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mercoledì 27 giugno 2018

Cgil - Versilia, turismo: tutti i numeri e i casi dello sfruttamento dei lavoratori.

 
"Non c'è turismo senza lavoro, non c'è turismo senza tutele".

La stagione estiva è alle porte e per molti, in tutta la Versilia, è un'occasione di lavoro. Vogliamo ricordare, soprattutto ai più giovani, l'esistenza di leggi e di contratti nazionali che regolano l'attività lavorativa e che il datore di lavoro è tenuto ad applicare. I finti part time, lo straordinario "dovuto", il mancato riposo, la malattia non pagata, norme di igiene e sicurezza non rispettate, non sono legali!

E poi c'è il lavoro svolto completamente al nero e la messa in prova non retribuita, con cui evidentemente qualche imprenditore spera di tirare alle lunghe, magari cambiando a ripetizione le persone "da valutare".
É bene ricordare che questi casi, se denunciati, producono l'assunzione a tempo indeterminato.
Vogliamo lanciare un appello provocatorio, anche ai turisti: quando andate al bar o al ristorante, lasciate una mancia al personale perché i vostri spiccioli potrebbero essere l'unico guadagno della giornata per chi lavora in prova nel locale.

Meno diritti, retribuzioni più basse, deroga alle norme, non saranno mai fattori di crescita per l'economia di un territorio, mentre sono strumenti di intimidazione nei confronti dei lavoratori che pur di avere un impiego, sono costretti ad accettare anche ciò che va contro il proprio interesse.

Un finto part time, ad esempio, non farà maturare al lavoratore nella misura dovuta quegli istituti previsti dalla contrattazione collettiva come ferie, tredicesima, quattordicesima, permessi e Tfr (il trattamento fine rapporto). Ed influirà sull'assegno di disoccupazione, che viene calcolato sulle settimane di contribuzione, a partire da un minimo di 13 in un periodo di quattro anni.

Ogni anno la Cgil raccoglie le testimonianze di lavoratori e lavoratrici stagionali, anelli deboli di un modello economico basato sullo sfruttamento. In un noto ristorante di Forte dei Marmi una lavapiatti si è ritrovata con ustioni di secondo grado alle braccia perché è stata obbligata ad utilizzare prodotti per le pulizie fortemente urticanti in assenza di dispositivi di sicurezza. Una lavoratrice è stata licenziata dopo esser stata messa in ferie durante le quali si è vista recapitare una formale contestazione per non essersi presentata al lavoro.

A Viareggio e a Lido di Camaiore ci sono chef assunti come camerieri e a un terzo delle ore reali di lavoro: l'aggiramento delle regole e l'impoverimento del salario sono evidenti, come pure l'evasione fiscale e contributiva che si determina ai danni del singolo e della collettività. Prosegue anche la pratica degli appalti e delle esternalizzazioni dei servizi alle cooperative, soprattutto negli alberghi dove si viene pagati con tre euro a stanza pulita, ossia a cottimo. Il tempo per la pulizia delle stanze viene cronometrato e se la lavoratrice sgarra di un minuto viene ripresa a male parole. 

Alcuni lavoratori ci raccontano che vengono utilizzati a chiamata e non viene garantito loro l'orario minimo stabilito. E se al bagnino viene chiesto di svolgere altre mansioni invece che sorvegliare la spiaggia, a farne le spese è anche la sicurezza dei bagnanti.

Situazioni limite, che fanno concorrenza sleale a quelle imprese che invece rispettano le regole, ma che purtroppo si inseriscono in un contesto di profonda trasformazione del mercato del lavoro, dove "la precarietà è diventata a tempo indeterminato", secondo la definizione data dall'ultimo Focus Economia di Cgil-Ires Toscana uscito poche settimane fa. Basti pensare alla giungla di tipologie di contratti che vengono utilizzati: gli interinali, a chiamata, per il weekend.

Il turismo è vitale per l'economia del nostro territorio e necessita di attenzione, risorse, programmazione, legalità. Un lavoro di qualità significa qualità dello sviluppo e dell'offerta di servizi. È necessario un corposo e capillare controllo da parte degli istituti ispettivi, col coinvolgimento delle associazioni di categoria datoriali verso un obiettivo comune, perché le imprese vanno richiamate al senso di responsabilità sociale che ancora non è diffuso. Come riporta la campagna nazionale della Filcams Cgil "Non c'è turismo senza lavoro, non c'è turismo senza tutele".

Perciò ai lavoratori e alle lavoratrici stagionali del settore turismo (bar, ristoranti, assistenti bagnanti ecc) diciamo "salva i tuoi diritti", informati presso gli uffici Filcams Cgil a Viareggio, recapito 0584-32531 e a Lucca, recapito 0583-44151.

Il comunicato è firmato da Fabrizio Simonetti, responsabile Cgil Versilia e da Daniela Ricchetti della Filcams


Nota:
In Versilia nel 2017 sono state 118 le vertenze intentate dai lavoratori del turismo attraverso la Cgil, per varie irregolarità in ristoranti, pubblici esercizi, stabilimenti balneari.
Di queste 118 alcune sono plurime, ossia interessano più persone impiegate dallo stesso datore di lavoro.
Il 70% delle vertenze si è già chiuso positivamente per i lavoratori, mentre un 30% prosegue davanti al giudice del lavoro.
 
   

   
  Daniela Francesconi giornalista professionista ufficio stampa e comunicazione

lunedì 18 luglio 2016

LUCCA: Ospedale San Luca, Fp-Filcams-Fiom insieme denunciano la situazione


comunicato congiunto delle segreterie provinciali di Lucca di Fp-Filcams-Fiom sulla situazione all'ospedale San Luca.

LA SICUREZZA ED I PROBLEMI DEI LAVORATORI ALL'OSPEDALE SAN LUCA DI LUCCA SONO SOLO UN PROBLEMA DEL SINDACATO

Abbiamo chiesto da oltre un mese un incontro con la direzione dell'ospedale, del gestore delle attività in appalto e con il sindaco di Lucca e niente e nessuno si è fatto ancora vivo.

Siamo molto preoccupati per i lavoratori che operano presso l'ospedale San Luca, sia per la salute propria e dei propri familiari che per la sicurezza ambientale.

Molti adempimenti sono ben lungi dall'essere stati compiuti piuttosto che normati con delle profilassi e protocolli medico-sanitari, almeno per quel che riguarda una parte del personale impegnato al San Luca.

La mancanza di personale e il ricorso continuo a turni disagiati non risparmia nessun settore, sia quelli pubblici che quelli privati. Già dal 1 giugno Apcoa - il gestore degli stalli a pagamento, ndr - ha interrotto gli abbonamenti mensili per i dipendenti delle aziende provider (pulizie, ristorazione, facchinaggio, manutenzione..) che erano stati previsti da un accordo firmato lo scorso anno con le organizzazioni sindacali.
 
Oggi questi lavoratori, quasi tutti esclusivamente part time e quindi a basso reddito, sono costretti a pagare al gestore dei parcheggi una buona parte del loro stipendio, visto che nel frattempo quelli comunali gratuiti non sono ancora stati aperti. 

Anche i lavoratori pubblici sono costretti a fare file interminabili per poi non trovare spazio nei pochi posti di parcheggio a loro dedicati. Molti e rilevanti sono i limiti nella fruizione dei servizi comuni. 

Crediamo che i problemi presenti siano di grande rilevanza e la loro risoluzione debba essere cercata non solo con le imprese operanti nell'ospedale. Deve essere affrontata sia con la ASL sia con l'intervento della politica, perché le garanzie per i lavoratori coinvolgono e sottendono inevitabilmente ad un miglioramento dei servizi dei cittadini/pazienti che si rivolgono al San Luca.
 
Ci chiediamo a questo punto se vi sia una qualche disponibiltà ad affrontare quanto denunciato dai lavoratori e dai loro rappresentanti, oppure se si debba - per grave responsabilità di chi governa il territorio e gestisce l'ospedale - richiedere l'intervento degli organi ispettivi per tentare di sanare la situazione.
Una cosa è certa i lavoratori non possono attendere oltre. 

per Funzione Pubblica Cgil, Giovanna Lo Zopone - glozopone@lucca.tosc.cgil.it - cell. 3460033792
per Filcams Cgil, Valentina Gullà - vgulla@lucca.tosc.cgil.it - cell. 3479489478
per Fiom Cgil, Nicola Riva - nriva@lucca.tosc.cgil.it - cell. 3488830631

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Daniela Francesconi
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ufficio stampa e comunicazione
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Federazione Impiegati Operai Metallurgici della provincia di Lucca 
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