZIONE CHE NON E' NEMMENO UN BENE, VISTO CHE NON E' CONSIGLIATO CONSERVARLA A LUNGO, VISTO CHE E' BUONA PERCHE' SCORRE SEMPRE FRESCA .

ALLA FONTE , CONOSCIUTA E APPREZZATA ,  E' ANNESSO PURE UN VECCHIO LAVATOIO SEGNO CHE IL POSTO ERA USATO ANCHE DALLE LAVANDAIE ED ERA FORSE UN RITROVO PAESANO PER LO SCAMBIO DI NOTIZIE E PETTEGOLEZZI....

DISPIACE SOLO PERCHE' , ANCHE SE USATO DA TANTI , E' MAL TENUTO DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE....
PIENO DI ERBACCE ED ORTICHE E PURE PRIVO DI UN PUNTO LUCE !!!
COSA CHE NEI MESI INVERNALI PROVOCA NON POCHI DISAGI AI FRUITORI CHE PER LAVORO DEVONO VENIR LA SERA.

Comunque vi consiglio a tutti di provare questa salubre acqua e di venir a far due chiacchere al famoso fontanone del Colle !!!!

______________________________________________________________________________________________________

IL FONTANONE DEL COLLE , PECCATO , NON E' CURATO
ED E' PRIVO PURE DI UN PUNTO LUCE
BASTEREBBE POCO....
BASTEREBBE VOLERLO !!!!!
(*_*)

venerdì 11 aprile 2014

PIANO DI COREGLIA , L'ACQUA E' POTABILE ????

DOPO I LAVORI DI MERCOLEDI , QUANDO IN MATTINATA E' MANCATA L'ACQUA , LASCIANDO IN DIFFICOLTA' TANTA GENTE CHE DOVEVA CUCINARE E CHE NON SAPEVA NULLA , ANCHE PERCHE' SUL SITO DEL COMUNE NON VI ERA NESSUN AVVERTIMENTO, L'ACQUA DOPO DUE GIORNI ARRIVA SEMPRE SPORCA !!!!!
QUINDI MI CHIEDO E CHIEDO AL COMUNE E' POTABILE , AVETE DEI RISCONTRI, AVETE FATTO CONTROLLI DOPO I LAVORI ????

ACQUA DELL'ACQUEDOTTO , MERCOLEDI ORE 12:00
ACQUA OGGI , VENERDI ORE 12:00