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mercoledì 21 maggio 2014

EURO , LA NUOVA CATENA PER I POPOLI - UN OLIGARCHIA PER POCHI !!!!

L’euro: strumento della Troika per favorire le lobby e assogettare i popoli.

RIBELLIAMOCI DAL GIOGO DELLE BANCHE E DEI LORO POLITICI TIRAPIEDI !!!!!

Dovevano diventare gli Stati Uniti d’Europa, si sono trasformati in un coacervo di nazioni tiranneggiate dalla Troika, oligarchica di poteri che sempre meno ha a che fare con il Manifesto di Ventotene.
CI HANNO TRADITI E FREGATI , SVEGLIAMOCI !!!!

La TROIKA comprende il Fondo Monetario Internazionale (FMI) oggi, guidata dalla francese Lagarde, la Banca Centrale Europea (BCE) oggi, guidata dall’italiano Draghi e la Commissione Europea (CE) oggi, guidata dal portoghese Barroso. Questi oligarchi, attraverso la realizzazione della moneta unica, pensavano di creare un senso di appartenenza e di comunione alla Ue, agli USE, invece, sono riusciti a far prevalere solo gli interessi delle lobby finanziarie e a mettere in risalto le contrapposizioni dei singoli Stati, portando benefici e benessere ai Paesi più forti e povertà e debiti crescenti ai Paesi più deboli.

I paventati vantaggi e diritti derivanti dall’appartenenza alla UE sono stati soppiantati dalla sottrazione dei diritti e dai crescenti obblighi, soprusi e spese ai danni dei Paesi più deboli che a loro volta lo hanno fatto ricadere sui propri cittadini.

La Troika, costituisce l’organismo sovranazionale che decide in toto la politica economica dell’Unione Europea, togliendo ogni margine di manovra al Parlamento Europeo, unico organo dell’Unione eletto direttamente dai cittadini, ma totalmente delegittimato nel decidere sui temi della politica economica.

Uno degli strumenti utilizzati per realizzare la politica economica, neoliberista e neomercantile, che attualmente sta distruggendo ogni singola economia nazionale, e con sé ogni singola persona, è la moneta, l’Euro.

Come sapete l’euro è emesso dalla BCE e la BCE è l’unico istituto privato che detiene, in posizione nettamente monopolista, il potere di emettere l’Euro. La BCE crea Euro dal nulla e lo noleggia alle Banche private ad un tasso di interesse deciso dalla stessa (Tasso Unico di Sconto, oggi 0.25%). Le banche private, a loro volta, noleggiano gli Euro agli Stati dell’Eurozona a un tasso d’interesse variabile, stabilito dal mercato finanziario.

Le banche private, ovviamente lucrano sulla differenza tra Tasso Unico di Sconto e tasso di interesse (signoraggio) al quale noleggiano gli Euro agli Stati membri dell’Eurozona. Se l’Euro, non la lira, fosse di proprietà dei cittadini (cioè dei singoli Stati dell’Eurozona) la sua emissione non rappresenterebbe alcun debito e il debito pubblico non costituirebbe un problema. Purtroppo ogni debito pubblico in Euro deve seguire le norme ‘prestabilite e immodificabili’ (ma è proprio così?) del Trattato di Lisbona firmato nel dicembre del 2007. Tali norme, che vincolano le modalità di emissione e di funzionamento dell’Euro, costituiscono per noiun’autentica frode. E proprio su questa frode vengono giustificate le misure di austerità impostaci dai tecnocrati che ci stanno portando inesorabilmente alla povertà e conducono il nostro Paese verso il default.

La soluzione, oltre alla sovranità individuale e nazionale è la sovranità monetaria. Il 25 maggio non avrai forse la possibilità di dirigere il vento, ma sicuramente potrai drizzare le vele verso un cambiamento di questa Ue, attraverso il voto ai partiti e movimenti no-euro, che si battono contro questa Europa asservita ai Banckster del NWO.

IO NON RICONOSCO QUESTA UNIONE EUROPEA , NON VI PARTECIPO E QUINDI NON VOTO !!!!

venerdì 18 aprile 2014

L'EUROPA E TUTTI I PARTITI, PREPARANO LA FREGATURA, NON VOTATE NESSUNO !!!!

Angela Merkel ci riserva una piccola sorpresa dopo il 25 maggio:

Angela Merkel vuole applicare in tutta l’Unione europea le rigorose misure di austerità imposte dalla troika su Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro. I quattro principali gruppi del Parlamento europeo hanno già approvato questo orientamento, ma per evitare di irritare gli elettori hanno stabilito di rinviare la decisione dopo il 25 maggio. Nessuno dei partiti al Parlamento ha giudicato opportuno suonare il campanello di allarme… Dall’inizio della crisi nel 2008, l’Unione europea non ha cessato di estendere il suo potere in materia di controllo del debito e dei deficit degli stati membri. Tra i vari strumenti messi a punto, il “fiscal compact”, denominato ufficialmente Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance (TSCG), è di gran lunga il più potente. Questo trattato poggia sull’impegno dei governi nazionali di ridurre drasticamente la spesa nei prossimi anni. L’Unione europea può ora imporre sanzioni agli Stati che non riescono a riequilibrare il deficit di bilancio in tempo. Il trattato prevede anche una riduzione del debito pubblico al ritmo di un ventesimo all’anno.

Per il Belgio, questo significa una riduzione della spesa fino a 13 miliardi di euro nei prossimi anni. Il trattato è stato ratificato nel maggio scorso dalla Camera e dal Senato e nel mese di dicembre dai parlamenti regionali. Ciò che colpisce è la grande unanimità della stragrande maggioranza dei partiti al potere, a tutti i livelli.

Negli ultimi anni l’Unione europea ha ampliato la sua capacità di armonizzare le politiche economiche e sociali degli Stati membri. Il cancelliere tedesco ha investito molto in tal senso e ha infine architettato il Patto Euro-Plus. Ogni anno, la Commissione europea valuta i piani di riforma dei governi europei e, in linea di principio, ha anche la facoltà di sanzionarli qualora ritenga non abbiano fatto abbastanza sforzi per migliorare la loro posizione. E’ questo il cardine della seconda parte del trattato di stabilità.

Il tassello mancante:

Ma secondo Merkel, manca un “tassello”. Anche se l’Unione europea può emanare consigli e direttive, deplora che solo il 10% delle raccomandazioni europee siano attuate. Si tratta di questioni rilevanti di competenza nazionale: competitività e salari, occupazione e flessibilità, sistemi pensionistici e di disoccupazione, efficienza del settore pubblico, istruzione… Solo i paesi sotto la curatela della troika (Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, Commissione Europea) possono essere soggetti a obblighi di riforma: come nel caso della Grecia, dell’Irlanda, del Portogallo e di Cipro. Questi paesi hanno ricevuto l’ordine di privatizzare, ridurre i salari e il numero del personale, ridurre le pensioni, ecc. I paesi che non rispettano gli ordini della troika non riceveranno più assistenza sotto forma di prestiti a tasso preferenziale.

Quello che manca, secondo la Merkel, è uno strumento per rendere questo tipo di misure vincolanti anche per gli stati che non sono sotto tutela, vale a dire tutti gli altri paesi. Il cancelliere propone una sorta di accordo di competitività volontaria, una “troika soft”. Concretamente un accordo bilaterale tra uno stato membro e la Commissione, nel quale lo stato si impegna ad attuare le riforme strutturali in cambio di un sostegno finanziario. Un memorandum su misura per ogni stato.

Carota e bastone:

Prendiamo il caso dell’indicizzazione automatica dei salari e delle indennità in Belgio. Tutti sanno che è una spina nel fianco della Commissione, un ostacolo alla competitività dell’economia belga e un esempio che potrebbe contaminare altri stati. Se il governo belga promette di rivedere l’indicizzazione automatica, di limitare l’indennità di disoccupazione nel tempo e di innalzare l’età pensionabile a 67 anni, il Tesoro belga potrebbe fare appello alla generosità dell’Unione europea. La formula esatta non è ancora stata definita, ma prevederà prestiti a bassi tassi di interesse. La carota e il bastone.

Allo stato attuale la Banca centrale europea non può prestare direttamente agli Stati, viene allora messa nella condizione di farlo attraverso l’istituzione di un nuovo fondo, ancora da definire, sul modello del FMI. La Commissione europea potrà quindi condursi nell’Unione europea come ha fatto il Fondo monetario internazionale nei paesi del terzo mondo, con il bombardamento dei programmi di aggiustamento strutturale. Potrà intervenire in tutte le questioni inerenti alla “competitività”, ambito piuttosto vasto: in particolare sul costo del lavoro, sulla flessibilità del mercato del lavoro, sulla liberalizzazione di alcuni settori e sul ridimensionamento della pubblica amministrazione.

Nel gennaio 2013, Angela Merkel ha parlato di un “anello mancante” al prestigioso meeting di Davos. Cosa ribadita nel dicembre dello stesso anno nel Consiglio europeo. Merkel sperava in una decisione di principio su quello che lei chiama “lo strumento della competitività” al vertice del marzo 2014. I media dicono che è tornata a mani vuote, alcuni addirittura parlano della “prima sconfitta di Merkel”. Ma la verità è che nessun capo di Stato o di governo ha voluto “accordi sulla competitività” prima delle elezioni europee. I 27 capi di Stato e di governo hanno quindi pregato Merkel di rimandare dopo il 25 maggio. Cosa effettivamente accaduta. La relazione del Consiglio di dicembre afferma che questi “accordi di partenariato per stimolare la crescita, l’occupazione e la competitività ” saranno congelati fino a ottobre. Tutti i governi, tutte le fazioni politiche, tutti i partiti sanno che saranno inseriti nell’ordine del giorno al vertice di giugno e finalizzati in occasione del Consiglio europeo di ottobre 2014. Ciò che è preoccupante è che nessuno dei partiti belgi al Parlamento europeo ha suonato il campanello d’allarme, quando le elezioni sarebbero l’occasione di fare scelte per il futuro attraverso un dibattito democratico.

CI STANNO PRENDENDO TUTTI PER IL CULO !!!!
IO NON ANDRO' A VOTARE IN QUANTO NON RICONOSCO QUESTA ASSOCIAZIONE A DELIQUERE DI STAMPO BANCARIO
CHIAMATA UNIONE EUROPEA.
RIVENDICO LA PIENA SOVRANITA' NAZIONALE ITALIANA
E LA PROPRIETA' DELLA MONETA AD I SUOI CITTADINI !!!!