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martedì 26 febbraio 2019

RETIAMBIENTE E SEA AMBIENTE: PIENO SOSTEGNO ALL'ESPOSTO AD ANAC DA PARTE DEL VICE-SINDACO DI CASCINA !


LEGA, RETIAMBIENTE E SEA AMBIENTE: PIENO SOSTEGNO ALL'ESPOSTO AD ANAC DA PARTE DEL VICE-SINDACO DI CASCINA !

Condividiamo a pieno l'azione intrapresa dall'Amministrazione di Cascina ed in particolare dal Vice-Sindaco Dario Rollo che hanno giustamente avanzato esposto ad Anac per le nomine dei membri dei Consigli di Amministrazione di RetiAmbiente e delle altre società partecipate.
Così intervengono i Consiglieri Comunali della Lega di Viareggio Maria Domenica Pacchini, Alfredo Trinchese, Massimiliano Baldini ed Alessandro Santini.

In particolare - come ben sappiamo a Viareggio visto che fummo costretti a far convocare il Consiglio Comunale di urgenza e mediante sollecitazione al Prefetto di Lucca visto che non si riusciva a far mettere all'ordine del giorno dell'Assise comunale il provvedimento di Anac ai danni dell'Avv. Fabrizio Miracolo per inconferibilità dell'incarico quale presidente di Sea Risorse - è illegittima, anche a nostro avviso, la nomina da parte del legale rappresentante di RetiAmbiente Daniele Fortini dell'Avv. Fabrizio Miracolo a capo della società controllata Sea Ambiente considerato che è anche Consigliere di RetiAmbiente e appunto destinatario della delibera Anac suddetta.
Una situazione che la dice lunga su come la sinistra cara al Presidente Rossi intenda provare a mantenere il potere continuando a gestire l'ambito dei rifiuti a tutti i costi e malgrado stiano perdendo un comune dietro l'altro. 

giovedì 5 luglio 2018

(LEGA): “ GESTIONE RIFIUTI: LA GIUNTA TOSCANA SCAVALCA TUTTI E DECIDE DI SPARGERE L’IMMONDIZIA SENZA ALCUN CRITERIO”

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                             COMUNICATO STAMPA
 
"Suscita in noi forte perplessità e disappunto - afferma Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega - la proposta di legge regionale che la Giunta ha approvato e sottoposto al Consiglio. Questa proposta di legge certifica il fallimento dell'organizzazione della gestione dei rifiuti voluta da Rossi e dal Partito Democratico. La Giunta regionale, se questa proposta diventasse Legge, potrà, infatti, insindacabilmente trasferire rifiuti da un Ambito territoriale ad un altro, senza interpellare il Consiglio regionale e tantomeno coinvolgere i Comuni, arrogandosi quindi la decisione unilaterale d'individuare i siti dove smaltire i rifiuti in eccesso." "In pratica - prosegue il Consigliere - con questa proposta di legge si andranno a sovraccaricare i territori su cui insistono impianti di smaltimento. Se oggi i singoli ATO devono accordarsi reciprocamente per determinare eventuali conferimenti extra ambito; ora, viceversa, visto che gli "eventi eccezionali e contingenti" (come recita la Legge 25/1998) sono una quotidiana criticità, Enrico Rossi potrà, in modo del tutto arbitrario, far viaggiare l'immondizia un po' dovunque, anche se è ipotizzabile che specifici luoghi, specialmente ubicati nella zona nord della Toscana, avranno il "privilegio" di ricevere un surplus di scarti." "Da sempre-precisa Montemagni-abbiamo avversato questa malaugurata gestione del delicato settore e quanto deciso in maniera improvvida, ne è la classica, quanto deplorevole riprova." "Quindi-conclude seccamente Elisa Montemagni-ancora una volta, i cittadini toscani sanno chi ringraziare(ovvero la Giunta capitanata maldestramente da Enrico Rossi) se si troveranno alle prese con cumuli di rifiuti maleodoranti a due passi da casa loro. Da parte nostra ci sarà una ferma opposizione a questo provvedimento."
 
Gruppo Lega
Ufficio stampa
Dr. Maurizio Filippini

mercoledì 20 giugno 2018

ELISA MONTEMAGNI(LEGA): “ NUOVO CDA DI RETIAMBIENTE: UNA STRANA DECISIONE REPENTINA A POCHI GIORNI DAI BALLOTTAGGI DELLE AMMINISTRATIVE”


                                                          COMUNICATO STAMPA
 
"Possiamo tranquillamente definirla una corsa contro il tempo-afferma Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega-quella relativa al rinnovo del Consiglio d'amministrazione di RetiAmbiente, optando, tra l'altro, appunto per quest'ultima soluzione, invece che la formula con amministratore unico." "Ma a prescindere dalla forma scelta-prosegue il Consigliere-quello che ci lascia molto perplessi riguarda le tempistiche con cui si è deciso di convocare l'assemblea dei soci di una società che, lo ricordiamo, vede la presenza di un centinaio di comuni dell'area lucchese, pisana e massese." "Ricordiamo-precisa Montemagni-che tale società è stata creata per gestire la raccolta dei rifiuti a livello di Ato Toscana Costa e la convocazione dell'assise era arrivata solo il 4 giugno, mentre come detto, le nomine sono giunte a pochi giorni dall'importante tornata di ballottaggi che coinvolge, ad esempio, anche Pisa, Massa e Pietrasanta." "Insomma-sottolinea l'esponente leghista-siamo di fronte ad una classica spartizione delle poltrone da parte del Pd che accelera i tempi, avendo la concreta paura di perdere le predette città." "Nominando i propri amministratori di fiducia-conclude seccamente Elisa Montemagni-qualcuno cerca, inoltre, di nascondere artatamente le svariate magagne relative ad una gestione assai poco brillante…"
 
Gruppo Lega
Ufficio stampa
Dr. Maurizio Filippini

domenica 15 aprile 2018

MALLEGNI E GIOVANNETTI (FI) contro il PD e GESTORE UNICO RIFIUTI, BAGNI DI LUCCA collabora alla nascita di RETI AMBIENTE, e BASE srl, che fine fa ??


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ANCHE A PIETRASANTA DURE LE CRITICHE CONTRO IL GESTORE UNICO DEI RIFIUTI
IL SENATORE MALLEGNI, ED IL CANDIDATO SINDACO DI FORZA ITALIA ESPRIMONO DUBBI E PERPLESSITA'
PALESANDO IL RISCHIO DI AUMENTI NOTEVOLI SULLE FUTURE BOLLETTE !!!
FORZA ITALIA E' PER UNA GESTIONE TUTTA PUBBLICA DEI RIFIUTI.....
PAURE E PERPLESSITA' CHE SPOSANO IN PIENO LA LINEA DELLA LEGA A BAGNI DI LUCCA, NEL COMUNICATO STAMPA SI FA RIFERIMENTO ANCHE AL FATTO CHE MALLEGNI PORTO' AVANTI UNA BATTAGLIA CONTRO LA NASCITA DEL GESTORE UNICO, BATTAGLIA CHE LO VIDE AL FIANCO ANCHE DELL'EX-SINDACO DI BAGNI DI LUCCA BETTI, E DI ALTRI SINDACI TOSCANI CHE HANNO DURAMENTE COMBATTUTO LE POLITICHE DEL PD IN RELAZIONE ALLA CREAZIONE DI CARROZZONI UTILI SOLO A FARE MILIONI DI DEBITI CHE POI COME NEL CASO ACQUEDOTTI, RICADONO SULLE SPALLE E NELLE TASCHE DEI CITTADINI.
DAL TESTO SI EVINCE IL FATTO CHE BAGNI DI LUCCA E MICHELINI ABBIANO DATO VOTO FAVOREVOLE, QUINDI SE SI LAVORA ALLA NASCITA' DEL GESTORE UNICO, COME SI PUO' DIRE CHE SI INTENDE VALORIZZARE E PORTARE AVANTI IL PROGETTO BASE srl ???
QUANDO HO AVUTO L'INCONTRO CON IL SINDACO MI SONO STATE RACCONTATE BALLE, NE TERRO' CONTO NEI FUTURI INCONTRI.......

Commento di Andreotti Roberto.
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QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

Rifiuti: Giovannetti contro modifica statuto RetiAmbiente, rischio aumento tariffe per comuni virtuosi come Pietrasanta
"La modifica dello statuto di Retiambiente per l'adeguamento al Decreto Madia operata da parte dei comuni a guida Partito Democratico durante l'Assemblea di Retiambiente spa dei giorni scorsi dopo l'abbandono dell'aula da parte dei Comuni di Livorno, Carrara e dei Comuni dell'Elba ed il solo voto contrario di Forte dei Marmi non ci soddisfa e prosegue nella direzione della privatizzazione parziale. La nostra posizione è invece quella di una gestione tutta pubblica dei rifiuti": è la posizione ribadita da Alberto Giovannetti, candidato sindaco di Forza Italia e ex capo gruppo dell'amministrazione Mallegni che sul tema della gestione dei rifiuti ha avviato, all'indomani della nascita di RetiAmbiente, una battaglia così come per la sanità. "La modifica apportata è relativa all'introduzione del così detto controllo analogo da parte dei Comuni sul futuro gestore unico, modifica che è un passo avanti verso la gestione interamente pubblica ma che fatta in questa maniera rafforza il ruolo del futuro organo direttivo di Retiambiente senza di fatto chiarire le modalità con cui tale controllo potrà essere effettuato col concreto rischio di incremento delle tariffe a carico dei cittadini, specialmente nei Comuni come il nostro che svolgono una raccolta particolarmente virtuosa. Sarebbe stata necessaria – spiega Forza Italia Giovannetti - una modifica ben più coraggiosa che chiudesse definitivamente le porte all'ingresso del socio privato, invece che un'introduzione del controllo analogo confermando però il modello di gestione a capitale misto. Il timore è che i Comuni a guida Partito Democratico, condizionati oggi dalla imminente prospettiva delle elezioni amministrative su Pisa, che controlla il 30% di Retiambiente, accelerino nella direzione del socio privato da noi sempre contestata pensando di portare a casa il risultato a loro più favorevole".

Andrea Berti
Ufficio Stampa


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A CARRARA TEMONO PER IL FUTURO DEI POSTI DI LAVORO
SIETE COSI' SICURI CHE A BAGNI DI LUCCA ANDRA' TUTTO BENE ??
IO FOSSI NEI DIPENDENTI INIZIEREI A FARE DOMANDE.....

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Tutto il centrodestra è contrario all'operato PD
e nessuno fuori da Bagni di Lucca plaude al loro lavoro.....

giovedì 12 aprile 2018

BAGNI DI LUCCA: SI LAVORA PER IL GESTORE UNICO SENZA COMUNICARLO AI CITTADINI E CONTRO I LORO INTERESSI, ORA BASTA !!!

Oggi veniamo a conoscenza di questo documento, e non certo per merito del comune, che visto la convocazione del 26/03 , ha pensato di omettere e non capiamo perché il sindaco abbia fatto comunicazione della rimozione di Vitiello ma abbia omesso questa che è non meno importante, questo atteggiamento che loro decidono e gli altri non devono sapere nulla oltre ad essere scorretto inizia ad essere sospetto, quale motivo hanno di fare tutto di nascosto se non hanno nulla da nascondere ?? 
Questa triste operazione sembra ormai orchestrata non per l'interesse dei cittadini, ma per portare ad un obbiettivo di passare al carrozzone del gestore unico a cui questa parte politica tiene tanto, fino ad orchestrare questa manfrina alle spalle e contro l'interesse dei cittadini di Bagni di Lucca, forse l'idea che se ne devono andare e dimettersi per evidente incapacità non è tanto sbagliata, la gente ha bisogno chi essere tutelata, e non ha bisogno di persone, che orchestrate come marionette dall'alto, pensano solo agli interessi di un partito che è già stato sonoramente bastonato dai cittadini.

Vi ricordo che la precedente amministrazione non era sola a fare iniziative contro l'ipotesi del gestore unico , anche insieme a Mallegni (Forza Italia) quando era sindaco di Pietrasanta ci fu una conferenza congiunta riguardo al caso in questione, i carrozzoni più son grossi e più buco fanno, ma tanto pagano sempre e solo i cittadini, ed il caso gestore acquedotti ne è un caso lampante....

Andreotti Roberto.
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IL COMMENTO DI VITIELLO:

Esaminando l'ordine del giorno dell'Assemblea straordinaria ed ordinaria di Reti Ambiente, si nota che viene richiesto un passaggio non secondario allorquando si chiamano i soci a deliberare una serie di modifiche allo statuto per adeguarlo al D.Lgs. 175/2016 - “Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica”.
Ovviamente, a noi comuni mortali non ci è dato di sapere quali modifiche siano state proposte. Di certo il d.lgs. 175/2016 affronta tutte le casistiche di aziende a partecipazione pubblica, dalle società "in House" 100% pubbliche alle società miste pubblico-private.
Ovviamente non è una differenza da poco adeguare lo statuto ad una in House per l'affidamento diretto del servizio o adeguarlo alla disciplina delle aziende miste.
Nel primo caso, sarebbe come dire che in questi anni abbiamo scherzato; ovvero che la lunga vicenda della gara europea per individuare un partner privato nel gestore unico di oltre 1,5 milioni di persone è stata solo una perdita di tempo e di soldi.
Probabilmente così non è stato; tuttavia mi sconcerta constatare che lo stesso d.lgs. 175/2016 prevede che scelte di questo tenore siano oggetto di specifiche deliberazioni dei consigli comunali, organi ai quali il d.lgs. affida i compiti di decidere sia la costituzione delle società che la modifica delle stesse.
Il Sindaco di Bagni di Lucca ovviamente si è ben guardato dal convocare un consiglio comunale per decidere in merito. La convocazione dell'assemblea di RETI AMBIENTE è del 26 marzo. Nel consiglio del 30 marzo relativo all'approvazione dei vari bilanci e TARI poteva almeno fare una comunicazione. Poteva anche impegnare la Commissione di Vigilanza ad approfondire i vari aspetti connessi alle modifiche statutarie proposte. Invece niente, solo silenzio.
Forse che il tema della gestione dei rifiuti sia troppo scottante da trattare in un normale Consiglio Comunale di Bagni di Lucca? Ovviamente una soluzione c'è: convocare un consiglio comunale a posteriore, come farà per la vicenda BASE; nel quale si chiederà ai Consiglieri di ratificare l'operato del Sindaco, con buona pace delle più elementari regole di democrazia che dovrebbero guidare l'operato del massimo organo di rappresentanza dei cittadini, qual è appunto il Consiglio Comunale.

sabato 20 maggio 2017

LA SPAZZATURA PROMESSA


In tempi di promesse elettorali che vengono un po da tutti,è un piacere leggere programmi elettorali e far venire fuori le inesattezze di questi. Se poi le inesattezze saranno volute o date da una incapacità di chi le promette,questo lo giudicherà chi legge.
Neanche a farlo apposta mi ero occupato di rifiuti nell'articolo COSEA QUANTO MI SEI COSTATO leggi qui.  
E come sulla sanità, essendo un argomento che ho seguito molto, non è che mi se ne possa raccontare molte. Luca Marmo candidato sindaco passato dalle primarie del PD per poi fare una lista dal forte respiro civico (traduzione non ci mettiamo i simboli che è meglio), ha scritto nel suo programma elettorale il seguente passo:

Con riferimento più specifico al servizio vanno citati gli importanti processi di riorganizzazione che hanno interessato sia San Marcello che Piteglio, processi che hanno consentito l'incremento della raccolta differenziata fino a valori che si aggirano attorno al 50%, risultato notevole considerato che, fino a poco tempo fa, eravamo al di sotto del 20. Obiettivo per i prossimi anni l'incremento ulteriore della quota di differenziata che dovrà attestarsi al valore, certamente raggiungibile, del 70%.

Ecco mi piacerebbe sapere da dove Marmo ha preso questi dati, in quanto a fine febbraio chiesi proprio le percentuali della differenziata degli ultimi 5 anni, effettuata negli estinti comuni di San Marcello Pistoiese e Piteglio. Poi all'inizio di Marzo mi fu recapitato il documento con i dati che trovate anche all'inizio dell'articolo. Quindi chiariamo subito che non è Marco Poli che da dei dati, ma il comune di San Marcello Piteglio. Ora manca il dato del 2016 che al momento non era disponibile, e quindi potrebbe essere che l'anno scorso siamo arrivati al 50% però già come descritto nel precedente articolo mi sembrava gonfiato il 30% del 2015 (partendo dal 15,10% del 2014) figuriamoci se mi pare possibile essere arrivati a tanto. Se il dato corrisponde al vero ribadisco anche in questo secondo articolo prendiamo i dirigenti di Cosea e mettiamoli a gestire i rifiuti di tutta Italia! Sono sprecati per questa cooperativa.
Io comunque rimango malfidato e torno a ribadire che secondo me i dati sono inesatti e per questo vi rimando alla lettura del precedente articolo.
Ci sarebbe da fare il discorso sui costi, sui quale se anche il dato previsionale del 2016 fosse effettivamente quello ( 1.394.116 euro) si avrebbe avuto comunque un aumento di più di 200.000 euro sull'ultimo anno senza Cosea (2014).

Bisognerebbe anche sottolineare che nei 2 anni e mezzo di governo Marmo a Piteglio la differenziata è salita di quasi niente (meno di un punto percentuale) e che se non è riuscito in un comune piccino sarà dura che ci riesca in uno grande più del doppio.
Poi mi dovrò informare se è cambiato qualcosa nel piano di ambito 2011-2021 (che ho menzionato più volte nel corso degli anni, fino ad arrivare persino ad annoiare me stesso), perchè nel suddetto c'è scritto nella sezione che riguarda l'ATO TOSCANA CENTRO e nello specifico nell' AREA MONTANA DECENTRATA (di cui fanno parte San Marcello Piteglio, Abetone Cutigliano, Marliana e Sambuca Pistoiese) che la percentuale massima di raccolta differenziata per questa è del 47,6% . Quindi con quel 50% raccontato da Marmo si sarebbe già raggiunto il massimo previsto per il nostro comune e non credo che una cooperativa privata come Cosea abbia intenzione di darsi da fare più del necessario di quanto previsto da ATO.

Ora sarà mia premura informarmi se la raccolta differenziata è arrivata al 50% nel 2016 (comunque fino al prossimo anno,non ci saranno i dati effettivi del nuovo comune) e se il piano di ambito è cambiato. In caso contrario Marmo avrà dato dei dati sbagliati, sarà poi da valutare se per errore o volutamente.

Distinti saluti




mercoledì 15 marzo 2017

COSEA MA QUANTO MI SEI COSTATO?


In seguito alla mia richiesta (vedi http://andreottiroberto.blogspot.it/2017/02/torniamo-parlare-di-cosea.html ),ho ricevuto i dati sulla raccolta differenziata negli estinti comuni di San Marcello P.Se e Piteglio,tra il 2012 e il 2016. Partiamo analizzando i dati di San Marcello.
Allora per ora escludiamo il 2016 in quanto come spese c'è solo il dato previsionale e manca il dato sulla differenziata. Abbiamo comunque il dato completo del 2015,primo anno di COSEA a San Marcello che è importantissimo,sopratutto per la comprensione di quanto ci è veramente costato passare a questa.
Una doverosa premessa, che per chi mi ha seguito nei miei vari articoli sul COSEA non è una novità.La percentuale sulla differenziata dei rifiuti (RD) la fa chi si occupa di questa, per intenderci è come se a dare i voti a vostro figlio fosse lui stesso anziché la maestra. Non c'è un organo di controllo terzo tra comune e COSEA che stabilisce se le percentuali prodotte sono veritiere o no.
Tenete bene a mente sia questo che l'esempio sopra riportato.
Allora nel 2012 primo anno dell'amministrazione Cormio spendevamo per la spazzatura 933458,51 euro con una percentuale di RD del 18,69% nel 2015 la RD è salita al 30,57% con un buon aumento (+ 11,88% ),ma la spesa complessiva è salita a 1429683 euro. Un aumento di 487224,67 euro (il 52,14%in più) non male devo dire! Facendo un rapido calcolo ogni punto di differenziata in più che abbiamo fatto ci è costato 44293,15 euro.
É vero che nel dato previsionale del 2016 è previsto un ribassamento di 25000 euro, ma è comunque molto modesto e per ora è ancora solo previsionale.
Si vede inoltre che dal 2012 al 2015 (gli anni in cui il servizio era gestito direttamente dal comune) c'è stato un progressivo calo della differenziata dal 18,69% al 15,10% e un aumento della spesa.
Ma perchè la RD è calata? Risposta semplice, le persone differenziavano meno. Ma sarà così?
Ora quella che sto per fare è una ipotesi personale, che molti definiranno complottista. Ora chi fa la differenziata fa la percentuale,prima era il comune ora COSEA. Ma se la decisione di passare a questa cooperativa fosse stata presa a priori prima? E come giustificarlo? Semplice, con la gestione comunale si abbassano le percentuali della differenziata per poter dire che il comune non è in grado di effettuare il servizio in maniera adeguata. Poi quando prende tutto in mano COSEA,si rialzano le percentuali per poter dire che il tutto è nettamente migliorato. In aiuto a tutto questo si potrebbe anche fare in modo che durante gli anni della gestione comunale, i rifiuti differenziati siano buttati tutti insieme all'interno degli automezzi, per poi smettere di farlo all'entrata del nuovo gestore. Di questa seconda ipotesi a dire il vero si sente anche parlare nel comune,ma ci tengo a dire che al momento sono solo voci di paese.
Una ulteriore riprova potrebbe essere confrontare il dato della differenziata tra il 2015 ( I° anno di COSEA ) e il 2016 (II°anno), ma il secondo non è ancora disponibile. Però a questo punto andiamo ad analizzare i dati dell'estinto comune di Piteglio,dove la cooperativa era presente fin dal 2012.

 Interessante notare che da un dato migliore rispetto a San Marcello, un 22,78 % contro un 18,69 %
e con un arco di tempo maggiore, 4 anni contro uno, non ci sia stato alcun progresso se non un misero 0,45% , praticamente nulla!
Anche qui si potrebbe dire che non c'è stato nessun miglioramento da parte dei cittadini nel differenziare i rifiuti. Oppure se siete malfidati come me,potreste pensare che non c'era alcun margine per aumentare le cifre. Certo è che se una popolazione è diseducata al riciclo passare, è altamente improbabile in un solo anno spronarla in maniera tale da giustificare un tale aumento della RD. In un anno è raddoppiata passando dal 15.10% al 30,57% e se fosse solo merito del lavoro genuino di COSEA prendiamo i loro dirigenti e mettiamoli a gestire i rifiuti di tutta Italia!
Personalmente rimango della mia ipotesi complottista che tengo a ribadire,in assenza di prove è mia opinione personale che posso esprimere perchè sancito dall'articolo 21 della costituzione. Starà a chi legge decidere se è più credibile la versione ufficiale o la mia ipotesi.
Comunque anche volendo credere alla buona fede di COSEA, c'è da dire che non raggiungeremo mai nel comune di San Marcello Piteglio il 70% di raccolta differenziata, che ci impone l'Europa e che una volta tanto mi trova concorde perchè la salvaguardia ecologica del pianeta è importantissima. Il perchè no è presto detto! Nel piano di ambito 2011-2021 noi siamo nell' ATO Toscana Centro e siamo identificati come “area montana decentrata” . Di questa fanno parte i comuni di San Marcello Piteglio, Abetone Cutigliano,Sambuca Pistoiese e in quel documento si dice (vedi tabella riportata sotto)che in quest'area la differenziata sarà al massimo il 47,6% la percentuale che c'impone l'europa si avrà solo nel complessivo di tutto l'ATO Toscana centro. E comunque la differenziata sarà concentrata prevalentemente solo sulla carta.

 Questi sono i risultati di essere passati ad un cooperativa che nulla ha portato in più al servizio dei rifiuti della montagna, se non appunto quella di foraggiare se stessa ( e chi c'è dietro).
Mi raccomando alle prossime elezioni rivotate il PD che ci ha fatto anche questo bel regalo,tra i tanti che ancora scontiamo.

Distinti Saluti
 

martedì 28 febbraio 2017

TORNIAMO A PARLARE DI COSEA


Stamani ho protocollato al comune di San Marcello Piteglio un accesso agli atti in cui chiedevo:

  • La spesa complessiva per lo smaltimento dei rifiuti negli estinti comuni di San Marcello Pistoiese e Piteglio,per ogni singolo anno dall'anno 2012 al 2016
  • Sempre per gli stessi, le percentuali di differenziata effettuata sempre dall'anno 2012 al 2016

Mi voglio togliere la curiosità di sapere realmente se il passaggio a questa cooperativa è stato un vantaggio,oppure è stato l'ennesimo regalo ad una azienda di partito. Mea culpa non ho mai seguito la vicenda sull'estinto comune di Piteglio,ma invece su San Marcello l'avevo seguita benissimo,anche se ad un certo punto l'avevo lasciata perdere perchè impegnato in cose che non portavano da nessuna parte.Facciamo il punto di dove ero rimasto.
Allora Partiamo dall'insediamento di questo ente nel comune di San Marcello Pistoiese,fortemente voluto dai”magnifici 5”),che il 19 dicembre 2014 con solo 5 consiglieri a favore su una giunta di 11,di cui solo 6 presenti o non usciti dalla stanza ha approvato il passaggio a Cosea ,con un contratto per il 2015di 1.450.000€,con un rincaro rispetto all'anno precedente del 20% (1.206.000€)e del 32% rispetto al 2013(1.096.000€).
Bisogna ricordare che questa giunta nel 2013 mise l'aliquota per la spazzatura(allora TARES)al massimo possibile,e che nel 2014(dove si chiamava TARI)non essendo possibile alzarla ulteriormente,questi amministratori illuminati,hanno ben pensato di abbassare la soglia di esenzione ISEE da 10.000 a 7.500€,andando a pesare sullo 0,8% di popolazione in più,oltretutto facente parte della fascia più debole,ovvero: pensionati,disoccupati e incapienti che hanno la sfortuna di avere un tetto sotto la testa,perchè se erano sotto un ponte non la dovevano pagare......credo!
Bisogna considerare anche il servizio,non solo non era migliorato ma addirittura era peggiorato,arrivando a livelli minimi di decenza.
In un comunicato stampa a firma del sindaco Cormio uscito il 24 dicembre,giusto per farci il regalo di Natale ,scriveva:”L’aumento previsto del 20% circa della tassazione entrerà a regime nel 2016” .Ora per sicurezza ho controllato il calendario ed è 2015,quindi o la giunta comunale è un anno avanti(ma per come li conosco sarebbe più facile che siano uno indietro),o siamo davanti all'ennesima castroneria detta.
Il contratto chiuso prevedeva un aumento di spesa per il 2015 del 20% rispetto del 2014 e la TARI è aumenta del 18%......sono riusciti a risparmiare un 2%(lo sgravio ISEE è stata ulteriormente abbassata da 7.500€ a 7.000€,ed ecco spiegato questo)però sul rincaro che ovviamente ci doveva essere......davvero notevole,considerando i”cervelli”dei nostri amministratori.
Nel sopracitato comunicato stampa si scriveva anche:”Dal 1 gennaio 2015 il servizio prevederà raccolta differenziata per organico, carta e cartone, scarti vegetali, batterie, toner, oli e grassi vegetali, abiti.”.La raccolta però è iniziata a giugno quindi con un ritardo di soli 6 mesi sulla tabella di marcia,ma ottimo considerato la”lumacosità”del comune.Però viene da chiedersi come ci possa essere un abbattimento dei costi,se questo è subordinato a quanta raccolta differenziata verrà fatta se l'ente preposto a questa perde metà anno?Discorso inutile da fare comunque perché tutto questo non è avvenuto e neanche averrà!Basta infatti andare a leggere il PIANO DI AMBITO 2014-2020 dell'ATO TOSCANA CENTRO(Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani)nella nostra zona la raccolta differenziata sarà del 47,6%.......ma non doveva essere al 70%per essere in regola con l'Europa???Bè qui vado nel campo delle ipotesi,ma se conosco bene come funzionano i meandri della burocrazia,penso che l'ATO giustifichi il tutto,con il fatto che nel complesso del suo operato raggiunge il 72,4%questa è una mia pura ipotesi personale,ma non credo di essere andato troppo di fuori.Quindi in parole povere saremo sempre schiavi di ATO e delle società collegate come Cosea.

In sostanza verrà fatta solo un po' di raccolta di cartone e vetro,con bidoni(non porta a porta,salvo negozi nelle frazioni principali)e nulla più.Senza contare le segnalazioni sul malaoperato che mi arrivano(a cui devo aggiungere esperienze personali) e quindi anche il discorso del”servizio di qualità”va a farsi benedire.
Senza contare che le percentuali sulla differenziata le fornisce...il Cosea stesso! Si avete capito bene il fornitore del servizio fornisce i dati,senza che ci sia un reale controllo esterno sui dati forniti.E' come se un allievo si desse i voti da solo a scuola.La domanda si pone:come possiamo fidarci al 100%?Risposta:in nessuna maniera.
Ora aspetto la risposta del protocollo per sapere quanto effettivamente si si è speso in più dal 2012 a oggi e quanta differenziata in più si è fatta (dato comunque non riscontrabile in quanto fornito da chi lo da),per tirare le somme.

Tornerò a parlarne presto.

distinti saluti

lunedì 2 marzo 2015

SAN MARCELLO, COSEA & ATO (rifiuti) Atto secondo. Appennino Pistoiese di Marco Poli.


Continuiamo a parlare di Cosea,sempre partendo dal piano di ambito 2014-2021 dell'ATO,ed esattamente andando ad analizzare il Capitolo 5 LE PREVISIONI DI PIANO PER L'ARTICOLAZIONE DEL SISTEMA DEI SERVIZI DI RACCOLTA,qui sono analizzate nel dettaglio i metodi raccolta dei rifiuti,che non sono comunque applicate in tutti i posti e frazioni.


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Allora prima di tutto ci sono due modelli di raccolta porta a porta previsti:

- di tipo "pay as you throw" (PAYT: ovverosia a tariffazione puntuale), applicati su circa 240mila abitanti serviti in ATO Toscana Centro;

- e sistemi non PAYT

Ma cos'è questo sistema"a tariffazione puntale"?bè se applicato è il metodo ideale, che raggiunge la perfezione e il massimo dell'efficienza del sistema:consiste nel pesare esattamente i rifiuti indifferenziati prodotti dalla singola utenza domestica; ovviamente è anche il metodo più complicato ad attuarsi, ed è anche piuttosto costoso, perciò è applicato raramente (almeno in Italia: solo il 20% dei comuni).

Per fare un esempio se un attività come un edicola,che ha come sudicio principalmente carta e cartone che è tutto riciclabile al 100% non dovrebbe pagare niente,se non una modesta percentuale per pulizia di marciapiede e strade,che dovrebbero essere comunque non fatte pagare,per compensare il guadagno di tutto la spazzatura in questo caso riciclata completamente.

Questo avverrebbe anche nelle case dei privati,più ricicli e più la tua tariffa personale diminuisce,resta da vedere se sarà applicata a San Marcello Pistoiese,ma non credo che rientreremo in quel 20% fortunato d'Italia,anche per come è stato amministrato il comune negli anni passati,che non ha mai applicato nessun tipo di riciclo e quindi è pressochè impossibile passare da 0 al sistema a "tariffazione puntale".

Ora passiamo ad analizzare i modelli di raccolta così come sono descritti nella relazione:

- Modello porta a porta, basato sulla domiciliarizzazione della raccolta delle principali frazioni differenziabili (frazione organica, verde, carta, plastica/lattine), oltre che del rifiuto indifferenziato residuo (con il supporto di un servizio aggiuntivo di raccolta pannolini/pannoloni), integrata con servizi di raccolta differenziata stradali o con contenitori dedicati per altre frazioni (in particolare, vetro, tessili e RUP) e il supporto generale dato dalla presenza di centri di raccolta (per i rifiuti ingombranti e i RAEE si prevede anche l'attivazione di servizi su chiamata) e di altri eventuali servizi mirati per grandi utenze; per la frazione organica si prevede inoltre l'incentivazione delle pratica del compostaggio domestico ad opera delle sole utenze domestiche.

Trattasi di un modello di servizio che è previsto sia innanzitutto esteso agli utenti residenti nelle principali località abitate dei Comuni interessati, con possibilità comunque di allargamento all'intero territorio comunale.

Nella dizione di "porta a porta" delle previsioni di Piano si possono in realtà distinguere, come già anticipato, due distinti modelli organizzativi; a fronte di un modello organizzativo di base, si individua infatti un secondo modello (cosiddetto "porta a porta con PAYT") caratterizzato come strutturalmente inclusivo di sistemi fortemente incentivanti la differenziazione dei rifiuti e la riduzione dei rifiuti a smaltimento, in considerazione in particolare dei seguenti fattori:

o integrazione all'origine con meccanismi di penalizzazione/incentivazione economica all'utente;

o utilizzo pressoché esclusivo di contenitori monofamiliari anche in realtà condominiali;

o dotazioni volumetriche dei contenitori per la raccolta dei rifiuti indifferenziati residui particolarmente contenute;

o estensione del medesimo modello di raccolta all'intero territorio comunale.

L'individuazione, nelle previsioni di Piano, dei Comuni interessati dall'effettuazione di servizi di raccolta porta a porta con PAYT è stata effettuata sulla base delle modalità organizzative dei servizi già in essere, delle progettualità in corso di attuazione o delle volontà ed esigenze manifestate all'ATO dalle Amministrazioni Comunali, previa valutazione di opportunità da parte dell'ATO.

Questo con un po' di fortuna sarà il modello implementato nelle frazioni più grandi come San Marcello, Bardalone, Maresca, Gavinana, Campo Tizzoro o almeno spero;

il prossimo modello è:

- Modello di raccolta stradale a controllo volumetrico, basato sull'impiego di contenitori stradali per le principali frazioni del rifiuto (indifferenziato, frazione organica, carta, plastica/lattine, vetro), organizzati in postazioni complete di contenitori per ognuna delle frazioni indicate e con l'applicazione, in particolare sul contenitore dedicato al rifiuto indifferenziato, di sistemi di controllo volumetrico dei conferimenti (quali ad es. calotte metalliche di volume limitato ad apertura comandata da un sistema di identificazione dell'utente basato sull'uso di chiavette elettroniche). Tale raccolta è poi integrata con ulteriori servizi con contenitori stradali o con contenitori dedicati per altre frazioni differenziate (in particolare, tessili e RUP) e il supporto generale dato dalla presenza di centri di raccolta (per i rifiuti ingombranti e i RAEE si prevede anche l'attivazione di servizi su chiamata) e di altri eventuali servizi mirati per grandi utenze (ad es. con container scarrabili dedicati a frazioni del rifiuto differenziate e collocati nelle pertinenze delle suddette grandi utenze). Per il verde si prevede comunque un servizio porta a porta mirato alle utenze produttrici di tale rifiuto. Per la frazione organica si prevede inoltre l'incentivazione della pratica del compostaggio domestico ad opera delle sole utenze domestiche.

Trattasi di un modello di servizio che può essere previsto sia sull'intero territorio di un comune sia su di una sua porzione, interessando generalmente aree a maggior densità abitativa. In alcune situazioni di singoli Comuni, l'interessamento di porzioni limitate di centri abitati è legato a progettualità sperimentali già attuate o in fase di attuazione.

Questo è già il modello che vedo più possibile per noi,senza chiavetta elettronica naturalmente,sarei curioso di sapere se saranno fatti centri di raccolta e attivato un servizio a domicilio per gli ingombranti.

- Modello di raccolta a contenitori interrati, basato sull'impiego di contenitori interrati per le principali frazioni del rifiuto (indifferenziato, frazione organica, plastica/lattine, vetro, carta, per quest'ultima frazione laddove non sia presente invece un servizio di raccolta porta a porta dedicato), organizzati in postazioni complete di contenitori per ognuna delle frazioni indicate. Tale raccolta è poi integrata con ulteriori servizi con contenitori stradali o con contenitori dedicati per altre frazioni differenziate (in particolare, tessili e RUP) e il supporto generale dato dalla presenza di centri di raccolta (per i rifiuti ingombranti e i RAEE si prevede anche l'attivazione di servizi su chiamata) e di altri eventuali servizi mirati per grandi utenze. Per il verde si prevede comunque un servizio porta a porta mirato alle utenze produttrici di tale rifiuto. Trattasi di un modello di servizio previsto in particolare nel centro storico e in quota parte dell'area ad elevata urbanizzazione del comune di Firenze. In altri contesti, al di fuori quindi della città di Firenze, si hanno presenze episodiche di contenitori interrati, legati in genere a progettualità sperimentali già attuate o in fase di attuazione. Si precisa che il riferimento proposto, per quanto riguarda in particolare il numero e la tipologia di contenitori interrati costituenti la singola batteria di contenitori interrati, è da considerarsi comunque soggetto a verifica, sulle singole postazioni, in relazione alle effettiva possibilità di collocazione, rispetto ad eventuali difficoltà di inserimento nello specifico contesto urbanistico.

Questo l'ho riportato per correttezza,ma è un modello già fallimentare a Firenze,molto d'effetto per qualche politico che si vuole mettere in mostra,ma quando cominciano a gustarsi è un problema,chiedete personalmente a chi ha la sfortuna di averli.

Modello di prossimità, previsto per gli utenti residenti in aree del territorio ad elevata

rarefazione degli insediamenti (comuni montani o località abitate minori e case sparse di comuni interessati, nei loro aggregati principali, da modelli di raccolta a maggior intensità, quali il porta a porta o la raccolta stradale a controllo volumetrico), si basa su contenitori stradali anche di ridotta volumetria (bidoni carrellati o minicassonetti) e ad elevata densità di installazione per le principali frazioni differenziabili (frazione organica, carta, plastica/lattine), oltre che per il rifiuto indifferenziato residuo, integrate con servizi di raccolta differenziata stradali o con contenitori dedicati per altre frazioni (in particolare, vetro, tessili e RUP) e il supporto generale dato dalla presenza di centri di raccolta (per i rifiuti ingombranti e i RAEE si prevede anche l'attivazione di servizi su chiamata) e di altri eventuali servizi mirati per grandi utenze; per la frazione organica si prevede inoltre l'incentivazione delle pratica del compostaggio domestico ad opera dalle sole utenze domestiche.

L'ultimo modello presentato è quello che realisticamente riguarderà la maggior parte del territorio anche in base alla prossima tabella che andremo ad analizzare.


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Secondo questa tabella al 2018 saremmo serviti al 100% con il modulo di prossimità ossia solo da bidoni per i principali elementi di riciclabilità (carta,vetro,plastica,ecc....).

Ma in questo caso considerando due elementi ovvero:

  • la prima non è chiaro se nel contratto di Co.Se.A di 1.450.000€ sono compresi gli stipendi dei 6-7 dipendenti comunali che passano sotto il comando dell'ente(porrò la domanda quanto prima).

  • un cassonetto costa circa 500€

Ora se nella prima ipotesi il comune pagasse ancora i dipendenti, comprando 1000 cassonetti si sarebbe speso 500.000€ e quindi con un terzo circa della spesa,non si sarebbe potuto avviare una raccolta differenziata più capillare in proprio,senza considerare che con il riciclo il rifiuto diventa guadagno e quindi i costi si abbassano.In molti comuni in cui la spazzatura è diventata guadagno è quasi sempre successo facendola"da soli"e non affidandosi a cooperative esterne.

Forse fò i conti troppo facilmente io.....forse ce li fa apparire complicati la giunta comunale,ma non aver neanche valutato un progetto alternativo da eseguire completamente in luogo,ma mi pare di capire che non è stato mai nelle idee di questa giunta.

Spero di essere smentito dai fatti e che il Co.Se.A faccia un buon lavoro, ma tra le cose che si sentono dire in altri comuni,gestiti da questo ente e il passaggio accelerato e molto sospetto da parte dell'attuale giunta mi lascia alquanto perplesso......spero di sbagliarmi,ora mi fermo e ci vediamo tra un po' con l'atto terzo.


Distinti saluti
Marco Poli

marcopoli76@gmail.com cell.334/9069101