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domenica 6 ottobre 2019

MACCHIA ANTONINI: LA RISPOSTA DI MARMO


Chi mi segue sa che mi sono molto interessato al progetto del comune sulla Macchia Antonini. L'anno scorso partecipai all'assemblea pubblica che si tenne per illustrare tale progetto.

Da allora però non si è sentito dire più nulla e più di un mese fa scrissi al sindaco Marmo la la seguente lettera.

Data: 17/8/2019 Prot.N°13888/2019

A:Luca Marmo Sindaco di San Marcello Piteglio e per conoscenza al capogruppo di maggioranza Walter Mandolini,ai capogruppo di Minoranza Carlo Vivarelli e Venusia Ducci

Oggetto: progetto sulla Macchia Antonini


Spett.Sindaco Marmo
con la presente sono a chiederle a che punto è il progetto per la valorizzazione della Macchia Antonini, finanziato per 646.000 euro.
A quasi un anno dall’assemblea che si è tenuta per presentare il progetto (9 settembre 2019), non si è saputo più nulla.
Certo di una sua risposta nei tempi di legge, la ringrazio anticipatamente per la stessa.


Cordiali saluti
Marco Poli

E negli scorsi giorni ho ricevuto la risposta dal Sindaco Marmo:

San Marcello Pistoiese 23/09/2019
Alla c.a. del Sig. Marco Poli
SEDE
e p.c. Ai Capigruppo Consiliari

Oggetto: Progetto sulla Macchia Antonini.

Faccio seguito alla Sua nota del 19 agosto 2019 acquisita al p.g. dell’Ente con il n° 13888 per informarLa in merito al progetto “Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” entro il quale ricadeil progetto realizzato sulla Macchia Antonini.
Il Comune, con deliberazione della Giunta Comunale n. 68 del 9/5/2019 ha approvato il progetto definitivo/esecutivo composto da un totale di n.55 elaborati.
Attualmente, l’intera documentazione comprensiva di ulteriori atti richiesti dal Decreto Ministeriale, è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio in attesa che la Commissione Tecnica competente in materia si riunisca per esprimersi in merito, al fine di poter accedere alla successiva fase di stipula della Convenzione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Sarà nostra cura, fornire eventuali ed ulteriori informazioni anche in sede di Consiglio Comunale.

Cordialmente.
Luca Marmo


Il progetto presentato l'anno scorso è uno dei pochi progetti del comune che trova la mia approvazione, quindi spero troverà presto attuazione.
Come al solito seguirò e vigilerò sul tutto.

Marco Poli 
6 Ottobre  2019 


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mercoledì 19 settembre 2018

IL PROGETTO DELLA MACCHIA ANTONINI

Alessandro Tomasi,Luca Marmo e Luigi Baldassari all'assemblea alla Macchia Antonini del 9 settembre 2018

Domenica 9 settembre ho partecipato all'assemblea pubblica che si è tenuta al ristorante della Macchia Antonini. Lo scopo della medesima era presentare,il progetto del comune su quest'area, finanziato per 646.000 euro.
Per la storia della Macchia Antonini vi consiglio la lettura dell'articolo "PELLEGRINO ANTONINI NELLA "MACCHIA DI CALAMECCA""( di Polito Nicola 11 settembre 2018). 
Preciso che per motivi personali,non ho potuto essere presente fino alla fine dalle riunione. Ma seguo la questione da tempo, e ho incontrato sia il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi,sia   il sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo e mi sono fatto mandare il progetto da tempo. Quindi la mia analisi è ben  ponderata .
Il progetto in 32 slide, è  di massima,quindi suscettibile a modifiche, e si basa come era naturale che sia sul turismo.

"La storica leva del turismo estivo è in crisi da molti anni e il dibattito su come rigenerare un nuovo interesse sull’ intero comparto della Montagna Pistoiese è fermo su posizioni di campanilismo comunale."

Il tema del turismo è da sempre uno dei miei dogmi, ritengo infatti che la montagna pistoiese sia sotto sfruttata da questo punto di vista. O per dirla più "cruda",diciamo che il turismo nell'appennino pistoiese non lo sappiamo fare. Ci sono casi di micro realtà che riescono,ma sono isolati e sporadici, e non facendo  sistema  risultano anch'essi al di sotto delle piene potenzialità.
Slide iniziale del progetto 
Tornando al progetto presentato, c'è da dire che in linea di massima è ampiamente condivisibile. Una serie di interventi mirati e che potrebbero (se realizzati come descritto) rilanciare veramente la Macchia Antonini.
Personalmente aggiungerei solo un area camper,anche perchè c'è già abusiva,quindi tanto vale regolarizzarla.
Insieme al Sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi
durante l'assemblea
Se il progetto è positivo,la nota stonata sta nel come si vuol procedere. All'assemblea è stato detto che l'operatività starà tra tre soggetti. Il sindaco di Pistoia,che per effetto del testamento del legato Antonini è proprietario della Macchia,il comune di San Marcello Piteglio nel quale si trova e l'unione dei comuni dell'appennino pistoiese,quale ente operativo del tutto. 
Ora chi mi conosce, sa quanto sia contro tutti gli enti non elettivi come le unioni dei comuni. E sull'unione dei comuni dell'appennino pistoiese ho sempre avuto un giudizio negativo, in quanto ritengo non solo che gestiscano male quello che già hanno,ma che favoriscano come possono i soliti noti.
Slide finale del progetto
Comunque per non essere accusato di fare processi alle intenzioni, soprassiederò sul ruolo dell'unione (per ora),ma continuerò a seguire e vigilare sul progetto.
La montagna ha bisogno di progetti validi per essere rilanciata e non di ennesime mangiatoie per pochi.




Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.
(San Bernardo di Chiaravalle)



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martedì 17 luglio 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE, VERGOGNOSO LO STATO DELLA MACCHIA ANTONINI A META' LUGLIO



Negli ultimi mesi la Lega montagna pistoiese ha tenuto sott’occhio la Macchia Antonini, specie per quanto riguardo i finanziamenti in arrivo per questa. Su cui l’attenzione è tutt’ora alta, stiamo ancora aspettando l’assemblea pubblica promessa. 
Un altro grosso problema di quest’anno (ma anche degli scorsi) è stata l’erba non tagliata per strade ,giardini e cimiteri. O meglio il ritardo con cui viene fatto questo servizio. Ne è stato parlato un po' da tutti, noi vogliamo solo aggiungere che quest’anno,che ci sono i soldi della fusione (risorse non a disposizione delle precedenti amministrazioni), non riuscire nemmeno a fare l’erba, e doversi appoggiare al volontariato è una vergogna. E quelli che vi scrivono hanno fatto l’erba nei loro luoghi volontariamente. 
Le due questioni si sono poi incrociate. Ci sono arrivate segnalazioni e foto del mercato svoltosi domenica scorsa alla Macchia Antonini. Fatto tra sterpaglie e erba alta,che non è ammissibile il 15 luglio,in un luogo turistico così importante. Senza contare che i commercianti pagano (come è giusto che sia) per il suolo pubblico,per poi trovarsi in queste condizioni. 
A questo punto viene da domandarsi se il comune abbia veramente una vocazione turistica,visto che tralascia queste aree nella stagione estiva. Ma soprattutto con gli oltre seicentomila euro in arrivo per questo importante plesso turistico,cosa si ha intenzione di fare? Realizzare un opera per poi lasciarla in abbandono totale nei prossimi anni (e di esempi ne abbiamo tanti) ? 
Sicuramente la risposta dell’amministrazione sarà che nei prossimi giorni arriveranno anche lì col taglio. Sempre nei prossimi giorni,ma intanto oltre metà luglio è già passato. 
Come sempre la Lega montagna pistoiese vigilerà attentamente. 




Marco Poli 
Franco Betti 
Lega montagna pistoiese

lunedì 18 giugno 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE-LA NUOVA VITA DELLA MACCHIA ANTONINI



La Macchia Antonini è l’oasi di Pistoia, offre un’area verde raggiungibile facilmente da qualsiasi punto della provincia toscana. La zona deve il suo nome all’ingegnere Pellegrino Antonini, che nel Seicento volle acquistare il terreno e bonificarlo costruendo qui anche una casa colonica. 
Nel maggio del 2016 il comune di Piteglio presentò un progetto su un bando che fu finanziato integralmente. La cifra era di 646 mila euro per la valorizzazione della Macchia. 
Come Lega abbiamo in mente diverse idee come: Circo all’ area aperta d estate e al coperto d inverno; Animazione; Tiri con l'arco e altri giochi medievali in costume. Corse campestri presso i sentieri con partenza e arrivo nel parco; Concorsi di pittura ex-tempore per le scuole della montagna Pistoiese.Attività coi cavalli presso il club ippico macchia Antonini; Area campeggio per camper, roulotte, tende, bungalow; percorsi tra i sentieri o a piedi o a cavallo; un area giochi per bambini e un area picnic . Un parcheggio a pagamento con apposito cartello che indica fasce orarie in vari mesi e i costi stabiliti col Comune di Pistoia. Per quanto riguarda l’Ex colonia Antonini,ristrutturarla per farci un ostello per gli scout, i giovani, anziani o famiglie; creare un centro estivo per bimbi della montagna convenzionatocon un centro ippico locale e col ristorante omonimo in zona. 
La macchia Antonini deve essere gestita da più privati o della montagna Pistoiese o di Pistoia.Collocati nell’ area:parcheggio,area campeggio; area parco giochi,area pic-nic. La manutenzione deve essere costante tutto l anno delle varie aree. In questo modo daremo l opportunità alle persone di un impiego e facilitando la loro assunzione vogliamo che ogni singolo lavoro della macchia Antonini venga iscritto sia al Centro per l impiego di Pistoia che al Centro per l impiego di Campo Tizzorro. 
Quindi auspichiamo un’assemblea partecipata e costruttiva, nella quale anche la Lega montagna pistoiese presenterà la sua idea di valorizzazione dell’area. 



Annabruna Crivelli 
Lega montagna pistoiese 




















giovedì 26 aprile 2018

LEGA MONTAGNA PISTOIESE SUL FUTURO DELLA MACCHIA ANTONINI



Nelle scorse settimane io e Franco Betti abbiamo incontrato sia il Sindaco Tommasi,sia quello di San Marcello Marmo,per discutere di un progetto che coinvolge entrambi i comuni.
Il progetto in questione è la valorizzazione della Macchia Antoni. Nel maggio del 2016 il fu comune di Piteglio presentò un progetto su un bando che è stato finanziato integralmente. La cifra è di 646 mila euro per la valorizzazione della Macchia.
Come Lega siamo favorevoli a questo piccolo tesoro della montagna,ma contemporaneamente preoccupati per la gestione del finanziamento, visto anche dei precedenti delle vecchie amministrazioni (di cui la nuova ne è una diretta emanazione), ci siamo mossi per capire a che punto siamo. L’impressione che abbiamo avuto è che l’amministrazione San Marcellina sia in alto mare.
Non vogliamo che sia l’ennesimo spreco di denaro pubblico, e anche un altra occasione buttata via. Tanti sarebbero gli esempi di progetti finanziati e poi abbandonati a se stessi: ex Maeba,Parco delle stelle e così via.
Per questo dopo un primo passaggio col primo cittadino di Pistoia, ci siamo confrontati con quello di San Marcello e a quest’ultimo abbiamo espressamente chiesto di fare una assemblea pubblica,per presentare il progetto alla popolazione ed eventualmente renderla partecipe anche attivamente alla stesura di questo.
Per noi l’assemblea pubblica si dovrebbe tenere idealmente entro maggio in locale nei pressi della Macchia Antonini, invitando anche il Sindaco di Pistoia ed è questo quanto chiesto al Sindaco Marmo,che comunque si è detto favorevole all’idea e che già voleva muoversi in questa direzione.
Quindi auspichiamo un assemblea partecipata e costruttiva,nella quale anche la Lega montagna pistoiese presenterà una sua idea di valorizzazione dell’area.

Marco Poli
Franco Betti
Lega montagna pistoiese


mercoledì 27 gennaio 2016

CALAMECCA-TUSCANY-ITALY

Calamecca
e
Pellegrino Antonini


Pellegrino Antonini ingegnere pistoiese (1765-1827) , con i suoi due testamenti
del 22 gennaio 1821 e del 28 febbraio 1825, al liceo Forteguerri istituì una cattedra di veterinaria con una rendita annua di 150 scudi per il mantenimento di un insegnante che tenesse lezioni di veterinaria almeno tre volte a settimana.

Stabilì inoltre che con l'esubero della rendita di mantenimento di un oratorio a Calamecca, fossero distribuito in tre parti uguali ad altrettanti istituti cittadini, Orfanotrofio Puccini, istituto delle Abbandonate ed istituto delle Crocifissine.

Pellegrino Antonini istituì inoltre l'istituzione denominata “LEGATO ANTONINI”, detta istituzione serviva ad amministrare l'enorme suo patrimonio di carattere agricolo-forestale.
Il magnate fece costruire alla “Macchia Antonini” (allora macchia di Calamecca), la cappellina prospiciente alla strada che porta alla fattoria, 




circondata da castagni ed abeti secolari (oggi alcuni abbattuti) dove riposano ancora le sue spoglie.
Alla fine del settecento circa , Antonini acquistò la macchia di Calamecca, “nome dato dal granducato”, e vi fece costruire le strade per raggiungere il posto.


Espresse anche volontà di fornire la dote a due spose dell'anno di Calamecca ed a una sposa di Momigno.


Si sa che le volontà dei defunti vengono mantenute solo se fanno comodo ai vivi, e detta volontà cadde in disuso e fu trasformata in altre opzioni “dice,” in anni avvenire.





IL TESTAMENTO DI PELLEGRINO ANTONINI del 1821


(trascrizione da una copia dattiloscritta conservata nell’archivio comunale di Piteglio)

L’anno milleottocentoventuno e questo dì 22 gennaio in Pistoia io sottoscritto Pellegrino del fu Felice Antonini, possidente, di professione Ingegnere, domiciliato nella città di Pistoia. Volendo provvedere ora che sono sano di mente e di corpo alle cose mie per dopo la mia morte;
Primieramente raccomando di cuore l’anima mia al Suo Creatore e ciò si degni di riceverla nella sua Gloria per tutta l’Eternità. E successivamente ordino e voglio che seguita la mia morte i soprascritti miei eredi o erede, faccia celebrare nella Chiesa Parrocchiale del mio domicilio un decente funerale con quel numero di messe che giudicherà opportune. Ordino e voglio, che dopo l’associazione alla Parrocchia, il mio cadavere sia portato dalla Compagnia della Misericordia fino alla Porta al Borgo per essere condotto nel mio locale dei morti in Calamecca.
Perciò ivi sia dalla Misericordia consegnato successivamente alla Compagnia di Santa Maria Assunta in Gora, di Burgianico, di Gello, di Sarripoli, di Campiglio, di Momigno, e da questa a quella di Calamecca, facendo ciascheduno cammino per il suo popolo; e mancando una o più compagnie l’antecedente a quella che manca trapassi fino a incontrare la compagnia susseguente che aspetta, godendo il diritto della mercede infrascritta delle Compagnie o Compagnia che hanno supplito avendo ciascheduna alla testa il loro rispettivo parroco o suo rappresentante; E saranno accompagnate per tutto il viaggio dall’infrascritto esecutore testamentario, quale resta incaricato di fare alle medesime l’opportuno invito. Per retribuzione del suddetto trasporto i miei eredi o erede pagherà a ciascheduno dei Parrochi o Compagnia nella maniera seguente:Alla Compagnia della Misericordia sarà dato a titolo di regalo libbre 12 di cera bianca a piacimento del guardiano.-Ai parroci; a quello della Città, se v’interviene, di Santa Maria Assunta, Burgianico e Gello L. 7.- Ai Parroci di Sarripoli, Campiglio e Momigno L. 14 per ciascheduno; a quello di Calamecca L. 18, ed ognuno di loro goderà dell’elemosina di quel parroco mancante a cui avesse supplito. A ciascheduno individuo della Compagnia di Santa Maria Asssunta, Burgianico e Gello che interverrà con cappa di suffragio del trasporto (sempre che siano fratelli) L.2 Alla Compagnia di Sarripoli, Campiglio e Momigno per ciascheduno incappato e fratelli L. 3, - Alla Compagnia di Calamecca L. 4.Ordino e voglio che il mio cadavere giunto che sia all’infrascritta Cappella dei Morti ed in mancanza della Chiesa Parrocchiale di Calamecca, sia lavato profumato e imbalsamato, chiuso in doppia cassa di tavola di legno stagionato di castagno e quindi provvisoriamente sepolto nella Compagnia di detta Chiesa o nell’Oratorio del Colle in luogo asciutto per poi trasportarsi privatamente nella citata Cappella dei Morti subito fatta e ultimata che sia, quando già in mia vita non l’ebbi fatta edificare, nelle maniere che appresso:Ordino e voglio che dentro un mese dal giorno dell’arrivo del mio cadavere nella Chiesa di Calamecca o nella citata Cappella, i miei eredi o erede faccia celebrare un funerale di esequie al quale prego caldamente i medesimi di volere intervenire con un seguito di amici e amiche ai quali sarà dato, oltre il trattamento, anche una riconoscenza a forma di quanto sarà detto in voce o in iscritto all’infrascritto mio erede. Ordino e voglio che dopo l’anno della mia morte sia fatto un decente anniversario nella Chiesa dei Minori Conventuali di S. Francesco di Pistoia, ove sono le ceneri del mio genitore e madre del medesimo, riconoscendo in quel giorno con un paolo a testa i poveri dell cira del mio domicilio.
 Il secondo anno dopo la mia morte sarà fatto altro più piccolo anniversario nella Chiesa della Vergine fuori Porta Fiorentina, ove riposano le ceneri della mia genitrice, facendo l’elemosina ai poveri della Città di Crazie due a testa. Nel terzo anno finalmente altro più ristretto anniversario ordino e voglio che sia fatto nella Chiesa Pievania di Piteccio, ove sono le ossa dei miei antenati. Ed ivi alle esequie siano invitati i miserabili di quel popolo, dandoli a quelli che v’interesseranno Lire una a testa.-Per il titolo di legato, lascio alla servitù che si troverà in mia casa al giorno della morte: se con servizio dentro i cinque anni, scudi 60 all’uomo e scudi 50 alla donna; se al di là dei cinque anni fino ai dieci, scudi 100 all’uomo e scudi 80 alle donne; e se al dilà di anni 10 scudi 200 all’uomo e scudi 180 alla donna. Al parrucchiere che mi servirà il giorno della mia morte lascio il terzo della proporzione che sopra. Ai contadini che saranno nei miei poderi al giorno della mia morte voglio che li sia condonato ogni debito che potessero avere a mio favore ed in mancanza di tal debito voglio che li siano pagati per una sola volta e per ogni famiglia scudi 25. Parimenti ordino e voglio che i miei eredi o erede, dentro l’anno dalla mia morte incomincino l’edificazione di una Cappella ossia Oratorio nel mio possesso sotto il nome dei Morti Antonini ossia Macchia di Calamecca nel Comune di Piteglio, e precisamente nel monticello lungo la strada comunicativa in vicinanza e in veduta della casa di abitazione presso il prato della Lama lunga a levante del viale che sale al poggio Vestito di Abeti; e di proseguire il lavoro fino alla sua ultimazione dentro lo spazio di anni cinque al più sopra il disegno e modello che sarà lasciato da, me Testatore; ovvero di proseguire, ed ultimare la detta Cappella, nel caso che sia stata già incominciata durante la mia vita, bene inteso che tale lavoro sia fatto con la massima stabilità e tutta la parte esterna e bassa di pietra serena, o di pietra albarese scalpellata alla rozza. 
Il titolo di detta Cappella, ossia l’Oratorio sarà “S. Pellegrino dei Monti” per quanto sopra la porta esterna d’ingresso in lastra di marmo bianco vi sarà scritto “Sepolcro Antonini”. Ed all’oggetto che in detta Cappella sia in tutti i giorni festivi celebrata la Santa Messa, istituisco una Uffiziatura ossia Cappellania, da conferire la prima volta ad un degno Sacerdote ad elevazione della mia erede in mancanza di figli, e finche vivrà e successivamente del Vescovo prò-tempore di Pistoia, dietro il concorso nelle forme canoniche per eleggersi più degno Sacerdote. Sarà in dovere del suddetto Cappellano oltre la celebrazione della Messa in detto Oratorio in tutti i giorni festivi e nelle solennità di servire alla Chiesa di Calamecca, e di soddisfare ancora agli oneri seguenti:   
Nella domenica più prossima al dì 20 agosto di ogni anno, sarà fatta in questa Cappella una festa con Messa Cantata e celebrazione di cinque messe piane, e il giorno Vespro e Litanie dei Santi con preci ardendo un sufficiente numero di lumi. Dopo la Messa cantata sarà fatta un’estrazione di tre doti che due per le ragazze del popolo di Calamecca dai 16 ai 30 anni; ed una per le ragazze del popolo di Momigno della stessa età, ed a ognuna sarà pagata somma di L. 70 moneta fiorentina all’occasione del suo matrimonio spirituale o temporale, a condizione che non possa cumularsene più di una nella medesima persona, ed a condizione pure che giunta all’età di anni 30, senza essersi collocata, la ragazza perderà un tal diritto, e sia la sua dote immediatamente conferita nel giorno di detta festa ad altra ragazza di quel popolo: il che deve pure eseguirsi nel caso che una delle dotate premorisse alla sua collocazione ferma stante la collocazione delle altre doti ordinate come sopra.-Quest’estrazione sarà fatta alla presenza del Parroco Pro-tempore di Calamecca e del Piovano di Momigno, o loro rispettivo delegato, quali con lo stesso Cappellano legalizzeranno la carta di sicurtà ossia una fede, acciò dal Cappellano senza difficoltà, sia fatto il pagamento a luogo e tempo alle ragazze estratte e dotate. Per l’incomodo dei citati Parrochi, il Cappellano pagherà annualmente L. 7.-Nella ricorrenza del giorno della mia morte, il suddetto Cappellano dovrà fare ogni anno in perpetuo un funerale con Messa Cantata e quattro messe piane: uffizio dei morti ed esequie al sepolcro, il tutto in suffragio all’anima mia, e cadendo il giorno festivo il dì seguente.Parimenti ordino e voglio che dal Cappellano venga ogni anno pagata a favore della Comunità di Porta al Borgo, nelle mani del suo Camerlingo pro-tempore, la somma e quantità di scudi ventuno per ogni anno in perpetuo: acciò la magistratura di detta comunità in corpo adunata, per estrazione conferisca alle ragazze povere nate e abitanti in quella Comune, annualmente tre doti del valore ciascheduna di scudi sei da pagarsi nei modi che stabilirà la magistratura, sì per la qualità delle dotate, sì per i loro recapiti, ed ogni avanzo deve stare di fronte alle spese occorrenti.Finalmente ordino e voglio pure che il Cappellano paghi ogni anno in perpetuo al Cappellano dell’oratorio della Villa di Castagno, Pievania di Piteccio, Comunità di Porta al Borgo, la somma e quantità di scudi due, all’oggetto che il suddetto Cappellano Curato celebri ogni anno nel mese di Giugno numero otto messe, secondo le intenzioni di me Testatore.Per supplire a tutti i suddetti oneri, come pure a quello di mantenere in buono stato tutti gli utensili sacri, dei quali i miei Eredi provvederanno con decenza la suddetta Cappella, ugualmente che alla manutenzione della fabbrica della Cappella medesima (quali cose tutte con inventario verranno consegnate al suddetto Cappellano dalla mia Erede) assegno al Cappellano stesso in perpetuo la somma annuale di scudi duecentotrenta di Lire sette per scudo, moneta fiorentina, da ritirarsi dalle rendite più vicine del podere e boscaglia della Tenuta di Calamecca sopra citata sotto il nome dei Monti Antonini. Ad ogni buon fine ed effetto dichiara di avere ricevuto in dote dalla mia attuale consorte Francesca nata Vignali, la somma di scudi Milleduecento dalla casa paterna, e scudi ottanta di sussidi dotali di luoghi pii. Eleggo e deputo mio esecutore testamentario, il Sig. Dott. Iacopo Piermei, quale prego caldamente ad accettare e sommamente lo prego mandare a fine ed effettuazione tutte le singole suddette mie disposizioni e principalmente l’esecuzione della Cappella e la tumulazione del mio cadavere in quella. A titolo di regola e ricognizione dai miei eredi o erede sarà dato al medesimo un astuccio di sei posate di argento, completo, o la somma di scudi 50 per una sol volta in luogo di quello entro un anno dal giorno della mia morte. Miei eredi universali istituisco e nomino tutti i miei figli che potessi avere alla mia morte con preferenza di maschi alle femmine a forma di legge. Ed in questo caso soltanto senza essere obbligati alla nomina di un Cappellano, ordino e voglio però che venga dai medesimi pienamente eseguito ogni anno quanto al Cappellano suddetto era stato imposto, al quale oggetto dovranno i mentovati miei eredi e figli assegnare ed assicurare quella rendita annua che dalle veglianti leggi viene prescritta in vista di potersi ottenere in specie la pubblicità del Citato Oratorio. Ed in mancanza di detti figli con tutti gli oneri che sopra e perciò anche con l’obbligo della Uffiziatura, istituisco e nomino mio erede universale la Sig.ra Francesca del fu Dott. Girolamo Vignali, mia consorte, la quale prego a soddisfare ed ogni altro onere che prima della mia morte li ordinassi o in voce o in scritto, implorando a tale oggetto, dal Sovrano quelle grazie che saranno necessarie tanto per gli obblighi come sopra espresso, quanto per gli altri che potrà addossarsi prima della mia morte. E questo dico essere il mio ultimo testamento revocatorio di ogni altro che potessi aver fatto. Qual presente testamento è stato tutto da me scritto, datato e firmato, in casa di mia abitazione, posta in Pistoia in Via del Corso.


Ed in fede di che
f° Pellegrino Antonini