Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
venerdì 7 febbraio 2020
CAMBIAMO! : GUARDIE PARTICOLARI GIURATE, SERVE UNA REGOLAMENTAZIONE ED UN NUOVO CONTRATTO DI LAVORO.
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In merito ai recenti e innumerevoli fatti di sangue, agli assalti a portavalori e alle numerose rapine, che quasi quotidianamente, vengono riportati dai mass media, che coinvolgono le Guardie Particolari Giurate (GPG), nello svolgimento delle loro innumerevoli mansioni, colgo l'occasione di far notare i seguenti fatti :
Dato che :
In Italia ci sono più di sessantamila Guardie Particolari Giurate (G.P.G.), quasi una polizia parallela, un esercito di Guardie Giurate che nessuno vuole regolamentare.
Secondo i dati di Federsicurezza e Censis, che riporto fedelmente: nel 2017 il settore della vigilanza privata propriamente detta contava su 1.594 imprese, in crescita dell’11,3% dal 2011 e del 2,4% nell’ultimo anno, per un totale di 64.443 dipendenti, aumentati del 16,7% dal 2011 e del 3,2% dal 2016, con una media di 40 operatori per ogni azienda, con un fatturato totale complessivo del settore, e di 3 miliardi e 300 milioni di euro.
Visto che:
A dicembre 2015 , è scaduto il contratto nazionale di categoria e di conseguenza, gli innumerevoli contratti integrativi Regionali, quindi c’è un bisogno sempre più impellente di una legge di riforma che li tuteli maggiormente, attualmente sono regolamentati dal Regio Decreto del 18 giugno 1931 (TULPS).
Da allora molte cose sono cambiate e sempre maggiori compiti sono divenuti di competenza della Vigilanza Privata e delle Guardie Particolari Giurate.
Questa legge obsoleta non risponde più alle moderne esigenze dei lavoratori della Vigilanza Privata e dell’utenza che di essi si serve.
Le Guardie Giurate sono molto di più che metronotte !
Oltre alle classiche mansioni di controllo di clienti privati gli Istituti di Vigilanza operano in diversi scenari: scorta valori, armi o munizioni, affiancamento alle attività delle Forze dell'Ordine, cash management e controllo in snodi logistici (porti, aeroporti ecc...) o agli ingressi di palazzi istituzionali (tribunali, prefetture ecc...).
Considerando:
Si tratta quindi di un universo di attività e specializzazioni che si declina in decine di servizi che ogni giorno e ogni notte decine di migliaia di uomini e donne offrono all'intera comunità.
La categoria delle Guardie Particolari Giurate, si appella alle Istituzioni, affinché compiti, spettanze e limiti della Vigilanza Privata debbano essere definiti per legge, ora che il nostro impiego è così vasto e generalizzato.
Chiediamo:
Serve quindi che lo Stato, ponga fine all’anomala situazione giuridica che si trascina inesorabile da decenni e che pregiudica la vita e il normale svolgimento del loro lavoro, non si può fare sempre finta di niente, lasciandoli privi di tutele e sicurezza.
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A cura di:
giovedì 24 agosto 2017
PACCHINI, (LEGA NORD VERSILIA): I COBAS PENSINO AI LAVORATORI PRECARI E SOTTOPAGATI INVECE DI FARE ANACRONISTICA DEMAGOGIA

Una sinistra ormai ipo- vedente, che accusa chi tempestivamente e quotidianamente si mobilita per dimostrare sostegno ai cittadini, a prescindere dal genere di sopruso subito, una sinistra lontana inesorabilmente dal proprio popolo, principalmente perchè definisce razzismo e xenofobia la richiesta di sicurezza. giustizia, equità e diritti degli italiani, si serve anche di coloro che invece per quei diritti dovrebbe battersi. Ma i sindacati dov'erano , quando si approvava la Legge Fornero o si aboliva l'art. 18.? Sono una macroscopica ipocrisia la solidarietà e le tutele, di cui si riempono la bocca, che, come appare alle cronache, finiscono sempre per discriminare proprio gli italiani. Il Sindaco che non partecipa ad una manifestazione strumentalizzando la barriera ideologica, per non dover ammettere di non poter garantire quello che i cittadini chiedono, fomenta le conflittualità invece di superare le differenze per una causa solidale, dando la colpa a chi, quando scende in piazza ci mette sempre la faccia.
sabato 1 aprile 2017
FIOM: Ciet in procedura concorsuale, una situazione ancora irrisolta

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giovedì 10 marzo 2016
CGIL, PROPONE UNA NUOVA CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI DEL LAVORO
sabato 19 dicembre 2015
VERSILIA: Democrazia e Lavoro Cgil sulle Partecipate del comune di Viareggio
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Le dichiarazioni della RSU della Viareggio Patrimonio e delle altre società partecipate del Comune di Viareggio sono chiare ed inequivocabili ed anche il più sordo dei sindacalisti dovrebbe capire che la rappresentanza non si impone.
I lavoratori se la scelgono da soli (del resto quella della rappresentanza è una battaglia storica della Cgil) e se buona parte della segreteria provinciale della Cgil, commettendo un grave errore, pensa di poter imporre un segretario di zona, nessuno per il momento può ancora imporre ai lavoratori le scelte sulle strutture sindacali che li debbono tutelare e debbono trattare per loro.
Ma la cosa più stridente non è questa pretesa di fare accordi senza avere alcun mandato da parte dei lavoratori, in barba a qualunque etica sindacale. I lavoratori denunciano i gravi rischi per il futuro del loro rapporto di lavoro derivanti da questo immotivato spargimento di ottimismo, purtroppo fuori luogo, messo in atto dall'attuale segretario di zona della Versilia.
Ci viene logico chiederci il perché di questo affollarsi nelle stanze degli assessori per fare ottimistici, quanto aleatori accordi su generiche garanzie occupazionali che forse potevano avere un senso qualche mese o forse un anno fa ma non oggi quando i lavoratori, che un tavolo di confronto con l'amministrazione di Viareggio già lo hanno, rivendicano giustamente la necessità di piani industriali chiari e di ricollocazioni certe e non solo enunciate.
Come mai invece non si dice una parola - e questo sarebbe davvero compito delle Confederazioni - sulle scelte strategiche dell'amministrazione comunale, sulla scelta di far fallire o porre in concordato ben tre società partecipate con tutti i rischi e le ricadute negative che questo comporta, non solo per i lavoratori ma per l'intera città?
Per quanto sopra, è preoccupante il silenzio che la maggioranza della segreteria della Cgil ieri ed il segretario piovuto oggi sulla zona della Versilia, hanno avuto e continuano ad avere su questo tema strategico; a Livorno, contro il concordato della società dei rifiuti, la Cgil ha adottato un ben altro atteggiamento di netto contrasto mentre a Viareggio con il sindaco Del Ghingaro, tace completamente.
Non è che davvero che l'ex referente di zona – Bindocci, dava fastidio all'amministrazione ed oggi il nominato segretario, che interviene solo sulle partecipate del comune di Viareggio, ha invece la funzione di riabilitare la stessa amministrazione?
Area programmatica Democrazia e Lavoro Cgil Lucca
Lucca 19/12/2015
mercoledì 3 giugno 2015
ABRUZZO VIDEO NEWS: L'Aquila - CUP, la vertenza dei dipendenti
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BASTA AI TAGLI SULLA SANITA'
BASTA ALLA GUERRA TRA POVERI
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MANIFESTAZIONE UGL .
lunedì 11 maggio 2015
ABRUZZO: Vertenza Auchan-Anche l'Abruzzo sciopera e trema (GUARDA IL VIDEO CLICCA)
giovedì 19 marzo 2015
DONNE SPI-CGIL LUCCA PRESENTANO IL FILM ''GIOVANNA'' BORGO A MOZZANO 20/03 ore 21:00
PRESSO IL SALONE DELLE FESTE DI BORGO A MOZZANO
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Il coordinamento donne dello SPI-CGIL della provincia di Lucca
Presenta il film:
« GIOVANNA »
di Gillo Pontecorvo.
Venerdi 20 Marzo 2015 , con inizio alle ore 21:00
Seguira' dibattito e buffet......
'' Pontecorvo racconta il lavoro di donne corggiose che vogliono lavorare, che scoprono le lotte in fabbrica, che vogliono conciliare tempi lavorativi e privati.... viviamo in altri tempi ma quelle storie sono ancora d'esempio. Giovanna ci permette di usare la memoria per dare forza alle sfide di un presente che vede i diritti delle donne lavoratrici sempre piu' calpestati.''
mercoledì 11 marzo 2015
PERCHE' IL JOBS ACT , SECONDO ME , E' UNA SOLENNE SCHIFEZZA . di Marco Poli .

Vediamo un po' cosa dice la riforma del lavoro,che il sindaco d'Italia non eletto,ha voluto chiamare jobs act,perchè si sa,chiamare le cose con nome in inglese fa più”figo” e fa credere una certa cultura anche se poi agli effetti non c'è.
Dunque sparisce totalmente l'articolo 18 e non c'è più il reintegro,o meglio è previsto solo per i licenziamenti discriminatori per motivi religiosi, politici o di orientamento sessuale, è una ulteriore presa in giro per i lavoratori perché nessuno in Italia licenzia per questi motivi,o meglio lo fa ma dichiara tutt'altro.Già prima la discriminazione era praticamente impossibile da dimostrare e si faceva leva sull'articolo 18 per combatterla,ora eliminata questa difesa,il dipendente potrà essere licenziato semplicemente perché il titolare si alza male una mattina.
In tutti gli altri casi di licenziamento,anche in quelli per motivi disciplinari è previsto solo un indennizzo economico che diventa la regola generale in caso di licenziamento e che cresce con l’anzianità di servizio e può arrivare ad un massimo di 24 mensilità anche per chi lavora in azienda da più di 12 anni, (riguarda anche i licenziamenti economici perfino di fronte alla manifesta insussistenza del fatto). Il reintegro si riduce di parecchio per i cosiddetti licenziamenti disciplinari, cioè quelli adottati sulla base del comportamento del dipendente perché sarà comunque a carico del lavoratore l’onere della prova. Inoltre, il giudice non potrà entrare nel merito della sproporzione della sanzione del licenziamento rispetto al fatto contestato anche se dovesse considerare la punizione esagerata.
A ottenere i maggiori vantaggi saranno certamente le imprese di grosse dimensioni, le quali potranno evitare il reintegro del dipendente ritenuto non più all’altezza di svolgere le mansioni assegnate. In aggiunta, le compagnie più estese vedono ridotta la misura delle indennità riconosciute ai licenziati.
Con i licenziamenti collettivi il risarcimento previsto in caso di non rispetto delle procedure passa da un massimo di 24 mesi ad un minimo di 4, (prima era 24 e 18). Il reintegro in caso di violazione dei criteri di scelta (per es. la precedenza al licenziamento a chi non ha figli o familiari a carico), con il jobs act sparisce del tutto.Quindi tieni famiglia? Me ne frego tengo chi mi piace di più anche se ha meno bisogno di te! Una norma molto”umana”come direbbe il ragioner Ugo Fantozzi.
Giusto oggi in un telegiornale regionale ho sentito la manifestazione di un azienda di assumere,grazie all'entrata in vigore del giòbact,una notizia buona,peccato che proseguendo la stessa dichiarava che altrimenti sarebbero stati posti interinali,quindi nessuno nuovo posto in realtà,ma solo una diversa forma contrattuale precaria,che favorisce le aziende,in quanto non dovendo pagare le agenzie interinali risparmiano.
Non sono neanche sicuro che i lavoratori assunti prima di oggi siano al sicuro;mi domando se un azienda decide di aprire una nuova azienda,solo fiscalmente e questa rileva la vecchia compresi i lavoratori, questi sono considerati contratti nuovi?prima sì quindi con questo”trucchetto”sarebbe possibile passare i vecchi lavoratori a nuovi contratti non più tutelati?vorrei che qualcuno mi rispondesse.
Infine la NUOVA NASPI ovvero la nuova assicurazione sociale per l’impiego (ex disoccupazione), sarà erogata solo per i primi tre mesi successivi alla fine del rapporto di lavoro poi scenderà del 3% ogni trenta giorni.Sparisce totalmente la riqualificazione del disoccupato di cui tanto parlava Renzi in favore di una norma che sì può arrivare fino ad un massimo di 24 mesi contro i 12 della vecchia disoccupazione,ma che lascia ancora totalmente abbandonati,chi non ha un impiego da tempo o chi non è mai ancora entrato nel mondo del lavoro.
Persino un sostenitore di Renzi come Alan Friedman nel suo libro ”Ammazziamo il gattopardo”nella sua ricetta in 10 punti per rilanciare l'Italia sostiene al punto 3 Creare un nuovo sistema per la tutela delle fasce più deboli della società,stabilire un minimo vitale e rimodellare le forme di assistenza sociale poi chiamatelo redditto di cittadinanza(Movimento 5 stelle),reddito minimo garantito(Sinistra,ecologia e libertà),ma ora come ora è una misura che dobbiamo adottare,d'altronde in Europa a parte la Grecia e noi,è in uso in tutti gli stati perché su questo il governo non vuole essere europeista?certo che così siamo ancora più schiavi.
Con il giòbact non sono state cancellate le oltre 40 forme di contratto esistenti,non è stata inserita la meritocrazia che in Italia non ha mai attecchito,non è stata ridotta la pressione fiscale alle aziende ed ai lavoratori,sono stati solo annientati i diritti dei lavoratori faticosamente conquistati con le lotte dei nostri genitori.
La foto con cui apro l'articolo è dei miei genitori quando negli anni 70 lottavano per quei diritti,andati persi oggi,furono anni duri con lotte e occupazioni;a seguito sempre preso dall'album dei ricordi dei miei genitori pubblico un documento del PCI che approva la lotta di quei lavoratori di quella fabbrica,e lo fò tanto per dare uno schiaffo metaforico a quel governo,a quel PD che crede di essere erede morale di quel partito,ma che in realtà è quanto di più distante ci sia,dallo spirito che animava quelle persone che ne hanno fatto parte.
martedì 17 febbraio 2015
C'ERA UNA VOLTA LA FLESSIBILITA' di Marco Poli . ( c'era anche lavoro..... )
Quest'anno sono vent'anni che ho iniziato a lavorare,anche se in realtà non ho un ventennio di lavoro alle spalle,perchè da due anni che sono disoccupato e campo arrangiandomi alla giornata;però vorrei tornare a parlare di lavoro in maniera diversa.
In questi mesi il governo Renzi con quella boiata chiamata jobs act ha demolito quanto rimasto dei diritti,faticosamente conquistati dai lavoratori negli anni settanta,in nome di una parola”flessibilità”,così come nel corso delle precedenti legislature erano nate le agenzie interinali e più di 40 forme di contratto diverso,ma a questo punto abbiamo la flessibilità?
No decisamente no e non dall'alto,ma dal basso della mia ignoranza mi permetto di dirlo perché la flessibilità quella vera l'ho vissuta.
Ho avuto la fortuna di crescere e muovere i primi passi lavorativi nel distretto tessile di Prato,in Toscana,quando questo aveva ancora un mare di lavoro, ed era questa la vera spinta che originava la flessibilità, infatti essendoci anche troppo lavoro, ci si poteva permettere di cambiare lavoro per qualsiasi ragione: c’è chi cambiava per guadagnare di più, chi per un orario migliore, chi perché voleva un lavoro più vicino casa, ecc...ecc....
Le ragioni erano molteplici, ma in generale,chi voleva cambiava lavoro anche una volta al mese! E a molti non interessavano neache le regole, i più manco le conoscevano,perché cercando si trovava il posto adatto alle proprie esigenze, e se si era abbastanza bravi si poteva trattare le condizioni economiche e/o lavorative, come più piaceva.
Anzi in alcuni casi, presentando la lettera di dimissioni o semplicemente dichiarando l’intenzione, erano il datore di lavoro o chi ne faceva le veci ad offrire “qualcosa” (aumenti di salario o altro), perché il lavoratore non se ne andasse; in alcuni casi direttori o caporeparto che si erano trasferiti in altre aziende, andavano a cercare a casa gli operai,con cui avevano lavorato,perché andassero a lavorare nella loro nuova azienda.
Spesso non interessavano neanche gli aumenti di stipendio,perchè forti del tanto lavoro e di potersene andare senza problemi in qualsiasi momento(tanto si ritrovava),si chiedevano aumenti anche annualmente, e mi viene da dire che se ci fosse questa”flessibilità”,non ci sarebbe bisogno degli”80€”di Renzi che poi ci ha ripreso più che doppi.
E non interessassero le regole, tranne quella del posto a tempo indeterminato, ma solo per il semplice fatto, che in banca per ottenere un mutuo, era indispensabile, ed è paradossale che in questi tempi di
crisi questa fosse l’unica regola da cambiare ed invece è l’unica che è rimasta!
In definitiva cambiare regole del lavoro di questi tempi,è come pretendere di voler stabilire le regole di un campionato di calcio quando non si hanno i giocatori neanche per fare due squadre.
Sarò nostalgico ma rimpiango quella Flessibilità,quella autentica,oggi abbiamo a voler parlare bene precarietà,a voler parlare male schiavismo,e chi ha comunque un qualsiasi impiego anche sotto pagato,è tra i fortunati.......
La flessibilità c’è quando c’è il lavoro, non cambiando le regole: se non si fa ripartire il motore, le nuove leggi servono solo a precarizzare i lavoratori che devono piegarsi a qualsiasi condizione, pur di non perdere il posto di lavoro trasformandosi in nuovi schiavi…
Marco Poli
sabato 7 febbraio 2015
EXPO SIA LA VETRINA DEI DIRITTI DEGLI ITALIANI, SIA LA VETRINA DI TANTE MANIFESTAZIONI
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QUESTO ILLEGITTIMO GOVERNO, BUONO SOLO A TOGLIERE DIRITTI DELLA GENTE, MA NON I PRIVILEGI DELLA POLITICA VUOLE FARE DI EXPO LA SUA VETRINA PER L'ITALIA E PER IL MONDO.
FACCIAMO CHE EXPO SIA PURE LA VETRINA DEGLI ITALIANI, SFRUTTATI E TARTASSATI....
FACCIAMO CHE EXPO SIA LA VETRINA DI TANTE MANIFESTAZIONI E DEL MALESSERE DEGLI ITALIANI !!!!
IL GOVERNO NON CI HA MAI ASCOLTATO, TRATTANDOCI DA SCARAFAGGI DA SCHIACCIARE.
FACCIO APPELLO AI SINDACATI, AI MOVIMENTI, AI TANTI COMITATI.....
FACCIAMO DI EXPO LA NOSTRA VETRINA, PER FAR CAPIRE CHE NON CI PIEGHIAMO !!!!
CHIEDO AI SINDACATI DI PORTARE LA LE PROTESTE PER IL LAVORO SICURO CONTRO IL JOBSACT.
CHIEDO AI NOTAV DI USARE EXPO PER FAR CAPIRE L'INUTILITA' DI UN OPERA BUONA SOLO PER CHI SI METTE IN TASCA I MILIARDI.
CHIEDO AI PARTITI E MOVIMENTI , DI PORTARE LA LORO VOCE CONTRO LA POLITICA LOBBYSTA DI RENZI.
CHIEDO AD OGNI ITALIANO CHE E' SENZA LAVORO DI PORTARE LA LORO PROTESTA.
NON SERVONO LE INUTILI PROMESSE DI UN GOVERNO SERVO DI BANCHE E MULTINAZIONALI, SERVONO FATTI CONCRETI.
SE EXPO DEVE ESSERE UNA VETRINA......
LO SIA DAVVERO PER TUTTI GLI ITALIANI !!!!!
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domenica 4 gennaio 2015
CASO VIGILI ROMA , FACCIAMO CHIAREZZA SULL'ACCADUTO di Paolo Simoncini
Ricapitoliamo sui Vigili di Roma:
- Tagli dai 100€ ai 500€ su buste paga di 1200-1600€;
- Mancanza di una trattativa vera;
- Sindacato che si sfila all'ultimo perfino dal proclamare un'Assemblea;
- 6.000 vigili dove ce ne vorrebbero quasi 10.000;
- Gestione delle Festività col Comando allo Straordinario;
- Minacce di ritorsioni, demansionamenti, trasferimenti e denunce;
- Abusi di potere politico-mediatici;
- Numeri forniti ai media assolutamente falsi; ( assenze 43% e non 83,5% ) .
- Ricorso alla "reperibilità d'emergenza" per un Concerto;
- Applicazione forzata della Legge Brunetta;
- Lavoratori offesi e denigrati a prescindere;
- Richiesta pubblica addirittura di non difenderli sindacalmente;
- Ferie programmate da mesi e revocate l'ultimo giorno;
- Turni spostati l'ultimo giorno.
SCUSATE MA QUESTO DISAGIO LAVORATIVO PENSO CHE NON VADA SCARICATO MA RAPPRESENTATO.
L'UNICA COSA CHE LA CGIL DOVREBBE SCARICARE E' IL PD DI MARINO E RENZI !!!







