ulivi

ulivi
BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

LETTORI SINGOLI

Visualizzazione post con etichetta no cemento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta no cemento. Mostra tutti i post

giovedì 10 febbraio 2022

Europa Verde: La pioggia (di cemento) nel Pineto a Pietrasanta.


Come Europa Verde – Verdi siamo estremamente preoccupati per l'impostazione complessiva del nuovo Piano Strutturale e del nuovo Piano Operativo del Comune di Pietrasanta.

Un Piano, quello Operativo, senza alcuna visione del futuro, e con l'unica preoccupazione di saturare e cementificare tutte le "preziose discontinuità" e  le residue aree verdi della Piana di Pietrasanta.

Un consumo di suolo enorme in una zona già estremamente cementificata, sintomo di una politica miope che non è capace di progettare e valorizzare un territorio importante – ma non privo di fragilità – se non accentuando queste ultime, applicando schemi e paradigmi obsoleti, consumisti e antropocentrici.

Non si può pensare di progettare un territorio come quello del Comune di Pietrasanta, eccellenza sia da un punto di vista ambientale che turistico-ricettivo, applicando gli standard minimi di dotazione di servizi e attrezzature pubbliche previsti da una legge vetusta del 1968, pensata per riqualificare le periferie metropolitane. Quello è il livello minimo sotto il quale non si può andare, ma sopra il quale si può e si deve andare, perché le esigenze di oggi non sono quelle di 60 anni fa, e le vere emergenze oggi sono quelle ambientali.

Nemmeno il Parco della Versiliana, storica area boscata litoranea importante sia da punto di vista ambientale che culturale risulta indenne da questa ondata cementificatoria. All'interno della Versiliana sono difatti previsti 2 interventi che prevedono la rifunzionalizzazione dell'area e degli spazi del Teatro e il cambio di destinazione dei vecchio maneggio interno al Parco, con un aumento della superficie edificata di circa 1000 mq e nuove funzioni poco compatibili con l'importanza ambientale dell'area.

Gli elementi critici del Piano Operativo e del Piano Strutturale adottati sono quindi molteplici e rilevanti, sia nella forma che nella sostanza. Noi di Europa Verde non mancheremo di rilevarli nelle sedi opportune, sia a livello comunale che regionale, rimanendo aperti a suggerimenti e confronti con i cittadini e le cittadine di Pietrasanta che come noi considerano uno scempio questo l'enorme consumo di suolo e di aree verdi previste dal Piano Operativo adottato.

Luca Fidia Pardini - Co-portavoce Europa Verde - Verdi Lucca

Eros Tetti - Co-portavoce Europa Verde - Verdi Toscana

mercoledì 27 maggio 2015

Addio al Parco degli Aquiloni – ANCORA TANTO CEMENTO A GALCETELLO di Francesco Fedi (Candidato M5S al Consiglio Regionale)

»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»»
"Addio al Parco degli Aquiloni – ANCORA CEMENTO A GALCETELLO" di Francesco Fedi (Candidato M5S al Consiglio Regionale)
 
Stiamo parlando di un terreno di alcuni ettari, dove ogni giorno molti cittadini della zona portano i propri cani a scorrazzare, e spesso, i fine settimana, da una decina d'anni circa, la comunità pakistana si ritrova per organizzare tornei di cricket, ai quali partecipano connazionali provenienti anche da altre parti d'Italia.
 
Un luogo dunque davvero caratteristico, tanto da aver richiamato attenzioni ed usi così particolari, come, forse soprattutto, quello di essere una sorta di "campo volo" per gli appassionati di aquiloni. Una particolarità legate a circostanze di condizioni di vento generalmente ottimali e dovute al fatto di trovarsi in una zona dove le vallecole che alimentano le acque dei Torrenti Vella e Bardena, incontrano la pianura delle zone Nod di Prato.
 
Ma questi sono particolari dei quali decenni di politica "cotta e mangiata" al chiuso dei palazzi comunali, non possono che aver trascurato.
 
Un peccato dunque imperdonabile e del quale non può certo fare da capo espiatorio il povero Assessore Barberis, perché è più che vero che a Prato abbiamo ufficialmente 500 persone in emergenza alloggiativa, ma c'è da aspettarsi che nella realtà siano anche molto di più, ma il fatto è che questa questione si trascina da lungo tempo, senza mai essere affrontata con l'attenzione che richiederebbe.
 
Questo "qualunquismo urbanistico", per cui si arriva, più o meno velocemente a dire che c'è bisogno di alloggi e (per spendere meno) si schiaffano nel primo fazzoletto di libero terra che si vede sulla carta, non è certo opera di Valerio Barberis. La questione ha attraversato più di una Ginta del passato e oggi Barberis è solo un mero esecutore. Certo è vero, che Barberis è un incaricato del Sindaco di Prato. Proprio quel Matteo Biffoni che nel suo programa elettorale parlava di "partecipazione" e di "consumo di suolo zero", ma che in questo primo anno di governo a già spalancato le port a interventi come questo, alla costruzione della Nuova Chiesa di Galciana e dell'ampliaento di quella porcheria che risponde al none di Interporto delal Toscana Centarale.
 
Insoma, signori, una bella contraddizione!... 
 
E' vero che in quelle stanze dove "l'urbanistica si scrive", nel leggere queste mie parole, ci sarà sicuramente chi si sentirà indispettito, avvertendo in pancia qualche piccolo travaso bile, ma invece di mettere una pezza, mi vien da dire che queste persone ben farebbero a capire che sulle carte, purtroppo per loro, non si leggono i sentimenti della popolazione.
 
Ancora non si è capito che ragionamenti per cui (dice Barberis, ed io non condivido)  "…A Prato abbiamo standard di verde pro capite altissimi. Il piano Secchi ne ha previsto il doppio proprio per lasciare spazio a servizi futuri come le scuole", sono ragionamenti che non possono essere riscontati dai cittadini che vivono il territorio. Questo visto anche che a questi  non si può dire di andare a giocare con gli aquiloni in Piazza Ciardi, o invitare la comunità pakistana ad andare ad organizzate i tornei di cricket in cima alla Retaia…
 
Ritorna qui l'annosa del valore dei beni che sono nelal disponibilità della collettività… Ricrdate la battaglia per salvare gli alberi di Piazza Mercatale?... Vi ricordate le dichiarazioni aberranti dell'Ex-Sindaco Romagnoli?.. Se la cosa non fosse tragica, a qualcuno potrebbe scappare anche da ridere, visto che per chi non lo ricorda, vorrei portae alla memoria che l'abbattimento degli alberi di quello che oggi abbiamo preso a chiamare il "Tondo" di Piazza Mercatale, sarebbero stati compensati dagli insediamenti arborei, realizzati da quella Giunta lungo la Tangenziale..
 
Si capisce bene che questa politica non ha cultura, Non conosce e non vuole vedere. Talmente è lontana dall'idea che esitano dei valori, che il concetto stesso di "valore" gli sfugge. Tutto può essere abbattuto, sacrificato, compromesso, azzerato…
 
Le soluzioni, su come e dove si possa trovare spazio per questi alloggi e soddisfare l'esigenza allogiativa, con una città sempre più preda del disagio economico e all'indigenza, ci sarebbero eccome. Basterebbe fare quello sforzo in più, forse anche economico, magari drenando anche da altri interventi infrastrutturali decisamente  e troppo spesso fagocitano anche inutilmente la discussione politica.Abbiamo un'intera città da riqualificare, interi quartieri da riscrivere ed edifici produttivi dismessi da riconvertire.
 
Non c'è volontà come non c'è partecipazione. Ci sono soluzioni banali, propinate secondo l'assunto che i cittadini sono dei dementi che debbano semplicemente attenersi al prodotto avariato di questa politica.
 
Mi fa ribrezzo.
 
E mi viene da concludere solo dicendo che domenica prossima tutte queste persone inascoltate e da lungo tempo gabbate, hanno la possibilità di utilizzare l'unica arma a loro disposizione. Domenica prossima ci sono le elezioni regionali e allora bisogna ricordarsi che questi alloggi, queste case, saranno costruite ricorrendo a dei fondi regionali.
 
Dunque ricordiamocelo, andiamo a votare ed esprimiamo un voto utile a dire che chi finanzia opere che comportano altro consumo di suolo e la cementificazione di un parco che da lungo tempo è usato da tanti cittadini per il loro tempo libero, non è degno di governare la Regione Toscana!
 
Maggiori informazioni sull'autore:
 
 

giovedì 21 maggio 2015

Prato m5s : STOP CONSUMO DEL TERRITORIO, PROMESSE MANCATE DEL PD E LO STADIO

STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO, LE SOLITE PROMESSE MANCATE DEL PD:

Approvato in Consiglio il piano triennale delle alienazioni degli immobili di proprietà comunale che contiene, tra le oscenità, la vendita di un terreno comunale verde con ulivi in Giolica di 30.000 mq, per farci costruire altri appartamenti. Con, lo ricordo, 9.000 appartamenti sfitti a Prato. 
Mentre loro se ne fregano delle promesse, dell'ambiente, della tutela del territorio, della cementificazione, la speranza è che non ci siano acquirenti.

Gruppo Consiliare M5S

_____________________________________________________________________

ANCHE SULLO STADIO IL SINDACO NON RISPONDE:

Prato salvato in extremis rimane in C1, nonostante Biffoni aspirasse alla serie A e oltre. Numero di abbonamenti circa 600 annui, un successone. Alla mia interrogazione il Sindaco ha semplicemente fatto una cronostoria, leggendo la velina consegnatogli dagli uffici, senza rispondere alle mie domande. Perchè è stato concesso l'uso gratuito dello stadio, nostro, che manteniamo e abbiamo costruito con le nostre tasse, tramite affidamento diretto all'AC Prato spa? Qualsiasi società sportiva se vuole usufruire degli impianti comunali deve giustamente pagare! Perchè per ben 3 anni è stato inoltre dato alla stessa società un contributo di 47.000 euro? Non bastava l'uso gratuito? Perchè, nonostante tutti questi indubbi benefici, non è stata prevista una compartecipazione da parte dell'AC Prato spa alle ingenti spese dei lavori di messa a norma e rifacimento dello stadio, 1 milione e 700 mila euro tutti a carico nostro? Se l'AC Prato Calcio è interessata al nostro Stadio se lo compri o se lo metta a norma, visto che al momento non è usufruito dalla cittadinanza e non porta nessun ritorno economico alla nostra città. Nel frattempo non ci sono soldi per l'edilizia scolastica o per la manutenzione di piscine e palestre. Rivotateli!!!!!!

Silvia La Vita.

********************************************************

mercoledì 20 maggio 2015

Paesaggi periurbani sospesi tra abbandono e valorizzazione: nuovi approcci" di Marco Giuseppi

DA FRANCESCO FEDI:

Un ottimo articolo di Dott. Marco Giuseppi, tratto da "Rivista di Agraria" del 15/05/2015 (http://www.rivistadiagraria.org/riviste/vedi.php?news_id=685&cat_id=302) [Rivista -> N. 212 - 15 maggio 2015]
 
Paesaggi periurbani sospesi tra abbandono e valorizzazione: nuovi approcci
 
Il sistema insediativo italiano è stato caratterizzato da una relativa stasi fino al secondo dopoguerra, fatta eccezione per alcuni cambiamenti relativi ai primi insediamenti industriali urbani e vallivi di fine '800. La situazione delle campagne e i paesaggi che ne erano espressione venivano caratterizzati da una certa stabilità e da un rapporto gerarchico della campagna verso la città: la campagna produceva quello che la città consumava.
L'Italia rispetto ad altre zone europee ha conosciuto il fenomeno di abbandono delle campagne in tempi relativamente recenti, dal secondo dopoguerra si è instaurata nel paese un'intensa fase di cambiamenti e di crescita economica, che ha provocato un forte processo di inurbamento e di espansione dei nuclei abitati con relativo cambio delle forme di uso del suolo e conseguente abbandono di terreni agricoli marginali. Si stima che dagli anni Settanta la SAU (Superficie Agricola Utilizzata) sia diminuita del 28%, passando dai 18 mln degli anni '70 agli attuali 13 mln, con quindi una perdita netta di ben 5 mln; in questi terreni si sono spesso innescati fenomeni di successione secondaria, determinando anche notevoli modificazioni del paesaggio, con un graduale ritorno del bosco.
Esempio di cambiamento del suolo
Figura 1: Esempio di cambiamento di uso del suolo, con ingente perdita di terreni coltivati nella città di Firenze. Foto a sinistra 2013, foto a destra 1954.
La campagna ha perso il rapporto di tipo funzionale che storicamente la legava alla città, ed il progressivo affrancamento che ha interessato le aree urbane, dovuto alle nuove tecniche di conservazione e produzione degli alimenti, ha fatto sì che i territori rurali prossimi alla città entrassero con un rapporto di subordinazione nelle dinamiche di sviluppo e pianificazione della città e strettamente legati alle sue evoluzioni. Inizialmente quindi la priorità è stata quella di contenere l'avanzamento dell'agglomerato urbano a danno dei territori agricoli che si è tradotta essenzialmente in modelli di "protezione" iscrivibili in tre categorie:
  • La "cintura verde" che si propone di creare una cintura oltre la quale impedire l'avanzamento dell'agglomerato urbano, impedendo anche fenomeni di saldatura tra diversi agglomerati.
  • Il "cuneo verde" porzioni agricole che dall'esterno penetrano dentro il tessuto urbano.
  • Il "cuore verde" che conserva le aree agricole all'interno delle aree urbanizzate.
Negli anni successivi al boom economico, la congestione urbana e il crescente inquinamento, si sono tradotti molto presto in un disagio forte della popolazione, che ha avuto come effetto quello di rallentare la crescita demografica delle città fino ad arrivare ai fenomeni di cosiddetta rururbanizzazione, cioè la migrazione dei cittadini verso le campagne periurbane e nei paesi di cintura. La rururbanizzazione porta con sé due fenomeni distinti:
  • Aggressione del territorio attraverso la costruzione a macchia di leopardo di nuovi nuclei.
  • Rivalutazione del concetto di rurale con la creazione di una nuova categoria di spazio (il periurbano) che non rientra nelle categorie né di urbano né di rurale.
È in questi territori che si sono istaurati negli ultimi anni interessanti rapporti tra i "cittadini neo – rurali" e i vecchi abitanti delle campagne che hanno creato nuove comunità e nuove concezioni di ruralità nelle quali si inseriscono gli sviluppi dell'agricoltura periurbana, se infatti i cittadini neo- rurali hanno un approccio maggiormente di tipo paesaggistico – ambientale e vedono l'attività agricola sostanzialmente dal punto di vista ricreativo, i vecchi abitanti delle campagne sono spesso rimasti ad una concezione produttiva dell'agricoltura.
È a causa di questi differenti approcci che a partire dagli anni novanta del '900 anche in Italia è cresciuta l'importanza per le aree agricole periurbane come strumenti di progettazione operativa, su modello delle green belt (cinture verdi) inglesi e di altri esempi europei, nel tentativo di frenare il fenomeno della frantumazione dello spazio agricolo periurbano innescatosi con il boom economico del dopoguerra.
Aree verdi nella città di Londra
Figura 2: Sistema di aree verdi che circondano la città di Londra per limitare la proliferazione di nuove costruzioni. Fonte: www.standard.co.uk
Di conseguenza sono anche aumentate le aspettative verso questi spazi verdi, che si traducono spesso in progetti di pianificazione sempre più complessi che hanno lo scopo di preservare le funzionalità degli spazi agricoli dove la funzione produttiva si unisce e a volte soccombe alla funzione ambientale e paesaggistica.
Il riconoscimento del ruolo multifunzionale dell'agricoltura gioca infatti un ruolo fondamentale nella sua tutela e nel suo sviluppo, sono necessari progetti specifici che mirino ad un equilibrio tra pianificazione territoriale e agricoltura, riconoscendo la specificità di ogni singolo fattore specialmente quando le ipotesi progettuali si inseriscono in contesti paesaggistici delicati e con una marcata influenza delle azioni dell'uomo, dove la millenaria interazione tra processi naturali, culturali e attività umane ha plasmato in modo deciso il paesaggio, come nel caso di buona parte del paesaggio italiano. Il territorio italiano infatti ha subito profondissime manipolazioni, tanto che risulta oggi difficile considerarlo un paesaggio naturale: si tratta a tutti gli effetti di un "paesaggio culturale" come definito dall'UNESCO nel 1972, inteso come un paesaggio che: abbraccia oggi una pluralità di manifestazioni della interazione tra l'uomo e il suo ambiente naturale e nel quale anche porzioni apparentemente incontaminate sono in realtà legate all'azione dell'uomo.
Anche i luoghi verdi infatti hanno avuto nel corso dei secoli funzioni e caratteristiche diverse che rispondevano alle diverse esigenze sociali e culturali; si è passati da un luogo dove avere un contatto con il soprannaturale tipico di alcune civiltà antiche, a un vero e proprio sistema fondante dello sviluppo urbanistico di molte città europee del XIX e del XX secolo. Tuttavia è possibile notare come in Italia, nonostante una tradizione millenaria dell'uso del verde, si sia persa la capacità di utilizzare gli spazi verdi urbani e periurbani come elemento integrante dello sviluppo urbanistico. Spesso sia il verde urbano che quello periurbano, sono stati utilizzati come spazi in attesa di edificazione senza l'attribuzione di valori propri. Anche la maggiore sensibilità sviluppatasi a partire dal XX secolo e che ha innescato un cambiamento culturale che si ripercuote in una maggiore sensibilità verso gli spazi verdi e l'ambiente in generale, non è riuscita ad affrancarsi in modo organico da forme di tutela di tipo vincolistico che, sovente, non riescono a coniugare le esigenze di protezione con quelle di valorizzazione e produzione, specialmente quando si tratta di aree agricole periurbane.
È importante sottolineare come la gestione e la progettazione del verde urbano e periurbano non deve essere priva dei processi partecipativi che possano coinvolgere la cittadinanza attiva nelle scelte effettuate, perché realizzare parchi urbani e periurbani non è da intendersi soltanto come un semplice processo di abbellimento o di valorizzazione, ma corrisponde all'assunzione delle responsabilità da parte del progettista consapevole di andare ad operare in un contesto storico ed evolutivo che caratterizza la città e i suoi dintorni. Progettare in zone urbane o periurbane non può prescindere dall'indispensabile coinvolgimento della popolazione sia in fase di stesura delle ipotesi progettuali sia nella futura gestione e manutenzione delle aree specialmente in un momento in cui le risorse pubbliche diventano limitate.
Bibliografia essenziale
- DUVERNOY I., JARRIGE F., MOUSTIER P., SERRANO J., 2005, « Une agriculture multifonctionnelle dans le projet urbain : quelle reconnaissance, quelle gouvernance ? », in Fleury A. (a cura di) (2005), Multifonctionnalité de l'agriculture périurbaine. Vers una agriculture du project urbain, Les Cahiers de la multifonctionnalité, n. 8, Mai 2005, INRA, CEMAGREF, CIRAD, pp. 87-104.
- FANFANI D., 2006, Il governo del territorio e del paesaggio rurale nello spazio "terzo" periurbano. il parco agricolo come strumento dipolitiche e di progetto. Ri-Vista Ricerche per la progettazione del paesaggio ISSN 1724-6768 pagg. 54-69
- GIACCHÈ, G., 2012, "Verso una maggiore integrazione dell'agricoltura nella pianificazione territoriale. Analisi e proposte per i Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Bettona e Cannara. "Associazione ""Alessandro Bartola"Il Mulino, 395-406.
- MAZZOCCHI C., 2011, Il ruolo dell'agricoltura periurbana nelle dinamiche di consumo di suolo: l'indicatore di rischio di consumo di suolo agricolo. Tesi di dottorato. Università degli Studi di Padova. Scuola di dottorato di ricerca in: Territorio, Ambiente, Risorse e Salute. Indirizzo: Economia agraria. Ciclo XXIII.
- SANESI G., 2001, Le aree verdi urbane e perturbane: situazione attuale e prospettive nel medio termine.
- TORQUATI B.M., GIACCHÈ G., 2010, "Rapporto città-campagna e sviluppo rurale", Agriregionieuropa, anno 6, n. 20.
Marco Giuseppi, diplomato all'Istituto tecnico agrario, ha conseguito la laurea triennale in Scienze forestali ed ambientali e la laurea magistrale in Scienze e tecnologie dei sistemi forestali presso l'Università degli studi di Firenze. Curriculum vitae >>>

giovedì 30 aprile 2015

Nuovo Aeroporto di Peretola - Il grande Tabù del PD Pratese. di Francesco Fedi (Candidato M5S al Consiglio Regione Toscana)


Sul gruppo FB Abitanti La Querce (PO), (https://www.facebook.com/…/1378832392359…/1602972866612434/…) il Consiglire Marco Sapia (PD) ha così commentato le aspre contastazioni che martedì sera, al Circolo "I Risorti", in loc. La Querce, sono state indirizzate al Presidente Enrico Rossi: " Mi permetto un paio di considerazioni: sull'assemblea di lunedì scorso e sulla cena di martedì. Lunedi; come circolo PD, ed io come consigliere comunale, stiamo portando avanti un progetto di riqualficazione complessiva della frazione, che tra l'altro è stata oggetto già di alcuni interventi migliorativi, vedi la zona di Sottoferrovia e l'innalzamento del terrapieno della Cava di Pizzidimonte, opere quindi portate avanti da questa amministrazione. E' stato fatto un processo partecipato con numerosi incontri e all'assemblea di lunedì abbiamo presentato un documento che è ancora aperto a contributi, e a breve lo diffonderemo. E' chiaro che poi lo presenteremo alla giunta, poichè alla fine abbiamo la responsabilità di governare e cambiare la città, e quindi anche La Querce." . Ovvimante non ho potuto fare altro che chiedere se anche l'Ampliamento dell'Aeroporto di Peretola fosse un modo per riqualificare la zona, ricevendo dal medesimo la risposta: " Su martedì; al Circolo "I Risorti" abbiamo organizzato una cena elettorale con Enrico Rossi con iscritti e simpatizzanti del PD, ovviamente era stato fatto l'evento ed era sulla stampa, quindi chiunque poteva prenotare e partecipare alla cena. Devo ricordare che Rossi prima era a Prato per un'iniziativa pubblica all'ex Chiesino. Detto questo, a un certo punto della serata un gruppo di persone sono arrivate al Circolo ed hanno manifestato contro Rossi come testimoniano le foto qui sopra. Alla fine della cena Rossi è sceso e si è fermato a parlare con i manifestanti. Questa è la mia versione, e non entro nel merito delle questioni.". Dopo questa risposta avrei voluto provare amorevole compassione, ma ho ripetuto la mia semplice domanda, senza -ovviamente- ricevere alcuna risposta... (..comportamento tipisco da vecchia scuola PCI: "quando sei alla malaparata, metti la faccia di bronzo e vedi di non rispondere...")... D'altronde l'imbarazazzo di tutto il PD, e in particolare di quello pratese, di fronte all'argomento è più che comprensibile: l'argomento "Aeroporto" è per loro un grosso tabù...

More info:
 
 



lunedì 20 aprile 2015

Piana FI-PO-PT–La Battaglia prosegue–Stasera riunione a Villa Montalvo (Campi B.o-FI)” di Francesco Fedi


_______________________________________________________________

"Piana FI-PO-PT – La Battaglia prosegue – Stasera riunione a Villa Montalvo (Campi B.o-FI)" di Francesco Fedi
Dopo la grande e riuscitissima manifestazione dello scorso sabato 11 Aprile, con oltre 6.000 persone in corteo attraverso le zone di Osmannoro e Peretola, a Firenze, la battaglia contro le tante nocività che affliggono la Piana tra Firenze, Prato e Pistoia, non si poteva certo fermare.
Per questo, fin da subito, tutti i partecipanti, comitati ed associazioni, si erano dati appuntamento ad oggi, Lunedì 20 Aprile, alla Villa Montalvo a Campi Bisenzio (FI). Così stasera, alle ore 21, il discorso sarà ripreso da dove era lasciato.
I temi sono sempre gli stessi, ma è impostante non abbandonarli o pensare di potersi sedere sugli allori del successo della manifestazione. Le parole di Rossano Ercolini, premio Goldman 2013 (una sorta di "nobel" per le materie ambientali), risuonano ancore orecchie di chi era presente al Parco San Donato di Novoli, dove questi ha tenuto il suo discorso di chiusura della manifestazione: "Nella Piana tra Firenze-Prato-Pistoia, ci sono così tante opere impattanti che anche soltanto una di questo, con il proprio impatto, basterebbe di per sé a preoccupare tutta la Piana!... Abbiamo la discarica a Serravalle, l'inceneritore a Montale, a Baciacavallo, quello previsto a Case Passerini e poi il Nuovo Aeroporto di Peretola!...".
C'è da dire che questo lavoro organico e di iniziative coordinate che tutti questi comitati hanno da tempo approntato, ma che negli ultimi tempi hanno addirittura intensificato, qualche risultato sembra averlo conseguito: già nella settimana antecedente la manifestazione, il Consiglio Comunale di Sesto Fiorentino aveva votato un Ordine del Giorno con il quale il Presidente del Consiglio Comunale si impegnava ad organizzare delle assemblee pubbliche, dove aggiornarsi e discutere con i cittadini degli aggiornamenti e delle evoluzioni del Nuovo Aeroporto di Peretola. 
Questo anche a seguito dell'istituzione del famigerato "Comitato di Garanzia", voluto da nove sindaci della di Comuni della Piana, composto da tecnici da loro nominati, del quale, nell'ovvio clima di scetticismo che non può che accompagnare l'operato di amministrazioni che da sempre hanno mostrato forti contraddizioni ed ambiguità, la cui funzione di "Garanzia" appare tutta da valutare (…e poi "garanzia" per chi?... per i cittadini o per qualcun altro?..)
A Prato poi, si è assistito al clamoroso "stop" al nuovo inceneritore di Baciacavallo, con Asl e Arpat che, per più aspetti, hanno giudicato insufficiente la documentazione depositata per la valutazione d'impatto ambientale.  Uno "stop" di fronte al quale, i cittadini hanno più visto la solita politica del "prendere tempo", causata anche dall'imminenza delle prossime elezioni regionali.
Una mossa che fin troppo sembra solo utile a che, chi di dovere, come il Capogruppo PD in Consiglio Comunale, Lorenzo Rocchi, possa lanciarsi nelle solite affermazioni del tipo "..l'opera non si farà se non ci saranno sufficienti garanzie…". Non a caso, se si vuole fare una metafora attingendo dalla segnaletica stradale, più che di "stop", nel caso di Baciacavallo ben si farebbe a parlare di un "dare precedenza": al gestore dell'impianto, GIDA s.p.a., avrà 45 giorni (…giusto quanti ne servono per superare l'Election-Day del 31 Maggio prossimo…) per rivedere le carte, ed allora, dopo un dolce rallentamento, e l'aver dato la precedenza alla campagna elettorale di Enrico Rossi, la corsa verso il business inceneritorista, riprenderà a gonfie vele…
Ormai però i cittadini, alle garanzie impacchettate e, tramite media compiacenti, consegnate a domicilio dala politica, non coi credono più. Come pure è sempre più diffusa quella sensibilità che consente di riconoscere di buon grado certe mosse elettorali, soprattutto quando i tempi sono così sospetti.
Per questo, c'è da aspettarsi che stasera,a Villa Montalvo, non potrà che esserci una folta presenza, con cittadini determinati a difendere la propria salute e quella delle generazioni future..