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sabato 12 ottobre 2019

SCORRONO EFFIMERI RIVOLI D'ACQUA SU MARTE, LA CONFERMA VIENE DALLA NASA.

 
un ipotesi del Marte del passato.....
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Aggiornato il 19/02/2020

Spazio, Nasa: "Su Marte ruscelli di acqua salata"

Scorre in rivoli solo nei mesi estivi. L'annuncio della Nasa potrebbe far ipotizzare la presenza di vita microbica sulla superficie del Pianeta Rosso. Ma l'autore dello studio chiede prudenza.....
Sul pianeta Marte scorrono minuscoli ruscelli di acqua salata che compaiono durante i mesi estivi del Pianeta Rosso, lasciando striature scure la cui origine finora era un mistero.
A dare l'annuncio della scoperta è stata la Nasa dopo un'attesa che ha lasciato per ore gli appassionati con il fiato sospeso. La prova arriva da Mro (Mars Reconnaissance Orbiter) la sonda spaziale polifunzionale americana lanciata il 12 agosto 2005.
"È la prima prova che dimostra l'esistenza di un ciclo dell'acqua sulla superficie di Marte", ha spiegato Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). A fornirla è il gruppo dell'Istituto di Tecnologia delle Georgia guidato da Lujendra Ojha. Non si tratta certo dei canali d'acqua ipotizzati nell'800 da Giovanni Schiapparelli, ma di 'rivoli' stagionali con tracce di sali che si formano solo in presenza di acqua.



Nonostante l'origine e la composizione chimica dell'acqua sia ancora sconosciuta, la scoperta potrebbe influenzare le teorie sulla possibile presenza di vita microbica su Marte, il pianeta più simile alla Terra all'interno del sistema solare. Gli scienziati hanno sviluppato una nuova tecnica per analizzare le mappe chimiche della superficie di Marte ottenute attraverso il Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa. Gli studiosi hanno trovato "impronte" di sali che si formano solo in presenza di acqua in piccoli canali scavati nelle pareti delle rocce attraverso la regione equatoriale del pianeta.
I ruscelli, osservati per la prima volta nel 2011, appaiono durante i mesi estivi del pianeta e scompaiono appena le temperature scendono. Gli scienziati avevano già ipotizzato che le tracce, conosciute come Recurring Slope Lineae (RSL), fossero attraversate da acqua corrente ma non erano ancora riusciti a realizzare delle misurazioni del fenomeno.

Water! Strong evidence that liquid water flows on present-day Mars. Details: http://t.co/0MW11SANwL #MarsAnnouncement pic.twitter.com/JNksawz2iN
— NASA (@NASA) 28 Settembre 2015

In proposito Flamini dell'Agenzia spaziale italiana rileva che si tratta comunque di una prova indiretta: "bisogna specificare", ha sottolineato, "che i dati mostrano la presenza di questi minerali, non di acqua. Tuttavia la presenza stagionale dei sali indica il depositarsi di acqua". Finora le immagini satellitari avevano osservato la formazione di linee scure, lunghe fino a 5 metri, lungo i pendii marziani, a latitudini e quote molto differenti. Queste linee scure hanno la caratteristica di comparire e allungarsi sempre più durante le stagioni calde per poi svanire in quelle più fredde. La capacità degli strumenti non permetteva però di definire con certezza se i canali potessero essere provocati dall'acqua oppure da qualche altro fenomeno ancora non compreso. La presenza di sali idrati negli stessi momenti in cui le linee si formano è adesso, per i ricercatori, la prova attesa da tempo dell'esistenza su Marte di acqua allo stato liquido, seppur in piccole tracce.


Lo stesso autore dello studio che sarà pubblicato sulla rivista scientifica Nature Geoscience, Lujendra Ojha del Georgia Institute of Technology, precisa: "Non stiamo dicendo che abbiamo trovato tracce di acqua. Abbiamo trovato sali idrati". E commenta così l'annuncio della Nasa che recita "Risolto il mistero di Marte": "Mi sembra un po' esagerato. Ci sono ancora molti misteri che circondano le RSL".

.@NASA's Mars Reconnaissance Orbiter found best evidence yet of liquid water on present Mars http://t.co/Rk7ekUw931 pic.twitter.com/kmULXaCHuM
— NASA JPL (@NASAJPL) 28 Settembre 2015

Alla voce di Lujendra Ojha si aggiunge quella di Alfred McEwen, scienziato specializzato in planetologia della Arizona State University: "La scoperta conferma che l'acqua ha un ruolo nella comparsa di queste tracce ma non sappiamo se questa arrivi da sotto la superficie del pianeta. Potrebbe arrivare dall'atmosfera".
Qualunque sia la fonte, la prospettiva di acqua liquida stagionale apre all'ipotesi che Marte, considerato un pianeta freddo e morto, potrebbe ospitare la vita. Il rover della Nasa, Curiosity ha trovato prove che in passato Marte possedeva tutte le caratteristiche e habitat adatti a ospitare vita microbica. Gli scienziati stanno cercando di capire come il Pianeta Rosso possa essere passato dall'essere caldo, umido e simile alla Terra al freddo e secco deserto di oggi.


Più che una scoperta, una conferma. L'astrofisico dell'Accademia dei Lincei Giovanni Bignami spiega in cosa consista l'annuncio della Nasa sull'esistenza di acqua sulla superficie di Marte.
Abbiamo veramente scoperto l'acqua su Marte? «In verità no, è stata osservata la sicura presenza di sali idrati, tracce di colate che ci dicono che deve essere scorsa dell'acqua liquida nella quale erano presenti sali.
È importane sottolineare come l'acqua possa risalire solo al passato perchè su Marte, con un'atmosfera così sottile e a quelle temperature, non può esistere acqua liquida. Al massimo può esistere per pochi minuti dato che evapora poco dopo.
Comunque l'osservazione fatta si tratta di un'eccellente conferma di quanto già trovato in passato. Non so se definirla una grande scoperta».
Allora qual è la novità dello studio pubblicato se sapevamo già della presenza di acqua su Marte? «Noi sapevamo già dell'esistenza di una quantità consistente di acqua in profondità grazie a dei radar speciali che hanno rilevato diversi strati di ghiaccio.
La novità sta nel fatto che non avevamo mai osservato così bene dei sali idrati sulla superficie.
È stata fatta un'analisi dettagliata dei sali che sono una sorta di firma della presenza di acqua salata.
In passato avevamo solo un'evidenza delle colate di questi sali, ora abbiamo una misura dettagliata».
In che modo abbiamo ottenuto quest'analisi più dettagliata? «Grazie al satellite americano Mars Reconnaissance Orbiter che gira intorno a Marte ormai da molti anni.
A bordo sono presenti degli strumenti che rendono possibile l'analisi della superficie di Marte e così sono riusciti a rilevare la presenza di sali idrati. Certo che uno studio su campioni prelevati dalla superficie marziana sarebbe molto più interessante».

Da dove proviene quest'acqua salata? «Probabilmente proviene da un ghiacciaio sotterraneo che quando si scioglie fa fuoriuscire acqua sulla superficie. Essendo salata potrebbe rimanere liquida più a lungo e quindi scorrere sulla superficie stessa. Però gli stessi autori dello studio dicono di non aver capito l'origine dell'acqua salata. Il meccanismo più logico rimane comunque lo scioglimento di ghiaccio in acqua».
C'è vita su Marte? «Di sicuro l'osservazione di acqua salata ne aumenta la possibilità. Prendendo come esempio il deserto Atacama in Cile, simile a Marte per aridità, lì si trovano comunità di colonie di microbi alofili. Una forma analoga di vita elementare potrebbe esistere anche su Marte».
Ora una missione umana su Marte diventa più probabile? «No, dal mio punto di vista non cambia nulla. Se l'obiettivo è quello di trovare nuove risorse d'acqua è meglio andarle a cercare nei crateri delle comete, dove è presente ghiaccio non salato e quindi utilizzabile».


Nuove simulazioni fanno luce 
sul processo di formazione dei rivoli:
Il processo funziona come segue: un grosso masso appoggiato sulla superficie di Marte a certe latitudini getta un’ombra sul terreno nel periodo invernale, dove non arriva mai la luce del Sole direttamente.
L’area continuamente ombreggiata dietro il masso è molto fredda, così fredda che il ghiaccio d’acqua vi si accumula nei periodi freddi vicini all'afelio. 
Quando il Sole si alza di nuovo in primavera e nel periodo verso il perielio, il ghiaccio si riscalda improvvisamente. Nei calcoli dettagliati del modello, la temperatura sale da -128° C al mattino prima dell'alba, fino a -10° C a mezzogiorno, un cambiamento enorme nel corso di un quarto di giorno. 
In così poco tempo, non tutto il ghiaccio si disperde nell’atmosfera sublimando.
Il sale abbassa il punto di fusione dell'acqua, quindi su terreni ricchi di sale, il ghiaccio d’acqua si scioglierà a -10° C. Salamoie o pozze di acqua salata si formeranno effimeramente fino a quando tutto il ghiaccio non si sarà trasformato prima in liquido poi in vapore. 
L’anno successivo, il processo si ripete.
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By INSA MARTE.


mercoledì 3 aprile 2019

#ASTRONOMIA - 03/04/2019 : La newsletter di Media Inaf , Video - Metano su Marte - Galassie - Solar Orbiter - Eventi.


Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF


IL CIELO DI APRILE
La galassia Ngc 3115, che ospita nelle sue regioni centrali un buco nero con una massa di due miliardi di volte quella del nostro Sole, è uno degli oggetti celesti che caratterizzano il cielo di questo mese. I consigli per osservarla, insieme a costellazioni, pianeti e fenomeni visibili in Italia ad aprile.
 

STELLE MASSICCE NELLA VIA LATTEA
Fondamentale l'utilizzo della camera a infrarossi di questo telescopio volante. I ricercatori credono che una delle stelle osservate possa essere eccezionalmente grande: si stima che abbia la massa equivalente di cento soli.
 

IL MEETING A CAGLIARI DAL 5 AL 7 APRILE
Quanti e quali sono, i planetari italiani? Chi li frequenta? E qual è il segreto del loro successo? Media Inaf lo ha chiesto a Gianluca Ranzini, presidente di PlanIt, l'Associazione planetari italiani, in vista del 34esimo meeting nazionale, in programma questo fine settimana all'Inaf di Cagliari.
 

IN PREPARAZIONE AL LANCIO DEL PROSSIMO ANNO
Ora sta affrontando le prove di resistenza meccanica, ma recentemente il modello di volo della sonda europea Solar Orbiter ha superato l'esame più temuto per questo novello Icaro: la resistenza alla radiazione solare, dove lo scudo termico ha raggiunto temperature di oltre 500 °C.
 

VISTA INFRAROSSA DELLO SPITZER SPACE TELESCOPE
Il telescopio spaziale Spitzer della Nasa ha ripreso la bellissima Westerhout 40, una nebulosa che sembra una farfalla, le cui ali rosse sono costituite da materiale espulso nello spazio da stelle esplose. La nebulosa è posta a 1400 anni luce dalla Terra e rappresenta una culla di nuove stelle, alcune delle quali grandi dieci volte il nostro Sole.
 

I RISULTATI OGGI SU NATURE GEOSCIENCE
È guidato da un ricercatore dell'Istituto nazionale di astrofisica, Marco Giuranna, lo studio che offre la prima conferma indipendente della presenza di metano sul Pianeta rosso, ottenuta con i dati raccolti dalla sonda europea Mars Express. La regione di emissione si trova 500 km a est del cratere Gale.
 

IN UN'ATMOSFERA ESTREMAMENTE RAREFATTA
«La prossima volta che voleremo, voleremo su Marte», dice MiMi Aung del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, a conclusione delle prove di qualificazione per il volo marziano dell'elicottero che andrà su Marte assieme al rover Mars 2020.
 

VISTE DALL'OSSERVATORIO DEL KECK
Fino a oggi si conosceva solo Ngc 1502-Df2. Ora lo stesso team di scienziati che aveva firmato l'anno scorso la scoperta non solo la conferma, ma ne aggiunge una seconda: Ngc 1502-Df4. Entrambe galassie ultra diffuse, il moto dei loro ammassi globulari suggerisce che siano fatte esclusivamente – o quasi – di materia barionica.
 

L'AMMASSO STELLARE MESSIER 11
M11 è uno dei cluster aperti più densamente popolati finora conosciuti: contiene oltre 2900 stelle, appare come una macchia triangolare di luce in direzione della Costellazione dello Scudo.
 

È IL PRIMO OSSERVATORIO ASTRONOMICO DELL'ESO
La costruzione di La Silla sulla vetta della montagna cilena Cinchado-Nord, alla periferia del deserto di Atacama, iniziò nel 1965, tre anni dopo la fondazione dello European Southern Observatory. Fu inaugurato nel 1969, ed è ancora oggi all'avanguardia, fornendo dati per oltre duecento articoli ogni anno.

Gli ultimi video e audio di MEDIA INAF


02.04.2019

02.04.2019

28.03.2019

27.03.2019

27.03.2019


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ENCICLOPEDIA DEL SISTEMA SOLARE

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IL SISTEMA SOLARE ELENCO POST di Andreotti Roberto - INSA

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venerdì 14 dicembre 2018

#ASTRONEWS - 15/12/18 : La newsletter di Media Inaf , con il mio post su ''Comete, Centauri, Fascia di Kuiper, Disco diffuso e Nube di Oort''


Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF


VITA QUOTIDIANA, SUCCESSI, DUBBI, SCONTRI, AMICIZIE
I ricordi personali di chi ha conosciuto e lavorato con il premio Nobel 2002 per la Fisica e ha voluto testimoniarlo qui, sulle pagine di Media Inaf: Salvatore Sciortino, Sperello di Serego Alighieri, Gianni Zamorani, Piero Rosati, Stefano Borgani, Roberto Gilli, Maurizio Paolillo e Paolo Tozzi.
 

ANTEPRIMA GRATUITA IN 30 SALE PER "THE FIRST"
Arriva in Italia il 19 dicembre la serie evento creata dallo showrunner di "House of Cards", Beau Willimon. Storia del primo volo umano con destinazione pianeta Rosso. I primi due episodi in anteprima gratuita martedì 18 dicembre in 30 sale cinema.
 

CONTRIBUTO AL "LIBRO DELL'ANNO 2018" TRECCANI
 
A mezzo secolo dalla pubblicazione su "Nature" dell'articolo che descriveva la scoperta della prima pulsar, il "Libro dell'Anno" Treccani ospita nella sezione "Personaggi" un articolo di Patrizia Caraveo dedicato a Jocelyn Bell Burnell. Ve lo riproponiamo con il consenso dell'autrice.

MICRORGANISMI SCONOSCIUTI NELLE PROFONDITÀ
Analizzando campioni di rocce prelevati nel sistema di grotte noto come Imawarì Yeuta, in Venezuela, un gruppo multidisciplinare di ricercatori ha dimostrato che l'attività metabolica di comunità microbiche complesse è coinvolta nella formazione di particolari depositi di silice opalina. Depositi simili sono stati osservati anche su Marte dal rover Spirit della Nasa: dal Venezuela a Marte, il passo potrebbe essere più breve del previsto. I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports.
 

VENTO A PRUA DI 67P/CHURYUMOV-GERASIMENKO
 
Osservati i segni di una neonata onda d'urto di prua – bow shock in inglese – generata dal vento solare attorno alla cometa 67P: è la prima volta che il fenomeno viene colto nella fase di formazione. I risultati dello studio, condotto rianalizzando i dati della suite di strumenti Rosetta Plasma Consortium, sono pubblicati su Astronomy & Astrophysics.

SCATTI DELLA CAMAERA HIRISE
Dal 6 all'11 dicembre la sonda Mars Reconnaissance Orbiter ha fotografato il lander, il suo scudo termico e il paracadute che ora si trovano nella regione sabbiosa di Elysium Planitia.
 

VISTO IN POLARIMETRIA MOSTRA TRATTI DA COMETA
 
Già alcuni mesi prima dell'arrivo a destinazione di Osiris-Rex, Bennu era stato caratterizzato fisicamente – attraverso misure dello stato di polarizzazione lineare della luce solare diffusa – grazie ai dati raccolti da terra con il Vlt dell'Eso. Cosa si era scoperto? Lo abbiamo chiesto al primo autore dello studio, Alberto Cellino dell'Inaf di Torino.

GOOGLE DOODLE PER LE GEMINIDI
Come ogni anno, nel periodo che va dal 3 al 19 dicembre si ripete il fenomeno delle Geminidi, lo sciame meteorico causato dal passaggio dell'asteroide 3200 Phaethon. Il picco del fenomeno sarà questa notte: una vera e propria pioggia di stelle – anzi nevicata, viste le temperature. Anche Google ha voluto ricordare questo suggestivo fenomeno dedicandogli il doodle di oggi.
 

È IL PRECURSORE DI UNO DEI "MATTONI" DEL DNA
Un gruppo internazionale di astronomi guidato da Víctor M. Rivilla dell'Inaf di Arcetri (Firenze) ha scoperto l'abbondante presenza, nello spazio interstellare, dell'isomero Z della cianometanimina – considerata un precursore dell'adenina.
 

LA SONDA A 20 MILIONI DI CHILOMETRI DALLA TERRA
 
Acceso con successo lo strumento Simbio-Sys, gli "occhi" della sonda BepiColombo che scandaglieranno con una accuratezza senza precedenti la superficie di Mercurio. Gabriele Cremonese, dell'Inaf e Pi di Simbio-Sys: «È stata una grande soddisfazione vedere tutti e tre i componenti accendersi e rispondere ai nostri comandi, con una certa suspence dovuta ai due minuti luce necessari per avere una risposta ogni volta che interrogavamo lo strumento».
 

MEGLIO DEL TELESCOPIO SPAZIALE HUBBLE
Durante le verifiche di un nuovo sottosistema del cacciatore di pianeti Sphere, installato sul Vlt (Very Large Telescope) dell'Eso, alcuni astronomi sono riusciti a catturare con una chiarezza senza precedenti le immagini di una stella binaria tutt'altro che tranquilla.
 

IL PUNTO DI ATTERRAGGIO SI CONFERMA OTTIMO
 
InSight ci ha regalato il suo primo selfie e una panoramica del suolo marziano dove posizionare gli strumenti scientifici. Il punto di atterraggio sembra essere perfetto: una depressione probabilmente creata da un impatto meteorico che in seguito si è riempita di sabbia, nella quale dovrebbe essere semplice, per uno degli strumenti di InSight, raggiungere il suo obiettivo a 5 metri sotto la superficie.

RIPRODOTTE LE FORME DELLA MATERIA PRIMORDIALE
Un team di ricercatori della CU Boulder and Vanderbilt University, negli Usa, ha ottenuto in laboratorio piccole gocce di materia ultra calda che si espandono formando tre diverse strutture geometriche: circolare, ellittica e triangolare. Una conferma dello stato fluido delle particelle prodotte dallo scontro di protoni, condizione che potrebbe essersi verificata nelle primissime fasi della formazione dell'universo. Lo studio è pubblicato su Nature Physics.

Gli ultimi video e audio di MEDIA INAF


14.12.2018

13.12.2018

12.12.2018

12.12.2018

13.12.2018


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Comete, Centauri, Fascia di Kuiper, Disco Diffuso e Nube di Oort. by Andreotti Roberto.
 https://andreottiroberto.blogspot.com/p/comete-centauri.html

 

sabato 29 settembre 2018

#ASTRONEWS - 29/09/18 : la newsletter di Media Inaf , STUDENTI GAMP, con poster su ''EUROPA un oceano sotto i ghiacci''

 

Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF



ANTICA BIOSFERA NEL SOTTOSUOLO MARZIANO
 
Un nuovo studio ha dimostrato che Marte, in passato, potrebbe aver avuto un apporto di energia chimica tale da rendere possibile la proliferazione della vita microbica nel sottosuolo. La scoperta non significa che in passato sia esistita la vita su Marte, ma suggerisce che se la vita fosse davvero iniziata, il sottosuolo marziano aveva le carte in regola per sostenerla per centinaia di milioni di anni

NUOVA IMMAGINE IN RAGGI X DA CHANDRA
Un nuovo studio ha colto sul fatto un gruppetto di galassie che sta per essere inglobato nel grande ammasso di galassie Abell 2142, dirigendosi verso il suo centro e lasciando dietro di sé una netta scia di gas caldissimo. «Eventi di questo tipo, ipotizzati dalle teorie di formazione degli ammassi di galassie, sono molto difficili da osservare», spiega Tiziana Venturi dell'Inaf.
 

INTERVISTA A MICHELE CAMEROTA
La lettera che Galileo scrisse all'amico Castelli nel 1613 è stata ritrovata a Londra, nella Biblioteca della Royal Society. La scoperta della lettera perduta mostra che Galileo aveva cercato di presentare in maniera più morbida le questioni ritenute maggiormente eretiche dall'Inquisizione. Ne abbiamo parlato con Michele Camerota, uno dei protagonisti del ritrovamento.
 

PROVENIENTE DA UN TIPO INASPETTATO DI STELLA
 
Grazie al radiotelescopio statunitense Vla, è stato osservato un getto di materiale proiettato da una classe di stelle di neutroni che fino a oggi non si pensava potesse generare un tale fenomeno, e ora la teoria sull'origine di questi getti è tutta da riscrivere. Lo studio su Nature

A MILANO UNA MOSTRA SULL'ESPLORAZIONE
Sarà visitabile fino al 19 febbraio prossimo al Museo delle Culture di Milano, la mostra "Capitani coraggiosi. L'avventura umana della scoperta (1906 -1990)". L'esposizione indaga le frontiere dell'esplorazione novecentesca fino a oggi, e lo fa toccando le vette, lo spazio, gli abissi e la terra più profonda. Tra i cimeli esposti, anche la poltrona osservativa dell'astronomo Giovanni Schiaparelli.

Gli ultimi video e audio di MEDIA INAF

28.09.2018
27.09.2018
27.09.2018
26.09.2018
27.09.2018

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ASTROPOSTER
''EUROPA satellite di GIOVE''

Daily Minor Planet
The nerve center of asteroid detection in our Solar System
Saturday, September 29, 2018
Near-Earth Asteroid Flyby

Asteroid 2018 RQ1 was first observed by Catalina Sky Survey on 2018-09-07
It flew by Earth harmlessly on 2018-09-25 at 08:55 UTC at 4.1 times the distance to the Moon, at a speed (relative to the Earth) of 3.1 km/s. It is estimated to be 28 - 90 meters in size. More Details
Wow! Asteroid Ryugu's Rubbly Surface Pops in Best-Ever Photo
Source: Space.com -- The sharpest-ever photo of the big asteroid Ryugu shows a complex surface strewn with rocks and rubble. Read More

mercoledì 11 ottobre 2017

A S T R O N E W S - 11/10 : La newsletter di Media Inaf , #ASTRONOMIA #ASTROFISICA #STELLE #PIANETI


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Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF

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L'ULTIMO GIORNO PER ISCRIVERSI È IL 15 OTTOBRE
Il quinto Campo di astronomia dello European Southern Observatory, dedicato al tema delle distanze nell'Universo, si terrà dal 26 dicembre 2017 al 1 gennaio 2018 in Valle d'Aosta. Aperto ai nati tra il 1999 e il 2001, costa 500 euro. Ma sarà gratis per chi invierà il video migliore.
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L'IMPORTANZA DI RISCHIARE E DI POTER FALLIRE
È utile, è etico, spendere miliardi per cercare una particella elementare? O per andare a visitare un satellite di Giove, o cercare l'acqua su Marte? È il tema che affronta oggi, martedì 10 ottobre, Fabrizio Fiore, direttore dell'Osservatorio astronomico dell'Inaf di Roma. Lo abbiamo intervistato
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LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL
L'osservazione dei resti della supernova Sn 1572, condotta con lo spettrometro GHaFaS del William Herschel Telescope, alle Canarie, mostra il meccanismo d'accelerazione dei raggi cosmici. Abbiamo intervistato uno degli autori, Giovanni Morlino del Gran Sasso Science Institute
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DEPOSITI IDROTERMALI DI 3,7 MILIARDI DI ANNI
Il bacino marziano Eridania conserva indizi geologici di antiche sorgenti idrotermali sottomarine simili a quelle che dovevano essere presenti sulla Terra quando si formò la vita. Questi i risultati delle indagini condotte dal Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, pubblicati su Nature Communications

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10.10.2017
08.10.2017
06.10.2017

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