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giovedì 28 giugno 2018

Via il ballottaggio? Marcheschi (FdI): «Toscana ha altre priorità, irresponsabile pensare a nuove leggi elettorali»


COMUNICATO STAMPA
 
Via il ballottaggio? Marcheschi (FdI): «Toscana ha altre priorità, irresponsabile pensare a nuove leggi elettorali»
 
«Il Pd non perde il vizietto di cambiare le carte in tavola poco prima dei giochi: lo ha fatto nel 2014 con l'istituzione del Toscanellum ad un anno dal voto, ci pensa oggi in ottica 2020 dopo la batosta elettorale appena incassata per tentare di evitare che i cittadini, dopo città-feudo storiche, li sfrattino anche dal governo regionale. Della serie: se non riesci a farti votare dai cittadini, trova il modo di far contare meno il loro voto» lo afferma Paolo Marcheschi, presidente del gruppo consiliare regionale di Fratelli d'Italia.
 
«La Toscana ha altre priorità – continua il consigliere - ai cittadini non interessano i litigi tra Rossi e la sua maggioranza Pd, oggi nemici e domani amici, importa invece di salute, casa, ambiente, lavoro e sicurezza, temi che per chi governa la Regione, peraltro male, sembrano passare in secondo piano di fronte al rischio di perdere il timone – e le poltrone – dell'Amministrazione regionale. I Toscani lo hanno capito e non li votano più, se ne facciano una ragione, con o senza ballottaggio, tantomeno se facessero la scorrettezza di imporre una nuova legge elettorale con l'arroganza di numeri oramai non più corrispondenti alla realtà. Fratelli d'Italia farà di tutto per opporsi a questo colpo di mano e far notare ai Toscani come Rossi e il Pd le tentino tutte per conservare l'ultimo spazio di potere a loro rimasto».
 
 
Segreteria Consigliere Paolo Marcheschi
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venerdì 12 settembre 2014

VARATA LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TOSCANA , UN NUOVO INCIUCIO.

RITORNO ALLE PREFERENZE E SOGLIE DI SBARRAMENTO MOLTO ALTE
REGIONE TOSCANA: ECCO LA NUOVA LEGGE ELETTORALE. INTESA PD-FORZA ITALIA: ADDIO PICCOLI PARTITI .

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Il consiglio regionale toscano che, alle 5,40 del mattino dell' 11 settembre, ha approvato la nuova legge elettorale.

FIRENZE – Hanno votato la nuova legge elettorale poco prima dell’alba: le 5,40 di stamani, 11 settembre. Nell’Aula del Consiglio regionale, semidistrutta da una discussione durata ininterrottamente una ventina di ore, hanno detto sì in 33: in sostanza la maggioranza dei consiglieri del Pd, quelli di Forza Italia più una parte dell’ex Idv, oltre Lazzeri e Gambetta Vianna ex Lega e ora nel Nuovo centrodestra. Sì anche dal socialista Pieraldo Ciucchi e da Marco Carraresi dell’Udc.

Hanno votato contro in 12: Fratelli d’Italia, una parte del Nuovo centrodestra (quello guidato da Alberto Magnolfi), Giuseppe del Carlo dell’Udc (che si è così diviso da Carraresi), Monica Sgherri, Mauro Romanelli e tutta la sinistra radicale. Non hanno partecipato al voto i dissenzienti del Pd: Daniela Lastri, Fabrizio Mattei, Vanessa Boretti, Paolo Tognocchi. Lucia Matergi, Aldo Morelli, Gianfranco Venturi. Non ha votato nemmeno Maria Luisa Chincarini, capogruppo del Centro democratico.

In sostanza si è ripetuto, a Firenze, anche se con sfumature diverse, quello che è successo a Roma per la riforma del Senato: Pd e Forza Italia si sono uniti per cambiare, naturalmente nel senso che è per loro più conveniente. Ossia per santificare il bipolarismo e spartirsi i seggi che, a primavera del 2015, quando si voterà per rinnovare l’assemblea regionale, saranno soltanto 40 (non più 55 come ora o 65 come nel 2004). Come hanno fatto a eliminare i piccoli partiti? Semplice: mettendo alte soglie di sbarramento capaci di bloccare, appunto dalla legislatura 2015-2020, l’ingresso in Consiglio regionale a chi non raggiunge il 5% se si presenta da solo o il 3% se partecipa alla corsa elettorale in coalizione. Le coalizioni non passano se non arrivano almeno al 10%. Come si vede, sono soglie non facilissime da raggiungere ormai anche per forze politiche storiche (non a caso Rifondazione comunista ha votato contro e l’Udc si è spaccata).

La Toscana, del resto, ha sempre visto l’intesa fra Pd (che prima si chiamava Ds) e Forza Italia. Fu un laboratorio anche per il Porcellum nazionale. Nel 2004 i Ds e Forza Italia aumentarono i seggi e abolirono le preferenze. Lo chiamammo inciucione. Stavolta è in ogni caso un accordone politico fatto nel segno della stretta di mano del Nazareno fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Non a caso, uscendo con gli occhi gonfi per il sonno, c’è chi ha inneggiato, ironicamente, all’epoca del «Renzusconismo».

Che cosa prevede la nuova legge ? Il ritorno delle preferenze, e questo è forse l’aspetto più positivo. Anche se saranno preferenze cosiddette agevolate: i nomi dei candidati compariranno sulla scheda. Segno del potere decisionale dei partiti. Tempi duri per i dissenzienti e i non allineati. Ma ci sarà tempo per commentare e analizzare. Intanto, mentre si spengono le luci di Palazzo Panciatichi e i consiglieri escono, distrutti dalla lunga veglia, vediamo nel dettaglio i punti principali di un testo che ci accompagnerà, come cittadini elettori della Regione Toscana, per diversi anni.

SBARRAMENTI: 10% per le coalizioni di partiti; 3% per le liste presenti in una coalizione che raggiunge, appunto, il 10%; 5% per una lista che si presenta da sola, cioè fuori da coalizione o lista in coalizione che non abbia raggiunto il 10%. Per i tanti gruppi che non arrivano al 2% è la fine. Non mi spingo a dire se sia meglio o peggio per la democrazia o per il funzionamento della Regione, specifico solo che, d’ora in avanti, sarà così.

LISTINO REGIONALE: è composto da 3 persone che passano di sicuro se fanno parte delle coalizioni più grandi: con l’alternanza uomo-donna-uomo, oppure donna-uomo-donna. Questi hanno anche la possibilità di candidati nel listino regionale che siano anche candidati in liste circoscrizionali (una per provincia, salvo la provincia di Firenze che è divisa in quattro circoscrizioni). In caso di candidato che passi sia nel listino regionale che in una circoscrizione provinciale scatta come candidato di circoscrizione provinciale.

PREFERENZE – Se ne possono esprimere una o due (se due devono essere un uomo e una donna). Si è detto preferenze agevolate: nel senso che sulla scheda ci saranno scritti i nomi dei candidati di ogni lista e quindi l’elettore non dove scrivere il nome (o i due nomi), ma fare la croce sul (sui) nome (nomi) già presenti sulla schedai.

BALLOTTAGGIO – Se nessun candidato alla carica di presidente della Regione raggiunge il 40% più un voto si va al ballottaggio.