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martedì 31 luglio 2018

MONTEMAGNI(LEGA): “LUCCA: AL SAN LUCA DIMETTONO UN NOVANTENNE DISABILE IN PIENA NOTTE. ABBIAMO DAVVERO TOCCATO IL FONDO….”


                                                    COMUNICATO STAMPA
 
"Sono rimasta allibita ed indignata-afferma sconsolata Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega-nell'apprendere che, all'ospedale San Luca di Lucca, abbiano avuto l'infelice idea di dimettere un novantenne disabile, addirittura alle tre di notte." "Una decisione-prosegue il Consigliere-che pare sia stata determinata dalla mancanza di ambulanze, molte impegnate a dare assistenza per un concerto in città." "Ma come-precisa l'esponente leghista-non era più logico attendere qualche ora in più e far lasciare il nosocomio al paziente nella mattinata? Vi è davvero così penuria di posti letto che le persone devono essere dimesse in orari così assurdi?" "Un fatto-sottolinea la rappresentante del Carroccio-che, purtroppo, pare non essere neanche isolato, visto che si vocifera come la stessa sorte sia pure toccata ad un ultraottantenne, mandato a casa poco prima dell'alba." "Insomma-conclude seccamente Elisa Montemagni-siamo stufi di dover commentare continuamente dei casi di malasanità talmente lampanti che dovrebbero far vergognare chi gestisce, malamente, un settore così delicato come quello relativo alla salute dei cittadini."
 
Gruppo Lega
Ufficio stampa
Dr. Maurizio Filippini

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mercoledì 6 dicembre 2017

TASSATI E TARTASSATI E POI FALLITI ... MA DALLO STATO NESSUN AIUTO??

La cattiva Italia è quella che vive senza indignarsi, senza restare sconvolta da quello che succede ogni giorno per la strada; quotidianamente sentiamo dire che gli Italiani sono buoni, che sono accoglienti, che sono altruisti: ma verso chi??? Ieri una famiglia di Italiani è stata SBATTUTA fuori dall’hotel di famiglia, una storia di ordinaria follia, quella di un Italia in crisi, quella di imprenditori che falliscono perché il lavoro è poco, perché sono oberati dalle tasse, perché la crisi, nonostante le falsità sbandierate dal governo, è ben lontana dal passare.
La famiglia Ceragioli con un figlio DISABILE, proprietaria dell’Hotel Gigliola da generazioni, si è vista sequestrare la struttura per mandarla all’asta fallimentare. Non era in nessun modo possibile recuperare l’attività e quindi salvare se possibile la famiglia da questa grave situazione???
Mi piacerebbe che il sindaco Del Dotto e l’amministrazione tutta di Camaiore, che si reputa cosi generosa e cosi pronta, quando si tratta di accogliere extracomunitari, questa volta si muovesse per trovare almeno, una sistemazione per questa famiglia ITALIANA, una famiglia che per generazioni ha pagato tasse e quindi contribuito al benessere della nostra comunità.
Mi pare insensibile quello che è successo. Viviamo in uno stato che non aiuta gli imprenditori e le famiglie in difficoltà. E’ impensabile che una famiglia in situazione di dissesto finanziario, oltretutto con un figlio invalido, non abbia diritto ad una sistemazione almeno temporanea. Ricordo a tutti che le case alla misericordia di Lido di Camaiore, oggi abitate da extracomunitari (pagate quindi  dallo stato 35 euro al giorno ad personam) furono costruite a spese degli abitanti di Camaiore dall’amministrazione Bertola, e come fine avevano l’emergenza abitativa. Ora questa famiglia mi pare chiaro che sia in piena emergenza abitativa visto che è stata buttata per la strada dalle stesse istituzioni che invece avrebbero dovuto difenderla e tutelarla mentre, alla richiesta della casa popolare, alla sig.ra Ceragioli e al figlio disabile è stato risposto che hanno la precedenza gli stranieri; e perché??  Ci chiediamo infatti se il comune abbia applicato la legge regionale che prevede che gli extracomunitari, per essere inseriti nelle liste, non debbano possedere immobili al loro paese di origine e soprattutto che debbano essere residenti sul territorio da un certo numero di anni. Non dubitiamo che i requisiti siano rispettati, ma la risposta è comunque indelicata.
Lascio a voi ogni commento, io resto basito di fronte ad una storia di pubblico fallimento, una storia di crudeltà, una storia che non solo riguarda tutti, ma che può essere nel futuro di ognuno di noi.

Massimiliano Ricci