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martedì 22 dicembre 2020

FRANCESCO SPERONI INTERVISTA ABRAHAM KLEIN, ARBITRO DI ITALIA-BRASILE DEL 1982.


Per Capitan Futuro, Francesco Speroni intervista Abraham Klein, ex arbitro internazionale di calcio che diresse lo storico incontro Italia-Brasile ai Mondiali di Spagna nel 1982. Klein, classe 1934, è Israeliano e vive ad Haifa, nel nord del Paese. La sua carriera attraversa gli anni '60, '70 e '80. 
Ha diretto ben tre Coppe del Mondo e due Giochi Olimpici, affermandosi come uno degli arbitri internazionali più autorevoli e stimati di sempre. Lo abbiamo raggiunto al telefono nella sua casa a Carmel Beach, presso la spiaggia di Haifa.

Questo il nostro primo scambio di battute: "Salve signor Klein, sono Francesco Speroni e volevo...". 
Mi interrompe: "Francesco, chiamami Abraham. Io ero il signor Klein solo per i giocatori".
Intervistandolo in inglese, l'ho chiamato Abraham come da lui richiesto, ma quando ho tradotto il tutto in italiano, non me la sono proprio sentita di non usare il "lei". Ringrazio infine la collega Reut Portugal che mi ha aiutato a rendere possibile questa intervista.

Intervista ad Abraham Klein

Come ha saputo della morte di Paolo Rossi?
Tutte le mattine mi sveglio alle cinque per andare a fare le mie passeggiate sulla spiaggia vicino casa, ma prima mi metto sempre al computer per dare un'occhiata alle news. È dalla pagina del Guardian che ho appreso la triste notizia della morte di Paolo Rossi. Tra l'altro hanno pubblicato una sua foto dove ci sono anch'io. È stato un vero shock per me. Per pura combinazione, il giorno prima stavo facendo un'intervista con un giornalista olandese sulla mia carriera di arbitro. Parlammo molto del Mondiale di Spagna del 1982 e di lui, il "Pablito" che segnò tre gol al Brasile. 

 Abraham Klein mostra orgoglioso il pallone con cui si giocò Italia-Brasile nel 1982. L'ha conservato per più di trent'anni e poi l'ha donato, insieme ad altri ricordi, al Museo del calcio della Fifa a Zurigo ).

Quel è stata la sua prima reazione?
È stato terribile, davvero terribile. Non riuscivo a credere che un così straordinario talento non ci fosse più. Ho provato un grande dolore: ho sentito morire un pezzo di felicità dentro di me. Posso dire che la mia è stata la reazione di quasi tutti gli Israeliani che lo conoscevano, lo ammiravano e lo amavano. Qui in Israele i giornalisti hanno sempre ricordato Paolo Rossi come l'uomo che vinse la Coppa del Mondo, paragonandolo a Pelé e Maradona. 

5 luglio 1982, Coppa del Mondo di Spagna. Allo stadio Sarriá di Barcellona si gioca Italia-Brasile. Lei è l'arbitro: cosa rappresenta quell'incontro?
È la più bella partita che io abbia mai diretto. Prima dell'incontro tutti credevamo che il Brasile avrebbe vinto 5 o 6 a zero. Nella prima fase l'Italia aveva ottenuto con fatica solo tre pareggi ed aveva passato il turno esclusivamente grazie alla differenza reti. Diciamolo pure: al netto della vittoria sull'Argentina, fino a quel momento l'Italia non aveva giocato bene, mentre il Brasile si presentava con una delle più forti seleção di tutti i tempi ed arrivava a quell'incontro dopo quattro vittorie consecutive; quindi io dissi ai miei guardalinee "Preparatevi, che la partita si svolgerà per 90 minuti nella metà campo dell'Italia". Questa fu la convinzione con cui entrammo in campo. 

( l'arbitro Abraham Klein lancia la monetina tra Socrates e Zoff: sta per iniziare Italia-Brasile. Accanto a lui il guardalinee di Hong Kong, signor Chan Tam-Sun, che farà annullare il gol di Antognoni ).

E invece? 
E invece le cose andarono diversamente. Rossi segnò dopo cinque minuti. Poi Socrates pareggiò. E quindi Rossi segnò ancora. Quel secondo gol di Paolo Rossi fece scattare come una molla nella mia mente: capii che stava avvenendo qualcosa di inaspettato e di straordinario. Capii che quell'incontro sarebbe entrato nella Storia, ed io con esso. Ed avevo ragione, visto che dopo trentotto anni vengo ancora intervistato da giornalisti di tutto il mondo che mi chiedono di quella memorabile partita. Sa che, ancora oggi, ogni tanto mi metto al computer e me la riguardo tutta? Mi diverte e mi emoziona come allora. 

Toninho Cerezo, Paolo Rossi e l'arbitro Abraham Klein ).

Che ricordo ha di Paolo Rossi?
È stato uno dei più grandi calciatori che io abbia arbitrato in vita mia. Era umile, onesto, corretto in campo. Sia come direttore di gara che come guardalinee l'ho arbitrato diverse volte: mai un problema, mai una protesta. Era davvero un calciatore esemplare. Anni dopo quell'incontro ci siamo rivisti altre volte e lui aveva sempre quel sorriso e quella semplicità che rivelavano la sua profonda umanità. 
Era impossibile non volergli bene.

( Klein e Rossi ).

Oltre che per i tre straordinari gol di Paolo Rossi, quell'incontro è ricordato anche per altri episodi, come ad esempio la maglietta strappata di Zico il quale accusò Claudio Gentile - il difensore italiano che lo marcava stretto - per quello strappo. Che ricordo ha lei di quel particolare episodio?
Ricordo benissimo quello strappo. Zico me lo mostrò. Non so esattamente come se lo sia procurato, ma prima che lui e Gentile entrassero in contatto, io avevo già fischiato un fuorigioco. Quindi tutto quello che potei dire a Zico fu di andare a cambiarsi la maglietta. 

Zico mostra all'arbitro Klein la maglietta strappata ).

Un altro episodio riguarda il colpo di testa di Oscar che Zoff fermò sulla linea. Eravamo all'89° minuto. Dino Zoff ha raccontato che quelli furono gli istanti più terribili della sua vita, perché non sapeva dove era l'arbitro - cioè lei - e quindi temeva potesse aver pensato che la palla era entrata.
Invece ero nella posizione giusta e, benché i brasiliani esultassero come se avessero segnato, io avevo visto benissimo che la palla non era entrata. Quindi niente gol. Considero quella come una delle mie migliori decisioni di sempre.

( il portiere Dino Zoff para sulla linea il colpo di testa di Oscar ).

Un arbitro internazionale con la sua lunga esperienza cosa pensa del Var?
La prima Coppa del Mondo nella quale è stato usato il Var è il Mondiale di Russia 2018. Io ero lì perché la Fifa mi aveva invitato come ospite. Ho assistito a diverse partite compresa la finale a Mosca. Credo che il Var sia utile. Pensiamo ad esempio al gol di mano di Maradona contro l'Inghilterra nel 1986: se ci fosse stato il Var quel gol non sarebbe mai stato convalidato. Vedi Francesco, gli arbitri sono esseri umani, possono sbagliare. Non ho mai conosciuto un arbitro - anche il più bravo - che nella sua carriera non avesse mai sbagliato niente. Quindi dico sì al Var ma attenzione, c'è bisogno di uniformare le sue regole. Vedo in campo situazioni identiche nelle quali un arbitro decide di ricorrere al Var mentre un'altro no: questo può creare confusione ed incertezza. Bisogna impostare un metodo di applicazione del Var che sia uniforme ed uguale per tutti. 

Torniamo a quel 5 luglio 1982. A due minuti dal termine dell'incontro Italia-Brasile, il suo guardalinee Chan Tam-Sun segnalò un fuorigioco di Giancarlo Antognoni. Lei vide sventolare la bandierina, fischiò il fuorigioco e annullò il gol appena fatto da Antognoni. Pensa che se ci fosse stato il Var sarebbe cambiato qualcosa?
Francesco, ti dico una cosa che non ho mai detto prima a nessuno: se il 5 luglio 1982 ci fosse stato il Var, la partita sarebbe finita 4 a 2 per l'Italia.

Falcão, Giancarlo Antognoni e Gaetano Scirea ).

Quindi oggi riconosce quello che per 60 milioni di italiani è noto sin da allora: il gol di Antognoni era valido.
Vedi, cerco sempre di essere una persona onesta e corretta.

Facciamo un salto indietro nel tempo. Nel 1978 ci sono i Mondiali di calcio in Argentina. Il 10 giugno lei deve arbitrare proprio Italia-Argentina nella prima fase a gironi. Quella fu una delle Coppe del Mondo più difficili di sempre perché l'Argentina era governata da una dittatura militare guidata dal generale Videla. Lei subì o comunque avvertì delle pressioni affinché il suo arbitraggio favorisse i padroni di casa? 
Quello fu certamente uno dei Mondiali di calcio più complessi di sempre, questo te lo posso confermare. Riguardo alla partita, tutti percepivano un clima pesante però devo dire che io non subii nessuna particolare pressione, né mi pervenne nessuna richiesta affinché il mio arbitraggio fosse non equilibrato. Dobbiamo anche riconoscere che in campo i giocatori furono tutti corretti. Si comportarono bene certamente gli italiani ma anche gli argentini, i quali giocarono quella gara con spirito sportivo. Chi forse poteva dare l'impressione di sentire più di tutti la pressione era l'allenatore dell'Argentina César Luis Menotti. Detto questo, io non ebbi nessun problema a non concedere un rigore reclamato dall'Argentina, e non lo concessi semplicemente perché il rigore non c'era. Alla fine vinse l'Italia con un gol di Bettega.

Abraham Klein arbitra la partita Italia-Argentina nei Mondiali del 1978 ).

In quel Mondiale d'Argentina del '78, un arbitro italiano venne fortemente contestato: Sergio Gonnella, il quale arbitrò la finale tra Argentina e Olanda. Proprio gli olandesi - che uscirono sconfitti da quell'incontro - accusarono Gonnella di aver favorito l'Argentina. Qual è la sua opinione su questa vicenda?

Sergio Gonnella, oltre che un collega, era anche mio amico. In quel momento era uno dei migliori arbitri internazionali in circolazione. Come ho già detto, può accadere che un arbitro commetta degli errori, ma io davvero non credo che Gonnella abbia intenzionalmente favorito chicchessia. Ripeto, può aver sbagliato qualcosa, com'è umano che accada, ma quella partita fu un incontro molto duro sul piano agonistico e non solo: fu davvero una finale molto difficile da arbitrare. 
( In foto : al centro, l'arbitro Sergio Gonnella che sta per dirigere la finale dei Mondiali di Calcio Argentina '78 ).

Chi è per lei il più grande calciatore di tutti i tempi?
Senza dubbio Pelé, che ho arbitrato tante volte a partire dal 1970. Perché lui? Perché ha partecipato a quattro Coppe del Mondo vincendone ben tre. Poi Maradona, anche lui di Coppe del Mondo ne ha gareggiate quattro ma ne ha vinta una sola. A seguire Franz Beckenbauer, Falcão, Michel Platini, Bobby Charlton, Sandro Mazzola, Gianni Rivera, Giacinto Facchetti e certamente Paolo Rossi. Tutti grandissimi campioni che nel corso della mia carriera ho avuto modo di arbitrare. 

E chi è per lei il più bravo arbitro di tutti i tempi?
Ti faccio più di un nome, perché ogni stagione ha avuto i suoi grandi arbitri. Inizio citando l'arbitro inglese Jack Taylor che diresse la finale della Coppa del Mondo 1974: fu il primo arbitro della storia a fischiare un rigore durante una finale dei Mondiali; poi l'ungherese Károly Palotai, ex calciatore di successo diventato un arbitro internazionale assolutamente fantastico; infine gli italiani Rosario Lo Bello e, in tempi meno lontani, Pierluigi Collina, che ho avuto modo di veder arbitrare e l'ho trovato straordinario. 
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Francesco Speroni

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