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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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giovedì 12 gennaio 2017

NO ALLA FUSIONE PROPOSTA DA GIANNINI PER FABBRICHE, GALLICANO, MOLAZZANA

LE FUSIONI SONO UTILI SOLO PER LE MIRE POLITICHE DI QUALCHE POLITICO DI PROFESSIONE

A Vergemoli, chiedete quanto c'hanno guadagnato i cittadini i servizi resi dalla fusione ???
Ed adesso si parla pure di vendita degli ex stabili, le promesse sononstate solo parole al vento, ed i territori montani vengono abbandonati.

Io sono fermamente contrario e mi battero' per far capire alla gente quale grosso errore sia, Giannini propone la fusione , forse perche' ha bisogno di maggior territorio per far giungere nuovi finti rifugiati, affinche' possa trarne maggior lucro ???

Molazzana, Fabbriche e Vergemoli saranno ancora piu' lontani da istituzioni e servizi, saranno abbandonati, Gallicano vedra' altresi' spalmarsi i soldi su un territorio piu' grande, con una manutenzione del territorio sempre piu' precaria, a testimonianza di questo, andate a vedere cosa accade nei tanti comuni fusi !!!

Andreotti Roberto.

per concludere , lasciatemi una battuta :
''FUSI SI' , MA DI CERVELLO''

mercoledì 1 aprile 2015

PRATO NEWS: FALLIMENTO BTP , UN CASO DA MONITORARE.... di Francesco Fedi.

" Fallimento BTP, una caso da monitorare" di Francesco Fedi

Penso che in molti, lo scorso Giovedì 19 Marzo, ci siamo divertiti nell'assistere alla  HYPERLINK "http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/19/servizio-pubblico-lupi-si-nasce-riguarda-tutti-i-video-diciottesima-puntata/1521075/" scena madre che il nostro concittadino imprenditore, Riccardo Fusi, ha approntato nella puntata del giorno della trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro, su LA7.

Cia siamo divertiti nell'assistere a simpatiche gag in cui Fusi parlava delle telefonate a Denis Verdini, chiedendo a questi di intervenire, in qualità di difensore dello Stato, di fronte al magna-magna delle grandi opere in quel di Firenze: "http://pratonelmondointernal.altervista.org/grandi-opere-e-malavita-un-binomio-indissolubile-con-il-placet-della-politica-difrancesco-fedi/" .

Una Gag, arrivata al massimo della comicità, quando Marco Travaglio faceva notare a Fusi che se cercare un "difensore dello Stato" in Denis Verdini, significava aver proprio sbagliato numero di telefono…

Ma andiamo avanti, e sempre rimanendo in tema di BTP, la ex-società di Riccardo Fusi, interessata da un'inchiesta per bancarotta, per la quale ieri, 31 Marzo 2015 presso il Tribune di Prato, si è tenuta l'udienza preliminare svoltasi ieri mattina a carico della decina di imputati coinvolti nel processo.

Fra gli imputati vi sono appunto Riccardo Fusi, i fratelli Roberto e Rodolfo Bartolomei, Milva Fusi, Davide Bartolomei, Armando Vanni, Giancarlo Cecchi ( "http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/22/prato-la-finanza-sequestra-gli-atti-della.html" ex-direttore generale della Provincia di Prato, "http://www.tvprato.it/2011/10/per-giancarlo-cecchi-spunta-unaccusa-di-associazione-a-delinquere-finalizzata-allappropriazione-indebita/" nominato nel 2009 da Lamberto Gestri, in piena crisi BTP).
Tra i depennati invece dalla lista originaria degli imputati, l'avvocato Luciano Tanteri.
Di questa ci sarà un aggiornamento nel giugno prossimo, dopodiché il gip Silvia Isidori dovrà pronunciarsi sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dai PM Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri.
��I reati contestati vanno dalla bancarotta fraudolenta alla bancarotta semplice a illeciti di natura fiscale, a seconda della - diversa posizione dei singoli imputati. Nel corso dell'udienza di ieri, sono stati però rimandati gli aspetti relativi al prestito di 150 milioni che un pool di banche concesse al gruppo nel 2008 e  la valutazione dell'unico ramo di azienda con bilancio in positivo del gruppo Btp, ovvero la holding Hbf, costituita da alberghi, molti dei quali di lusso, che raggruppati compongono  la Una Hotels

In ballo, divergenza nelle stima del patrimonio di quest'ultima per un valore di 150 milioni di Euro. Per questo si parla di "perizia gonfiata, bilancio falsificato e prestiti dilapidati". Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei, sono infatti accusati di aver distratto decine di milioni di euro dalla società, arrivando alla richiesta, poi ottenuta, di un concordato preventivo nonostante fosse loro ben nota la totale assenza di condizioni basilari.

Il valore del comparto alberghiero della Holding Bf era stato fissato a 510 milioni di euro, contro un successiva valutazione di Econstat per una cifra sensibilmente più bassa di 352 milioni. Dunque in rimanenti, 158 milioni sarebbero stati quelli utili a licenziare il concordato, prima che poi, comunque, fosse stato dichiarato lo stato di insolvenza. Questo per un passivo complessivo di una somma prossima al miliardo di euro.

Poi, siccome siamo in Toscana, non poteva mancare la presenza del Monte dei Paschi di Siena, con l'allora presidente Giuseppe Mussari, amico di tale Massimo D'Alema: "http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/30/arresto-sindaco-ischia-coop-finanziava-dalema-gli-comprava-libri-vino/1549223/" (…un produttore di vino, molto apprezzato dalle cooperative rosse..), che mentre forse stava già architettando la conqiusta della presidenza ABI: "http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/06/mps-larghe-intese-di-mussari-per-salire-ai-vertici-dellabi/678165/" nel 2008 figurava come capofila di un pool di banche erogatrici di un prestito da 150 milioni di euro, dalle quali si sarebbe originata una distrazione di 70 milioni.
��Dulcis in fundo, la presunta alterazione del bilancio 2009.

Dunque, anche qui, staremo a vedere, in fondo giugno non è lontano ad arrivare, ma tutto lascia pensare che il caso si di quelli da monitorare… 

giovedì 12 febbraio 2015

PICCOLI AEROPORTI CRESCONO: guerre e affari delle logge Toscane. Di: Francesco Fedi .

Prato-
Come ci ricorda Daniele Martini sul Il Fatto Quotidiano del 2 settembre 2010, ai tempi dell’esplosione dello scandalo della “P3” e delle cricche del coordinatore Pdl Denis Verdini “ … A causa della P3 è scoppiata la più aspra guerra massonica d’Italia. Un conflitto di cui all’esterno non trapela nulla di ufficiale, ovviamente, ma che è in pieno svolgimento. Un corpo a corpo in cui i 22 mila massoni del Grande Oriente d’Italia si scannano come fratelli coltelli, e il cui esito, come si dice in questi casi, appare tutt’altro che scontato. La guerra si combatte soprattutto in Toscana, la patria della massoneria italiana, in particolare a Siena, culla delle logge, e nelle campagne circostanti. In città si guerreggia intorno a piazza Salimbeni e alla sede del Monte dei Paschi, … …Nelle campagne, invece, il teatro dello scontro è Ampugnano, frazione del comune di Sovicille, dove un pezzo della Siena che conta, dal Monte al comune, vorrebbe trasformare un aeroporto in miniatura in una grande struttura internazionale, come Pisa e Firenze. Un progetto molto contestato a livello locale. Lo scontro coinvolge in pieno il Gran Maestro, Gustavo Raffi, e i partiti, il Pd e il Pdl. Raffi è legato a Siena da mille fili, a
cominciare dalle consulenze e dagli incarichi professionali ottenuti con il suo studio legale di Ravenna dal Monte dei Paschi fin dai tempi in cui direttore generale era Vincenzo De Bustis, ex banchiere di riferimento di Massimo D’Alema, indicato come uno degli esponenti più alti in grado della massoneria, gruppo degli Illuminati…. ….Gli contestano di tutto a Raffi: un rapporto personalistico con le istituzioni e il potere, a cominciare da quello bancario del Monte, poi le strizzate d’occhio a una parte del Pd nonostante meno di un quarto dei fratelli sia orientato a sinistra, ma soprattutto non gli perdonano la vischiosa contiguità con la cricca P3 e la deficitaria gestione finanziaria del Grande Oriente causata in particolare da una serie di operazioni immobiliari per l’acquisto di sedi lussuose e di prestigio attraverso la società Urbs. … … snodo importante della massoneria italiana questa Urbs. Responsabile è il fiorentino Enzo Viani, una sorta di tesoriere del Grande Oriente, ex dipendente del Monte dei Paschi in pensione, un conservatore di ferro, ma disinvolto, tanto da essere fan dell’ex comunista Graziano Cioni contro il cattolico Matteo Renzi alle primarie Pd per il sindaco di Firenze. Viani a suo tempo fu nominato presidente dell’aeroporto di Ampugnano dallo stesso Pd senese e dal Monte dei Paschi guidato da Giuseppe Mussari, un avvocato che da qualche mese è anche presidente dei banchieri italiani (Abi). Entrambi, Viani e Mussari, sono stati raggiunti da un avviso di garanzia “ (allora, nel 2010) “… con altre 14 persone proprio per la faccenda dei progetti di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano. Il Pd e il Pdl, avversari senza quartiere sulla carta, in Toscana grazie proprio al collante massonico in diversi casi appaiono più vicini che lontani, dando quasi l’impressione di recitare un gioco delle parti. … … Luigi Berlinguer, ex rettore dell’Università di Siena, ex ministro della Scuola con il centrosinistra, presidente della commissione dei garanti Pd, da sempre considerato all’interno del suo partito molto attento verso la massoneria, anche se lui querela chi osa parlare di affiliazione, non si è dichiarato contrario alla doppia iscrizione in due interviste, ad Affari Italiani e all’Unità, arrivando in un caso ad equiparare la massoneria all’Opus Dei. Il figlio di Berlinguer, Aldo, era consigliere d’amministrazione dell’aeroporto senese quando presidente era Viani….. … “

Dunque, Siena centro del mondo massone toscano e non solo. Un mondo massone appassionato di aeroporti. Di piccoli aeroporti da ampliare, perché “ampliare” significa “cementificare”. Significa che la campagna, i terreni agricoli, si trasformano in edificabili. Significa che, con una semplice delibera, un atto amministrativo che, per quanto complesso, rimane un “pezzo di carta”, quello che prima valeva 1, dopo varrà forse anche “100”: un investimento che vale il 10.000%!!!!

Improvvisamente però il gioco di Ampugnano si rompe: è una “rivolta” popolare, quella del comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano, dapprima per ragioni motivate da probleamatiche ambientali, poi però finite per coinvolgere la compagine societaria. Le indagini su Ampugnano vennero avviate nel 2009, dopo che, nel 2007, entrò nella società dell’aeroporto il fondo Galaxi con programmi di espansione tali, con l’ipotesi che quel procedimento sia stato pilotato, conclusasi con il rinvio a giudizio tutti gli “attori” di quell’operazione.

Primo rinvio a giudizio arriva nell’aprile del 2013: ad essere interessati ci sono l’ex presidente di Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari, accusato di falso ideologico in concorso e turbativa d’asta. Stessa sorte per Viani, Biscardi e Rizzi, rinviati a giudizio anche per il reato di divulgazione di notizie riservate relative al bando di gara.

In ogni caso, il sistema, che evidentemente non si sentiva più sufficinetmente garantito, si era dovuto concentarre su nuovi equilibri. Oppure è segno che gli equlibri sono cambiati.

Forse è per questo che è interessante però l’accostamento Berlingueriano Massoneria/Opus Dei, perché quest’ultimo ci porta alla figura Marco Carrai, il «Gianni Letta di Renzi», ovvero quello che a Renzi prestava l’appartamento in centro a Firenze, evitandogli lo scomodo di rientrare a casa, a Pontassieve, la sera. Dalla campagna senese, il centro degli affari si sposta infatti alla città di Firenze.

Renzi Matteo è figlio di Tiziano Renzi, ex consigliere comunale della Margherita, da qualcuno definito «gran signore della Massoneria in Toscana», riguardo al feudo del Valdarno. Tornando invece a Verdini, per lui Repubblica ha parlato di «lunga militanza massonica», confermata anche dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi. Lo stesso Raffi che rivelò l’esistenza, nel Pd, di almeno 4 mila affiliati «su quasi 21 mila iscritti in 744 logge, il 50% dei quali concentrati in Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, con la maggiore densità assoluta a Livorno e Firenze». Tra Tiziano Renzi e Denis Verdini sembra esserci un legame: secondo alcuni giornali tra cui Rinascita, il legame è la ditta Baldassini-Tognozzi-Pontello, la famosa Btp dell’imprenditore Riccardo Fusi della cosiddetta inchiesta P3. «Il padre di Renzi», scrive Rinascita, «controlla dagli Anni 90 la distribuzione dei giornali e della pubblicità in Toscana; fa affari con la Baldassini-Tognozzi che si occupa di finanziaria, edilizia e gode degli appalti della Regione»

Da ricordare che tra il 2010 e il 2011, BTP era un’azienda in forte crisi: nell’agosto 2011 è ammessa al concordato preventivo, e nel gennaio 2014 è assorbita dalla società Fenice Holding spa. Questo però, ad oggi, è forse solo un dettaglio. Ripeto: questo ad oggi è solo un dettaglio.

Molto più interesante è invece notare che, proprio dal 2010, c’è un altro personaggio che guarda a Firenze e al suo aeroporto con ampie vedute: l Pisano Enrico Rossi, noto per i nefasti dell’A.S.L. di Massa e in quell’anno eletto Presidente della Regione Toscano. Enrico Rossi è eletto e, accantonata l’ipotesi dell’ampliamento di Ampugnano, e si comincia a parlare con sempre più insistenza di ampliare lo scalo fiorentino.

Rossi, però tiene a marcare delle differenze rispetto a Berlinguer e, in un’intervista a Sette del Corriere della Sera, sempre nel 2010, rispondendo a una domanda sulla doppia affiliazione Pd-massoneria è stato lapidario: “Appartengo alla nobile razza di chi considera l’iscrizione alla massoneria prima di tutto volgare”.

Rossi ha ragione: l’iscrizione alla massoneria è soprattutto una questione di volgarità.

Non sappiamo invece cosa ne pensi Renzi, o l’Opus Dei.

Abbiamo invece una certezza: il Consiglio Regionale ha votato la variante al PIT per sdoganare definitivamente l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola ed essere felici, o meno, non è solo questione di volgarità.