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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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venerdì 16 settembre 2016

INIZIATIVA PRO-TERREMOTATI DELLA DELEGAZIONE TOSCANA SMOC

RICEVIAMO E RIPUBBLICHIAMO:

La Delegazione Toscana dell'Ordine Costantiniano ha attivato una serie di iniziative di aiuti per l'area disastrata dal recente terremoto.Un gruppo operativo è ivi presente e sta coordinando vari progetti d'intervento.
Al momento è disponibile un canale di raccolta contributi finanziari per l'acquisto di moduli abitativi per la frazione "Casale", seguito dal confr.T.Col.Leonardo Pilastri (cell.3485106318).E' possibile effettuare donazione,seguita dal Coord. di Arezzo, sulla

- carta poste pay, controllata dal confr.brig.Giancarlo Marinelli, n. 4023600905714434  specificando nella causale: Nome, Cognome + "donativo per Delegazione Toscana pro vittime terremoto della Sabina"

Inoltre, è stato già raccolto significativo materiale di cancelleria, abbigliamento, biancheria intima uomo/donna/bambino e coperte, che verrà portato a breve in zona Sisma in accordo con Roberto Orelli (Associazione "Amici di Casale") ed i contattati sindaci di Amatrice,Accumuli, Arquata del Tronto. Il confr.Capit.Massimo Planera sta seguendo sul posto questa iniziativa ed è disponibile ad ogni eventuale indicazione (cell. 3346925035).

Stiamo continuando ad organizzare eventi pro-terremotati e contiamo sui suggerimenti, contatti ed aiuti di ogni persona disponibile a collaborare con la ns. organizzazione, di cui segnaliamo i rispettivi riferimenti informativi:

sito regionale         www.smocsgtoscana.altervista.org/ 

sito internazionale  www.constantinianorder.org/

pagina FaceBook
https://www.facebook.com/delegazionetoscanaordinecostantiniano

pagina google
https://plus.google.com/106223667510901806720/collections

Ringraziamo per la vostra cortese attenzione.
S.M.O.C.

Delegazione Toscana
La Segreteria regionale
___________________________________________

POST DI ANNAMARIA DOMO (IS)
Per CAPITAN FUTURO BLOG™

    

venerdì 26 agosto 2016

#TERREMOTO: «AIUTIAMOLI» AZIONE NAZIONALE LUCCA & COMPRENSORIO

AZIONE NAZIONALE LUCCA : ( giovanni baldacci ) ,

Per aderire alla "Banca del tempo dei volontari" e per far affluire materiali al magazzino centrale si può fare riferimento ai numeri di telefono (335 322209 - 333 7902795 - 339 6000876) e alla pagina Facebook di Area Rieti o al numero 389 1534999 della sede centrale di Azione Nazionale.--AIUTIAMOLI ANCHE NOI ,AZIONE NAZIONALE LUCCA & COMPRENSORIO , IN TUTTA ITALIA CI STIAMO MOBILITANTO ,

 ,CON UNA PICCOLA DONAZIONE :  IBAN ; IT20V7601146000029898838-  INTESTATO A : AREA RIETI

 

Elenco centri di raccolta:

RIETI – MAGAZZINO CENTRALE

Area Rieti – Via A. De Gasperi (Centro Commerciale I Cubi).

ROMA

Sede centrale di Azione Nazionale (Viale Bruno Buozzi 60, Tel. Simone 389.1534999 – 064549941);

La Fraschetta Nel Parco (Via Tiburtina 949, Tel. Amedeo 347.7580546);

Associazione Noi X Roma (Per Info Tel. Giulia 338.8383429).

NAPOLI

Azione Nazionale Napoli (Calata S. Marco 13).

REGGIO CALABRIA

Azione Nazionale Reggio Calabria (Via Miraglia 5, Tel. Daniele 380.7588518);

Azione Nazionale Brindisi (Via G.Bruno 17, Tel. Cesare 347.3065953).

MESSINA

Azione Nazionale Messina (Via Gagini 1, Tel. Giuseppe 349.6785240 – 09051244);

Azione Nazionale Roccalumera (Me) (Tel. Davide 377.6907861).

POTENZA

Picerno (Pz), Circolo "Il Picchio" (C.So Garibaldi).

MONZA E BRIANZA

Azione Nazionale Monza e Brianza , Seregno (Mb) (Via C. Colombo 87, tel. 347.9654492);

Lissone (Mb) (tel. 333.6071200)

LIVORNO

Azione Nazionale Livorno, centro di raccolta presso la Chiesa degli Armeni (via della Madonna, tel. Marcella 335.5302879 lun/sab ore 17:00-20:00)

 

lunedì 19 maggio 2014

ALLUVIONE NEI BALCANI - POPLAVA BALKAN

TRAGICHE ALLUVIONI IN SERBIA E BOSNIA: ALMENO 40 VITTIME, MIGLIAIA GLI SFOLLATI.

Tragica la situazione in Croazia , Serbia e Bosnia in seguito alle alluvioni che hanno allagato vaste aree dei Paesi. Almeno 40 le vittime, migliaia gli sfollati. Dall'Italia 300mila euro per la Croce Rossa locale. Lanciato anche allarme per mine inesplose della guerra 92-95 che stanno riaffiorando con allagamenti e frane.

( Poplave u Srbiji BOSNI I TRAGIČNA: Najmanje 40 žrtava tisuća raseljenih.

Tragična situacija u Hrvatskoj, Srbiji i Bosni slijedeći poplavama koje su potopljena ogromna područja zemlje. Najmanje 40 žrtava, tisuće raseljenih osoba. Od 300.000 € za lokalnu Crvenog križa. Pokrenut čak alarm za neeksplodiranih mina ratni 92-95 koji su izranjali s poplavama i klizištima.

Ponedjeljak 19. svibnja 2014 - VANJSKA I 'vrlo ozbiljna situacija u Srbiji i Bosni i Hercegovini, gdje je nekoliko poplave ogromnih razmjera su poplavljene kilometre teritorija. Smrti su iskazane u dvije balkanske zemlje su dosad četrdeset, ali proračun će se sigurno čini se povećati jer su srpske vlasti pokazuju da oni ne žele komunicirati nove ažurirane podatke kako bi se izbjeglo stvaranje panike i udara u populaciji već bolno sudio bijesa vrijeme. Strah još uvijek naći mnoge leševe s povlačenjem vode izrazio je i predsjednik Vlade Srbije Aleksandar Vučić. Najveći broj žrtava, trideset, registrirana u Bosni i Hercegovini i Srbiji u gluho doba koje znamo da su najmanje sedam.)

Lunedi 19 Maggio 2014 - ESTERI E' gravissima la situazione in Serbia e Bosnia-Erzegovina, dove diverse alluvioni di proporzioni enormi hanno allagato km e km di territorio. I morti accertati nei due Paesi balcanici sono finora una quarantina, ma il bilancio sembra destinato sicuramente ad aumentare dal momento che le autorità serbe hanno fatto sapere di non voler comunicare nuovi dati aggiornati per non creare panico e choc nella popolazione già molto provata dalla furia delle intemperie. Il timore di trovare ancora molti cadaveri col ritirarsi delle acque è stato espresso dal premier serbo Aleksandar Vucic. Il maggior numero di vittime, una trentina, si registra in Bosnia-Erzegovina, mentre in Serbia i morti di cui si ha notizia sono almeno sette.

Centinaia di persone si sono dovute rifugiare sui tetti e tante città o villaggi sono isolati. Frane e smottamenti hanno inghiottito decine di case e ci sono problemi anche nelle zone montuose, dove si sono accumulati fino a due metri di neve. Oltre 90mila case sono rimaste senza elettricità e la situazione non accenna a migliorare.

Solo in Serbia - dove le regioni più colpite sono quelle centrali e centro-occidentali - gli sfollati erano fino a ieri oltre 22 mila, mentre in Bosnia se ne contavano a ieri oltre 15 mila.

Preoccupano soprattutto le città di Sabac e Obrenovac, a sud-ovest di Belgrado, completamente sommerse in seguito allo straripamento del fiume Kolubara. A Obrenovak, 4.000 degli 80.000 abitanti sono già stati evacuati.

"E' la peggior alluvione degli ultimi 120 anni" lo hanno detto i meteorologi locali. E intanto a Belgrado centinaia di volontari sono al lavoro per rinforzare gli argini del fiume Sava, un affluente del Danubio, in attesa dell'ondata di piena, mentre oltre 10mila soccorritori, tra volontari e Forze armate, sono all'opera per soccorrere la popolazione in difficoltà. Gli sfollati vengono sistemati in alberghi, centri sportivi e negli spazi della Fiera di Belgrado. Si moltiplicano gli appelli per gli aiuti e c'è urgenza di cibo, vestiti per bambini, articoli di igiene personale, materassi, coperte. Centri di raccolta sono stati organizzati a Belgrado e in altre città del Paese. Le autorità balcaniche hanno annunciato per mercoledì una stima iniziale dei danni, che i media locali valutano in miliardi di euro.

Dalla Russia sono giunti tre aerei con squadre di soccorritori e generi alimentari e medicinali. Altri Paesi hanno risposto finora agli appelli del governo di Belgrado tra cui Croazia, Macedonia, Slovenia, Montenegro, Israele. Dall'Italia invece sono stati inviati aiuti in denaro per un totale di 300mila euro (200mila alla Serbia e 100mila alla Bosnia). I fondi della cooperazione italiana saranno trasferiti con un finanziamento messo a disposizione delle organizzazioni delle Croce Rossa dei due Paesi. Per la Serbia, la Farnesina ha messo a disposizione dei soccorritori anche quattro barche per le operazioni di recupero. Verranno spedite dal Centro Logistico dell'Onu di Brindisi e fanno parte di una più ampia spedizione umanitaria internazionale con generatori elettrici e altre attrezzature.

Altra preoccupazione è la minaccia di mine inesplose della guerra del 1992-95 che, con le forti piogge, gli allagamenti e le frane, stanno tornando in superficie. Inoltre le inondazioni stanno smuovendo il terreno togliendo i cartelli di pericolo. Lo si legge su La Presse/AP che, citando il Mine Action Center, rende noto che da oggi gli esperti saranno sul campo perché la presenza di ordigni è già stata segnalata in luoghi imprevisti. Le autorità per vent'anni hanno tentato di rimuovere il milione di mine nascoste nel terreno e prima delle attuali inondazioni stimavano ne fossero presenti ancora circa 120mila, in 9.416 campi segnalati. Il problema non è solo della Bosnia -spiega La Presse/AP -, perché gli ordigni potrebbero essere trascinati lontano dai fiumi: diversi affluenti convergono nel fiume Sava, che scorre lungo il confine croato e in Serbia incontra il Danubio, che poi scorre in Bulgaria e Romania verso il mar Nero. Secondo gli esperti, le mine potrebbero essere trasportate per mezza Europa o introdursi nelle turbine degli impianti idroelettrici.