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mercoledì 6 maggio 2020

I FIUMI DI MARTE . by Andreotti Roberto - INSA .

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Aggiornato il 06/05/2020

I fiumi di Marte

La superficie di Marte è solcata dai letti di antichi fiumi, che furono numerosi ed ebbero una notevole portata fino a meno di un miliardo di anni fa, cioè fino a un'epoca più recente di quanto stimato finora. Lo rivela un nuovo studio basato sui modelli di elevazione della superficie del Pianeta Rosso, che solleva nuove questioni sulla sua storia idrogeologica.

Depositi fluviali registrati nella documentazione stratigrafica dell'era Noachiana di Marte:
Grandi fiumi che scorrendo creavano canali e banchi di sabbia: accadeva su Marte 3,7 miliardi di anni fa. La ricerca internazionale pubblicata su Nature ricostruisce quell'antichissimo paesaggio, a cura di Francesco Salese (International Research School of Planetary Sciences (Irsps) dell'Università d'Annunzio di Pescara - Università olandese di Utrecht).

Le caratteristiche della zona studiata sul bordo nord-ovest di Hellas, indicano che su Marte con altissima probabilità c'erano molti grandi fiumi, che oggi sono probabilmente sepolti e che probabilmente sono esistiti per un lungo periodo, anche oltre 100.000 anni, ha detto Salese, esperto di geologia planetaria, che ha condotto la ricerca con William McMahon, dell'Università di Utrecht, coadiuvati anche da ricercatori francesi, olandesi e britannici.

Il fiume, i cui depositi sono visibili nella falesia marziana di Izola, oltre 3,7 miliardi di anni fa attraversava una grande pianura nel bordo nord-occidentale del bacino di Hellas nell'emisfero Sud di Marte, sfociando molto probabilmente nel bacino di Hellas, che miliardi di anni fa avrebbe ospitato il più grande lago marziano, profondo oltre sette chilometri e dal diametro di 2.300 chilometri.

Mappa topografica Mars Orbiter Laser Altimeter (MOLA) centrata sul bordo nord-occidentale del bacino di Hellas, che mostra una depressione (blu / viola) nell'angolo in basso a destra al centro, gli altopiani crateri (marrone-arancio) nell'angolo in alto a sinistra e la posizione dello sperone studiato all'interno del riquadro rosso. La freccia magenta indica la direzione dell'inclinazione della superficie odierna ).

I depositi fluviali sono stati scoperti grazie alle immagini inviate a Terra dallo strumento HIRISE (HIgh Resolution Imaging Science Experiment) del satellite Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della Nasa. Ed è la prima evidenza di rocce sedimentarie esposte in falesia, che mostrano canali formati da grandi fiumi attivi su Marte più di 3,7 miliardi di anni fa.
Nella parete sono visibili strutture a forma di U, la più recente delle quali risale a 3,7 miliardi di anni fa, e che indicano il modo in cui il corso del fiume è cambiato nel tempo. Le immagini del satellite hanno permesso di individuare una struttura rocciosa ben esposta e preservata alta 200 metri, lunga un chilometro e mezzo e con le pareti a picco.



I sedimenti si sono depositati in decine di migliaia di anni e ci dicono che su Marte dovevano esserci condizioni ambientali tali da permettere di avere corsi d'acqua di grande portata e un ciclo dell'acqua in cui le precipitazioni avevano un ruolo importante.
Le evidenze geologiche di questo tipo sono anche cruciali per cercare forme di vita.



le immagini ad alta risoluzione ci hanno permesso di leggere le rocce marziane come se fossimo davvero molto vicini, ha detto ancora il ricercatore.
La chiave di lettura delle rocce, ha osservato McMahon, è la stessa che sulla Terra permette di ricostruire la storia geologica del pianeta attraverso i sedimenti.

LINK : https://www.nature.com/articles/s41467-020-15622-0 

Vista della Mediavalle del Reull ).

Persistenza Climatica di un intenso deflusso fluviale nella storia di Marte:
Leggi (EN): Persistence of intense, climate-driven runoff late in Mars history”, di Edwin S. Kite, David P. Mayer, Sharon A. Wilson, Joel M. Davis, Antoine S. Lucasand e Gaia Stucky de Quay.
Qui di seguito ne riportiamo un riassunto:

Immagine di un canale fluviale fossile di Marte presa da un satellite in orbita. I colori sovrapposti mostrano le diverse altitudini, blu per quelle minori, giallo per quelle maggiori.
Crediti: Nasa/Jpl/Univ. Arizona/UChicago ).

Un nuovo studio dell’università di Chicago ha catalogato le tracce dei fiumi di Marte. Secondo questo studio, pubblicato su Science Advances, non solo i corsi d’acqua marziani erano in passato più vasti di quelli presenti oggi sulla Terra, ma erano presenti in numero elevato ed il loro flusso sarebbe anche stato più impetuoso, e sarebbe avvenuto fino a tempi assai più recenti di quanto si ipotizzasse.

Comunque non sappiamo ancora con certezza che tipo di clima abbia alimentato le precipitazioni che portarono a questi corsi d’acqua, alcuni ritengono caldo e umido, altri freddo e secco.
Attraverso le immagini di canali fluviali fossili ben conservati, dei dati come larghezza, pendenza del letto del fiume e dimensione della ghiaia presente al fondo e con l’ausilio di modelli che rappresentano l’andamento della superficie del suolo di oltre 200 antichi letti di fiumi marziani, i ricercatori hanno calcolato l’intensità del flusso d’acqua  e le dimensioni dei loro alvei.
Questi fiumi circa due volte più grandi di quelli sulla Terra, e con un flusso che andava dai 3 ai 20 kg di acqua per metro quadrato al giorno e che sarebbe continuato almeno fino a tre miliardi di anni fa, ma si ipotizza che probabilmente  il fenomeno possa essersi esteso fino a un miliardo di anni fa e oltre.


Quindi, nello studio del clima marziano, potrebbe essere necessario tenere conto di un forte effetto serra, responsabile del mantenimento del pianeta con temperature diurne al di sopra del punto di congelamento dell’acqua.

Fig. 1 distribuzione globale dei dati. La maggior parte dei nostri dati sono per i fiumi dopo i 3,4 Miliardi di anni. Misurazioni di larghezza (A) e lunghezza d'onda a 104 nanometri (B).
Alcune misurazioni sono troppo ravvicinate per essere distinte con questa scala. Usiamo posizioni spaziali dei dati per identificare 10 gruppi distinti, etichettati da 1 a 10.
Ogni gruppo è rappresentato da cerchi di colori diversi.
La posizione del Mars Science Laboratory (MSL) Rover, è mostrato per riferimento.
Per il confronto, i puntini grigi mostrano la posizione delle valli , mappate per lo più prima dei 3,4 miliardi di anni. Lo sfondo è la topografia del laser altimetro Mars Orbiter, ritagliata ad altitudini di − 6 km (blu) e 8 km (rosso). ).

Dao-Niger valles a sinistra e la Harmakhis vallis a destra, in Hellas planitia ).

Nirgal Vallis, una rete fluviale fossile su Marte:
(Zona 5 nella cartina sopra).
Si tratta di una rete di canali fluviali fossili che si estende sulla superficie di Marte per oltre 700 chilometri. Un’estensione che fa di Nirgal Vallis una delle più lunghe reti di letti fluviali presenti sul pianeta. Creato dall'azione di acqua corrente e da vari impatti di corpi rocciosi con la superficie marziana, è un sistema di canali che si trova a sud dell’equatore e la cui età sarebbe compresa tra i 3,4 e i 4 miliardi di anni.

Topografia di Nirgal Vallis, il sistema di canali fossili osservato dall’orbiter Mars Express dell’Esa. Come indicato nella scala in alto a destra, in blu e viola sono mostrate le regioni a minore latitudine; in bianco, giallo e rosso sono mostrate invece quelle a latitudini maggiore. L’immagine è stata ottenuta dalla High Resolution Stereo Camera dell’orbiter Mars Express il 16 novembre 2018, durante l’orbita 18818. La risoluzione al suolo è di circa 14 m/pixel e le immagini sono centrate a circa 315 gradi est e 27 gradi sud. Il nord è a destra. Crediti: Esa/Dlr/Fu Berlin ).

La parte di Nirgal Vallis osservata è quella che si trova verso l’estremità ovest dell’insieme di canali. È un tipo di rete fluviale caratterizzata da tante ramificazioni le cui terminazioni, piuttosto che finire in maniera netta e brusca, hanno una forma semicircolare che ricorda quella di un antico anfiteatro greco. Il fondo è liscio, regolare, e le ripide pareti, se tagliate in sezione trasversale, hanno una inconfondibile forma a ‘U’. Profondi 200 metri e larghi 2 chilometri, questi alvei sono stati interamente ricoperti di sabbia dall’azione del vento marziano che soffiava nella stessa direzione dei canali. L’altra estremità, quella a est, è meno ramificata e si apre nell’ampia Uzboi Vallis che probabilmente è un lago grande e antico che si è prosciugato anch'esso molto tempo fa.


Nirgal Vallis , insieme a Nanedi Valles ed Echus Chasma, altre due strutture geologiche presenti su Marte, sono esempi marziani di queste affascinanti caratteristiche terrestri onnipresenti all’equatore marziano. Ciò indica che queste aree avevano un tempo un clima molto più mite e  simile a quello della Terra.


Gli scienziati concordano nel dire che un tale sistema si sia formato in modo analogo alle reti fluviali morfologicamente simili presenti sulla Terra. Non sembrano esserci affluenti secondari che lo hanno alimentato ma potrebbero essere stati cancellati dalle tempeste di sabbia, ma è anche probabile che l’acqua sia stata fornita da una concomitanza di precipitazioni e dal flusso d’acqua superficiale proveniente dal terreno circostante. Anche se gli scienziati non escludono una terza possibile via, quella di un fenomeno che si verifica quando l’acqua, bloccata nel suo percorso verticale dalla superficie alla falda acquifera da uno strato impermeabile, filtra lateralmente fino a riversarsi nel canale.

Delta fluviali:
Durante gli ultimi due decenni, grazie all’aumentata disponibilità di immagini ad alta risoluzione, sono state identificate decine di possibili depositi fluviali di tipo deltizio probabilmente depositatisi in antichi laghi marziani. Questo tipo di depositi sedimentari sono considerati tra le evidenze principali per sostenere l’idea che anticamente Marte abbia avuto condizioni climatiche favorevoli per la presenza di acqua liquida sul pianeta.
Tuttavia, non è ancora ben definita la quantità di tempo necessaria per formare i delta marziani. Alcune stime propendono per tempi di formazione dell’ordine dei giorni o anni, altre indicazioni sembrerebbero suggerire intervalli dell’ordine dei millenni, o anche qualche milione di anni. Tali incertezze impediscono di stabilire in maniera univoca se i depositi deltizi marziani siano univocamente il risultato di attività idrologica stabile e duratura in un clima pseudoterrestre, o se questi possano essere il prodotto di attività idrologica effimera e transiente generata da meccanismi locali, quali ad esempio attività vulcanica, tettonica, impatto di meteoriti o comete, che potrebbero aver fuso del ghiaccio sotterraneo generando dei flussi di acqua senza necessariamente richiedere condizioni climatiche clementi.


Il lavoro, concepito e realizzato principalmente presso l’Inaf Abruzzese, ha preso in considerazione tutti i possibili delta fluviali attualmente noti su Marte, effettuando un bilancio volumetrico quantitativo tra i sedimenti erosi nelle valli fluviali e quelli depositati nei possibili delta.
I risultati dello studio, hanno evidenziato che il 70% dei depositi analizzati presenta un rapporto tra volume delle valli e volume dei delta vicino all’unità.
Questo implica che, per la maggior parte dei delta fluviali marziani, non c’è stata dispersione dei sedimenti oltre la foce, e che quindi il bacino che riceveva i flussi di acqua e sedimenti non era stabilmente riempito di acqua in cui i sedimenti potevano in parte dispersi in sospensione.
Tali risultati, quindi, suggeriscono che la maggior parte dei possibili delta marziani potrebbero essersi formati principalmente da flussi di acqua e sedimenti depositatisi principalmente in condizioni subaeree e non necessariamente in condizioni climatiche favorevoli alla presenza stabile di acqua liquida, esistono comunque un 30% dei casi dove il delta sfociava un un deposito d'acqua lacustre, come nel caso del cratere Eberswalde.

Delta fluviale nel cratere Eberswalde ).

( Delta fluviale nel cratere Jezero ).

Tracce di fiumi e laghi, la dove un tempo scorreva l'acqua:
Amenthes Planum , zona sud-est - Tracce di fiumi segno dell'erosione dallo scorrere dell'acqua in superficie ).
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A cura di INSA-MARTE.


giovedì 12 dicembre 2019

MARTE : MARGARITIFER TERRA, la dove scorrevano enormi fiumi. by INSA-MARTE.

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Aggiornato il 12/12/2019

MARGARITIFER TERRA


Introduzione:
La Margaritifer Terra è un'antica regione del pianeta Marte, si trova alla "foce" di Valles Marineris , tra Xanthe Terra (a ovest), Noachis Terra (a sud), Arabia Terra (a est) e Chryse Planitia (a nord), ed è caratterizzata da una grande quantità di crateri e letti di fiumi prosciugati. Si trova poco a sud dell'equatore marziano a 4,9° S e 25° O  e si estende per 2600 km di lunghezza.
Una delle caratteristiche principali sono :
- il cosiddetto "chaos terrain".
- i canali di deflusso.
- le pianure alluvionali, segnali tipici di una massiccia inondazione.
Sono presenti inoltre segnali dell'erosione dovuta ai venti.
Una regione all'interno di questo settore mostra alcune delle densità di reti fluviali più alte del pianeta. Ares Vallis è un'altra caratteristica notevole, in cui sono evidenziati i modelli di flusso e inondazione; era il luogo di sbarco del Mars 6 lander della ROSCOSMOS e della NASA con Mars Pathfinder .
Il nome "Margaritifer", scelto nel 1979, deriva dal latino Baia delle Perle, riferito alla "Pearl coast", nel sud dell'India.



Caratteristiche geologiche:
Le statistiche sui crateri presenti nella Margaritifer Terra indicano che i canali alluvionali, il terreno sul fondo del cratere e i depositi di materiale venutesi a creare all'interno dei crateri da impatto con diametri maggiori di 50 km, si sono probabilmente formati nel corso di varie epoche geologiche:
- i canali si sono formati durante l'Amazzoniano o al confine tra Amazzoniano-Esperiano.
- le pareti del fondo dei crateri si sono probabilmente formate nell'Esperiano.
- mentre la maggior parte dei depositi risalgono all'Amazzoniano.

La distribuzione dei canali alluvionali indica chiaramente che in passato l'acqua liquida presente sul pianeta abbia prodotto evidenti fenomeni di erosione.
Si pensa che l'Ares Vallis, con cui la Margaritifer Terra confina, fosse in precedenza una pianura alluvionale, cioè un ampia valle scavata da "canali di deflusso fluviali". Queste regioni, assieme all'Uzboi Vallis e alla Ladon Valles, sono ora separate da grandi crateri, tuttavia si ipotizza che in passato siano appartenute a un unico "canale di deflusso" che scorreva in direzione nord verso Chryse Planitia.
L'origine ipotizzata di questo canale di deflusso era l'Argyre Planitia, che si pensa che fosse stato un lago riempito fino all'orlo dai canali (Surius, Dzigai e Palacopus Valles) drenanti provenienti dal polo sud. Se questa ipotesi fosse corretta, la lunghezza di questo sistema di drenaggio sarebbe di più di 8000 km, il percorso di drenaggio più lungo noto nel Sistema solare.


Caratteristiche morfologiche:
Nella Margaritifer Terra sono presenti diverse morfologie di terreno, dovute a fenomeni di erosione, depositi sedimentari e strutture tettoniche che registrano la lunga storia geologica e geomorfologica del pianeta. Nella regione nord-orientale sono presenti zone risalenti al periodo Pre-Noachiano e strutture del Medio Noachiano, in cui sono presenti i bacini Holden e Ladon.
Una serie di canali di deflusso, Uzboi, Ladon, e Morava Valles, ha inglobato questi bacini preesistenti nell'epoca di transizione tra il Noachiano e l'Esperiano, anche se alcuni straripamenti potrebbero essersi verificati in precedenza.
L'area comprende eccellenti esempi di valli formate nel tardo Noachiano e nell'Esperiano, rilievi dei crateri disgregati, canali alluvionali, delta fluviali e depositi stratificati di colore chiaro, in particolare nei crateri Holden e Eberswalde (in foto a lato).
Queste formazioni ben conservate e i depositi sedimentari rappresentano un'evoluzione del territorio sviluppatasi in più epoche dovuta a fenomeni di erosione e alluvione: questa regione fornisce una visione significativa dei processi geomorfologici e del cambiamento climatico avvenuto su Marte.
Recenti ricerche indicano che i crateri Holden e Eberswalde nella Margaritifer Terra, siano stati in passato dei laghi: sono caratterizzati dalle conformazioni tipiche dei delta fluviali e presentano "smectiti", minerali di ferro/magnesio che necessitano di acqua per formarsi.
Vicino al cratere Holden c'è "Erythraea Fossa", una valle che si pensa in passato abbia ospitato una catena di tre laghi.

Mineralogia:
Nella parte orientale della Margaritifer Terra sono stati trovati prove spettrografiche di sali di cloruro e fillosilicati in una sequenza stratigrafica eseguita sul terreno. Sono stati individuati depositi di questo genere in un bacino di 19 km di diametro, che si trova circa 50 m al di sotto della pianura circostante.
La sequenza di unità esposte dall'erosione in questo bacino presenta un'unità basaltica inalterata nella parte superiore della sequenza, che copre un'unità composta da fillosilicati, che a sua volta è sovrapposta a un'unità di sali di cloruro alla base.
Le zone in cui affiora lo strato di sale si presentano in tre località principali all'interno di questo bacino, e sono tipicamente di 2–5 km di diametro e circa 10 m di spessore.
La regione maggiore di questo tipo è in contatto con un'unità di fillosilicati, esposta in superficie su un'area di circa 4 km di diametro.
Un grande canale (2–4 km di ampiezza e 150–250 m di profondità) si estende per oltre 350 km in lunghezza, avvolgendo il sito.
Questo canale costituisce una prova di notevole valore della presenza di antichi processi fluviali in questa regione.
A circa 15 km dai depositi di sali e fillosilicati è presente una zona pianeggiante, che venne suggerita come base per l'atterraggio di Curiosity, poiché avrebbe consentito un rapido accesso al bacino di interesse.


LINK : https://www.hou.usra.edu/meetings/lpsc2017/pdf/2846.pdf 

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A cura di INSA - MARTE.



martedì 23 luglio 2019

SPERONI (LEGA) : Marmettola e pioggia , proviamo a ragionare...


SERAVEZZA - Dopo un lungo periodo di siccità e di caldo africano, circa un paio di settimane fa è arrivata la pioggia, un violento acquazzone estivo molto intenso.

I nostri fiumi si sono colorati di marrone (terra) e bianco (polvere di marmo). Ma dopo alcune ore erano già tornati puliti come sempre.
I comitati ambientalisti hanno ritenuto di dover usare quest'occasione per lanciare nuovi strali contro le cave di marmo, dando sfortunatamente l'impressione di concepire un ambientalismo basato più sull'impulso emotivo invece che sul dato razionale. 

Cominciamo col dire che‎ la marmettola è soprattutto un derivato della segagione del marmo; ‎solo in misura minore viene prodotta dall'escavazione.

C'è stato un tempo nel quale essa rappresentava un problema davvero drammatico per il nostro ambiente: dal dopoguerra a tutti gli anni '80 le molte segherie di marmo che allora si affacciavano sui torrenti Serra e Vezza sversavano direttamente  nei fiumi il residuato del taglio dei blocchi e della lucidatura delle lastre - la marmettola appunto - che è un impasto in larga parte composto da acqua e carbonato di calcio più altri minimi residuati della lavorazione. All'epoca i nostri fiumi erano SEMPRE bianchi e ogni tanto si verificavano anche delle inquietanti morìe di pesci.

Solo nei primi anni '90 si decise di affrontare di petto quella situazione obiettivamente insopportabile: severi controlli e giuste multe riuscirono nell'intento. Da quel momento le segherie installarono impianti di depurazione delle acque di lavorazione. E fu così che i fiumi tornarono ed essere puliti e pieni di pesci come lo sono oggi.
Lo sbiancamento dei fiumi di due settimane fa è invece l'inevitabile conseguenza del fatto che quando piove - soprattutto con quella forte intensità e dopo un lungo periodo di siccità - l'acqua porta giù tutto, terra e polvere di marmo, quest'ultima può essere certamente prodotta dell'escavazione e lavorazione in cava ma non dimentichiamo che ce n'è una notevole quantità depositata nei vecchi ravaneti.

Va comunque evidenziato che tutta questa polvere ha prodotto uno sbiancamento del fiume durato solo poche ore, senza danni alla flora o alla fauna.
Non è un bello spettacolo, è vero, ma è inevitabile: ovunque nel mondo vi sia una pioggia violenta, i fiumi di quell'area intorbidiscono e cambiano colore. Questo avviene indipendentemente dal fatto che a monte vi siano cave o meno. È un fenomeno assolutamente naturale.

Detto questo, è altrettanto ovvio che tutti noi vogliamo vivere in un ambiente sano e pulito, e per far questo è opportuno che siano osservate le disposizioni vigenti come, ad esempio, quelle relative alla pulizia dei piazzali delle cave così come il rispetto dei piani di gestione delle acque di lavorazione etc etc.

La Lega non sarà mai dalla parte di chi inquina, pertanto, se i comitati ambientalisti hanno notizie certe relative al fatto che alcune cave non osservino le leggi, li incoraggiamo a fare nomi e cognomi e sporgere denuncia; altrimenti la loro rischia di apparire come una battaglia puramente ideologica tesa esclusivamente alla chiusura generalizzata di tutte le cave di marmo.

Francesco Speroni 
Lega - Seravezza 
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Lega - Versilia Medicea
Stazzema, Seravezza e Pietrasanta 

mercoledì 27 marzo 2019

AMBIENTE INFORMA: 28 marzo 2019 - Neve, acqua e cambiamenti climatici - Interramento dei rifiuti - Formazione Snpa - Qualità dell'aria



n. 189 - giovedì 28 marzo 2019


Risorsa idrica e cambiamento climatico, esperti al lavoro sulla neve

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Sessanta esperti hanno lavorato per cinque ore alle misurazioni sulla neve. Sonda, carotatore e dinamometro: sono gli strumenti utilizzati negli scorsi giorni da oltre 60 tra uomini e donne dei...
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Se si scioglie il 'continente bianco'

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L'Antartide perde acqua. O meglio, perde ghiaccio. E a velocità crescente. Se nel decennio compreso tra il 1979 e il 1990 il "continente bianco" perdeva qualcosa come 40 (± 9)... 
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Ricerca e controllo dei siti a rischio interramento rifiuti

volo drone per individuare rifiuti interrati
L'accurata conoscenza del territorio e la capacità di individuare e definire i siti contaminati, costituiscono un passaggio fondamentale per orientare, con efficacia, la gestione politica, economica e sociale dell'ambiente. In...
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Novità nella formazione: Ispra sperimenta piattaforma e-learning per la sicurezza sul lavoro

Sicurezza FVG
Ispra, CNR e ISS presentano a Roma presso l'Istituto superiore di sanità il lavoro in corso per realizzare nuove piattaforme e-learning per la sicurezza e la salute sui luoghi di... 
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Qualità dell'aria in Alto Adige: nel 2018 leggermente migliorata

Qualità dell'aria in Alto Adige: nel 2018 leggermente migliorata
Presentati i dati della qualità dell'aria in Alto Adige relativi all'anno 2018. Rispetto all'anno precedente le concentrazioni di NO2 sono leggermente scese grazie alle favorevoli condizioni meteorologiche. Necessari interventi per...
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Monitoraggio qualità aria: intesa Arpa Campania - Tirreno Power

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Grazie a un accordo tra Arpac e Tirreno Power, l'Agenzia ambientale campana acquisisce la gestione di due ulteriori centraline utili per valutare la qualità dell'aria a Napoli e nel suo... Continua


I dati satellitari per valutare gli effetti sanitari delle temperature estreme e dell'inquinamento atmosferico a Roma

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L'ARPA Lazio e il Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (DEP) hanno avviato nel 2016 il progetto di ricerca finanziato dal Ministero della Salute "Uso innovativo dei dati satellitari per la... 
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A Bologna la prima Conferenza nazionale su previsioni meteo e climatiche


A Bologna il 17 e il 18 giugno 2019 la prima Conferenza nazionale sulle previsioni meteorologiche e climatiche. La nascita di ItaliaMeteo e il trasferimento in Italia, proprio a Bologna, del centro di calcolo dell'ECMWF sono due eventi che stimolano l'attenzione e le aspettative di un ampio pubblico.
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Fiumi e laghi in Toscana

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Arpa Toscana, come tutte le altre agenzie regionali e delle province autonome che fanno parte del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, svolgono una ampia attività di monitoraggio della qualità...
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Stato dell'ambiente in Lombardia, aggiornati il Rapporto e la sezione Dati e Indicatori

Rapporto sullo stato dell'ambiente della Lombardia
Una rassegna ragionata di indicatori e dati, accompagnati da una sintesi grafica e testuale: questo il contenuto delle sezioni Rapporto sullo Stato dell'Ambiente e Dati e Indicatori, di recente aggiornate, con i dati...
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Metodi di conteggio del fitoplancton

Metodi di conteggio del fitoplancton
Il fitoplancton è uno degli elementi di qualità biologica incluso nelle direttive europee quale descrittore dello stato ecologico degli ecosistemi acquatici. Nell'ambito del piano di monitoraggio dei corpi idrici superficiali... 
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Tutte le proposte di CinemAmbiente Junior

Tutte le proposte di CinemAmbiente Junior
Nell'ambito delle attività di educazione ambientale, il Sistema nazionale di protezione dell'ambiente (Snpa) patrocina il concorso CinemAmbiente Junior. L'iniziativa è destinata alle scuole di tutta Italia, dalle primarie alle secondarie...
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by CAPITANI del FUTURO blog
      



giovedì 14 marzo 2019

AMBIENTE INFORMA: 14 marzo 2019 - Il clima non può aspettare: SNPA aderisce al global strike for future

n.185 del 14 Marzo 2019                  

Il clima non può aspettare: SNPA aderisce al global strike for future 

Il clima non può aspettare: SNPA aderisce al global strike for futureIl grido d'allarme di un'adolescente ha scosso i Governi di tutto il mondo: i Fridaysforfuture nascono infatti dalla protesta della sedicenne Greta Thunberg che a Stoccolma, in occasione della COP24, andò... 
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Prioritario per il Snpa: l'approvazione del Catalogo nazionale dei Servizi e dei Lepta 

Monica Tommasi
Abbiamo posto alcune domande a Monica Tommasi, presidente degli Amici della Terra, all'indomani della prima Conferenza nazionale del Snpa. E' proprio dall'iniziativa referendaria di questa associazione ambientalista che a metà...
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Cerimonia commemorativa dell'alluvione del 2018 in Veneto alla presenza del Presidente della Repubblica 

Cerimonia commemorativa dell'alluvione del 2018 in Veneto alla presenza del Presidente della Repubblica
Il 12 marzo il Presidente della Repubblica Mattarella è stato in visita a Belluno per la cerimonia commemorativa dell'alluvione dell'ottobre 2018 svoltasi al teatro comunale alla presenza del Presidente della...
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Cambiamento climatico: in Lombardia, oltre un secolo di dati dall'osservatorio Milano Brera 

Cambiamento climatico: in Lombardia, oltre un secolo di dati dall'osservatorio Milano Brera
L'anno più caldo registrato da almeno 2 secoli nel nostro Paese è stato il 2018. E' quanto si evince dall'ultimo rapporto annuale Snpa "Gli indicatori del clima in Italia", sintesi...
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Il Sistema fa la forza: l'intesa Arpa Sicilia - Sardegna per il monitoraggio degli habitat marini 

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Grazie un protocollo di intesa tra Arpa Sicilia e Arpa Sardegna sono iniziate a gennaio 2019 nei mari della Sardegna, le attività previste dal programma di monitoraggio in attuazione della...
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Qualità dell'aria in Abruzzo, on line il nuovo portale con i dati Arta 

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E' attivo il nuovo portale internet con i dati e le informazioni relativi al monitoraggio della qualità dell'aria effettuato da Arta Abruzzo tramite la rete di centraline di rilevamento presenti sul territorio...
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Schiuma nelle acque superficiali: APPA Trento approfondisce il fenomeno ed avvisa la popolazione 

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Appa Trento può contare su una complessa rete di punti di monitoraggio, dislocati su tutto il territorio trentino: nel dettaglio vengono controllati periodicamente i laghi con superficie maggiore di 0,5 chilometri...
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Su Twitter è attivo il canale del Laboratorio multisito Inquinamento atmosferico e Biomonitoraggio regionale, struttura dell'Arpa Campania con sede a Caserta. Il canale è principalmente dedicato alla diffusione del bollettino...
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E' stata completata nei giorni scorsi dai tecnici Arpacal una campagna di indagini finalizzata alla valutazione della presenza di rifiuti interrati nelle porzioni di terreno di pertinenza della discarica dismessa...
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Stato ecologico di fiumi e laghi 


L'obiettivo di qualità ecologica stabilito dalla Direttiva europea 2000/60/CE, è inteso come la capacità del corpo idrico di supportare comunità animali e vegetali ben strutturate e bilanciate, quali strumenti biologici fondamentali per sostenere i processi autodepurativi delle acque.Leggi il resto

Stato chimico di fiumi e laghi


stato chimico fiumi e laghi
Per la definizione dello "stato chimico" è stata predisposta a livello comunitario una lista di sostanze inquinanti, indicate come "prioritarie" e "pericolose prioritarie" con i relativi Standard di Qualità Ambientale...
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Stato chimico delle acque sotterranee

 
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L'indice di stato chimico delle acque sotterranee (SCAS) è definito sulla base della presenza nei corpi idrici di sostanze chimiche contaminanti (D.Lgs. 30/09) derivanti delle attività antropiche; insieme allo stato...
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