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venerdì 22 gennaio 2016

FIOM CGIL LUCCA: Comunicato FINDER POMPE dopo annuncio chiusura (Querceta)


da DANIELA FRANCESCONI:

Comunicato Stampa RSU FINDER POMPE Dover Corporation UNITARIO DEGLI STABILIMENTI DI QUERCETA E MERATE E DI TUTTE LE SIGLE SINDACALI DEL GRUPPO (Fiom, Usb e Fim)

Si è svolto oggi, 22 gennaio, l'incontro periodico previsto dagli accordi aziendali per verificare la situazione, il carico di lavoro e le prospettive industriali e produttive del gruppo. Un incontro che, dopo l'annuncio della chiusura dello stabilimento versiliese, assume un significato ben diverso. Al termine, i lavoratori insieme alla Fiom versilia, hanno convocato una conferenza stampa davanti all'azienda.
L'amministratore delegato ha spiegato che la chiusura dello stabilimento di Querceta è dettata dalla condizione generale del mercato petrolifero e dalla riduzione necessaria delle perdite future di Finder per raggiungere un risultato operativo positivo in termini di bilancio.

Nel gruppo, ha detto l'ad, non ci saranno aumenti di costo per il personale, saranno accorpate le figure analoghe anche attraverso la non conferma dei contratti a termine che erano in essere, questione che oggi riguarda solo lo stabilimento di Merate, in quanto a Querceta sono già stati chiusi.
L'unico obiettivo da perseguire per l'azienda è quello del raggiungimento del pareggio di bilancio e dell'utile.

Le rappresentanze sindacali hanno sottolineato la mancanza di correttezza nel metodo utilizzato dall'azienda nell'attivare la procedura di chiusura dello stabilimento e dei licenziamenti collettivi, che segna un pessimo clima nelle relazioni sindacali.
Pare inoltre che il gruppo dirigente ristretto di Merate, a fronte della scelta di chiudere Querceta,  abbia festeggiato in una cena appositamente organizzata nel mese di dicembre. Questo fatto rafforza un giudizio pesante sulla credibilità e affidabilità dello stesso.

Abbiamo ribadito che nonostante le richieste di rassicurazione sempre ricevute circa la continuità di Querceta oggi ci troviamo di fronte a una azione inaccettabile. Questo rappresenta un attacco non solo ai lavoratori di Querceta ma ai lavoratori di tutto il gruppo.
L'amministratore ha ribadito che non c'è una alternativa, ci sono solo incontri da programmare per la ricerca di un accordo. Ma nell'ultimo incontro di novembre tutto ciò non era assolutamente emerso.

A rafforzare la nostra tesi circa la qualità del gruppo dirigente c'è anche la  scelta di mettere in discussione gli accordi firmati dall'ad per la gestione delle attività e la riduzione dei carichi di lavoro fino alla fine dell'anno 2015. Inoltre le parole spese e scritte a più riprese durante gli incontri sono state disattese dalle scelte unilaterali prese dall'azienda.

L'azienda ha comunicato di prevedere per il 2015 un fatturato di 47 milioni e per il 2016 di avere solo 13 milioni di portafoglio ordini mentre prevede 34 milioni di fatturato per il 2016. Valutiamo quindi che questi numeri previsionali siano lì a dimostrare che Finder ha un problema molto più grande che non si risolve con la chiusura di Querceta.

La direzione ha poi spiegato, incalzata dai rappresentanti sindacali, che le scelte sono di solito assunte con sei/nove mesi di anticipo e questo dimostra quanto la strategia volta alla chiusura fosse premeditata ma tenuta nascosta alle rappresentanze sindacali.
L'rsu ha quindi spiegato che la chiusura di Querceta rappresenta una perdita di valore economico per Dover di molto superiore al presunto risparmio ipotizzato dal management.

La cessazione dell'attività, che malgrado gli impegni verbali, non prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali, è una scelta economicamente dannosa e irreversibile per Dover e per le trenta famiglie dei lavoratori interessati.
Si vuole infatti chiudere un'azienda con oltre cento anni di storia (la Cerpelli, acquisita da Finder a sua volta acquisita da Dover, opera dal 1904) nella produzione industriale di pompe di ogni tipo (oil and gas, energie rinnovabili, trattamento acque, etc). Un sito produttivo con un patrimonio di conoscenze ed esperienze inestimabile, la cui chiusura porterà ad un'ulteriore desertificazione nella manifattura locale.

Inoltre quanto comunicato dalla Direzione, rappresenta un'incertezza anche per il sito di Merate (Lecco) che nel corso dell'anno dovrà fare i conti con altre azioni che il management ora non intende comunicare, stante quanto rappresentato dall'azienda in termini previsionali, finalizzate al raggiungimento dell'utile di bilancio.
Nei prossimi giorni sindacalmente decideremo tutte azioni necessarie per modificare le posizioni e l'atteggiamento aziendale, dichiarando fin da subito lo stato di agitazione negli stabilimenti di Querceta e di Merate (Lecco).
RSU FINDER POMPE DOVER CORP. QUERCETA e MERATE


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Cordiali saluti
Daniela Francesconi
ufficio stampa e comunicazione

Federazione Impiegati Operai Metallurgici
Provincia di Lucca – Camera del Lavoro Lucca e Versilia
V.le Luporini 1115\F – 55100 Lucca
P.za Manzoni 5 – 55049 Viareggio
tel. +39 0583 441540 - 0584 325321
fax +39 0583 441555 - 0584 325351




sabato 5 dicembre 2015

FIRENZE: CONTRO SPECULAZIONE, SFRUTTAMENTO, CACCIAMO RENZI E PD!! 12/12

CONTRO SPECULAZIONE, SFRUTTAMENTO E DEVASTAZIONE CACCIAMO RENZI E IL PD!!

Dall'11 al 13 Dicembre la Leopolda ospiterà, per il 6° anno consecutivo, la  kermesse del Partito democratico: tre giorni in cui l'attuale partito di governo mostrerà i "miracoli" compiuti e i "traguardi raggiunti". Un blocco di potere, quello dei "rottamatori," ormai consolidato e capillare, ben voluto da Confindustria, padronato e classi dirigenti europee
-contro la guerra e la Nato
perché la guerra porta sfruttamento, perché rafforza il potere delle classi dominanti. Perchè i soldi per la guerra si trovano sempre, come dimostra l' aumento in spese militari e la decisione, per quanto riguarda le spese per la "sicurezza", di andare in deroga al P
atto di stabilità: i nostri diritti sono sacrificabili al contrario delle armi necessarie per condurre guerre per mezzo mondo ad uso e consumo degli interessi di pochi e a danno di intere popolazioni. Ma si sa, la guerra è una ghiotta occasione di guadagno e la Nato è lo strumento principale per diffonderla-contro la buona scuola e la cancellazione del diritto allo studio per una scuola pubblica per tutti e tutte
perché ci opponiamo fermamente alla cancellazione del diritto per tutti ad una istruzione di qualità. Dai costanti tagli all'apertura all'invasione dei privati (nella didattica e negli spazi fisici) per rendere gli studenti sempre più funzionali alle necessità del padronato, per fornire manodopera gratuita con la scusa dei tirocini e dell'alternanza scuola-lavoro. Dalla dittatura del merito e alla riduzione delle borse di studio e dei servizi  fino ai finanziamenti differenziati tra istituti di serie A e serie B, passando per la riconferma dei fondi alle scuole private. Tutto per trasformare la scuola, da servizio pubblico, in azienda.

-contro il Jobs act e l'accordo di rappresentanza per la difesa dei nostri diritti sul posto di lavoro
perché siamo stanchi di essere sempre più precari, sempre più ricattabili, sempre meno retribuiti. Dalla distruzione della contrattazione collettiva nazionale alla riduzione del diritto di sciopero, dalla cancellazione
dell'articolo 18 alla riduzione della libertà sindacale attraverso l'accordo di rappresentanza, dal telecontrollo all'istituzionalizzazione del lavoro precario. -contro i grandi eventi e la corruzione per un uso delle risorse economiche a favore delle classi più deboli

perché, da Expo al Giubileo, questi eventi sono uno spreco immenso di risorse pubbliche a favore di corrotti, speculatori  e mafiosi, apripista di norme liberticide -divieto di sciopero nei periodi dei grandi eventi-e giustificazione al sacrificio delle più basilari norme sul lavoro -dal lavoro gratuito, precario e sottopagato alla cancellazione della sicurezza nei luoghi di lavoro. -contro la privatizzazione e la svendita del patrimonio pubblico ai privati pur di fare cassa
perché al privato interessa il profitto e non la qualità o l'accessibilità del servizio. Fatti ben dimostrati dal collasso del livello dei servizi fiorentini (dall'Ataf, agli asili nido, alle mense) e dalla svendita perfino di edifici storici come la Rotonda Brunelleschi: esempi cittadini  di una tendenza nazionale.-contro inceneritore, aereporto e Tav in difesa della nostra salute e del nostro territorio

perché mentre decidono di gassarci a colpi di diossina e nanopolveri di inceneritori e Tav, devastando il territorio e l'ambiente, ci impediscono anche di curarci, come dimostrano i recenti ulteriori tagli alla sanità, l'estensione del ticket e la riduzione del livello di cure gratuite mentre i presidi sanitari di quartiere chiudono i battenti. -contro il Piano casa e l'articolo 5 in difesa del diritto all'abitare
perchè a chi, di fronte all'emergenza abitativa in peggioramento, chiedeva il blocco di sfratti e sgomberi e più case popolari, il governo ha risposto con l'
-contro la repressione e tutte le norme liberticide
perché la guerra sarà, già lo vediamo in Francia, una giustificazione alla creazione di stati di emergenza e all'emanazione di leggi autoritarie che restringono ulteriormente spazi di agibilità, vanno a colpire chi lotta perché si rifiuta di pagare le conseguenze di questa crisi, si riversano sui nostri territori in termini di repressione e controllo generalizzato.

-contro fascismo,razzismo e guerra tra poveri, in difesa dei valori dell'antifascismo
Il 12 dicembre un vasto
fronte di opposizione sociale scenderà in piazza contro Renzi e contro tutto ciò che il PD rappresenta: non ci arrenderemo mai alla distruzione delle nostre condizioni di vita in nome di un sistema incentrato sul profitto!!Promuovono: Cobas, Cub, Usb,Assemblea no Jobs act, Movimento di lotta per la casa, Coordinamento per il diritto alla salute, Rete dei collettivi fiorentini, assemblea per la Piana contro le nocività, Collettivo politico scienze politiche, Studenti contro il nuovo Isee, Cpa Firenze sud, nEXt Emerson, Partito comunista dei lavoratori, perUnaltracittà, Clash city worker, Rifondazione comunista Firenze, Cantiere sociale Camillo Cienfuegos, Partito comunista Firenze, Comitato Comunista, Comitato No Tunnel Tav Firenze, Una città in comune.

martedì 28 aprile 2015

#LABUONASCUOLA: I SINDACATI CONVOCANO LA POLITICA IN VISTA DELLO SCIOPERO GENERALE

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TUTTI I SINDACATI UNITI CONTRO #LABUONASCUOLA DI RENZI
IL GOVERNO VUOL TOGLIERE OGNI DIRITTO AI LAVORATORI
CI VOGLIONO SCHIAVI, FACCIAMOCI TROVARE LEONI !!!
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giovedì 29 maggio 2014

SCIOPERO MEZZI PUBBLICI INDETTO DA USB ED ORSA 29/30 MAGGIO

Sciopero dei mezzi pubblici il 29 e 30 maggio: tutti gli orari e le informazioni.

Ultimi giorni della settimana (e appena prima del ponte) molto difficili dal punto di vista dei trasporti, a causa dello sciopero che tra giovedì 29 e venerdì 30 coinvolge il settore ferroviario e anche il trasporto pubblico locale, con modalità e orari che cambiano di città in città. Giovedì e venerdì neri, quindi, a causa dell'agitazione indetta dai sindacati Orsa e Usb.

Giovedì 29 a scioperare sono i lavoratori del trasporto ferroviario di Trenitalia, Rfi, Trenord e Ntv. I dipendenti si fermeranno dalla mezzanotte fino alle 21 della sera, mentro già dalle 21 di mercoledì è cominciato lo sciopero del settore Cargo Trenitalia. Le fasce di garanzia saranno rispettate, ma sono possibili ritardi e cancellazioni.

Il 30 maggio è invece la volta del trasporto pubblico locale, per uno sciopero dei mezzi indetto da Usb in tutte le città italiane: a Milano l'agitazione è prevista dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio. A Roma invece ci saranno due modalità di sciopero differenti: le agitazioni territoriali sono in programma dalle 8.30 alle 12.30, mentre quella nazionale sarà di 24 ore e quindi autobus, ferrovie dell'Atac e metropolitane si fermeranno dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Negli orari esclusi dall'agitazione è garantito il servizio.

A Napoli lo stop dei mezzi colpirà la metropolitana, la funicolare e il servizio di autobus. Trasporti garantiti dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17.00 alle 20.00. A Torino il servizio urbano e la metropolitana saranno attivi dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 12.00 alle 15.00.

Le motivazioni dello sciopero le spiega la stessa Unione Sindacale di Base: "Uno sciopero contro il business delle privatizzazioni, realizzate sulla pelle dei cittadini e del reddito indiretto, e dei lavoratori del settore con l'azzeramento dei contratti e l'attacco ai livelli di sicurezza degli autisti, senza intervenire sulla politica clientelare che sta distruggendo un bene comune".