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giovedì 30 maggio 2019

Seravezza, Mimmo Lucano ospite al Memo Fest del 2 giugno. Lega: «È in fuga da Riace».


SERAVEZZA - L'amministrazione comunale di Seravezza, perseverando nelle sue iniziative a "pensiero unico", non solo ha avuto la bella pensata di invitare l'ex sindaco di Riace Domenico Lucano (detto Mimmo) al Memo Fest per pontificare sull'immigrazione, ma ha pure scelto come data proprio il 2 giugno, Festa della Repubblica.

A titolo di promemoria ricordiamo che Mimmo Lucano l'11 aprile 2019 è stato rinviato a giudizio per abuso d'ufficio e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina mentre dal 12 aprile è indagato per truffa e falso in merito alla gestione dei migranti di Riace. Nessuna sentenza di condanna è stata ad oggi emessa nei suoi confronti, pertanto l'ospite del Memo Fest è da considerarsi innocente sul piano giuridico.
 
Però sul piano politico Lucano è certamente uno sconfitto: alle recenti elezioni europee il Comune di Riace ha visto trionfare la Lega col 30,78% dei consensi, mentre Lucano - candidato consigliere nelle concomitanti amministrative - ha raccolto solo 21 preferenze non entrando nemmeno in consiglio comunale, mentre la sua lista è arrivata ultima.
 
Lucano, pupillo di Laura Boldrini e di tutta la sinistra radicale e massimalista, è l'artefice di quello che è stato descritto come "modello Riace", basato sostanzialmente sull'accoglienza indiscriminata di stranieri che - di fatto - andavano a ingrossare le fila del business dell'immigrazione.
Ora che i cittadini di Riace lo hanno scaricato perché stanchi dei suoi discorsi, ecco che arriva il soccorso (rosso) di Seravezza ed il suo Memo Fest.
 
Secondo noi Lucano non ha più nulla da dire - tranne la solita retorica buonista di circostanza - e l'aver scelto proprio il 2 giugno conferma la nostra opinione in merito allo scarso rispetto per le istituzioni repubblicane che questa amministrazione ha già dimostrato, sostenendo anche recentemente iniziative pro-Europa e anti-Italia come già denunciato dalla Lega.


Francesco Speroni 
Lega - Seravezza
___________________________
Lega - Versilia Medicea
Stazzema, Seravezza e Pietrasanta 

mercoledì 18 aprile 2018

SERAVEZZA: IL DOTTOR VANDO D ANGIOLO, NOMINATO CITTADINO ONORARIO

Il dottor Vando D'Angiolo cittadino onorario di Seravezza.

Il paese di Azzano chiede al Sindaco Tarabella la cittadinanza onoraria per il dottor Vando D'Angiolo, che ad Azzano è nato il 18 luglio 1932.
Orfano di guerra a dodici anni, fu cresciuto con il fratello Danilo, oggi Canonico della Primaziale di Pisa, dalla madre, Mite Giannetti, e dal nonno Benvenuto.
Alla memoria della mamma, che spronò i figli, ai quali  "la polenta non è mai mancata", a studiare e ad emanciparsi da una non facile condizione di povertà, i fratelli D'Angiolo hanno costituito la "Fondazione Mite Giannetti D'Angiolo" che ha come finalità principale quella di sostenere i ragazzi e le ragazze della montagna in attività formative, sia scolastiche che extrascolastiche. La scuola elementare di Azzano, oggi chiusa, ebbe vari benefici: un'attrezzata aula computer, docenti di sostegno e di lingua straniera, dotazioni librarie. Anche l'Istituto d'Arte "Palma "di Massa ed il "Gentileschi" di Carrara sono state fatte segno di sostegni di vario tipo. La Fondazione collabora altresì con "Arpa" per la ricerca e la formazione sanitaria. Sia a nome della fondazione, sia a titolo personale, alla comunità di Azzano sono stati destinati non pochi interventi fra i quali piace ricordare: la ristrutturazione e l'ampliamento della Pubblica Assistenza, i lavori di stabilizzazione e il rifacimento della piazza della Pieve di San Martino alla Cappella, il rifacimento del tetto della chiesa di San Michele, un'articolata serie di attività ricreative.  Nel cimitero della Cappella, dove ogni sabato mattina i fratelli D'Angiolo salgono a visitare la tomba della mamma e dei familiari, la Fondazione ha finanziato la costruzione di una cappella aperta, opera dell'architetto Mario Botta abbellita da una scultura di Giuliano Vangi.
Il Dottor D'Angiolo, diplomatosi ragioniere a Carrara nel luglio del 1951, si laureò in Economia e Commercio a Pisa nel luglio di sei anni dopo. Fu studente-lavoratore, avendo iniziato a lavorare presso la società Henraux subito dopo il diploma. Nel 1962, lasciata la ditta Henraux, fondò la Società Freda Marmi , leader nel campo del marmo, nel maggio de 1968 entrò alla Campolonghi Group che  conta centinaia di dipendenti diretti ed indiretti ed un fatturato annuo globale che si attesta sui 100 milioni di euro. Fra i suoi pregi quello di non avere mai licenziato nessuno. Fra le varie cariche ricoperte nel settore lapideo, si ricorda quella di Presidente del Distretto di Carrara.
Nel 1970 ha ricevuto l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica, nel 1977 di Cavaliere Ufficiale, nel 1990 di Commendatore, nel 2002 di Cavaliere del Lavoro, nel 2013 il "Campano d'oro" , riconoscimento in onore di ex allievi dell'Ateneo Pisano che si siano distinti nell'ambito della cultura, dell'arte e delle professioni. Il successo imprenditoriale si pregia anche del contributo alla  realizzazione di edifici di risonanza mondiale quali: il Municipio di Tokyo, l'opera House di Oslo, la chiesa di san Pio da  Pietrelcina, edifici negli emirati arabi, in America, nel Sud-Est asiatico, 
La richiesta della cittadinanza onoraria è stata formalizzata per volontà ed opera della Pubblica Assistenza, di cui il dottor D'Angiolo fu Presidente e  cui dette un notevole impulso maturando anche un'esperienza di otto anni quale Tesoriere della Federazione Nazionale di PP.AA
Lunedì 16 sono state consegnate al Sindaco Tarabella un numero di firme, di gran lunga superiore al minimo di legge, raccolte nel paese e nell'intero territorio comunale.


giovedì 8 marzo 2018

SERAVEZZA - Raccolta dei rifiuti: parte lunedì il nuovo servizio misto prossimità e porta-a-porta nei paesi della montagna


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COMUNICATO STAMPA
Seravezza, 8 marzo 2018

Raccolta dei rifiuti: parte lunedì il nuovo servizio misto prossimità e
porta-a-porta nei paesi della montagna

Parte come da programma lunedì 12 marzo il nuovo servizio di raccolta dei
rifiuti nelle frazioni della montagna seravezzina. La cosiddetta
"prossimità 2.0" interessa i paesi di Minazzana, Fabbiano, Giustagnana,
Basati e Azzano con sostanziali novità nel metodo di conferimento e di
ritiro dei rifiuti.

Entro dopodomani, sabato, Ersu completerà lo smantellamento e la pulizia
dei siti nei quali fino ad oggi è stato possibile depositare i rifiuti,
nonché la distribuzione a tutte le Pubbliche Assistenze dei sacchetti che
i cittadini potranno utilizzare per conferire le singole tipologie di
rifiuto. Da lunedì il via al servizio di raccolta giornaliera, basato su
un calendario settimanale identico per tutti i paesi della montagna
seravezzina: lunedì organico e vetro; martedì indifferenziato; mercoledì
organico; giovedì carta e cartone; venerdì multimateriale (plastica e
lattine); sabato ancora organico.

Ogni giorno gli operatori Ersu passeranno per ritirare specifiche frazioni
di rifiuto. Nelle strade accessibili ai mezzi Ersu sarà attivo il
porta-a-porta, con i cittadini che posizioneranno quindi i bidoncini sul
fronte strada davanti alle rispettive abitazioni. Nelle zone non
raggiungibili dai mezzi, invece, il conferimento avverrà in nuovi bidoni
stradali specifici per le diverse tipologie di rifiuto. Il conferimento
(sia davanti casa sia nei bidoni) dovrà avvenire rispettando fedelmente il
calendario stabilito. In tal modo i contenitori si riempiranno solo nelle
poche ore che separano il momento del conferimento da quello del ritiro,
con Ersu che potrà raccogliere giorno per giorno l'intera quantità di
rifiuti prodotti in paese scongiurando accumuli e cattivi odori. Esercizi
pubblici e ristoranti verranno dotati entro sabato di contenitori propri.

«Abbiamo presentato tutte le novità nel corso di recenti assemblee
pubbliche nei vari paesi, ma se dovessero sussistere dubbi invito i
cittadini a contattare senza indugio il nostro Ufficio Ambiente o
direttamente Ersu», dichiara l'assessore Dino Vené. «Nella prima fase sarà
necessario monitorare il servizio ed apportare correttivi se necessario.
Segnalazioni e suggerimenti saranno quindi i benvenuti. È importante in
ogni caso che fra cittadini, Comune ed Ersu ci sia la massima
collaborazione, per far sì che il nuovo tipo di raccolta dia risultati
migliori di quelli attuali, sia sul fronte della pulizia e della cura dei
paesi sia su quello di un deciso incremento della differenziata».

Da parte di Ersu un invito agli utenti a dedicare una particolare
attenzione alla selezione domestica, prima del conferimento. Maggiore è la
qualità della scelta operata a monte, infatti, più alto è il valore dei
materiali da avviare al riciclaggio, con un ritorno diretto in termini
economici da parte di Ersu nella vendita dei materiali stessi e, di
conseguenza, un risparmio per il Comune e per i cittadini.

Per ogni ulteriore dettaglio è possibile contattare l'Ufficio Ambiente del
Comune di Seravezza al numero 0584 757762.

mercoledì 7 marzo 2018

I CITTADINI DI AZZANO RISPONDONO AL SINDACO TARABELLA SUL CASO USI CIVICI - ASBUC



  COMUNICATO STAMPA - 07/03/2018

Signor Sindaco di Seravezza, le Sue osservazioni sulla vicenda degli Usi Civici meritano qualche considerazione:

Lei afferma che "il percorso promosso e condiviso dall'Amministrazione Comunale sul tema degli usi civici è stato improntato alla massima trasparenza". Ci spieghi allora chi doveva fornire a noi, chiamati al voto, la copia degli atti di causa, delle perizie sui terreni e delle cartografie e, soprattutto, veda un po', la fantomatica bozza di accordo che abbiamo richiesto nell'ormai lontano novembre all'Asbuc, al Comune di Seravezza e alla Regione Toscana. Le hanno riferito che la nostra richiesta di accesso agli atti non ha ricevuto risposta dai Suoi Uffici? E le hanno riferito che quasi tutte le assemblee si sono svolte  senza che gli elettori e le elettrici potessero leggere quella bozza prima di votare, dovendo accontentarsi dei comunicati della Sua segreteria e delle lodi sperticate della Sua Vice Sindaco alle generose regalie previste?

Lei afferma che la decisione sulla controversia non andava lasciata al giudice, ma andava presa da Asbuc e Henraux. Ma Lei è consapevole di quale enormità stia dicendo? Secondo Lei, le comunità della montagna avrebbero "scherzato" in tribunale per decenni, assieme al loro Comune che le difendeva, aspettando il deus Ex Machina Tarabella che veniva e metteva tutti d'accordo?

Lei afferma l'importanza del "ruolo di mediazione e di garanzia offerto dal Comune". Ma forse nessuno l'ha informata che la Pubblica Assistenza di Azzano Le aveva scritto segnalandoLe che data e orario previsti per l'assemblea non erano adatti per favorire la partecipazione. Lei forse non sa che la Sua Segreteria ha risposto per scritto di non saperne nulla e si è limitata ad inoltrare "agli uffici e ad assessorati di riferimento" (che ovviamente non hanno fatto nulla). Sarebbe questo il ruolo di mediazione e garanzia offerto dal Comune?

Lei afferma che "il futuro della Montagna Seravezzina è stato deciso da sole 38 persone ben munite di deleghe". Ha ben chiaro che tutto si è svolto nella legalità e nel rispetto dello Statuto? E Le hanno riferito che anche nello schieramento dei favorevoli sono state usate le deleghe? Ed ha fatto mente locale che se anche nessuno avesse usato le deleghe, il fronte del "Sì" avrebbe vinto per soli 6 o 7 voti? Quello sarebbe stato il trionfo della democrazia nonostante una partecipazione attestata al 7% della popolazione residente?

Lei afferma che dietro questa vicenda degli usi civici sembrano nascondersi "finalità di natura politica". Le rammentiamo che politico è tutto, e che è nella partecipazione della polis che nasce, risiede e prospera democrazia. Forse Lei confonde il termine "politica" con "partitico". Ad ogni buon conto, visto che anche Asbuc aveva parlato di una presunta "regia", vuol dirci quali sarebbero, per cortesia, tali finalità? Se si intende quella delle opposizioni, rasserenatevi subito. Le vostre opposizioni hanno manifestato sul problema la stessa ignavia ed indifferenza di cui ci ha gratificato la maggioranza, con l'unica eccezione, forse, che non ci hanno attaccato pubblicamente come il Suo partito. Ma in questa battaglia, Signor Sindaco, siamo stati drammaticamente soli.

Lei afferma, infine,  chiudendo la Sua incredibile filippica, che chi ha determinato questa svolta "si assuma le proprie responsabilità e si rimbocchi le maniche" anziché prendersela col Comune. Quest'ultima affermazione è davvero imbarazzante. Intanto, caro Signor Sindaco, noi le maniche ce le siamo rimboccate finora, proprio per riuscire a fermare e correggere il vostro inqualificabile lavoro, e lo abbiamo dovuto fare in mezzo a mille difficoltà e con pochissimi mezzi e informazioni a disposizione, che Voi avevate il dovere di assicurarci e ci avete invece negato. Noi abbiamo fatto quello che la legge ci richiede di fare: esercitare come assemblea un controllo anche correttivo sull'operato dell'organo esecutivo.


Noi non crediamo che Lei, o la Sua Giunta, se veniste smentiti dal Vostro Consiglio Comunale, vi azzardereste mai a chiedere ai consiglieri comunali di rimboccarsi loro le maniche al posto vostro. Ebbene, questa Sua livorosa frase finale nei confronti del ruolo di un'assemblea democratica sovrana, denota tutta la Sua debolezza politica e la Sua limitata dimensione istituzionale. La cosa non ci stupisce e non ci tocca particolarmente, semmai ci fa capire sempre di più che non possiamo riporre in Lei la nostra stima e la nostra fiducia.

In conclusione, Signor Sindaco, vogliamo chiederLe: Lei accetterebbe mai che in una disputa legale per la proprietà di un bene a cui tiene tanto Le venisse offerto in cambio un bene alternativo che non conosce? Accetterebbe di perdere definitivamente il possesso o un diritto di godimento su un terreno di sicuro e accertato valore in cambio di un altro terreno di cui non conosce né dove sta, né come ci si arriva, né se darà vantaggi o – al contrario – solo problemi a chi lo riceve? Ebbene, la nostra condizione negli ultimi mesi è stata questa, e ciò proprio grazie alla validissima "mediazione" fatta da Lei e dalla Sua Vice in appoggio al Comitato Esecutivo dell'Asbuc: una mediazione fatta di opacità assoluta, altro che trasparenza! Una mediazione che faceva aggio su un'erroneamente presunta "ignoranza" dei termini della questione. Dovreste, se credete nella democrazia, essere orgogliosi di non amministrare greggi di pecore.

Per cui, se ritiene, dopo questo Suo intervento, possiamo suggerire anche a Lei la stessa cosa che abbiamo suggerito alla Sua prima collaboratrice, poiché queste Sue ultime parole, assieme alla prova  che avete dato di Voi, non ci fa sentire assolutamente rappresentati né tutelati dal nostro Comune.

E' per questo che a rimboccarsi le maniche non saremo noi, ma gli avvocati, con il vantaggio – per tutta la montagna – che se perdiamo anche il secondo pezzetto di causa, possiamo ancora fare appello con un minimo di speranza, consapevoli che nel merito della vicenda abbiamo molte, moltissime ragioni da spendere per farci ascoltare da un giudice di Berlino. Mentre possiamo esser certi che se vi avessimo lasciato firmare quell'accordo capestro, nessuno avrebbe potuto tornare indietro.


                          Gli scienziati e le scienziate dell'ultim'ora.



giovedì 14 settembre 2017

SERAVEZZA, SPERONI (LEGA NORD) : Dire no all'immigrazione significa dire no al business dell'accoglienza


 
Dire no all'immigrazione significa dire no al business dell'accoglienza

SERAVEZZA - L'accoglienza è un business, ad Azzano come nel resto d'Italia. Il Ministero dell'interno paga 35 euro giornalieri per ogni migrante che una onlus o una cooperativa si prende in carico. Ai richiedenti asilo vanno 2,5 euro al giorno, più un bonus extra di altri 30 euro settimanali per comprarsi da mangiare. Il grosso rimane nelle tasche di chi li gestisce, in modo molto discutibile, dietro nebulose promesse di integrazioni irrealizzabili o fantomatici progetti di inserimento lavorativo.

Il grande merito degli abitanti di Azzano - il più popoloso paese della montagna seravezzina - è quello d'aver capito bene quello che altri, specie a sinistra, fingono di non capire.
 
E cioè che questa immigrazione selvaggia non aiuta davvero nessuno se non chi, in modo assolutamente affaristico, si occupa di loro.
Non c'è nessuna carità a monte, nessuna integrazione a valle, né concrete prospettive di lavoro per i nuovi arrivati.
Tra qualche mese o tra qualche anno questi migranti saranno esattamente al punto di partenza.
Ma, nel frattempo, le cooperative che li gestiscono ed i proprietari delle case dove vengono collocati avranno un bel po' di soldi in più nel portafogli.
 
Basti pensare che il contratto d'affitto delle case private dove vengono alloggiati  non si basa su normali principi legati al valore di mercato, bensì sul numero di ospiti: in questa moderna "tratta degli schiavi" ogni migrante vale 100 euro a cranio. Chi ad Azzano si è messo in casa i dodici nigeriani incassa perciò 1200 euro d'affitto, invece dei 200/300 euro che probabilmente sarebbero il reale valore di locazione di quell'immobile.
L'accordo - che vede tre attori in causa: il proprietario della casa, la cooperativa che gestisce i migranti e la prefettura, cioè il governo PD - è stato stipulato dalla onlus Dharma (del cremonese) la quale ne ha poi subaffittato la gestione a Le Poiane.
 
Le Poiane di Retignano (Stazzema) è un agriturismo che da tempo si occupa di accoglienza migranti, ed è già salito agli "onori" della cronaca perché nello scorso febbraio vi trovarono la morte due ragazzi nigeriani per monossido di carbonio: non c'è male come biglietto da visita.
A dirigere il traffico ci sono infine i cosiddetti "mediatori culturali" i quali - come hanno giustamente contestato i consiglieri di Idee in Comune, Riccardo Cavirani ed Elena Luisi - pur invitati, non hanno avuto il coraggio di presentarsi all'incontro pubblico di Azzano. Aggiungo che non si sono presentati nemmeno i proprietari della casa già occupata né quelli che stanno trattando con prefettura e cooperative per accogliere nuovi migranti.

"Mediatore culturale" è una qualifica che non sappiamo che origini abbia, né da chi venga concessa né quali siano i requisiti per ottenerla. Stante quella definizione, è legittimo aspettarsi che costoro debbano avere sufficiente cultura per fare opera di mediazione tra popoli e persone di costumi, tradizioni e anche religioni diverse.
Purtroppo, nell'unica occasione che ho avuto di parlare con uno loro, ho scoperto che non conosceva nemmeno la differenza tra cattolici e anglicani. Un dettaglio forse irrilevante per l'uomo comune, ma che diventa imbarazzante se a dire una castroneria simile è qualcuno che si fregia di essere un mediatore culturale.

La realtà è che si tratta di pura improvvisazione a fini di lucro, e mi è dispiaciuto che, all'incontro pubblico ad Azzano di lunedì scorso, Andrea Giorgi - capogruppo di Patto Civico in consiglio comunale - abbia affermato che, se dipendesse da lui, di migranti a Seravezza ne dovrebbero arrivare anche 100, invece dei 48 previsti dall'attuale piano d'accoglienza. 
Per la Lega Nord già 48 sono troppi, per la semplice ragione che questi disgraziati sono solo vittime senza futuro di una autentica speculazione fatta sulla loro pelle a spese di tutti gli italiani.

Sostenendo la popolazione di Azzano nel suo giusto risentimento, la Lega Nord di Seravezza ribadisce con forza quanto già espresso dalla consigliera regionale Elisa Montemagni e dal gruppo consiliare di Seravezza Idee in Comune: siamo contrari all'arrivo di nuovi migranti nel Comune di Seravezza ed invitiamo le autorità a fare quanto possibile per ridurre il numero attuale di Azzano.

Francesco Speroni 
Lega Nord - Seravezza 

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domenica 10 settembre 2017

SERAVEZZA: "Stamattina la Consigliera regionale Elisa Montemagni(Lega Nord) ha incontrato la gente di Azzano. Monitoriamo l'eventuale arrivo di nuovi immigrati."

 
                                                           COMUNICATO STAMPA

SERAVEZZA - Stamattina la Consigliera regionale toscana della Lega Nord Elisa Montemagni si è recata ad Azzano, nel Comune di Seravezza.

  Circa un mese e mezzo fa dodici migranti sono stati sistemati in una casa privata, senza che nessuno avesse avuto la sensibilità di avvertire in anticipo la popolazione. In questi ultimi giorni si è diffusa la notizia che è previsto un nuovo collocamento di altri dodici migranti.
«Ho deciso di venire oggi ad Azzano per parlare con la gente e valutare con i miei occhi qual'è la situazione - dice Elisa Montemagni - e posso affermare che le preoccupazioni che gran parte della popolazione condivide sono ragionevoli e motivate. Nessuno si permetta di evocare, per l'ennesima volta a vanvera, il "razzismo" che qui ad Azzano non è di casa».
Durante la visita, la consigliera Montemagni ha incontrato molte persone, cittadini, commercianti, religiosi.

  «Qui c'è un paese, una comunità che si è sentita prevaricata. Sono state prese decisioni delle quali non è stato valutato minimamente né l'impatto sociale né le conseguenze - continua la consigliera regionale della Lega Nord - gli zanesi sono una comunità molto unita. Quello che non è davvero andato giù è il metodo - non il merito - con cui sono stati dislocati i primi dodici migranti e anche il modo, per ora solo annunciato, di portarne altrettanti, senza consultare né informare preventivamente la popolazione».

  Interviene una commerciante: «Noi che siamo nati e cresciuti qui siamo molto attaccati al nostro paese, alla nostra storia ed alle nostre tradizioni. Quello che ci preoccupa è l'effetto domino. Qui ci sono tante case sfitte e chi gestisce i migranti può pagare affitti più alti di quelli che si potrebbero avere da un inquilino italiano: molti proprietari di appartamenti potrebbero essere invogliati a far lo stesso calpestando rapidamente i limiti del "tetto d'accoglienza"».

  «L'affitto delle case è l'ultimo passaggio di un business che ha dimensioni e origini più grandi e lontane - precisa la consigliera Montemagni - l'afflusso di stranieri è talmente elevato, i controlli altamente discutibili, che chi grida in modo scriteriato "accogliamo e integriamo!" mente sapendo di mentire. Le Prefetture - obbedendo agli ordini che provengono dal governo PD di Roma - sono diventate il Dominus intoccabile, che fa e dispone, senza coinvolgere spesso le amministrazioni locali e soprattutto senza porsi seriamente un problema di sensibilità e di rispetto alle comunità locali che qui sono nate e cresciute».

  Giorni fa il sindaco di Seravezza Riccardo Tarabella ha già detto che non vuole altri migranti ad Azzano e che è pronto a fare le barricate qualora calasse un'imposizione dall'alto.
«Ha fatto bene Tarabella a mettere il freno su Azzano - dice la consigliera regionale leghista - noi gli chiediamo uno scatto di coraggio in più: le barricate non le faccia solo per Azzano, ma le faccia anche per tutti i nuovi tentativi di imporre migranti sull'intero territorio comunale di Seravezza».

Lega Nord
Ufficio Stampa
Dr. Maurizio Filippini