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lunedì 24 giugno 2019

NARDELLATE a FIRENZE : ogni promessa è debito ... pubblico


 
CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/
OGNI PROMESSA E' DEBITO ... PUBBLICO
" Andremo fino in fondo per completare tutte le linee, con tenacia e umiltà,
 insieme a tutti i fiorentini, che ci sostengono in questa grande impresa".
(D. Nardella).
 
 
Nei giorni successivi alle elezioni del 26 maggio sulla stampa locale è stato un susseguirsi di annunci tranviari:  "La soluzione Nardella""Supertunnel in Piazza libertà", con tifo degli articolisti per i guastatori :  "All'epoca [del Poggi n.d.r.]  cancellare mura medievali non era tabù" – si leggeva sul Corriere Fiorentino.
 
Lo scorso 10 giugno (giorno storicamente infausto per il nostro Paese) li si vedeva riuniti, sindaco, assessore, direttore tecnico, ufficio tramvia e progettisti di Architecna, a fare il punto sui nuovi progetti.
 
Stando alle dichiarazioni del Sindaco, la T 3.2, lungo i viali verso Bagno a Ripoli, dovrebbe iniziare entro il 2020 ed essere terminata nel 2023,  "con una serie di migliorie importanti che ci consentiranno di evitare il taglio degli alberi, mentre  "La cosiddetta Variante S. Marco partirà entro la fine del 2019 e sarà terminata entro il 2021".
 
La promessa di due tunnel stradali sotto le piazze Libertà e Beccaria rivela tutta l'improvvisazione e la modestia di questa Amministrazione, nonché l'uso pretestuoso dei moventi ambientali: se non si possono tagliare e modificare gli allineamenti, allora si fanno gallerie e rampe per il traffico.
 
Quindi avevamo ragione noi, quando, inascoltati, mettevamo in guardia il ministro Toninelli dal finanziare un progetto sbagliato che ora, a nostre spese, si vorrebbe correggere di soppiatto. "https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/lettera-al-ministro-delle-infrastrutture/"
 
Proprio per questo motivo, a più di quattro mesi da quella inaugurazione abbiamo inviato un'altra lettera al Ministro2°-lettera-al-ministro-delle-infrastrutture/"
 
Ed è sempre la richiesta di una moratoria per le future linee tranviarie che sta alla base di un messaggio che Italia Nostra ha recentemente indirizzato al Soprintendente Pessina, ponendogli domande riguardanti la tutela degli alberi e la legittimità dei progetti tranviarilettera-di-italia-nostra-al-soprintendente-pessina-sulle-linee-tranviarie-di-firenze/"
 
…….
 
Continuano intanto ad essere confuse le posizioni delle opposizioni politiche (Verdi, Firenze città aperta, M5S) riguardo alle tramvie. A ridosso delle elezioni  abbiamo ascoltato imbarazzanti dichiarazioni della candidata sindaco della coalizione di sinistra e di protagonisti del mondo della cultura. Vedi nostro notiziario: "https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/2019/05/15/un-gray-new-deal-per-firenze/"
 
Sulla questione la sinistra è divisa o attraversata da profondi equivoci.
 
C'è chi vede nelle tramvie un modello di "antipianificazione" imposto alla città, con altissimi costi di costruzione e gestione e c'è chi, al contrario, ripropone tout court il passaggio della Linea 2 da piazza del Duomo.
 
Un equivoco è invece quello del cosiddetto "modello fiorentinocentrico" che starebbe alla base dei tracciati tranviari, solo geometricamente vero (tre linee che puntano su S.M. Novella), ma sostanzialmente infondato tenendo conto della marginalizzazione del capoluogo all' origine del progetto tranviario, a favore di Scandicci.
 
Obbiettivo quest'ultimo conseguito da un gruppo di interesse interno al "partito" (oggi al vertice della Tram Firenze S.p.A.) collegando il Comune contermine con la stazione centrale e rinviando  sine die l'attraversamento del centro e il collegamento con l'insieme della città consolidata e con molte  nuove centralità. Tutti traguardi questi che, se conseguiti allora, avrebbe potuto rallentare la fuga dei residenti e del lavoro dal nucleo antico.
 
Proprio il ruolo della tramvia nel decollo di una  new town a sud ovest con il suo  distretto della moda e la saturazione dei vuoti tra l'abitato di Scandicci e quello di Casellina, svelano la natura  sviluppista di queste costose infrastrutture.
 
Che produrranno, insieme alla valorizzazione immobiliare, la sparizione del territorio aperto lungo il percorso della Linea 4 (sulla direttrice Leopolda, Piagge e in fregio al Parco delle Cascine), della Linea 3.2 (a nord del proseguimento del viale Europa nel territorio di Bagno a Ripoli) e dei futuri prolungamenti della Linea 2 in direzione di Sesto F.no (lungo i terreni di proprietà Unipol nella Piana di Castello).
 
Una contraddizione, il sostegno a queste nuove linee, per una sinistra fiorentina che ha sempre combattuto il consumo di suolo e la speculazione immobiliare.
 
Soprattutto se contestualmente si deve subire lo smacco di un deposito del tram nella futura piazza Alpi-Hrovatin alle Piagge, spazio per il quale si era spesa la omonima Comunità in un processo partecipativo organizzato dalla Regione Toscana.
 
…….
 
Un progetto attento all'ambiente, alla mobilità dei cittadini e alle relazioni tra i luoghi, non si sarebbe caratterizzato, come in questo caso,  per una totale mancanza di integrazione con il sistema ferroviario e i suoi nodi, sul quale i servizi regionali, malgrado l'Accordo del 2011, vanno peggiorando e del quale si distrugge una tratta per far posto ad una tramvia. E non avrebbe ignorato la stazione di Rifredi, relegando quella di Campo di Marte all'ultimo posto, in termini temporali e funzionali, trascurando anche il sistema di stazioni e fermate di Sesto Fiorentino.
 
L'intero progetto appare animato da una logica privatistica e concorrenziale rispetto al già esistente sistema su ferro, piuttosto che da una volontà di integrazione e sinergia.
 
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DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI LINEA 4
 
L'area del Visarno percorsa attualmente dal raccordo ferroviario tra l'Ippodromo e l'area delle ex Officine Ferroviarie, che presto sarà interessata da massicce edificazioni.
La linea ferroviaria tra il Canale Macinante e l'area di trasformazione della ex Manifattura Tabacchi
In giallo è individuata l'area del capolinea della T4, nei pressi della ex stazione Leopolda. Lì si creerà una situazione simile a quella di Piazza della Stazione/Unità: pali, fili e in più perdita di tutte le alberature, ancora una volta nel Centro storico.

Questo messaggio è stato inviato a capitan.futuro3000@gmail.com da newsletter@cittadiniareafiorentina.eu
Via Antonio Scialoia, 55, Firenze, FI 50132, Italy
     

sabato 15 giugno 2019

FIRENZE - TRAMVIA : lettera di Italia Nostra al soprintendente Pessina.



CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/
 
LETTERA DI ITALIA NOSTRA AL

SOPRINTENDENTE PESSINA

SULLE LINEE TRANVIARIE DI

FIRENZE

Pubblichiamo e diffondiamo una lettera che la sezione di Firenze di Italia Nostra, accogliendo le sollecitazioni di quella parte di cittadinanza seriamente preoccupata per il proseguimento dei cantieri tranviari, ha inviato al Soprintendente Andrea Pessina.
Al Soprintendente MIBACT di Firenze
Dott. Andrea Pessina
e  p.c. Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
Dott. Alberto Bonisoli
 
 
Firenze 14 giugno 2019
 
Oggetto: Alberature viali circondari del Poggi e lavori infrastrutturali rete tramviaria.
 
 
Il sottoscritto Prof. Leonardo Rombai in qualità di Presidente dell'Associazione ambientalista "Italia Nostra Firenze" desidera esporle e richiederle quanto segue.
 
Avendo apprezzato la sua ferma presa di posizione in difesa dei Viali del Poggi e delle loro alberature, assunta in occasione della Conferenza dei servizi del 12 febbraio (poi ribadita in una intervista al quotidiano La Nazione), vogliamo tuttavia qui rappresentarle le nostre più vive preoccupazioni per quanto apprendiamo dalla stampa, circa la progettazione della Linea tranviaria 3.2 lungo i Viali di Circonvallazione.
 
Il Sindaco Dario Nardella infatti ha recentemente affermato che "Stiamo lavorando insieme alla Soprintendenza su piazza Beccaria e piazza della Libertà per un interramento del traffico veicolare, come già abbiamo fatto alla Fortezza".
 
Misure di questo genere, al di là del merito, costituiscono a nostro avviso una Variante sostanziale per la quale occorrerebbero un nuovo progetto e una nuova Conferenza dei servizi. Oltretutto sotto quelle due piazze vi sono estese camere ed impianti idraulici che rendono l'impresa di difficile realizzazione.
 
Non vorremmo insomma che, dopo aver impedito lo spostamento dei filari di platani del viale Matteotti, si pensasse adesso di scavare tunnel, questa volta sotto le piazze Beccaria e della Libertà, con discenderie che, similmente a quanto già avvenuto attorno alla Fortezza, interesserebbero pesantemente i Viali del Poggi, giungendo peraltro all'abbattimento di numerose piante, a causa dell'inevitabile taglio delle radici.
 
Non si capisce nemmeno come si possa parlare dell'apertura dei cantieri per la V.A.C.S. (Variante al Centro Storico, cioè il prolungamento della Linea 2 per Lavagnini, Libertà, Cavour, S. Marco, La Pira, Lamarmora, Matteotti) se quello stesso progetto, in quanto strettamente connesso alla Linea 3.2 , sarebbe anch'esso oggetto di varianti.
 
Come se non bastasse, con l'attestamento della Linea 3.2 nel viale Don Minzoni, verrebbero condannate le relative alberature, che risulterebbero di intralcio anche alla realizzazione della tratta  per Campo di Marte - Rovezzano per la quale si prevede il sottopassaggio della linea ferroviaria.
 
Convinti che, come si afferma nel decreto di vincolo, il sistema dei viali di circonvallazione è un insieme paesaggistico e culturale unitario e sconcertati, come cittadini, dall'accavallarsi di annunci riguardanti un progetto che continua ad essere indeterminato,
 
          Le chiediamo pertanto:
 1 - Come si conciliano questi nuovi scavi con il progetto definitivo della 3.2 presentato lo scorso dicembre, che anche lei ha esaminato ?
 2 - Come si conciliano i nuovi interventi con l'apertura a breve dei cantieri per la Variante per il Centro Storico della Linea 2 ?
 3 - La Conferenza dei servizi, aperta il 12 febbraio e continuata il 22, si è conclusa?
 4 - Non dovrebbero, questi due progetti essere esaminati come progetto unico in una nuova Conferenza dei servizi, anche  per evitare il ripetersi di un caso come quello della sistemazione di Piazza della Stazione, dove solo a cose fatte ci si è accorti dello scempio arrecato, con pali e catenarie, al contesto storico monumentale comprendente  l'abside di  S. Maria Novella e la Stazione del gruppo toscano ?
 5 - Il progetto  "Rete ecologica, sostenibilità arborea, sostituzione Patrimonio arboreo in fregio alla Cerchia dei Viali", firmato dalla Direzione Ambiente del Comune di Firenze il 26.11.2018, al quale lei ha dato parere favorevole, è compatibile con il progetto della Linea 3.2 lungo i viali ?
 6 - Lei non crede, Soprintendente Pessina, che l'abbattimento e la sostituzione di 145 piante in tempi brevi, lungo 5 Km dei Viali di circonvallazione e loro adiacenze, venga meno alla gradualità e alla prudenza indispensabili per un contesto come quello della zona dei Viali di circonvallazione ?
 
Chiedendole gentilmente una risposta in tempi rapidi, le invio i miei più distinti saluti.
Prof. Leonardo Rombai

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domenica 7 aprile 2019

#NARDELLATE a FIRENZE: di tramvia se ne parla............



CITTADINI AREA FIORENTINA
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DI TRAMVIA SE NE

PARLA
 
Sul proseguimento dei progetti tranviari per il Centro storico (VACS T2) e per i viali del Poggi fino a Bagno a Ripoli (T3.2) si continua a discutere in città, anche animatamente. In questi giorni alcuni articoli su  La Nazione e su alcuni quotidiani on line hanno parlato di discussioni e di una lettera della quale ci eravamo fatti latori noi stessi due mesi fa.
https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/lettera-al-ministro-delle-infrastrutture/

Segnali da non sottovalutare per un'Amministrazione che dà per realizzati quei prolungamenti tranviari, elevati a vessillo di un'agevole rielezione. Tanto più che i candidati dell'opposizione, compreso quello del centrodestra, parlano di alternative e di servizio ferroviario metropolitano.
 
Campagna elettorale a parte, per decidere insieme su un tema di tale importanza occorre uscire dalle tifoserie e dalle assemblee orchestrate dall'alto, rimettendo in campo l'informazione, la competenza, il confronto organizzato e praticato dal basso.

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per leggere agevolmente gli articoli entra nel blog al link sotto l'intestazione
 
 
 
 
      
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venerdì 22 marzo 2019

NARDELLATE A FIRENZE: motoseghe e betoniere non aiutano il pianeta.



CITTADINI AREA FIORENTINA
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MOTOSEGHE E BETONIERE NON

AIUTANO IL PIANETA
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ASPIRANDO AD UNA "CITTA' NORMALE" PER SOTTRARSI ALLE RESPONSABILITA' DI UNA CITTA' ECCEZIONALE, SI STANNO CREANDO PERIFERIE DAPPERTUTTO
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Suggestionato dal movimento ambientalista scatenato da Greta Thunberg e sull'onda della grande manifestazione per la difesa del pianeta di venerdì 15 marzo, un "verdissimo" Dario Nardella, in corsa per la rielezione a sindaco, ha presentato le credenziali ricordando la sua determinazione nella realizzazione della tramvia "l'opera più ecologica mai realizzata a Firenze negli ultimi 100 anni."
 
Per la verità sembra che il suo volto, con la scritta 'Aeroporto' comparisse insieme a quello di altri su uno striscione degli studenti con lo slogan "Siamo ancora in tempo a fermarli". Ma al netto di colate cementizie quali AeroportoPassante TavCittadella viola/Unipol/Mercafir, anche sul resto delle politiche "ecologiste" dell'attuale sindaco e dei suoi predecessori, ci sarebbe molto da obbiettare.
 
In primo luogo per l'uso disinvolto da parte di questa amministrazione delle motoseghe nella gestione del verde pubblico, con la conseguente manomissione del patrimonio forestale della città.
In secondo luogo perché proprio gli effetti ambientali, paesaggistici e trasportistici della tramvia, elevata a panacea di tutti gli ingorghi e di tutte le polveri fini, sono quantomeno controversi. Se non altro considerando la quantità di piante di alto fusto abbattute o da abbattere per via del suo passaggio.
 
Prima ancora di mettersi a consultare statistiche e vaticini sulla riduzione dei veicoli e delle quantità di particolato o di verificare il bilancio numerico tra alberi piantati e abbattuti, conviene andare in giro a vedere che succede, magari mettendolo a confronto con vecchie foto. Ed ecco il risultato. 
Il prima e il dopo del viale Belfiore. Qui c'erano circa 70 pini, poi abbattuti nel 2017, a cui è seguita la realizzazione della Linea 2. Lungo il viale F.lli Rosselli, tra piazzale Vittorio Veneto e via Jacopo da Diacceto. Causa tramvia, negli ultimi 15 anni sono circa 50 gli alberi di alto fusto abbattuti e solo parzialmente sostituiti con piante giovani.
Lo scempio più recente è quello degli 8 tigli sulla diramazione Belfiore/Rosselli, abbattuti "per errore" il 6 marzo dalla ditta incaricata dal Comune di eseguire un progetto connesso ai lavori tranviari. Si aggiunge ai precedenti diradamenti, rivelando, a ridosso del centro, un desolante panorama edilizio fin qui mitigato dai filari verdi dei viali poggiani.
 
In realtà quel progetto di "giardinetto" risalente al 2011 prevedeva già la sostituzione dei tigli  a causa della realizzazione di due muri in cemento messi a pochi centimetri di distanza dagli alberi esistenti.
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Il motivo di fondo degli interventi sul verde connessi al progetto tranviario è l'allargamento della sede stradale ed il mantenimento dei parcheggi auto. Ad esempio nel progetto definitivo del prolungamento della Linea 2 per il Centro Storico, in viale Matteotti, la sede riservata del tram che occupa 7,20 m. sarebbe affiancata da cinque corsie larghe in totale più di 18 m. rispetto ai 15 attuali. Il conseguente spostamento dei filari di alberi, visibile nella figura sottostante, è stato per adesso bloccato dal diniego del Soprintendente nella Conferenza dei servizi del 16 febbraio.
I promessi abbattimenti di centinaia di alberi lungo il resto dei Viali, propedeutici alla realizzazione della Linea 3.2 per Bagno a Ripoli, corrispondono alla necessità di avere mano libera per un intervento che cambierà i connotati di una zona cruciale per la storia e l'identità di Firenze, protetta da un vincolo culturale e paesaggistico.
 
In alto la sezione del viale Lavagnini in direzione Fortezza con 4 corsie di scorrimento
In basso la sezione del viale Matteotti in direzione Libertà con 5 corsie di scorrimento
 
Il progetto di prolungamento della Linea 2 nel viale Matteotti con lo spostamento dei filari di piante, poi respinto dalla Soprintendenza (in rosso il filare attuale, in blu le sostituzioni).
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Nella ricostruzione storica che introduce il progetto, consultabile sul sito del Comune di Firenze, si trovano anche immagini d'epoca come quella sottostante, risalente al 1906. In essa il viale Principessa Margherita, attualmente Spartaco Lavagnini, completamente sgombro di veicoli è percorso al centro da una vettura della società anonima  Tramways Fiorentini.
 
 
Preso atto di tutta la distanza temporale che ci separa da questa suggestiva foto, fare  "l'opera più ecologica degli ultimi 100 anni" con una tramvia o con un sistema di trasporto collettivo più flessibile, evoluto e meno impattante sui Viali del Poggi, PUO' SOLTANTO VOLER DIRE LA LORO COMPLETA CHIUSURA AL TRAFFICO VEICOLARE.
 
Disegno di progetto del Piano Poggi per Piazza Cavour (Libertà). Si può notare il previsto raddoppio dei filari di alberi sui viali (attuali Matteotti e Lavagnini)
 
IL SIGNIFICATO DI QUELLO SPAZIO E DI QUELLE PROPORZIONI ERA INFATTI QUELLO DI UN RISARCIMENTO ALLA CITTA' PER LA DIBATTUTA PERDITA DELLE MURA. NON UN MERO STRADONE, MA UN PARCO A PROTEZIONE DEL CENTRO STORICO E DELLA SALUTE PUBBLICA, PUNTEGGIATO DI GIARDINI, OGGETTI ARCHITETTONICI E FACCIATE COORDINATE.

ALTRO CHE TANGENZIALE DEL CENTRO STORICO ! 
 
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