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martedì 6 giugno 2017

CAMAIORE, RICCARDO ZUCCONI: INTERVIENE SULLA POLEMICA DEL PERACETICO.


Riccardo Zucconi, Segretario Fratelli d'Italia Provincia di Lucca, interviene sull'uso del peracetico: "Potrà sembrare strano ma è una questione culturale. Molti anni fa, durante la mia esperienza come capogruppo nel Comune di Camaiore ricordo bene le perplessità dei vecchi dirigenti del mio partito di fronte ai lavori di costruzione delle reti fognarie realizzate dalle giunte di Nuti e Pezzini; "le fogne stanno sotto terra e i cittadini non le vedono e poi danno noia coi lavori per farle" dicevano, insomma sostenevano che i soldi spesi dalle amministrazioni dovevano portare un consenso immediato. Pessima filosofia che pare da qualche tempo venga però adottata dalle attuali amministrazioni di sinistra (ma non solo). A fronte di una antropizzazione sempre più invasiva e di nuove fonti di inquinamento, gli amministratori pubblici sembrano interessarsi più alla ricerca del consenso che alla difesa dell'ambiente. Il caso camaiorese con Del Dotto, incaricato di operare per conto di tutti i Comuni della Versilia, per evitare i divieti di balneazione che hanno flagellato il turismo versiliese è paradigmatico: si è scelto la discutibile strada di trattare le acque alle foci e si è percorsa tale strada pure con evidenti incapacità gestionali (vedasi l'iniziale opzione degli impianti di ionizzazione fallita miseramente)".

"Dopo le critiche delle scorse settimane da parte dei sindaci di Viareggio e Pietrasanta che, giustificatamente, accusavano Del Dotto di scarsa capacità operativa – prosegue Zucconi – proprio quest'ultimo, dopo le precipitazioni del fine settimana, si è visto costretto ad emettere un'ordinanza di non balneabilità per la Foce del Motrone. Mallegni ritiene che la responsabilità sia appunto del Comune di Camaiore, capofila della sperimentazione ma che in 3 anni non ha combinato niente, al contrario di quello che il suo ruolo (e il milione di euro di spesa affrontata) gli avrebbe imposto".

"Noi riteniamo che le responsabilità facciano capo direttamente anche a tutte quelle amministrazioni che da decenni hanno continuato hanno continuato a ragionare come se le opere per la salubrità dell'ambiente non portando un immediato consenso fossero da trascurare – prosegue il Segretario di Fratelli d'Italia – Ecco perché il problema è culturale ed investe la capacità degli amministratori di interpretare il ruolo di custodi dei territori. Si potrebbero citare non solo i gravi ritardi del completamento delle reti fognarie con la doverosa verifica degli scarichi abusivi ma anche il mancato adeguamento del sistema dei depuratori, l'annoso problema del risanamento del lago di Massaciuccoli, gli inesistenti progetti per la messa in protezione delle aree umide presenti nel territorio versiliese".

"Il problema dunque è culturale prima che politico e amministrativo perché per anni quegli amministratori si sono dimostrati privi di una cultura ambientale ed hanno ignorato inoltre che la salute dell'ambiente, soprattutto in territori a forte vocazione turistica va di pari passo alla salute economica delle aziende, cioè alla capacità di attrazione di flussi di utenza sempre alla ricerca di location che li facciano uscire dalle inquinate situazioni urbane in cui spesso sono costrette a vivere – insiste Zucconi – Insomma la presenza di fauna e flora incontaminate oltre che sintomo del rispetto del creato sarebbero pure un enorme richiamo turistico; vedere aironi, rari anfibi, istrici, cigni, martin pescatori non è solo quindi un piacere ma è il sintomo che quelle acque conservano ancora un minimo di vitalità e che quindi i terreni nei quali viviamo non sono ancora definitivamente compromessi. E sempre dal punto di vista culturale chi non capisce che i divieti di balneazione sono solo la punta di un iceberg che sottointende un sistema di acque inquinate a monte, chi si illude che sterilizzando quelle delle foci il problema sia risolto, dà il segno di una ignoranza forte, radicata, dannosissima"

"Ricordo infine che si sta parlando unicamente di inquinamento da coli batteri e cioè di una piccola parte del problema che dovrebbe poi essere affrontato anche sul versante degli inquinanti chimici a da eventuali presenza di metalli. In questa ottica il trattamento con acido peracetico non può quindi che rappresentare un rimedio temporaneo al quale dovrebbe seguire immediatamente un programma di risanamento alla radice condotto in coordinamento con Gaia e tutti i comuni interessati: quanti fondi europei si è stati capaci di attivare in merito? E mentre ci chiediamo se i 2 milioni di € stanziati dalla Regione (ma son sempre soldi nostri ) avrebbero potuto essere meglio utilizzati così da poter iniziare tale opera di risanamento, diciamo anche chiaramente che i giochi dello scontro politico su materie come queste ci sembrano particolarmente mortificanti – chiude – Dispiace vedere che un Comune come quello di Camaiore che fino a non molti anni fa era considerato all'avanguardia nel settore, grazie a TUTTE le amministrazioni precedenti, sia oggi oggetto di motivate critiche degli amministratori dei comuni limitrofi: non interessa chi prenderà in mano definitivamente la questione, anche se saremmo un po' più tranquilli se la cosa fosse affidata al sindaco di Pietrasanta, interessa che si metta velocemente un tappo al problema e si cominci a programmare tutte le misure (qualcuno si sarà accorto che i nostri depuratori sono al collasso?) per un radicale risanamento complessivo fino ad arrivare a non dover usare un acido per tappare le falle. Le responsabilità hanno oggi nome e cognomi, se i sindaci unitamente a Gaia non sapranno dimostrare di essere all'altezza del compito allora se ne potrà solo dedurre che avere sette amministrazioni per la Versilia è veramente un lusso che non ci si può più permettere".