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mercoledì 20 marzo 2019

#ASTRONEWS - 20/03/19: La newsletter di Media Inaf , Bennu - Equinozio - Quasar - Video - ecc.


Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF


SU NATURE SETTE ARTICOLI SUI DATI DI OSIRIS-REX
Sette diversi articoli pubblicati su Nature, Nature Astronomy, Nature Geoscience e Nature Communications compongono oggi uno speciale interamente dedicato ai risultati delle ricerche svolte sull'asteroide Bennu, per indagarne l'evoluzione e capire il ruolo dei corpi celesti primordiali nella nascita della vita sul nostro pianeta. Le analisi sono frutto delle indagini svolte grazie agli strumenti scientifici a bordo della sonda della Nasa Osiris-Rex, missione alla quale l'Inaf partecipa con i ricercatori Maurizio Pajola, Elisabetta Dotto e John Robert Brucato.
 

LO STUDIO SU PHYSICAL REVIEW LETTERS
Si chiama cattura protonica a bassa energia, porta alla formazione di nuclei pesanti ed è un processo di nucleosintesi che avviene tipicamente durante le esplosioni stellari. Ora per la prima volta un team di fisici è riuscito a studiarlo in laboratorio, al Gsi di Darmstadt, in Germania. Ma di che processo si tratta, esattamente? Lo abbiamo chiesto a Sergio Cristallo dell'Inaf d'Abruzzo.
 

PRIMAVERA COMINCIA ALLE 22:58 DEL 20 MARZO
Il giorno di Pasqua cade la domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Semplice, vero? Eppure quest'anno, grazie alla quasi-contemporaneità di equinozio e luna piena (che sarà, tra l'altro, molto grande), assisteremo a un curioso paradosso. Scopriamo il perché.
 

LA SORGENTE 4C+19.44 CAPTATA DA LOFAR
Un team internazionale di astrofisici ha scoperto che il getto di un quasar, a grandi lunghezze d'onda, è meno potente del previsto. Il risultato, pubblicato su The Astrophysical Journal, rappresenta un passo avanti nella comprensione dei processi all'origine dei jet emessi da questi mostri cosmici.
 

NASCITA "IN DIRETTA" A 5500 ANNI LUCE DA NOI
Per la prima volta è stata osservata "in tempo reale" la nascita di un sistema binario con stelle di grande massa. Allo studio, pubblicato oggi sulla rivista Nature Astronomy, ha partecipato anche Maria Teresa Beltrán, ricercatrice dell'Istituto nazionale di astrofisica a Firenze.
 
 
FAMIGLIA COLLISIONALE TRANSNETTUNIANA
 
'' e se per spiegare le orbite similari di alcuni oggetti distanti, invece di pensare ad un ipotetico pianeta X , si pensasse di aver trovato alcuni componenti di una serie di famiglie collisionali che quindi presentano parametri simili ?''

Gli ultimi video e audio di MEDIA INAF


19.03.2019

18.03.2019

18.03.2019

15.03.2019

14.03.2019


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ENCICLOPEDIA DEL SISTEMA SOLARE:
IL SISTEMA SOLARE ELENCO POST di Andreotti Roberto - INSA

 

martedì 19 marzo 2019

I SEDNOIDI GEMELLI : (474640) 2004 VN122 e 2013 RF98

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Aggiornato il 19/03/2019

I Sednoidi gemelli

In un articolo pubblicato sulla banca dati della Cornell University  il 10 gennaio 2017 e presentato per la pubblicazione delle note mensili della Royal Astronomical Society , Julia de León del Instituto de Astrofisica de Canarias e il Departamento de Astrofisica presso l' Universidad de La Laguna e Carlos e Raul de la Fuente Marcos dell'Universidad Complutense de Madrid descrivono i risultati di uno studio degli spettri visibili di due oggetti transnettuniani estremi, (474640) 2004 VN112 e 2013 RF98, realizzati con la fotocamera OSIRIS -spettrografo presso il Gran Telescopio Canarias da 10,4m . 
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(474640) 2004VN112

(474640) VN112 del 2004 è stato scoperto il 6 novembre 2004 dal Supernova Survey utilizzando il Blanco Telescope da 4 m presso l' Osservatorio Internazionale di Cerro Tololo, 

Si stima che abbia un diametro compreso tra 130 e 300 km, per un'albedo ipotizzato nell'intervallo 0,25-0,05.  , Con una magnitudine assoluta (H) di +6,4.

L'orbita ha un parametro di incertezza zero.
Il suo periodo orbitale è di 5629 anni (2056119 d ) 5918 anni (baricentrico) , e con un inclinazione di 25,5848° rispetto all'eclittica, portando l'asteroide da un perielio di 47.321 UA dal Sole al suo afelio a 586 UA (607 baricentrico) dal Sole. Si calcola che questo oggetto su questa orbita sarebbe visibile al rilevamento solo per il 2% della sua rivoluzione intorno al Sole, il che suggerisce che un numero significativo di asteroidi simili potrebbero essere ancora scoperti.


( Grafico dell'orbita - JPL ).
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2013 RF98

2013 RF98 è stato scoperto il 12 settembre 2013, la fotocamera Dark Energy sul 4 metri Blanco Telescope presso il Cerro Tololo Inter-American Observatory a La Serena, Cile. 
È stato stimato avere un diametro compreso tra 50 e 120 km di tipo spettrale Blu con una magnitudine assoluta(H) di 8.7 ± 0.3 . 

L'orbita è descritta con un parametro di incertezza 5 . 

Questo asteroide va dal perielio di 36,09 ± 0,03 UA dal Sole, fino al'afelio di 662 ± 20 UA al suo estremo, con un semiasse maggiore dell'orbita pari a 349 ± 11 UA - 364 UA (soluzione baricentrica).
La sua orbita presenta un'eccetricità di 0,897 ± 0,003 , ed una inclinazione di 29,572 ° ± 0,003 ° , rispetto all'eclittica.
Il suo periodo di rivoluzione è stimato in 6527 ± 299 anni 
6900 anni (soluzione baricentrica).

( Grafico dell'orbita - JPL ).
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Analisi spettrali:

La luce riflette nelle varie bande spettrali la composizione della superficie di un oggetto o corpo celeste, avendo quindi spettri similari, hanno pure una simile composizione superficiale.
De León et al . calcolato che la pendenza spettrale per 474640 è 12 ± 2% / 0,1 μm e quella di 2013 RF98 è 15 ± 2% / 0,1 μm. Come con le orbite, questi non sono identici, ma sono molto simili (per dare qualche paragone i pianeti nani Eris, Pluto, Makemake e Haumea, hanno pendenze spettrali nel range 0-10% / 0,1 μm, mentre Sedna ha una pendenza spettrale del 26-42% / 0,1 μm). Ciò suggerisce che questi oggetti hanno una varietà di superfici pure e naturali, come il carbonio e possibilmente silicati amorfi, ma non molecole organiche complesse.


( Nel grafico l'analisi spettrale dei due oggetti in BLU 2004 VN112 ed in ROSSO 2013 RF98, in cui si possono notare le molte similitudini ).

Analisi orbite:
( Il grafico sopra riporta la separazione angolare dell'argomento del perielio dei due corpi nel corso degli ultimi 10 milioni di anni, e le varie simulazioni ROSSO, VERDE, BLU, convergono a conferma dell'ipotesi comune ).

Date le somiglianze tra gli oggetti e gli spettri dei due oggetti, de Leon et al .concludono che i due corpi potrebbero condividere un'origine comune.

Andreotti Roberto: '' e se per spiegare le orbite similari di alcuni oggetti distanti, invece di pensare ad un ipotetico pianeta X , si pensasse di aver trovato alcuni componenti di una serie di famiglie collisionali che quindi presentano parametri simili ?''
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ENCICLOPEDIA DEL SISTEMA SOLARE:

sabato 23 febbraio 2019

#ASTRONEWS - 23/02/19 : La newsletter di Media Inaf , Hayabusa, Marte-InSight, Sedna, ecc.


Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF


UNA FABBRICA CHIMICA PER IL PREZIOSO LIQUIDO
Gli scienziati della Nasa hanno scoperto che i protoni del vento solare, quando arrivano sulla Luna, interagiscono con gli elettroni presenti sulla sua superficie, formando atomi di idrogeno che si legano agli innumerevoli atomi di ossigeno presenti nella silice e in altre molecole che costituiscono il suolo lunare, portando alla formazione del gruppo idrossile, di cui è composta l'acqua.

LA SONDA ALLUNERÀ AD APRILE
È partita la mattina del 22 febbraio con un razzo Space X la navicella spaziale Beresheet, prima missione lunare israeliana. È la più leggera ed economica mai progettata per atterrare sul nostro satellite, ed è quasi interamente finanziata da privati.
 

IL PRIMO TOUCHDOWN HA AVUTO SUCCESSO
La scorsa notte, con qualche minuto di anticipo rispetto alla tabella di marcia, la sonda dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa ha completato con successo la sequenza di approdo, esplosione del proiettile per la raccolta di un campione del suolo di Ryugu e rientro in posizione base.

LE OSSERVAZIONI SONO IN CORSO IN QUESTE ORE
È iniziata ieri, mercoledì 20 febbraio, la campagna osservativa dedicata a Scorpius X-1, un sistema binario dove una stella di neutroni emette intensi getti di materia. Per questo studio sono state mobilitate 70 antenne radio, 4 grandi telescopi ottici e infrarossi e 4 missioni spaziali X. Media Inaf ha intervistato la coordinatrice del progetto, Sara Motta, dell'Università di Oxford.
 

VISTO GRAZIE A 33 RADIOTELESCOPI SPARSI NEL MONDO
A seguito della fusione delle due stelle di neutroni osservata nell'agosto 2017, oltre alle onde gravitazionali rivelate da Ligo e Virgo è stato emesso anche un getto a velocità relativistica che ha bucato il materiale espulso dalla fusione. Lo dimostra uno studio, pubblicato oggi su Science, coordinato da Giancarlo Ghirlanda dell'Istituto nazionale di astrofisica.
 

LA BRILLANTE PARTE ESTERNA DELL'ATMOSFERA
L'osservatorio solare ed eliosferico Soho di Esa e Nasa ha di recente scoperto che la geocorona si estende ben oltre l'orbita del nostro satellite naturale, raggiungendo una distanza di 630mila km sopra la superficie terrestre o 50 volte il diametro del nostro pianeta.

LA SONDA JAXA STA SCENDENDO SU RYUGU
Se tutto andrà secondo i piani, alle 00:15 ora italiana di questa notte – fra giovedì e venerdì – la sonda Hayabusa2 sfiorerà l'asteroide Ryugu, a 340 milioni di km da noi, e raccoglierà i primi campioni da riportare sulla Terra. Fra gli scienziati in attesa con il fiato sospeso c'è anche Ernesto Palomba, ricercatore dell'Istituto nazionale di astrofisica.
 

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE
Già individuata nei dati raccolti da Hubble fra il 2003 e il 2009, e inizialmente battezzata S/2004 N 1, i risultati ottenuti dall'analisi della nuova luna di Nettuno suggeriscono che sia probabilmente un antico frammento di un'altra luna, Proteo. E rafforzano l'ipotesi secondo la quale il sistema interno di Nettuno è stato modellato da numerosi impatti.
 

INSIGHT CI DICE CHE TEMPO FA A ELYSIUM PLANITIA
Sul sito della Nasa, a partire da oggi è possibile per chiunque consultare un bollettino meteorologico giornaliero, gentilmente offerto dal lander InSight, direttamente da Elysium Planitia. Questo strumento pubblico include statistiche di temperatura, velocità del vento e pressione atmosferica: dati fondamentali per riuscire ad utilizzare al meglio gli strumenti scientifici a bordo del lander

Gli ultimi video e audio di MEDIA INAF


22.02.2019

21.02.2019

21.02.2019

21.02.2019

21.02.2019


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SEDNA IL PIANETA NANO PIU' LONTANO:
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SEDNA, UN PIANETA NANO CHE SI SPINGE LA DOVE NESSUNO E' MAI GIUNTO PRIMA. by Andreotti Roberto - INSA.
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venerdì 22 febbraio 2019

SEDNA, UN PIANETA NANO CHE SI SPINGE LA DOVE NESSUNO E' MAI GIUNTO PRIMA. by Andreotti Roberto - INSA.

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Aggiornato il 15/07/2019

SEDNA

                                                                                                                                           
Introduzione:
Sedna (506.8 UA) è un grande oggetto simile a Plutone, con un'orbita estremamente ellittica, con un perielio a 76.0917±0.0087 UA e un afelio a circa 936 UA dal Sole (5,4 giorni-luce).

(vedi animazione a lato).

Scoperta:
Sedna è stato scoperto il 14 novembre 2003 da Michael Brown (California Institute of Technology), Chad Trujillo (Osservatorio Gemini) e David Rabinowitz (Università di Yale). Già al momento della scoperta si trovava alla distanza più grande a cui un qualsiasi corpo celeste del sistema solare fosse mai stato osservato.

Parametri orbitali:
Un'orbita così grande, con un semiasse maggiore di 506.8 UA, richiede circa 11.400 anni per il suo completamento, con un'eccentricità di ben 0.85491±0.00029 , ed una inclinazione orbitale di 11,92897° rispetto all'eclittica.
La Radianza specifica varia da 0,235 W/m2 al perielio e cala fino a 0,00157 W/m2 all'afelio dove la luce del Sole impiega circa 5 giorni e mezzo per arrivarvi.


Posizione:
( Posizione sulla volta celeste 2019 ).

Classificazione:
Mike Brown, scopritore dell'oggetto nel 2003, afferma che non può essere parte, ne del disco diffuso e nemmeno della fascia di Kuiper, poiché il suo perielio è troppo lontano per aver subito degli effetti dalla migrazione verso l'esterno dell'orbita di Nettuno.
Brown definisce questa nuova popolazione "nube di Oort interna", che si può essere formata attraverso un processo simile, anche se è molto più vicina al Sole.


Superficie:
Alcune osservazioni hanno evidenziato che Sedna è uno degli oggetti più rossastri del sistema solare, quasi quanto Marte.

( A lato ricostruzione artistica ).

Contrariamente a Plutone e Caronte, Sedna sembra possedere pochissimo metano ghiacciato o ghiaccio d'acqua sulla sua superficie. Chad Trujillo ed altri astronomi dell'Osservatorio Gemini hanno formulato un'ipotesi secondo cui la colorazione particolarmente rossastra della superficie di Sedna potrebbe essere dovuta alla presenza di un fango di idrocarburi, le toline, simile a quello identificato su uno dei centauri, Folo.
Trujillo e colleghi hanno posto limiti superiori nella composizione superficiale di Sedna del 60% per il ghiaccio di metano, e del 70% per il ghiaccio d'acqua. La presenza di metano sostiene ulteriormente l'esistenza di Toline sulla superficie di Sedna, perché sono prodotte dall'irraggiamento del metano. Barucci e colleghi hanno confrontato lo spettro di Sedna con quello di Tritone ed hanno trovato bande di assorbimento deboli appartenenti sia al metano e sia all'azoto. Da queste osservazioni, hanno suggerito il seguente modello della superficie: 24% di Toline tipo Tritone, 7% carbonio amorfo, 10% azoto ghiacciato, 26% metanolo, e 33% di metano. La rilevazione del metano e del ghiaccio d'acqua è stata confermata nel 2006 dalla fotometria a infrarossi del telescopio spaziale Spitzer.
La presenza di azoto sulla superficie suggerisce la possibilità che, almeno per un breve periodo, Sedna possa avere tracce di un'atmosfera tenue. Durante un periodo di 200 anni vicino al perielio, la temperatura massima su Sedna deve superare i − 237,6 ° c, che è la temperatura di transizione tra azoto solido in fase-alfa e la fase-beta osservata su Tritone. A -235°c, la pressione di vapore dell'azoto sarebbe 14 microBar (1,4 Pa o 0,000014 Atm). Il suo andamento spettrale nel rosso profondo è indicativo di alte concentrazioni di materiale organico sulla sua superficie, e le sue bande di assorbimento di metano sono deboli ed indicano che il metano sulla superficie di Sedna è antico, piuttosto che appena depositato. Ciò significa che Sedna è troppo freddo perchè il metano possa evaporare dalla sua superficie e poi ricadere come neve, come accade su Tritone e probabilmente su Plutone.

( Nei grafici i risultati dell'analisi spettrale che hanno permesso di fare alcune ipotesi sulla composizione superficiale di Sedna ).

LINK (EN): https://www.aanda.org/articles/aa/full/2007/16/aa7021-06/aa7021-06.right.html

( Ricostruzione Artistica di un panorama di Sedna, al centro il Sole ed il sistema solare, a sinistra la Via Lattea ).

Struttura:

Dati fisici:
Sedna è molto probabilmente un pianeta nano, anche se la sua forma deve essere ancora determinata con certezza, anche se sembra plausibile che sia in equilibrio idrostatico, e recenti studi ipotizzano un diametro di circa 995 km con un'incertezza di più o meno 80 km (vedi schema a lato - thermophysical model), determinato dall'albedo di 0,32 ottenuto da analisi spettroscopiche, e con una magnitudine assoluta di H +1,6.

Attualmente non è determinata la sua massa e quindi pure la densità ( Per adesso ipotizzata a 2,0 kg/dm3 come per lo schema qui a lato ), che vengono solo dedotte da confronti con altri corpi similari.
Attualmente Sedna non ha satelliti noti, la magnitudine limite dell'Hubble (+29), esclude grossi corpi, ma non quelli di pochi km.

Curva di luce:
I risultati dell'analisi della sua curva di luce ci dicono che Sedna ruota su se stesso in 10,273 h.


( SOPRA e SOTTO - le curve di luce ottenute per Sedna ).


Occultazione stellare:
Il 13 gennaio 2013 si è verificata un occultazione stellare con la linea d'ombra che passava su Indonesia, Papua Nuova Guinea, e sulla penisola di Carpentaria in Australia.
In molte zone il cielo risultava coperto e non vi è molta diffusione di osservatori astronomici, tant'è che solo nella cittadina Australiana di Cairns si è effettuata l'unica misurazione, Cairns si trovava a poco più di 505 km dalla linea centrale di occultazione, i dati di Joseph Brimacombe, riportano un calo di luminosità brevissimo, che però danno un idea della reale dimensione di Sedna, che sarebbe poco di più di 1010 km, comunque in linea con l'incertezza della misura di 995±80 km del modello termofisico.

 ( Sopra la predizione dell'occultazione con la posizione in giallo di Cairns nella penisola Australiana di Carpentaria - Sotto i risultati ottenuti dall'osservazione del fenomeno, a cura di Joseph Brimacombe ).

Approfondimenti (EN):
Brown, Michael E. "Sedna (The coldest most distant place known in the solar system; possibly the first object in the long-hypothesized Oort cloud)". California Institute of Technology, Department of Geological Sciences.

ESPLORAZIONE:
Nel maggio 2018, l'astrofisico Ethan Siegel sostenne pubblicamente la missione di una sonda spaziale per studiare Sedna mentre si avvicina al perielio. Siegel ha caratterizzato Sedna come un bersaglio attraente grazie al suo status di possibile oggetto della nube di Oort interna. A causa del lungo periodo orbitale di Sedna, "non riavremo l'opportunità di studiarlo vicino al sole per molti millenni di nuovo. " Tale missione potrebbe essere facilitata da propulsori a ioni Dual-Stage 4-Grid che potrebbero ridurre considerevolmente i tempi di crociera se alimentati, per esempio, da un reattore a fusione.

SCHEDA RIASSUNTIVA DI SEDNA:
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Altri post sul Sistema Solare:

LIBRO del SISTEMA SOLARE

APPROFONDIMENTI:


  • IL SOLE , LA NOSTRA STELLA. by Andreotti Roberto
  • I PIANETI TERRESTRI: MERCURIO, VENERE, TERRA, LUNA, MARTE con Fobos e Deimos. by Andreotti Roberto.
  • MERCURIO IL PIANETA PIU' VICINO AL SOLE. by Andreotti Roberto.
  • VENERE IL PIANETA PIU' CALDO. by Andreotti Roberto.
  • LA TERRA, IL NOSTRO PIANETA, LA NOSTRA CASA. by Andreotti Roberto con video di Fabio Bellardini.
  • LA LUNA , IL NOSTRO SATELLITE. by Andreotti Roberto
  • MARTE , IL PIANETA ROSSO. by Andreotti Roberto.
  • CALENDARIO ARESIANO, UNA PROPOSTA PER MARTE, 22 mesi divisi in 3 ''stagioni''. by Andreotti Roberto.
  • LA FASCIA PRINCIPALE DEGLI ASTEROIDI. by Andreotti Roberto.
  • (1) CERERE, PIANETA NANO . by Andreotti Roberto.
  • (4) VESTA, L'ASTEROIDE PIU' LUMINOSO. by Andreotti Roberto.
  • 6478 GAULT , QUANDO UN ASTEROIDE METTE LA CODA autori vari.
  • IL SISTEMA DI GIOVE ED I SUOI SATELLITI. by Andreotti Roberto.
  • EUROPA il secondo satellite MEDICEO di GIOVE. by Andreotti Roberto
  • GANIMEDE il terzo satellite MEDICEO di GIOVE. by Andreotti Roberto.
  • CALLISTO il quarto satellite MEDICEO di GIOVE. by Andreotti Roberto.
  • SATURNO IL PIANETA DEGLI ANELLI E TUTTE LE SUE LUNE. by Andreotti Roberto.
  • ENCELADO satellite di Saturno, il più piccolo mondo attivo.
  • TITANO, SATELLITE DI SATURNO. by Andreotti Roberto.
  • URANO, I SUOI ANELLI ED I SUOI SATELLITI. by Andreotti Roberto.
  • NETTUNO, TRITONE, GLI ANELLI ED I SATELLITI MINORI. by Andreotti Roberto.
  • COMETE
  • LA FASCIA DI KUIPER, I SUOI PLUTOIDI e CORPI MINORI. by Andreotti Roberto.
  • PLUTONE, CARONTE e SATELLITI MINORI. by Andreotti Roberto.
  • (486.958) 2014 MU69 ''Ultima Thule''
  • HAUMEA PIANETA NANO. by Andreotti Roberto.
  • MAKEMAKE PIANETA NANO. by Andreotti Roberto
  • QUAOAR e WEYWOT
  • LOGOS e ZOE sistema binario della fascia di Kuiper. by Andreotti Roberto.
  • LEMPO, HIISI e PAHA un sistema triplo della fascia di Kuiper. by INSA
  • 19.521 CHAOS un cubewano della fascia di Kuiper - INSA
  • (278.361) 2007 JJ43
  • IL DISCO DIFFUSO, ERIS e 2007 OR10 e CORPI MINORI. by Andreotti Roberto.
  • ERIS e DISNOMIA il pianeta nano più massiva e la sua luna.
  • 2007 OR10 un possibile pianeta nano del disco diffuso - INSA
  • 229762 Gǃkúnǁ’hòmdímà ed il suo satellite Gǃò’é ǃ Hú . OGGETTI DEL DISCO DIFFUSO.
  • 2013 FY27
  • 2018 VG18
  • 2014 UZ224
  • SEDNA e SEDNOIDI, NUBE DI OORT, CONFINI e CORPI INTERSTELLARI. by Andreotti Roberto.
  • SEDNA, PIANETA NANO AI CONFINI DEL SISTEMA SOLARE. by Andreotti Roberto.
  • 1I/'OUMUAMUA - IL PRIMO ASTEROIDE INTERSTELLARE SCOPERTO.
  • ________________________________________________________
    A cura di Andreotti Roberto