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giovedì 18 ottobre 2018

AMBIENTE INFORMA: 18/10/18 - Emergenze ambientali (Milano) ecc.- Bonifica di siti contaminati - Balneazione 2018: primi bilanci



n.147  del 18 ottobre 2018




Emergenze, Arpa intervenuta a Milano per due grossi incendi in depositi rifiuti
Emergenze, Arpa intervenuta a Milano per due grossi incendi in depositi rifiuti
Scoppiati a poche ore e a qualche chilometro di distanza l'uno dall'altro, due grossi incendi hanno coinvolto, nella notte tra il 14 e il 15 ottobre scorso, due depositi di... 
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Emergenze ambientali: quale comunicazione?
Emergenze ambientali: quale comunicazione?
Si è svolta presso Arpa Toscana una giornata formativa sulla comunicazione nelle emergenze, tenuta da Sergio Vazzoler, consulente in comunicazione istituzionale, politica e ambientale. Disponibile la presentazione. Proseguendo il percorso... 
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Bonifica di siti contaminati, importante sentenza del Consiglio di Stato
Bonifica di siti contaminati, importante sentenza del Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha dato ragione ad Arpae e Comune di Ferrara respingendo l'appello presentato dalla società Solvay contro l'ordinanza di bonificare un'area nel Quadrante est. Ribaditi i principi...
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Il mare in Liguria nel 2018, video-intervista
Il mare in Liguria nel 2018, video-intervista
Nonostante le condizioni meteo abbiano consentito a molti, anche nell'ultimo fine settimana, un tuffo fuori stagione, il 2018 della balneazione si è ufficialmente concluso lo scorso 30 settembre. Come è... 
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Come è andata la stagione balneare 2018 in Toscana
Come è andata la stagione balneare 2018 in Toscana
Nel 2018, effettuati 1.699 campionamenti per le 263 aree di balneazione costiera della Toscana. Rilevati superamenti dei limiti di legge (con conseguenti divieti di balneazione) in 29 aree che interessano...
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I laghi del Piemonte, i dati della stagione balneare
I laghi del Piemonte, i dati della stagione balneare
All'apertura della stagione balneare appena trascorsa 91 delle 94 zone del Piemonte sono state dichiarate balneabili. Le tre zone non balneabili si trovavano sul lago di Candia, nel torinese, e... Continua



Bilancio della stagione balneare 2018 in Campania
Bilancio della stagione balneare 2018 in Campania
Il 23% delle acque di balneazione campane è stato interessato da un divieto quest'anno. In molti casi è durato pochi giorni, per fenomeni di inquinamento legati alle frequenti piogge
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Balneazione, i bollettini del monitoraggio in Emilia-Romagna
Balneazione, i bollettini del monitoraggio in Emilia-Romagna
Durante tutto il periodo del monitoraggio balneazione, effettuato da Arpae, sono pubblicati i bollettini informativi dell'intero territorio costiero regionale. Il monitoraggio è effettuato nel periodo compreso fra il 26 maggio e...
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Ambiente e salute, Arta Abruzzo illustra i dati del SIN di Bussi e del SIR di Chieti Scalo
Ambiente e salute, Arta Abruzzo illustra i dati del SIN di Bussi e del SIR di Chieti Scalo
Arta Abruzzo ha partecipato il 12 ottobre al convegno "Ambiente, salute e siti contaminati" organizzato dalla Asl di Pescara. La geologa Lucina Luchetti del Distretto di Chieti ha illustrato i...
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La nuova app meteo.fvg
La nuova app meteo.fvg
È disponibile la nuova app meteo.fvg sviluppata da ARPA FVG - OSMER per consentire agli utenti di accedere in modo ancora più semplice e veloce ai principali contenuti di interesse...
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Acquedotti, in Alto Adige standard più dettagliati per una maggiore sicurezza
Acquedotti, in Alto Adige standard più dettagliati per una maggiore sicurezza
La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato le linee guida che definiscono gli standard minimi di sicurezza per la protezione degli acquedotti pubblici da alterazioni intenzionali. Gli standard sono stati... 
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Per una comunità scientifica di massa
Per una comunità scientifica di massa
Intervento di Walter Ganapini, direttore generale di Arpa Umbria sulla rivista Micron. È importante avviare un confronto e un ripensamento profondo, nella sinistra, sul rapporto che intercorre tra modello di...
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by CAPITANI del FUTURO blog


mercoledì 26 marzo 2014

BUSSI IN ABRUZZO ACQUA CONTAMINATA PER 700.000 PERSONE DALLA DISCARICA ABUSIVA

ACQUA E VELENI
Discarica Bussi: «sversamenti delle sostanze tossiche per 44 anni. Danni per 8 miliardi» «Acqua contaminata distribuita a 700 mila cittadini, ospedali e scuole»

BUSSI.
Le falde acquifere permeate dai veleni della discarica di Bussi sul Tirino, una bomba ecologica, la piu' grande d'Europa, avrebbero contaminato 700 mila consumatori.

Il dato affatto nuovo è contenuto in una recente relazione da brivido quella dell'Istituto superiore della sanita' (Iss) che per la prima volta, dal sequestro del sito avvenuto nel 2007, ha messo nero su bianco, in 70 pagine, le cause dell’avvelenamento di Bussi, circa 25 ettari di terreno analizzati scientificamente. Il documento è firmato dai consulenti tecnici dell'Avvocatura dello Stato Pietro Comba,Ivano Iavarone, Mirko Baghino e Enrico Veschetti.

Le acque contaminate della discarica vengono messe in relazione con «la pericolosità per la salute umana». Acqua di cui hanno usufruito cittadini e utenze sensibili come ospedali scuole. Nel sito sono state interrate circa 250 mila tonnellate di rifiuti tossici e scarti industriali della produzione di cloro, soda, varechina, formaldeide, percolati,cloruro di vinile, tricloroetilene e cloruro di ammonio dell'ex Polo chimico Montecatini Edison. Il danno ambientale stimato e' di circa 8 miliardi e mezzo mentre per la bonifica occorreranno 600 milioni.

Si tratta della contaminazione delle acque superficiali come quelle del fiume e quelle delle falde sotterranee che poi finiscono nelle fonti utilizzate dall’acquedotto gestito dall’Aca. L’acqua inquinata, avvelenata, contaminata (ognuno si scelga il termine che preferisce) è stata distribuita per un lungo lasso di tempo e fino al 2007 quando i pozzi inquinati sono stati chiusi.

INTERRAMENTI DAL 1963

Interramenti di sostanze tossiche nella discarica abusiva di Bussi e sversamenti nel fiume Tirino avvenivano almeno gia' dal 1963.

E' quanto si legge in un passo della relazione dell'Istituto superiore della sanita'. La notizia e' venuta fuori ascoltando a sommarie informazioni ex dipendenti Montedison, tra cui l'ex capo reparto dell'impianto Clorametani. Alla forestale l'uomo aveva riferito che, fino al 1974, i sottoprodotti derivanti dal processo di reazione tra cloro e metano, venivano «inizialmente scaricati nel fiume Tirino» e successivamente interrati nella megadiscarica abusiva.

«Dai documenti agli atti - scrivono i consulenti - si evince che lo smaltimento prevedesse oltre all'interramento anche una successiva fase di copertura con materiale di riporto e conseguente preoccupazione dei diretti interessati per un 'probabile inquinamento del sottosuolo, per infiltrazione della componente liquida'. La preoccupazione sull'interramento dei Clorometani pesanti, da quanto emerge da alcuni incontri avvenuti nel 1972 tra il responsabile delle Relazioni con amministrazioni pubbliche periferiche, il direttore dello stabilimento di Bussi e personalita' dell'amministrazione pubblica pescarese, riguardavano il possibile inquinamento della falda freatica anche in considerazione della presenza dell'acquedotto di Pescara. Tale possibilita', risulta dagli atti, del tutto scongiurata visto l'insolubilita' delle sostanze e l'inquadramento dell'acquedotto Giardino (Pescara) posto ad alta quota e soprattutto distante dalla megadiscarica. Tuttavia - osservano gli esperti - e' doveroso sottolineare che i Clorometani pesanti pur pur non presentando un'elevata solubilita' sono comunque solubili a tal punto da determinare una situazione di pesante contaminazione delle acque sotterranee, di cui sono i contaminanti piu' comuni ma anche i piu' difficili da rimuovere come sottolineato anche dalla documentazione visionata. Il 1972 - sostengono i consulenti dell'Istituto superiore di Sanita' - e' l'ultimo anno di cui ci sono riferimenti diretti o indiretti riguardo sia all'interramento dei Clorometani pesanti che alla megadiscarica abusiva. Bisognera' attendere il 2007 per riportare alla luce la megadiscarica attraverso gli accertamenti del Corpo forestale dello Stato».

«ACQUA CONTAMINATA PER 700MILA»

«L'acqua contaminata è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila persone senza controllo e persino a ospedali e scuole», si legge nella relazione.

«La qualità dell'acqua è stata indiscutibilmente significativamente e persistentemente compromessa», prosegue la Relazione dell'ISS depositata agli atti del processo di Chieti dove sono sotto processo i vertici di Montedison e Solvay con oltre 20 indagati dopo l'inchiesta del Corpo Forestale. Il guasto «per effetto dello svolgersi di attività industriali di straordinario impatto ambientale in aree ad alto rischio per la falda acquifera e per le azioni incontrollate di sversamento», spiega il documento.

«PERICOLO PER LA GENTE»

«La mancanza di qualsiasi informazione», si legge nella relazione di 70 pagine della mega discarica di veleni industriali di Bussi e sulla contaminazione delle falde acquifere della Val Pescara, «relativa alla contaminazione delle acque con una molteplicità di sostanze pericolose e tossiche, solo una parte delle quali potrà essere tardivamente e discontinuamente oggetto di rilevazione nelle acque, ha pregiudicato la possibilità di effettuare nel tempo trattamenti adeguati alla rimozione delle stesse sostanze dalle acque».

Così «del significativo rischio in essere non è stata data comunicazione ai consumatori che pertanto non sono stati in condizioni di conoscere la situazione ed effettuare scelte consapevoli», si legge tra le conclusioni. Ci sono quindi «incontrovertibili elementi oggettivi coerenti e convergenti nel configurare un pericolo significativo e continuato per la salute della popolazione esposta agli inquinanti attraverso il consumo e l'utilizzo delle acque"» chiude l'Istituto Superiore della Sanità.

WWF: «PRIORIATA’ ALLA BONIFICA»

«Ora le priorità sono la bonifica, i processi e l'indagine epidemiologica. Irrisolta la questione della trasparenza e della partecipazione dei cittadini», commenta il Wwf che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa. I Pozzi S.Angelo inquinati, che rifornivano l'intera Valpescara a valle di Bussi, sono stati definitivamente chiusi nel 2007 a seguito di analisi private (poi si scoprì che almeno dal 2004 gli enti pubblici avevano contezza della contaminazione con le analisi dell'ARTA), denunce, innumerevoli esposti e di un vero e proprio lavoro di inchiesta del Wwf e del Forum Acqua tra maggio e agosto 2007, su cui si basò l'interrogazione parlamentare del deputato Maurizio Acerbo.

Tanto che già allora l'Istituto Superiore di Sanità scrisse alle associazioni che l'acqua dei Pozzi S. Angelo non era idonea al consumo umano. A seguito di tali azioni furono scavati pozzi a monte dell'area inquinata, i pozzi S. Rocco, che oggi riforniscono la Valpescara

IL PROCESSO

Per il mega inquinamento sono sotto inchiesta 19 persone, quasi tutti ex amministratori della Montedison, accusati di avvelenamento delle acque. Il processo si sta svolgendo in Corte d'Assise a Chieti e la prossima udienza si terra' il 28 marzo. La relazione, datata gennaio 2014, e' stata depositata proprio nel corso del processo dall'avvocatura dello Stato che difende il ministero dell'Ambiente, parte civile nel processo.

CODACONS: «STUDIAMO AZIONI RISARCITORIE»

«La popolazione locale ha diritto ora ad essere risarcita», dice l’associazione, «non solo per la mancata informazione loro resa, ma anche e soprattutto per i gravissimi pericolosi corsi, considerata la tossicità delle sostanze contenute nell’acqua. Per tale motivo il Codacons sta studiano le azioni da intraprendere in favore dei 700mila cittadini coinvolti dallo scandalo, allo scopo di far ottenere loro un risarcimento fino a 10mila euro a famiglia».